“Via ad Almirante semplicemente intollerabile. Basta con gli insulti alla storia degli spezzini”

8 febbraio 2020 - Scritto da  
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Non c’è due senza tre. Dopo Escrivà e Craxi, ancora una volta a Spezia si vuole usare la toponomastica a fini politici e revanscisti. La federazione spezzina di Rifondazione Comunista ritiene assolutamente scandaloso che la giunta Peracchini prenda anche solo in considerazione l’ipotesi di intitolare una piazza o una via cittadina a Giorgio Almirante, repubblichino mai rinnegato, firmatario del manifesto della razza e fondatore e leader del partito neofascista Msi fino alla sua morte, avvenuta oltre trent’anni fa.

Se l’amministrazione comunale dovesse accogliere la proposta dei gruppi neofascisti locali, l’intera provincia spezzina dovrà mobilitarsi contro questa ennesima provocazione. Infatti un altro sfregio alla storia della nostra città, gloriosamente antifascista, non può essere tollerato. Per questo Rifondazione aderisce ad ogni iniziativa organizzata in questi giorni per impedire tale decisione, dalla raccolta firme ai presidi di protesta in città. Spezia non dimentica quella memorabile giornata del 1972 quando il previsto comizio di Almirante in piazza Beverini fu impedito dagli antifascisti giunti da ogni parte della provincia generando forti scontri con le forze di polizia. 
Dopo quasi cinquant’anni è Peracchini, ora, a dovere essere fermato dalla mobilitazione popolare.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale della Spezia

“Targa a Bettino Craxi altro insulto di Peracchini alla città”

18 gennaio 2020 - Scritto da  
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Dopo lo slargo dedicato al creatore dell’Opus dei Escrivà de Balaguer, l‘ineffabile duo spezzino Peracchini-Asti produce un’altra “perla” toponomastica.
 
Si tratta della targa da apporre presso la mediateca di via Firenze in celebrazione dell’ex leader del Psi Bettino Craxi, pluricondannato per tangenti e protagonista di uno dei periodi più oscuri della storia italiana recente. Davvero un colpo da maestri della mistificazione e del revisionismo storico. Ma questa giunta ormai ci ha abituato a simili prodezze.
 
A vent’anni esatti dalla morte, Rifondazione condanna Craxi, e i suoi esaltatori ex post, non solo come politico di comprovata corruzione, ma anche – e soprattutto – perché fu un assoluto nemico dei lavoratori, della giustizia sociale e dell’egualitarismo tra poteri, che spianò la strada alla destra berlusconian-leghista dei venti anni successivi, ingannando parte della popolazione con il miraggio – del tutto insensato e purtroppo imitato in seguito – di voler incarnare una “sinistra moderna”.
 
Basti ricordare l’accordo di San Valentino del 1984 contro la scala mobile, i desiderata presidenzialisti più volte espressi con sprezzo delle istituzioni, l’atteggiamento “ducesco” già notato all’epoca e il poco o nulla rispetto degli avversari politici.
 
Craxi non può e non deve meritare una targa in ricordo. Si elimini l’agiografia e la falsità storica dalla vita pubblica degli spezzini. 
Abbiamo già avuto, nelle nostre vicinanze, simili vergognosi precedenti (ci riferiamo all'”encomiabile” ex sindaco di Aulla e deputato forzista Lucio Barani): chiediamo che la città si ribelli a un simile scempio nell’interesse della verità storica e della salvaguardia della memoria per le giovani generazioni di spezzini. 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Scomparsa di Pierangelo Rosi: “Un artista, un intellettuale, un vero compagno. Grande perdita per il territorio e per la sinistra spezzina”

18 dicembre 2019 - Scritto da  
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La Federazione spezzina di Rifondazione Comunista piange la prematura e improvvisa scomparsa del caro compagno Pierangelo Rosi, che ci ha lasciato ieri pomeriggio all’età di 65 anni. Siamo profondamente colpiti e scossi e ci stringiamo alla famiglia e alla sua compagna Lorena in queste ore di grandissimo dolore. La sua morte rappresenta una grave perdita per noi e per tutta la sinistra spezzina, dal punto di vista umano e non solo politico. Storico militante “dissidente” di Rifondazione, è stato componente del Cpf e membro della segreteria provinciale come responsabile cultura. E’ stato un uomo impegnato instancabilmente in mille battaglie sul territorio: si candidò coraggiosamente a Riomaggiore contro quel sistema che la magistratura definì in seguito “Parcopoli”, per poi essere in seguito eletto nelle fila della sinistra come consigliere comunale a Brugnato. 

Pierangelo è stato anche un appassionato di sport e di calcio (è stato allenatore in diverse squadre della Val di Vara e della Riviera e seguì l’amico Corrado Orrico a Milano ai tempi dell’Inter, come amava ricordare). E soprattutto un vero intellettuale, un artista dalla profondissima cultura e intelligenza. E’ stato insegnante per tutta la vita: le sue parole erano sempre illuminanti e condite da una fortissima vis polemica mescolata ad ironia. Doti stupende che ci mancheranno moltissimo. 
Così lo ricorda Antonia Torchi, sua carissima amica, direttrice del sito Informazionesostenible:

Pierangelo (Angelo) Rosi era un compagno scomodo. Polemico, senza peli sulla lingua, spesso bastian contrario, entrava ed usciva dalle sue passioni politiche senza mediazioni. Ma era diretto e generoso. Era una persona vitale e come tale ha voluto vivere fino alla fine. Era una persona curiosa e come tale ha girato la sua buona parte di mondo cercando d’immergersi nelle realtà più diverse e guardandole anche con gli occhi dell’artista. Perché lui era non soltanto un docente ed esperto di storia dell’arte ma anche un pittore dotato. Visitare con Angelo i monumenti storici, le città d’arte, i musei, le mostre tematiche è sempre stato un piacere ed una sfida; perché lui ti faceva guardare oltre il testo e il contesto, annodava fili attraverso i secoli, immaginava le vite degli artisti o magari le ricreava a suo piacimento…. Fino al paradosso. E le storie paradossali che  inventava e che ci facevano ridere restano nella memoria assieme ai momenti difficili o dolorosi che abbiamo condiviso. Come ho scritto alla sua compagna Lorena, l’amicizia con lei ed Angelo, iniziata nel 1995, è stata la prima grande amicizia del cuore per Claudio e per me quando siamo venuti a vivere in Liguria. E sempre è restata tale. Antonia”.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La spezia

“Revoca Felettino è fallimento di Toti e Peracchini, la città si opporrà alla privatizzazione della sanità”

8 novembre 2019 - Scritto da  
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La federazione spezzina di Rifondazione Comunista condanna la decisione di revocare al gruppo Pessina dell’appalto di realizzazione del nuovo ospedale del Felettino annunciata ieri dal trio Toti-Viale-Peracchini. Questa storia infinita proseguirà ancora a lungo, tutto per “merito” dell’incapacità politica e gestionale delle giunte regionali e comunali di centrodestra. Dopo quasi 5 anni di Toti e 2 anni e mezzo di Peracchini, infatti, non solo del nuovo ospedale non c’è ancora una pietra, ma si annuncia in pompa magna un nuovo bando e una nuova procedura di appalto, come se questo possa tranquillizzare una popolazione ormai esasperata dai disservizi di una sanità da tempo sull’orlo del collasso. 
La giunta comunale ha bloccato la concessione a Pessina senza coinvolgere minimamente la cittadinanza, come aveva chiesto nei giorni scorsi il consigliere comunale Prc Massimo Lombardi che proponeva l’attivazione di una commissione ad hoc e un dibattito pubblico con il sindaco. Invitiamo la popolazione spezzina a difendere il diritto alla salute pubblica, la democrazia e la trasparenza degli atti di chi ci governa: se è vero che l’appalto a Pessina presentava aspetti poco chiari, le attuali amministrazioni regionali e comunali intendono avvalersi del project financing, preludio a una privatizzazione della sanità, antico “sogno proibito” delle destre.
Occorre vigilare attentamente per difendere il diritto sacrosanto alla salute pubblica, diritto che viene continuamente messo in discussione da chi pensa solo agli interessi economici di chi è pronto a fare affari a discapito del bene comune di tutti i cittadini. Peracchini e Toti sappiano che la città si opporrà con ogni mezzo un simile disegno politico.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale della Spezia

“Sul Felettino ridicolo teatrino bipartizan, Peracchini riferisca immediatamente e scongiuri speculazioni dei privati”

21 ottobre 2019 - Scritto da  
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La storia dell’ormai fantomatico nuovo ospedale Felettino della Spezia si arricchisce di un ulteriore, assurdo, capitolo. Chi ha governato Regione e Comune capoluogo negli ultimi anni ha l’obbligo di rispondere davanti ai cittadini nelle adeguate sedi istituzionali, come il consiglio comunale convocato per domani sera.
 
