Comunali Portovenere: domani alle 21 alle Grazie presentazione della lista “Comunità” a sostegno del candidato a sindaco della Sinistra Corrado Giudici

 

Domani sera, martedì 14 maggio alle ore 21, presso la sala dell’ex convento degli Olivetani delle Grazie, si terrà la presentazione pubblica della lista e dei candidati di Comunità, la lista della Sinistra di Portovonere per le elezioni comunali del 26 e 27 maggio prossimi.

A sostegno del candidato sindaco Corrado Giudici, figlio del grande poeta di origini graziotte Giovanni, ci saranno i candidati consiglieri Saul Carassale, Franco Petacco, Fabio Carassale, Vincenzo Rosa, Alfredo Bruni e Massimo Lombardi.


Nel corso della serata verranno esposti i principali punti del programma elettorale di Comunità: un programma all’insegna dell’ambiente, della salvaguardia del territorio, del no al cemento e del si al turismo ecocompatibile, principi essenziali per uno dei paesaggi più belli del Mediterraneo qual è da sempre il territorio di Portovenere.

 

Elezioni Amministrative 2013

Comune di Porto Venere

 

Lista Civica “Comunità” Programma Elettorale

  1. TUTELA E SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO

Il nostro comune è piccolo visto dal punto di vista della popolazione, ancor di più se si considera la popolazione effettivamente residente, ma estremamente grande ed importante in relazione al territorio.

Gran parte dell’area che occupa è parco regionale ed il capoluogo è patrimonio dell’umanità.

Queste caratteristiche comportano una forte pressione speculativa, che aumenterà ed andrà fronteggiata in vista delle annunciate dismissioni da parte del demanio militare.

Noi non abbiamo particolari obiezioni al ripristino di immobili già destinati ad alloggio del personale civile e militare, purché tali interventi non comportino accorpamenti e accrescimenti di cubature da una parte e non compromettano il patrimonio floro-faunistico (dove di un immobile rimane l’impiantito e qualche traccia di parete non è il caso di parlare di ristrutturazione) dall’altra.

In quest’ambito consideriamo con favore, dopo una opportuna fase di approfondimento ed articolazione, l’idea – progetto di “albergo diffuso”, su cui si insiste da diverse parti.

Diverso invece il nostro atteggiamento riguardo a “cubature” che avevano diversa destinazione (cisterne, magazzini interrati, ecc.) e strutture fortificate di carattere prettamente bellico: in questo caso siamo contrari in linea di principio a qualsiasi tipo di intervento che non sia di bonifica per un eventuale utilizzo turistico culturale (gli isolati casi particolari potranno sempre esistere, ma andranno trattati singolarmente come tali e comunque in termini restrittivi).

Un altro aspetto relativo alla tutela e salvaguardia del territorio a l’accertamento della parte collinare con particolare attenzione alla situazione dei fossi e del sistema di drenaggio delle acque piovane. I ripetuti fenomeni alluvionali denunciano una situazione di criticità, e suggeriscono l’avvio di un attento monitoraggio volto a definire gli interventi da effettuare. Non si tratta tanto di avviare costosi interventi di regimentazione delle acque (interventi passati in altre zone d’Italia hanno spesso peggiorato il male cui si voleva rimediare) ma di individuare opere e manufatti che hanno cambiato e compromesso l’antico sistema di drenaggio, cercando di ripristinare lo status quo antes.

  1. CEMENTIFICAZIONE ZERO

Se prima ci siamo riferiti alle zone di maggior pregio, qui ci vogliamo riferire alla generalità del territorio comunale: vista l’assenza di spinta demografica siamo contrari all’utilizzo di ulteriore territorio per la costruzione di nuove case.

Questo vale sia per l’edilizia libera che per quella “popolare”, che in molti casi, col senno di poi, non è risultata per nulla tale.

