Il Pd la smetta di dire e votare cose di destra. Invece di vergognarsi della guerra, critica chi non la vuole!

30 ottobre 2010 - Scritto da  
Archiviato in Primo piano, Società

Non siamo stupiti delle dichiarazioni del capogruppo Pd in consiglio provinciale della Spezia Gianni Neri riguardo al voto contrario del suo partito alla mozione che chiedeva l’immediato ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan presentata dai consiglieri della Federazione della Sinistra Salvatore Romeo e Pierluigi Sommovigo.

Le arzigogolanti e balbettanti motivazioni secondo le quali il Pd ha trovato “invotabile” una mozione che chiedeva una cosa semplice come il ritiro delle truppe italiane da un conflitto assurdo che si sta combattendo da quasi dieci anni a migliaia di chilometri di distanza contraddicendo l’ articolo 11 della Costituzione (L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…) trovano spiegazioni nella profonda ambiguità manifestata da tutto il Partito Democratico, non solo sul tema della guerra.

Recentemente infatti proprio sull’Afghanistan il parlamentare Pd Fassino aveva dichiarato addirittura di non essere contrario all’uso degli aerei da combattimento e da bombardamento, ovviamente per scopi “difensivi”. Il Pd nazionale così si è dimostrato, come quello spezzino, nei fatti quasi più a destra del Pdl e del ministro La Russa, incredulo di fronte a tale “insperata” apertura da parte del “centrosinistra”.

Per questo non ci stupiscono i comportamente alla Spezia del Pd locale che però utilizza un linguaggio francamente offensivo: come si può affermare che che l’odg fosse”strumentale” e perseguisse obbiettivi di “bassa lena”? L’offesa non va tanto a noi, quanto alle migliaia di vittime civili che le ultime due guerre in Iraq e in Afghanistan hanno prodotto, anche con la forte complicità deglle truppe italiane, come rivelato pochi giorni fa dal sito Wikileaks.

Sappiamo benissimo che non è il consiglio provinciale spezzino a decidere sulle sorti del mondo: la votazione è pressocchè simbolica e politica. A maggior ragione si poteva votare senza tutte questi tristi balletti. La missione italiana costa, oltre un’infinita retorica patriottarda, enormi cifre allo stato italiano, cioè a tutti noi, basta consultare solo l’ultima legge datata 3 agosto 2010 sulla proroga al rifinanziamento delle missioni militari:

http://www.normattiva.it/dispatcher?service=213&fromurn=yes&datagu=2010-08-11&annoatto=2010&numeroatto=126&task=ricercaatti&elementiperpagina=50&redaz=010G0150&aggatto=si&&afterrif=yes&newsearch=1&paginadamostrare=1&tmstp=1288279832052

Sono 1350 milioni di euro solo per il semestre luglio-dicembre 2010, mentre il governo italiano continua a tagliare fondi e risorse in ogni settore quando  continua ad abbattersi una crisi economica e sociale sempre più soffocante.

Solo sulla guerra le risorse si trovano, e chiunque dice che queste affermazioni sono populiste si faccia un profondo esame di coscienza.

Quanto ai riferimenti a Fini e Casini, se gli esponenti del Pd si ritengono irritati, che pensino a votare e a affermare concetti di sinistra se vogliono ancora definirsi tali, invece che vendere fumo ai propri elettori e a rincorrere chimere moderate o, addirittura, conservatrici e destrorse.

Altrimenti che cambino ragione sociale e politica e aderiscano direttamente alle idee del centrodestra.

Domenichini: “Con i lavoratori, nelle periferie, nelle lotte per l’ambiente, per la trasparenza nella cosa pubblica”

29 ottobre 2010 - Scritto da  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

Riportiamo l’intervista su Cronaca4 a William Domenichini, resp.Ambiente PRC La Spezia.

In questi giorni assistiamo ad uno scontro istituzionale sul Waterfront, Rifondazione che dice?
Crediamo che, aldilà dello scontro istituzionale, vada messo l’accento sul tema del rapporto città-porto, la vita dei cittadini nei confronti di infrastrutture di un certo tipo. Per noi ci sono priorità come la mitigazione dell’impatto ambientale, si deve partire da questo. Sul Waterfront poi è necessario rilanciare un processo di partecipazione e di discussione che noi pensiamo sia stato carente. Waterfront occasione di sviluppo? A breve termine, si possono raggiungere traguardi di sviluppo attraverso altre modalità, per esempio la messa in sicurezza del nostro territorio. Con il Waterfront non si guarda all’oggi, ma alle grandi opere, magari attratti dal fascino di questi progetti. Per questo da parte nostra c’è una sana diffidenza.

