Chiudere gli occhi non salverà la vita ai lavoratori
3 settembre 2010 - Scritto da admin
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Rifondazione comunista aveva denunciato tre mesi fa le condizioni di lavoro nel porto spezzino ma il consiglio comunale della Spezia ha fatto finta di niente
Il Gruppo Consiliare comunale di Rifondazione Comunista della Spezia esprime cordoglio e solidarietà alla famiglia della vittima di questo ennesimo incidente sul lavoro al porto spezzino. Il rammarico per questa morte è fortissimo, così come la consapevolezza che le Istituzioni, a partire dal nostro Consiglio Comunale, sottovalutano la gravità delle condizioni dei lavoratori portuali.
Solo due mesi fa il nostro gruppo aveva presentato un ordine del giorno in cui si denunciavano condizioni di lavoro, in particolare degli addetti alla movimentazione merci, di grave rischio e si chiedeva al Sindaco di approfondire tali tematiche. Purtroppo grazie al voto contrario del PDL e all’astensione del Partito Democratico l’ordine del giorno veniva respinto. Siamo coscienti che probabilmente anche con la sua approvazione non si sarebbe evitata questa tragedia, ma di certo avremmo potuto dare ai lavoratori del Porto almeno la dimostrazione di interesse alle loro problematiche e poteva essere l’occasione per iniziare un percorso di controllo e di denuncia capace di incidere nella realtà lavorativa di tutte queste persone.
Alla ripresa dei lavori del Consiglio Comunale il nostro gruppo lavorerà affinché questo tema sia affrontato con l’ urgenza che merita. Riteniamo prioritario che si riunisca subito la Commissione lavoro per procedere all’audizione del Presidente dell’Autorità Portuale e dell’Assessore Pollio per capire quali sono le iniziative che intendono prendere. Ad oggi abbiamo un nuovo Presidente dell’Autorità Portuale, ma il modo di agire è vecchio e conosciuto: attenzione esclusiva alla produttività a discapito delle problematiche del lavoro e del territorio. Questa situazione non è più tollerabile.
Per questo invitiamo Forcieri a rispettare il Piano regolatore Portuale, chiediamo delle scelte immediate e convincenti sulla fascia di rispetto, chiediamo che sia riunito il tavolo permanente e che le decisioni in materia Portuale siano partecipate e condivise, chiediamo maggiore vigilanza sull’applicazione del contratto unico dei Porti, chiediamo che sia diminuito l’utilizzo di contratti precari e atipici. Riteniamo che queste siano le basi minime per avere un’integrazione tra Porto e città capace di soddisfare le esigenze di tutti.
L’assalto a Forcieri: “Sicurezza al Porto”
2 settembre 2010 - Scritto da admin
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Questa mattina si è svolto davanti all’Autorità Portuale spezzina il presidio di protesta organizzato dalla Federazione della Sinistra a seguito della morte in porto del camionista di Parma Roberto Mattioli avvenuta due giorni fa al terminal Ravano.
Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani chiedono a gran voce a tutte le istituzioni attenzione totale per la sicurezza e le condizioni lavorative dei portuali, già da tempo denunciate dagli esponenti del PRC e PDCI in consiglio comunale spezzino senza però incontrare l’adesione di minoranza e maggioranza.
La delegazione ha poi incontrato il presidente AP Forcieri al quale ha chiesto un maggiore impegno nella verifica di quanto esposto, ci attendiamo immediati risultati.
Durante l’incontro la FDS ha posto la necessità che le istituzioni mettano all’ordine del giorno il tema della sicurezza.
Paradossalmente il giorno dopo l’incidente si magnificavano i numeri dello sviluppo del traffico merci nel porto, senza menzionare il dramammatico quadro che emerge dai dati della stessa AP, in cui si evidenzia un aumento degli infortuni gravi, da 18 del 2008 a 23 a maggio 2010.
La FDS terrà sempre alta l’attenzione sulla difesa di ogni lavoratore, a partire, ma non solo, dal grave problema della sicurezza.
Ma la Federazione ha posto anche il problema riguradante le condizioni di lavoro di tutti i portuali: turnazioni massacranti, condizioni precarie anche dal punto di vista igienico, mancanza di diritti. Un quadro drammatico che fa fatica ad emergere in virtù del clima di ricatto e di intimidazione costruito per impedire la rivendicazione dei diritti dei lavoratori.
Ecco il
- servizio di Primo Canale
- report di Controlacrisi.org
Profondo cordoglio e rabbia per l’ennesimo omicidio bianco la porto: Roberto Mattioli, un’altra vittima di un sistema da cambiare
1 settembre 2010 - Scritto da admin
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Ancora una tragedia sul lavoro alla Spezia, ancora un’altra morte a un lavoratore portuale.
