“Basta con lo stereotipo dei giovani che non vogliono lavorare. Tutti i lavoratori devono essere retribuiti regolarmente e non sfruttati come sempre”

7 maggio 2022 - Scritto da  
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Lo stereotipo dei giovani che non hanno voglia di lavorare si fa largo tra i proprietari di bar e ristoranti, anche spezzini. Ebbene sì, è arrivato il periodo dei lavori stagionali, quelli che durano da aprile a settembre e che per la stragrande maggioranza vengono effettuati dai giovani o da chi non ha trovato un lavoro stabile durante l’anno.
Dopo la difficoltà della pandemia i ristoratori hanno la necessità di ricercare personale per la stagione, ma affermano grosse difficoltà a trovare personale e molti di loro danno la spiegazione a questo “fenomeno”  alla non volontà di sacrificarsi e al preferire il reddito di cittadinanza dove si può avere soldi senza fare nulla. Discorsi generalisti sul precariato giovanile che sono a dir poco aberranti.
I giovani continuano a spendere il proprio tempo e fatica da anni per i lavori stagionali con la conseguenza dell’incertezza del proprio futuro e con la consapevolezza che avranno in tasca qualche spicciolo e tanto sudore.
Ci troviamo di fronte a una problematica reale nella nostra città, è una spiegazione incredibile senza nessun fondamento che ci siano giovani che preferiscono il reddito di cittadinanza al lavoro.
 
Questa affermazione è smentita dal fatto che la maggior parte dei giovani spezzini vive ancora in casa con i propri genitori e il reddito è del nucleo familiare complessivo. Quando smetteremo di dire che i giovani non hanno voglia di lavorare e cominceremo a chiederci perché i giovani si sono stufati di essere sfruttati?
Contratti a chiamata, contratti di 3 mesi, straordinari non pagati, paga all’ora di 4 euro, stage fanno vivere i giovani nell’incertezza e in nessuna prospettiva futura, nessun affitto, nessun mutuo.
La consapevolezza è che dovrai metterti di nuovo da ottobre a cercare qualcosa e  sperare di trovarlo.
Siamo stufi di essere vittima di queste retoriche, il nostro lavoro vale e non accettiamo di continuare ad essere sfruttati.
 
Giovani Comuniste/i La Spezia
Rifondazione Comunista La Spezia

Giovani Comunisti e Rifondazione: “In piazza con gli studenti per dire no all’alternanza scuola-lavoro”

29 gennaio 2022 - Scritto da  
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La morte di Lorenzo Perelli, studente 18enne deceduto durante il suo ultimo giorno di alternanza in una fabbrica, ci indigna profondamente. Quanto successo ha riaperto un’importante questione che riguarda l’ex alternanza scuola-lavoro, oggi chiamati: percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, avallate dai governi degli ultimi 10 anni di qualsiasi bandiera politica.
La riforma “Buona Scuola” ha costretto studenti e studentesse a sottrarsi a ore di studio e formazione per operare come manovalanza gratuita dei privati, familiarizzando anticipatamente con un futuro ingiusto, fatto di sfruttamento, di precariato, senza diritti e senza alternative.
I PCTO non hanno fatto che agevolare gli interessi della produttività a tutti i costi, aumentando le divisioni scolastiche e disorientando studenti e studentesse. È proprio per questo che come Giovani Comunisti e Rifondazione Comunista siamo fortemente convinti che l’alternanza scuola lavoro vada abolita e la cosiddetta “Buona scuola” pure!
La scuola necessita oggi, in questa fase pandemica, più che mai di una riforma che parta dal profondo, modalità di didattica, materie e argomenti da affrontare, edifici, innovazione tecnologica, sono tutti temi su cui reimmaginare la scuola pubblica, affinché possa essere veramente accessibile a tutti e tutte.
Ci opponiamo a questo sistema ingiusto e meschino, a questo governo che vede nella repressione la risposta, ai partiti e ai politici che in questi anni hanno costruito queste nuove forme di avvilimento e impoverimento culturale e hanno contribuito a smantellare la scuola pubblica.  
 
