Sui rifiuti un’altro passo di civiltà grazie al nostro contributo, ma ora occorre massima attenzione
30 gennaio 2011 - Scritto da admin
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Rifondazione Comunista della Spezia, con i consiglieri comunali Bucchioni e Cossu, ha condiviso la richiesta all’amministrazione di assicurare che Saturnia sia di proprietà pubblica, predisponendo un progetto di risanamento in tempi certi per restituire alla comunità un territorio fruibile. Uno spiraglio rispetto alle continue penalizzazioni del territorio del Levante, che ha pagato prezzi altissimi in termini di inquinamento ambientale e salute dei propri cittadini.
Un enorme impegno di civiltà che, con l’approvazione dell’odg della maggioranza in consiglio comunale spezzino, Rifondazione rivendica proposte concrete come il monitoraggio e controllo dei processi di riqualificazione con l’Osservatorio Rifiuti Zero integrato con rappresentanze ambientaliste, organismi di decentramento e Commissione Ambiente, la garanzia di un coinvolgimento concreto dei cittadini, la valutazione sulla qualità del materiale inertizzato e la predisposizione di un indagine epidemiologica sull’area di Pitelli, una frazione che finalmente troverò giustizia con la chiusura di un incubo e l’impegno alla sua riqualificazione.
E’ stato indecente come il centrodestra abbia strumentalizzato lo scandalo di Pitelli, nascondendo tuttavia amare verità: Berlusconi dal 1994 ad oggi ha governato per oltre 10 anni e non ha mosso un dito per bonificare un sito di interesse nazionale, mentre imperversava il teatrino vergognoso dei berluscones spezzini, con un atteggiamento fascistoide che ha talvolta impedito il regolare dibattito consiliare.
Ora si apre una fase nuova in cui Rifondazione Comunista sarà ben vigile sugli impegni assunti dall’amministrazione, a cominciare dall’estensione della raccolta porta-a-porta sul territorio al suo miglioramento dove esistono problemi di gestione, fino al controllo puntuale del processo di bonifica di Pitelli.
Grande successo per l’iniziativa con Massimo Ciancimino, la società civile chiede partecipazione
30 gennaio 2011 - Scritto da admin
Archiviato in Primo piano, Società
Grande successo di pubblico per l’iniziativa di giovedì scorso organizzata dalla federazione provinciale di Rifondazione Comunista con Massimo Ciancimino per la presentazione del libro “Don Vito. Le relazioni segrete tra stato e mafia nei racconti di un testimone d’eccezione” edito da Feltrinelli e scritto a quattromnai con il giornalista Francesco La Licata. Dopo l’introduzione di Chiara Bramanti, segretaria provinciale di Rifondazione Comunista e Massimo Marcesini, vicesindaco RC di Ortonovo, il figlio di “Don Vito” Ciancimino, potente sindaco mafioso della Palermo anni ’70, è stato intervistato dal giornalista Renzo Raffaelli per poi rispondere alle numerose domande dei tanti presenti in sala.
Il centro Allende della Spezia si è infatti riempito in ogni ordine di posto soprattutto di giovani a testimonianza del grandissimo interesse sull’argomento che il libro di Ciancimino analizza raccontando gli inquietanti retroscena di un accordo oramai dato quasi per certo tra stato italiano e Cosa Nostra tra il 1992 e il 1993.
L’inizativa ha dimostrato che c’è bisogno di discutere da parte della società civile di temi tanto delicati e importanti e che riguardano la vita di tutti i cittadini italiani e che non devono esssere in alcun modo censurati. Le verità scomode che emergono da fatti tanto recenti quanto oscuri e che gettano ombre sinistre sulla politica nazionale passata e presente, devono essere conosciute in fondo dalla cittadinanza.
Presente tra il pubblico anche Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel maggio 1993 ad opera di Cosa Nostra.
Manifestazione FIOM riuscita, ora Sciopero Generale!
