“Zaky libero, aderiamo al presidio di venerdì 14 di fronte alla prefettura”

14 febbraio 2020 - Scritto da  
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L’arresto di Patrik Zaky da parte della polizia egiziana, attivista LGBT, difensore dei diritti umani e ricercatore egiziano di 27 anni che studia a Bologna, non può non riportare alla mente la storia drammatica di Giulio Regeni.
Ancora una volta il Governo egiziano mette in campo la persecuzione verso un attivista politico dove il fermo di polizia si trasforma in un sequestro accompagnato da botte, minacce ed elettroshock come denunciato dai suoi avvocati. L’Italia deve applicare le linee guida UE per le rappresentanze diplomatiche all’estero, che prevedono anche la visita nelle carceri dove è detenuto l’attivista in questione.
L’ambasciatore italiano ha tutti gli strumenti a disposizione per intervenire attivamente anche in questa fase e non attendere il fatto compiuto. Riteniamo vergognoso inoltre continuare ad avere rapporti commerciali con il regime egiziano, soprattutto per quel che riguarda il rifornimento di armi.
Il nostro Paese infatti non ha mai smesso di rifornire il regime egiziano, nemmeno quando la tensione era alle stelle per il caso Regeni. Nel 2018 sono arrivate al Cairo più di 69 milioni di euro di armi italiane.
Ed è di questi giorni la notizia che l’Italia ha in previsione di vendere due fregate all’Egitto, nel quadro di un programma di forniture militari che varrebbe 9 miliardi di euro. Impossibile ed ipocrita da parte del Governo italiano dire di difendere i diritti umani e nello stesso tempo privilegiare il business delle armi verso Paesi in guerra e/o dittatoriali.
E’ assolutamente necessario tenere alta l’attenzione per evitare che il regime egiziano si senta al sicuro, come è accaduto con Regeni. Le situazioni sono diverse, ma entrambi sono stati privati dei diritti fondamentali. A differenza di Regeni infatti, ora noi sappiamo dov’è Patrik Zaky e possiamo fare tanto e molto. Per questo aderiamo al presidio promosso da Spezia Dinamika previsto per venerdì 14 Febbraio alle ore 18 davanti alla Prefettura della Spezia.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia