Pulizie in stazione: “Solidarietà ai lavoratori che non percepiscono lo stipendio” 

10 gennaio 2020 - Scritto da  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

 

Stiamo assistendo sui social ad una fervida polemica sullo stato di incuria in cui versa la Stazione Centrale della Spezia sul fronte della pulizia. Si sono succedute foto e video nelle quali veniva evidenziato che gli addetti non avevano provveduto alla raccolta dei rifiuti paragonando la stazione spezzina alle favelas brasiliane.
La Federazione Spezzina di Rifondazione Comunista vuole sottolineare come tale situazione non si sia creata però per negligenza del personale addetto ma sia invece il risultato di una sacrosanta protesta dei lavoratori stessi: questi ultimi, infatti, come spiegato nelle comunicazioni sindacali affisse nei locali ferroviari, non percepiscono lo stipendio dallo scorso mese di novembre e neanche hanno percepito la spettante tredicesima.
Rifondazione invita quindi ad una riflessione profonda quanti hanno polemizzato in questi giorni sullo stato in cui versa la nostra stazione ferroviaria: il lavoro e la corretta esecuzione delle mansioni che ne derivano va sempre e comunque retribuito con le esatte tempistiche, è inconcepibile pensare che i lavoratori debbano sottostare ad una situazione in cui sono soggetti a doveri senza beneficiare del diritto primario imposto dal rapporto di lavoro quale appunto la retribuzione.
Rifondazione ritiene emblematico di come il sistema degli appalti sia fallimentare: aziende pubbliche demandano servizi di propria competenza a piccole imprese private, spesso finte cooperative, utilizzando come unico parametro di assegnazione il costo più basso senza valutare lo stato di solidità economica e lo stato della sicurezza sul lavoro e creano di fatto lavoratori di serie b, privati dei più basilari diritti.
I servizi pubblici vanno gestiti interamente da aziende pubbliche con dipendenti tutelati contrattualmente, il diritto al lavoro non può essere relegato al livello di merce , il lavoratore è un essere umano e non un’unità produttiva. Rifondazione Comunista è e sarà sempre al fianco dei lavoratori in lotta mettendo l’uomo e la sua dignità al primo posto.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia 

“Plauso per la stabilizzazione dei 158 Oss, ma la sanità spezzina resta ancora un incubo”

25 dicembre 2019 - Scritto da  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

 

Apprendiamo con grande soddisfazione la scelta del consiglio regionale di approvare l’istituzione di una società pubblica in house per salvare il lavoro di 158 Operatori Socio Sanitari dell’Asl 5 spezzina.

La giunta Toti e i consiglieri liguri hanno infatti dato ragione alle richieste che venivano dai banchi dell’opposizione per tutelare senza se e senza ma tutti i posti di lavoro che a Spezia erano fortemente a rischio. Ma non c’è ancora da cantare completamente vittoria.
Rifondazione ha manifestato in questi mesi la piena solidarietà alla lotta gli Oss spezzini scendendo in piazza al loro fianco e alle organizzazioni sindacali per chiedere una sanità che sia degna di questo nome, sia dal punto di vista dei servizi che della tutela del personale che vi opera. Nonostante questa buona notizia, infatti, la situazione in provincia resta delle peggiori. 
Toti e Peracchini dovranno rendere conto alla popolazione su questi anni di pessima gestione della sanità locale, evitando giravolte di parole buone solo per il proprio tornaconto politico e smettendo di prendere in giro gli spezzini giocando sulla loro salute.
Rifondazione Comunista, federazione La Spezia

“Salvaguardare i 158 operatori socio sanitari Coopservice, bene la mozione del consiglio comunale”

7 dicembre 2019 - Scritto da  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

La Federazione spezzina di Rifondazione Comunista esprime la propria solidarietà agli Operatori Socio Sanitari dipendenti di Coopservice che vedono il proprio futuro a rischio in previsione del concorso pubblico che sancirebbe la fine dell’appalto in essere tra ASL 5 e la  Cooperativa.
Ci troviamo di fronte alla drammatica prospettiva di assistere alla perdita di un impiego che per oltre cento famiglie rappresenta fonte di sostentamento e ci si può solo immaginare l’angoscia che può attanagliare chi questa fonte vede in pericolo. 
Rifondazione ritiene che, nella sua tragicità, la vicenda degli oss spezzini sia emblematica di come il ricorso selvaggio all’istituto delle esternalizzazioni nel servizio pubblico utilizzi i lavoratori alla stregua di merce, con inferiori diritti, inferiori livelli salariali e ribadisce con forza che i servizi pubblici essenziali debbano essere gestiti dallo Stato e non oggetto di gare d’appalto al ribasso dove a pagare il conto sono i lavoratori e gli utenti.
La vicenda degli oss di Coopservice richiede uno sforzo corale di tutti le componenti in gioco: sindacali, politiche ed istituzionali che non possono assistere inermi a quanto potrebbe accadere. Su tale fronte Rifondazione accoglie positivamente la notizia che il consiglio comunale spezzino ha votato all’unanimità una mozione che, se percorsa ed accettata da tutte le parti in causa, ipotizzerebbe una soluzione che convoglierebbe gli oss in una società di proprietà pubblica la quale continuerebbe a gestire il servizio salvando di fatto i posti di lavoro.
Ci auguriamo che tutte le componenti sociali e politiche coinvolte facciano il loro compito sino al raggiungimento del risultato auspicato impedendo in tutti i modi una macelleria sociale che la nostra città non deve e non può permettersi.

