Lombardi: “Basta demagogia sul Waterfront, Calata Paita sia bene comune da costruire con un vero processo di democrazia partecipata”

8 febbraio 2012 - Scritto da  
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Oggi più che mai vi è la necessità di una cultura di governo della nostra città capace di salvaguardare insieme economia e valori urbani, diritto alla città, bisogno di uguaglianza e ricusazione dei privilegi della rendita.

Il governo del territorio, nelle sue componenti responsabili, pubbliche e private, non deve muoversi nell’ambito di “politiche mercantili”, di scambio e di mediazioni tra interessi privati ma deve necessariamente confrontandosi con le legittime aspettative collettive e alternative.

Occorre abbandonare i criteri finora seguiti, propri di una governance privatizzante e riproporre in termini nuovi, non lottizzatori, la creazione di un nuovo Waterfront del Golfo, da declinare attraverso un processo “vero” di partecipazione di tutti gli spezzini.

Ritengo necessario declinare il verbo “Partecipare” nell’accezione di unire le forze positivamente orientate alla costruzione del Waterfront come bene comune” per dare un senso nuovo alla città, “attraverso una nuova politica che attacchi come nodo da risolvere lo statuto di Spezia come città divisa e frammentata: divisa dal suo mare e dal suo Golfo, divisa tra la costa di levante e quella di ponente, divisa e frammentata nel suo processo di crescita”, come bene ha evidenziato il Prof. Silvano D’Alto.

Al di là di infondate cortine fumogene, il progetto al quale siamo di fronte nella versione attualmente disponibile non è il progetto vincitore del concorso per la riqualificazione del lungomare di Spezia; si tratta di una Variante che altera radicalmente il progetto originario.

Le discussioni pubbliche che si sono sviluppate non hanno scalfito l’impianto pesantemente lottizzatorio della Variante, calato dall’alto sulla città.

Utilizzando la legge sul federalismo demaniale, Calata Paita si realizzerà interamente con l’impiego di risorse private mediante un financing project, una perla del capitalismo finanziario che tende a chiudere ogni possibilità di pubblico dibattito negando ogni forma di partecipazione.

Non si produce la valorizzazione di Calata Paita quando si impianta in essa una lottizzazione privata e meramente speculativa di condomini e alberghi, ma se ne distrugge il valore pubblico, paesaggistico e di bene comune.

Noi ci batteremo strenuamente, insieme a numerose forze sociali e politiche, per “aprire un percorso partecipato” che ridisegni il Progetto Fronte a Mare, pensando Calata Paita come BENE COMUNE, per la sua natura unico e irriproducibile, appartenente a quella categoria di beni a “titolarità è diffusa”, che appartengono a tutti e a nessuno, nel senso che tutti devono potere accedere ad essi e nessuno può vantare pretese esclusive.

Non possiamo accettare passivamente la cementificazione della costa e il più evidente privilegio privato.

Occorre cambiare il paradigma della crescita, pensare in termini nuovi, dove il senso della “città di tutti”, come grande bene comune, prevalga sugli interessi economici di pochi; è necessaria una riappropriazione di valori antichi e nuovi della storia, della me rendita moria, del futuro del territorio: la ricostruzione del paesaggio, la difesa dell’area agricola, l’abbandono del processo di cementificazione e privatizzazione del territorio.

Le coste sono spazi pubblici e nella piena riconferma di questo loro statuto consiste la loro importanza ed il loro fascino. Calata Paita deve essere un momento innovativo e creativo: culturalmente e socialmente, perciò lo sarà anche economicamente: un momento nel quale la cittadinanza – attraverso l’attivazione di pratiche concrete di democrazia partecipata – possa riconoscersi, ricercarsi e rispecchiarsi in una nuova identità urbana da costruire insieme con una nuova forma di relazione spazio-temporale non oppositiva, ma di dialogo tra il Porto e la Città.

