Ortonovo primo comune spezzino ad approvare la mozione Fds contro la guerra in Libia

30 marzo 2011 - Scritto da  
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Ieri il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra con l’appoggio di Sinistra Ecologia e Libertà e alcuni esponenti del Pd ha approvato in Consiglio Comunale la mozione unica presentata dalla Federazione della Sinistra in ogni ente locale della provincia.

Ortonovo è il primo comune ad averla approvata: un grande successo della Federazione della Sinistra spezzina che attende ora l’esito delle altre istituzioni nelle quali è stata presentata.

A Ortonovo ora sventola la bandiera della pace, un segnale importante che auspichiamo possa essere replicato in ogni parte d’Italia alle prese con l’ennesima tragedia di una guerra sempre più assurda e incomprensibile.

Scaricate il testo della Mozione contro la Guerra in Libia - doc (doc - 19 kB)!

Tanti auguri compagno Pietro!

30 marzo 2011 - Scritto da  
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96 anni fa nasceva a Lenola il compagno Pietro Ingrao. Resistere non invecchia!

Riportiamo un’intervista di Riccardo Barenghi, La Stampa, 19 gennaio 2010

Ripete le stesse parole che pronunciò in quello storico discorso all’XI congresso del Pci, nel 1966: «Cari compagni, non mi avete convinto». Allora si rivolgeva ai suoi compagni di partito che l’avevano sconfitto nella battaglia congressuale, oggi si parla di Craxi e della lettera che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato alla vedova dell’ex leader socialista morto dieci anni fa. Quindi, in qualche modo si parla ancora dei suoi ex compagni di partito e di battaglie interne, non a caso nel Pci Napolitano fu, dopo Giorgio Amendola, il rivale del leader della sinistra comunista, ossia Pietro Ingrao.

Ingrao, cos’è che oggi non la convince?
Ho trovato francamente esagerate tutte le cose che ho letto in questi giorni, non credo che una rivalutazione di Craxi – nel mondo comunista si sarebbe chiamata con un orrendo termine: riabilitazione – sia politicamente giusta e corretta.

Ma Napolitano, e non solo lui, sostiene che ci furono luci e ombre nella politica di Craxi…
Potrei dire che Napolitano è stato molto generoso, anche troppo. Io comunque non condivido il suo giudizio, molte chiacchiere ma non una parola dura, anche cattiva. Sinceramente io luci non ne vedo, perché nel corso di quegli anni molto aspri per la vicenda politico-sociale del nostro Paese, Craxi si è schierato con la parte più conservatrice della Dc, con Forlani e Andreotti e non certo con Zaccagnini. E contemporaneamente ci ha fatto la guerra, a noi comunisti. Dopo la morte di Moro venne fuori la sua natura di anticomunista che non aveva alcuna intenzione di promuovere l’unità delle sinistre. Un progetto politico che invece avrebbe potuto contribuire a rinnovare la società. Ecco perché ho sempre sostenuto che Craxi era un conservatore.

Ma molti al contrario dicono che fosse un uomo di sinistra e per di più un innovatore…
Ma manco per idea. Era distante anni luce da un socialista come Riccardo Lombardi, lui sì di sinistra insieme ad altri nel Psi. Craxi era un’altra cosa, e francamente non vedo proprio dove abbia innovato, semmai ha usato la sua spregiudicatezza per crearsi spazio nel quadro politico. Ma allora entriamo in un’altra categoria, quella dei politicanti…

Eppure molti suoi ex compagni di partito, per esempio Piero Fassino, lo hanno rivalutato in questi anni. Secondo lei perché?
Risponderei in poche parole che per dicono tutto: perché c’è un forte vento di destra che spira sull’Italia.

E della questione di Tangentopoli, lei che idea s’è fatto?
Sulla vicenda strettamente giudiziaria che ha riguardato Craxi non mi va di intervenire. Capisco la delicatezza che il Presidente della Repubblica ha usato nell’affrontare questo capitolo difficile, ma anche qui non mi sento di condividere i suoi giudizi.

Ma lei di Craxi non salva nulla?
Nulla, proprio nulla. Perché ha agito in modo negativo nella vicenda politica italiana. E anche qui, mi dispiace, pur capendo il garbo del Capo dello Stato, non posso riconoscermi nel quadro che ha delineato.

E invece del suo esilio ad Hammamet che giudizio dà?

Ecco, qui invece vedo un orgoglio umano nella sventura, un orgoglio che rispetto.

Approvata all’unanimità la mozione Fds: La Spezia è simbolo della lotta anti-vivisezione

30 marzo 2011 - Scritto da  
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«La Spezia è ora simbolo della lotta alla vivisezione e ci auguriamo che questa possa costituire un esempio per gli altri comuni italiani». Lo afferma con soddisfazione il consigliere comunale Roberto Masia della Federazione della Sinistra, promotore della mozione contro la vivisezione animale approvata nei giorni scorsi all’unanimità dal consiglio comunale spezzino.

La mozione, supportata da oltre 6.500 firme raccolte in città, contiene “serie preoccupazioni per l’inasprimento delle condizioni degli animali sottoposti a sperimentazioni vivisettorie previste dalla recente direttiva europea, tra cui l’utilizzo se pur in deroga di cani e gatti randagi e sollecita una serie di misure di contrasto a questi provvedimenti. Tali misure prevedono la promozione di tutte le iniziative presso lo Stato Italiano e presso la Comunità Europea affinché la direttiva venga recepita nel modo più restrittivo o possibilmente migliorata”.

L’atto del comune della Spezia, che ha ricevuto numerosi plausi da parte dal mondo delle associazioni e dai semplici cittadini, ha avuto anche risalto nazionale: lo scorso venerdì la Tv di stato ha mandato in onda sul tema un’intervista al sindaco Massimo Federici nella rubrica “Tg2 costume e Società”.

Nel testo si legge che “L’amministrazione comunale si impegna ad avversare l’attuazione della direttiva europea sulla vivisezione in tutto il territorio comunale, di promuovere nelle scuole percorsi di sensibilizzazione rivolti a far conoscere agli studenti altri modelli di ricerca alternativi all’utilizzo degli animali e interventi atti a contrastare il fenomeno del randagismo”.

«E’ un segno di attenzione e rispetto verso il mondo animale» -prosegue Masia- «la sensibilità del nostro territorio permette anche di sperare su altre azioni da portare avanti su questi temi. Chiederò alla giunta comunale di farsi parte attiva affinché la mozione sia inoltrata sia ai ministeri competenti e sia a tutti gli organi istituzionali locali».

Le iniziative per gli amici a quattro zampe non sono finite: nei programmi del comune ci sono il 118 per animali, il censimento delle colonie feline, una nuova ordinanza più restrittiva per gli spettacoli viaggianti con animali al seguito, l’attuazione di nuove aree sgambatura cani, la presa a carico famigliare dell’animale, l’istituzione del tribunale dei diritti degli animali e un nuovo specifico regolamento comunale che comprenda tutte le innovazioni elencate.

Cara Ministra Gelmini, vergognati!!

29 marzo 2011 - Scritto da  
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La sentenza del Tribunale della Spezia ha sancito la condanna alla ministra Gelmini per condotta antidiscriminatoria nei confronti di uno studente disabile di un istituto superiore spezzino.

E’ l’ennesima dimostrazione che questa riforma è ingiusta, anticostituzionale e antidemocratica.

Come Federazione della Sinistra e come cittadini sentiamo il dovere civico di esprimere un’attenta riflessione sulla politica scolastica dell’attuale ministra dell’istruzione Maria Stella Gelmini.

Dalle leggi ed interventi da lei apportati, appare chiarissima la visione strettamente economica dell’istruzione in generale e, fatto ancor più grave, del delicato settore dell’handicap.

