Dell’Utri, 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa
30 giugno 2010 - Scritto da admin
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ena ridotta in appello per il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, acusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte di Appello di Palermo lo ha condannato a 7 anni, due in meno dei 9 anni avuti in primo grado. I giudici sono rimasti in camera di coniglio per sei giorni. Il procuratore generale Nino Gatto aveva chiesto la condanna a 11 anni, con un aumento di pena di due anni. La Corte ha invece ridotto la pena di due anni, determiando in 7 anni la condanna del senatore.
La Corte ha inoltre dichiarato di non doversi procedere nei confronti di Gaetano Cina’, esponente mafioso che era l’unico altro imputato del processo e che e’ frattanto deceduto. Dal “decreto salvaladri” al tentativo, poi fallito, di adottare norme che avrebbero potuto favorire i mafiosi. Nella memoria illustrata nel processo d’appello a Palermo, nel suo atto d’accusa a Marcello Dell’Utri, chiamato a rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa, il procuratore generale Antonino Gatto ha ricostruito quello che a suo dire si e’ configurato e “concretizzato come un patto di scambio fra Cosa nostra e Dell’Utri”.
Ha cosi’ ricostruito passo dopo passo l’iter legislativo aperto dal provvedimento con cui il governo presieduto da Silvio Berlusconi, ministro della Giustizia Alfredo Biondi, tento’ di varare nuove regole in tema di indagini sulla pubblica amministrazione, sulla corruzione e sulla custodia cautelare, che avrebbero riguardato pure gli imputati di mafia. Il decreto, presentato a luglio del 1994, non venne convertito in legge entro il settembre successivo e decadde, dopo che era stato investito da una salva di critiche: contro la misura, definita “salvaladri” e approvata alla vigilia della semifinale mondiale Italia-Bulgaria, prese posizione anche il pool di Milano, di cui all’epoca faceva parte anche Antonio Di Pietro. Anche l’allora ministro degli Interni, Roberto Maroni, dichiaro’ la propria contrarieta’, dicendo fra l’altro di aver parlato “con alcuni magistrati in prima linea contro la mafia” e di avere “scoperto che questo decreto e’ diverso da quello che ci era stato prospettato la sera in cui lo abbiamo approvato”. In settembre furono ripresentate piu’ o meno le stesse norme sotto forma di disegno di legge, su iniziativa della commissione Giustizia della Camera, allora presieduta da Tiziana Maiolo.
Secondo la ricostruzione del pg, proprio negli ultimi mesi del 1994, vi fu il tentativo di inserire in questo ddl articoli di legge, in modo da rendere meno agevoli sia gli arresti dei mafiosi che il loro permanere in carcere. Il 22 dicembre del 1994 cadde il governo Berlusconi e nella legge poi approvata l’8 agosto del 1995 sotto il governo Dini (dopo il “ribaltone” che aveva portato al cambiamento di maggioranza in Parlamento) molti dei punti che stavano a cuore ai boss furono cancellati. Il pg ha sostenuto che la vicenda, cosi’ ricostruita, rappresenta un “formidabile riscontro” al racconto del pentito Salvatore Cucuzza, “collaborante quanto mai affidabile”.
Cucuzza ha riferito il racconto di Vittorio Mangano, da lui incontrato proprio alla fine del 1994, e si tratta, ha affermato il rappresentante della Procura generale, di questioni estremamente tecniche, su cui e’ difficile ipotizzare che ci possano essere stati inquinamenti e condizionamenti attraverso la lettura dei giornali da parte del collaboratore di giustizia o da parte della sua fonte, il defunto ex stalliere di Arcore. Mangano e Cucuzza avrebbero parlato pure dell’opposizione dell’esponente della Lega, che il pentito chiama “Moroni” e non Maroni. Si sarebbe cosi’ concretizzato, ha chiosato il pg Gatto, il patto di scambio fra Cosa Nostra e Dell’Utri. Non solo. “Alle trattative del periodo ’93-’94 tra lo Stato e Cosa nostra contribui’ Marcello Dell’Utri, come gia’ risultava prima delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza”, ha sostenuto Gatto successivamente nella sua requisitoria terminata con la richiesta della condanna a 11 anni di carcere. “A Milano Dell’Utri aveva rapporti con i fratelli boss di Brancaccio, Giuseppe e Filippo Graviano – ha aggiunto – I Graviano erano interessati al movimento politico ‘Sicilia libera’, poi confluito in Forza Italia. I due fratelli erano latitanti a Milano e avevano saldi rapporti con l’imputato, al punto che gli raccomandarono il calciatore Giuseppe D’Agostino, figlio di un loro uomo, perche’ venisse fatto giocare nel Milan”.
