“Adesione al presidio Anpi di Piazza Mentana conto la via ad Almirante”

22 febbraio 2020 - Scritto da  
Archiviato in Appuntamenti, Partito, Primo piano

 

La federazione spezzina di Rifondazione Comunista aderisce al presidio organizzato per oggi pomeriggio alle 16.30 in Piazza Mentana dall’Anpi provinciale della Spezia contro l’ipotesi di intitolazione di una via a Giorgio Almirante.

Riteniamo ingiuriosa per la nostra città, che si è distinta nella guerra di Resistenza, la proposta di organizzazioni neofasciste cittadine di dedicare una via ad un mai rinnegato fascista della prima ora, protagonista della pagina più nera della storia italiana, quella della Repubblica Sociale, nonché fondatore successivamente del MSI.
Il sindaco Peracchini deve essere fermato. Invitiamo ogni cittadino a mobilitarsi contro questa ennesima scellerata decisione toponomastica della giunta di centrodestra che governa indegnamente la nostra città dal 2017.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Masterplan Palmaria, Prc La Spezia: “No a svendite e a speculazioni sul patrimonio del nostro golfo”

22 febbraio 2020 - Scritto da  
Archiviato in Ambiente, Partito, Primo piano

La federazione spezzina di Rifondazione Comunista rimarca il giudizio complessivamente negativo in merito all’Accordo di Programma per la Valorizzazione dell’Isola Palmaria che verrà firmato il 20 febbraio presso il comune di Porto Venere.
Il percorso che ha portato alla definizione dell’accordo stesso, avviato tramite “protocollo di intesa” più di tre anni fa, transitato dalla stesura del masterplan curato dall’architetto Kipar e presentato la scorsa estate in comune, presenta diverse lacune che mortificano e compromettono il giusto concetto di riuso civile di beni dismessi dalla Marina Militare.
In particolare desta perplessità il riconoscimento di una “contropartita economica” per la MM a fronte dei beni dismessi dal demanio, beni da anni assolutamente non necessari alla difesa nazionale e lasciati degradare dalla Marina stessa per decenni. Tale contropartita consisterà, infatti, in interventi su beni che la MM non intende liberare, quali i bagni dei sottufficiali, dei dipendenti difesa e l’area del Terrizzo, per la quale anzi la MM stessa avrebbe avanzato proposte di riuso ricettivo e sportivo per un totale compreso tra i 260.000 euro minimi (nel caso, improbabile, che il comune non riesca a “piazzare” sul libero mercato nessun immobile tra quelli trasferiti) fino a 2.600.000 euro in caso di vendita totale dei beni.
In sostanza il comune si vedrà obbligato, per poter anche solo immaginare un riuso dei beni vincolati e monumentali (anch’essi fatiscenti e ora sottoutilizzati, quali il forte Palmaria/Batteria Cavour o la Batteria Semaforo, in passato già parzialmente utilizzata quale Centro di Educazione Ambientale) a cedere gran parte se non tutti i beni dismessi non vincolati, di fatto operando quale agente immobiliare, peraltro con “rischio di impresa” in caso di mancata vendita.
Incomprensibile anche la scelta di scorporare dal ragionamento del riassetto dell’isola la parte del Terrizzo, ovvero la più densa di funzioni attualmente (arrivo linee traghetti, punto di raccolta rifiuti, ormeggio residenti ecc.) dalla dismissione, che avrebbe dovuto essere invece uno dei “perni” del ragionamento. In generale si ha la sensazione che l’accordo stesso sia semplicemente un meccanismo avviato al fine di mettere rapidamente sul mercato una certa quantità di immobili, commercialmente appetibili, lasciando alla MM le funzioni (prettamente ludiche) residue ed ignorando completamente sia gli aspetti di salvaguardia naturalistica e culturale, sia le legittime aspirazioni di sviluppo e di lavoro che avrebbero potuto avviarsi per i residenti del comune.
Gli indirizzi contenuti masterplan (che è stato scelto dal tavolo di regia, tra una rosa di cinque proposte e di cui non si è mai potuto parlare in consiglio comunale se non a percorso concluso) pur non contestabili nella totalità, manifestano le stesse criticità. Si “apre” pesantemente un fronte di riuso agricolo che francamente non solo risulta poco credibile economicamente ma che sopratutto, ad oggi, non ha avuto nessun riscontro operativo nel territorio, né sotto il profilo formativo (corsi, iniziative di recupero terreni abbandonati o dismessi, creazione di coop locali) né infrastrutturale (sovvenzioni per recupero muri a secco, inserimento di frantoi, o cantine sociali).
Inoltre si ignora quasi totalmente la valenza storico-culturale delle fortificazioni presenti sull’isola, omettendo o sorvolando su alcune particolarità costruttive e lasciando per alcune di esse la sola “funzione ricettiva” quale indicazione d’uso e si mortifica la parte boschiva e naturalistica (oggi predominante sull’isola) che infarti viene in parte ridimensionata. Il tutto ha finito con trasformare una splendida opportunità (liberare aree dismesse e abbandonate) in un rischio. Noi diciamo con forza NO a svendite e a speculazioni travestite da valorizzazioni, ad accordi operati lontano dal territorio, a sviluppi e presenze turistiche a vantaggio di pochissimi ed “escludenti” nei riguardi dei normali cittadini. Chiediamo che vengano riconsiderate le priorità del futuro dell’isola, mettendo salvaguardia ambientale, riscoperta e valorizzazione storica dei manufatti sabaudi presenti, attenzione agli aspetti sociali ed economici dei residenti del comune di Porto Venere.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Zaky libero, aderiamo al presidio di venerdì 14 di fronte alla prefettura”