In quegli spazi i cittadini dovranno percepirsi a casa loro, con l’orgoglio di sentirsi spezzini, partecipi di un grande progetto di valori di uguaglianza e di libertà: un parco pubblico, per un turismo dinamico e non statico con attrattive a livello europeo e mediterraneo, portandovi gente e genti, cittadini e ospiti.

Calata Paita dunque come osservatorio delle diversità ma anche produttivo di diversità, con una visione che sappia recepire le novità e le trasformi in un messaggio culturale, aperto e condiviso, in cui si progetti una nuova forma di relazione spazio-temporale non oppositiva, ma di dialogo tra il Porto e la Città.

Il progetto di Calata Paita può diventare l’espressione di questa diversità, esaltando sotto il profilo simbolico, quindi dell’azione culturale, i caratteri di universalità, tolleranza, solidarietà: affermazione del diritto ad essere diversi e uguali, cioè a scoprire in ciascuna diversità il senso della umanità comune.

In termini più generali, relativi al territorio Spezzino nel suo complesso, occorre offrire, prioritariamente, come base per una discussione partecipata, un programma che riconosca l’improrogabile necessità della costituzione e delimitazione di un serbatoio di aree da riservare al prevalente “uso pubblico” nell’ambito cittadino sia nella zona centrale urbana e nella zona periferica (Fossamastra e Pagliari, le aree rimaste libere, da considerarsi “aree irrinunciabili” per un minimo riscatto dell’attuale situazione di degrado ambientale) a cui bisogna aggiungere l’area definita ‘Piazzale del ferro’ nel ponente, la cui cessione deve essere rivendicata pressantemente alla Marina Militare per rispondere alle esigenze storiche di sbocco al mare degli abitanti di Marola.

Una città da sempre alle prese con approdi precari, può presentare, a ponente, mediante la costruzione di una ‘porta d’ingresso marittimo’, una rinnovata carta d’identità più aderente alla propria potenziale, sino ad oggi solo declamata, vocazione marittima.


Massimo Lombardi

Segretario Provinciale Partito della Rifondazione Comunista/Fds – La Spezia

Lombardi e Vergassola: “Diritto allo studio certezza su cui contare, non sogno da inseguire”

8 febbraio 2012 - Scritto da  
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In questo momento di grave crisi del paese, innanzitutto sotto l’aspetto della recessione economica, ma anche dal punto di vista sociale e culturale, vogliamo ribadire e ricordare il nostro massimo impegno, che abbiamo provato a non fare mai mancare, nei confronti degli studenti e delle studentesse superiori e universitari, che ormai da tre anni si vedono privati ogni giorno di un pezzo di futuro ed anche di dignità. Il governo Monti, in merito al mondo dell’istruzione, del sapere e della conoscenza, nulla ha cambiato rispetto all’operato del governo Berlusconi“.

Massimo Lombardi, segretario provinciale Rifondazione Comunista e Filippo Vergassola, responsabile provinciale Scuola e Università Prc, intervengono in seguito all’assemblea tenutasi negli scorsi giorni a Sarzana: “Il ministro Profumo ha avuto modo di dichiararsi molto favorevole nei confronti della riforma Gelmini. Da ormai troppo tempo il diritto allo studio, al futuro e ad un sapere davvero libero e a tutti accessibile, viene calpestato togliendo trasversalmente risorse a scuole, atenei e tagliando posti di lavoro, con l’unico effetto di aumentare il precariato e la fragilità della condizione – presente e futura – degli studenti. Siamo stati, siamo e certamente continueremo ad essere presenti nelle piazze, per difendere i loro sacrosanti diritti, e nelle scuole come nelle università, per informarli e soprattutto ascoltarli. Per provare a rendere il diritto allo studio e al futuro non un sogno da inseguire ma una certezza su cui contare”.

Massimo Lombardi, segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia
Filippo Vergassola, responsabile provinciale Scuola e Università Prc  La Spezia

Dal Forum di Napoli, la politica che supera particolarismi, illusioni e polemiche

7 febbraio 2012 - Scritto da  
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Il primo Forum dei Comuni per i Beni Comuni, indetto dalla giunta napoletana  di Luigi De Magistris, segna un passaggio storico: circa 1500 aderenti, moltissimi amministratori, tanti cittadini militanti nelle associazioni, nella politica, nei movimenti e provenienti da tutta Italia.