Rifondazione Comunista spezzina è profondamente vicina ai familiari del povero Roberto Mattioli, che questa notte è rimasto schiacciato dal suo camion mentre lavorava nel terminal Ravano. Il nostro partito di nuovo vuole gridare la propria rabbia e indignazione per un’ennesima disgrazia che si doveva evitare e che non è un caso sia avvenuta proprio nel porto spezzino.
Abbiamo infatti denunciato più volte, anche durante l’estate e non solo a mezzo stampa, delle vergognose e ottocentesche condizioni di lavoro e di sicurezza in cui vivono (e muoiono) i nostri portuali. Abbiamo sostenuto e ricevuto molti di queli lavoratori che sono costretti a sopportare la frammentazione delle proprie categorie lavorative e dei contratti di lavoro, ad accettare orari e turni massacranti e a rischiare la propria pelle ogni giorno, mentre le grandi compagnie ingrassano e i terminal incrementano il giro dei container, come ampiamente documentato proprio sui giornali di oggi, macabra coincidenza.
I lavoratori sono le vittime di un sistema sempre più portato al profitto di pochi a scapito delle vite umane di molti e non c’è da meravigliarsi che quattro giorni fa il governo, per bocca del ministro Tremonti, ha giudicato la legge 626 sulla sicurezza dei lavoratori “un lusso che non possiamo permetterci”, minacciandone la sua abrogazione.
Da questa inqualificabile affermazione si capisce quello che rappresenta il lavoratore nella mentalità padronale del governo: un semplice numero, una cifra alla voce spese, e nulla più. Rifondazione Comunista chiede anzitutto rispetto delle vittime e dei loro familiari, ora vinti dal dolore, e alle istituzioni un’immediata verifica delle condizioni di sicurezza e lavorative di tutti i lavoratori del nostro porto.
E’ giunto davvero il momento di dire: Basta a queste indecenze, Basta a queste continue tragedie nella nostra provincia come altrove.
Rifondazione sempre al fianco dei portuali, fin dal primo momento
11 agosto 2010 - Scritto da admin
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La lettera dei lavoratori portuali apparsa lo scorso 7 agosto sul Secolo XIX che chiama in causa Rifondazione Comunista spezzina ci permette un interessante spunto di riflessione e di denuncia politica rispetto alla delicatissima situazione lavorativa creatasi nel porto spezzino in termini di assenza di condizioni di sicurezza, turni e orari massacranti, straordinari non riconosciuti oltre al clima intimidatorio di ottocentesca memoria operato dalle aziende nei confronti di quei lavoratori che si sono permessi di avere un rapporto una comunicazione con Rifondazione Comunista.
Il lavoratore che più di tutti aveva reclamato per le pessime condizioni a cui sono sottoposti i portuali ha pagato in prima persona le vergognose ripicche padronali che animano il porto spezzino. Tale lavoratore licenziato ha subito ricevuto copertura legale dal compagno Massimo Lombardi e ci sono ottime possibilità che ottenga il reintegro nel proprio posto di lavoro. Rifondazione è stata la prima a dare voce ai portuali e ribadisce la sua continua presenza al loro fianco nelle lotte per i diritti, le condizioni di lavoro e la loro sicurezza.
Abbiamo organizzato con loro assemblee nella nostra sede di via Lunigiana e, lo scorso giugno, i nostri consiglieri comunali Simona Cossu ed Edmondo Bucchioni hanno presentato una mozione che invitava il Sindaco a far luce su preoccupanti segnalazioni raccolte da alcuni lavoratori sulle loro condizioni nella movimentazione merci in Porto.
Ma tale mozione che non è stata approvata perché non votata dai consiglieri del Partito Democratico: è importante sottolinearlo, come avevamo allora prontamente denunciato a mezzo stampa.
Dopo il primo licenziamento ne sono seguiti altri quattro di carattere esclusivamente politico ed è lì che abbiamo contattato la Cgil, che ci ha chiesto di attendere per meglio vagliare la situazione e non esporre al rischio ulteriori lavoratori. D’accordo con la Cgil, Rifondazione ha lasciato volutamente spazio in prima persona all’organizzazione sindacale ma, ci teniamo a precisare, mai abbandonando i lavoratori e le loro vertenze.
