Sanità: “Tremonti e Berlusconi veri colpevoli del caos anche alla Spezia”

27 luglio 2010 - Scritto da admin  
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La manovra del governo Berlusconi si distingue per l’ispirazione radicalmente antipopolare e classista che la anima. Non un euro viene chiesto a chi ha redditi più alti. Niente è previsto sulle rendite finanziarie tassate la metà della aliquota più bassa sul lavoro. Niente sui grandi patrimoni. Ricordiamo che il nostro paese secondo i dati Bankitalia e secondo le analisi Ocse, è stato uno dei paesi in cui maggiormente sono cresciute le disuguaglianze negli ultimi vent’anni ed ha oggi una distribuzione della ricchezza particolarmente iniqua: solo 2 milioni 380mila famiglie italiane (il 10% del totale), infatti, posseggono il 44,5% della ricchezza netta complessiva. Di contro, il 50% delle famiglie italiane (le più povere) ne deten  gono appena il 9,8%. Gli effetti della manovra si abbattono anche sulla sanità pubblica. In due anni il budget si riduce di oltre 2 miliardi di euro: 1 miliardo nel 2011, di cui 418 milioni di contenimento della spesa del personale e 600 milioni per i farmaci; 1 miliardo e 132 milioni nel 2012, di cui sempre 600 milioni per i farmaci.

Il blocco del turn over e il dimezzamento dei precari colpiscono anche il sistema sanitario. Si potrà sostituire solo un medico ogni cinque che vanno in pensione, causando la diminuzione di circa 12.000 unità in due anni e il conseguente riduzione del 10% delle prestazioni mediche erogate ai cittadini. La riduzione di personale sarà di 156.000 addetti nel triennio, 20.000 i precari licenziati. Questo comporterà la messa in discussione del diritto alla salute dei cittadini. La manovra interviene sulle regioni in regime di commissariamento per il debito, che nel caso di non rispetto del piano di rientro (con tasse al massimo e ticket generalizzati) vedranno il rischio di un
sostanziale blocco dei trasferimenti. Sul fronte della spesa farmaceutica rischia di essere estremamente penalizzante per i cittadini il fatto che, se il medico generico prescrive un farmaco in regime di brevetto, la differenza di prezzo con il farmaco generico dovrà essere pagata direttamente dal paziente anche se è in regime di esenzione.

Va ricordato, inoltre, che il decreto appena emanato, che contiene i su citati provvedimenti, è solo una parte della manovra complessiva che si prospetta con altri provvedimenti legislativi, che colpiranno ulteriormente la sanità pubblica. Tra questi ne ricordiamo tre, gravissimi: il primo è la nuova normativa sulla governance sanitaria con la liberalizzazione dell’intramenia e ulteriori spazi di privatizzazione; il secondo riguarda la declassificazione di interventi oggi eseguiti in day surgery o day hospital, derubricati in prestazioni ambulatoriali e quindi deprivati di assistenza post chirurgica o post specialistica; il terzo stravolge e cancella alcuni interventi sanitari oggi in regime di livelli essenziali di assistenza, togliendo alle Regioni il riconoscimento e la relativa copertura economica, aprendo quindi la via a porre a totale carico del paziente i costi di questi interventi. E’ sempre più evidente che il governo Berlusconi lavori ad un taglio generale in sanità che lo stesso ministro Fazio indicava in circa 10 – 11 miliardi nel biennio. L’insieme di misure rientra pienamente nel disegno del governo di smantellare lo stato sociale per proseguire il percorso di sviluppo del “pilastro” privato nei servizi sanitari, sociosanitari e sociali.

