Veruschka Fedi (Prc La Spezia): “Piena solidarietà a Lara Ghiglione della Cgil, offesa come sindacalista e come donna”

31 dicembre 2018, by  
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Rifondazione Comunista si unisce alla solidarietà a Lara Ghiglione, segretaria della Camera del Lavoro spezzina, insultata pesantemente sui social per aver manifestato contrarietà alla manovra economica governativa. 
 
Il clima è pesante, chi sostiene il governo Lega/5 Stelle non vuole sentire voci critiche e se sei donna la reazione con insulti e minacce diventa ancora più facile e virale. 
 
Si fermi la barbarie e si torni alla contrapposizione di merito. Siamo accanto alla Cgil per le azioni che intenderà prendere al riguardo.
Veruschka Fedi,
segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Biodigestore, Lombardi (Prc Vezzano): “Il sindaco Abruzzo porti la discussione in aula, i 5 Stelle prendano una decisione chiara”

9 agosto 2018, by  
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In merito alla querelle sul biodigestore Boscalino-Saliceti, il cui piano di realizzazione è stato appena approvato dalla Provincia della Spezia, Rifondazione Comunista chiede al comune di Vezzano di discutere l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Prc Nadia Lombardi lo scorso 25 giugno.

 
“E’ assurdo che il sindaco Abruzzo neghi il confronto con i rappresentanti istituzionali della popolazione, cosa che invece è avvenuta sia a Santo Stefano che ad Arcola” afferma la Lombardi. 
 
A questo proposito desta ulteriore perplessità il comportamento dei consiglieri vezzanesi del Movimento 5 Stelle, che ad oggi non hanno preso una posizione chiara sugli atti ufficiali. Sarà importante, in attesa del decisivo consiglio regionale che avverrà tra circa un mese, avere una risposta univoca dai tre comuni coinvolti e dissipare così tutte le ambiguità emerse sulla vicenda dal Partito Democratico in queste ultime settimane“.
 
Nadia Lombardi, 
 
Consigliera comunale Rifondazione Comunista Vezzano Ligure

Verifica di adeguatezza del Puc 2003 della Spezia: passa l’ordine del giorno di Rifondazione Comunista con astensione del Pd

1 aprile 2015, by  
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Lo scorso lunedì 30 marzo è stato approvato l’ordine del giorno presentato dal capogruppo Prc in consiglio comunale spezzino Edmondo Bucchioni, con l’astensione dell’intera maggioranza e il voto favorevole di Giulio Guerri e Movimento 5 Stelle.

Rifondazione, nel contestare punto su punto il documento presentato dall’amministrazione comunale, sottolinea inoltre come la regione Liguria abbia abolito, pochi giorni fa, la legge sul controllo decennale dello stato del Puc, un ottimo modo per coprire le bruttezze territoriali degli ultimi anni nascondendo la testo sotto la sabbia. Nel documento si denuncia il continuo consumo di suolo per fabbricazioni residenziali a discapito del cronico decremento della popolazione e il continuo aumento di opere private privati mascherate da interventi pubblici.

Di seguito il testo dell’intervento di Bucchioni e dell’ordine del giorno approvato:

Riscontriamo la buona fede dell’estensore nella formulazione dei principi ispiratori insiti nella “Verifica di Adeguatezza”, ma non troviamo altrettanto coraggio nel denunciare i limiti, le manchevolezze i danni causati dal precedente PUC, ne tantomeno una ferrea volontà di superare una cultura pianificatoria, quella per intenderci “dell’Urbanistica Contrattata” che è stata particolarmente devastante per il nostro paese e dalla quale non si è sottratto il nostro territorio.