Prova ne è stata l’iniziativa organizzata alla festa provinciale di Liberazione lo scorso luglio a Falconara di Lerici dove sono intervenuti tra gli altri lo stesso segretario Cgil Lorenzo Cimino, il sindaco della Spezia Massimo Federici e alcuni portuali spezzini. ll nostro impegno in loro difesa rimane forte e proprio in quest’ottica ribadiamo il nostro contrasto con la linea del Pd che in provincia ha preferito scegliere Confindustria, la nemica nuemro uno dei lavoratori e dei loro diritti, specie in questo periodo storico. Per questo la nostra uscita dalla giunta provinciale ha come elemento rafforzativo i problemi del lavoro in tutti i suoi aspetti, e non va dimenticato.
Rifondazione Comunista della Spezia agirà su tutti i canali possibili: da quello istituzionale a quello sindacale, ma anche utilizzando la mbilitazione e la lotta dei lavoratori e dei cittadini perché NEL PORTO TORNINO AD ESISTERE CONDIZIONI di LAVORO UMANE E LEGALI.
Chiara Bramanti
segretaria prov.le PRC La Spezia
Maurizio Fontana
responsabile prov.le Lavoro PRC La Spezia
Burlando si faccia interlocutore del governo su Fincantieri
16 luglio 2010 - Scritto da admin
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La cassa integrazione decisa per i primi dipendenti di Fincantieri Muggiano a partire da lunedì 5 luglio 2010, è l’ennesimo prezzo che i lavoratori pagano in prima persona a una crisi economica creata da altri e che scarica su di loro le proprie gravi colpe.
I lavoratori avevano già subito il peggioramento delle condizioni di lavoro, con un processo di ristrutturazione strisciante che scarica solo sulla prestazione lavorativa tutte le contraddizioni del sistema produttivo dell’azienda. Ora tutta Fincantieri, non solo quella spezzina, rischia di avere, da qui alla fine dell’anno, circa 2.000 lavoratori in Cassa Integrazione. Per questo motivo tutte le istituzioni e le parti sociali devono attivarsi, nei confronti del Governo Nazionale, affinchè a Fincantieri vengano almeno garantite le commesse pubbliche.
Il Governo, fino a questo momento, non ha mantenuto nessuna promessa a proposito delle commesse pubbliche che avrebbero dovuto garantire adeguato lavoro a tutti i cantieri del Gruppo a partire dai 50 milioni per la progettazione di una nave multiruolo.
Da parte della FIOM CGIL era stata richiesta una convocazione da parte della Presidenza del Consiglio per affrontare nel merito i problemi di Fincantieri ed in particolare degli aspetti occupazionali: finora da parte del Governo non è pervenuta nessuna risposta.
Chiediamo che il presidente della Regione Liguria Burlando si faccia forte interlocutore del Governo affinché si sblocchi la situazione e si interrompa questo vergognoso giro di vite sulla pelle dei lavoratori Fincantieri Muggiano, cuore pulsante della vita lavorativa della nostra città.
Infine che Rifondazione (assieme alla Federazione della Sinistra) ci abbia visto bene, lo dimostrano le dichiarazioni dell’RSU Fincantieri in seguito al cassaintegramento di ben 178 lavoratori dell’azienda, così come la conflittualità su Acam e le sorprese che ci attenderanno sul ciclo dei rifiuti.
Con buona pace del presidente della provincia Fiasella e di chi sostiene la svolta politica del Pd a destra, è necessario tornare indietro e riporre al centro dell’agire i temi politici, a partire dalla difesa e la tutela dei lavoratori, cosa impensabile da lasciar gestire ad un rappresentante dei padroni. Ma non possiamo nemmeno accettare ambiguità su temi centrali come l’acqua ed i rifiuti. Sono problemi serissimi per i quali Rifondazione si batterà duramente in ogni luogo al servizio dei cittadini e degli elettori.
Rifondazione Comunista-PDCI sostengono lo sciopero generale proclamato dalla Cgil
24 giugno 2010 - Scritto da admin
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Rifondazione Comunista La Spezia e tutta la Federazione della Sinsitra spezzina sostengono lo sciopero generale proclamato dalla Cgil per venerdì 26 giugno e invita tutti i cittadini a partecipare al corteo di domani per le vie della città che partirà alle 10 da piazza Europa e si concluderà in piazza Mentana.
Saranno pesantissime le conseguenze della manovra del governo, che non mira minimamente a intaccare la speculazione ma a distruggere quel che resta dello stato sociale. Aumenteranno disoccupazione, disuguaglianze e povertà e i lavoratori pagheranno i prezzi di una crisi provocata dai processi di deregolamentazione e privatizzazione uniti ai bassi salari ed alla precarietà. Scioperare significa anche difendere lo spirito e la lettera della Costituzione repubblicana, che mette il lavoro al centro della vita del paese e che viene minacciata anche dall’offensiva padronale: come il ricatto di Pomigliano, cui gli operai hanno risposto con un grande lezione di dignità.
