“Revoca Felettino è fallimento di Toti e Peracchini, la città si opporrà alla privatizzazione della sanità”

8 novembre 2019 - Scritto da  
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La federazione spezzina di Rifondazione Comunista condanna la decisione di revocare al gruppo Pessina dell’appalto di realizzazione del nuovo ospedale del Felettino annunciata ieri dal trio Toti-Viale-Peracchini. Questa storia infinita proseguirà ancora a lungo, tutto per “merito” dell’incapacità politica e gestionale delle giunte regionali e comunali di centrodestra. Dopo quasi 5 anni di Toti e 2 anni e mezzo di Peracchini, infatti, non solo del nuovo ospedale non c’è ancora una pietra, ma si annuncia in pompa magna un nuovo bando e una nuova procedura di appalto, come se questo possa tranquillizzare una popolazione ormai esasperata dai disservizi di una sanità da tempo sull’orlo del collasso. 
La giunta comunale ha bloccato la concessione a Pessina senza coinvolgere minimamente la cittadinanza, come aveva chiesto nei giorni scorsi il consigliere comunale Prc Massimo Lombardi che proponeva l’attivazione di una commissione ad hoc e un dibattito pubblico con il sindaco. Invitiamo la popolazione spezzina a difendere il diritto alla salute pubblica, la democrazia e la trasparenza degli atti di chi ci governa: se è vero che l’appalto a Pessina presentava aspetti poco chiari, le attuali amministrazioni regionali e comunali intendono avvalersi del project financing, preludio a una privatizzazione della sanità, antico “sogno proibito” delle destre.
Occorre vigilare attentamente per difendere il diritto sacrosanto alla salute pubblica, diritto che viene continuamente messo in discussione da chi pensa solo agli interessi economici di chi è pronto a fare affari a discapito del bene comune di tutti i cittadini. Peracchini e Toti sappiano che la città si opporrà con ogni mezzo un simile disegno politico.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale della Spezia

“Sul Felettino ridicolo teatrino bipartizan, Peracchini riferisca immediatamente e scongiuri speculazioni dei privati”

21 ottobre 2019 - Scritto da  
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La storia dell’ormai fantomatico nuovo ospedale Felettino della Spezia si arricchisce di un ulteriore, assurdo, capitolo. Chi ha governato Regione e Comune capoluogo negli ultimi anni ha l’obbligo di rispondere davanti ai cittadini nelle adeguate sedi istituzionali, come il consiglio comunale convocato per domani sera.
 
Da troppo tempo assistiamo sgomenti a un continuo e ridicolo rimpallo tra chi ha governato in precedenza e chi lo fa adesso, ma sono i cittadini le sole vittime di questo indecoroso fuoco incrociato. Sono pure volati stracci anche all’interno dello stesso centrodestra, con la sindaca di Sarzana Ponzanelli a rilanciare sul San Bartolomeo mandando così in crisi il capogruppo Cenerini con tutti i Toti-boys. E’ dunque aumentata a dismisura la grande confusione sotto il cielo, ma la situazione è rimasta tutt’altro che eccellente. Tra Burlando-Federici prima e Toti-Peracchini ora siamo giunti al colmo dell’incapacità politica e programmatica per una scelta essenziale del nostro territorio e ventilata sempre e solo nelle innumerevoli campagne elettorali succedute negli anni.
 
Quando i lavori erano in procinto di cominciare la Provincia aveva messo in dubbio lo stesso progetto, ritenuto non sicuro dal punto di vista sismico, chiedendo  alla ditta appaltatrice Pessina, incaricata dalla giunta precedente, immediate e costose varianti. Poi è arrivata la Regione tramite Ire a bocciare, dopo tre anni, il progetto esecutivo. Tutto questo mentre la stessa Pessina finiva per rasentare il fallimento facendo così giustificare lo scaricabarile del centrodestra sul centrosinistra.
 
Un centrodestra che vuole giocare sulla pelle degli spezzini perché, con evidenza, sta puntando a privatizzare la realizzazione del futuro ospedale, magari favorendo i soliti industriali che da decenni hanno fatto lucrosi affari con i vari Formigoni, Maroni etc nella tanto amata (da Toti) Lombardia.
 
Nel frattempo abbiamo una situazione ospedaliera provinciale devastante, con un Sant’Andrea che cade a pezzi, con reparti inadeguati, con servizi al limite della decenza e posti letto sempre più carenti, per non parlare della mancanza del personale medico, infermieristico e oss.
 
