Acerbo e Patta: “In Germania cassieri di supermercato vaccinati, in Italia al lavoro a Pasqua e Pasquetta”

3 aprile 2021 - Scritto da  
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In Germania i cassieri dei supermercati sono stati vaccinati per primi insieme agli over80 perché è evidente che sono tra le categorie più esposte e a rischio.
In Italia invece saranno sfruttati anche a Pasqua e Pasquetta.
Infatti, grazie alla distrazione del governo Draghi, e alla liberalizzazione del commercio in vigore dal 2012 supermercati e centri commerciali potranno aprire anche a Pasqua e Pasquetta.
Ancora una volta si dimostra la mancanza di rispetto verso queste lavoratrici e questi lavoratori essenziali che sono da anni sottoposti a iper-sfruttamento da una normativa che non tiene conto del loro diritto al riposo e a una vita familiare.
Gli addetti del commercio sono tra le vittime invisibili del covid. Nel 2020 l’Inail ha certificato una aumento dei decessi nella categoria del 67% rispetto all’anno precedente.

Rifondazione Comunista chiede ai Presidenti delle Regioni di emanare immediatamente ordinanze per la chiusura degli esercizi commerciali a Pasqua e Pasquetta come era stato fatto l’anno scorso.

Ma soprattutto chiediamo che commesse/i vengano vaccinate/i subito!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile lavoro

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Rifondazione Comunista al fianco dei dipendenti pubblici in sciopero

19 dicembre 2020 - Scritto da  
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Rifondazione Comunista sostiene con forza lo sciopero dei dipendenti pubblici indetto da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl per mercoledì 9 dicembre contro gli attacchi dei soliti soloni che dall’alto di “cattedre” ben remunerate contrappongono, falsando i dati sugli aumenti proposti dal governo, i dipendenti pubblici ai privati, gli stabili ai precari.

E’ la solfa riproposta da anni il cui risultato  reale non è togliere a chi sta un po’ meglio per dare a chi sta peggio, ma peggiorare le condizioni  e ridurre i diritti di tutte/i.

I problemi veri del lavoro autonomo lasciato solo e dei precari con retribuzioni e diritti indegni di un paese civile non si risolvono colpendo ancora lavoratrici e lavoratori con stipendi quasi fermi da 13 anni. Togliere qualcosa ad un dipendente pubblico che guadagna poco più di mille euro non aiuta il precario che ne guadagna un po’ meno. 

Il problema è assumere i precari, garantire salari dignitosi a tutti, pubblici e privati, far ripartire l’economia e contrastare l’emergenza sanitaria con più sicurezza. La lotta dei dipendenti pubblici è sacrosanta perché sono i meno pagati d’Europa, lavorano con organici ridotti, con mezzi e strutture inadeguate e, nel mezzo dell’epidemia mancano ancora delle condizioni di sicurezza per svolgere funzioni fondamentali per la tutela dei cittadini.

La loro lotta parla di un’emergenza che riguarda tutto il paese reso fragile da anni di  tagli di tutto il sistema pubblico, dalla sanità alla scuola, dai vigili del fuoco ai Comuni, dalle amministrazioni centrali a quelle periferiche.

E’ ora di abbandonare le ubriacature mercatiste e il primato dei profitti insensibili alla vita delle persone e investire la maggior parte delle risorse disponibili per ricostruire un pubblico all’altezza dei bisogni del paese. E per disporre del massimo di risorse necessarie e invertire la tendenza all’aumento delle disuguaglianze si tassino finalmente le grandi ricchezze a partire da un milione di euro in su. Restituire valore e dignità ai pubblici dipendenti e incoraggiare in loro un forte senso del ruolo pubblico è fondamentale per il miglioramento della  qualità dei servizi e dei diritti dei cittadini. Per questi motivi saremo presenti in tutte le iniziative promosse nella giornata di sciopero con le nostre proposte:

– consistenti aumenti salariali per tutti i dipendenti pubblici,
– assunzioni di almeno 500 mila lavoratrici e lavoratori;
– stabilizzazione di tutti i precari con contratti a tempo pieno e indeterminato;
– reinternalizzazione di tutti i servizi affidati a privati.