Per risolvere eventuali situazioni di difficoltà si dovrà in primo luogo fare uno screening della situazione delle case comunali, verificando la sussistenza delle condizioni che avevano determinato l’assegnazione, in secondo luogo si dovranno individuare tutti i possibili interventi di recupero di patrimonio edilizio esistente, con mantenimento delle tipologie architettoniche, facilitando ed incentivando l’avvio degli interventi stessi (naturalmente in presenza di una domanda effettiva ed accertata).

Ribadiamo: il principio è che dove non c’erano e non ci sono case, non se ne costruiscono.

Con riferimento all’esistente di recente edificazione, talvolta slegato dal tessuto urbano storico dei tre paesi, si porrà particolare attenzione agli interventi necessari alla ricostruzione del tessuto stesso.

  1. TURISMO ECOCOMPATIBILE ED EDUCAZIONE AMBIENTALE

Il nostro territorio presenta caratteristiche ambientali di pregio, così come tracce storiche e culturali di sicuro interesse, che mal si prestano ad un turismo di massa, che oltretutto ci vedrebbero perdenti in termini di “economicità” rispetto ad altre zone italiane ed estere. Incentivare le forme di turismo rispettose e compatibili con queste caratteristiche, così come responsabilizzare ed educare i cittadini in merito al corretto sviluppo è fondamentale per coniugare vivibilità del territorio e ricadute economiche.

In primi s è determinate che la cittadinanza stessa, in special modo gli amministratori, gli operatori economici e turistici, siano consapevoli di cosa è, e di quel che può offrire il loro territorio fin nei minimi dettagli, così come sia ben noto quel che potrebbe nuocere all’equilibrio naturalistico e sociale dello stesso. Il parco regionale può prevedere tra i suoi progetti studi, analisi e formazione specifica, coordinando i vari livelli di educazione (scuola, operatori, cittadini, turisti) trasformando le generiche, spesso ignorate, norme di “buona condotta” in una condivisa aspirazione alla qualità ambientale.

Un territorio integro, rispettato e bello sarà sempre desiderato da turisti ed apprezzato quotidianamente da chi vi vive.

Le possibilità pratiche spaziano dal “vero” turismo nautico (porticcioli dedicati al transito, magari con tariffe variabili in base alla stagione, eventi sportivi velici) con particolare attenzione alle imbarcazioni tradizionali (nicchia che vanta numerosi appassionati, e che avrebbe nel nostro territorio anche possibilità occupazionali legate all’artigianato navale e alla lavorazione del legno) al trekking semplice e specializzato (ripristinare la rete dei sentieri di Palmaria, Muzzerone e Castellana, sopratutto di quelli illegalmente resi impercorribili, completare la segnaletica sentieristica, estendere la palestra di roccia, interfacciarsi meglio ai percorsi e alle attività organizzate dai limitrofi territori di 5 terre e La Spezia, sfruttare i beni demaniali militari, anche non restaurati, come “percorso storico” e non solo come potenziali strutture ricettive), dalla “semplice” balneazione estiva (vanno garantite spiagge libere di buon livello, e ottimizzare la fruizione estiva “non invasiva”, via vaporetto o autobus, quest’ultimo da dirottare finalmente anche nei pressi della stazione FS della Spezia e da estendere per tutta la serata) al turismo subacqueo, che può protrarsi fuori stagione e può creare sul territorio attività professionali remunerative di diving, per il quale, oltre alla bellezza preservata dei fondali di cui incentivare la difesa, si potrebbero immaginare “affondamenti” di relitti particolari, ed infine dal soggiorno invernale per anziani (il nostro clima risulta comunque sempre preferibile ad altre zone del nord Italia, si possono immaginare proposte specifiche) alla corretta gestione del crescente turismo crocieristico. Per quest’ultimo una seria attività di “proposta” ai tour operator (con ottimizzazione delle proposte in base al target della crociera stessa) ed una veloce ma non dannosa risposta alle esigenze logistiche (spesso uniformate dal mercato stesso) delle compagnie dovranno sostituirsi ad un grossolano desiderio di “accalappiamento” della totalità dei visitatori ospitati sulla nave (cosa, peraltro, inimmaginabile).