Domani, venerdì 28 Gennaio parteciperemo alla mobilitazione indetta dall’Unione degli Studenti alle ore 18.30 sotto alla Prefettura e aderiamo quindi allo sciopero indetto per l’intera giornata nelle scuole medie di secondo grado insieme agli studenti in lotta. 
Per dire: NO ALL’ALTERNANZA, SÌ ALL’ALTERNATIVA!

Giovani Comunisti/e La Spezia 

Rifondazione comunista La Spezia

“Fincantieri assuma Linda Rossi, figlia del compianto Davide. Non si gioca sul futuro delle persone”

11 settembre 2021 - Scritto da  
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Fincantieri spezzina non ha intenzione di collocare a tempo indeterminato una giovane stagista, Linda Rossi, figlia del compianto Davide, lavoratore, tragicamente scomparso poco tempo fa.

Siamo a dir poco allibiti tale insensibile e inconcepibile decisione aziendale nei confronti di una ragazza volenterosa, che deve costruirsi una vita e che ha dimostrato nel suo periodo di stage il proprio valore.

Fincantieri spieghi pubblicamente per quale motivo Linda non debba essere assunta a tempo indeterminato, alla luce soprattutto della particolare condizione familiare. L’improvvisa scomparsa del padre, che per anni ha servito l’azienda con dedizione e con professionalità, rappresenta infatti ancora oggi un duro shock per tutti. Per tutti, ma non per Fincantieri, evidentemente.
Rifondazione Comunista appoggia ogni mobilitazione per far ottenere a Linda il posto di lavoro che si è guadagnata con sudore, sacrificio e, purtroppo, anche tanto dolore.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Concorso Oss, Fedi e Lombardi: “Avvenuto quanto previsto, la città non si può voltare dall’altra parte”

27 agosto 2021 - Scritto da  
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Come sarebbe finito il concorso OSS lo avevamo già ampiamente detto insieme alle lavoratrici e ai lavoratori e ciò si è puntualmente verificato.

Le scellerate politiche di esternalizzazione hanno prodotto l’attuale massacro dei 130 operatori socio sanitari scaricati brutalmente da ASL5 con un concorso che presentava evidenti profili di illegittimità.

Le responsabilità sono evidenti ma ora non servono lacrime di coccodrillo, per evitare una bomba sociale che la nostra città non può permettersi, che venga garantito loro un posto di lavoro.

Non a parole, ma subito, con fatti concreti. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare il ruolo che hanno avuto insieme a tutto il personale medico-ospedaliero-assistenzialistico, nei mesi più difficili della pandemia, quando venivano paragonati ad “angeli” e poi scaricati da ASL 5 che dimostra ancora oggi di non essere in grado di garantire assistenza adeguata alla propria città.

La nostra città è in debito con loro e non può girarsi dall’altra parte ancora una volta.

Veruschka Fedi e Massimo Lombardi

Segretaria provinciale e Consigliere comunale Rifondazione Comunista La Spezia

OSS, Fedi/Lombardi (Rifondazione): “Occorre provvedimento straordinario di assunzione. Internalizzarli subito!”

24 giugno 2021 - Scritto da  
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La Corte Costituzionale ha dichiarato oggi che le Regioni possono costituire società in House.

Costituisce un dato oggettivo l’impegno straordinario, sinanco extra ordinem, che le/gli OSS hanno profuso nei vari reparti in cui erano assegnati per fornire il loro fondamentale e fattivo contributo per contrastare il Coronavirus, in questo drammatico periodo di pandemia.

Lo hanno fatto con encomiabile dedizione, quella che da circa 20 anni mai è mancata nello svolgimento della loro attività lavorativa che non può e non deve cessare a fine anno.

Conseguentemente si rende necessaria l’adozione di un provvedimento straordinario giuslavoristico extra ordinem che compaghi il merito che queste lavoratrici e questi lavoratori mirabilmente hanno conquistato sul campo.