28 gennaio 2011 - Scritto da admin
Archiviato in Lavoro, Primo piano
L’esito positivo della manifestazione della FIOM, che questa mattina ha portato in piazza circa duemila lavoratori con lo sciopero di categoria, conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Protestare contro le scelte sconsiderate di Marchionne prima a Pomigliano, poi a Mirafiori, contro la deriva autoritaria dei rapporti sindacali e contro l’annullamento dei diritti dei lavoratori vuol dire soprattutto lottare per il nostro futuro democratico e per la speranza di un progetto sostenibile della nostra società.
Ora si tratta di capire chi è disposto a seguire la FIOM su questa strada e non lasciare soli lavoratori e lavoratrici di questo paese. Rifondazione comunista c’è e continua a sostenere questo processo. Dobbiamo unirci e stringerci su un progetto comune, per la tutela dei beni comuni: lavoro, conoscenza, ambiente e rapporti sociali. Su questi temi siamo con la Fiom e con tutti i soggetti che hanno a cuore un’altra società possibile, un modello alternativo al pensiero unico.
L’esito positivo della manifestazione della FIOM, che questa mattina ha portato in piazza circa duemila lavoratori con lo sciopero di categoria, conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Protestare contro le scelte sconsiderate di Marchionne prima a Pomigliano, poi a Mirafiori, contro la deriva autoritaria dei rapporti sindacali e contro l’annullamento dei diritti dei lavoratori vuol dire soprattutto lottare per il nostro futuro democratico e per la speranza di un progetto sostenibile della nostra società.
Se Marchionne e Berlusconi hanno in mente un paese di schiavi e di sudditi la risposta che Rifondazione comunista e tutta la Federazione della Sinistra chiede parte da una mobilitazione di tutti:
Sciopero generale subito!
Unici a votare l’appoggio allo sciopero Fiom. La società civile si mobiliti per la manifestazione di domani a difesa dei lavoratori
27 gennaio 2011 - Scritto da admin
Archiviato in Lavoro, Primo piano
La Mozione in sostegno allo sciopero della FIOM del 28 gennaio presentata dalla Federazione della Sinistra durante i lavori dell’ultimo Consiglio Comunale, è stata respinta con il voto contrario dell’opposizione di centro destra e con l’astensione del resto della maggioranza e della lista Schiffini.
Il documento al suo interno denunciava il recente comportamento ricattatorio della Fiat, in occasione del referendum di Mirafiori a seguito dell’accordo firmato da tutte le sigle sindacali esclusa la FIOM, accordo che contiene inoltre una clausola pesantissima: la cancellazione dalla fabbrica dei sindacati non firmatari, cioè l’impossibilità che questi abbiano una rappresentanza aziendale, dunque la loro abrogazione di fatto, situazione questa mai vista in Italia dal dopoguerra ad oggi.
Inoltre con tale accordo padroni-sindacati concertativi si cancella:
1) il contratto nazionale di lavoro, al fine di imporre condizioni di lavoro pesantissime: per i ritmi, il taglio delle pause, il lavoro notturno, gli straordinari comandati senza contrattazione, il rifiuto dell’azienda di pagare i giorni di malattia a suo carico;
2) il diritto di sciopero, stabilendo che chi viola le clausole di esso è passibile di infrazione disciplinare e quindi di licenziamento, introducendo pertanto di fatto il lavoro schiavistico e la conseguente cancellazione della democrazia e della Costituzione.
Per questi motivi, la Federazione della Sinistra ha presentato analoga mozione in tutte le sedi istituzionali dove è presente, convinta che la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom non è solo sacrosanta, ma vada appoggiata in ogni modo poiché l’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini, dato che mette a repentaglio il valore fondamentale delle libertà democratiche;
Non solo, la Federazione della Sinistra ritiene ormai urgente che la società civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici a partire dalla giornata di domani 28 gennaio perché ne va delle libertà di tutti.
Presentazione del libro “Don Vito”, incontro con l’autore Massimo Ciancimino
26 gennaio 2011 - Scritto da admin
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Giovedì 27 gennaio, alle 17.30 al Centro Allende della Spezia Massimo Ciancimino presenterà il discusso libro “Don Vito, Le relazioni segrete tra stato e mafia” edito da Feltrinelli e scritto a quattro mani con il noto giornalista antimafia Francesco La Licata.