La partecipazione della città della Spezia, con l’assessore alla partecipazione Simona Cossu, è un fatto di grande importanza, segno che l’amministrazione spezzina sta aprendo sempre più alle tematiche a cui Rifondazione Comunista ha sempre dato priorità politica: i beni comuni.

Da Napoli soffia il vento del cambiamento, nel metodo e nel merito: i lavori si sono sviluppati su quattro  tavoli tematici che non hanno discusso un documento prodotto nelle segrete stanze, ma sono stati luoghi di confronto tra le tante realtà che hanno partecipato e che hanno contribuito a costruire una proposta.

Dall’altro una narrazione politica realmente innovativa, che supera le retoriche calandosi nel concreto ed assumendo il “bene comune”, ciò che è di tutti, come paradigma sostanziale della nostra politica, in risposta alla crisi del modello neoliberista.

Un primo appuntamento di chi pensa che oggi l’alternativa a Berlusconi non sia certo Monti, così come l’alternativa alla crisi non sia la svendita. De Magistris sta dimostrando che un altro modo di amministrare è possibile, proprio in una realtà complessa e dilaniata da problematiche enormi come la città partenopea. La risposta a disoccupazione, precarietà, disuguaglianza sociale è nel diritto a preservare i nostri beni comuni, dall’acqua pubblica, gestita da aziende pubbliche e fuori dalle logiche di mercato, siano essi immateriali (lavoro, ecc.).

In tutto questo c’è il rilancio della difesa della volontà referendaria e della Costituzione, quella nata dalla Resistenza, non certo quella che si vorrebbe cambiare a colpi di maggioranza parlamentare, attuando i suoi principi fondamentali, in particolare il diritto al lavoro, il dovere di ogni cittadino di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

La moltitudine di chi lotta per i beni comuni è articolata ed oggi ciò che è di tutti passa per le battaglie della FIOM (la manifestazione del prossimo 11 febbraio), per la resistenza dei NoTav, per l’esperienza culturale del Teatro Valle, per la realtà del Forum dell’Acqua. Ora i comuni, per i beni comuni, devono dare sostegno a questa realtà preziosa del nostro Paese costruendo insieme un alternativa praticabile.

E’ iniziato un percorso nel quale la Democrazia partecipativa, quella reale non certo quella che qualche partito sigilla con il proprio imprimatur, sarà il motore principale a fronte dei fallimenti della delega in bianco, per usare le parole del sindaco di Napoli “contro lo spirito del capitalismo senile e le logiche predatorie, difendendo le radici di un progresso che sia in difesa dei diritti umani“.

Questo è il percorso che dobbiamo assumere, oltre i particolarsmi, le inutili polemiche e facili illusioni. O avremo di fronte a noi le barbarie ed i ruderi dei veri totem che dobbiamo combattere: il consumismo, la mercificazione, lo sfruttamento. La nostra sfida è quella di riportare alla Spezia questo modello, che oggi funziona in realtà ben più complesse della nostra, una sfida che non è solo negli intenti, ma è già pratica.

Segreteria provinciale Prc La Spezia


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L’Italia sono anch’io! Sabato alle 16.45 al “Barontini” di Sarzana assemblea pubblica sul diritto di cittadinanza

3 febbraio 2012 - Scritto da  
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Dalla sanatoria truffa al diritto di cittadinanza. Pratiche di lotta verso una società multiculturale

All’interno delle iniziative organizzate per la campagna per i diritti di cittadinanza “L’Italia sono anch’io”, domani  sabato 4 febbraio alle 16.45 presso il centro sociale “Anelito Barontini” di Sarzana si terrà un’assemblea pubblica per discutere sui diritti dei cittadini migranti. L’iniziativa è promossa dal coordinamento provinciale dei  Giovani Comunisti/e spezzini, dalla federazione provinciale di Rifondazione Comunista/Fds della Spezia e dallo Spim (Scuola Popolare d’Italiano per Migranti) di Sarzana.