Da troppo tempo assistiamo sgomenti a un continuo e ridicolo rimpallo tra chi ha governato in precedenza e chi lo fa adesso, ma sono i cittadini le sole vittime di questo indecoroso fuoco incrociato. Sono pure volati stracci anche all’interno dello stesso centrodestra, con la sindaca di Sarzana Ponzanelli a rilanciare sul San Bartolomeo mandando così in crisi il capogruppo Cenerini con tutti i Toti-boys. E’ dunque aumentata a dismisura la grande confusione sotto il cielo, ma la situazione è rimasta tutt’altro che eccellente. Tra Burlando-Federici prima e Toti-Peracchini ora siamo giunti al colmo dell’incapacità politica e programmatica per una scelta essenziale del nostro territorio e ventilata sempre e solo nelle innumerevoli campagne elettorali succedute negli anni.
 
Quando i lavori erano in procinto di cominciare la Provincia aveva messo in dubbio lo stesso progetto, ritenuto non sicuro dal punto di vista sismico, chiedendo  alla ditta appaltatrice Pessina, incaricata dalla giunta precedente, immediate e costose varianti. Poi è arrivata la Regione tramite Ire a bocciare, dopo tre anni, il progetto esecutivo. Tutto questo mentre la stessa Pessina finiva per rasentare il fallimento facendo così giustificare lo scaricabarile del centrodestra sul centrosinistra.
 
Un centrodestra che vuole giocare sulla pelle degli spezzini perché, con evidenza, sta puntando a privatizzare la realizzazione del futuro ospedale, magari favorendo i soliti industriali che da decenni hanno fatto lucrosi affari con i vari Formigoni, Maroni etc nella tanto amata (da Toti) Lombardia.
 
Nel frattempo abbiamo una situazione ospedaliera provinciale devastante, con un Sant’Andrea che cade a pezzi, con reparti inadeguati, con servizi al limite della decenza e posti letto sempre più carenti, per non parlare della mancanza del personale medico, infermieristico e oss.
 
Inoltre lo smantellamento di radiologia a Sarzana verosimilmente si porterà dietro la chiusura di senologia, entrambi reparti dotati di macchinari tecnologicamente avanzati, mettendo a repentaglio tutta la prevenzione senologica femminile.
 
Rifondazione chiede al sindaco-presidente della Provincia Peracchini e al presidente della Liguria Toti una risposta chiara e precisa sul futuro del nuovo ospedale che deve essere realizzato al più presto e senza alcuna concessione speculatoria ai privati. Bisogna porre fine a questo vergognoso teatrino che danneggia esclusivamente la popolazione spezzina e nel contempo offrire servizi adeguati prima che la sanità provinciale arrivi al collasso definitivo.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Via Escrivà scelta folle del sindaco Peracchini succube della Lega. La città non merita un simile affronto”

24 settembre 2019 - Scritto da  
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La federazione spezzina di Rifondazione Comunista contesta duramente la scelta del sindaco di Spezia Peracchini di dedicare una via della città al fondatore dell’Opus Dei Escrivà De Balaguer. Una decisione assolutamente incomprensibile, fuori dal contesto storico e territoriale spezzino, presa esclusivamente per strizzare l’occhio all’ala nera cattolica, quella che si auto celebra con croci e acque benedette nelle manifestazioni salviniane e certamente anti bergogliana.

Non crediamo, infatti, che sia tutta farina del sacco di Peracchini, evidentemente convinto da qualcuno all’interno della Lega Nord, di cui è politicamente succube, a farci questo “regalo” senza addirittura passare dalla commissione consiliare competente.
Il sindaco, se proprio intendeva fare un omaggio al mondo cattolico da cui lui proviene, e sempre prendendo una figura totalmente avulsa dal contesto spezzino, poteva scegliere fior fior di esempi: dal cardinale Romeo, ucciso sull’altare per le sue predicazioni nate dalla teologia della Liberazione e mal gradito infatti da Giovani Paolo II, a Madre Teresa di Calcutta, fino ad arrivare a don Milani, per non parlare del mitico don Andrea Gallo (lui si “spezzino” di adozione, viste le tante e gradite visite compiute nella nostra città): tutte persone che in vita hanno messo anima e corpo al servizio degli ultimi e contro le ingiustizie sociali, non brandendo il crocifisso come arma di oppressione contro i più deboli.
Insomma l’esatto contrario di quello che è stato Escrivà: franchista, massone, misogino, violento, esponente dell’ala più reazionaria della già reazionaria chiesa spagnola, sostenitrice imperterrita del regime fascista assieme alle forze economiche che hanno tenuto nell’oscurantismo più bigotto per quasi mezzo secolo il popolo di Spagna.
I consiglieri di opposizione spezzini hanno più volte cercato chiedere chiarezza alla giunta su questo caso che rappresenterebbe una macchia per la nostra città, esempio, da sempre, di accoglienza e di multiculturalismo. Il consigliere di Spezia Bene Comune Massimo Lombardi è pronto all’interpellanza urgente che sarà presentata nel consiglio comunale di questa sera. Auspichiamo che tutta la cittadinanza si ribelli e chieda a Peracchini di fare marcia indietro. Spezia non merita un simile affronto.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Rifondazione prepara esposto per Iacopi, Acerbo: “Insulti inaccettabili da chi porta divisa”