Il Pg si e’ soffermato a lungo sulla “natura politica” dei discorsi fatti da Giuseppe Graviano a Spatuzza al bar Doney di Roma e a Campofelice di Roccella: “In quelle occasioni, col petto gonfio di gioia – ha proseguito il Pg – il boss disse di avere trovato ‘persone serie’ che gli avrebbero consentito di mettersi il Paese nelle mani: Berlusconi e Dell’Utri”. Tra la fine del ’93 e il gennaio ’94, “avrebbero dovuto portare benefici per tutti, compresi i carcerati. Si attendevano – ha aggiunto il pg – provvedimenti e interventi da chi doveva fare le leggi. E questo era lo scopo di Graviano, ma non solo. Secondo quanto ha riferito un altro collaborante, Nino Giuffre’, anche Bernardo Provenzano usci’ allo scoperto in quello stesso periodo e disse: ‘Ci possiamo fidare’”. Partendo da due intercettazioni, una delle quali a casa del capomafia di Brancaccio Giuseppe Guttadauro, Gatto ha anche detto che tra i boss palermitani c’era l’ordine di votare per Dell’Utri, che avrebbe accettato i voti e in cambio si sarebbe impegnato in favore di Cosa nostra. Tra gli elementi che proverebbero il rapporto di scambio tra l’organizzazione criminale e il partito che Dell’Utri contribui’ a creare, Forza Italia, il pg ha citato il disegno di legge del 1994, che prevedeva modifiche alle misure cautelari in tema di mafia: “I boss e i picciotti – ha detto Gatto – ne avrebbero tratto benefici.
Il provvedimento non venne approvato solo perche’ il governo Berlusconi cadde”. Il ddl divenne poi legge, ma senza la parte con il contenuto ipoteticamente favorevole ai mafiosi. Infine, l’assunzione del mafioso palermitano Vittorio Mangano ad Arcore, nella tenuta di Silvio Berlusconi, che “non fu legata a interessi agricoli, ma alla necessita’, che all’epoca avevano tanti imprenditori, tra i quali c’era lo stesso Berlusconi, di “proteggersi” dal pericolo di sequestri. Gatto, per escludere che Mangano fosse stato assunto per fare da stalliere o da fattore ad Arcore, ha usato le stesse parole dell’imputato. “Nelle dichiarazioni spontanee rese il 29 novembre del 2004 -ha detto il Pg- fu Dell’Utri a dire che in realta’ Mangano si interessava di cani e non di cavalli. Non si vede quale sarebbe stato dunque il suo contributo alla cura di animali che Berlusconi voleva allevare nella sua tenuta appena acquistata”. Gatto si e’ soffermato anche sulla “stranezza” di far venire in Brianza un dipendente palermitano, che di coltivazioni padane sapeva ben poco: “in realta’ -ha chiosato il rappresentante dell’accusa- a giudicare dal suo notevole certificato penale, gli interessi che coltivava erano ben altri rispetto a quelli agricoli”.
Per il pg, insomma, i rapporti con esponenti mafiosi “sono provati” e la vicenda processuale di Dell’Utri ha grandi implicazioni, come ha fatto capire il 24 giugno, poco prima che i giudici entrassero in camera di consiglio: “Non vorrei essere nei vostri panni: dovete prendere una decisione che e’ veramente storica, non solo dal punto di vista della storia giudiziaria, ma che attiene alla storia del nostro Paese. Voi potete contribuire alla costruzione di un gradino, salito il quale forse, e ripeto forse, si potranno percorrere altri scalini che potranno fare accertare le responsabilita’ che hanno insenguinato il nostro Paese. Oppure lo potete distruggere questo gradino. E’ il potere qui, che viene processato, non possiamo sottrarci al giudizio. E’ il potere che ha cercato di sfuggire al processo”. (AGI)
Festa di Liberazione a Bottagna
30 giugno 2010 - Scritto da admin
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Dal 2-3-4 Luglio, replica il 9-10-11 ed il 16-17-18 Luglio presso il Parco Fluviale di Bottagna, si terrà la Festa di Liberazione organizzata dal circolo “XXV aprile – Aldo Lombardi”.
Specialità di Mare e di Terra, la domenica cucina aperta anche a Pranzo.
