Prima della pioggia…

8 ottobre 2012 - Scritto da  
Archiviato in Ambiente, Dall'Italia, Primo piano

 

di William Domenichini (tratto da DemocraziaKm0)

Pare che i tanti dati e studi su frane e alluvioni, compiute delle autorità competenti e che ogni anno vengono aggiornati, non producano prese di coscienza nella classe politica, ad eccezione di un penoso rimpallo di responsabilità e negligenze. Così alla Spezia, a quasi un anno dal drammatico 25 ottobre, si fomentano demagogie, populismi e nuove forme di interventismo celano pressapochismo ed aculturazione.

La crisi economica impone sviluppo e crescita come atti di fede ed il cemento indiscriminato è tra le preghiere più consuete di questa religione. Curioso che si curi il malato con la stessa medicina che lo avvelena, e la cecità political-sindacalistica prende la forma di lottizzazioni mascherate da riqualificazioni o centri commerciali, outlet, hotel, darsene e nuovi caselli autostradali anche laddove esondano sistematicamente i fiumi. Di fronte a tante certezze di chi continua a fallire, occorre avere qualche dubbio.

Sono stati valutati gli effetti a valle delle arginature? Quante opere in “somma urgenza”, soldi pubblici, sono state fatte per reale utilità pubblica? Chi è intervenuto sullo stato dei piccoli torrentelli affluenti che hanno scatenato l’inferno del 25 ottobre? Quanti comuni hanno revisionato i PUC in modo da impedire ulteriori impermeabilizzazioni al territorio? Quale utilità porteranno archistar alla ricostruzione delle Cinque Terre?

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