Acerbo: “Gino Strada, un Compagno”

16 agosto 2021 - Scritto da  
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Caro Gino, ci mancheranno il tuo esempio e le tue parole.
Te ne vai mentre in Afghanistan il realismo dei signori della guerra semina solo morte e distruzione e la tragedia infinita ti dà di nuovo ragione. Sei stato cittadino del mondo e della nostra Costituzione antifascista. Grazie per averci richiamato sempre alla coerenza su principi e valori che dovrebbero essere imprescindibili per la sinistra. Ora anche gli ignavi che non ti hanno mai dato retta sulla guerra, i migranti, la sanità pubblica si diranno dispiaciuti. Grazie compagno Gino per tutte le vite che hai salvato e per gli ideali che hai tenuto vivi. Grazie per tutto quello che hai fatto per un altro mondo possibile e necessario.
Un abbraccio fortissimo a Cecilia e ad Emergency dalle compagne e i compagni di Rifondazione Comunista.

Maurizio Acerbo,

segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Ponte Morandi, Acerbo: “Centrodestra e centrosinistra responsabili del disastro. Ripubblicizzare subito Autostrade”

26 aprile 2021 - Scritto da  
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Con la chiusura delle indagini sulla strage del Ponte Morandi emerge la miseria e l’indecenza della politica italiana. Centrosinistra e centrodestra sono ambedue corresponsabili della privatizzazione delle autostrade, di regole confezionate a favore dei concessionari, dei mancati controlli. 

Persino dopo 43 morti le forze politiche di governo, dalla Lega al Pd, non hanno voluto togliere la concessione ai privati, responsabili del disastro.
 
Bisognerebbe processare – alla Pasolini – tutti coloro che hanno votato per la privatizzazione.
 
È un’offesa alle vittime e all’intero popolo italiano che i governi Conte 1 e 2 e lo stesso governo Draghi abbiano lasciato a Atlantia la concessione, pensando a tutelare gli azionisti e non il diritto dei cittadini alla sicurezza. 
 
La privatizzazione è stata un fallimento e un furto ai danni degli italiani. 
 
Il governo ha il dovere di togliere la concessione ai privati e di ripubblicizzare autostrade. 
 
Noi di Rifondazione Comunista rivendichiamo di essere stati gli unici a opporsi alla truffa della privatizzazione.
 
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale di Rifondazione Comunista

Fedi: “Rifondazione Comunista a fianco dell’ARCI e dell’intero Terzo Settore”

9 aprile 2021 - Scritto da  
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La politica sia a livello nazionale che regionale, in questo terribile ultimo anno, si è completamente dimenticata dell’importanza sociale rappresentata dal mondo del Volontariato e del Terzo Settore più in generale e di quanto la rete dei Circoli, delle Società di Mutuo Soccorso e delle Case del Popolo sia una risorsa fondamentale per il nostro Paese.

Rifondazione Comunista condivide convintamente le richieste avanzate dal Terzo Settore e principalmente da Arci e Acli al Governo e alle Regioni (e finora rimaste sostanzialmente inevase).

Molto spesso i piccoli circoli sono gli unici punti di riferimento sociale e culturale delle periferie e dei piccoli, piccolissimi paesi. Dopo un anno senza un minimo di ristoro rischiano di chiudere.

Per troppo tempo in questo lungo anno, questo mondo è stato ingiustamente penalizzato e non compreso nella sua reale funzione quella di garantire una socialità sana e un welfare di prossimità fondamentale per il nostro tessuto sociale.

Solo recentemente, infatti, si è finalmente equiparata l’attività di ristorazione dei circoli e delle SMS, indispensabile per l’autofinanziamento, visto che naturalmente i pagamenti degli affitti e delle varie bollette non si sono di certo arrestati, a quelle delle attività commerciali. Ancora nulla invece è arrivato a questo mondo per quanto riguarda i ristori e questo riteniamo sia davvero gravissimo: ad aver subito infatti gravi danni dalla pandemia, insieme alle attività con partita IVA c’è tragicamente anche tutto il settore che si occupa di socialità, cultura, intrattenimento, solidarietà.

Occorre dunque al più presto porvi riparo, trovare le risorse necessarie e indispensabili per far si che questo mondo solidale sia ancora vitale e possa continuare a svolgere il suo ruolo insostituibile nella nostra società.

Veruschka Fedi
Segretaria provinciale di Rifondazione Comunista La Spezia

Sosteniamo la legge di iniziativa popolare Antifascista

12 febbraio 2021 - Scritto da  
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Venerdì 12 febbraio 2021 dalle 15 alle 18 e martedì 16 febbraio 2021 dalle 16 alle 18 sarà possibile firmare presso la nostra sede di Via Lunigiana 545 la proposta di legge d’iniziativa popolare “Norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti”.
 