Tutti i sabati e le domenica si balla con Dj Menegatti
- Venerdi’ 2 Luglio ore 17:30, iniziativa pubblica G8: La democrazia violata
Intervengono:
Giorgio Bonamassa – Avvocato Genoa Legal Forum
Alfio Nicotra – Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista
Daniela Torro – Avvocato Genoa Legal Forum
Giuliano Giuliani – Padre di Carlo
Coordina Rosario Conte – Segreteria Provinciale Prc La Spezia
- Venerdi’ 9 Luglio ore 17:30 – Iniziativa pubblica “Loro la crisi,noi la soluzione” esperienze contro la crisi a confronto.
Coordina Serena Lombardi – Gap La Spezia
Intervengono:
Anna Vespa – Gas La Spezia
Massimo Lombardi - Segreteria Provinciale Prc
Laura Jacopini – Spaccio Popolare “Ernesto Cheguevara” Viareggio
Francesco Piobbichi – Responsabile Nazionale Partito Sociale Prc/Se
Molti di quelli che reclamano più “legalità” pensano che ci sia bisogno di più carcere duro (41bis), più ergastoli, più operazioni di polizia. Più legge, più ordine. E’ questa la bussola interpretativa dell’opposizione a Berlusconi? Io continuo a pensata alla Brecht, secondo cui chi fonda una banca è più criminale di chi la rapina.
Simona Cossu: ”Anche in Comune il PD si sposta a destra”
29 giugno 2010 - Scritto da admin
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Nella seduta di ie
ri sera del Consiglio Comunale si è palesata una situazione di difficoltà della maggioranza che ormai rischia di essere cronica.
All’ordine del giorno c’era in discussione una mozione presentata dal nostro Gruppo Consigliare che evidenziava tutte le criticità della proposta di riforma della legge sui porti, se in Parlamento non vi saranno modifiche essenziali a questo disegno di legge, il rapporto tra città e Porto Commerciale sarà ancora più problematico rispetto all’oggi.
La nostra mozione non è stata approvata grazie all’astensione del Partito Democratico, è stato approvato, invece, un ordine del giorno che nulla dice sulla possibilità, prevista in questo disegno di legge, di fare operazioni di dragaggio in contemporanea con le bonifiche, nulla dice contro il fatto che il Piano Regolatore Portuale non deve più essere conforme agli strumenti urbanistici vigenti, nulla dice contro il fatto che il PRG potrà contenere previsioni concernenti,altresì, aree esterne necessarie allo sviluppo delle attività portuali.
Ritengo preoccupante che il PD non abbia voluto esprimersi su temi così importanti per la nostra città, essendo evidentemente d’accordo con le modifiche che introdurrà questa legge del Governo Berlusconi.
Abbiamo poi presentato un ordine del giorno collegato alla mozione, che invitava il Sindaco a far luce su preoccupanti segnalazioni raccolte da alcuni lavoratori sulle loro condizioni nella movimentazione merci in Porto.
Le segnalazioni contenute all’interno dell’Odg se confermate sarebbero di una gravità assoluta, sopratutto per quanto concerne gli aspetti relativi alla sicurezza, ritengo quindi vergognoso che il Partito Democratico non si sia sentito in dovere di farsi carico di ulteriori verifiche e abbia invece deciso di astenersi, pregiudicando così l’approvazione del documento.
Auspico che il Sindaco dimostri maggiore sensibilità del Gruppo Consigliare del Pd e voglia comunque approfondire quanto segnalato.
Simona Cossu
Capogruppo in Consiglio Comunale, PRC
Dal PDL solo balle colossali e vergognosa disinformazione
29 giugno 2010 - Scritto da admin
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“In merito alle odierne dichiarazioni degli esponenti spezzini del Pdl, che meglio non hanno da fare che raccontare balle ai lettori e fare della banale, semplicistica, presuntuosa, disinformazione pensando di continuare a prendere in giro gli elettori, vorrei affermare che tali elementi non si devono permettere di parlare di inciuci ad un Partito che ha dimostrato nei fatti di non tenere minimamente a poltrone e posti vari.” Così Massimo Carosi definisce la speculazione vegognosa con cui il Pdl spezzino attribuirebbe alla bagarre in provincia una sua candidatura alla presidenza ATC.
“Potrei fare esempi concreti, a partire dalle nostre dimissioni dal CDA di Acam, ma a questi soggetti non interessano coerenza e moralità perchè non possono insegnarle agli altri, visto che sono doti a loro sconosciute. Chi agisce nel nome di Berlusconi e del suo governo - conclude Massimo Carosi – non si deve permettere di continuare a sparlare di Rifondazione Comunista cercando di sporcare la battaglia che il PRC spezzino sta facendo in Provincia per seri e precisi motivi politici e non per questioni personali.”