9 settembre 2019 - Scritto da  
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“Presenteremo un esposto per evitare che la vicenda venga insabbiata”. Così Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea in merito al discusso post contro Mattarella di Emilio Iacopi.  “Il capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Sarzana ha definito su facebook il Presidente della Repubblica Mattarella “traditore della patria”. Questo esponente fascioleghista – scrive Acerbo – già balzato all’onore delle cronache locali per aver definito i comunisti “malati mentali”, di mestiere fa il carabiniere. Come giustamente notato dal compagno Jacopo Ricciardi siamo di fronte non a una legittima critica politica ma a un caso evidente di “vilipendio del Capo dello Stato”. Cioè di un reato assai grave, incompatibile con l’appartenenza all’Arma. Quanto accaduto rientra nel clima di autoesaltazione dell’estrema destra che circonda Salvini”. 

“Non è accettabile che chi porta una divisa insulti in questa maniera le istituzioni democratiche. Se si consentisse che carabinieri, militari, poliziotti di estrema destra possano insultare il Presidente della Repubblica diventeremmo un paese in cui nessun cittadino potrebbe sentirsi al sicuro. Questo signore va perseguito penalmente ma soprattutto va licenziato sulla base delle norme per il personale militare e del pubblico impiego. E non dicano i leghisti che si tratterebbe di un provvedimento eccessivo. Ricordo che un’insegnante a Torino è stata licenziata per aver semplicemente gridato contro polizia schierata a protezione di manifestazione neofascista. Se una cosa del genere l’avesse scritta un’insegnante o un dipendente pubblico comunista o dei centri sociali i leghisti avrebbero immediatamente chiesto il licenziamento”.  

 
Maurizio Acerbo, 
 
segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea  

“Il Comune di Vezzano condanni con forza le scritte fasciste ai Prati”

9 settembre 2019 - Scritto da  
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La notte scorsa i muri dei Prati a Vezzano Ligure sono stati oltraggiati da scritte inneggianti al fascismo, per la precisione è stato imbrattato il tunnel che da via Don Minzoni porta a via Aldo Moro. E’ accaduto nel buio perché questi figuri si muovono solo di notte e ha lasciato e lascia nella cittadinanza un profondo senso di vuoto. Ricordiamo come Vezzano e tutta la vallata del Magra siano state profondamente colpite dalla violenza nazifascista e ne conservino vivo il ricordo”. Lo dichiara il circolo di Rifondazione Comunista di Vezzano Ligure per bocca di Nadia Lombardi e Gino Luvisotti.

“Notiamo come queste scritte e le manifestazioni filofasciste in genere stiano esponenzialmente crescendo in tutto il paese senza destare nelle istituzioni la doverosa preoccupazione…è tempo di dire basta di denunciare e perseguire perché in questo paese il fascismo è ancora un reato e ogni manifestazione in quel senso deve essere perseguita. Rifiutiamo il termine “ ragazzata”, chi ha fatto la scritta era assolutamente cosciente di quello che faceva. Chiediamo all’amministrazione comunale di condannare con forza il gesto perché l’antifascismo è il valore assoluto da cui ripartire in tempi, come questi, in cui tutto sembra essere messo in discussione”. 

Rifondazione Comunista,
circolo “XXV Aprile – Aldo Lombardi” Vezzano Ligure

“14 agosto grande momento di resistenza della città. Salvini non è il padrone del Paese”

19 agosto 2019 - Scritto da  
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La giornata dello scorso 14 agosto resterà a lungo nella memoria collettiva della città come una delle pagine più belle dell’antifascismo spezzino recente. Centinaia di giovani e giovanissimi insieme a donne e uomini di ogni età hanno dimostrato che esiste una forte opposizione nazionale al mondo salvininiano che fino a pochi giorni pareva essere l’unico dei mondi possibili, stando al mainstream quotidiano dettato dai sondaggi elettorali.
Spezia e gli spezzini hanno contestano duramente l’uomo solo al comando, quello dei “pieni poteri”, quello che vuole impadronirsi di governo, parlamento e capo dello stato, quello che diserta il ministero di sua competenza e che semina continuamente populismo e violenza sui social e in tv, quello che sdogana l’estrema destra e che rappresenta più di ogni altro la classe padronale travestendosi da “uomo del popolo”, quello che grida sempre allo scandalo ma che dirige un partito capace di portare via 49 milioni di euro alla collettività. E l’elenco sarebbe ancora molto lungo.
 