Il governo cambi rotta e ascolti le lavoratrici e i lavoratori!

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Antonello Patta, Responsabile nazionale lavoro
Veruschka Fedi, Segretaria Provinciale
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Sciopero lavoratori multiservizi e operatori sociali, Rifondazione: “Siamo al loro fianco”

14 novembre 2020 - Scritto da  
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Rifondazione Comunista è al fianco di lavoratrici e i lavoratori delle società multiservizi che hanno scioperato oggi. Attendono da 7 anni il rinnovo contrattuale da parte di società a cui le controriforme di centrodestra e centrosinistra hanno consentito di far affari d’oro con l’esternalizzazione dei servizi. L’interposizione di manodopera che nel 1960 era stata vietata per legge è diventata la normalità legalizzata. Dai cup alle pulizie è stato creato artificialmente un settore privato che tra l’altro alimenta corruzione e clientelismo. Le gare per l’assegnazione dei servizi a ditte esterne sono un verminaio e l’esternalizzazione consente di aggirare le norme sui concorsi. Ma la cosa più grave è che è stato creato nel pubblico un’enorme categoria di lavoratori di serie B, con meno diritti, salario, tutele.

Lavoratrici e lavoratori che hanno scioperato oggi sono vittime innanzitutto del tradimento da parte del Pd, e più in generale del centrosinistra, che hanno condiviso con la destra questa esternalizzazioni pressoché totale particolarmente forte nella sanità. Ricordiamo che le stesse norme nazionali e i commissariamenti obbligano da anni a spendere acquistando servizi all’esterno mentre limitano assunzione di personale. Oggi, insieme a loro ci sono gli operatori sociali, quelli a cui con gli appalti dei Comuni, viene affidata la cura dei soggetti più deboli della nostra società, ragazzi con disabilità e difficoltà varie; i Comuni esternalizzano il welfare al minor costo, venendo meno la valutazione della qualità del servizio. Oggi il loro sciopero è per rivendicare l’internalizzazione di questi servizi essenziali , il loro stipendio xchè quando le scuole “chiudono” il servizio nn viene pagato e la loro dignità.

Rifondazione Comunista chiede a governo, parlamento e regioni da anni di procedere alla reinternalizzazione di tutti i servizi.

Bisogna reinternalizzare tutto e porre fine allo scandalo alla luce del sole di privati che fanno affari. I soldi che non si daranno più a queste società e coop parassitarie serviranno a garantire migliori servizi e retribuzioni.

REINTERNALIZZARE TUTTO!

Maurizio AcerboAntonello Patta

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Caporalato a Spezia, Acerbo e Fedi: “Gli immigrati ci rubano anche il dovere di essere sfruttati”

11 novembre 2020 - Scritto da  
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L’operazione compiuta dalla Gdf della Spezia che ha portato ad otto arresti è solo la punta dell’iceberg di un mondo di lavoro sommerso nascosto nella catena di appalti, subappalti e di caporalato finalizzati a ridurre salari e diritti a livelli inauditi. Chi lavorava negli yacht di lusso per conto di insospettabili, aziende italiane era sottoposto a vessazioni per un salario di 4 euro all’ora, condizione necessaria per conservare il permesso di soggiorno che una legge ingiusta fa decadere in assenza di contratto di lavoro. È un padrone direttamente o indirettamente attraverso un suo “caporale” che da diritto a restare in Italia per essere sfruttati, spesso al nero.

Una sinistra degna di questo nome deve pretendere da un lato lo sganciamento del permesso di soggiorno dal contratto di lavoro e dall’altro l’istituzione di un salario minimo legale da garantire anche nei contratti d’appalto, insieme alle tutele previste dal contratto di riferimento

Stesso lavoro, stessi diritti per tutte e tutti!

Rifondazione Comunista chiede giustizia e diritto ad un equo risarcimento per chi ha subito angherie, disprezzo delle leggi sul lavoro e minacce a chi si ribellava.