Alle dichiarazioni del resp.Organizzazione del PRC segue una presa di posizione dell’intera segreteria.
La casta di Giampedrone predica bene e razzola male, così giovane e già così sfuggente. Giampedrone si affretta a bollarci come scontati, ma ben si guarda da rispondere alle nostre argomentazioni.
Se il nostro paese allo sbando più totale, se questa manovra taglia fondi agli enti locali, lo vada a chiarire con il suo sultano, Silvio Berlusconi. Bavagli, tagli a salari e pensioni, licenziamenti e massacri sociali e l’unico argomento di Giampedrone è la nostra presunta scontatezza? Vada davanti alle nostre Pomigliano: dal Muggiano a Fincantieri alla Termomeccanica, fino all’ufficio dell’impiego ed in tutti luoghi dove i lavoratori pagano la crisi generata dai padroni, amici di Giampedrone, invece si permette di dire le solite baggianate. Ecco che Confindustria nella giunta provinciale non è certo un problema per il centrodestra.
Così si permette di far la morale a chi sta conducendo una battaglia di civiltà e di democrazia mettendo in questione le condizioni della gente? Giampedrone vada a bussare alla porta del sindaco di Follo, perché se non lo sa s’informi (repetita iuvant) mentre aumenta tariffe del trasporto e della mensa scolastica si è raddoppiato lo stipendio! Alla faccia di chi in questo momento vive con 600 euro al mese! Ecco dov’è finita casta!
Per tutti questi motivi Giampedrone dimostra ciò che realmente è la dirigenza del Pdl, un’accozzaglia di demagoghi che preferiscono strumentalizzare le azioni politiche degli avversari, lucrando e speculando sui disagi dei cittadini. Un vergogna indecente.
La Strage di Viareggio non si dimentica!
29 giugno 2010 - Scritto da admin
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Un anno esatto fa, nella notte tra il 29 e il 30 giugno 2009, trentadue persone innocenti morirono a Viareggio, vittime dell’esplosione di un treno merci che trasportava gas Gpl. Ci furono feriti, case sventrate e carbonizzate. Un incubo che ancora oggi è negli occhi di tutti e che sarà ricordato stasera da una manifestazione per le vie della cittadina toscana alla quale parteciperà una delegazione spezzina del PRC.
Una delle più grandi stragi ferroviarie di tutti i tempi che anche Rifondazione Comunista della Spezia vuole ricordare nel profondo rispetto dei parenti dei caduti il cui dolore è ancora fortissimo e vivo. Un lutto che non possiamo dimenticare, visto che quel treno correva sulla tratta La Spezia-Pisa e poteva esplodere in qualsiasi città attaversata dalla linea, dalla stessa Spezia a Sarzana, alle stazioni toscane delle province di Massa e Lucca. Migliaia di persone quella notte sono state a rischio per quella vera e propria bomba in movimento.
Rifondazione Comunista della Spezia si unisce al comitato dei parenti delle vittime viareggine nella richiesta delle dimissioni dell’Ad delle Fs così come le chiede al Governo Berlusconi e al ministro dei Trasporti Matteoli, che non parteciperà alla manifestazione perchè -giustamente- non gradito ai manifestanti.
Lorsignori devono andarsene subito, visto anche il continuo disprezzo dimostrato per la nostra città e i suoi ferrovieri del comparto Cargo, che tra un mese esatto dovranno andarsene dal deposito della Spezia nonostante le locali proteste del mondo politco e sindacale. Ricordiamo che due spezzini erano alla guida di quel treno che alle 23.48 di un anno fa causò la tragedia. I macchinisti D’Alessandro e Fochesato riuscirono a sopravvivere ma da allora non sono più gli stessi, vittime viventi dello shock della strage.
Per loro, per tutti i lavoratori delle Fs, vivi e caduti per la causa come quei 32 civili innocenti, il PRC spezzino tutto chiede a gran voce giustizia rispetto e verità.
Fuori la Confindustria dalla giunta provinciale!
29 giugno 2010 - Scritto da admin
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Al motto di «Fuori la Confindustria dalla Giunta Provinciale!!» La Federazione della Sinistra spezzina, in occasione della seduta del consiglio provinciale, ha portato avanti, nel primo pomeriggio di lunedì, un presidio di protesta davanti al palazzo della Provincia della Spezia, per chiedere al presidente Fiasella il ritiro del decreto del 22 giugno
scorso e l’uscita dalla giunta provinciale dell’ingegner Ettore Antonelli, vicepresidente della Confindustria Giovani della Spezia.