Il libro narra della vita del padre Vito Ciancimino, ex sindaco mafioso di Palermo e figura cruciale per comprendere a fondo la presunta, ma ormai quasi assodata, trattativa tra stato italiano e Cosa Nostra che portò alla fine della sanguinosissima stagione delle stragi a cavallo tra il 1992 e il 1993.
Un pezzo di storia d’Italia molto recente e ancora oscuro su cui si è fondata gran parte della cosiddetta “seconda repubblica” e che per questo assume anche un forte valore politico, viste le ultime affermazioni proprio di Massimo Ciancimino (ancora al vaglio della magistratura) assieme a quelle di numerosi pentiti di mafia ed ex vertici dello stato di allora.
Dichiarazioni che stanno contribuendo a far luce sulla vicenda che avrebbe visto protagonista il potente “Don” Vito Ciancimino nelle vesti del tramite “pacificatore” tra i corleonesi di Salvatore “Totò” Riina e la repubblica italiana, nel pieno di una vera e propria guerra all’ultimo sangue ancora avvolta nel mistero.
E’ dunque un’importante iniziativa culturale organizzata da Rifondazione Comunista della Spezia e che verrà introdotta dalla segretaria provinciale PRC Chiara Bramanti e coordinata dal giornalista Renzo Raffaelli.
Interverrà, oltre all’autore, anche il vicesindaco ed ex assessore alla cultura di Ortonovo Massimo Marcesini che per primo aveva invitato Ciancimino nel novembre scorso nel comune ortonovese, invito poi “cassato” dal sindaco Francesco Pietrini su pressione politica bipartizan tra esponenti di centrodestra e centrosinistra generando numerose polemiche.
Giovedì 27 gennaio alle 17.30
Centro Allende, La Spezia
Presentazione del libro “Don Vito”
Le relazioni segrete tra Stato e mafia nel racconto di un testimone d’eccezione
Incontro con l’autore
Massimo CIANCIMINO
Oggi incontro Fds-Fiom: massimo sostegno allo sciopero del 28 gennaio
24 gennaio 2011 - Scritto da admin
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Oggi una delegazione della Federazione della Sinistra della Spezia ha incontrato una delegazione della FIOM composta da Stefano Bettalli (Segretario Provinciale FIOM) e Omero Maranca( Resp.Organizzazione FIOM) in vista dello Sciopero Nazionale dei Metalmeccanici.
La delegazione della Fds guidata da Chiara Bramanti(Segretaria Provinciale di Rifondazione Comunista),Pierluigi Sommovigo (Segretario Provinciale dei Comunisti Italiani) e Maurizio Fontana (Resp.Lavoro Prc) ha garantito l’adesione e il massimo sostegno alla Manifestazione che si svolgerà Venerdi’ 29 Gennaio con concentramento alle ore 9:00 in Piazza Europa alla Spezia.
E’ importante che nella nostra Provincia si svolga una grande manifestazione unitaria e per questo chiediamo la partecipazione e la solidarietà non solo dei lavoratori metalmeccanici,ma chiamiamo alla lotta tutte le categorie del mondo del lavoro.
Per questo motivo stasera in consiglio comunale alla spezia i consiglieri comunali della Fds presenteranno un ordine del giorno in sostegno alla mobilitazione della Fiom,una campagna di solidarietà che è già partita ad Ortonovo e verra estesa a tutto il territorio spezzino.
Venerdi’ saremo in piazza a sostegno della FIOM contro le politiche di Marchionne e di Confindustria avvallate dal Governo,per la difesa dei diritti di tutti i lavoratori e per un forte rilancio del tessuto industriale nella nostra Provincia.
PRC Follo:”Un comune sempre più declassato ed il centro anziani dimenticato?”
24 gennaio 2011 - Scritto da admin
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Come ormai è abitudine dell’Amministrazione le scelte strategiche sul nostro territorio, da mesi a questa parte, sono prese d’atto del continuo declassamento del nostro comune rispetto a tutti quelli che sono servizi importanti per la popolazione. E’ notizia di questi giorni che alcuni servizi sanitari saranno accorpati presso la nuova struttura di Ceparana.