Interverranno:

Stefania Novelli
– ARCI La Spezia
Khadim Loum
– Studente SPIM e occupante del Duomo di Massa
Marco Rovelli – Scrittore e musicista
Stefano Galieni – Giornalista di Liberazione, Responsabile nazionale Migranti Rifondazione Comunista.

L’iniziativa si colloca nel quarto appuntamento nazionale per la raccolta firme promossa da diverse associazioni. Anche nella nostra provincia Rifondazione Comunista e le/i Giovani Comuniste/i assieme allo SPIM (Scuola Popolare d’Italiano per Migranti) hanno aderito subito alla campagna e l’hanno promossa attivamente organizzando nelle scorse settimane volantinaggi e banchetti per la raccolta delle firme nei comuni di Castelnuovo Magra, Lerici, Ortonovo.

Il tema dell’”emergenza” migranti sviluppatosi a seguito delle rivoluzioni del Maghreb insieme ai recenti provvedimenti normativi nel nostro Paese rendono l’intervento delle realtà sociali e politiche sul tema dei diritti quanto più necessario. Non crediamo che questa campagna sia motivo di “distrazione di massa”; è proprio grazie alle ultime vicende di politica nazionale come il passaggio al governo tecnico che ci hanno rifilato quello scellerato e a dir poco razzista decreto sul permesso di soggiorno a punti. Non vogliamo che i cittadini migranti paghino la nostra crisi!

Crediamo che lo “ius soli”, ovvero il diritto di cittadinanza per i bambini che nascono in Italia da genitori stranieri vada applicato senza se e senza ma. L’articolo 3 della nostra Costituzione sancisce il principio di uguaglianza e impegna lo Stato a rimuovere tutti gli ostacoli che ne impediscono il raggiungimento.

Riteniamo che il riconoscimento dei diritti di ogni individuo sia decisivo per il futuro del nostro Paese. La possibilità di essere cittadino italiano a tutti gli effetti e il diritto di votare alle elezioni locali sono elementi imprescindibili affinché i migranti che vivono nel nostro paese possano partecipare alla realizzazione di una società più giusta e democratica in tutti gli ambiti sociali, lavorativi e culturali. Garantiamo pari diritti a tutti, portiamo avanti concretamente i valori su cui si è fondato il nostro paese, costruiamo una società più aperta e civile!

L’appuntamento è dunque per sabato 4 febbraio alle 16.45 presso il centro “Barontini” a Sarzana.

In quella occasione sarà possibile, per chi non l’abbia ancora fatto, firmare i due moduli sulle proposte di legge a iniziativa popolare sul diritto di cittadinanza e di voto amministrativo per i cittadini di origine straniera.


Giovani Comunist* La Spezia
Prc/Fds La Spezia
Spim (Scuola Popolare d’Italiano per Migranti) Sarzana

Primarie Spezia, Lombardi: “La vera sfida è la costruzione di un programma innovativo e partecipato, coerentemente di sinistra”

28 gennaio 2012 - Scritto da  
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Il dibattito sulle primarie spezzine si sta trasformando in un circo mediatico finalizzato alla ricerca di visibiltà del tutto avulso da quel confronto sui contenuti che Rifondazione Comunista ritiene essere prioritario.

Ribadiamo che, nel caso in cui le forze che comporranno la coalizione decidessero in tal senso, siamo pronti a partecipare alle primarie anche nel Comune della Spezia, sostenendo una candidatura alternativa a quella che verrà presentata dal Pd ed anche a quella proposta da Sel, formazione che, candidando il proprio segretario, ha reso volutamente impossibile ogni accordo a sostegno di una candidatura unitaria che rappresentasse tutta la sinistra politica e sociale.