14 febbraio 2020 - Scritto da  
Archiviato in Appuntamenti, Partito, Primo piano

L’arresto di Patrik Zaky da parte della polizia egiziana, attivista LGBT, difensore dei diritti umani e ricercatore egiziano di 27 anni che studia a Bologna, non può non riportare alla mente la storia drammatica di Giulio Regeni.
Ancora una volta il Governo egiziano mette in campo la persecuzione verso un attivista politico dove il fermo di polizia si trasforma in un sequestro accompagnato da botte, minacce ed elettroshock come denunciato dai suoi avvocati. L’Italia deve applicare le linee guida UE per le rappresentanze diplomatiche all’estero, che prevedono anche la visita nelle carceri dove è detenuto l’attivista in questione.
L’ambasciatore italiano ha tutti gli strumenti a disposizione per intervenire attivamente anche in questa fase e non attendere il fatto compiuto. Riteniamo vergognoso inoltre continuare ad avere rapporti commerciali con il regime egiziano, soprattutto per quel che riguarda il rifornimento di armi.
Il nostro Paese infatti non ha mai smesso di rifornire il regime egiziano, nemmeno quando la tensione era alle stelle per il caso Regeni. Nel 2018 sono arrivate al Cairo più di 69 milioni di euro di armi italiane.
Ed è di questi giorni la notizia che l’Italia ha in previsione di vendere due fregate all’Egitto, nel quadro di un programma di forniture militari che varrebbe 9 miliardi di euro. Impossibile ed ipocrita da parte del Governo italiano dire di difendere i diritti umani e nello stesso tempo privilegiare il business delle armi verso Paesi in guerra e/o dittatoriali.
E’ assolutamente necessario tenere alta l’attenzione per evitare che il regime egiziano si senta al sicuro, come è accaduto con Regeni. Le situazioni sono diverse, ma entrambi sono stati privati dei diritti fondamentali. A differenza di Regeni infatti, ora noi sappiamo dov’è Patrik Zaky e possiamo fare tanto e molto. Per questo aderiamo al presidio promosso da Spezia Dinamika previsto per venerdì 14 Febbraio alle ore 18 davanti alla Prefettura della Spezia.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Via ad Almirante semplicemente intollerabile. Basta con gli insulti alla storia degli spezzini”

8 febbraio 2020 - Scritto da  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

Non c’è due senza tre. Dopo Escrivà e Craxi, ancora una volta a Spezia si vuole usare la toponomastica a fini politici e revanscisti. La federazione spezzina di Rifondazione Comunista ritiene assolutamente scandaloso che la giunta Peracchini prenda anche solo in considerazione l’ipotesi di intitolare una piazza o una via cittadina a Giorgio Almirante, repubblichino mai rinnegato, firmatario del manifesto della razza e fondatore e leader del partito neofascista Msi fino alla sua morte, avvenuta oltre trent’anni fa.