Se per accorpamento s’intende un miglioramento del servizio nel senso di, prolungamento dell’orario di servizio nell’arco dell’intera giornata, riduzione delle liste di attesa, potenziamento della diagnostica all’interno degli ambulatori, maggiore personale impiegato, sarebbe un progetto più che accettabile, ma se per accorpamento s’intende solo la mera soppressione di alcuni ambulatori o il solo trasferimento logistico o il solo risparmio economico, senza nessun innalzamento del livello delle prestazioni sanitarie, allora siamo contrari.
All’interno di questo discorso chiediamo all’Amministrazione a al Distretto Sanitario, quali sono le prospettive per il servizio “centro diurno per anziani”. Inaugurato circa 7 mesi fa, il centro, che dovrebbe venire incontro alle famiglie supportandole nell’assistenza diurna di anziani, ad oggi non ha ancora iniziato l’attività.
Ci chiediamo quali sono i motivi per cui un centro elogiato da tutti per la funzione sociale che dovrebbe svolgere, per le sue caratteristiche strutturali appositamente studiate e realizzate per seguire il percorso giornaliero dell’anziano, sia rimasto inoperoso per tutto questo tempo e se ci sia qualche prospettiva futura di vederlo funzionare.
Ci chiediamo inoltre se la non funzionalità del centro sia dovuta a mancanza di personale professionale, ad un problema di costi per il distretto o per i comuni appartenenti allo stesso, ad una disinformazione alle famiglie che non sanno della sua esistenza, o se non è più adatto al livello di assistenza per cui era stato progettato e quindi ad una mancanza di richieste di fruizione?
Come Rifondazione Comunista riteniamo comunque che tenere inoperosa sul territorio una struttura per cui sono stati spesi soldi ed energie non porti onore al distretto ed al comune proprio nel momento in cui si parla di tagli ed accorpamenti di strutture sanitarie e in un territorio in cui aumenta sempre più la popolazione anziana.
Rifondazione Comunista La Spezia in sostegno dello sciopero Fiom del 28 gennaio
23 gennaio 2011 - Scritto da admin
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Un ordine del giorno in tutti gli enti locali spezzini a sostegno dello sciopero Fiom del prossimo 28 gennaio. E’ quanto proposto da Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra ddella Spezia che, dopo aver organizzato sul territorio la raccolta firme a sostegno degli operai Fiat di Mirafiori, “assediati” dal diktat dell’ad Marchionne e usciti nettamente vincitori dal referendum dello scorso 14 gennaio, chiede alle istituzioni locali di pronunciarsi a favore dello sciopero indetto dal sindacato che sta opponendo una vera resistenza all’attacco antioperaio e antidemocratico dei rappresentanti del capitalismo industriale italiano.
Mentre la raccolta firme proseguirà fino al 27 gennaio, la Federazione della Sinistra e Rifondazione Comunista plaudono il consiglio comunale di Ortonovo, il primo ad aver approvato l’odg presentato dal consigliere Prc Roberto Bedini e invitano gli altri enti locali a fare altrettanto per lanciare un forte messaggio a sostegno dei lavoratori e della democrazia che la Fiom sta difendendo con tutte le sue forze.
Qui di seguito il calendario dei banchetti di raccolta firme organizzati dalla Fds per la prossima settimana nei luoghi di lavoro spezzini, a seguire il testo dell’ordine del giorno:
- 24 Gennaio: Oto Melara-Enel
- 25 Gennaio: Termomeccanica
- 26 Gennaio: Porto
- 27 Gennaio: Atc e Ferrovie
Ecco il testo del documento:
Oggetto: Ordine del giorno a sostegno dello sciopero Fiom del 28/1/2011
Premesso che
la Costituzione della Repubblica italiana sancisce che l’ordinamento democratico repubblicano è fondato sul lavoro (art.1), riconosce e promuove le condizioni che rendono effettivo tale diritto (Art.4), tutelandolo in tutte le sue forme ed applicazioni, curando la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori (Art.35), garantendo la parità di diritti tra lavoratore e lavoratrice (Art.37) e la tutela degli inabili (Art.38) e che l’iniziativa economica non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana (Art.41);
Visto che
- Il diktat di Marchionne, che Cisl, Uil, Ugl e Fismic hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente;
- Con tale accordo padroni-sindacati concertativi si cancella il contratto nazionale per imporre condizioni di lavoro pesantissime: per i ritmi, il taglio delle pause, il lavoro notturno, gli straordinari comandati senza contrattazione, il rifiuto dell’azienda di pagare i giorni di malattia a suo carico;
- Con tale accordo si cancella il diritto di sciopero, stabilendo che chi viola le clausole di esso è passibile di infrazione disciplinare e quindi di licenziamento, introducendo pertanto di fatto il lavoro schiavistico e la conseguente cancellazione della democrazia e della Costituzione;
- Per il presidente del comitato centrale della Fiom “bisogna risalire al fascismo per trovare un accordo di tale gravità e portata antidemocratica come quello sottoscritto da Cisl, Uil e Fiat per Mirafiori. Oltre a distruggere le condizioni di lavoro, cancella non solo il diritto allo sciopero ma il diritto dei lavoratori ad avere una rappresentanza democratica eletta. Un fatto senza precedenti nella storia della democrazia italiana”;
- La richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom, è sacrosanta e vada appoggiata in ogni modo poiché l’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini, dato che mette a repentaglio il valore fondamentale delle libertà democratiche;
- Riteniamo urgente che la società civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici perché ne va delle libertà di tutti;
Il Consiglio Comunale
Esprime
La propria solidarietà alla lotta dei lavoratori metalmeccanici della FIOM per la salvaguardia della dignità del lavoro e delle persone e per la difesa dei principi sanciti dalla Costituzione repubblicana uscita dalla lotta di Liberazione e
Delibera
Di appoggiare la giornata di sciopero indetta dalla FIOM per giorno 28 gennaio 2011.
La Cgil risponda a Confindustria con lo sciopero generale
21 gennaio 2011 - Scritto da admin
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Verso il 28 gennaio
Se qualcuno ancora aveva dei dubbi, la Federmeccanica ha posto termine alla inutile discussione sulla portata dell’attacco della Fiat al contratto nazionale e ai diritti dei lavoratori.
La proposta presentata ieri dal direttore generale dell’organizzazione degli industriali metalmeccanici, che è bene ricordarlo rappresenta anche l’azienda della presidente della Confindustria, ha definitivamente liquidato il contratto nazionale. Non ci saranno più due livelli di contrattazione, quello nazionale e quello aziendale in deroga, ma ne resterà uno solo. Le aziende potranno scegliere se applicare un contratto nazionale che, a quel punto non varrà più niente, oppure farsi il proprio contratto ad hoc, come ha scelto Marchionne. Così tutto il reale diventa razionale, tutte le deroghe, tutte le violazioni dei contratti vengono legalizzate, si può fare tutto perché tutto è concesso.
Questo sistema stravolge anche l’ipocrisia dell’accordo separato del 22 gennaio 2009, dove la Confindustria, il governo, la Cisl e la Uil fecero finta di mantenere i due livelli contrattuali, seppure con le deroghe. Per questo è evidente l’imbarazzo di Bonanni e Angeletti, costretti ancora una volta a inseguire le svolte e le contro svolte dei padroni a cui sono appiccicati.
Come avevamo detto l’attacco della Fiat al contratto nazionale e ai diritti non sarebbe stato e non poteva essere un’eccezione, ma sarebbe diventato la nuova regola. Non ci sarà più bisogno allora, per la Fiat, di uscire formalmente dalla Confindustria, perché la firma della Confindustria a un contratto non varrà più di niente, sarà semplicemente una liberatoria a fare quello che si vuole.