Soprattutto per quest’ultimo è necessario un approccio ed una conseguente gestione, per così dire, umana e, verrebbe quasi da aggiungere, “cristiana”, del problema, del tutto assente nella visione della ministra.

Nulla infatti giustifica la serie dei tagli inflitti, oltre che ai precari della scuola, ai ragazzi disabili, anche gravi.

Non convince (per niente) l’aspetto legislativo di corto respiro giuridico e men che meno quello della giustizia sociale che, a seguito di tagli immotivati, rende evidente l’aspetto ferocemente discriminatorio nei confronti di una realtà sociale, quale quella della disabilità, già profondamente debole per se stessa.

E inoltre, quale visione della democrazia può sorreggere una decisione così vergognosamente discriminatoria nei confronti di una persona disabile (vissuta dalla ministra più come disagio e problema sociale da affrontare schematicamente e da reprimere, piuttosto che opportunità da sostenere, aiutare nell’integrazione sociale attraverso quel sostegno pedagogico che ella invece intende tagliare, costi quel che costi)?

No cara ministro, come FdS e come cittadini ci ribelliamo alla sua miope politica e le diciamo che il diritto all’istruzione sancito dalla Costituzione è, e deve essere, di tutti, e, massimamente, di chi va sostenuto a superare il personale disagio, qualunque esso sia.

Maurizio Fontana

responsabile lavoro e scuola per il PRC-FDS della Spezia

Vergognosa multa contro il comitato Acqua Bene Comune, il Sindaco intervenga contro questo grave atto antidemocratico

27 marzo 2011 - Scritto da  
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La Federazione della Sinistra della Spezia denuncia l’incredibile multa di quasi 400 euro inflitta oggi al Comitato Acqua Bene Comune “colpevole” di aver affisso in Piazza Ramiro Ginocchio uno striscione contro la privatizzazione dell’acqua in occasione del banchetto regolarmente autorizzato per promuovere il referendum che si voterà il 12 ed il 13 giugno.

Un grave messaggio intimidatorio che condanniamo duramente
, proprio nella giornata di mobilitazione nazionale contro la privatizzazione dell’acqua che si è svolta quest’oggi.

Facciamo appello al Sindaco Federici perchè risolva questa contraddizione politica che lede le piu’ elementari regoli democratiche e di libertà di espressione: non si può parlare di democrazia, partecipazione e libera informazione per poi negarla con azioni autoritarie e repressive come questa.

Federazione della Sinistra e GC La Spezia: “Alle 16 in piazza Luni a Sarzana nuovo presidio contro la guerra in Libia”

26 marzo 2011 - Scritto da  
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Dopo il presidio di martedì pomeriggio in piazza Mentana alla Spezia, continuano le manifestazioni contro la guerra organizzate dalla Federazione della Sinistra provinciale.

Il Coordinamento della Federazione della Sinistra della Val di Magra e i Giovani Comunisti spezzini organizzano per domani, Sabato 26 marzo alle ore 16 in piazza Luni a Sarzana, un nuovo presidio contro l’aggressione imperialista alla Libia di Gheddafi da parte di Francia, Usa, Gran Bretagna e la stessa Italia.

Dopo l’incredibile voto unanime del parlamento italiano tra Pdl e Pd, tra Udc, Lega Nord e Idv,
l’unica voce politica che si è pronunciata senza se e senza ma contro l’assurdità della nuova guerra del capitalismo occidentale è stata proprio la Federazione della Sinistra.

Per questo invitiamo chiunque voglia manifestare la propria indignazione a partecipare domani all’iniziativa, per esprimere un ennesimo e forte NO alle guerre “umanitarie”, fatte nel nome degli affari delle multinazionali dell’energia e delle armi.

Federazione della Sinistra della Val di Magra

Coordinamento provinciale Giovani Comuniste/i La Spezia

No soy un libertador, los libertadores no existen. Son los pueblos quienes se liberan a si mismos.

22 marzo 2011 - Scritto da  
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Pensando alla Libia…

Io non sono un liberatore, i liberatori non esistono. Sono i popoli che si liberano da sé“.

Ernesto “Che” Guevara

Mercoledì 23 marzo ore 17 al Centro Allende: “Il futuro di Fincantieri Muggiano”

21 marzo 2011 - Scritto da  
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Mercoledì 23 marzo ore 17 al Centro Allende

 

Il piano industriale di Fincantieri pubblicato da Repubblica il 18 settembre 2010 prevedeva la chiusura di cantieri,  il ridimensionamento di altri siti produttivi e un taglio occupazionale di 2.450 unità.

Così facendo Fincantieri si condanna ad un inesorabile declino e il governo rinuncia all’ennesima industria strategica per il Paese. Discutiamo del futuro di Fincantieri e del cantiere del Muggiano con:

 

  • Matteo Gaddi: responsabile dipartimento nord PRC-FDS
  • Alessandro Pagano: coordinatore nazionale FIOM Fincantieri
  • Lorenzo Cimino: segretario prov.le CGIL La Spezia
  • Massimo Federici: sindaco della Spezia
  • Enrico Vesco: Seg.reg Pdci-Fds e assessore regionale per le politiche del lavoro
  • Le RSU-FIOM del Muggiano

Coordina

Maurizio Fontana: responsabile per il Prc-Fds delle politiche del del lavoro

Conclude

Sergio Olivieri: segretario regionale del Prc-Fds

Oggi alle 17 in piazza Mentana presidio contro la guerra in Libia

21 marzo 2011 - Scritto da  
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La Federazione della Sinistra della Spezia organizza per oggi, 22 marzo, alle 17 in piazza Mentana un presidio contro l’aggressione imperialista alla Libia di Gheddafi da parte di Francia, Usa, Gran Bretagna e la stessa Italia.

Gheddafi sta sterminando il suo popolo, ma l’Italia di Berlusconi, suo più sfacciato e ridicolo alleato fino a pochi giorni fa, sta contribuendo a bombardarlo non rispettando al risoluzione ONU che prevedeva la No Fly Zone.

L’ennesima guerra imperialista occidentale è cominciata e l’Italia, serva assoluta degli appetiti di Francia e Stati Uniti e nello stesso tempo più fedele alleato del sanguinario Rais, sta dando al mondo intero l’immagine peggiore e più squallida accoltellando alle spalle la Libia esattamente come 100 anni fa, quando il governo Giolitti conquistò Tripoli attaccando il morente impero Ottomano, di cui la Libia faceva parte nel 1911.

Dietro all’aiuto ai partigiani libici, che oggi come allora lottano per la loro indipendenza, si nasconde la voglia di mettere le mani sull’immenso patrimonio di gas e petrolio, con il serio rischio che si possa scatenare un conflitto duraturo dagli sviluppi assolutamente imprevedibili.

Berlusconi, La Russa e Frattini, che hanno subito concesso le basi italiane per l’attacco senza nemmeno opporsi, avevano dichiarato che i nostri aerei non avrebbero bombardato alcun obbiettivo, prontamente smentiti dall’attacco italiano di ieri sera su Bengasi. No Comment.

La nostra Costituzione ripudia la guerra ma per l’ennesima volta è stata tradita. Per questo chiamiamo a raccolta tutti gli spezzini che si oppongono all’ennesima guerra dove l’Italia partecipa ingiustamente: per dichiarare un No secco ad ogni conflitto e ad ogni intervento militare italiano alla guerra imperialista occidentale.

Il metodo Marchionne-Governo-CISL-UIL applicato al commercio

21 marzo 2011 - Scritto da  
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Il contratto nazionale di lavoro del commercio e del terziario interessa 3 milioni di lavoratori in Italia, a livello locale qualche migliaia.

Quanto è stato siglato da CISL e UIL sul suddetto contratto è di molto peggiorativo rispetto al precedente e preoccupa non poco tutti i lavoratori del settore.

