Trasporto pubblico, Fedi (Prc La Spezia): “Le aziende facciano la loro parte, basta pretendere senza investire sul territorio”

20 ottobre 2020 - Scritto da  
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Siamo in una fase di emergenza, ma come ci viene ripetuto quotidianamente non ci si può fermare, perché l’economia deve “girare”, il “tempo è denaro”.

Se questi mantra tanto cari a Confindustria vogliono continuare ad esser perseguiti, la politica ha il dovere di imporre una compartecipazione alle aziende del territorio per far sì che la classe lavoratrice possa recarsi al lavoro e continuare “ad esser produttiva” in relativa sicurezza.

Le aziende non possono pretendere sempre senza restituire niente, senza reinvestire sul territorio; questa è l’occasione per dare un contributo non solo a sé stesse, ma alla città perché sgravando il trasporto pubblico dal pendolarismo lavorativo, si aiuta ad alleggerire quello degli studenti. Non sarà sufficiente, ma aiuterà.

La scuola non può esser messa a rischio, perché il trasporto pubblico non è all’altezza della situazione. E’ un qualcosa di paradossale. L’Ente Provincia che ha il compito di gestirlo dove è finita? Cosa sta facendo? Se non altro sta studiando i flussi?

Scaricare responsabilità, che ci sono eccome, sul Governo stando con le mani in mano, non risolve niente e si continua a mettere a rischio la nostra salute.

E’ l’ora di agire, chiamando attorno ad un tavolo tutti gli Enti che possono e devono dare il proprio contributo e risorse in modi differenti, per fronteggiare questa emergenza: dalle Aziende pubbliche e private, alla Marina Militare e affini, all’Autorità portuale ai sindacati e associazioni di categoria.

L’organizzazione è tutto e partire dal piccolo può esser d’aiuto, basta scaricabarile.

Veruschka Fedi

Segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

“Ciao compagna Carla, non ti dimenticheremo”

7 ottobre 2020 - Scritto da  
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Ci è appena giunta la notizia della morte di Carla Nespolo, Presidente dell’ANPI.
Ci stringiamo nel dolore alle compagne e ai compagni: Carla era un punto di riferimento per diverse generazioni, soprattutto per i giovani, in una lotta antifascista mai terminata i cui valori oggi come ieri sono necessari.
Carla Nespolo ha continuato a dirsi comunista anche in tempi come questi in cui si fa l’azzardo di equiparare nazismo e comunismo. Da quando è stata eletta Presidente, per la prima volta una donna, aveva, da subito, iniziato a lasciare una sua impronta originale.
Una compagna contraria alla “sinistra equidistante” in temi come le libertà e i diritti, una compagna che considerava il razzismo diffuso come il segnale più virulento di nuove forme di fascismo da contrastare ovunque. Una partigiana che non ha mai accettato la retorica in cui si tenta spesso di rinchiudere la Storia ma che ha sempre, con l’esempio personale, scelto di guardare all’oggi conoscendo i pericoli di ieri. Ciao Carla, ti salutiamo a nome delle compagne e compagni del Partito della Rifondazione Comunista ricordando che spesso abbiamo avuto il privilegio di incrociare i nostri percorsi e le nostre lotte.
Non lo dimenticheremo mai, te lo dobbiamo.
La Segreteria nazionale di Rifondazione Comunista