Per punti:

1 ) DISTRETTI DI TRASFORMAZIONE

Nella relazione si evidenzia la scarsa efficacia delle previsioni in quanto ne è stato realizzato solo il 3%. PER FORTUNA, diciamo noi,  ma vogliamo evidenziare in ogni caso il danno che questi hanno arrecato al territorio e la contraddittorietà rispetto a quei principi che vengono ENUNCIATI nel testo. Non concordiamo con la vostra convinzione che tali strumenti avrebbero potuto migliorare la città in termini di dotazioni di aree verdi, spazi pubblici, servizi ne tantomeno con la convinzione che le previsioni insediative siano di per se creazioni di opportunità economiche. Non concordiamo con tali affermazioni perché queste sottendono una concezione del fare urbanistico esclusivamente affidata all’INIZIATIVA PRIVATA, secondo una modalità pianificatrice che ha governato purtroppo questo ventennio e che nella letteratura urbanistica è stata definita “URBANISTICA CONCERTATA o CONTRATTATA”: il pubblico (con la giustificazione dell’assenza di risorse) demanda al privato la realizzazione di interventi pubblici, servizi e l’assolvimento degli standard, ma ciò ha come contropartita la sovrabbondanza di indici edificatori ed inutili previsioni espansive, con grave danno al territorio e a quella ormai imprescindibile necessità di non consumare ulteriore suolo, oltre naturalmente a rinunciare ad un proprio compito istituzionale che è quello di governare lo sviluppo della città secondo i principi del bene collettivo e non dell’interesse privato Lo stato di attuazione dei servizi pubblici, (attuati solo 20% di quelli previsti) e quindi la relativa QUALITA’ URBANA testimonia infatti, nella sua SCARSA realizzazione, questa nefasta concezione della PIANIFICAZIONE (“I distretti integrati sono stati realizzati solo in misura residuale”).

2) STATO di ATTUAZIONE INTRASTRUTTURE.

Sicuramente necessarie ma prive della pur minima sensibilità AMBIENTALE PAESAGGISTICA.

3) AREA EX IP 

Se ne chiede un RIPENSAMENTO complessivo ritenendo inutili e sovra dimensionate le previsioni insediative che stridono con i principi in altri capitoli formulati di volontà di NON consumare il territorio.

4) WATERFRONT

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una concezione pianificatrice in cui il pubblico svende al privato (URBANISTICA CONTRATTATA) per cui un primo progetto vincitore (e qui dobbiamo dire che pur non concordando con la metodologia dei concorsi di progettazione che affidano al GENIO i destini della propria città, senza preoccuparsi, di fronte ad un intervento di tale portata, di organizzare Concorsi di urbanistica partecipata, era comunque una proposta interessante) viene completamente stravolto NON per adeguarsi al sentire dei cittadini, delle associazioni, comitati ecc. ma per soddisfare gli interessi Speculativi EDILIZI con la vergognosa giustificazione che così i privati poi realizzeranno le opere pubbliche /verdi /servizi previsti dal progetto!! No grazie! (No PASARAN!! Sarà il nostro NO TAV la nostra VAL di SUSA). Troppo poco dire che “più recentemente è apparsa l’esigenza di rimodulare il progetto in chiave più sobria”. Va completamente ridiscusso secondo le metodologie della partecipazione e completamente modificato nelle previsioni edilizie.

4) PROCESSI DEMOGRAFICI

Confermano una tendenza al calo e all’invecchiamento con prevalenza di popolazione non attiva rispetto a quella attiva (ad ogni 100 ingressi nel lavoro corrisponde 200 uscite), dato allarmante. Il non crollo della popolazione è dovuta all’incremento stranieri dallo 0,3% al 10,85%. Un dato che comunque testimonia l’assurdità di nuove previsioni insediative.

5) CONDIZIONE ABITATIVA

61% di famiglie residenti in appartamento di proprietà, 39% in affitto. Dalla media delle domande di casa ARTE emerge che la domanda è in prevalenza espressa da chi vive in alloggi antigenici in misura minore per sfratti e barriere architettoniche,  da cui la necessità sulla quale concordiamo pienamente di concentrare gli obiettivi sul Recupero Edilizio del patrimonio esistente e non su nuove costruzioni, tanto più che risultano libere 1630 unità immobiliari poco meno delle richieste ad ARTE (1848). Apprezziamo la critica che viene fatta sui grandi contenitori Le Terrazze-Porticciolo Mirabello-Megacine-Spazio Expò quali elementi attrattori di flussi ma isolati e in conflitto con la qualità della città circostante. Ma queste critiche paiono lacrime di coccodrillo in quanto interventi recenti che in coerenza dei principi che qui vengono enunciati nonsi sarebbero dovuti far fare. Nella relazione viene espressamente affermato: che “questi modelli di insediamento funzionano più come macchine “ONNIVORE” nei confronti del territorio circostante che come veri propulsori di sviluppo……anzi determinano CRISI nelle attività commerciali della Città“.