La proposta di legge è stata presentata lo scorso 20 ottobre dal comitato presieduto da Maurizio Verona, sindaco di Stazzema, nella cui frazione di Sant’Anna i nazifascisti fucilarono 560 civili il 12 agosto 1944.
 
Invitiamo tutti i cittadini democratici e antifascisti spezzini a sottoscrivere.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Ciao compagna Carla, non ti dimenticheremo”

7 ottobre 2020 - Scritto da  
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Ci è appena giunta la notizia della morte di Carla Nespolo, Presidente dell’ANPI.
Ci stringiamo nel dolore alle compagne e ai compagni: Carla era un punto di riferimento per diverse generazioni, soprattutto per i giovani, in una lotta antifascista mai terminata i cui valori oggi come ieri sono necessari.
Carla Nespolo ha continuato a dirsi comunista anche in tempi come questi in cui si fa l’azzardo di equiparare nazismo e comunismo. Da quando è stata eletta Presidente, per la prima volta una donna, aveva, da subito, iniziato a lasciare una sua impronta originale.
Una compagna contraria alla “sinistra equidistante” in temi come le libertà e i diritti, una compagna che considerava il razzismo diffuso come il segnale più virulento di nuove forme di fascismo da contrastare ovunque. Una partigiana che non ha mai accettato la retorica in cui si tenta spesso di rinchiudere la Storia ma che ha sempre, con l’esempio personale, scelto di guardare all’oggi conoscendo i pericoli di ieri. Ciao Carla, ti salutiamo a nome delle compagne e compagni del Partito della Rifondazione Comunista ricordando che spesso abbiamo avuto il privilegio di incrociare i nostri percorsi e le nostre lotte.
Non lo dimenticheremo mai, te lo dobbiamo.
La Segreteria nazionale di Rifondazione Comunista

Prc Liguria: “Con Sansa per un voto critico”

15 agosto 2020 - Scritto da  
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Rifondazione Comunista Liguria ribadisce l’alternatività del nostro partito ai poli politici esistenti espressa da anni a livello nazionale e regionale, prende però atto con interesse della candidatura di Ferruccio Sansa, noto per il suo impegno contro la cementificazione del territorio e in difesa dell’ambiente, autore con Marco Preve del libro Il partito del cemento.

Questa candidatura non modifica il nostro giudizio sulla coalizione che lo sosterrà – dopo le tante resistenze del Pd ligure – e all’interno della quale vi sono forze che non garantiscono una reale discontinuità con le scelte sbagliate e antipopolari dell’epoca Burlando come il taglio di 800 posti letto ospedalieri, declassamento di sei Pronto Soccorso, privatizzazioni e tagli di personale soprattutto nella sanità, cementificazione della costa e moltiplicazione di porti turistici spesso incompiuti, sostegno a grandi opere inutili come la “Gronda” e il “terzo valico”, solo per citarne alcune.

Siamo di fronte alla contraddizione tra un buon candidato presidente e una coalizione di cui non ci riconosciamo. Inoltre dobbiamo confrontarci con la legge elettorale iper-maggioritaria e presidenzialistica che non condividiamo in quanto limita la rappresentatività delle assemblee elettive e tende a soffocare le forze politiche autonome e fuori dal coro.

Le/i comunisti/e sono impegnate/i sempre in prima fila nella lotta contro la destra fascioleghista es esprimiamo quindi un giudizio assolutamente negativo sulla giunta Toti, ma al tempo stesso è fortissima la nostra critica alle politiche del Pd e del M5S che nemmeno sul terreno della tenuta democratica e dei diritti sono spesso condivisibili. Basti pensare all’attacco alla Costituzione nuovamente in corso con il taglio demagogico del numero dei parlamentari o alle politiche sull’immigrazione.

Non ci rassegniamo al fatto che in Liguria, e nel nostro paese, non vi sia un polo realmente alternativo alle politiche neoliberiste di attacco ai diritti di lavoratrici e lavoratori, di smantellamento del welfare e di saccheggio dei beni comuni. Lavoriamo, a partire dal rilancio delle lotte e guardando oltre il passaggio elettorale, per un’alternativa alle politiche dei poli esistenti.

Rifondazione Comunista continuerà a battersi in Liguria per la soluzione delle gravi emergenze che affliggono la nostra regione dalla disoccupazione al taglio dei servizi per i cittadini, dalle privatizzazioni alla speculazione edilizia che ha come conseguenza un gravissimo dissesto idrogeologico e contro il partito trasversale degli affari, per i diritti di chi lavora.

In questo senso non presenteremo nostre liste alle elezioni regionali in quanto da un lato non vi sono le condizioni per un accordo con la coalizione di centrosinistra dall’altro non intendiamo presentare liste alternative al candidato presidente Ferruccio Sansa che sosterremo in piena autonomia, con un voto critico, di sinistra, ambientalista e antifascista e lo incalzeremo affinché si faccia interprete fino in fondo delle nostre proposte che raccolgono le esigenze di cambiamento in tema di ambiente, sanità, lavoro, lotta alla precarietà.

Rifondazione Comunista – Comitato Politico Regionale Liguria

Sciopero della scuola: “Il governo risponda con i fatti. Più soldi e assunzioni per la scuola pubblica”

9 giugno 2020 - Scritto da  
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Lo sciopero della scuola proclamato da CGIL, CISL, UIL, SNALS e Gilda ha una piattaforma che mette al centro giustamente la richiesta di risorse adeguate per ridurre il numero di alunne/i per classe, l’assunzione del personale necessario, interventi sull’edilizia scolastica. Tutte rivendicazioni che come partito avanziamo da lungo tempo.
La mancanza di risorse adeguate è una delle conseguenze di una politica di centrodestra e centrosinistra che nel corso degli ultimi venti anni ha perseguito obiettivi assai diversi da quelli sanciti dalla Costituzione. L’Italia oggi è agli ultimi posti tra i paesi più industrializzati per diplomati e laureati.
Non è accettabile una ripresa dell’anno scolastico a settembre in cui non sia garantito il rapporto diretto tra insegnanti e alunne/i nella sicurezza rispetto al contagio. Non è ipotizzabile il proseguire col ricorso alla “didattica a distanza” né il mantenimento di classi sovraffollate. Salutiamo come assai positivo che il mondo della scuola non si rassegni. Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero di  oggi e tutte le mobilitazioni che puntano a ripristinare il valore costituzionale del sistema d’istruzione. Allo sciopero il governo risponda con i fatti e non dica che i soldi non ci sono. Si tassino le grandi ricchezze con una patrimoniale, si combatta sul serio l’evasione con una tassazione progressiva, non si facciano regali a grandi imprese, si taglino sprechi come le spese militari e gli F35 e le grandi opere inutili e dannose. La si smetta di finanziare scuole private che neanche assumono insegnanti costretti a lavorare come partite IVA.
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale 
Loredana Fraleone,
responsabile nazionale scuola
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea 

Fincantieri: per i lavoratori sfruttamento e caporalato, per i manager spudorati stipendi milionari

5 giugno 2020 - Scritto da  
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E’ con sconcerto e rabbia che abbiamo appreso una notizia contenuta nella relazione sul bilancio che verrà presentata il 9 giugno all’assemblea di Fincantieri: l’amministratore delegato Giuseppe Bono ha incassato azioni e quote di retribuzione per un totale di 4 milioni di euro.
Una notizia tanto più indecente nel momento in cui milioni di lavoratori italiani sono rimasti senza reddito e vivono con apprensione l’annuncio di un futuro incerto. La notizia arriva nel momento in cui un’indagine della guardia di finanza ci informa che alla Fincantieri di Ancona è presente una vasta rete di sfruttamento, subappalti e caporalato! E dopo che analoghe situazioni sono emerse a Marghera e Monfalcone.
Come si può sopportare la retorica del richiamo all’unità morale del paese, quando si rende così scandalosamente evidente che non siamo tutti sulla stessa barca e che molti pagano mentre pochi continuano ad arricchirsi? E lo sconcerto non diminuisce di certo di fronte alla rassicurazione che Giuseppe Bono è solo terzo nella classifica dei manager delle partecipate dallo stato più pagati, essendo preceduto da Descalzi dell’Eni (5,69 milioni) e da Starace dell’Enel (5,4 milioni).
La vergogna dell’arricchimento più sfrontato dei manager pubblici e privati è l’altra faccia della svalorizzazione e dell’impoverimento del lavoro prodotto dalle politiche neoliberiste.
Più il lavoro è stato precarizzato e impoverito più sono cresciute le retribuzioni dei manager dello sfruttamento.
Il governo – e all’interno della maggioranza le componenti di sinistra e il M5S – non hanno nulla da dire?
Chiediamo, come facciamo da anni, che per i manager sia fissato un tetto delle retribuzioni non superiore a 10 volte quella di un operaio. Almeno così si preoccuperanno di far crescere anche i salari.
L’amministratore delegato Bono andrebbe mandato a casa come principale responsabile della vergognosa situazione di sfruttamento del lavoro che caratterizza Fincantieri.
Va segnalato che Giuseppe Bono è stato confermato alla guida di Fincantieri nel 2019 con fortissima sponsorizzazione di Salvini e Meloni. Tra i meriti ci sarà quello di aver consentito un sistema di sfruttamento di migliaia di lavoratori migranti nei subappalti?
 
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale 
Antonello Patta,
responsabile nazionale lavoro
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Acerbo e Tecce: “Assurdo anticipo elezioni a luglio, occorre agibilità democratica”

7 maggio 2020 - Scritto da  
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In merito alle elezioni nelle regioni in scadenza di mandato l’attuale decreto in via di conversione prevede che esse si tengano, insieme al primo turno delle Comunali, in una finestra temporale fra il 15 settembre ed il 15 dicembre a causa del persistente distanziamento sociale dovuto all’emergenza coronavirus.
 
Indiscrezioni giornalistiche sempre più diffuse ed un’ambigua “apertura televisiva” del ministro Boccia, ipotizzano un emendamento di modifica di tale testo, prevedendo il voto a fine luglio.
 
Si tratta di un tentativo trasversale di ampi settori della destra e del Pd che da una parte vorrebbero sfruttare l’ esposizione mediatica di questi mesi dei Presidenti in carica che aspirano ad una riconferma quasi per acclamazione (Toti, Zaia, De Luca ed Emiliano) e dall’altra vorrebbero rendere molto difficile la raccolta delle migliaia di firme necessarie per la presentazione delle liste civiche e di sinistra antiliberista non presenti ora in molti consigli regionali.
 
Questo intento di un voto senza agibilità e partecipazione democratica è confermato dal tentativo, evidentemente anticostituzionale, di modificare le leggi elettorali regionali con una legge nazionale “una tantum” che abolisca le preferenze, facendo in modo che i consiglieri ed il Presidente siano “ nominati “ dai capi bastone dei partiti e non eletti dalle cittadine e dai cittadini.
 
A noi appare assurdo convocare le elezioni senza che siano garantite le condizioni per la costruzione dal basso delle liste, senza poter fare riunioni, senza poter volantinare e fare banchetti nelle piazze per raccogliere le firme e senza poter fare comizi e dibattiti all’aperto e in luoghi chiusi. Solo dei megalomani autoreferenziali che disprezzano la democrazia possono ritenere plausibile andare al voto in un contesto di emergenza.
 
Poiché la conversione del decreto è prevista nei prossimi giorni come Rifondazione Comunista invitiamo tutte le associazioni e le forze democratiche politiche e sindacali a far sentire la propria voce contro questo furto di democrazia e verificheremo ogni possibilità legale di ricorsi ed impugnazioni.
Auspichiamo che il parlamento respinga ogni emendamento irresponsabile di questo genere.
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale 
Raffaele Tecce,
responsabile Enti Locali 
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Emergenza Covid 19, Prc Liguria: “Commissariare la sanità regionale”

20 aprile 2020 - Scritto da  
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Il Covid 19 sta mettendo in luce, dopo anni di oblio, l’assoluta importanza della sanità pubblica e la necessità che la stessa sia omogenea su tutto il territorio nazionale.
La diffusione del virus, a fianco dello straordinario sforzo di medici, infermieri e paramedici, sta mettendo anche in luce pesanti responsabilità politiche. Il caso della Lombardia è forse quello più emblematico, ma anche in Liguria l’impatto del Covid 19 ha mostrato clamorose inefficienze. Giovanni Toti e la sua vice Sonia Viale, dopo aver indebolito la sanità pubblica – basti pensare al “processo di privatizzazione” in corso per ben tre ospedali liguri di Albenga, Cairo Montenotte e Bordighera – stanno affrontando la pandemia come una grossa campagna elettorale. Dalla distribuzione delle mascherine alle comunicazioni via social, tutto è atto non al contenimento del virus, ma ad un’esplosione di consensi per l’attuale giunta regionale: non a caso Toti propone di voler votare a luglio per provata a capitalizzare la sua continua propaganda.
Nel frattempo Alisa si è dimostrata una struttura dannosa e inefficace: scarseggiano i tamponi, aumentano i contagi, i posti letto sono insufficienti, le mascherine sono state distribuite a spot, le lavoratrici e i lavoratori della sanità sono abbandonati a loro stessi così come i medici di base, i pazienti e le RSA, che vedono aumentare ogni giorno di più contagi e decessi.
Per tutto questo invitiamo le forze politiche e sociali, nonché singoli cittadini, ad avviare insieme una campagna a sostegno della sanità pubblica e per il commissariamento della sanità ligure che, sotto la guida di Toti e Viale, è ogni giorno di più allo sbando.  
Segreteria regionale Rifondazione Comunista Liguria

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