Domenichini: “Se 51 anni (di carbone) vi sembran pochi, provate voi a respirar”

29 giugno 2013, by  
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…e proverete la differenza di respirare e proffittar.

Mi perdoneranno mai le mondine di Novellara per l’ardita parafrasi? Ma questo significa Enel alla Spezia, un impianto enorme, partito da 1800 MW di potenza installata, arrivati oggi a 1200 (di cui 640 a gas pressoché inutilizzati, il resto, neanche a dirlo, ancora a carbone), ed una storia di una provincia, dei suoi lavoratori nel ventre caldo delle sue caldaie, dei suoi abitanti nei quartieri limitrofi del levante di quel Golfo che pare ormai tutto men che dei poeti. Così le emissioni dell’unica ciminiera rimasta della “Eugenio Montale”, simboleggia l’ennesimo ricatto ambiente-lavoro, il tradimento democratico di un referendum dimenticato che sanciva il no di una città.

Ciminiere, bastano pochi sbuffi d’emissioni, penduli da un’autorizzazione integrata ambientale, sul delirio del mare. Oltraggio per oltraggio, la richiesta di AIA risale al 2007, ed in questi 6 anni la centrale ha continuato a funzionare senza alcuna limitazione, se non l’osservazione della norma. Il 7 giugno scorso si è tenuta la Conferenza dei Servizi per la discussione sul rilascio dell’AIA ed il documento approvato consentirà che nella centrale permanga prevalente uso del carbone per altri 8 anni.

Il sindaco spezzino Federici, invece di rilasciare, nel pieno della sua autorità sanitaria, un parere sanitario prescrittivo a tutela della salute pubblica da recepite in Conferenza dei Servizi AIA, esulta, forse pensando al via libera ad un nuovo polo commerciale nelle aree limitrofe all’Enel, previsto nel piano generale di sviluppo 2013-2017. Ma che il sindaco e l’amministrazione in tema energetico abbiano le idee confuse è dimostrato che ritengano un risultato la riduzione del 14% delle emissioni entro il 2020, quando la direttiva si chiama 20-20-20, non 20-14-20.

Eppure c’era i presupposti per “batter i pugni sui tavoli”. Nessun riconoscimento del luogo in cui sorge la centrale, in una città, nel cuore di una provincia, nessuna valutazione delle alternative, nessuna applicazione delle Migliori Tecnologie Disponibili, monitoraggi non adeguati e nessuna indagine epidemiologica sulle incidenze sanitarie dell’impianto, in una provincia dei record di forme tumorali. Esultiamo. Insieme al silenzio assordante di quei sindaci che ignorano i dati sulla ricaduta di anidride solforosa, in funzione della direzione prevalente dei venti, con concentrazioni maggiori a Bolano, Portovenere, Calice e Follo, comuni della val di Vara a decine di chilometri dalla ciminiera.

Eppure il programma di governo il sindaco della Spezia dice chiaramente che “l’obiettivo della dismissione del sito (centrale Enel) potrebbe aprire nuove prospettive strategiche di utilizzo del territorio e di conversione dell’economia cittadina: diventa allora importante perseguire quest’obiettivo per il futuro prossimo, plausibilmente entro il 2015”. Come a dire che in campagna elettorale si può tutto e di più, tant’è che il sindaco del Pd spezzino perde qualche pezzo della sua maggioranza, con Rifondazione comunista che decide di passare all’opposizione, accusato di aver tradito gli impegni elettorali. ENEL docet.

La palla passa al Ministero dell’Ambiente del governo Alfano/Letta, Andrea Orlando (Pd), spezzino doc, autore di una relazione programmatica in commissione ambiente che sa di coperta di Linus delle meraviglie e che pare abbia messo in soffitta il possibilismo sul co-incenerimento del CDR (combustibile derivato da rifiuti) con il carbone della centrale ENEL. Ma il pessimismo della ragione parrebbe superare l’ottimismo della volontà anche nel tempo della green economy, anche di quella delle larghe intese. Intanto, come le mondine, quei vigliacchi di quei signori, verranno loro a respirar, nel 2013 è ancora l’età del carbone. Sabato 29 giugno, per la fine di quell’era le strade ed il mare del golfo dei poeti manifesterà: non rompeteci i polmoni”!

William Domenichini

Responsabile ambiente Rifondazione Comunista La Spezia