Uno sciopero ancora più importate nella nostra provincia visti i recenti gravi sviluppi politici generati dalla decisione monocratica del presidente Fiasella, che ha escluso dalla sua giunta l’assessore al lavoro della federazione della Sinistra Elio Cambi per sostituirlo con il vicepresidente dei giovani di Confindustria spezzini Ettore Antonelli.
Una scelta grave che sa di profonda offesa verso i lavoratori spezzini e verso l’elettorato popolare che aveva eletto il presdiendente sulla base di programmi e alleanze ben precise nel 2007. Per contrastare la politica del governo e i disegni padronali il Prc domani sarà in piazza a fianco dei lavoratori e della Cgil.
Porto di Livorno, due lavoratori uccisi provenienti dalla Spezia: cordoglio e vicinanza alle famiglie di Francesco Ratti e Dasnhor Qallaj
18 giugno 2010 - Scritto da admin
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La federazione spezzina di Rifondazione Comunista e il circolo PRC XVIII Luglio di Follo esprimono grande cordoglio e vicinanza alla famiglia di Francesco Ratti, camionista di Piana Battolla caduto ieri sul lavoro nel porto di Livorno. E’ la seconda vittima nel giro di pochissimi giorni sul porto livornese e sempre proveniente dalla nostra provincia, come Dashnor Qallaj, ragazzo albanese di 38 anni morto lunedì pomeriggio nel medesimo luogo di lavoro. Non può essere solo una maledetta coincidenza.
Francesco e Dashnor sono solo gli ultimi di un’interminabile e sanguinosca striscia omicida, perchè di omicidio si deve parlare quando muore un uomo mentre sta lavorando. In Italia è una strage continua che miete vittime su vittime peggio dei più infidi teatri di guerra. La popolazione tutta si deve indignare ed offendere, di fronte a simili atrocità.
Vicini all’immenso dolore di entrambe le famiglie spezzate da queste disgrazie, ci chiediamo quando mai finiremo di scrivere parole di lutto e di rammarico per circostanze che non devono ma capitare e che invece sono all’ordine del giorno ormai quotidiano.
Il Governo contro i lavoratori pubblici! Ora basta, paghi chi non ha mai pagato
5 giugno 2010 - Scritto da admin
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I provvedimenti decisi dal Governo sono una vera mannaia che colpisce i lavoratori pubblici e quel poco che é rimasto in piedi dello Stato Sociale.
Dopo aver preparato il terreno con due anni di vergognosa campagna del Ministro Brunetta contro i lavoratori pubblici, il Governo manda a dire al Paese che la colpa della crisi non é delle Banche, della speculazione, dei super-manager strapagati ed incapaci, della corruzione dilagante ma dei lavoratori e della spesa sociale.
L’attacco é pesantissimo:
- Il blocco dei contratti fino al 2013 provocherà una forte riduzione del potere d’acquisto degli stipendi di fronte all’inflazione e all’aumento dei prezzi.
- I lavoratori che hanno maturato il diritto alla pensione dovranno aspettare più di sei mesi a causa dello spostamento delle “finestre” e subiranno lo slittamento nel pagamento delle loro liquidazioni.
- Il taglio del 50% delle risorse utilizzate nel 2009 per il pagamento dei salari dei precari provocherà un’ondata di licenziamenti. Una scelta scellerata che, oltre a mettere in mezzo alla strada migliaia di lavoratori, produrrà un drastico peggioramento della qualità e dell’efficienza della Pubblica Amministrazione.
- E’ questa, d’altra parte, la scelta del Governo: il forte taglio delle risorse disponibili e dei trasferimenti agli Enti locali provocherà la riduzione dei servizi erogati ai cittadini – a partire da Scuola e Sanità – l’aumento delle tariffe, nuove privatizzazioni e svendite del patrimonio pubblico.
Nessuna misura é invece prevista per contrastare l’evasione fiscale, che é fortemente aumentata nell’ultimo anno, ed anzi gli evasori verranno premiati con un nuovo condono edilizio.
Questa manovra é inaccettabile e non é un caso che abbia ricevuto il plauso di Confindustria, cioè del nemico n. 1 dei lavoratori italiani.
A chi, anche nei partiti di un’opposizione parlamentare assai morbida e nel movimento sindacale, invita a fare sacrifici, occorre rispondere che i lavoratori hanno già dato.