Veniamo ad Acam
Parlare di Acam è come parlare di un grande calderone pieno di virtù e vizi del nostro territorio. Sulla questione rifiuti abbiamo ricevuto un riconoscimento nazionale dalla rete Ambiente e Futuro, con l’approvazione della nostra mozione in consiglio comunale alla Spezia: Rifiuti Zero. Crediamo che in questo processo Acam deve essere vettore e le potenzialità sono enormi. La criticità è il pregresso: ci deve essere una volontà prima di tutto politica, occorre un’assunzione di responsabilità più concreta da parte della classe dirigente sull’aspetto clientelare e poco pulito di una gestione protratta negli anni.

E l’aggregazione con Hera?
E’ un nervo scoperto. Hera è un soggetto con oltre 40% del privato e l’aggregazione, specialmente del settore acqua porta con sè una criticità forte. Per noi resta valido lo scorporo del ciclo idrico, che deve assolutamente rimanere in mano pubblica.

Altro argomento è la questione delle 5 Terre. Come può ripartire l’esperienza del parco?
Il problema è tutto politico. Siamo sbigottiti che ci sia stato questo ‘teatrino’ Pd-Pdl per il rimbalzo di responsabilità, ma basta vedere il consiglio di amministrazione del parco per capire di chi sono le colpe, ci sono nomi e cognomi.
La chiave di lettura corretta è proprio quella che ci offerto Renzo Raffaelli su Cronaca4, che ha accostato 5 Terre ad Acam. Nessuno ha visto? Nessuno ha controllato? Chi faceva opposizione, alle 5 Terre faceva vita gramissima.
Per il futuro: bisogna mantenere la gestione all’interno dell’ente parco, evitare le mire privatistiche perché il territorio deve avere la capacità decisionale di portare avanti progetti. E poi basta con la gestione clientelare della cosa pubblica. Come Rifondazione faremo una campagna forte sulla trasparenza della cosa pubblica.

C’è un problema di troppa ingerenza politica nella gestione della cosa pubblica?
Non troppa politica, ma cattiva politica. La politica si è appropriata di cose non proprie. Bisogna assumere impegni etici e morali, ci deve essere chiarezza dei ruoli e bisogna assolutamente evitare le sovrapposizioni di cariche.

Passiamo al piano nazionale. Se si andrà al voto, ci sarà l’accordo con Vendola?

Riporto la linea nazionale, c’è un accordo elettorale con le forze del centro-sinistra per battere Berlusconi. L’esperienza di governo con Prodi sia stata negativa, Rifondazione ha dovuto rincorrere, non ha portato a casa risultati. Un problema grosso e sentito, che ha avuto riscontro in un elettorato deluso. Noi vogliamo mandare a casa questo governo Berlusconi, su un nostro eventuale coinvolgimento in un governo di centrosinistra andiamoci cauti.

La cosa che sta più a cuore a Rifondazione in questo momento?

Non c’è un tema, ce ne sono tanti: l’ambiente, il sociale, il lavoro. Siamo a fianco dei lavoratori portuali, della gente delle periferie dove andiamo a fare la distribuzione del pane ad un euro al chilo, siamo impegnati nelle vertenze ambientali del territorio. Siamo ovunque si possa rifondare un modello di società alternativo al pensiero unico.

di Marco Ursano

Alessio Ciacci e Rifiuti Zero ad Annozero su Rai2

29 ottobre 2010 - Scritto da  
Archiviato in Appuntamenti, Primo piano

L’assessore all’ambiente del Comune di Capannori (LU), Alessio Ciacci, giovedì 28 ottobre, ospite di ‘Annozero’.

La celebre trasmissione di Rai 2 condotta da Michele Santoro nella nuova puntata in onda parla della drammatica situazione dei rifiuti a Terzigno in Campania e l’assessore Ciacci, che interviene nello spazio ‘Generazioni zero’ parlando dell’eccellenza di Capannori nel settore delle politiche di gestione dei rifiuti e della raccolta ‘porta a porta’ grazie alla quale oggi Capannori è al terzo posto in Toscana nella raccolta differenziata avendo raggiunto oltre l’82%.