Inoltre lo smantellamento di radiologia a Sarzana verosimilmente si porterà dietro la chiusura di senologia, entrambi reparti dotati di macchinari tecnologicamente avanzati, mettendo a repentaglio tutta la prevenzione senologica femminile.
 
Rifondazione chiede al sindaco-presidente della Provincia Peracchini e al presidente della Liguria Toti una risposta chiara e precisa sul futuro del nuovo ospedale che deve essere realizzato al più presto e senza alcuna concessione speculatoria ai privati. Bisogna porre fine a questo vergognoso teatrino che danneggia esclusivamente la popolazione spezzina e nel contempo offrire servizi adeguati prima che la sanità provinciale arrivi al collasso definitivo.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Via Escrivà scelta folle del sindaco Peracchini succube della Lega. La città non merita un simile affronto”

24 settembre 2019 - Scritto da  
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La federazione spezzina di Rifondazione Comunista contesta duramente la scelta del sindaco di Spezia Peracchini di dedicare una via della città al fondatore dell’Opus Dei Escrivà De Balaguer. Una decisione assolutamente incomprensibile, fuori dal contesto storico e territoriale spezzino, presa esclusivamente per strizzare l’occhio all’ala nera cattolica, quella che si auto celebra con croci e acque benedette nelle manifestazioni salviniane e certamente anti bergogliana.

Non crediamo, infatti, che sia tutta farina del sacco di Peracchini, evidentemente convinto da qualcuno all’interno della Lega Nord, di cui è politicamente succube, a farci questo “regalo” senza addirittura passare dalla commissione consiliare competente.
Il sindaco, se proprio intendeva fare un omaggio al mondo cattolico da cui lui proviene, e sempre prendendo una figura totalmente avulsa dal contesto spezzino, poteva scegliere fior fior di esempi: dal cardinale Romeo, ucciso sull’altare per le sue predicazioni nate dalla teologia della Liberazione e mal gradito infatti da Giovani Paolo II, a Madre Teresa di Calcutta, fino ad arrivare a don Milani, per non parlare del mitico don Andrea Gallo (lui si “spezzino” di adozione, viste le tante e gradite visite compiute nella nostra città): tutte persone che in vita hanno messo anima e corpo al servizio degli ultimi e contro le ingiustizie sociali, non brandendo il crocifisso come arma di oppressione contro i più deboli.
Insomma l’esatto contrario di quello che è stato Escrivà: franchista, massone, misogino, violento, esponente dell’ala più reazionaria della già reazionaria chiesa spagnola, sostenitrice imperterrita del regime fascista assieme alle forze economiche che hanno tenuto nell’oscurantismo più bigotto per quasi mezzo secolo il popolo di Spagna.
I consiglieri di opposizione spezzini hanno più volte cercato chiedere chiarezza alla giunta su questo caso che rappresenterebbe una macchia per la nostra città, esempio, da sempre, di accoglienza e di multiculturalismo. Il consigliere di Spezia Bene Comune Massimo Lombardi è pronto all’interpellanza urgente che sarà presentata nel consiglio comunale di questa sera. Auspichiamo che tutta la cittadinanza si ribelli e chieda a Peracchini di fare marcia indietro. Spezia non merita un simile affronto.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Rifondazione prepara esposto per Iacopi, Acerbo: “Insulti inaccettabili da chi porta divisa”

9 settembre 2019 - Scritto da  
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“Presenteremo un esposto per evitare che la vicenda venga insabbiata”. Così Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea in merito al discusso post contro Mattarella di Emilio Iacopi.  “Il capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Sarzana ha definito su facebook il Presidente della Repubblica Mattarella “traditore della patria”. Questo esponente fascioleghista – scrive Acerbo – già balzato all’onore delle cronache locali per aver definito i comunisti “malati mentali”, di mestiere fa il carabiniere. Come giustamente notato dal compagno Jacopo Ricciardi siamo di fronte non a una legittima critica politica ma a un caso evidente di “vilipendio del Capo dello Stato”. Cioè di un reato assai grave, incompatibile con l’appartenenza all’Arma. Quanto accaduto rientra nel clima di autoesaltazione dell’estrema destra che circonda Salvini”. 

“Non è accettabile che chi porta una divisa insulti in questa maniera le istituzioni democratiche. Se si consentisse che carabinieri, militari, poliziotti di estrema destra possano insultare il Presidente della Repubblica diventeremmo un paese in cui nessun cittadino potrebbe sentirsi al sicuro. Questo signore va perseguito penalmente ma soprattutto va licenziato sulla base delle norme per il personale militare e del pubblico impiego. E non dicano i leghisti che si tratterebbe di un provvedimento eccessivo. Ricordo che un’insegnante a Torino è stata licenziata per aver semplicemente gridato contro polizia schierata a protezione di manifestazione neofascista. Se una cosa del genere l’avesse scritta un’insegnante o un dipendente pubblico comunista o dei centri sociali i leghisti avrebbero immediatamente chiesto il licenziamento”.  