Del resto, laddove il confronto diventa inevitabile, come ad esempio a Lerici, Rifondazione partecipa alle primarie con i propri contenuti e le proprie idee senza colpi da teatro elettoralistici ma mettendo al centro del programma i temi del lavoro, della partecipazione, del confronto, della sanità, dell’antifascismo e antirazzismo, e la questione ambientale: dal Waterfront, alle aree militari e alle emissioni dell’Enel. Per il comune capoluogo riteniamo tuttavia che si debba innanzitutto lavorare attorno a un programma che sia il frutto della massima condivisione di scelte con la cittadinanza, per un’apertura alla partecipazione dei cittadini su tutti i temi salienti.

Fondamentale dovrà essere l’interlocuzione con la popolazione, il mondo del lavoro e i comitati cittadini come Spezia via dal carbone, Murati Vivi, Acqua Bene Comune le cui istanze dovranno essere prese in cosiderazione per sviluppare un programma centrato su contenuti coerentemente di sinistra.

Ciò é possibile, come dimostra anche l’adesione del Comune della Spezia al Forum dei beni comuni in corso di svolgimento a Napoli: nell’ambito dell’Amministrazione spezzina, il contributo di Rifondazione Comunista é stato determinanteper l’assunzione di questa decisione. Solo lavorando tutti insieme in un’ottica di vera unità a sinistra si potrà trovare la soluzione, non facile, ai tanti problemi della città che certamente esistono ancora.

Ma è proprio per questo che, se veramente si ha a cuore il futuro della Spezia, non ha senso arroccarsi su posizioni che privilegiano i personalismi ai contenuti politici e programmatici di un passaggio delicato come le amminstrative del comune capoluogo.

Massimo Lombardi, segretario provinciale Prc/Fds La Spezia

Guadagni (Prc/Fds): “Sabato a Ortonovo presidio contro il governo Monti, il governo del massacro sociale”

26 gennaio 2012 - Scritto da  
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Rifondazione Comunista/Fds organizza per sabato 28 gennaio dalle 10 alle 12 un presidio-volantinaggio davanti al municipio di Ortonovo in piazza 29 settembre contro gli assurdi provvedimenti del governo Monti, sostenuto dalla grande allenanza Pd-Pdl-Udc che si appresta a votare l’ennesima fiducia sul decreto legge milleproroghe in ttesa di altre inquietanti “riforme”.

Hanno già fatto la più pesante controriforma delle pensioni della storia di questo Paese. Una riforma che ha aumentato l’età in cui si è costretti al lavoro anche di 6 anni, portandola molto al di sopra della media europea. Una riforma che non ha nessuna giustificazione rispetto alla necessità del cosiddetto equlibrio del sistema previdenziale, ma che ha come unica motivazione la scelta di fare cassa e di usare i contributi previdenziali per uno scopo diverso da quello per cui sono versati. A regime un prelievo forzoso di altri 20 miliardi dalla previdenza al bilancio dello stato.

Nel secondo tempo hanno agitato lo specchietto delle allodole dei notai e delle posizioni di privilegio. Ma alla fine le posizioni di privilegio sono state tutte salvaguardate.

Ora arriva il terzo tempo. Il governo propone di eliminare la cassa integrazione straordinaria e in deroga e di ridurre la durata della cassa integrazione ordinaria a un anno. Nella crisi in corso si tratta di un intervento folle.

Per questo c’è bisogno di far crescere l’opposizione. Dallo sciopero del 27 gennaio dei sindacati di base alla manifestazione della Fiom dell’11 febbraio. Prima che questo governo distrugga ogni diritto del mondo del lavoro.

E c’è bisogno davvero di un percorso unitario della sinistra che non si rassegna, prima che sia troppo tardi. Per questo Rifondazione Comunista/Fds organizzarà presidi e volantinaggi su tutto il territorio nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo, con un attacco ai diritti e alla democrazia senza precedenti.

Opposizione al governo Monti e al suo massacro sociale!