Vediamo nel dettaglio: primo punto, se un lavoratore si ammala, le prime due volte gli sarà corrisposto il 100% del salario per i giorni in cui è assente; il 50% nella terza e quarta occasione; niente le volte successive.

Sono, per carità, escluse una serie di patologie che richiedono «trattamenti salvavita » o ricoveri in ospedale, ma intanto viene sancito nero su bianco un principio: se ti ammali, secondo l’azienda, stai «facendo il furbo». E quindi ti viene decurtato il salario. Chissene frega del certificato medico e, in ogni caso, di tutta la legislazione su malattie professionali, infortuni sul lavoro, carichi di lavoro massacranti, ecc.

Se non ce la fai – anche se l’azienda ti ha spremuto oltre l’osso – sarai solo tu a rimetterci. In più, le imprese possono «corrispondere direttamente» le cifre dovute nei primi casi, evitando così di versare all’Inps il contributo di legge. In pratica, si scardina il meccanismo solidaristico e si produce – a lungo andare – un deficit strutturale dell’Inps (cui, tra qualche anno, si chiederà di porre rimedio tagliando ulteriormente le pensioni). Il secondo è ancora peggio.

Nel contratto viene assunto pienamente il «collegato lavoro», e quindi «nell’ambito dei contratti individuali di lavoro, possono essere pattuite clausole compromissorie per la devoluzione in via preventiva al Collegio arbitrale delle possibili controversie derivanti dal rapporto di lavoro». Vi sembra complicato? Lo spieghiamo in italiano. Se un lavoratore – d’ora in poi – si trovasse a dover sottoscrivere un contratto di qualsiasi tipo (mettiamo con un supermercato), dovrà scegliere se firmare una clausola per la quale, in ogni caso, rinuncia in futuro a ricorrere al magistrato del lavoro; oppure al posto che gli viene offerto.

In cambio, potrà rivolgersi a una «commissione bilaterale» – composta in parti uguali da funzionari dell’impresa e sindacati firmatari di questo accordo – che deciderà «secondo equità» che ha ragione l’azienda. Il resto sembrano quasi quisquilie. Il part time viene ammesso per sole 8 ore settimanali per gli studenti o per chi abbia un altro lavoro. Ma non è un regalo. I lavoratori verranno impiegati solo di sabato o domenica. Insomma: si crea altro personale precario a basso reddito, ricattabilissimo, invece di aumentare l’orario di impiego degli altri lavoratori part time già in servizio.

Il «periodo di prova» viene esteso di 15 giorni. Sembra nulla, ma in questo modo diventa possibile aggirare quella norma di legge che impone l’assunzione a tempo indeterminato dopo 36mesi (tre anni!) di precariato rinnovato. Ma è la domenica il giorno preferito dai centri commerciali, quindi diventano obbligatorie fino alla metà di quelle in cui l’esercizio commerciale può restare aperto.

In alcuni supermercati spezzini siamo già avanti, sono già obbligatorie il 75% delle domeniche. In tutto questo – va da sé – scompare qualsiasi idea di contratto nazionale, ma anche di «secondo livello».

Per quanto riguarda la parte economica, non è da sottacere un aumento su base triennale di 86 euro, però da questa cifra vanno comunque sottratti due euro al mese – per ora – per finanziare un fondo che fin qui era a totale carico delle aziende. «In cambio » – volendo scherzare – i nuovi assunti dovranno osservare un orario di lavoro più lungo. Loro, infatti, si vedranno riconosciuti solo al 50% i permessi retribuiti per recuperare le festività soppresse (sopra le quattro). Per chi ha firmato – Cisl e Uil – si tratta della certificazione di un «cambiamento di natura».

La scelta è sempre più netta chi deve pagare la crisi economica non sono coloro che la producono o che la perseguono ma coloro che da sempre creano la ricchezza nel nostro paese cioè i lavoratori.

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