“Solidarietà al ragazzo spezzino denunciato dalla polizia. No al reato di opinione, sì alla difesa della Costituzione”

23 settembre 2013 - Scritto da  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

 

Rifondazione Comunista della Spezia esprime piena solidarietà al ragazzo spezzino che, nel corso della visita di venerdì scorso in questura del capo della polizia Alessandro Pansa, ha gridato “Ci vuole la rivoluzione, ricevendo in cambio una denuncia per “grida sediziose” che gli possono causare un anno di carcere.

Riteniamo molto grave il trattamento attuato dalle forze dell’ordine nei confronti di un libero cittadino che ha semplicemente pronuciato una frase, senza per altro offendere nessuna delle autorità presenti.

Il “reato di opinione” è un retaggio fascista che evidentemente si fa fatica a rimuovere, così come la “lesa maestà”.

Un altro esempio di quanto la nostra democrazia sia malata e abbia bisogno di una seria iniezione di ricostituente.

Certamente di una rivoluzione culturale, dato che la Costituzione repubblicana, che protegge il diritto alla libera espressione, sta per essere affondata da un governo di nominati, di condannati e di “larghe intese”, che stravolgeranno il profondissimo senso democratico impresso dai padri costituenti nel 1948.

Se questo assalto non verrà fermato, le conseguenze saranno presto pagate ancora più care dai cittadini.

Le istituzioni tutte dovrebbero pensare di più a difendere la nostra carta costituzionale che accusare le persone di reati inesistenti mentre altri personaggi, ben più altolocati, offendono ripetutamente e impunemente lo stato e le istituzioni stesse, magari in diretta tv a reti unificate.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Commenti

1 Commento su "“Solidarietà al ragazzo spezzino denunciato dalla polizia. No al reato di opinione, sì alla difesa della Costituzione”"

  1. marco tonelli
    Scritto martedì 8 ottobre 2013 alle 11:26 

    avatar

    Se un giovane grida la sua insoddisfazione in piazza viene fermato e denunciato, se un politico si pulisce il culo con la bandiera nazionale lo fanno ministro.

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