L’internalizzazione non può essere differita ulteriormente, l’assunzione con contratto alle dirette dipendenze della ASL 5 va adottata hic it nunc, senza più rimpalli di responsabilità dal piano locale a quello nazionale poiché la normativa di legge attribuisce all’organo preposto questa deliberazione che, in mancanza di una decisione politica e/o aziendale preventiva, non potrà che essere un Tribunale ad adottare con aggravio economico e temporale.

Come Spezia Bene Comune/Rifondazione Comunista abbiamo da sempre contrastato la scellerata svolta di privatizzazioni adottate nell’ambito della sanità ormai da anni, quegli aberranti appalti e sub appalti, sovente al ribasso, che hanno penalizzato i lavoratori in primis e gli utenti, quella logica dell’esternalizzazione spesso fondata su intenti clientelari; vi è bisogno assoluto di una chiara inversione di tendenza, investendo risorse per colmare da subito le lacune create dai tagli alla spesa pubblica nel settore sanitario che hanno provocato disastri indicibili in passato.

Servono scelte concrete da adottare immediatamente.

Questi obiettivi si devono realizzare con il contributo di tutti, noi ci saremo, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e dei loro dirigenti, senza accettare ulteriori dilazioni temporali ne tantomeno compromessi al ribasso.

Veruschka Fedi,

Segretaria Provinciale di Rifondazione Comunista

Massimo Lombardi,

Consigliere Comunale Spezia Bene Comune/Rifondazione Comunista

Acerbo e Patta: “In Germania cassieri di supermercato vaccinati, in Italia al lavoro a Pasqua e Pasquetta”

3 aprile 2021 - Scritto da  
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In Germania i cassieri dei supermercati sono stati vaccinati per primi insieme agli over80 perché è evidente che sono tra le categorie più esposte e a rischio.
In Italia invece saranno sfruttati anche a Pasqua e Pasquetta.
Infatti, grazie alla distrazione del governo Draghi, e alla liberalizzazione del commercio in vigore dal 2012 supermercati e centri commerciali potranno aprire anche a Pasqua e Pasquetta.
Ancora una volta si dimostra la mancanza di rispetto verso queste lavoratrici e questi lavoratori essenziali che sono da anni sottoposti a iper-sfruttamento da una normativa che non tiene conto del loro diritto al riposo e a una vita familiare.
Gli addetti del commercio sono tra le vittime invisibili del covid. Nel 2020 l’Inail ha certificato una aumento dei decessi nella categoria del 67% rispetto all’anno precedente.

Rifondazione Comunista chiede ai Presidenti delle Regioni di emanare immediatamente ordinanze per la chiusura degli esercizi commerciali a Pasqua e Pasquetta come era stato fatto l’anno scorso.

Ma soprattutto chiediamo che commesse/i vengano vaccinate/i subito!

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Antonello Patta, responsabile lavoro

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Rifondazione Comunista al fianco dei dipendenti pubblici in sciopero

19 dicembre 2020 - Scritto da  
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Rifondazione Comunista sostiene con forza lo sciopero dei dipendenti pubblici indetto da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl per mercoledì 9 dicembre contro gli attacchi dei soliti soloni che dall’alto di “cattedre” ben remunerate contrappongono, falsando i dati sugli aumenti proposti dal governo, i dipendenti pubblici ai privati, gli stabili ai precari.

E’ la solfa riproposta da anni il cui risultato  reale non è togliere a chi sta un po’ meglio per dare a chi sta peggio, ma peggiorare le condizioni  e ridurre i diritti di tutte/i.

I problemi veri del lavoro autonomo lasciato solo e dei precari con retribuzioni e diritti indegni di un paese civile non si risolvono colpendo ancora lavoratrici e lavoratori con stipendi quasi fermi da 13 anni. Togliere qualcosa ad un dipendente pubblico che guadagna poco più di mille euro non aiuta il precario che ne guadagna un po’ meno. 

Il problema è assumere i precari, garantire salari dignitosi a tutti, pubblici e privati, far ripartire l’economia e contrastare l’emergenza sanitaria con più sicurezza. La lotta dei dipendenti pubblici è sacrosanta perché sono i meno pagati d’Europa, lavorano con organici ridotti, con mezzi e strutture inadeguate e, nel mezzo dell’epidemia mancano ancora delle condizioni di sicurezza per svolgere funzioni fondamentali per la tutela dei cittadini.

La loro lotta parla di un’emergenza che riguarda tutto il paese reso fragile da anni di  tagli di tutto il sistema pubblico, dalla sanità alla scuola, dai vigili del fuoco ai Comuni, dalle amministrazioni centrali a quelle periferiche.

E’ ora di abbandonare le ubriacature mercatiste e il primato dei profitti insensibili alla vita delle persone e investire la maggior parte delle risorse disponibili per ricostruire un pubblico all’altezza dei bisogni del paese. E per disporre del massimo di risorse necessarie e invertire la tendenza all’aumento delle disuguaglianze si tassino finalmente le grandi ricchezze a partire da un milione di euro in su. Restituire valore e dignità ai pubblici dipendenti e incoraggiare in loro un forte senso del ruolo pubblico è fondamentale per il miglioramento della  qualità dei servizi e dei diritti dei cittadini. Per questi motivi saremo presenti in tutte le iniziative promosse nella giornata di sciopero con le nostre proposte:

– consistenti aumenti salariali per tutti i dipendenti pubblici,
– assunzioni di almeno 500 mila lavoratrici e lavoratori;
– stabilizzazione di tutti i precari con contratti a tempo pieno e indeterminato;
– reinternalizzazione di tutti i servizi affidati a privati.

Il governo cambi rotta e ascolti le lavoratrici e i lavoratori!

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Antonello Patta, Responsabile nazionale lavoro
Veruschka Fedi, Segretaria Provinciale
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Sciopero lavoratori multiservizi e operatori sociali, Rifondazione: “Siamo al loro fianco”

14 novembre 2020 - Scritto da  
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Rifondazione Comunista è al fianco di lavoratrici e i lavoratori delle società multiservizi che hanno scioperato oggi. Attendono da 7 anni il rinnovo contrattuale da parte di società a cui le controriforme di centrodestra e centrosinistra hanno consentito di far affari d’oro con l’esternalizzazione dei servizi. L’interposizione di manodopera che nel 1960 era stata vietata per legge è diventata la normalità legalizzata. Dai cup alle pulizie è stato creato artificialmente un settore privato che tra l’altro alimenta corruzione e clientelismo. Le gare per l’assegnazione dei servizi a ditte esterne sono un verminaio e l’esternalizzazione consente di aggirare le norme sui concorsi. Ma la cosa più grave è che è stato creato nel pubblico un’enorme categoria di lavoratori di serie B, con meno diritti, salario, tutele.

Lavoratrici e lavoratori che hanno scioperato oggi sono vittime innanzitutto del tradimento da parte del Pd, e più in generale del centrosinistra, che hanno condiviso con la destra questa esternalizzazioni pressoché totale particolarmente forte nella sanità. Ricordiamo che le stesse norme nazionali e i commissariamenti obbligano da anni a spendere acquistando servizi all’esterno mentre limitano assunzione di personale. Oggi, insieme a loro ci sono gli operatori sociali, quelli a cui con gli appalti dei Comuni, viene affidata la cura dei soggetti più deboli della nostra società, ragazzi con disabilità e difficoltà varie; i Comuni esternalizzano il welfare al minor costo, venendo meno la valutazione della qualità del servizio. Oggi il loro sciopero è per rivendicare l’internalizzazione di questi servizi essenziali , il loro stipendio xchè quando le scuole “chiudono” il servizio nn viene pagato e la loro dignità.

Rifondazione Comunista chiede a governo, parlamento e regioni da anni di procedere alla reinternalizzazione di tutti i servizi.

Bisogna reinternalizzare tutto e porre fine allo scandalo alla luce del sole di privati che fanno affari. I soldi che non si daranno più a queste società e coop parassitarie serviranno a garantire migliori servizi e retribuzioni.

REINTERNALIZZARE TUTTO!

Maurizio AcerboAntonello Patta

Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Caporalato a Spezia, Acerbo e Fedi: “Gli immigrati ci rubano anche il dovere di essere sfruttati”

11 novembre 2020 - Scritto da  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

 

L’operazione compiuta dalla Gdf della Spezia che ha portato ad otto arresti è solo la punta dell’iceberg di un mondo di lavoro sommerso nascosto nella catena di appalti, subappalti e di caporalato finalizzati a ridurre salari e diritti a livelli inauditi. Chi lavorava negli yacht di lusso per conto di insospettabili, aziende italiane era sottoposto a vessazioni per un salario di 4 euro all’ora, condizione necessaria per conservare il permesso di soggiorno che una legge ingiusta fa decadere in assenza di contratto di lavoro. È un padrone direttamente o indirettamente attraverso un suo “caporale” che da diritto a restare in Italia per essere sfruttati, spesso al nero.

Una sinistra degna di questo nome deve pretendere da un lato lo sganciamento del permesso di soggiorno dal contratto di lavoro e dall’altro l’istituzione di un salario minimo legale da garantire anche nei contratti d’appalto, insieme alle tutele previste dal contratto di riferimento

Stesso lavoro, stessi diritti per tutte e tutti!

Rifondazione Comunista chiede giustizia e diritto ad un equo risarcimento per chi ha subito angherie, disprezzo delle leggi sul lavoro e minacce a chi si ribellava.

E chiede che il parlamento finalmente si muova per abrogare una legge fallimentare e razzista come la Bossi-Fini utile solo a generare profitti illeciti e discriminazioni.

Maurizio Acerbo,

segretario nazionale di Rifondazione Comunista
Veruschka Fedi,

segretaria Provinciale di Rifondazione Comunista La Spezia

Rifondazione Comunista con le lavoratrici e i lavoratori delle mense e delle pulizie in lotta

24 giugno 2020 - Scritto da  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

Oggi le lavoratrici e i lavoratori delle mense e delle pulizie si rendono visibili, manifestando nelle piazze di 60 città italiane per rivendicare il diritto al lavoro e al reddito in occasione  della mobilitazione indetta da Filcams, Fisascat e Uiltruc.
Vite precarie e dimenticate, le loro, in tempi normali, ora pagano ancor più di altri lavoratori le inadempienze e i ritardi di governo, Inps e regioni nell’erogazione delle risorse loro destinate.
Un fatto gravissimo se si tiene presente che stiamo parlando di lavoratrici e lavoratori in grande maggioranza a part time che non percepiranno nulla per altri tre mesi in quanto e lasciati a casa ogni anno senza retribuzione e senza contributi pensionistici per tutto il periodo estivo.
E’ intollerabile e vergognoso che questa, come altre categorie e soggetti sociali più deboli siano quelli più colpiti da governi, altrimenti sensibili nei confronti delle grandi lobbies economiche e finanziarie. Piove sempre sul bagnato, governo ladro! Viene istintivamente da dire.
Le richieste avanzate a istituzioni finora sorde e arroganti al punto da rifiutare gli incontri sono le minime appena sufficienti per garantire reddito, sicurezza del lavoro e  sul lavoro, rispetto e  dignità. È indispensabile garantire reddito per tutte/i e reinternalizzare i servizi garantendo stabilità e diritti.  Il governo faccia meno passerelle con i potenti e ascolti di più il mondo del lavoro!
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale
 
Antonello Patta, 
responsabile lavoro 
 
Massimo Lombardi, 
consigliere comunale Prc La Spezia
 
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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