Quanto accaduto in questi giorni all’ospedale di Sarzana, che ha visto lo spostamento del reparto maternità al Sant’Andrea della Spezia ne è la prova, così come il caos sull’ospedale di Levanto a rischio chiusura. I cittadini indignati sono giustamente insorti. Ma il governo e la propaganda berlusconiana, con grave ipocrisia menzognera, ha avuto prima la faccia tosta di negare la crisi economica causata esclusivamente dall’alta finanza, dalle banche e dal capitalismo internazionale, poi di attuare una manovra vergognosa sui lavoratori, i ceti medio bassi e i servizi sociali, il tutto avendo pure l’accortezza di dipingerla come un favore al Paese: “non abbiamo aumentato le tasse“, hanno infatti affermato Berlusconi e Tremonti.

E’ ora che in tutta Italia la gente si chieda se davvero è contenta di sorreggere le enormi spese dei ricchi, degli abusi di stato, delle tangenti, della corruzione dilagante e delle mafie di ogni genere pagando di tasca propria, senza avere più dallo stesso Stato tutto quello che occorre per vivere decentemente a partire dalla sanità pubblica e gratuita, in via di smantellamento.

La Strage di Viareggio non si dimentica!

29 giugno 2010 - Scritto da admin  
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Un anno esatto fa, nella notte tra il 29 e il 30 giugno 2009, trentadue persone innocenti morirono a Viareggio, vittime dell’esplosione di un treno merci che trasportava gas Gpl. Ci furono feriti, case sventrate e carbonizzate. Un incubo che ancora oggi è negli occhi di tutti e che sarà ricordato stasera da una manifestazione per le vie della cittadina toscana alla quale parteciperà una delegazione spezzina del PRC.

Una delle più grandi stragi ferroviarie di tutti i tempi che anche Rifondazione Comunista della Spezia vuole ricordare nel profondo rispetto dei parenti dei caduti il cui dolore è ancora fortissimo e vivo. Un lutto che non possiamo dimenticare, visto che quel treno correva sulla tratta La Spezia-Pisa e poteva esplodere in qualsiasi città attaversata dalla linea, dalla stessa Spezia a Sarzana, alle stazioni toscane delle province di Massa e Lucca. Migliaia di persone quella notte sono state a rischio per quella vera e propria bomba in movimento.

E’ una strage dalle precise responsanbilità tecniche e politiche. Vorremmo cominciare a conoscere il nome di qualche responsabile, dato che ad oggi non è ancora stato comunicato l’elenco degli indagati per disastro colposo. Vorremmo sapere, un anno dopo, se i controlli sulla sicurezza dei vagoni merci sono stati effettuati con il massimo scrupolo, dato che i treni gasieri continuano imperterriti a correre sulle rotaie pronti a deragliare e a esplodere di nuovo. Inoltre quella strage avrebbe dovuto farci riflettere attentamente sulle conseguenze che comporterebbe un incidente in cui sono di mezzo sostanze pericolose in situazioni critiche. Viene alla mente ciò che rappresenta per noi spezzini Panigaglia e le criticità che sono in essere rispetto al sua relazione con il territorio.

Quei tentadue morti sono sulla coscienza anzitutto dell’Ad delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, appena riconfermato da Berlusconi alla guida del gruppo FS per “meriti di bilancio”: a Moretti il PRC spezzino ricorda che è facile tagliare, tagliare, tagliare sui conti delle Fs per farsi belli davanti al governo, quando poi continuano a morire per “fatalità” i ferrovieri e i civili sui nostri maledetti binari.

Rifondazione Comunista della Spezia si unisce al comitato dei parenti delle vittime viareggine nella richiesta delle dimissioni dell’Ad delle Fs così come le chiede al Governo Berlusconi e al ministro dei Trasporti Matteoli, che non parteciperà alla manifestazione perchè -giustamente- non gradito ai manifestanti.

Lorsignori devono andarsene subito, visto anche il continuo disprezzo dimostrato per la nostra città e i suoi ferrovieri del comparto Cargo, che tra un mese esatto dovranno andarsene dal deposito della Spezia nonostante le locali proteste del mondo politco e sindacale. Ricordiamo che due spezzini erano alla guida di quel treno che alle 23.48 di un anno fa causò la tragedia. I macchinisti D’Alessandro e Fochesato riuscirono a sopravvivere ma da allora non sono più gli stessi, vittime viventi dello shock della strage.