Chiara Bramanti, segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia: «Fiasella ha portato avanti un atto unilaterale e cioè senza aver minimamente consultato le forze della sua maggioranza, senza aver chiesto una verifica fra queste forze che lo hanno sostenuto. Ha fatto questa operazione che prevede la fuoriuscita di un assessore della Federazione della Sinistra, ma anche di un socialista e una donna».
La Bramanti ha poi proseguito parlando di un brutto segnale nei confronti degli elettori che avevano votato gli assessori uscenti, puntando poi il dito su uno dei sostituti in particolare: «Fiasella ha inserito nella propria giunta un esponente di Confindustria locale, per altro un membro del consiglio di amministrazione di una società proprietaria di pozzi nel nostro territorio. Un atto inaudito sia nel metodo che nel merito, che calpesta le forze che lo hanno sostenuto lealmente».
Chiara Bramanti ha poi concluso il suo intervento: «Noi non possiamo accettare tutto questo. Non si può governare con chi ha conflitti di interesse nei confronti della Provincia. Martedì, visto che per la prima volta siamo stati convocati a un incontro chiederemo il ritiro del decreto valutando cosa dirà Fiasella, sperando che si assuma la responsabilità e faccia un passo indietro».
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Giampedrone insulta per l’ennesima volta i lavoratori. Si vergogni
26 giugno 2010 - Scritto da admin
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Apprendiamo con sgomento che per il coordinatore provinciale del Pdl, Giacomo Giampedrone, la dinamica con cui Fiasella ha sostituito il compagno Cambi all’assessorato al Lavoro con il vice-presidente dei giovani industriali è una questione di poltrone. E’ evidente che per Giampedrone non vi è differenza tra lavoratori e padroni, tuttavia riteniamo l’atteggiamento del giovane berlusconiano vergognoso.
La demagogia con cui Giampedrone ha commentato questi fatti è ancor più sconcertante quando sottolinea la necessità di pensare ai problemi della gente in un momento economico difficile come questo. Ma stiamo parlando del coordinatore provinciale del partito che esprime il presidente del consiglio! Ed allora eviti di speculare su chi fatica ad arrivare alla fine del mese per fomentare la propria propaganda, visto che questo governo ha varato una manovra finanziaria socialmente delinquenziale!
Se casomai non fosse abbastanza, ci chiediamo se Giampedrone sia a conoscenza di cosa combinano gli amministratori locali del suo partito, dal momento che il sindaco di Follo, Giorgio Cozzani del Pdl, nel precedente bilancio comunale ha raddoppiato il suo stipendio e quello dei suoi assessori, e parimenti aumentando le tariffe del trasporto scolastico. Bel modo di occuparsi dei problemi della gente.
E’ evidente che l’ingresso nella giunta Fiasella di un esponente del padronato locale (Ettore Antonelli di Confindustria), che da sempre caldeggia prassi utili solo al loro arricchimento come l’incenerimento dei rifiuti o la privatizzazione dell’acqua, è assai gradito a Giampedrone come a tutto il centrodestra spezzino. Che si evitino quindi inutili demagogie in caso non si abbia argomenti seri per commentare la politica spezzina. Alla faccia dei lavoratori e dei cittadini.
Calice: “Libertà di opinione censurata dall’amministrazione Battilani”
25 giugno 2010 - Scritto da admin
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Recentemente alcuni compagni di Rifondazione Comunista di Calice al Cornoviglio hanno affisso dei volantini in frazione Pantanelli riguardo i lavori in corso, da parte dell’amministrazione Battilani, per la realizzazione di un parcheggio per camper e bus secondo noi sbagliata, visti i detriti che verranno depositati in quel sito e i tanti scempi che sono stati perpetrati in varie parti del nostro territorio provinciale negli anni passati (vedasi la famigerata discarica di Pitelli dove ditte senza scrupoli hanno speculato sulla salute pubblica solamente per il proprio profitto).
Rifondazione voleva denunciare tutto questo e mettere in allarme i cittadini calicesi sul rischio che corrono per la propria sicurezza e salute.
In tutta risposta l’amministrazione comunale, tramite i locali vigili urbani, ha pensato bene di richiamarci e ammonirci per aver affisso tali “incriminati” volantini in zone non consentite, di fatto censurando la nostra opinione sulla vicenda.