La presenza di Alessio Ciacci all’importante trasmissione televisiva è un ulteriore riconoscimento all’eccellenza conquistata da Capannori e dai Comuni Virtuosi nel campo delle politiche ambientali, al lavoro di un compagno straordinario e di un gruppo, come quello di Rifondazione comunista che sta lavorando per un modello alternativo.

Barrani (PRC Vernazza): “L’attenzione resti alta e non si limiti solo a Riomaggiore”

28 ottobre 2010 - Scritto da  
Archiviato in Dalla Provincia, Primo piano

A più di un mese dal caos Parcopoli, che si è concentrato maggiormente sul comune di Riomaggiore, voglio sottolineare come non debba in alcun modo calare l’attenzione generale su uno dei più grossi scandali che si è abbattuto negli ultimi anni nella nostra provincia.

Invito inoltre a gettare lo sguardo su tutta l’area del Parco che coinvolge altri due comuni, Vernazza e Monterosso, senza limitarsi e restringere il cerchio alla sola area riomaggiorese.

A Vernazza siamo fieramente all’opposizione in consiglio comunale e lo saremo finché emergerà tutta la verità anche al di fuori dal comune Riomaggiore, ora commissariato. Come esponente di Rifondazione Comunista la mia linea sul caso Cinque Terre è esattamente quella espressa dalla mia segreteria provinciale: occorre chiarezza, trasparenza, partecipazione e una forte presa di coscienza della classe dirigente responsabile del disastro, che non si limiti alla semplice e sterile autocritica sulla stampa.

Difenderemo il Parco in tutta la sua interezza combattendo particolarmente le mire dei privati. Ma Rifondazione chiede soprattutto verità e giustizia per tutti quei cittadini che in questi anni hanno sofferto le gravi storture di questo sistema.

Antonio Barrani
Gruppo consiliare RIFONDAZIONE COMUNISTA Vernazza

Grazie a Rifondazione approvata a Follo la mozione-Acqua pubblica. E alla Spezia…

27 ottobre 2010 - Scritto da  
Archiviato in Dalla Provincia, Primo piano

Il 28 luglio 2010 l’assemblea generale dell’ONU ha approvata una risoluzione (122 a favore, 41 astenuti – tra cui Stati Uniti, il Canada, il Regno Unito, l’Australia – e 0 contrari) che dichiara l’accesso all’acqua potabile uno dei diritti fondamentali, un “diritto umano. Un risultato storico culmine di un cammino lungo più di 15 anni: l’approvazione di un documento, presentato dalla Bolivia del presidente indio Evo Morales, come a sancire l’ennesimo insegnamento che viene dal movimento di emancipazione sudamericano.

Éuna risoluzione politica e non ha dunque valore normativo, ma che rafforza la decennale battaglia per il riconoscimento del diritto all’acqua affermando che “l’accesso a un’acqua potabile pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell’uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita”.

Insomma un passo decisivo per affrontare la questione sempre più urgente della mancanza di risorse idriche per centinaia di milioni di persone: per l’ONU ogni anno un milione e mezzo di bambini muore per malattie legate alla carenza d’acqua, 884 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 2,6 miliardi vivono in condizioni igienico-sanitarie disastrose.

In Italia si è conclusa la raccolta firme per i 3 referendum sull’acqua: 1.401.432 persone costituiscono una rappresentanza diretta ed autentica del popolo sovrano che chiedono alla Corte la possibilità di esprimersi, con referendum abrogativo, su chi, ed in nome di quali interessi, deve gestire un bene comune come l’acqua. Intanto un’altra rappresentanza del popolo, quella cooptata dalle segreterie di pochi partiti in Parlamento, utilizza il “male comune” del debito pubblico per giustificare il finanziamento di interessi privati con i sacrifici del popolo sovrano, con privatizzazione di monopoli pubblici travestiti da liberalizzazioni del mercato, dall’Alitalia alle Ferrovie, magari passando per quella di Acam.

La buona politica deve continuare a chiedere la modifica degli statuti comunali, definendo l’acqua un bene comune universale, privo di rilevanza economica. Con i suoi consiglieri nei comuni spezzini Rifondazione Comunista ha presentato una mozione che ha ottenuto l’approvazione della modifica statutaria in cui si definisce l’acqua un bene universale e privo di rilevanza economica ad Ortonovo, Levanto, Lerici, Arcola, Vezzano Ligure e, addirittura, un comune amministrato dal centrodestra, ossia Follo, l’ultimo in ordine cronologico ad averla approvata lo scorso 21 ottobre.