6) RETE e SERVIZI

Per la rete fognaria si passa da 67 Km a 156. Sarebbe un dato interessante ma non si vede!! Permangono situazioni di ANTI-IGENICITA’ soprattutto in città, basta passare lungo il Lagora all’incrocio con via Fieschi per verificare la quantità di scarichi fognari che vi arrivano, oppure consigliamo una vista in passeggiata Morin per capire che ci stanno raccontando storie. Questa situazione diventa insopportabile soprattutto nei periodi estivi e non può essere giustificata dicendo i privati non si allacciano!!!!

I lavori li faccia il pubblico e si rifaccia sul privato con le bollette: è dal 1980 che è obbligatorio mettersi in regola. Il nostro mare è ormai una fogna a cielo aperto.

Per quanto sopra CONSIDERATO, che nella stessa relazione si evidenzia “inadeguatezza, squilibri e incompiutezze del PUC 2003 rispetto agli obiettivi, tale da richiedere un ripensamento con una più mirata attenzione alle problematiche sociali e ambientali, la necessità da una parte, di un’apertura del piano al metodo partecipativo, all’ascolto e al coinvolgimento della cittadinanza, e dall’altra alle tematiche ambientali ed ecologiche (entrambi totalmente assenti nel precedente PUC)“,

chiediamo che tale metodologia, così come declinata nella relazione di “verifica” non si limiti ad aspetti marginali del territorio (colline, sentieri, rete escursionistica, fortificazioni), ma sia rigorosamente applicata nelle scelte strategiche del Piano, quelle che davvero interessano i cittadini e delle quali ne sono direttamente o indirettamente coinvolti.

chiediamo che tale metodologia (partecipativa/ambientale) sia applicata in primis sulle grandi aree di trasformazione urbana per il ruolo strategico che hanno e le conseguenti ricadute sui cittadini -ci riferiamo è evidente al Primo Bacino Portuale (Waterfront) all’Area Ex-IP- alla individuazione delle aree dei distretti a destinazione produttiva e per servizi, all’assetto infrastrutturale relativo alla grande viabilità,

chiediamo che i cinque punti da voi citati come metodologia insieme alle metodologie partecipativecostituiscano la GRIGLIA SU CUI VAGLIARE RIGOROSAMENTE E RIVEDERE TUTTE LE TEMATICHE SU CUI SI BASERA’ IL NUOVOM PUC, con riferimento particolare a: 1) Limitazione del consumo di suolo e riqualificazione urbana; 2) Infrastrutture dei trasporti e mobilità sostenibile; 3) Strategia europea in materia di clima ed energia (meno 20% delle emissioni di gas a effetto serra, più 20% di efficienza energetica, almeno il 20% dei consumi di energia da fonti rinnovabili).

 

Edmondo Bucchioni, 

consigliere comunale Rifondazione Comunista La Spezia

Bucchioni e Vergassola: “Il consiglio comunale spezzino non contrasta i licenziamenti degli insegnanti, inaccettabile”

30 maggio 2014, by  
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Finalmente Rifondazione ha avuto modo, dopo mesi, di presentare la sua mozione sui tagli dei posti dei lavoratori della scuola operati dalla riforma Gelmini.

Una sentenza del Tar del Lazio confermata dal Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di centinaia di migliaia di lavoratori della scuola licenziati di fatto dalla riforma Gelmini, che ha agito senza interpellare la conferenza Stato-Regioni, passaggio obbligatorio, e interrogandola solo dopo aver approvato il decreto (e andando comunque avanti benchè avesse ricevuto parere negativo: una presa in giro doppia, come doppia fu l’illegittimitá).