Massimo Guadagni, Rifondazione Comunista/Fds Ortonovo

Abolizione legale del titolo di studio, Vergassola: “Scelta classista e discriminatoria del governo Monti”

25 gennaio 2012 - Scritto da  
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Che il governo Monti non si occupasse delle fasce più deboli e fosse preposto e volto a creare una società classista ed elitaria ce ne eravamo accorti, ma dopo il taglio di 4 miliardi di euro previsto nel 2012 per l’istruzione pubblicapensavamo che i disastri fossero terminati.

Al peggio non c’è mai fine ed ecco l’assurdo provvedimento sull’abolizione del valore legale del titolo di studio: una scelta classista, discriminatoria che va a penalizzare enormemente la maggior parte degli studenti, dei quali non conterà più il merito, ma la reputazione (e soprattutto la retta annuale) dell’università di provenienza.

Nasce così un’odiosa distinzione tra atenei di serie A, elitari, che pochi, pochissimi studenti si possono permettere, e quelli considerati inferiori, di minore qualità, per la ”massa”.

E’ il mercato quindi che seleziona i giovani all’accesso (già complicato) al mondo del lavoro, e non i reali meriti. Riteniamo che l’università italiana si rilanci con la valorizzazione del merito a parità di condizioni rilanciando un sistema serio di borse di studio.

Vogliamo un sapere libero e accessibile a tutti, e non vergognosi provvedimenti che creano atenei ”di prima classe”. Questa Italia ha bisogno dei giovani, non ha bisogno di ostacolarli e danneggiarli.

 
Filippo Vergassola
Responsabile Scuola e Università
Rifondazione Comunista/Fds La Spezia

La Spezia parteciperà al Forum per i Beni Comuni promosso da De Magistris!

24 gennaio 2012 - Scritto da  
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Con voto unanime la giunta Federici ha approvato la delibera, proposta dall’assessore Simona Cossu, con la quale La Spezia aderisce formalmente al Forum dei Comuni per i Beni Comuni, la rete nata dalla proposta del primo cittadino partenopeo Luigi De Magistris, per connettere tutte le esperienze che sono accomunate dalla volontà di tutelare i Beni Comuni.

L’adesione del comune capoluogo al Forum dei Beni Comuni è un risultato politico straordinario – commenta il risultato William Domenichini, responsabile Beni Comuni e Ambiente di Rifondazione Comunista La Spezia – che si inserisce in un solco che abbiamo tracciato da tempo. Dalla strategia Rifiuti Zero all’acqua pubblica alla Spezia siamo stati in grado di strutturare battaglie importanti, contro la nocività degli inceneritori e contro la privatizzazione del servizio idrico.

Quello di Napoli – prosegue Domenichini – sarà un appuntamento fondamentale per costruire una piattaforma di valori condivisi e di proposte politiche ancora più concrete, dalla gestione pubblica e partecipata dei servizi, al superamento dei vincoli del Patto di stabilità fino alla definizione di nuove politiche di fiscalità locale in grado di assicurare una reale autonomia finanziaria. Una sintesi politica di enorme importanza per chi crede, come noi, che la soluzione alla crisi economica strutturale del modello neoliberista passi per la demercificazione di ciò che è di tutti e, contrariamente a quanto sta facendo il governo Monti, valorizzando il nostro Paese senza svenderlo al peggior acquirente.

Riteniamo che i Beni Comuni, dall’acqua al suolo, passando per il lavoro, rappresentino un paradigma capace di sintetizzare una nuova idea di politica e soprattutto un modello economia sostenibile economicamente, socialmente ed ambientalmente. Il ruolo di Rifondazione in questo processo è stato tanto importante quanto entusiasmante - conclude Domenichini – e ringrazio Simona Cossu per l’ottimo lavoro svolto, consapevoli che abbiamo solo gettato le basi. Da Napoli ci aspettiamo un ulteriore impulso e condivisione di nuovi modelli di Democrazia diretta e partecipativa, un’azione politica che tenga il timone dell’amministrare sulla barra del buon vivere e delle pratiche virtuose.

