Brevi-ario latino americano

2 settembre 2010 - Scritto da admin  
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Proponiamo l’interessantissima rubrica tratta da http://www.gennarocarotenuto.it

Numero 2

RIFORMA AGRARIA IN BRASILE – La giustizia brasiliana ha espropriato un’area di 92.000 ettari nello stato di Sao Paulo al termine di un processo durato ben 50 anni. Questi terreni, molto fertili, potranno adesso essere redistribuiti tra i contadini senza terra.

LUNGA VITA A CUBA – Nonostante i vantaggi dell’essere un paese povero e dittatoriale, Cuba sembra avere molti dei problemi delle società ricche e democratiche, in particolare una bassissima mortalità in tutte le classi d’età. Secondo le Nazioni Unite nel 2025 Cuba avrà superato l’Uruguay come paese più vecchio del Continente.

CRESCONO I SALARI IN URUGUAY – Erano sballate le previsioni sulla crescita economica dell’Uruguay di Pepe Mujica nel 2010. Si prevedeva il 4.5 e invece la crescita sarà del 6.5%. Negli ultimi dodici mesi il salario reale è cresciuto del 3.2%.

INFERNO CARCERI IN VENEZUELA – Apparentemente la Rivoluzione bolivariana si ferma sulle porte delle prigioni. Solo nel primo semestre del 2010 sono morti in carcere 221 detenuti, il 57% dei quali uccisi da colpi di arma da fuoco, il 15% da arma bianca. Il resto è suddiviso tra suicidi, infarti, AIDS e altre malattie. In Venezuela sono in carcere circa 46.000 persone delle quali solo un quarto ha una condanna definitiva. A ben guardare (a parte i morti ammazzati) non peggio che in Italia.

RIMESSE IN MESSICO – Nel mese di luglio le rimesse di emigranti messicani sono arrivate a 1.87 miliardi di dollari. Le rimesse competono con il petrolio e il narco come prime fonti d’ingresso del paese superando largamente il turismo. Neoliberismo reale per un paese in via di sottosviluppo.

PANAMA, REPRESSIONE E MORTE – Una commissione internazionale ha accertato che il governo di Ricardo Martinelli (secondo solo a Muammar Gheddafi e Vladimir Putin per amicizia con Silvio Berlusconi) si è macchiato della morte di almeno cinque manifestanti che protestavano contro la Legge 30, che limita fortemente il diritto di sciopero nel paese del Canale.

RESISTENZA IN HONDURAS – Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare in Honduras ha dichiarato di aver raggiunto un milione di firme per chiedere un’Assemblea costituente. L’impedire tale assemblea fu all’origine del golpe del 29 giugno 2009 condotto dal dittatore di Bergamo Alta, Roberto Micheletti, che depose il legittimo Manuel Zelaya.

FOSSE COMUNI IN COLOMBIA – Iván Cepeda del Polo Democratico Alternativo ha presentato al parlamento di Bogotà un rapporto su tre fosse comuni trovate nei dipartimenti di Meta e Guaviare dove sono stati censiti 1.632 corpi di persone assassinate dall’esercito e spacciati per guerriglieri.

L’ECUADOR PACIFISTA – Il Ministero della difesa dell’Ecuador ha comunicato di aver distrutto 268.000 mine antiuomo. Nel 1995 circa 5000 mine erano state collocate alla frontiera col Perù per essere sminate solo nel dicembre 2009. Con la distruzione delle riserve l’Ecuador di fatto non possiede più questo tipo di armamento.

CILE, I MINATORI FANNO CONSENSO – Il presidente Sebastián Piñera (foto) non si allontana un attimo dal pozzo dove sono sepolti i 33 minatori vicino Copiapó. Ha scoperto che è molto meglio che restare alla Moneda. Nel giro di pochi giorni, spesi stando lì senza governare, il suo consenso è passato dal 46 al 56%. Ancor meglio va al ministro delle miniere Laurence Golborne che a luglio solo il 16% dei cileni sapeva nominare e oggi, solo per presidiare la zona, ha la stima del 91% della popolazione.

CIUDAD JUAREZ, Siamo arrivati a 2000 morti ammazzati in strada nel 2010 a Juárez, una città grande come Torino. Peggio di Baghdad, Kabul, Mogadiscio. Un viaggio al termine del neoliberismo.