E chiede che il parlamento finalmente si muova per abrogare una legge fallimentare e razzista come la Bossi-Fini utile solo a generare profitti illeciti e discriminazioni.

Maurizio Acerbo,

segretario nazionale di Rifondazione Comunista
Veruschka Fedi,

segretaria Provinciale di Rifondazione Comunista La Spezia

Rifondazione Comunista con le lavoratrici e i lavoratori delle mense e delle pulizie in lotta

24 giugno 2020 - Scritto da  
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Oggi le lavoratrici e i lavoratori delle mense e delle pulizie si rendono visibili, manifestando nelle piazze di 60 città italiane per rivendicare il diritto al lavoro e al reddito in occasione  della mobilitazione indetta da Filcams, Fisascat e Uiltruc.
Vite precarie e dimenticate, le loro, in tempi normali, ora pagano ancor più di altri lavoratori le inadempienze e i ritardi di governo, Inps e regioni nell’erogazione delle risorse loro destinate.
Un fatto gravissimo se si tiene presente che stiamo parlando di lavoratrici e lavoratori in grande maggioranza a part time che non percepiranno nulla per altri tre mesi in quanto e lasciati a casa ogni anno senza retribuzione e senza contributi pensionistici per tutto il periodo estivo.
E’ intollerabile e vergognoso che questa, come altre categorie e soggetti sociali più deboli siano quelli più colpiti da governi, altrimenti sensibili nei confronti delle grandi lobbies economiche e finanziarie. Piove sempre sul bagnato, governo ladro! Viene istintivamente da dire.
Le richieste avanzate a istituzioni finora sorde e arroganti al punto da rifiutare gli incontri sono le minime appena sufficienti per garantire reddito, sicurezza del lavoro e  sul lavoro, rispetto e  dignità. È indispensabile garantire reddito per tutte/i e reinternalizzare i servizi garantendo stabilità e diritti.  Il governo faccia meno passerelle con i potenti e ascolti di più il mondo del lavoro!
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale
 
Antonello Patta, 
responsabile lavoro 
 
Massimo Lombardi, 
consigliere comunale Prc La Spezia
 
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Caso 158 Oss, Lombardi: “L’impegno straordinario necessità di un provvedimento di assunzione straordinario”

16 maggio 2020 - Scritto da  
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Costituisce un dato oggettivo l’impegno straordinario, seppur extra ordinem che le/gli OSS hanno profuso nei vari reparti in cui erano assegnati per fornire il loro fondamentale e fattivo contributo per contrastare il Coronavirus in questo drammatico periodo di pandemia. Lo hanno fatto con encomiabile dedizione, quella che da circa vent’anni mai è mancata nello svolgimento della loro attività lavorativa che non può e non deve cessare a fine anno.
Conseguentemente si rende necessaria l’adozione di un provvedimento straordinario giuslavoristico extra ordinem che ripaghi il merito che queste lavoratrici e questi lavoratori mirabilmente hanno conquistato sul campo.
L’internalizzazione non può essere differita ulteriormente: l’assunzione con contratto alle dirette dipendenze della ASL 5 va adotatta hic it nunc, senza più rimpalli di responsabilità dal piano locale a quello nazionale. La normativa di legge attribuisce all’organo preposto questa deliberazione che, in mancanza di una decisione politica e/o aziendale preventiva, non potrà che essere un Tribunale ad adottarla con aggravio economico e temporale.
Come Spezia Bene Comune/Rifondazione Comunista abbiamo da sempre contrastato la scellerata svolta di privatizzazioni adottate nell’ambito della sanità ormai da anni, quegli aberranti appalti e sub appalti, sovente al ribasso, che hanno penalizzato i lavoratori in primis e gli utenti, quella logica dell’esternalizzazione spesso fondata su intenti clientelari.
Vi è bisogno assoluto di una chiara inversione di tendenza, investendo risorse per colmare da subito le lacune create dai tagli alla spesa pubblica nel settore sanitario che hanno provocato disastri indicibili in passato. Servono scelte concrete da adottare immediatamente.
Partiamo dalla vertenza dei 158 Oss procedendo alla loro regolarizzazione in ASL 5, contemporaneamente fissiamo senza ulteriori ritardi l’esame di abilitazione per i 30 corsisti Oss che si sono formati nella fase pre pandemia, revochiamo scelte di mobilità extra regionale inopportune ed incomprensibili introducendo al contrario la mobilità regionale che consentirebbe ad alcuni lavoratori spezzini, oggi costretti a lavorare in condizioni di estremo disagio logistico, di rientrare da ASL 4 ad ASL 5.
Questi obiettivi si devono realizzare con il contributo di tutti, noi ci saremo, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e dei loro dirigenti, senza accettare ulteriori dilazioni temporali ne tanto meno compromessi al ribasso.
 