In linea di principio si dovrà lavorare per un allungamento della stagione turistica, privilegiando un costante e qualificato flusso a dispetto di “picchi” di affluenze in occasioni di eventi particolari che comportano disagi (per tutti) che spesso vanificano le ricadute economiche (di alcuni).

  1. RIORDINO DEGLI ORMEGGI E RIQUALIFICAZIONE DELLE SPIAGGE SU TUTTO IL TERRITORIO

Le nostre baie e i nostri litorali, quando liberi da vincoli “sovraordinati” del tipo militare o industriale, sono stati nel recente passato oggetto di interventi fortemente invasivi relativamente alla creazione di strutture d’ormeggio delle imbarcazioni destinate sia ad attività economiche, sia ad associazioni pseudo-sportive, sia per le necessità dei residenti stessi; l’invasività di detti interventi, purtroppo, non è solo quella paesaggistica/ambientale, ma anche quella meno direttamente riscontrabile dovuta all’impatto insediativo (congestionamento della viabilità e parcheggi, carico supplementare di rifiuti da smaltire, degrado di molte aree del territorio destinate “abusivamente” a rimessaggio invernale e ad aree lavori – tipo carenaggio)che questi interventi esercitano sul nostro territorio e sulla comunità, spesso senza produrre effetti positivi. Il piano di riordino dovra’ prevedere:

– La tutela dell’ormeggio per le piccole barche dei residenti.

– La presenza di zone di transito in tutti gli approdi storici, in modo da rivitalizzare i nostri paesi dal punto di vista turistico. Al fine di destagionalizzare questo tipo di ormeggi, si potranno studiare proposte differenziate, privilegiando le imbarcazione d’epoca in armamento.

– Razionalizzazione degli ormeggi delle imbarcazioni da lavoro, predisponendo anche a terra gli spazi necessari allo svolgimento delle attivita’; dovrà essere incentivata/agevolata la ricostituzione di una piccola flotta locale di imbarcazioni da pesca.

Per quanto riguarda la riqualificazione delle spiagge l’azione proposta sarà mirata a salvaguardare tutti i tratti di costa ancora naturali, sia rocciosi che con arenili, con un programma di forte ripascimento (per alcune spiagge mai avvenuto).

In particolar modo pensiamo alle tante calette presenti sul lato interno dell’isola Palmaria (Villa Smith, Terrizzo, Saladero, Secco ecc.) ad oggi in quasi completo stato di abbandono, ed al cuore balneare del nostro territorio, ovvero nel Seno dell’Olivo,

Interventi minori, come entità ma non come interesse, dovranno essere attuati anche per le baie del delle Grazie e del Fezzano in particolar modo recuperando anche qui le piccole calette presenti lungo il sentiero Codevalle, compresa quella presente nella baia di Panigaglia (lato Fezzano).

Il principio guida in tutti i casi sarà la piena e libera accesibilità della linea di costa. Attenzione costante sarà data al controllo della qualita’ delle acque.

  1. PROGETTI DI RACCORDO TRA SOCIETA’ PARTECIPATE E SINGOLE REALTA’ LAVORATIVE LOCALI

La questione delle società partecipate va considerata con riguardo alle caratteristiche di ognuna delle stesse.

Per quel che riguarda la S.r.L “Sviluppo Immobiliare l’unico obiettivo che ci poniamo è la liquidazione della stessa, salvaguardando (per quanto possibile) le finanze del comune, che ne è socio unico e ne risponde al 100%

Relativamente alla S.r.L “servizi portuali” (partecipata al 51%) deve diventare lo strumento di raccordo tra le necessità burocratiche e di grande pianificazione tra diversi enti territoriali (A.P, regione, demanio) e le prospettive occupazionali dei residenti, garantire la regolarità del lavoro, svolto da artigiani e ditte per loro e dentro gli ambiti di loro competenza (lotta all’abusivismo) creare situazioni di sinergia tra diverse micro imprese territoriali, formare ed eventualmente assumere i ruoli professionali che non risultano disponibili sul territorio.