 
Maurizio Acerbo, 
 
segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea  

“Il Comune di Vezzano condanni con forza le scritte fasciste ai Prati”

9 settembre 2019 - Scritto da  
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La notte scorsa i muri dei Prati a Vezzano Ligure sono stati oltraggiati da scritte inneggianti al fascismo, per la precisione è stato imbrattato il tunnel che da via Don Minzoni porta a via Aldo Moro. E’ accaduto nel buio perché questi figuri si muovono solo di notte e ha lasciato e lascia nella cittadinanza un profondo senso di vuoto. Ricordiamo come Vezzano e tutta la vallata del Magra siano state profondamente colpite dalla violenza nazifascista e ne conservino vivo il ricordo”. Lo dichiara il circolo di Rifondazione Comunista di Vezzano Ligure per bocca di Nadia Lombardi e Gino Luvisotti.

“Notiamo come queste scritte e le manifestazioni filofasciste in genere stiano esponenzialmente crescendo in tutto il paese senza destare nelle istituzioni la doverosa preoccupazione…è tempo di dire basta di denunciare e perseguire perché in questo paese il fascismo è ancora un reato e ogni manifestazione in quel senso deve essere perseguita. Rifiutiamo il termine “ ragazzata”, chi ha fatto la scritta era assolutamente cosciente di quello che faceva. Chiediamo all’amministrazione comunale di condannare con forza il gesto perché l’antifascismo è il valore assoluto da cui ripartire in tempi, come questi, in cui tutto sembra essere messo in discussione”. 

Rifondazione Comunista,
circolo “XXV Aprile – Aldo Lombardi” Vezzano Ligure

“14 agosto grande momento di resistenza della città. Salvini non è il padrone del Paese”

19 agosto 2019 - Scritto da  
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La giornata dello scorso 14 agosto resterà a lungo nella memoria collettiva della città come una delle pagine più belle dell’antifascismo spezzino recente. Centinaia di giovani e giovanissimi insieme a donne e uomini di ogni età hanno dimostrato che esiste una forte opposizione nazionale al mondo salvininiano che fino a pochi giorni pareva essere l’unico dei mondi possibili, stando al mainstream quotidiano dettato dai sondaggi elettorali.
Spezia e gli spezzini hanno contestano duramente l’uomo solo al comando, quello dei “pieni poteri”, quello che vuole impadronirsi di governo, parlamento e capo dello stato, quello che diserta il ministero di sua competenza e che semina continuamente populismo e violenza sui social e in tv, quello che sdogana l’estrema destra e che rappresenta più di ogni altro la classe padronale travestendosi da “uomo del popolo”, quello che grida sempre allo scandalo ma che dirige un partito capace di portare via 49 milioni di euro alla collettività. E l’elenco sarebbe ancora molto lungo.
 
Il 14 agosto 2019 è stato un importante segnale di resistenza di fronte a tutto questo e alla barbarie predicata e rappresentata dai nuovi padroni del vapore, che tra un saluto romano e l’altro credono di impossessarsi del Paese. 
 
L’accoglienza che la città ha riservato al ministro degli Interni (ma non si doveva dimettere?) di fronte ai cordoni di polizia, carabinieri e servizio d’ordine privato (a proposito, chi ha pagato le decine di steward che perquisivano le persone intente ad avvicinarsi in Piazza del Bastione? E’ una domanda che rivolgiamo al sindaco Peracchini, il grande assente della giornata, nonostante diriga una giunta per metà leghista) è stata esemplare e ci riempie il cuore di orgoglio.
Perché gli spezzini non dimenticano, resistono e continueranno a farlo. Se lo ricordino Salvini e i suoi febbrili scherani locali, le cui ridicole dichiarazioni non riusciranno di certo a intimidirli.
 

Federazione spezzina di Rifondazione Comunista 

Chiusura scuola materna di frazione: Porto Venere Bene Comune attacca la giunta Cozzani

1 agosto 2019 - Scritto da  
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La chiusura “provvisoria” della scuola per l’infanzia nella frazione comunale di Porto Venere, a causa dell’esiguo numero bambini previsto per il prossimo anno scolastico (notizia, come spesso accaduto, mai ufficialmente divulgata dall’amministrazione Cozzani) aveva già dimostrato criticità negli scorsi anni con l’assegnazione di tutto il personale necessario al rientro pomeridiano.Tali criticità sono state superate fino ad oggi con con l’integrazione economica operata dal comune.
 