Il 14 agosto 2019 è stato un importante segnale di resistenza di fronte a tutto questo e alla barbarie predicata e rappresentata dai nuovi padroni del vapore, che tra un saluto romano e l’altro credono di impossessarsi del Paese. 
 
L’accoglienza che la città ha riservato al ministro degli Interni (ma non si doveva dimettere?) di fronte ai cordoni di polizia, carabinieri e servizio d’ordine privato (a proposito, chi ha pagato le decine di steward che perquisivano le persone intente ad avvicinarsi in Piazza del Bastione? E’ una domanda che rivolgiamo al sindaco Peracchini, il grande assente della giornata, nonostante diriga una giunta per metà leghista) è stata esemplare e ci riempie il cuore di orgoglio.
Perché gli spezzini non dimenticano, resistono e continueranno a farlo. Se lo ricordino Salvini e i suoi febbrili scherani locali, le cui ridicole dichiarazioni non riusciranno di certo a intimidirli.
 

Federazione spezzina di Rifondazione Comunista 

Chiusura scuola materna di frazione: Porto Venere Bene Comune attacca la giunta Cozzani

1 agosto 2019 - Scritto da  
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La chiusura “provvisoria” della scuola per l’infanzia nella frazione comunale di Porto Venere, a causa dell’esiguo numero bambini previsto per il prossimo anno scolastico (notizia, come spesso accaduto, mai ufficialmente divulgata dall’amministrazione Cozzani) aveva già dimostrato criticità negli scorsi anni con l’assegnazione di tutto il personale necessario al rientro pomeridiano.Tali criticità sono state superate fino ad oggi con con l’integrazione economica operata dal comune.
 

Come gruppo consiliare riteniamo preoccupante la chiusura di un servizio delicato ed importante quale è la scuola materna di frazione, penalizzante sia per i bambini che non possono fruire della didattica primaria nel loro luogo di residenza, come sarebbe naturale, sia per i genitori che dovranno organizzare diversamente il trasporto del bambino, solo in parte compensato dall’eventuale navetta per la sede delle Grazie (viene meno la possibilità di orario flessibile, tipica delle scuole materne), ma ancor di più ci preoccupa l’atteggiamento verso queste situazioni dimostrate dall’amministrazione.

Si “prende atto” delle meccaniche in maniera passiva, come se la stesse non fossero “termometro” di un netto cambiamento sociale, in parte certo segno dei tempi, ma in parte figlio di precise scelte amministrative, senza riflettere sulle cause e tanto meno applicando correttivi per il futuro.

Continue problematiche e costanti riduzioni del servizio, minore competitività rispetto all’offerta di altri comuni (orario pomeridiano ridotto, strutture meno moderne e funzionali, progetti integrati, incentivi economi ecc.) porteranno inesorabilmente, ma comprensibilmente, molte famiglie a effettuare scelte differenti in futuro, finendo per mettere in discussione la sopravvivenza stessa della “scuola pubblica” nel suo insieme nel territorio, penalizzando fortemente quelli che avranno difficoltà organizzative o economiche nel ricorrere ad altre soluzioni.

Noi invece vogliamo per il comune di Porto Venere una scuola presente, democratica e di qualità per tutti i residenti, che sia fulcro sociale per la cittadinanza.

Chiediamo pertanto che da subito sia avviato un ragionamento in merito ad un nuovo plesso scolastico comunale, moderno, antisismico, ecologico, funzionale, capace di fornire gli strumenti ad oggi deficitari (palestra, auditorium) a tutte le scuole presenti (materna, elementare, medie) e che sia competitivo nel riguardo dell’offerta provinciale, e che nel contempo sia valutata l’ipotesi di istituire un asilo comunale in caso di soppressione di quello statale nel nostro comune, o limitatamente alle frazioni che ne sono già sprovviste, ad integrazione di esso come da decenni avviene alla Spezia.

E’ tempo che ad una mentalità di ordinaria amministrazione contabile sia sostituita una visone politica e sociale lungimirante, a tutela e beneficio della comunità locale, magari recuperando quell’educazione e quel senso di appartenenza oggi fortemente compromessi.

Costruiamo oggi i cittadini di domani!

Il gruppo consiliare Porto Venere Bene Comune

Francesca Sacconi

Saul Carassale

Fabio Carassale

Franco Talevi

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