Ma la stessa mozione è stata clamorosamente bocciata nel comune capoluogo della Spezia a causa dell’astensione del Partito Democratico, il che sottolinea la grande ambiguità che anima il partito di maggioranza relativa nella provincia spezzina.

Ecco perché non possiamo accettare che un privato gestore dei pozzi d’acqua locali faccia parte della giunta provinciale: perché occorre chiarire quali partiti stanno dalla parte dei cittadini e chi invece dice solo di esserlo. Dov’era la Lega Nord quando in Parlamento si votò il Decreto Ronchi, obbligando entro il 2011 a privatizzare i servizi idrici almeno del 40% e millantando l’obbligo imposto dall’Europa? Dov’è quella parte di Pd che vuole difendere i beni comuni quando la gran parte della dirigenza del partito si opera per la loro privatizzazione?

Occorre che si chieda e si ottenga la moratoria del decreto Ronchi in attesa della pronuncia della Corte sui Referendum, ed occorre che chi ha a cuore i beni comuni faccia squadra per impedire la svendita dell’acqua a privati che la gestiranno a proprio uso e profitto per i prossimi trent’anni.

Rifondazione Comunista in questa battaglia c’è.

Romeo e Sommovigo: “Sul ritiro dei soldati italiani dall’Afghanistan il PD si ritrova alla fine più a destra del PDL”

27 ottobre 2010 - Scritto da  
Archiviato in Primo piano, Società

Questo è quanto emerso riguardo un ordine del giorno presentato ieri sera in consiglio provinciale da parte del consigliere  Salvatore Romeo di Rifondazione Comunista e Pierluigi Sommovigo dei Comunisti Italiani che, ricordando l’assurdità della guerra quale strumento per “esportare la Democrazia”, chiedevano il ritiro delle nostra truppe dall’Afghanistan.

Dopo un’appassionata discussione, protrattasi sino alla mezzanotte, contraddicendo la propria dichiarazione di voto che preannunciava un voto di astensione sul documento comunista, i consiglieri del PD, per essere certi che il documento non passasse, chiedevano la sospensione del Consiglio.

Al rientro in aula l’astensione dichiarata poco prima dal capogruppo PD si era trasformata con sorpresa generale in voto contrario con l’accodamento della consigliera Guassone di Sd.

Vibrata e forte la reazione dei consiglieri Sommovigo e Romeo che accusavano i consiglieri del PD di contraddire se stessi nell’arco di dieci minuti e di ribaltare la propria espressione di voto, non per questioni di merito, ma esclusivamente con l’obiettivo di rigettare il documento comunista che con l’astensione espressa poi dal PDL sarebbe passato in sede di votazione.

Alla fine l’OdG veniva votato da Rifondazione, PdCI e IDV con l’astensione del PDL e il voto contrario del PD, Sd e del neo gruppo Futuro e Libertà del consigliere Greco.

Se questo è il prezzo politico da pagare per ingraziarsi le simpatie di Casini, Fini ecc, che giudichino tranquillamente i cittadini.

Salvatore Romeo (capogruppo RC in consiglio provinciale della Spezia)
Pierluigi Sommovigo (capogruppo PdCI in consiglio provinciale della Spezia)

Olivieri: “Solidarietà al consigliere Pasquale Indulgenza, le intimidazioni non fermeranno Rifondazione”

27 ottobre 2010 - Scritto da  
Archiviato in Dall'Italia, Partito

Nel corso della manifestazione di sostegno all’ex Ministro inquisito Claudio Scajola, che ha ricevuto avviso di garanzia per la vicenda del costruendo porto turistico di Imperia, il Sindaco della città di Imperia, nel suo comizio, ha indicato nominativamente, con intento sprezzante, davanti ad una piazza esagitata e offensiva, i consiglieri comunali di Opposizione e, tra questi, il consigliere del PRC Pasquale Indulgenza, segretario della Federazione di Imperia del nostro Partito.

Per il Sindaco di Imperia, Indulgenza é ‘colpevole’ di aver votato a suo tempo contro il progetto della gigantesca opera e la sua successiva variante, oltre che  ‘responsabile’ di denunce e richieste agli organi istituzionali preposti di accertamenti e verifiche sugli assetti societari dati e sull’assegnazione e la conduzione dei lavori.