Rifondazione Comunista, fed. prov.le La Spezia

Lavoratrice Acam licenziata, Fedi: “Ritrovare unità di lotta contro una vergognosa amministrazione aziendale e politica”

27 luglio 2019 - Scritto da  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

Il presidio convocato ieri mattina dal sindacato della Uil sul caso della lavoratrice licenziata da Acam/Iren ha un grande valore politico oltre che di umana solidarietà. Continuare a denunciare gli effetti della terribile Legge Fornero ancora in pieno vigore, nonostante le promesse di abolizione dei partiti ora al governo, è un dovere da parte di tutte le associazioni partitiche e sindacali che vogliono mettere al centro la dignità e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. 
Liquidare un licenziamento con dei soldi (in questo caso peraltro pubblici) a fronte di una richiesta di reintegro, a prescindere dalla giusta causa o meno, è quanto di più umiliante una persona possa subire.
Riceverlo con il ghigno sorridente sul volto dei rappresentanti della multiutility di Iren come ci raccontavano al presidio, ancora di più. L’odio di classe di chi sta sopra rispetto a chi sta sotto è quanto mai vivo e vegeto.
Sembra non ci sia fine al depotenziamento dei diritti di chi a fatica lavora o cerca di farlo. Non bastano i bassi salari, i contratti a termine, le basse condizioni di sicurezza e i bassi inquadramenti rispetto alle mansioni svolte. No tutto questo non basta. Vogliono pure l’umiliazione e l’asservimento totale, perché per Acam/Iren è chiaro che questo episodio serve “da esempio” a tutti gli altri lavoratori e lavoratrici. La richiesta di “silenzio” fatta in fase di conciliazione parla da sola. 
Per questo è stato oggi importante questo presidio, i lavoratori e le lavoratrici ci sono, hanno dimostrato che continueranno a denunciare l’arroganza della multiutility senza alcun timore, che intenteranno altre cause e vertenze per altre mancanze anche in altri settori.
Quello che rende debole la reazione alle ingiustizie è l’isolamento di chi le subisce: c’è da ricostruire una rete di mutualismo militante ed una consapevolezza tra le cittadine e cittadini, che di fronte all’ingiustizia non si è soli e nello stesso tempo l’ingiustizia non è mai personale, ma riguarda tutti. A presidio di ieri mancava l’adesione di Cisl e Cgil, ma il fatto che lavoratori e lavoratrici iscritti a queste sigle fossero comunque presenti è un segnale che crediamo verrà colto per le iniziative future.
Cogliamo l’occasione per esprimere ancora una volta tutta la nostra solidarietà a Teresa (che abbiamo avuto modo di ascoltare poche settimane fa alla festa provinciale di Rifondazione a Falconara) e la nostra indignazione verso Iren ed il sindaco Percacchini.
 
Quest’ultimo, ex sindacalista, non si è mai degnato di ricevere le delegazioni sindacali nonostante il suo assessore Casati fosse il responsabile della denuncia della lavoratrice in una doppia veste (assessore e dipendente Acam) del tutto discutibile. 
Il coraggio e la responsabilità delle proprie azioni non sembra appartenere a questo ciclo politico di governo.
Veruschka Fedi, 
 
segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

TPL, Rifondazione: “Solidarietà ai lavoratori in sciopero”

12 gennaio 2019 - Scritto da  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

 

L’astensione dal lavoro proclamata da tutti i sindacati confederali e non, è dovuta alla mancate certezze che l’amministrazione comunale spezzina ha dato in merito ai presunti tagli di centinaia km di linea con il conseguente ridimensionamento del personale.
Mancate certezze, che vuol dire nero su bianco, ma molte parole consolatorie, come grandi progetti che si concentrano principalmente su parcheggi scambiatori. Il taglio di km di linea non ancora scongiurati, oltre a implicare taglio di personale colpirebbe la qualità del servizio già ridimensionata, con minori tratte coperte e minori corse, andando cosi a ripercuotersi verso chi già soffre la pesantezza della crisi economica del nostro paese, donne lavoratori e giovani studenti.
Per questo siamo solidali con le ragioni che hanno portato i lavoratori a sacrificare mezza giornata di lavoro e siamo a loro vicini.