Come gruppo consiliare riteniamo preoccupante la chiusura di un servizio delicato ed importante quale è la scuola materna di frazione, penalizzante sia per i bambini che non possono fruire della didattica primaria nel loro luogo di residenza, come sarebbe naturale, sia per i genitori che dovranno organizzare diversamente il trasporto del bambino, solo in parte compensato dall’eventuale navetta per la sede delle Grazie (viene meno la possibilità di orario flessibile, tipica delle scuole materne), ma ancor di più ci preoccupa l’atteggiamento verso queste situazioni dimostrate dall’amministrazione.

Si “prende atto” delle meccaniche in maniera passiva, come se la stesse non fossero “termometro” di un netto cambiamento sociale, in parte certo segno dei tempi, ma in parte figlio di precise scelte amministrative, senza riflettere sulle cause e tanto meno applicando correttivi per il futuro.

Continue problematiche e costanti riduzioni del servizio, minore competitività rispetto all’offerta di altri comuni (orario pomeridiano ridotto, strutture meno moderne e funzionali, progetti integrati, incentivi economi ecc.) porteranno inesorabilmente, ma comprensibilmente, molte famiglie a effettuare scelte differenti in futuro, finendo per mettere in discussione la sopravvivenza stessa della “scuola pubblica” nel suo insieme nel territorio, penalizzando fortemente quelli che avranno difficoltà organizzative o economiche nel ricorrere ad altre soluzioni.

Noi invece vogliamo per il comune di Porto Venere una scuola presente, democratica e di qualità per tutti i residenti, che sia fulcro sociale per la cittadinanza.

Chiediamo pertanto che da subito sia avviato un ragionamento in merito ad un nuovo plesso scolastico comunale, moderno, antisismico, ecologico, funzionale, capace di fornire gli strumenti ad oggi deficitari (palestra, auditorium) a tutte le scuole presenti (materna, elementare, medie) e che sia competitivo nel riguardo dell’offerta provinciale, e che nel contempo sia valutata l’ipotesi di istituire un asilo comunale in caso di soppressione di quello statale nel nostro comune, o limitatamente alle frazioni che ne sono già sprovviste, ad integrazione di esso come da decenni avviene alla Spezia.

E’ tempo che ad una mentalità di ordinaria amministrazione contabile sia sostituita una visone politica e sociale lungimirante, a tutela e beneficio della comunità locale, magari recuperando quell’educazione e quel senso di appartenenza oggi fortemente compromessi.

Costruiamo oggi i cittadini di domani!

Il gruppo consiliare Porto Venere Bene Comune

Francesca Sacconi

Saul Carassale

Fabio Carassale

Franco Talevi

Elezioni del presidente della provincia: i consiglieri di Rifondazione non parteciperanno al voto di domenica 28 luglio

27 luglio 2019 - Scritto da  
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Come nelle elezioni dello scorso gennaio, che riguardavano il rinnovo del consiglio provinciale spezzino, Rifondazione Comunista non parteciperà alla tornata elettorale prevista per domenica 28 luglio per eleggere il prossimo presidente della Provincia che sappiamo già essere il sindaco spezzino Pierluigi Peracchini.

Riteniamo ancora una volta di non partecipare a una competizione dove tutto è già scritto in partenza e dove il cittadino è esautorato totalmente dalla scelta. L’ente provinciale è una importantissima istituzione che ha compiti determinanti per la vivibilità dei singoli comuni dalla tutela ambientale, compresa la pianificazione e gestione dei rifiuti, alla gestione e programmazione dei trasporti, alla manutenzione delle strade provinciali e dell’edilizia scolastica oltre al controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e la promozione delle pari opportunità”
 
Tematiche che vediamo esser all’ordine del giorno anche in questi ultimi mesi, dalla questione del biodigestore di Saliceti e di conseguenza Piano dei Rifiuti, al trasporto pubblico locale sempre più deteriorato sia dal parco mezzi sia con il taglio delle corse, per non parlare di un’edilizia scolastica che avrebbe bisogno di una manutenzione vera e sostanziale e strade provinciali abbandonate a se stesse. Immaginate come possano dei consiglieri e sindaci già impegnati nei loro comuni interessarsi seriamente anche di queste tematiche complessive. Ecco perché riteniamo farsa questa modalità di gestione di un ente cosi determinante.
 