E che le risorse necessarie ad uscire dalla crisi possono essere trovate con misure appropriate nei confronti dei grandi patrimoni, della speculazione finanziaria, dell’evasione fiscale e contributiva e magari riducendo le inutili e dannose spese militari, delle quali nessuno parla, ma che aumentano di anno in anno.
Lavoratori respingiamo con la lotta la manovra antipopolare del Governo.
Volantino contro il governo -
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4 giugno 2000: Rifondazione non dimentica la strage di Solignano
5 giugno 2010 - Scritto da admin
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Fabio Agostini (35 anni), Pietro Bertolucci (50 anni), Matteo Santilli (36 anni), Paolo Nigiotti (50 anni), Pietro Rimonti (52 anni).
Sono i cinque ferrovieri che il 4 giugno 2000 fa persero la vita nel tragico incidente di Solignano, in provincia di Parma, quando due treni provenienti dalla Spezia e Parma si schiantarono frontalmente nella notte sull’unico binario della “maledetta” pontremolese, in prossimità della piccola stazione dell’appenino parmigiano. Uno dei più gravi incidenti ferroviari italiani della storia recente.
Sono passati dieci anni anni ma il dolore non si cancella. Si continua a morire sul lavoro, oggi come e peggio di ieri, si continua a morire in ferrovia, nella nostra provincia come altrove.
Sono già migliaia i morti del 2010 e siamo solo a metà anno, basta leggere i dati dell’Inail per rendersene conto. Alla cerimonia presso il deposito FS di Valdellora, dove tre dei cinque ragazzi partirono quella notte per non tornare mai più, il vicesindaco della Spezia Maurizio Graziano ha voluto ricordare l’ultima vittima sui binari in ordine di tempo, Giovanni Magliani, caduto alla stazione Centrale lo scorso 24 febbraio.
Ma Graziano ha anche ricordato il tentativo di smantellamento da parte di FS del settore Cargo della Spezia, oggi in grave difficoltà, che mette a repentaglio il lavoro di oltre 150 persone e il servizio di rifornimento merci per il comprensorio spezzino. Perchè nel nome del business e del profitto, Ferrovie dello Stato taglia in sicurezza e nei posti di lavoro poco remunerativi (secondo la dirigenza) come appunto il comparto Cargo, non rispettando i lavoratori e le loro famiglie.
Rifondazione Comunista della Spezia esprime solidarietà ai parenti delle vittime di Solignano come in ogni altro posto di lavoro d’Italia, e, nello stesso tempo, offre tutta la solidarietà ai lavoratori Cargo spezzini come già ha fatto partecipando alla manifestazione di una settimana fa culminata con l’incontro con il prefetto Forlani.
Intanto nessun dirigente delle Ferrovie dello Stato era presente alla cerimonia di stamattina. E’ utile e doveroso ricordarlo.
Ancora un grave incidente sul Lavoro nella nostra Provincia: è una Vergogna!
1 giugno 2010 - Scritto da admin
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Pochi giorni fa tre incidenti sul lavoro nel territorio spezzino, ora un altro operaio lotta tra la vita e la morte all’ospedale di Pisa dopo essere caduto ieri da un’impalcatura a Riccò del Golfo. Siamo stanchi dover ripetere le stesse parole dopo ogni incidente che accade nella nostra provinca ormai con cadenza quasi giornaliera.
Nel nostro piccolo, Rifondazione ha già presentanto in diversi comuni della provincia un ordine del giorno sulla sicurezza sul lavoro: l’ultimo ente in ordine di tempo ad averlo approvato è stato il comune di Follo nella seduta dello scorso venerdì 28 maggio. Ma l’attenzione dev’essere generale e condivisa altrimenti risulterà insufficiente.
Come in tutti i settori, chi sbaglia deve pagare. E non il lavoratore, troppo spesso “accusato” dalla voce comune di “leggerezza e sbadaggine” o “troppa confidenza” sul posto di lavoro. Sono gli imprenditori, i titolari d’azienda che devono garantire con ogni mezzo la sicurezza nei propri cantieri, creando le condizioni affinchè si azzerino i rischi per l’incolumità del lavoratore.
Putroppo nel Paese dei condoni, delle leggi per i fuorilegge, dei decreti che ostacolano l’attività dei magistrati come quella dei giornalisti, garanti della circolazione delle notizie e quindi della democrazia, tale auspicio assomiglia sempre più a un inutile grido nel deserto dell’indifferenza da parte del governo e della stragrande maggioranza della classe politica italiana.