Se l’amministrazione comunale dovesse accogliere la proposta dei gruppi neofascisti locali, l’intera provincia spezzina dovrà mobilitarsi contro questa ennesima provocazione. Infatti un altro sfregio alla storia della nostra città, gloriosamente antifascista, non può essere tollerato. Per questo Rifondazione aderisce ad ogni iniziativa organizzata in questi giorni per impedire tale decisione, dalla raccolta firme ai presidi di protesta in città. Spezia non dimentica quella memorabile giornata del 1972 quando il previsto comizio di Almirante in piazza Beverini fu impedito dagli antifascisti giunti da ogni parte della provincia generando forti scontri con le forze di polizia. 
Dopo quasi cinquant’anni è Peracchini, ora, a dovere essere fermato dalla mobilitazione popolare.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale della Spezia

Sanità, Prc La Spezia aderisce al presidio di protesta di domani contro Toti e Viale

4 febbraio 2020 - Scritto da  
Archiviato in Appuntamenti, Partito, Primo piano

 
Rifondazione Comunista aderisce al doppio presidio di protesta indetto per domani 5 febbraio alle 11.30 e 14.30 preso l’ospedale S. Andrea della Spezia proposto dagli autori del “Manifesto per i servizi sanitari locali” contro il presidente della Liguria Toti in visita domani alla Spezia.
 
Il presidente Toti e l’assessore alla sanità regionale Viale hanno fallito nel loro compito in questi 5 anni di pessima amministrazione: le liste di attesa sono insostenibilmente lunghe, la fuga di pazienti costante, il permanere del deficit non solo non ha portato ha portato alcun beneficio ai cittadini ma ha anche bloccato le assunzioni impoverendo il personale della sanità spezzina in maniera a dir poco drammatica.
 
Toti si regala una passerella elettorale con il suo sodale Peracchini sperando che gli spezzini dimentichino i suoi disastri e non gli chiedano il conto tra pochi mesi alle elezioni. A Toti ricorderemo che non si deve speculare sulla vita della gente.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Caso centrale, Prc La Spezia: “Spezzini presi in giro da Governo, Peracchini e Toti. Basta carbone o pronti a scendere in piazza”

1 febbraio 2020 - Scritto da  
Archiviato in Ambiente, Partito, Primo piano

 

Come volevasi dimostrare. Le miriadi di promesse delle istituzioni e della dirigenza di Enel che in questi anni avevano annunciato la dismissione dell’impianto a carbone nella centrale spezzina “Montale” nel 2021 si sono rivelate solo chiacchiere infondate, utili solo a canzonare una popolazione esasperata. Così ci si ritrova che non solo il turbogas non verrà evitato, ma che addirittura nemmeno quello che pareva già “conquistato”, ossia il tanto sognato no al carbone, può concretamente sfumare.

Come Rifondazione ha sempre sospettato, Enel, il Governo, la Regione e il Comune hanno bellamente preso in giro gli spezzini, facendo vergognosamente marcia indietro, come è emerso ieri sera in consiglio comunale.
Un voltafaccia inqualificabile che deve essere spiegato nel dettaglio. A nulla valgono le lamentazioni che Toti e Peracchini provano ora a rimpallare le proprie responsabilità: basta arrampicarsi sugli specchi. Gli spezzini vogliono farla finita con i fumi prodotti dall’impianto di combustione. Il Governo ed Enel devono fare la loro parte mantenendo quello che hanno promesso. Altrimenti la popolazione tutta è pronta a scendere in piazza per dire basta una volta per tutte a un impianto che da oltre mezzo secolo inquina i polmoni di un golfo intero.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia