Chiara Bramanti rimette il mandato da segretaria provinciale Prc. Il comportamento di Giulia Micheloni e di Sel è illegittimo eticamente

5 agosto 2011 - Scritto da  
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La segretaria provinciale di Rifondazione Comunista Chiara Bramanti ha riunito la Direzione Provinciale del partito per discutere delle ultime vicende inerenti la Provincia anticipando in quella sede la scelta di rimettere il mandato nelle mani del Federale.

Si è avviata così una riflessione approfondita, non già per trovare “capri espiatori”, ma per individuare gli errori che possono aver reso difficile ai non addetti ai lavori la comprensione di quanto strava accadendo.

Il “colpo di teatro” di Giulia Micheloni ha una triplice funzione:

1.     occultare il fatto che in Provincia si è ricostruita la coesione della coalizione votata dalla maggioranza degli elettori nel 2007

2.     far entrare con imbroglio Sel in Consiglio, unico metodo possibile dopo le non brillanti prove elettorali del partito diVendola nella nostra Provincia. Ricordiamo al riguardo i risultati delle Regionali: 2010 il 6.5% raggiunto dalla FdS contro il misero 2,4% di Sel e, nello specifico del Comune di Castelnuovo, che oggi si vedrebbe rappresentato in Provincia da Antonella Falcinelli, il 7,17% raggiunto dalla FdS e il 2,36 % da Sel

3.     ammantare il personaggio Micheloni di un’aurea di coerenza per poi candidarla nelle liste di Sel alle prossime elezioni provinciali

Ciò è accaduto non per una banale questione di “poltrone” (come si vorrebbe far credere) ma sulla base di un impegno a rilanciare l’iniziativa della Provincia sul programma concordato di fine mandato sui temi dell’occupazione, della sicurezza sul lavoro e della tutela ambientale (con particolare riferimento ai codici di ingresso nelle discariche di servizio affinché rimangano tali e del rifiuto del forno inceneritore e del cdr nella Centrale Enel).

Fu proprio Rifondazione, un anno fa, a rinunciare ad una “poltrona” di assessore perché non ritenevamo accettabile l’assegnazione della delega del Lavoro a Confindustria dopo averla tolta  al Pdci e ciò  in segno di coerenza al progetto di unità della Federazione della Sinistra.

Riteniamo oggi di grande significato che l’assessorato al lavoro ritorni a far capo alla FdS, soprattutto nella fase di crisi che sta attraversando il Paese a cui il Governo di centro-destra offre unicamente risposte di macelleria sociale mentre, nel frattempo, la preoccupazione principale partito di Vendola, auto-candidatosi all’unica alternativa a sinistra, sono le primarie.

Occorre tuttavia riconoscere che in questa vicenda ci sono stati da parte nostra limiti e leggerezze, ma non è nella nostra formazione politica e culturale concepire un ‘azione “politica” così ignobile e di basso profilo.

Noi non sappiamo l’atto della Micheloni sia il frutto di una scelta presa in completa solitudine oppure se, come alcuni sostengono, sia stata in una certa misura concertata con esponenti di qualche formazione politica affetta da ansia da prestazione.

Ci saremo però aspettati chiaramente la manifestazione delle sue intenzioni nelle diverse riunioni tenute con la segretaria provinciale di Rifondazione che la informava costantemente del percorso avviato dell’eventualità di un suo ingresso nel Consiglio Provinciale, ipotesi verso la quale la stessa Micheloni si diceva disponibile in quanto ciò le avrebbe  consentito di  tornare ad impegnarsi concretamente per il Partito.

Oppure, in caso di ripensamento dell’ultima ora, che comunicasse le sue scelte prima che venissero compiuti passi istituzionali irreversibili come le dimissioni del consigliere al posto del quale avrebbe dovuto subentrare.

Per questo suonano quantomeno stonati e strumentali i commenti relativi alla “coerenza” della Micheloni da parte del coordinatore provinciale di Sel (vuoi vedere che si vuole candidarla nelle liste di Sel alle prossime elezioni provinciali?).

Grazie al voltafaccia della Micheloni, il seggio nel consiglio provinciale spettante a Rifondazione Comunista verrà occupato da Antonella Falcinelli, che fu candidata da Rifondazione nel Collegio di Castelnuovo, per poi passare a Sel.

Un esito che non avrebbe alcuna giustificazione anche perché a Castelnuovo, nelle elezioni regionali dell’anno scorso, la Federazione della Sinistra ha ottenuto il 7,17% dei voti mentre Sel il 2,36%.

Chiediamo quindi formalmente a Sel (e ad Antonella Falcinelli) di essere coerenti con le loro stesse parole, dato che ci tengono molto alla coerenza. Se così non fosse è evidente che quel seggio sarebbe occupato in maniera regolare dal punto di vista delle norme ma in modo del tutto illegittimo dal punto di vista dell’etica della politica.

La fiducia nelle persone rischia a volte di trasformarsi in ingenuità che sicuramente i partiti non si possono permettere. Ma mai come oggi pensiamo ci sia una grande richiesta: quella di ” restare umani “, come direbbe il compianto Vittorio Arrigoni.

A noi piace pensare di esserlo ancora. Ai cittadini ed elettori il giudizio.

Direzione provinciale
Rifondazione Comunista/FdS La Spezia

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