Volevamo sottolineare che siamo stati costretti ad infrangere il regolamento dato che la stessa amministrazione non ha mai provveduto ad installare nella frazione Pantanelli un’opportuna bacheca pubblica per le affissioni, necessaria per la giusta e democratica circolazione di idee e di opinioni sulla vita politca calicese di ogni giorno.
Non vorremmo che, prendendo a pretesto tale colpevole mancanza di strutture per l’affissione, si colpisca la libertà di espressione di una forza politica importante, anche se non rappresentata in consiglio comunale.
Rifondazione Comunista in ogni comune della provincia continuerà sempre e comunque le proprie battaglie per dare voce e informare tutti i cittadini, specialmente quelli delle fasce più deboli, di quanto accade nelle amministrazioni. Pur non credendoci i soli portatori della verità, ci appelliamo in coloro che credono fortemente nei valori della Sinistra con la S maiuscola affinché ci aiutino a ricostruire quelle idee vincenti che portarono al benessere quelle categorie sociali che ora pagano duramente una pesante crisi economica creata da altri.
Rifondazione Comunista-PDCI sostengono lo sciopero generale proclamato dalla Cgil
24 giugno 2010 - Scritto da admin
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Rifondazione Comunista La Spezia e tutta la Federazione della Sinsitra spezzina sostengono lo sciopero generale proclamato dalla Cgil per venerdì 26 giugno e invita tutti i cittadini a partecipare al corteo di domani per le vie della città che partirà alle 10 da piazza Europa e si concluderà in piazza Mentana.
Saranno pesantissime le conseguenze della manovra del governo, che non mira minimamente a intaccare la speculazione ma a distruggere quel che resta dello stato sociale. Aumenteranno disoccupazione, disuguaglianze e povertà e i lavoratori pagheranno i prezzi di una crisi provocata dai processi di deregolamentazione e privatizzazione uniti ai bassi salari ed alla precarietà. Scioperare significa anche difendere lo spirito e la lettera della Costituzione repubblicana, che mette il lavoro al centro della vita del paese e che viene minacciata anche dall’offensiva padronale: come il ricatto di Pomigliano, cui gli operai hanno risposto con un grande lezione di dignità.
Uno sciopero ancora più importate nella nostra provincia visti i recenti gravi sviluppi politici generati dalla decisione monocratica del presidente Fiasella, che ha escluso dalla sua giunta l’assessore al lavoro della federazione della Sinistra Elio Cambi per sostituirlo con il vicepresidente dei giovani di Confindustria spezzini Ettore Antonelli.
Una scelta grave che sa di profonda offesa verso i lavoratori spezzini e verso l’elettorato popolare che aveva eletto il presdiendente sulla base di programmi e alleanze ben precise nel 2007. Per contrastare la politica del governo e i disegni padronali il Prc domani sarà in piazza a fianco dei lavoratori e della Cgil.
Fiasella torni indietro o sarà opposizione e conseguenze politiche in tutto il territorio
24 giugno 2010 - Scritto da admin
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La Federazione della Sinistra della Spezia (PRC-PDCI) e la Federazione spezzina del PSI, SEL chiedono l’immediato ritiro del Decreto del Presidente della Provincia Marino Fiasella il quale, nel pieno di un conflitto precongressuale tra bande tutto interno al suo partito (PD), ha scelto di calpestare i patti e le alleanze politiche che gli hanno permesso di essere eletto nel 2007 Presidente dei questa Provincia medaglia d’Oro alla Resistenza, dimostrando inoltre, tramite l’uso di metodi antidemocratici, lo scarso rispetto verso il voto popolare e verso i suoi collaboratori.
La scelta che il Presidente ha compiuto senza alcun confronto con la coalizione inserendo nella sua giunta un rappresentante della Confindustria locale (vicepresidente dei Giovani Industriali nonché proprietario della S.A.T., Società Acquedotti Tirreni proprietaria di numerosi pozzi idrici anche nel nostro territorio) ha fortemente spostato a destra l’asse politico della maggioranza che governa l’Ente.
Tutto questo è inaccettabile!!
Ne consegue che qualora il ritiro del decreto non avvenisse nell’immediato ne trarremo le logiche conseguenze collocandoci all’opposizione della Giunta Fiasella, con inevitabili ricadute sul quadro politico delle alleanze in tutta la Provincia.
Federazione della Sinistra La Spezia
Federazione del PSI e SEL La Spezia