Avevamo ragione quando avevamo detto che con la Fiat partiva il più grave attacco ai diritti dei lavoratori, dal 1945 ad oggi. E abbiamo avuto ragione quando abbiamo chiesto con insistenza alla Cgil di rispondere alla Confindustria con lo sciopero generale. Finora questo non è avvenuto, perché la maggioranza della Cgil si è autoincastrata nella ricerca di un accordo con Cisl, Uil e Confindustria. Il confuso documento sulla rappresentanza approvato dal Direttivo della Cgil ha invece ricevuto subito uno sgarbato e sbrigativo no della Cisl. Sul resto ha risposto la Federmeccanica.
Continuare per questa strada è semplicemente decidere che la Cgil si mette da sola nell’angolo. Dopo lo sciopero dei metalmeccanici del 28 gennaio dovremo alzare la voce, come mai abbiamo fatto, dentro la Cgil per andare allo sciopero generale e finirla con il balletto degli inutili dialoghi con la Confindustria e con tutti coloro che vogliono distruggere il contratto nazionale.
di Giorgio Cremaschi (tratto da Micromega)
Marchionne, il capitalista speculatore che disprezza il lavoro
18 gennaio 2011 - Scritto da admin
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L’intervista che il direttore de “La Repubblica” ha fatto all’Amministratore Delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha il pregio dell’assoluta chiarezza. Non c’è’ una sola parola nelle due pagine dell’intervista che faccia riferimento alla Costituzione, al Contratto nazionale, allo Statuto dei lavoratori. Per Marchionne semplicemente non esistono. Non a caso tutto il suo ragionamento è fondato sul più puro diritto commerciale. Il lavoro è una merce che deve essere acquistata ai prezzi del mercato internazionale, come il petrolio o il grano. Il lavoro è quella che nel gergo di Marchionne si chiama una commodity, cioè una merce per cui vale solo il prezzo di mercato ma non le specifiche particolarità dei contratti.
Tutto il suo ragionamento ha questa brutalità ed è davvero penoso che poi, alla fine, si rispolveri come goffo contentino, la promessa di aumentare gli stipendi e di far partecipare agli utili. Quest’ultima venne già lanciata nel 1920, alla vigilia del fascismo, dal fondatore della Fiat, Gianni Agnelli. Quanto alla promessa di aumenti è bene ricordare che intanto i salari sono stati calati, cancellando il premio di risultato di 1.200 euro all’anno.
Nelle due pagine dell’intervista ancora una volta Marchionne non dice nulla sui suoi progetti industriali, che a questo punto appaiono sempre più fumosi e privi di credibilità. Mentre parla con chiarezza il gergo delle multinazionali e della speculazione finanziaria, quello che ha fatto sì che con il risultato del referendum salisse il titolo Fiat, indipendentemente dalla produzione effettuata. La proprietà Fiat sta guadagnando con le azioni, e Marchionne con le stock option, anche senza produrre e vendere automobili e questa è la dimostrazione che la strategia di Marchionne è solo di speculazione finanziaria.
E’ stupefacente, infine, l’arroganza con cui Marchionne si vanta del risultato del voto. La maggioranza degli operai ha votato no, visto che anche nel turno di notte operaio hanno votato impiegati. Il sì è passato solo per il voto determinante di questi ultimi e nonostante questo Marchionne parla come se avesse avuto un plebiscito nelle catene di montaggio. Viene il dubbio che l’Amministratore Delegato della Fiat avesse paura di essere mollato dagli impiegati e che la sua gioia sia per il loro voto. A parte l’ironia, questa arroganza si accompagna al disprezzo del sistema sociale e politico del paese, ed è la dimostrazione che non abbiamo a che fare con qualcosa di nuovo, ma semplicemente con un ritorno ai più barbari meccanismi del capitalismo speculativo.
Marchionne a volte parla come un padrone paternalista degli anni Venti, a volte come un manager finanziario del Duemila, a volte come un barone agrario dell’Ottocento che dice ai suoi braccianti “se non vi va, quella è la via per andarsene”. In ogni caso quale che sia l’epoca in cui lo collochiamo, l’Amministratore Delegato della Fiat rappresenta sempre un modello regressivo e privo di democrazia e dignità sociale.
Giorgio Cremaschi