Numero 1

CANTARELL A SECCO – Non trascurate questa notizia. Cantarell era il terzo giacimento petrolifero più grande al mondo. Nella sua epoca d’oro, il 2004, dava al Messico un picco di 2 milioni di barili di petrolio al giorno. Da lì il precoce declino. Tra luglio e agosto si è oramai stabilizzato sotto il mezzo milione di barili. Al momento PEMEX produce poco più di 2.5 milioni di barili al giorno, 1.4 dei quali viene esportato, quasi tutto verso gli Stati Uniti.

FIDEL E I GAY – Nella bella e lunga intervista concessa al direttore di La Jornada, Carmen Lira, Fidel Castro si fa carico della persecuzione dell’omosessualità nella Cuba degli anni ‘60. A Cuba da quasi 20 anni esistono tra le leggi più avanzate al mondo contro l’omofobia.

MAPUCHE IN SCIOPERO DELLA FAME – Almeno tre dei 32 indigeni mapuche in sciopero della fame da 51 giorni nel sud del Cile sono in condizioni critiche. I mapuche chiedono che contro i loro militanti incarcerati non venga applicata la legge antiterrorismo voluta da Augusto Pinochet e che, oltre a prevedere condanne durissime, impedisce di fatto la difesa nei processi.

CLANDESTINI IN MESSICO – Secondo un rapporto della Camera dei deputati di Città del Messico tra il 1998 e il 2008 60.000 clandestini che transitavano in Messico dal centroamerica verso gli Stati Uniti sono scomparsi nel nulla. Il quadro completo qui.

SANTOS IN BRASILE – Il neo-presidente colombiano Juan Manuel Santos continua a guardare sorprendentemente a Sud. Dopo aver fatto la pace con Chávez ha intrapreso il suo primo viaggio all’estero in Brasile. La natura commerciale del viaggio non nasconde la necessità di superare la lunga distanza tra i due paesi che prima il Plan Colombia voleva coinvolgere nella regionalizzazione del conflitto e poi si sono ulteriormente distanziati per il duro dissenso brasiliano alla presenza di basi militari statunitensi in Colombia.

TERRORISTA ANTICUBANO MUORE IMPUNITO – E’ morto a Miami Pablo Gustavo Castillo Díaz, alias El Cojo. Era tra i terroristi che, agli ordini di Orlando Bosch e Luís Posada Carriles, ovvero della CIA, l’11 ottobre 1976 mise la bomba a bordo di un aereo civile cubano caduto alle Barbados causando la morte di 73 persone. “Erano solo dei negretti” affermerà successivamente Orlando Bosch nel rivendicare il bel gesto per il quale ha beneficiato della doppia morale antiterrorista statunitense.

POLIZIA ARGENTINA – Nell’ultimo decennio sono caduti in servizio a Buenos Aires 446 poliziotti tra federali e bonaerensi. Tuttavia scorporando i dati si passa da circa 50 morti nel primo lustro a circa 20 negli ultimi cinque anni.

Condividiamo la proposta di Bersani

31 agosto 2010 - Scritto da admin  
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di Paolo Ferrero

Condividiamo la proposta avanzata il 26 agosto da Bersani di dar vita ad una alleanza democratica per sconfiggere Berlusconi. Non si tratta solo di cacciare un governo mefitico, ma di ricostruire il quadro democratico del paese. Questa alleanza deve porsi l’obiettivo di uscire da questa sciagurata seconda repubblica e cementarsi attorno alla difesa e al rilancio della Costituzione, al varo di una legge elettorale proporzionale, alla giustizia sociale. Noi avanziamo da tempo questa proposta – lo abbiamo fatto anche alla manifestazione unitaria delle opposizioni del 13 marzo scorso – e la presa di posizione di Bersani costituisce un passaggio importantissimo. Si tratta dell’unica strada per sconfiggere una destra populista antioperaia e pericolosa per la democrazia. Si tratta di una scelta importante perché mette la parola fine alle ipotesi bipolari e bipartitiche che Veltroni e i suoi alleati stanno continuando a perseguire con grande visibilità sui mass media.

Bersani propone poi di dar vita, all’interno dell’alleanza democratica, ad un nuovo Ulivo, che si caratterizzi con un programma comune di governo. Noi non siamo interessati ad entrare al governo così come non siamo interessati alla costruzione di questo nuovo Ulivo da cui ci dividono scelte politiche e programmatiche di fondo. Noi siamo impegnati a costruire l’unità delle forze della sinistra di alternativa, unità di cui la Federazione della Sinistra rappresenta una tappa fondamentale. Il PD lavorerà ad un nuovo Ulivo e al programma di governo con tutte le forze della sinistra moderata. Noi lavoreremo per unire tutte le forze della sinistra anticapitalista. Il progetto politico di Bersani e il nostro sono quindi assolutamente diversi – ed è decisivo questo elemento di chiarificazione – ma questo non ci impedisce e non ci impedirà di lavorare per la costruzione di una alleanza democratica che tolga a Berlusconi il governo del paese, vari una legge elettorale proporzionale e ricostruisca un nuovo quadro democratico del paese.

Per attuare questa politica è però necessario cacciare Berlusconi e conquistare nuove elezioni. Su questo ultimo punto le posizioni tra noi e il PD divergono e lo dobbiamo quindi incalzare fermamente. Di fronte al tentativo di Berlusconi di rappattumare la maggioranza, la vera cosa che manca nel paese è l’opposizione. Dobbiamo dar forma e sostanza politica all’opposizione. Costruiamo quindi da subito, città per città, la partecipazione alla manifestazione nazionale del 16 ottobre convocata dalla Fiom, con l’obiettivo esplicito di cacciare il governo Berlusconi , sconfiggere la Confindustria,  l’arroganza della FIAT e le sciagurate politiche europee.

La verità sulla strage di Tamaulipas: ventimila migranti sequestrati ogni anno

31 agosto 2010 - Scritto da admin  
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Tratto dal sito www.gennarocarotenuto.it

mapa_migracionRiguardo il massacro di 72 migranti nel Tamaulipas, per il quale subito dopo sono stati assassinati sia il magistrato incaricato dell’indagine che il sindaco della città di Hidalgo, il complesso disinformativo mondiale ha voluto far credere che le vittime della strage fossero state reclutate dal narco o si volessero meglio vendere ai cartelli o si fossero (nella migliore delle ipotesi) rifiutate di farsi reclutare come sicari.

E’ un’interpretazione infondata, calunniosa e razzista che vuole nascondere la verità dello sfruttamento fino all’ultimo centesimo delle vite dei 600.000 migranti che dal centro e sud del Continente ogni anno affrontano l’attraversamento di tutto il Messico. La verità è che tali migranti sono costantemente vittime di estorsioni, vessazioni, stupri, minacce ancor prima di affrontare la traversata del deserto, il muro voluto da George Bush, le ronde dei Minutemen, le leggi razziali di stati come l’Arizona e quant’altro alla ricerca di un lavoro negli Stati Uniti. Per il sacerdote cattolico Alejandro Solalinde i cachucos (“sporchi centroamericani” in gergo) dal momento nel quale lasciano il loro paese “smettono di essere persone e si trasformano in mercanzie, una miniera d’oro sia per le mafie che per le autorità”.

Per la grande stampa i migranti devono essere presentati come manodopera criminale a basso costo disponibile per il narco, scarti della società, indesiderabili, collusi se non organici alle mafie e pertanto senza diritti né dignità umana. Contro di loro saranno ora diretti i droni, gli aerei senza pilota che non fermeranno neanche un grammo di cocaina ma contribuiranno a mettere nelle mani della criminalità i migranti che invece vivono una vera emergenza umanitaria alla quale i governi Obama e Calderón dovrebbero far fronte.

I migranti sono un affare da tre miliardi di dollari l’anno che si spartiscono i cartelli criminali e le polizie corrotte sia negli Stati Uniti che in Messico. Per passare pagano quote comprese tra i 4.000 e i 15.000 dollari. Spesso è solo l’inizio del martirio che dovrebbe condurre al sogno americano già raggiunto (oltre che da una dozzina di milioni di messicani) da un milione di honduregni, due milioni di salvadoregni e tre milioni di guatemaltechi che rimandano indietro alle famiglie una decina di miliardi di dollari l’anno in rimesse.

Per Monsignor Felipe Arizmendi Esquivel, vescovo di San Cristóbal de las Casas, in Chiapas, almeno i due terzi dei migranti una volta entrati in Messico subiscono rapine o estorsioni e uno su dieci viene stuprato nel corso del viaggio. Circa un quinto viene arrestato e rimandato indietro. E’ un numero in discesa perché a chi intercetta i migranti conviene ben di più spremerli che rimandarli indietro. La situazione è costantemente peggiorata nell’ultimo decennio con la violentissima campagna anti-immigrati che ha portato George Bush alla costruzione del muro alla frontiera tra Stati Uniti e Messico che presto sarà affiancato da un muro gemello alla frontiera tra Messico e Guatemala. Le misure per fermare l’emigrazione, come in altre frontiere tra Sud e Nord del mondo, lungi dal bloccare il traffico di esseri umani, non fanno altro che alzare il prezzo, rendere più lucroso l’affare e ancora più a rischio la vita dei migranti.

Ogni anno, secondo statistiche ufficiali, almeno 20.000 migranti finiscono per essere sequestrati dai cartelli criminali e obbligati, oltre alle normali quote per passare il confine, a pagare riscatti tra i 1.000 e i 5.000 dollari a testa, a ritrovarsi scambiati come pacchi tra i cartelli e all’essere in più casi assassinati come ostaggi per indurre altri a pagare.

Per Jorge Bustamante, relatore speciale della Commissione per i Diritti Umani, il Messico è senza dubbio il paese dove maggiori violazioni dei diritti umani vengono commesse nel Continente nonostante l’infame silenzio dei grandi media sempre pronti a scrivere paginate per processare i governi integrazionisti ma sempre silenti per l’inferno messicano.

Nel 2009 la stessa CNDH ha pubblicato un volume intitolato “Benvenuti nell’inferno dei sequestri” dove si denunciano i maltrattamenti subiti dai migranti centroamericani e si raccolgono innumerevoli testimonianze sul coinvolgimento delle autorità messicane nei sequestri stessi. Vi sono descritte le caratteristiche degli stessi. L’immigrato spesso viene arrestato da poliziotti e venduto ad organizzazioni criminali e tradotto in luoghi isolati proprio come la finca San Fernando dove è avvenuto il massacro di Tamaulipas. Lì iniziano le botte, le vessazioni, gli stupri e le torture vere e proprie. L’obbiettivo è ottenere numeri telefonici di parenti dai quali ottenere riscatti esorbitanti per migranti in genere poverissimi. Chi non può pagare in genere viene assassinato.

E’ nell’atroce contesto dei 20.000 sequestri l’anno che va inserito il massacro di Tamaulipas, 72 migranti, probabilmente impossibilitati a pagare, fucilati come nelle stragi naziste. Ne abbiamo saputo solo perché Freddy Lala, un ragazzo ecuadoriano di 18 anni, è riuscito a sopravvivere camminando per più di 20 km con una pallottola nel collo fino a riuscire a dare l’allarme. O, come al tempo del piano Condor o del genocidio in Guatemala, è stato fatto sopravvivere perché raccontasse e incutesse più terrore. Vittime i migranti, non complici.

Solidarietà ai consiglieri della lista “Per Riomaggiore”. Bonamini ritiri la querela nel rispetto della Costituzione

28 agosto 2010 - Scritto da admin  
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Esprimiamo forte e sincera solidarietà ai consiglieri comunali della lista “Per Riomaggiore” querelati dalle signore Concetta e Gina Gasparini, rispettivamente moglie e cognata del presidente del Parco delle Cinque Terre Franco Bonamini per aver espresso legittime critiche nei loro confronti, rafforzate anche dalla funzione istituzionale che ricoprono come consiglieri comunali di opposizione, ossia quella di controllo della corretta vita democratica della comunità che hanno il diritto e il dovere di esercitare.

La gravità del gesto nei confronti di Franca Cantrigliani, Alessandro Bordone e Lucia Paganetto si spiega con l’assoluta mancanza di senso civico e rispetto della Costituzione Italiana che nell’articolo 21 dice a chiare lettere: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure“. E’ evidente che nell’Italia berlusconiana del 2010 il concetto di libertà di espressione e stampa è stato talmente lesionato da poter indurre qualcuno ad aver tanto fastidio e disprezzo per le idee degli altri e per la democrazia stessa.

Per tornare nel merito della vicenda di Riomaggiore, non ci risulta alcuna dichiarazione offensiva alle persone, semmai una denuncia ironica su quanto accaduto riguardo ad alcuni lavori pubblici su proprietà delle due signore Gasparini. Rifondazione pertanto chiede loro il ritiro della suddetta querela nel rispetto della democrazia e dell’istituzione che i consiglieri rappresentano e invita il sindaco Pasini a far piena luce sulla vicenda. Perché tutti i cittadini, e i primo lugo i riomaggioresi, hanno il diritto di esigere massima trasparenza e rispetto dell’uguaglianza davanti alla legge.

Segreteria Prov.le PRC La Spezia

Nuovo attentato neofascista al circolo PRC di Arcola: “La misura è colma, le istituzioni intervengano”

27 agosto 2010 - Scritto da admin  
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Secondo attentato nel giro di trenta giorni alla sede di Rifondazione Comunista di Arcola dopo quello del 21 luglio scorso.

Come un mese fa ignoti vandali nella notte tra giovedì 26 e venerdì 27 agosto hanno sfondato la vetrata di ingresso del circolo “Maggiani-Rolla” con una grossa pietra, danneggiandola gravemente.

«La misura è colma» -dichiara Gino Luvisotti, segretario del circolo- «Non è più possibile tollerare simili atti violenti nei nostri confronti. Non staremo a guardare e non ci faremo intimidire da nessuno, teppistelli o neo fascisti che siano».

Interviene duramente anche la segretaria provinciale spezzina di Rifondazione Chiara Bramanti: «Pretendiamo che le istituzioni agiscano in maniera rapida e efficace su quanto è nuovamente accaduto ad Arcola perché non siamo più disposti a sopportare altri attacchi alle nostre sedi, che tra l’altro mettono in grave pericolo l’incolumità di tutti, non solo dei nostri compagni. A questo punto sospettiamo che sia un disegno volto a intimorire noi e la nostra azione politica sul territorio. Sia chiaro che simili gesti non ci faranno arretrare di una virgola in nessuna delle nostre posizioni»

Per il segretario regionale ligure di Rifondazione Sergio Olivieri: «Un altro attentato fascista alla sede di Rifondazione non sarà tollerato. Questi gesti sono figli di un clima sempre più pesante che si respira ovunque, non solo in provincia, e sono il prodotto di anni di imbarbarimento culturale e politico che ha precise origini e colpe: in quindici anni infatti il berlusconismo ha oramai sdoganato il fascismo e ora ne vediamo i risultati. Nessuno di noi starà a guardare, la questura intervenga al più presto per far luce sul caso.Ora basta».

Il PUC, l’alluvione, le case: le proposte del PRC

26 agosto 2010 - Scritto da admin  
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Il numero di Agosto di Ameglia Informa si apre con un articolo di copertina a firma dell’assessore all’urbanistica Francesco Pisani (scaricate articolo Ameglia Informa - doc (doc - 23.5 kB)) che parla di Progetto Marinella e di Piano Urbanistico Comunale.  E proprio a proposito di PUC ci fa piacere vedere che l’assessore rilancia una idea che è stata portata all’attenzione generale e con forza da parte di Rifondazione Comunista.  Ci riferiamo alla proposta avanzata già anni addietro (a seguito dell’alluvione del 2000 e ribadita a seguito di quella del Natale 2009) di dare la possibilità a tutti quei cittadini del Comune di Ameglia che hanno la loro casa all’interno della linea di esondazione trentennale fissata dalla Autorità di Bacino di poter mettere in sicurezza la loro casa e la propria vita alzando la costruzione di un piano.

Il 30 dicembre 2009 scrivevamo: “… consapevoli che non può essere eliminato completamente lo sviluppo edilizio sia esistente che di nuova edificazione, proponiamo che lo strumento urbanistico comunale recepisca ed assuma a livello tecnico-normativo all’interno della linea trentennale fissata dalla Autorità di Bacino le seguenti indicazioni:

  • le nuove costruzioni, a prescindere dalla tipologia adottata, non possono prevedere spazi utilizzabili al Piano Interrato e Seminterrato (neppure per l’installazione di impianti tecnici) ed i Piani Terra devono essere destinati esclusivamente a porticato, con eventuale possibilità di parcheggio pertinenziale;
  • nel caso di ristrutturazioni da effettuare nella zona soggetta ad esondazione come individuato dalla Autorità di Bacino, l’adeguamento deve prevedere esplicitamente l’eliminazione di spazi utilizzabili al Piano Interrato e Seminterrato e la destinazione a porticato del Piano Terra. Ovviamente per non penalizzare i cittadini è necessario “CONCEDERE” la superficie utile non utilizzata al Piano Terra e trasformarla in volume da utilizzare come aumento di volumetria ai piani superiori (andando anche in deroga alle altezze imposte dal Piano) , nel rispetto della tipologia e dell’inserimento architettonico dell’organismo edilizio…”

Crediamo che su tale argomento ci sia la possibilità di arrivare ad una proposta il più  condivisa possibile con tutte le forze politiche, ma soprattutto con i cittadini amegliesi.

Marco Vanello
Segretario Circolo PRC Ameglia

Mettiamo in sicurezza la foce del Magra

24 agosto 2010 - Scritto da admin  
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Domenica 22 agosto 2010 la popolazione di Fiumaretta e Bocca di Magra (coadiuvata anche da molti turisti) ha dato vita ad una rumorosa e partecipata manifestazione. Indetta dalle Consulte territoriali delle due frazioni balneari del comune di Ameglia per protestare contro l’immobilismo del Governo e della Regione  dopo le ultime tre rovinose piene del fiume Magra durante il 2009, la protesta ha visto la partecipazione attiva e fattiva del Partito della Rifondazione Comunista.

Unica forza politica visibile e riconoscibile tramite i propri militanti ( le Consulte avevano chiesto di non portare bandiere di partito per costruire una manifestazione di cittadini) il PRC, con i circoli di Ameglia, Castelnuovo e Sarzana, ha portato sulle sponde del fiume parecchi compagni che hanno volantinato tra la folla presente. Sono stati consegnati a residenti e turisti i documenti prodotti dal circolo di Ameglia e dal Coordinamento dei circoli da dicembre 2009 ad oggi, di denuncia della situazione di pericolo esistente visto che nelle due frazioni non è stato fatto ancora nulla dopo l’ultima alluvione di Natale 2009.

Rifondazione Comunista denuncia inoltre il silenzio e l’immobilismo seguito agli annunci roboanti del Governo, di Bertolaso, di Scajola , che hanno promesso i soldi per fare i lavori, ma tali denari non si sa dove siano finiti.

Ma anche il Presidente Burlando (che il PRC ha contribuito pesantemente a far eleggere) nella sua veste di Commissario Straordinario per l’emergenza sembra essersi dimenticato di Ameglia.

I nostri volantini denunciano l’immobilismo degli Enti, ma allo stesso tempo, come da sempre è costume di questo partito, avanzano anche dei fattivi contributi, delle proposte concrete, per la ricerca della soluzione al problema.

Noi vogliamo che siano il più presto possibile messe in sicurezza le due frazioni, chiediamo che comincino da subito i dragaggi sul Magra (e anche sul Vara possibilmente) per asportare i 600.000 mc calcolati dalla Autorità di Bacino per mitigare il rischio idraulico; chiediamo che siano puliti gli alvei dei torrenti affluenti; chiediamo che arrivino il prima possibile ad Ameglia i tanti milioni di Euro promessi dal Governo ( 24 +5 ) per costruire gli argini bassi a Fiumaretta e Bocca di Magra; chiediamo che vengano trovate quanto prima aree di laminazione della corrente del fiume nei territori a monte (vedi Beverino, Bugnato, ecc.); vogliamo insomma la messa in sicurezza degli amegliesi e delle loro case pagate e non regalate da una qualche cricca di potere.

E’ stata grande la soddisfazione dei compagni nel vedere che i volantini sono letteralmente andati a ruba e li abbiamo dovuti ristampare un paio di volte.

A tutta la popolazione abbiamo detto in modo chiaro che la protesta deve essere continuata e portata fino alle Istanze più alte, e che noi comunisti siamo pronti a qualsiasi iniziativa.

Potete scaricare il volantino - doc (doc - 188 kB) distribuito durante la manifestazione!

Coordinamento dei Circoli PRC – Val di Magra

A disposizione mettiamo alcuni documenti prodotti dai circoli:

La Federazione della Sinistra esce dalla maggioranza della I Circoscrizione

18 agosto 2010 - Scritto da admin  
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Nella seduta del Consiglio della I Circoscrizione del 12.08.2010 si è consumato lo strappo all’interno della maggioranza del consiglio stessa.

Sono avvenuto le dimissioni dalla carica del Vice-presidente del Consiglio, Stefano Gianardi (Partito della Rifondazione Comunista), nonché il passaggio all’opposizione dei quattro consiglieri della Federazione della Sinistra (Stefano Gianardi, Diego Ravera, Stefania Carignani, Maurizio Corsi) a seguito del mancato rispetto degli accordi di programma sottoscritti al momento della costituzione del Consiglio, nonché dissidi sul modo di condurre la Circoscrizione stessa.

Nel luglio del 2007, un accordo di programma, firmato da tutti i consiglieri di maggioranza, esplicitava formalmente, per iscritto, l’avvicendamento a metà mandato tra il presidente Mauro Ruffini ed il Vice-presidente Stefano Gianardi.

Accordo completamente disatteso, che si è combinato con un crescente dissidio circa la conduzione della Circoscrizione da parte del presidente Ruffini.
Consigli convocati con sempre meno frequenza, commissioni consiliari non funzionanti, l’ente non più in grado di lavorare collegialmente e di fare fronte alle prerogative proprie, un crescente scollamento con l’istituzione di riferimento, il Comune capoluogo.
La stessa sede circoscrizionale spesso mancante totalmente del personale amministrativo, con il Presidente costretto a svolgere funzioni non proprie per consentire l’apertura degli uffici, è la dimostrazione di un mancato interesse dello stesso Comune verso le funzioni e le prerogative degli organi del decentramento amministrativo quali sono le Circoscrizioni.

Queste sono le motivazioni che hanno portato la Federazione della Sinistra ad uscire dalla maggioranza del consiglio della I Circoscrizione

Federazione della Sinistra – Circolo Ponente PRC e PDCI

I consiglieri della I Circoscrizione
Stefano Gianardi e Diego Ravera (PRC)
Stefania Carignani (Ind.)
Maurizio Corsi (PdCI)

Follo: Un anno di centrodestra, solo chiacchere e distintivo…

9 agosto 2010 - Scritto da admin  
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Così come un anno fa (bilancio 2008) il sindaco Cozzani si astiene per la votazione del bilancio 2009 all’assemblea dei soci ACAM. Non è cambiato il voto ma lo smarcamento dai sindaci di centrodestra che hanno votato contro è, secondo noi, un passo politico di autonomia acquisita che dovrà essere verificata nei prossimi Consiglio comunale, quando discuteremo della delibera sulle reti ACAM e l’ordine del giorno sull’acqua come bene comune.

Probabilmente Cozzani cambierà parere anche sulla TIA dopo che sulla stampa locale  avrà letto gli aumenti della TARSU negli altri comuni e che le associazioni sindacali hanno dichiarato che al loro prossimo passaggio a TIA subiranno ulteriori aumenti, lodando il comune di Follo e della Spezia come virtuosi nell’averla applicata. Ricordiamo che questa scelta fu, oltre che un lungimirante adempimento di legge, una scelta politica voluta da Rifondazione.

In un anno i follesi hanno letto tanti impegni sui giornali, ma la politica degli annunci fatta anche da alcuni assessori non trova corrispondenza nei fatti: si è parlato di un bilancio disastroso lasciato dalla precedente amministrazione comunale per poi trovarsi il consuntivo 2009 in attivo, alla tolleranza zero contro i concittadini sporcaccioni e l’abbandono dei rifiuti che non sembra aver dato grossi risultati dato il verificarsi di vere discariche urbane sul territorio quasi quotidianamente: guardare per credere!

Pian di Follo (Autoparco) Piana Battolla (Zona Boccacci) Piana Battolla (via XXV aprile) Follo Alto (Zona La Villa)

E che dire della vituperata Follo Sviluppo? Dopo averla definita in campagna elettorale come il carrozzone della sinistra follese, ad oggi l’unico segnale di cambiamento di rotta è stata l’uscita dalla maggioranza di un consigliere, per il resto operazioni che avrebbe fatto chiunque.

La novità introdotta da questa amministrazione è l’introduzione dei lavoratori “vaucher” per il lavoro occasionale. I vaucher rappresentano uno strumento volto a facilitare la retribuzione regolare di lavoratori impegnati per un periodo di tempo limitato con particolari tipologie di contratti. I vaucher possono essere un aiuto per disoccupati cassaintegrati e giovani del paese ma la complessità dei contratti rende molto discrezionale e personalizzata la loro distribuzione, per questo riteniamo che nella dispensazione (sia a progetto, sia a cottimo o ad ore) venga usata l’etica, la morale, la sindacalizzazione del lavoro e la giusta retribuzione oraria ed il rispetto per il lavoratore e per il lavoro svolto.

Sei mesi fa Sindaco e giunta comunale si sono raddoppiati le indennità di carica (gli stipendi) e non erano nelle condizioni dei lavoratori a vaucher

La novità introdotta da questa amministrazione è l’introduzione dei lavoratori “vaucher” per il lavoro occasionale. I vaucher rappresentano uno strumento volto a facilitare la retribuzione regolare di lavoratori impegnati per un periodo di tempo limitato con particolari tipologie di contratti: possono essere un aiuto per disoccupati cassaintegrati e giovani del paese ma la complessità dei contratti rende molto discrezionale e personalizzata la loro distribuzione, per questo riteniamo che nel loro utilizzo (sia a progetto, a cottimo o ad ore) venga usata l’etica, la morale, la sindacalizzazione del lavoro e la giusta retribuzione oraria ed il rispetto per il lavoratore e per il lavoro svolto.

Arcola: Saltato il consiglio comunale per assenza dei consiglieri di maggioranza, paralisi dell’amministrazione Giorgi

9 agosto 2010 - Scritto da admin  
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Il consiglio comunale di Arcola, convocato lo scorso venerdì 6 agosto alle 21 con importanti pratiche all’ordine del giorno, è stato rinviato a mercoledì 11 agosto alle 20 perchè sono risultati assenti alcuni consiglieri di maggioranza, oltre ai giustificati Pierluigi Leoni ed Elena Alpinoli (in ferie) e Salvatore Romeo, impegnato con il gruppo consigliare della provincia della Spezia nel comune di Calice al Cornoviglio.

E’ l’ultima grana in ordine di tempo per il sindaco Livio Giorgi che si trova a fare i conti con i continui mal di pancia all’interno della sua maggioranza.

Avevamo ragione nel denunciare questa situazione che da oltre un anno blocca l’attività dell’Amministrazione e che vede nelle mani del sindaco la pressoché totale gestione della giunta. Ricordo che il sindaco detiene le deleghe al bilancio, servizi sociali, lavori pubblici, sviluppo economico ecc.

Mi permetto, per il bene del Comune, un umile e modesto suggerimento: si decida, una volta per tutte, quale deve essere la composizione di questa benedetta giunta e si cominci a dare finalmente risposta ai numerosi nodi irrisolti del nostro territorio: dai marciapiedi in via Aurelia al completamento di via Banzola attraverso l’asfaltatura del viale industriale, dal decoro urbano al problema raccolta rifiuti, dalla piazza Mazzini alla gestione del complesso polivalente, dal fantomatico Puc all’attuale emergenza per il Centro anziani di Romito, dagli allagamenti della via Aurelia ad avere un referente politico per la delicata materia dei Servizi sociali, ecc.ecc.

Una domanda: a cosa dobbiamo ancora assistere affinché si inizi davvero a lavorare?

Il consigliere
Salvatore Romeo

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