Rifondazione Comunista,

Federazione della Spezia – Segreteria provinciale

Sciopero Acam, Prc Vezzano: “Reintegro della dipendente licenziata sarà una battaglia vinta dei lavoratori”

9 novembre 2018 - Scritto da  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

 

Il circolo Prc “XXV Aprile-Aldo Lombardi” di Vezzano Ligure esprime tutta la sua solidarietà alla lavoratrice Acam licenziata a settembre dall’azienda. Un gesto senza giustificazioni e senza precedenti, che viola tutti i principi contrattuali e che richiede la piena mobilitazione dei lavoratori, come avvenuto questa mattina per le vie della città e come avverrà in seguito.

E’ inoltre gravissimo che a disporne il licenziamento sia stato un assessore comunale in chiaro conflitto di interessi, in quanto dipendente della stessa azienda che indirettamente amministra nel suo ruolo politico. L’amministrazione Peracchini dimostra in modo evidente il suo appiattimento alla nuova politica industriale di Acam-Iren e il suo disprezzo nei confronti dei lavoratori, in piena sintonia con un governo centrale autoritario ed incompetente.
Come atto di doverosa giustizia da parte degli enti è necessario un rapido reintegro della lavoratrice licenziata, che rappresenterà una battaglia vinta per i lavoratori, i sindacati e per tutte le forze democratiche.
 
Rifondazione Comunista, 
 
circolo “XXV Aprile-Aldo Lombardi” Vezzano Ligure

Prc e Spbc: “Solidarietà alla lavoratrice Acam licenziata ingiustamente, si dimetta l’assessore Casati per conflitto di interessi”

24 ottobre 2018 - Scritto da  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

Rifondazione Comunista La Spezia e Spezia Bene Comune esprimono ferma condanna alla dirigenza di Acam Ambiente e all’assessore Casati che hanno voluto il licenziamento punitivo di una lavoratrice dell’azienda. Si tratta infatti di una vicenda incresciosa su più livelli. Prima di tutto nei confronti della dipendente, che paga una pena esagerata e sproporzionata rispetto alle contestazioni attribuiteli. Riteniamo sia il segnale evidente di una politica in linea con i tempi, forte con i deboli e debole con i forti, nemica dei lavoratori e che strizza l’occhio ai potenti. La giunta Peracchini e il suo assessore “sceriffo” Casati si inseriscono perfettamente in questo solco. 
A questo proposito cogliamo l’occasione per ribadire come sia piuttosto lo stesso Casati, così ligio nel rispetto delle regole altrui, a trovarsi fin dal suo insediamento in giunta nella posizione di pieno conflitto di interessi, dato che risulti rivestire il doppio ruolo di vertice amministrativo (in quanto assessore all’ambiente) e dipendente della stessa Acam. Sia dunque Casati a dimettersi, o da Acam o dalla giunta Peracchini, oppure sia il sindaco a prendere una decisione in merito: solleveremo in ogni caso la questione in consiglio comunale. 
L’atteggiamento di Iren nel non voler concedere nessun incontro con i sindacati adottando l’unica strada che conoscono questi colossi (ossia il profitto a danno di lavoratori e utenze) era facilmente prevedibile e lo avevamo da sempre denunciato tra le  contrarietà della svendita della municipalizzata. La determinazione dei lavoratori di Acam Ambiente nel far quadrato attorno alla collega licenziata proclamando lo sciopero del 7 novembre e altre agitazioni al contorno, è sintomo della gravissima preoccupazione di quanto questo licenziamento possa esser solo il primo indizio dell’arroganza che ancora deve emergere in tutta la sua forza da parte di Iren. 
Incomprensibile, poi, la posizione assunta da Cisl in questa vertenza che pur esprimendo solidarietà nei confronti della lavoratrice parla di una strumentalizzazione politica della vicenda; bene sarebbe invece ricomporre il fronte sindacale unito ed il coinvolgimento delle altre “sorelle” di Acam Ambiente. Rifondazione Comunista e Spezia Bene Comune si mettono a disposizione affinché questa lotta diventi patrimonio comune della cittadinanza in tutte le sue forme.
Rifondazione Comunista La Spezia
Spezia Bene Comune 

Morte sul lavoro al Muggiano, Prc La Spezia: “Subito sciopero generale, si faccia luce sulla tragedia”

15 maggio 2018 - Scritto da  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