Nella mozione di Rifondazione si chiedeva un atto politico al Comune: costituirsi parte civile in quella vicenda, come molti comuni già hanno fatto.

Edmondo Bucchioni, consigliere comunale Prc, ha spiegato le ragioni della mozione, sottolineandone l’importanza in un momento tanto difficile per la scuola e l’istruzione pubbliche : “Andiamo a creare i presupposti dell’ignoranza continuando a tagliare risorse e posti di lavoro” ha detto, evidenziando come a livello nazionale il Pd abbia invece aderito all’iniziativa: “siamo sconcertati dalla decisione del Pd che ha fatto un odg inconsistente nel contenuto: ciò che vi è scritto è un’assurditá. Quello che è accaduto è molto grave, il Pd si assume la responsabilitá di un fatto incredibile”.

Filippo Vergassola, responsabile provinciale scuola e università del Prc commenta: “Il Pd ci ha chiesto di ritirare la mozione per approfondire in commissione, ma non c’era nulla da approfondire. Abbiamo deciso di andare avanti e loro hanno fatto a quel punto un odg copiando il nostro testo e cambiando il dispositivo finale: chiedono di sollecitare la Regione Liguria, peccato che la Regione sia l’ente leso, avendo la Gelmini saltato il passaggio della conferenza Stato-Regioni, pazzesco. La forza dei numeri in consiglio, non certo la forza della logica, ha fatto approvare il loro odg e respingere la nostra mozione. Vorrei ringraziare i consiglieri del Movimento 5 Stelle Mirenda, Bertagna, Colombini e Iannello, il consigliere Guerri, il consigliere Sommovigo, il consigliere Masia e il consigliere Corsini per averci sostenuto. Sulla maggioranza meglio stendere un velo pietoso”.

 

Edmondo Bucchioni,

capogruppo prc in consiglio comunale la Spezia

 

Filippo Vergassola

Responsabile provinciale Scuola e Università Prc La Sepzia

 

La soddisfazione per la lista Tsipras, Ricciardi: “Adesso occorre che la sinistra si unisca”

27 maggio 2014, by  
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La soddisfazione per la lista Tsipras, Ricciardi: Adesso occorre che la sinistra si unisca

Prima la tensione, lunghissima. Poi, i sorrisi e gli abbracci. La nottata elettorale al point della lista “L’altra Europa con Tsipras” è stata lunga, sino oltre le 6 di questa mattina.
“Sapevamo che i primi exit poll e le prime proiezioni che ci davano al 4,5 per cento non tenevano conto di molte sezioni del Sud, dove avremo avuto difficoltà. Così – spiega, Jacopo Ricciardi, portavoce provinciale della lista di sinistraabbiamo atteso sino alla certezza matematica”. Una sicurezza che è arrivata solamente all’alba e che ha fatto tremare i polsi sino all’ultimo, visto che il risultato finale della lista è stato del 4,03 per cento.
“Abbiamo rischiato l’infarto, la tensione si tagliava con il coltello, poi finalmente è esploso l’entusiasmo. Dopo un mese in cui non abbiamo mai mollato – prosegue Ricciardi – insieme a tanti volontari e senza nemmeno un soldo pubblico, siamo stati ripagati, anche grazie all’ottimo risultato del candidato locale Stefano Sarti, che ha visto premiati i suoi trent’anni di battaglie”.
E a proposito della perfomance di Sarti, viene spontaneo chiedere quale sia il giudizio sul dato locale che si discosta molto dalla somma di Sel e Rifondazione alle ultime Amministrative, ma si avvicina a quella delle ultime Politiche.
“Siamo soddisfatti, abbiamo raccolto una parte del voto utile anti-Grillo, mentre altri sono andati al Pd, a mio avviso. Ma si fronte alla campagna elettorale impostata dal candidato locale del Pd, è stato come lottare contro i mulini a vento. Ma abbiamo resistito bene: la sinistra dimostra di esserci anche nella provincia spezzina. Se ne tenga conto e si capisca che ora occorre una sinistra che si unisca e superi le divisioni”.
Sugli esiti sorprendenti del voto Ricciardi non nasconde la meraviglia.
“Siamo rimasti di sasso nel vedere il risultati. Quella del Pd è in realtà una netta vittoria di Renzi, mentre il Movimento 5 stelle, nonostante che il 20 per cento sia un ottimo risultato, non ha rispettato le attese ed è arrivato ben lontano dal #vinciamonoi. Forse un po’ del voto di protesta che aveva accumulato nel 2013 è ritornato a sinistra. Voglio ringraziare tutti i militanti, i volontari dei seggi e chiunque ci abbia aiutato. Per la prima volta abbiamo creato nella sinistra un gruppo armonico e giovane, e sono certo che la nostra esperienza andrà ben oltre”.
da www.cittadellaspezia.it

Moni Ovadia alla Spezia: “Tsipras è il buonsenso, gli altri dicono cose da pazzi”

 

Non siederà sulle poltrone di Bruxelles, come ha annunciato da tempo insieme a Barbara Spinelli e Adriano Prosperi, altri due nomi di spicco del panorama intellettuale italiano. Ma Moni Ovadia, attore, drammaturgo e tanto altro, non si risparmia certo nel sostenere la lista “L’altra Europa con Tsipras”‘. L’identità di pensiero con la sinistra è nota, la capacità oratoria è un marchio di fabbrica, sorprende la semplicità con la quale si destreggia in argomenti complessi come le politiche economiche degli Stati e dell’Unione europea. “Sono laureato in politica economica”, svela nel corso dell’incontro con la stampa che si è svolto questa mattina negli spazi del Distrò, locale di Via Marsala. Il primo pensiero dell’incontro, espresso da Jacopo Ricciardi, va alla famiglia di Federico Aldrovandi, verso la quale viene espressa solidarietà per gli applausi tributati ai poliziotti condannati per la morte del ragazzo.

Quindi la parola passa a Ovadia che spiega le ragioni della sua decisione di candidarsi in appoggio alla lista Tsipras: “Siamo di fronte a un orizzonte aperto per l’Europa. Purtroppo i nostri media l’hanno fatto diventare una burletta, con Berlusconi che ripete sempre lo stesso meccanismo: offende i giudici, rilascia dichiarazioni vergognose e si lascia andare a buffonate prevedibili. E intanto le televisioni e i giornali ne parlano, ne parlano, ne parlano. Ma i temi veri dell’Europa sono gravi, importanti. Se possiamo fare qualcosa di buono oggi, è in Europa, l’Italia è troppo compromessa. Per questo aderisco alla lista, non voglio fare carriera politica, sono un attivista e non ho mai avuto una tessera di partito”.

Perché proprio ora Moni Ovadia abbia deciso di scendere in campo appoggiando l’elezioni di Alexis Tsipras e dei candidati italiani è presto detto. “In questo momento è comparsa una novità enorme: un gruppo di sinistra è divenuto il partito di maggioranza relativa in Grecia e probabilmente vincerà le prossime elezioni. E’ un fatto che non si verificava dai tempi di Berlinguer. I greci, devastati dalle porcherie ideologiche della Troika, si fidano di un progetto di sinistra”. Secondo l’attore, infatti, la sinistra può governare. “Non quella che si avvita sul suo ombelico, quella dei nostalgici. Così non si va da nessuna parte. Abbiamo un passato, ma dobbiamo guardare al futuro”. A questo punto sorge spontanea la domanda sulla sinistra italiana e sull’eventualità che l’appoggio unitario delle forze politiche di area alla candidatura di Tsipras non possa essere prodromo di un’unificazione tra Sel, Rifondazione comunista e Comunisti italiani.