Scaricate la Delibera adesione Forum dei Comuni per i Beni Comuni (comune della Spezia) - doc (doc - 23 kB)

Le nostre proposte per Fincantieri: sabato 21 gennaio ore 10 alla sala Avis del Favaro la parola agli esperti Gaddi e Trincas

17 gennaio 2012 - Scritto da  
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Sabato 21 gennaio alle 10 presso al sala Avis del Favaro della Spezia, in collaborazione con il gruppo consiliare spezzino del Prc, si terrà l’iniziativa pubblica dal titolo “Fincantieri: le nostre proposte per un piano industriale e rilancio del gruppo” alla presenza di esperti di politica industriale e rappresentanti del mondo del lavoro per ascoltare le proposte della Fds per la soluzione alla prospettiva di crisi per l’intero gruppo Fincantieri.

Sarà la prima uscita ufficiale per il neo segretario provinciale Prc/Fds Massimo Lombardi che concluderà il dibattito nel quale parteciperanno Matteo Gaddi, responsabile Nord Rifondazione Comunista, Giorgio Trincas docente di progettazione navale dell’Università di Trieste, Alessandro Pagano della Fiom nazionale e Marco Lattanzio della RSU Fincantieri Muggiano.

Il confronto vedrà anche la partecipazione di Pierluigi Sommovigo, segretario provinciale Pdci/Fds La Spezia nonchè  presidente del consiglio provinciale spezzino e dell’assessore provinciale al lavoro Salvatore Romeo di Rifondazione Comunista.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Federazione della Sinistra La Spezia

Lombardi: “Sel faccia un passo indietro per farne due avanti insieme”

17 gennaio 2012 - Scritto da  
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Da Cittadellaspezia.com del 16/01/2012

Mentre è attesa nel corso della settimana la decisione in merito allo svolgimento delle primarie del centrosinistra, con l’eventuale data di svolgimento, Massimo Lombardi, neo segretario di Rifondazione Comunista, interviene per correggere il tiro in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi sulla candidatura di Lorenzo Azzolini e sulle mosse di “Sveglia Spezia”, e per precisare quale sarà il ruolo del suo partito all’interno della galassia del centrosinistra spezzino.

Non ho niente contro Azzolini, Sel o Sveglia Spezia – afferma Lombardi a CDS -. Le mie parole volevano essere un messaggio di non condivisione dei metodi scelti: non c’è stato alcun dialogo interno alla sinistra spezzina, pertanto non possiamo condividere una decisione che abbiamo appreso dai giornali. Ritengo che avremmo dovuto incontrarci, partiti di sinistra e associazionismo, e individuare un candidato, possibilmente della società civile. La candidatura non può essere autoreferenziale all’appartenenza ad un partito, ma una scelta di tutto il movimento. Così facendo le primarie non sono un arricchimento. Inoltre la mossa di Azzolini lascia a Rifondazione, Comunisti italiani e Psi due sole possibilità, che reputo entrambe non azzeccate: possiamo arroccarci su Federici, oppure polverizzare lo scenario con un’altra candidatura, con equilibri da individuare“.

Le possibilità, in effetti, si riducono a questo. Quindi che cosa pensate di fare?
Chiediamo a Sel e ad Azzolini di fare un passo indietro per farne due avanti insieme, incontrandoci e discutendo il da farsi. Se le primarie non ci saranno avremo lavorato su contenuti condivisi, se invece si deciderà di farle potremo fare una sorta di cartello delle forze di sinistra, sociale e politica, e proporre un candidato che sia più forte e possa dare più significato al confronto con Federici“.

Voi, come partito, rimanete all’interno della coalizione che è al governo al momento, ma non nascondete un occhio critico nei confronti dell’operato del sindaco.
Dobbiamo essere la sentinella rossa sul territorio. Portare all’attenzione del sindaco e della giunta istanze anche scomode, per spostare a sinistra la coalizione, non solo sull’ambiente, sulla questione Enel, ma anche sul waterfront, sul lavoro e sulla partecipazione, che troppe volte è rimasta sulla carta e non è stata applicata nel concreto“.

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