La “colpa” di Indulgenza é semplicemente quella di aver esercitato con scrupolo il mandato ricevuto dagli elettori e di aver sempre contrastato le logiche da “partito degli affari” che imperversano nel Ponente Ligure, nell’interesse della collettività imperiese e di un sano ed equilibrato sviluppo del territorio.

L’esternazione del Sindaco di Imperia, in preda ad evidente zelo servile nei confronti del “Capo”, dimostra ulteriormente quale sia il rispetto delle opinioni altrui e delle regole democratiche che contraddistingue la politica dei berluscones.

Voglio esprimere a Pasquale Indulgenza la piena solidarietà di Rifondazione Comunista.

Non ci faremo tappare la bocca da queste intimidazioni.

Rifiuti zero è condizione ideale? Rifondazione l’ha proposta, è ora di attuarla

22 ottobre 2010 - Scritto da  
Archiviato in Ambiente, Primo piano

Forse i finiani spezzini hanno già metabolizzato l’esempio dei loro parlamentari ed hanno lanciato il sasso per poi nascondere la mano. E’ del tutto evidente che le note divulgate da Generazione Italia in tema di rifiuti arrivano addirittura a scomodare terminologie desuete e stantie. Ma quale massimalismo? Repetita iuvant: Generazione Italia propone il modello della discarica di Peccioli, denuncia che alla Spezia discarica è stato Pitelli, un’intuizione davvero sorprendente!

Tuttavia all’ultima udienza del processo Pitelli non s’è fatto vivo nessun esponente di tale forza politica. Per la cronaca nessun esponente politico spezzino esclusi quelli di Rifondazione. La magistratura si deve lasciar lavorare a prescindere dal monito di GI, ma l’atto politico di mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla vicenda è un dovere di chi dichiara la sensibilità a certe questioni. Dov’era GI quando si parlava (e si parla) di navi dei veleni o di ciminiere taroccate? Forse sarebbe il caso che gli accoliti di Gianfranco Fini ogni tanto diano seguito concreto alle loro dichiarazioni e non lascino intendere che siano le solite parole in libertà.

Arriviamo alle proposte concrete, perchè se si accusa di “corto circuiti ideologici”, dall’altra sponda c’è una vera schizofrenia compulsivo-istituzionale: la neonata costola del centrodestra ritiene “rifiuti zero” potrebbe essere la condizione ideale? Allora perché in consiglio comunale spezzino nessun esponente del centrodestra (quindi anche GI) non ha ne votato, ne tantomeno proposto emendamenti alla mozione Rifiuti Zero presentata da Rifondazione comunista?
In fondo questa strategia, laddove è stata adottata, hanno ottenuto:

1. Maggior occupazione con
  • sistemi produttivi locali sollecitati ad investire in un’impiantistica finalizzata al recupero ed al riutilizzo delle materie seconde provenienti da raccolta domiciliare;
  • imprese costrette a produrre beni senza imballaggi, sfusi o alla spina, o più genericamente si avrebbero beni progettati per essere recuperati, con vite utili più lunghe;
  • incremento dell’agricoltura locale, favorita dall’uso del compost;
2. Miglioramento dell’organizzazione produttiva dei territori con
  • accorciamento delle filiere produttive che rivede persino la logistica distributiva delle merci e le intermodalità del trasporto di beni;
  • sistemi di riparazione e di recupero sollecitano ampi settori occupazionali e formativi, dalla ricerca specializzata all’attività qualificata, dall’analisi merceologica dei rifiuti al laboratorio di riparazione;
3. Migliore qualità della vita con
  • meno smog e più salute bandendo inceneritori, più decoro urbano eliminando i cassonetti, meno traffico pesante, beni più utili, duraturi, efficienti, prodotti più controllabili e più freschi;
  • salvaguardia dei beni comuni come servizi ambientali e distribuzione pubblica dell’acqua.

Se questa non è responsabilità, siamo disponibili a confrontarci con chiunque abbia voglia e coraggio di discuterne.

Finiani spezzini propongono il business delle discariche? Noi invece Rifiuti Zero

19 ottobre 2010 - Scritto da  
Archiviato in Ambiente, Primo piano

Mentre i finiani spezzini scoprono l’acqua calda, Rifondazione Comunista  chiede di andare avanti verso “Rifiuti Zero”.

A ciascuno il suo direbbe Sciascia, e così Generazione Italia ci spiega diligentemente come poter fare business dal rifiuto, elogiando realtà come Peccioli in provincia di Pisa. Peccato che noi siamo andati a studiare in un’altra realtà toscana, Capannori, dove hanno adottato per primi in Italia la strategia “Rifiuti Zero: compostaggio, riuso, riciclaggio, riparazione, coniugati da responsabilità civile dei cittadini e responsabilità industriale di un tessuto produttivo che sfrutta materie prime seconde e progetta beni di consumo facilmente riciclabili e/o riutilizzabili. Capannori in pochi mesi ha portato la raccolta differenziata oltre il 65% fino ad arrivare ai risultati attuali con punte dell’82%. Ha aumentato gli operatori del settore ed ha diminuito vertiginosamente i costi di gestione. In questo contesto non si può dimenticare la qualità della vita di un comune straordinario, sia dal punto di vista ambientale che del decoro.

Rifondazione ha portato alla Spezia ad illustrare la strategia Rifiuti Zero” il suo teorico mondiale, il prof.Paul Connet, ha elaborato un progetto politico che punti aquesto obbiettivo fino ad arrivare al 7 ottobre 2010, quando, grazie al lavoro del nostro gruppo consiliare spezzino, la città della Spezia è divenuta il primo capoluogo di provincia italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti Zero”, bandendo dal proprio territorio gli inceneritori e traguardando l’obbiettivo di zero discariche.

Crediamo che il primo passo, il passaggio della raccolta porta-a-porta, sia un elemento fondamentale di questo percorso e per questo sosteniamo l’amministrazione spezzina, ma attenti alle difficoltà dei cittadini. Il progetto potrà, e dovrà, avere successo solo grazie al coinvolgimento ed alla partecipazione attiva della gente, una prerogativa alla quale il nostro partito lavorerà sin dalle prossime settimane nel Levante spezzino e come referente nazionale per la rete “Rifiuti Zero”.

Apprezziamo che i finiani spezzini si siano accorti che nel nostro territorio le discariche sono state usate “come terminale di traffici illeciti di rifiuti tossici“, tuttavia questa mattina in tribunale alla Spezia, all’ultima udienza per il processo inerente alla discarica di Pitelli, Rifondazione Comunista era l’unica forza politica territoriale presente, a dimostrazione di un percorso di lotta che ci ha trovato spesso soli se non con i comitati cittadini e le associazioni ambientaliste, ma che la politica ha spesso snobbato trasversalmente.

PRC unica forza politica presente al Processo Pitelli

19 ottobre 2010 - Scritto da  
Archiviato in Ambiente, Primo piano

Fuori la verità giudiziaria, ma le responsabilità politiche dei disastri locali sono trasversali!

Questa mattina la federazione spezzina di Rifondazione Comunista ha organizzato un presidio di protesta presso il tribunale della Spezia in occasione dell’ultima udienza per il processo inerente alla discarica di Pitelli, uno dei più grandi scandali ambientali italiani di sempre.

Rifondazione è stata l’unica forza politica presente per chiedere a gran voce verità e giustizia nel nome di tutta la cittadinanza spezzina che ha pagato sulla sua pelle anni di vergognosa speculazione ambientale macchiando inoltre uno dei golfi più belli del Mediterraneo, non solo d’Italia.

Sarà la giustizia a decretare le responsabilità penali, mentre quelle politiche sono già evidenti e gravissime. La modalità di gestione dell’intero sistema-Pitelli è stata la prima avvisaglia di una degenerazione morale e politica di cui oggi vediamo ampiamente i suoi risultati. Tale degenerazione, assolutamente bipartizan collega con un filo rosso, ogni disastro amministrativo spezzino, compreso l’ultimo e clamoroso clamoroso caso-5 Terre.

Perchè il “Golfo dei Poeti” non sia ribattezzato come il “Golfo dei Veleni”, il Prc spezzino pretende che l’intera classe poltica locali si rinnovi all’insegna della trasparenza, della legalità, della democrazia e del rigore morale. E’ ora di dire basta, è ora di voltare pagina.

Scarica Memoria conclusiva del P.m. Caporuscio sul \"Processo Pitelli\" - pdf (pdf - 446.18 kB)

Pagina successiva »