Carosi: “Volontari, Appartenenza e Partecipazione gli elementi che uniscono”

17 novembre 2011 - Scritto da  
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Non voglio entrare nel merito delle motivazioni politiche e tecniche del perchè accadono certe catastrofi, ci sarà tempo (spero poco) per fare analisi di questo tipo. Ora tutti si sperticano a dire la loro, spesso con analisi superficiali o per ritagliarsi un ruolo o una visibilità che forse non si meritano. Voglio invece valorizzare l’esperienza che ho condiviso con tanti anzi tantissimi volontari  – solo noi di Rifondazione con l’Associazione Nazionale delle Brigate di Solidarietà Attiva ne abbiamo organizzati più di 400 – che dal giorno dopo l’alluvione, con “pala e picco” stanno lavorando per rendere possibile una ripresa dei paesi alluvionati sia industriale che sociale.

Con l’Associazione Nazionale delle B S A e con i compagni/e Rifondazione, in particolare giovani, abbiamo cercato di portare agli alluvionati la nostra solidarietà attiva: “fasce rosse”, ci hanno chiamati, per via del colore della stoffa che portiamo al braccio e che è servita per riconoscersi nei paesi dove abbiamo operato, da Fiumaretta a Borghetto, da Brugnato a Cassana.

Le popolazioni dei borghi colpiti hanno bisogno soprattutto di solidarietà, ma di quella attiva, concreta, quella di chi, nel momento del bisogno, si rimbocca le maniche e si mette a spalare evitando di “buttarla in politica”, anche se la “politica” con il disastro che c’è stato c’entra, eccome se c’entra!!!!

In mezza giornata abbiamo anche allestito, su richiesta del Comune della Spezia, il Palazzetto dello Sport per garantire, durante la seconda allerta, ospitalità agli sfollati che non sono mai arrivati .

Abbiamo messo in campo una forma di partecipazione dal basso, totalmente autorganizzata, che è intervenuta  direttamente nel terreno della solidarietà soltanto con le braccia, pale e picconi, stivali e guanti. Nel vuoto della politica le pratiche sociali, dal basso, sono un punto che mette tutti d’accordo.

Il senso di appartenenza e di umanità, sono stati gli elementi conduttori che hanno portato ad una convivenza, pur nelle difficoltà, straordinaria. Chi pensava che fosse stata messa una pietra su quei valori creati dalla Resistenza e scritti nella Carta Costituzionale Italiana si è sbagliato.

Oggi questo popolo di volontari ha dato la dimostrazione che cambiare si può, ma che si deve partire dal basso senza più imporre dall’alto scelte che non appartengono al pensiero comune della popolazione.

La partecipazione innanzitutto come elemento di cambiamento, solidarietà  e di appartenenza ad un territorio martoriato molto spesso da scelte non condivise ma imposte. Ecco, tutto questo ha un senso e continuerà ad averlo per noi, ma spero anche per la politica e per coloro che pensano che tra qualche tempo tutto si dimenticherà.

Di certo quelli che pontificano, magari con le mani metaforicamente sporche del cemento delle speculazioni, dimenticheranno in fretta e ricominceranno come se nulla fosse accaduto.

Ma tutti quelli che le mani se le sono sporcate spalando il fango dell’alluvione porteranno sempre in sé il ricordo di questa esperienza, la rabbia per quello che è accaduto e la voglia di impegnarsi perché disastri del genere non si ripetano.

Massimo Carosi, responsabile Organizzazione e Fasce Rosse Prc La Spezia

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