Certi che anche le altre forze politiche si siano rese conto di quanto sia deleteria questa gestione, chiediamo loro di farsi portavoce di una vera riforma che riporti le Province ad esser efficaci per la cittadinanza, ponendo fine a questo “monstrum” che oramai dura da 7 anni. Alle cittadine e ai cittadini che pensano di aver risparmiato risorse, chiediamo: siete certi che questo risparmio sia stato re-investito per migliorare il nostro viver quotidiano?
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Prc La Spezia: “Addio al compagno Ruggero Sarbia, cuore battagliero di Calice al Cornoviglio”

20 aprile 2019 - Scritto da  
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Rifondazione Comunista spezzina piange la morte del compagno Ruggero Sarbia, stroncato prematuramente da una lunga malattia nella notte tra sabato e domenica scorsi.
Già lavoratore di Termomeccanica, Sarbia non ha mai lesinato l’impegno politico nelle fila del Pci e poi in Rifondazione, della quale ha fatto parte per anni nel Comitato Politico Federale di via Lunigiana. La grande passione politica di Ruggero si è particolarmente spesa nelle battaglie in difesa del territorio della sua amata Calice al Cornoviglio, borgo di origine da lui mai dimenticato e sempre portato nel cuore. Il compagno Sarbia ci mancherà, per la sua verve sanguigna e genuina che lo contraddistingueva e il suo sincero attaccamento al partito e ai valori della sinistra e del comunismo. I compagni spezzini si stringono alla famiglia in queste ore di grande dolore.
 
I funerali si terranno domani mattina alle 11 presso la chiesa dei Salesiani al Canaletto.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Prc Vezzano: “Parole di Fiore ridicole, la sinistra è presente e l’abbiamo dimostrato”

20 aprile 2019 - Scritto da  
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Dalle recenti dichiarazioni a mezzo stampa del sig. Roberto Fiore, candidato sindaco a Vezzano Ligure, si può dedurre il suo spessore politico e umano. Per prima cosa non dimentichiamoci che in passato il suddetto Fiore ha avuto, con grande disinvoltura, esperienze in svariati partiti: colpisce la sua grande capacità di cogliere sempre “lo spirito del tempo”, oggi pienamente rappresentato dalla coalizione gialloverde (o meglio giallobruna, che ogni giorno smentisce se stessa).
Così Fiore (che con curiosa faccia tosta non si definisce “un politico”) crea anche fittizi contrasti al proprio interno, presentandosi con facce diverse a seconda dei sondaggi e accanendosi contro l’amministrazione comunale di Vezzano e la sua maggioranza, con la quale Rifondazione Comunista ha condiviso scelte importanti senza mai strizzare l’occhio agli avversari. 
 
Infatti Rifondazione ha sostenuto, con l’amministrazione comunale, la difesa delle conquiste democratiche e civili, l’antifascismo, la Costituzione, i valori della solidarietà e dell’accoglienza, i diritti dei lavoratori, il rispetto dell’ambiente e la nota alla speculazione. 
Ma soprattutto si è dissociata molte volte su singole delibere, ad esempio sulle spinose questioni di questione Acam e Atc, mentre ha posto posto all’attenzione dei vezzanesi, prima di ogni altra forza politica, il problema del possibile biodigestore di Saliceti. 
Lo ha fatto evidenziando sempre un proprio un suo punto di vista con spirito costruttivo e non con il linguaggio delirante adoperato da Fiore, che si definisce, senza temere il ridicolo, “di sinistra senza alcun dubbio”. 
 
Rifondazione è stata molto severa nei confronti delle leggi dello Stato, quando ad esempio hanno sacrificato l’autonomia dei comuni, impossibilitati a determinare un sistema di prelievo fiscale che colpisce i patrimoni e le ricchezze per favorire i ceti più deboli e creare più giustizia nella società. Ma l’ineffabile Fiore è convinto che a Vezzano, nella maggioranza consiliare e nel territorio, non ci sia la sinistra, perché la sinistra è “lui stesso”, che però nel frattempo non presenta né proposte, né progetti credibili.
Il candidato se la prende con l’Amministrazione e i consiglieri che non hanno rinunciato alle loro indennità: si documenti sui compensi di ciascuno e veda quale tesoretto si sarebbe potuto accumulare per finanziare opere e servizi. Il suo è un patetico tentativo di ricerca di visibilità, destinato ad esaurirsi il tempo di un battito di ciglia. Vezzano ha bisogno di proposte e progetti concreti, e non di chiacchiere inutili e polemiche senza capo né coda.
 
 
Rifondazione Comunista,
Circolo “XXV Aprile – Aldo Lombardi”  Vezzano Ligure

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