Per loro, per tutti i lavoratori delle Fs, vivi e caduti per la causa come quei 32 civili innocenti, il PRC spezzino tutto chiede a gran voce giustizia rispetto e verità.

Il centrodestra spezzino, asservito ai padroni, strumentalizza le nostre idee

21 giugno 2010 - Scritto da admin  
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27 Giugno 2009  - Il consigliere provinciale del Pdl spezzino Corbani con l'ex governatore Fazio...

27 Giugno 2009 - Il consigliere provinciale del Pdl spezzino Corbani con l'ex governatore Fazio...

Leggiamo che il consigliere provinciale Pdellino Corbani, per rispondere all’on.Orlando, cita e riporta le idee ed i comunicati stampa di Rifondazione Comunista. Se da un lato siamo lieti di poter fornire spunti di riflessione a chi non ne ha, siamo altrettanto sgomenti quando si vuole sminuire le opinioni altrui.

Corbani, assente al convegno ANCE sul quale ci siamo espressi, preferisce strumentalizzare nostre opinioni politiche piuttosto che confrontarsi nel merito. Ma ciò che sconvolge è l’incompetenza di un consigliere provinciale che non riesce a vedere al di la del proprio naso pur di battibeccare con i propri avversari politici.

Corbani non dovrebbe annoverarsi tra gli esegeti del mercato? Se fosse così e fosse stato presente al convegno ANCE, dovrebbe indignarsi di come la classe imprenditoriale locale abbia chiesto “aiuto” alle istituzioni, perché il mercato dovrebbe essere il loro faro. La verità è che quel loro faro si sta spegnendo, perché è fallito il modello capitalista.

La nostra proposta è quella di operare una scelta politica nel settore urbanistico/edilizio senza aumentare la cubatura edificatoria, senza erigere nuove costruzione, ma pianificando un recupero edilizio capillare, sostenuto dall’esigenza di puntare al miglioramento energetico delle prestazioni delle nostre case. Non ci meraviglia che un esponente del centrodestra, dimostri da un lato l’asservimento di certa politica ai padroni, dall’altro la benché minima idea di cosa fare per migliorare il mondo in cui viviamo, l’importare è ammiccare ad una classe imprenditoriale che vorrebbe avere mano libera su tutto e su tutti.

Rifondazione Comunista continuerà ad “ispirare” Corbani per le sue esternazioni, proseguendo a fornire elaborazioni politiche che possano coniugare salvaguardia e tutela dei diritti dei lavoratori, dalla loro sicurezza alla buona occupazione, e la tutela degli ambienti di vita, ben sapendo che l’unico antidoto per invertire il cattivo funzionamento della Democrazia è costruire una società critica che non si limiti ad accettare le cose per quello che sembrano ma non sonoponendosi domande e dicendo di no ogni volta che è giusto dire no“.

Fontana: “Contro questa Finanziari scandalosa occorre un fronte unico di lotta”

15 giugno 2010 - Scritto da admin  
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In questi giorni si è avviata la discussione sulla nuova “manovra finanziaria” i cui contenuti si possono sintetizzare con un solo termine: “TAGLIARE”.

  • -Settore del P.I. (innalzamento dell’età pensionabile alle sole donne): blocco dei contratti nazionali di lavoro
  • -Pensioni (blocco degli scatti maturati)
  • -Tagli alla scuola (blocco dei contratti e taglio agli organici)
  • -Tagli agli Enti Locali (Regioni-Province-Comuni)
  • -Tagli a sanità e servizi sociali
  • -Tagli alla Cultura
  • -Forte rilancio alle privatizzazione dei servizi P.L. (acqua, gas, ambiente, trasporti pubblici.)

Il tutto, in nome e per conto del nuovo dettato Europeo, come risposta alla crisi finanziaria ed economica e per sanare il debito pubblico.

E’ bene chiarire che quando si parla di debito ci si riferisce a quello contratto dal nostro Paese nei confronti delle banche e dei grandi gruppi finanziari esteri, alla cui struttura proprietaria partecipano gruppi industriali italiani, banche italiane e società quotate in borsa. Vale a dire proprio quei soggetti che hanno la maggiore responsabilità di questo disastro economico.

Questa manovra è inaccettabile e non a caso ha avuto il plauso della Confindustria, ma lo è ancor di più dopo le dichiarazioni dell’a.d. della Fiat Marchionne che, con quell’arroganza che contraddistingue il capitalismo nostrano, baratta il lavoro con i diritti, riportandoci alle condizioni della prima industrializzazione.

Ci domandiamo allora: ma dove sono le modernità e le nuove tecnologie che dovevano liberare l’uomo dalla schiavitù del lavoro?

L’uomo oggi è più schiavo e con meno diritti. Siamo chiamati non solo a respingere questa “manovra finanziaria” ma avviare una fase di vera resistenza e di lotta contro coloro che vogliono ridurre questo Paese e le la sua cultura (della tolleranza, dei diritti, delle uguali opportunità ecc.) ai confini trà civiltà e barbarie.

Diciamo al centro sinistra di essere meno timido e incerto su questioni di così vitale importanza per tutti i lavoratori e unirsi a noi, alla C.G.I.L, alle organizzazioni di base e a tutte le realtà di lotta, per vincere questa battaglia importante non solo per le sorti di questo Paese, ma di tutto il mondo del lavoro.

E’ per questo e non solo, che lo scorso venerdì 11 giugno abbiamo aderito alla lotta dei COBAS dell’ATC spezzina, impegnandoci affinchè tale realtà abbia il legittimo riconoscimento quale organizzazione sindacale e pari dignità delle altre forze sociali.

Invitiamo inoltre non solo i lavoratori della scuola ma tutti i cittadini, a partecipare domani, mercoledì 16 Giugno alle ore 21,00 presso la sala Dante alla Spezia, all’incontro-dibattito organizzato dalla FLC-CGIL “Fermiamo insieme i Tagli alla Scuola“.

Maurizio Fontana
Responsabile Lavoro Rifondazione Comunista La Spezia

PRC e GC La Spezia: “Confindustria e Banche paghino! La loro crisi capitalista non si scarica sulla gente!”

12 giugno 2010 - Scritto da admin  
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Una delegazione di Rifondazione Comunista spezzina e dei Giovani Comunisti spezzini ha partecipato ieri sera a Santa Margherita Ligure al controvertice organizzato da tutte le forze della Sinistra alternativa (Rifondazione, Pdci, PCL, Comunisti-Sinistra Popoalre, Sinistra Critica e Cobas) presso la sala convegno “La Tigulliana” in opposizione all’annuale incontro nazionale dei giovani di Confindustria.

Una parata di ministri, senatori, deputati, presidenti di regione e quant’altro, in fila per assecondare ancora una volta i diktat di Confindustria, alla ricerca dell’ennesima ricetta per aumentare i propri profitti a spese dei cittadini e dei lavoratori.

Lavoratori, precari, donne e pensionati si trovano nella morsa della crisi capitalista. La ricetta di governo e CONFINDUSTRIA è sempre la stessa: spremere i lavoratori e tagliare i servizi per salvare banchieri e poteri forti.

Adesso basta! Deve pagare chi non ha mai pagato, ossia la stessa Confindustria, le banche e chi ha mosso negli ultimi anni questa scandalosa economia speculativa che ha generato il collasso economico mondiale. Uno scandalo a cui noi non finiremo mai di contrapporci.

Simona Cossu: “Continuiamo a boicottare i prodotti israeliani”

27 maggio 2010 - Scritto da admin  
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In merito alla preventivata mozione del consigliere Gatti che chiede al Sindaco Federici “di far sentire ai vertici della Coop, il disappunto della nostra comunità nei confronti di un’iniziativa (boicottaggio dei prodotti Israeliani) che, nella migliore delle ipotesi, appare estremamente grave e discriminatoria e di invitarli a revocarla immediatamente” vorrei precisare che:

  • a seguito della campagna di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro l’apartheid israeliano, il 22 maggio 2010 due importanti catene italiane di supermercati, Coop e Nordiconad, hanno dichiarato la sospensione della vendita dei prodotti Agrexco, principale esportatore di prodotti agricoli da Israele e dalle colonie israeliane illegali nei Territori Palestinesi Occupati;
  • In Italia, clienti e soci Coop e associazioni attive nella campagna hanno iniziato a inviare lettere di protesta alle riviste dei consumatori Coop per chiedere di ritirare dalla vendita le merci prodotte nelle colonie dei territori occupati;
  • La campagna è culminata il 30 marzo, quando in occasione della giornata della Terra Palestinese e del BDS Day, manifestazioni, sit in e azioni informative si sono coordinate nei supermercati di varie città italiane. I rappresentanti di Stop Agrexco hanno documentato ulteriormente in maniera puntuale la denuncia della commercializzazione illegale di prodotti provenienti dalle colonie e della situazione di violazione della legalità internazionale e dei diritti umani in Palestina che caratterizza la produzione di quelle merci Il risultato ottenuto grazie alle pressioni messe in campo da consumatori responsabili, soci e attivisti è senza dubbio positivo.

Il gruppo consiliare di Rifondazione comunista si batterà per il rispetto del diritto internazionale, e la libertà e l’autodeterminazione del popolo palestinese. In questo senso in consiglio comunale, quando sarà posta in discussione la mozione del Consigliere Gatti, presenteremo un ordine del giorno che chiederà al Sindaco di essere solidale con la campagna di boicottaggio.

Simona Cossu
Capogruppo PRC – Consiglio comunale della Spezia

Olivieri sulla sentenza Diaz: “Da Mantovano parole da regime sudamericano”

20 maggio 2010 - Scritto da admin  
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Sergio Olivieri, segretario regionale di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra, interviene sulla sentenza relativa ai fatti del G8, e in particolare all’irruzione nella scuola Diaz, e sulle successive dichiarazioni di alcuni esponenti del Pdl.

“Il sottosegretario Mantovano cancella la sentenza del Tribunale ed assolve i responsabili della macelleria messicana della Diaz. Quando ribadisce la fiducia nei condannati per quei fatti sembra di sentire parlare un esponente di qualche giunta militare degli anni settanta e ottanta in Sudamerica che negava anche l’evidenza.

Le reazioni scomposte alla sentenza di ieri che vengono non solo da Mantovano ma anche da altri esponenti del Pdl danno la misura del carattere reazionario ed antidemocratico del centro destra italiano.

Al contrario di quello che pensano i vari Mantovano, Gasparri e soci, la sentenza per i fatti della Diaz è una buona notizia per la democrazia perché per la prima volta da una speranza di giustizia e di verità su quanto accaduto a Genova nel luglio del 2001 e perché rompe la consuetudine all’impunità.
Ed anche di questo c’era davvero bisogno dopo i casi Aldrovandi, Cucchi e Gugliotta.

Contro il massacro sociale in Grecia ed in Italia

15 maggio 2010 - Scritto da admin  
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Questa mattina una delegazione del Partito della Rifondazione Comunista ha collocato uno striscione lungo 10mt sulla ringhiera antistante la cattedrale sopra piazza Europa. “La crisi la paghino padroni e banchieri,popoli d’europa ribellatevi,solidarietà con il popolo greco”; questa la scritta dello striscione che è stato collocato in concomitanza con la manifestazione nazionale indetta ad Atene dal Partito Comunista Greco (Kke).