“Mi sono candidato per l’Europa, ma se in Italia qualcuno vorrà fare qualcosa, io sarò disponibile. Ma sarà necessario che queste formazioni politiche – risponde Ovadia – facciano non uno, ma cinquanta passi indietro per fare un’unica formazione. Che si presentino parlando del presente e del futuro, trovando un nuovo linguaggio. Non è più possibile pensare ad alleanze con il centrosinistra. In Europa ci sono possibilità di collaborazione in alcuni Paesi, ma le alleanze sono possibili solo se i socialdemocratici riconoscono alcuni punti, se vengono dalla nostra parte”. Nel tracciare un quadro del panorama politico nazionale e continentale, Ovadia parte da una considerazione rivolta agli organi di stampa e di comunicazione.

“Siamo soli, nessuno parla di noi. A me personalmente hanno cancellato tre spettacoli per rispettare la par condicio, mentre Renzi e Berlusconi sono costantemente in televisione. A Marescotti hanno tagliato la parte nello sceneggiato… Non sono mai stato invitati a partecipare a nessun talk, tranne a ‘Che tempo che fa…’. Ma lo hanno fatto nei giorni precedenti la Giornata della memoria, quando è facilmente immaginabile che la mia agenda è stracolma di impegni. Ma almeno potranno dire di avermi invitato. L’immagine che si vuole dare di noi è distorta. La sinistra le ha sbagliate tutte, d’accordo, ma ora dobbiamo lavorare per portare la vera democrazia in Europa. Sono tornati in auge gruppi neofascisti in Ungheria e in Francia. Ovunque ottengono consenso le forze populiste, in cui è impropriamente inserito il Movimento 5 stelle: è movimento complesso, da guardare con attenzione e rispetto. E al centro c’è il grande partito unico con l’ala di destra e sinistra: nei fatti Popolari e Socialdemocratici sono la stessa cosa. E più questo ‘partitone’ andrà avanti con le scelte scellerate della Troika, più si darà forza alle destre e ai populisti”.
I socialdemocratici – prosegue – hanno perso l’anima. Don Gallo, che mi manca immensamente, diceva: ‘Ci sono cattolici così cattolici che si sono dimenticato si essere cristiani’. Schulz è così progressista che si è dimenticato di essere socialdemocratico. Vorrei sapere qual è l’identità del nostro Partito democratico. Tra il programma di Cuperlo e quello di Renzi c’è l’oceano di mezzo. Mentre Civati continua a dire che è un partito che non ha senso di esistere. Ma rimane lì. Il Pd non è mai nato come partito, è un raggruppamento di forze che stanno insieme per gestire la politica. Noi siamo il buonsenso, quelli che hanno la testa sulle spalle. Gli altri dicono cose da pazzi. Mi vergogno quasi di essere così ragionevole, sono sempre stato dalla parte dei ribelli. Renzi in realtà non è pazzo, ma un bugiardo patentato. Signori, aprite gli occhi! Ma vi rendete conto di che cosa parlano i nostri politici? Per incrementare il lavoro hanno detto che occorreva più flessibilità e il risultato è stato la disoccupazione. Conosco imprenditori che assumono da sempre a tempo indeterminato, che hanno attenzione al sociale. Tra questi, in Italia, c’è Ferrero. Chi disloca all’estero lo fa perché vuole guadagnare di più, non perché non guadagna. Non si interessano delle condizioni dei lavoratori. Questo è un covo in cui la gente non ha ossigeno. Con a lista Tsipras vogliamo evitare tutto questo”.

Insieme a Ovadia, al Distrò erano presenti Luigi Fiori, il comandante partigiano ‘Fra Diavolo’, Eva Di Palma del coordinamento provinciale “La Spezia per Tsipras” e il candidato spezzino Stefano Sarti.
“Occorre un cambiamento radicale della politica europea. Oltre al lavoro, tema che ha giustamente affrontato Moni, l’ambiente è la questione fondamentale. Anche per l’occupazione: ci sono professioni ambientali che potranno essere messe in campo. Supereremo il 4 per cento, senza dubbio, e proporremo linee di sviluppo delle rinnovabili energie (che producono molti più posti di lavoro), la riduzione dei combustibili fossili e del nucleare e un piano per la tutela del territorio. Se dovrò affrontare le questioni ambientali con Franco Bonanini? Su alcune tematiche ci può essere convergenza con chiunque. Ma devo aggiungere che nella sua posizione non mi sarei candidato con Forza Italia”.