La nuova tragedia sul lavoro accaduta lunedì pomeriggio al Muggiano ci lascia letteralmente allibiti e increduli. Ha perso la vita ancora una volta un lavoratore, in un incidente gravissimo che si doveva evitare a qualunque costo. Alle autorità competenti spetta il compito di chiarire e appurare le responsabilità di tale disastro.
La politica e il mondo del lavoro devono invece chiedere con forza uno sciopero generale, come accadrà domani nella vicina provincia di Massa, per la recentissima morte del cavatore di Carrara, e in Veneto, dove tre giovani operai sono rimasti gravemente ustionati ieri presso le acciaierie di Padova.
Occorre fermare questo scempio di vite umane per rivendicare l’applicazione dei dispositivi di legge a tutela della sicurezza sul lavoro. Occorre pretendere trattamenti più umani per lavoratori, costretti dalla sola logica del profitto a pressioni e ritmi sempre più insostenibili, che contribuiscono a creare una situazione di insicurezza diffusa, anticamera di tante tragedie.
In questo momento di grande dolore Rifondazione Comunista spezzina esprime alla famiglia e ai colleghi del povero caduto le più sentite condoglianze e la nostra più sincera vicinanza.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Sostegno ai lavoratori di Italy Emergenza, via i vertici di Asl 5”

11 novembre 2017 - Scritto da  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

 

Si salvino i posti di lavoro, si rimuovano i vertici Asl 5. E’ la richiesta di Rifondazione Comunista  che sostiene la causa dei 44 lavoratori spezzini di Italy Emergenza, impegnati nel trasporto sanitario per conto di Asl 5, e in forte rischio di licenziamento. 

Al di là degli eventuali contenziosi giuridici riteniamo che i vertici di Asl debbano subito intervenire, anche grazie allo strumento della clausola sociale, per salvare i lavoratori e le loro famiglie. Non si può tentare i soliti giochetti sulla pelle di chi lavora. Per questo Rifondazione Comunista si schiera al sostegno della lotta di chi chiede e pretende la salvaguardia del posto di lavoro e il contratto a tempo indeterminato. Non può più essere l’economia a dettare le regole, ma spetta alla politica dare la guida per valorizzare i lavoratori e il bene comune. A questo proposito è stato preso un impegno da parte di tutte le forze politiche nello scorso consiglio comunale spezzino, con Rifondazione Comunista presente in queste rivendicazioni. E’ arrivato il momento di farsi sentire e di far cadere le maschere. Asl 5 è di nomina politica: se questa dirigenza non è in grado di mantenere la clausola sociale che garantisce la protezione dal licenziamento dei lavoratori, sia lei ad essere rimossa e non loro”.

Segreteria provinciale Rifondazione Comunista, Dipartimento lavoro

 

Prc La Spezia: “Pieno sostegno allo sciopero logistica ed autotrasporto”

31 ottobre 2017 - Scritto da  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

La federazione spezzina di Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà ai lavoratori della logistica e dell’autotrasporto, che stanno chiedendo il rinnovo di un contratto nazionale scaduto da 22 mesi, chiedendo riconosciute le regole che diano loro diritti minimi, contro ulteriore ricatti, e per inserire la clausola sociale sulla fine del subappalto. In questo senso la mobilitazione dei lavoratori è ancora più importante, perché rivolta ad un sistema in cui, una sostanziale deregolamentazione del lavoro e la ricerca della massimizzazione del profitto, che ha prodotto riduzione di salario e di diritti. 
La segretaria provinciale Veruschka Fedi aggiunge: “Vorremmo porre l’attenzione tuttavia, sul fatto che questa condizione si riscontra in pressochè tutti i settori lavorativi del nostro paese, dove la logica di chi ha governato in questi ultimi anni è stata quella di fare uno “spezzatino”, in modo da ridurne la forza e la capacità contrattuale, e dove i pochi contratti di lavoro nazionali rimasti hanno tutti lo stesso tenore: minor diritti, minor salario, massima competizione al ribasso tra i lavoratori in una logica di massimo profitto per il datore di lavoroEcco perché questa mobilitazione, e quelle che auspichiamo saranno messe in campo, dovranno trovare solidarietà da parte di tutte le categorie di lavorator*, disocupat* e cittadin*; perché la logica che sta alla base di questo contratto è la stessa per tutti i settori.
Il nostro è anche un appello all’unità di chi ritiene questa situazione figlia delle politiche neoliberiste dei governi di questi anni, per cui solo la solidarietà e la determinazione può portare al riscatto di una vita dignitosa. Occorre una mobilitazione ancora più ampia dei lavoratori e dell’intero fronte sindacale, che sosterremo con impegno, per riconquistare diritti e salario per tutte e tutti.
Veruschka Fedi, 
segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Pagina successiva »