Con questa iniziativa rifondazione comunista ha voluto esprimere il totale sostegno alla lotta dei lavoratori greci contro le misure anticrisi imposte dal fondo monetario internazionale e dalla comunità europea che sempre di piu’ è asservita agli interessi della speculazione e del capitalismo internazionale.

La volontà della Commissione europea di modificare il patto di stabilità in termini restrittivi è un vero e proprio colpo di stato monetario perchè significa un ulteriore stangata su lavoratori e pensionati e poi perchè sostanzialmente annulla la sovranità dei parlamenti nazionali sui bilanci dello stato.

E infatti il Governo Berlusconi si sta già preparando a colpire lavoratori e pensionati.  Per questo non occorre solo mobilitarsi a sostegno delle lotte dei lavoratori e dei giovani greci ma respingere con forza qui nel nostro paese le politiche antipopolari di Governo e Confidustria.

Distribuzione del pane ad 1 €/Kg contro il carovita e solidarietà al popolo greco

7 maggio 2010 - Scritto da admin  
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Torna la distribuzione del pane ad 1 euro al Kg in Piazza Brin, domani sabato 8 maggio dalle ore 9.00 sino ad esaurimento saremo in piazza a distribuire pane ad 1 al chilo, contro la crisi, il carovita e le speculazione sui generi di prima necessità.

E’ innamissibile che la crisi la continuino a pagare sempre i soliti noti, la crisi la paghino i padroni ed i banchieri che sono loro la vera causa della crisi in Italia.

Il gruppo di Acquisto Popolare organizzato dalla Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista è ormai attivo da circa 3 mesi e si batte per far pagare le tasse ai ricchi ed agli evasori, per un sostegno economico a disoccupati,precari e pensionati con redditi piu’ bassi,contro ogni speculazione sui generi di prima necessità,contro carovita e caro-affitti,per la difesa della piccola produzione agricola e dell’ambiente e per una distribuzione a prezzo politico dei generi di prima necessità.

Esprimiamo  la nostra piena e incondizionata solidarietà alle lotte dei lavoratori e dei giovani greci contro la gravissima crisi economica che si è abbattuta su quel Paese.

Siamo al fianco di chi in Grecia sta lottando per difendere conquiste sociali e diritti. La lotta del popolo greco è la lotta di tutti i popoli europei contro il disegno delle classi dominanti, dei banchieri e degli speculatori, di far pagare la crisi ai più deboli . Una crisi economica che ha origine da loro, dal capitalismo da casinò, figlio della globalizzazione neoliberista.

Circolo Eurialo e Niso: “Grave discriminazione alla Spezia per l’amica Regina Satariano”

7 maggio 2010 - Scritto da admin  
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Il Circolo tematico GLBTQ di Rifondazione Comunista della Spezia, l’Associazione Interculturale “Eurialo e Niso”, e tutti i loro componenti, esprimono solidarietà e vicinanza all’amica Regina Satariano per quanto accaduto ieri presso la camera mortuaria dell’ospedale Sant’Andrea.

A Regina è stata impedito con la forza di poter dar l’ultimo saluto a un amico che per tutta la vita le è stato accanto e non meritava di essere trattata in una maniera così vergognosa e violenta. Un’azione transfobica caratterizzata da minacce e insulti e che testimonia la presenza anche nella nostra realtà di una tradizione omofobica e transfobica su cui meditare.

Doveroso, secondo noi, ricordare chi è Regina e cosa ha fatto negli anni per il movimento GLBTQ, e non solo. Persona forte, sincera, sensibile e sempre pronta e disponibile a fare propri i problemi degli amici e delle persone omosessuali e transessuali, che da sempre la considerano un esempio.

Indignati e rattristati dall’accaduto ricordiamo che il 17 Maggio, tra pochi giorni, si svolgerà la quinta Giornata mondiale per la lotta all’Omofobia e della Transfobia, che spera di riuscire a eliminare il pregiudizio comune su tale violenza.

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