Altre partecipate sono le aziende intercomunali consortili ACAM e ATC (con quote relativamente piccole). Acam: A questa società fanno capo due servizi fondamentali e senz’altro attualmente carenti sotto molti punti di vista:

  • Raccolta e smaltimento rifiuti. E’ fuori di discussione che l’incremento dei costi verificatosi negli ultimi anni è esagerato e non trova riscontro nella qualità del servizio, tuttavia riteniamo che la soluzione dei problemi connessi a questo comparto non sia possibile solo ad un livello comunale. Per quanto riguarda la competenza diretta si tratta di intervenire sulla modalità e qualità della raccolta, a livello più generale (provinciale) si dovrà definire una volta per tutte la corretta chiusura del “ciclo dei rifiuti”.

  • -Sistema fognario. Anche in questo caso le lacune sono evidenti e sommano criticità ambientali (quote mare e canalizzazione acqua piovana dal monte) con una mai completata sistemazione della rete fognaria, con adeguato dimensionamento dei sistemi di pompaggio da una parte e con totale separazione tra acque nere e bianche. A questi problemi di complessa soluzione, si aggiunge una carente manutenzione e pulizia di canali e tombini stradali, a cui si può rimediare con relativa semplicità.

ATC, in questo caso il programma non riguarda tanto i costi o la resa della partecipazione, quanto una maggiore flessibilità del servizio che ad oggi continua a non coprire alcune utenze (pensiamo in primo luogo alla corsa “P” sotto alla stazione FS o alle corse serali, recentemente soppresse, così come alla scarsa copertura dei quartieri collinari del comune o delle parti basse dei paese.

  1. TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE AMMINISTRATIVA

Per quanto concerne la trasparenza la questione può essere considerata da due punti di vista:

– Trasparenza intesa come facoltà di accesso ai documenti dei singoli cittadini per tutelare i loro diritti soggettivi ed interessi legittimi. Il regolamento comunale ed il modulo di richiesta documenti non sono riportati sul sito web del comune stesso (per assordo per ottenere il regolamento va compilato il modulo di richiesta!!). La situazione è tale per cui allo stato è lasciata agli uffici ampia discrezionalità di comportamento, facendo venire meno l’impegno del Comune a organizzarsi per rendere effettivo l’accesso ai documenti e alle informazioni non solo in termini di interessi personali giuridicamente rilevanti, ma come presupposto per la partecipazione consapevole ai processi decisionali, soprattutto se strategici (pianificazione territoriale in primo luogo, ma non solo ovviamente).

– Trasparenza amministrativa intesa come accessibilità totale ai sensi del recente D.Lgs. 33/2013. Le amministrazioni, Comuni compresi, devono dichiarare e pubblicizzare i propri obiettivi, costruiti in relazione alle effettive esigenze dei cittadini, i quali, a loro volta, devono essere messi in grado di valutare se, come, quando e con quali risorse quegli stessi obiettivi vengono raggiunti. Non risulta che il Comune di Porto Venere abbia approvato il Programma per la trasparenza, così come delineato dall’apposita Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (rif. D.L. 27/10/2009, n. 150)

Con riferimento invece alla partecipazione rileviamo che gli articoli dello Statuto che riguardano questo comparto (dal 20 al 29) promuovono principi di democrazia partecipativa totalmente astratti:

– E’ prevista la possibilità, di presentare Petizioni e Istanzea Giunta e Consiglio, proposte di deliberazioni, revoca di precedenti deliberazioni.

– Si fa genericamente riferimento a Istituti di Partecipazione.

– Si enuncia la possibilità di indire referendum consultivi.

La regolamentazione di tutto ciò non è mai arrivata e pertanto la partecipazione dei cittadini è rimasta virtuale.

Al di là delle semplici enunciazioni di principio intendiamo intervenire con le eventuali, necessarie, modifiche statutarie e procedendo alle previste delibere regolamentari: trasparenza e partecipazione debbono diventare sentieri percorribili sia per i singoli cittadini che per le associazioni riconosciute presenti sul territorio.