Massimo Lombardi,
 
Consigliere comunale Spezia Bene Comune/Rifondazione Comunista

“Inaccettabile arroganza dei vertici Atc, il sacrificio è solo sulle spalle dei lavoratori”

28 aprile 2020 - Scritto da  
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Ancora una volta dobbiamo registrare l’inopportuna arroganza dei vertici Atc a seguito di richieste da una parte dei lavoratori. A fronte di una richiesta di ripristino di alcuni collegamenti e corse oltre che di idonee macchine di sanificazione, l’azienda risponde sarcasticamente, sminuendo il grande sacrificio che in modo solidaristico i lavoratori hanno messo in piedi, dalla cassa integrazione all’uso delle ferie.
 
Toccando l’aspetto economico dei lavoratori viene da chiedere quanto il cda di Atc si stia sacrificando: ricordiamo che ci sono figure con retribuzioni di 80 mila euro annue e altre con retribuzioni nette di 2500 euro al mese. Il sacrificio dei lavoratori lo conosciamo, quello del CdA quale sarebbe? Ma arroganza e sarcasmo nascondono ancora una volta l’incapacità di gestione di un servizio pubblico essenziale nell’interesse dei cittadini.
 
La bigliettazione copre il 35% dei costi del servizio, il mancato introito a fronte del pagamento a tariffa intera dei comuni e dei risparmi su gasolio e personale, non può essere argomento centrale della gestione in questa fase. I pendolari devono poter raggiungere i posti di lavoro, è impensabile e non di certo da incentivare l’utilizzino generalizzato dell’auto personale per muoversi, a meno che non si voglia bloccare le città.
 
La bozza di DPCM sta già dando alcune indicazioni: è bene che tutti gli attori interessati dai comuni (soci/proprietari) ai sindacati si mettano a tavolino per istruire la cittadinanza nel miglior modo possibile sul come ci si debba comportare su questi mezzi.
 
Questa pandemia è occasione per l’emancipazione della persona nel rispetto dell’altra. Lo si può fare solo con adeguate e costanti informazioni, accanto ad un servizio efficiente che permetta a tutt* di muoversi in sicurezza.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Sosteniamo lo sciopero della lavoratrici e dei lavoratori di Leonardo (ex Oto Melara) e Mbda”

30 marzo 2020 - Scritto da  
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Rifondazione Comunista esprime il suo appoggio e la propria solidarietà allo sciopero unitario indetto dai sindacati spezzini per l’intera giornata del 27 marzo, indetto per i lavoratori  di Leonardo (ex Oto Melara) e di Mbda in seguito alla decisione aziendale di proseguire l’attività di produzione obbligando, di fatto, ad un rischio enorme di contagio sia durante il viaggio per recarsi al lavoro su mezzi pubblici, sia sul posto di lavoro stesso, senza contare che ciò obbligherà anche le ditte fornitrici ad operare anch’esse amplificando il volano del rischio.
 
Risulta incomprensibile che, nel pieno dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, settori produttivi quale quello della difesa vengano considerati essenziali. Essenziali a cosa? 
 
Unicamente al profitto dell’azienda e non certo essenziali alla salute e all’alimentazione. Così facendo le direzioni aziendali esprimono senza alcun filtro né censura, che il fine ultimo delle loro decisioni è unicamente la remunerazione del capitale a scapito della tutela della vita umana. Rifondazione Comunista ritiene dunque che lo sciopero indetto sia un’azione di tutela sacrosanta a difesa dell’incolumità del lavoratori del comparto difesa e che la salute dovrebbe essere, nei fatti e non nei proclami, considerata bene primario e sacro da anteporre a qualsiasi interesse economico.  
Rifondazione Comunista La Spezia

“Stop al lavoro di Fincantieri e Leonardo fino alla conclusione dell’emergenza”

24 marzo 2020 - Scritto da  
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Alla luce della drammatica situazione sanitaria che si sta creando nella provincia spezzina causa epidemia di Covid-19, la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista ribadisce la sua ferma richiesta alla direzione di Fincantieri, e alle autorità cittadine, di proseguire oltre il 30 di marzo la chiusura della sede del Muggiano. 
Fino al termine dell’emergenza non si può continuare a giocare sulla vita delle persone. Dopo la morte di pochi giorni fa del lavoratore di Fincantieri risulta, infatti, in aumento il numero dei contagiati. Il richiamo di tutti gli operai dell’indotto, la categoria più debole sul piano della tutela dei diritti e della sicurezza, rischierebbe di mettere a repentaglio irrimediabilmente la salute pubblica generale. Contrariamente a quanto sostenuto dal governo ripetiamo che il comparto difesa non ci sembra minimamente essenziale in questo momento di straordinaria emergenza nazionale. Chiediamo dunque al prefetto Garufi, come ha già fatto in giornata il consigliere comunale di Spezia Bene Comune/Prc Massimo Lombardi, di fermare senza indugio le attività produttive di Fincantieri e Leonardo fino a nuovo ordine. Siamo pronti a sostenere i lavoratori in ogni forma di protesta e di astensione al lavoro che attueranno se le autorità non prenderanno un’immediata e positiva decisione in merito.
Rifondazione Comunista, segreteria provinciale La Spezia

Pulizie in stazione: “Solidarietà ai lavoratori che non percepiscono lo stipendio” 

10 gennaio 2020 - Scritto da  
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Stiamo assistendo sui social ad una fervida polemica sullo stato di incuria in cui versa la Stazione Centrale della Spezia sul fronte della pulizia. Si sono succedute foto e video nelle quali veniva evidenziato che gli addetti non avevano provveduto alla raccolta dei rifiuti paragonando la stazione spezzina alle favelas brasiliane.
La Federazione Spezzina di Rifondazione Comunista vuole sottolineare come tale situazione non si sia creata però per negligenza del personale addetto ma sia invece il risultato di una sacrosanta protesta dei lavoratori stessi: questi ultimi, infatti, come spiegato nelle comunicazioni sindacali affisse nei locali ferroviari, non percepiscono lo stipendio dallo scorso mese di novembre e neanche hanno percepito la spettante tredicesima.
Rifondazione invita quindi ad una riflessione profonda quanti hanno polemizzato in questi giorni sullo stato in cui versa la nostra stazione ferroviaria: il lavoro e la corretta esecuzione delle mansioni che ne derivano va sempre e comunque retribuito con le esatte tempistiche, è inconcepibile pensare che i lavoratori debbano sottostare ad una situazione in cui sono soggetti a doveri senza beneficiare del diritto primario imposto dal rapporto di lavoro quale appunto la retribuzione.
Rifondazione ritiene emblematico di come il sistema degli appalti sia fallimentare: aziende pubbliche demandano servizi di propria competenza a piccole imprese private, spesso finte cooperative, utilizzando come unico parametro di assegnazione il costo più basso senza valutare lo stato di solidità economica e lo stato della sicurezza sul lavoro e creano di fatto lavoratori di serie b, privati dei più basilari diritti.
I servizi pubblici vanno gestiti interamente da aziende pubbliche con dipendenti tutelati contrattualmente, il diritto al lavoro non può essere relegato al livello di merce , il lavoratore è un essere umano e non un’unità produttiva. Rifondazione Comunista è e sarà sempre al fianco dei lavoratori in lotta mettendo l’uomo e la sua dignità al primo posto.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia 

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