da www.cittadellaspezia.it

Otto nuovi filobus, poi torneranno anche i vecchi. Battesimo un po’ turbolento

15 marzo 2014, by  
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Quattro gli esemplari dati in fiero pasto a stampa, curiosi, autorità e scolaresche. Altrettanti quelli tenuti ai box, per un totale di otto mezzi che entreranno in servizio sulle linee 1 e 3 dal 20 marzo. Filobus realizzati da un’azienda polacca, lunghi 12 metri, in grado di ospitare 85 persone e dotati di un motorino ausiliario diesel. Investimento complessivo: circa 5.5 milioni di euro, un terzo a carico di Atc, il resto fondi regionali. I filobus tornano alla Spezia, dove sono una tradizione centenaria, dopo circa un anno e mezzo di digiuno, durante il quale è stata curata e mantenuta la filovia (scambi, sottostazioni ecc.) che, complici l’allungamento dal Canaletto a Fossamastra e sull’asse Migliarina-Felettino, porterà la rete a un’estensione di 30 Km. I 14 filobus attivi in precedenza ora riposano al deposito di Mazzetta, spodestati da quello del Canaletto, dove il progetto biblioteca ha suscitato qualche malumore tra addetti ai lavori e appassionati, che con buone ragioni avrebbero preferito vedervi sorgere un museo dei trasporti.

Ma attenzione: la vecchia guardia tornerà in servizio quando il cantiere di piazza Verdi sarà concluso – non avendo motore ausiliario come i nuovi arrivati, non possono aggirare certe spinose situazioni – andrà a unirsi agli otto Solaris, per un totale di 22 veicoli, fiore all’occhiello green del parco Atc, che conta in tutto circa 150 unità. “Finalmente i filobus. – ha detto Renato Goretta, fresco presidente e Ad di Atc Esercizio – È un momento particolare, i tagli alle risorse in questo settore sono stati importanti. Occorre evitare ulteriori contrazioni e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico. I Solaris sono un primo passo in questa direzione: confortevoli, sicuri e soprattutto poco inquinanti“.

Tuttavia, ieri non son state tutte rose e fiori. Movimento 5 Stelle, Cobas e Rifondazione si sono fatti sentire parlando di “passerella” e “foglia di fico ambientale”. Al grido di “Meno poltrone, più corriere”, i manifestanti hanno puntato il dito contro le nomine del gruppo Atc (Goretta stesso e il presidente Atc spa Flavio Cavallini), gli stipendi d’oro e l’agenzia regionale del Tpl. I contestatori hanno espresso dubbi anche sui mezzi: “Con il motorino diesel attaccato, potrebbero non funzionare riscaldamento e condizionatore. Consumeranno tantissimo, e saranno lenti”. Secca la replica di Goretta. “Abbiamo ridotto costi e poltrone. È una protesta strumentale e confusa”.

da www.gazzettadellaspezia.it

Prc di Castelnuovo e Ortonovo: “Al via da oggi “Liberafesta” al teatro-tenda di Colombiera. Alle 18 confronto sul comune di Luni con tutte le forze politiche”

5 settembre 2013, by  
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Al via da oggi pomeriggio, al teatro-tenta di Colombiera, Liberafesta 2013, la festa di Rifondazione Comunista organizzata dai circoli Prc di Castelnuovo e Ortonovo che si terrà dal 6 all’8 settembre.

Tre giorni di politica, musica e buona cucina che cominceranno questo pomerigio alle 18 col dibattito pubblico “Comune unico, molteplici idee: la posizione delle forze politiche” alla presenza dei rappresentanti delle forze politiche di Castelnuovo e Ortonovo per conoscere le rispettive posizioni rispetto al progetto del comune di Luni.

Saranno presenti i segretari e rappresentanti politici castelnovesi e ortonovesi di Rifondazione Comunista, Partito Democratico, Partito dei Comunisti Italiani, Partito Socialista, Sinistra Ecologia Libertà e Movimento 5 Stelle.

In questa fase di avvicinamento al referendum consultivo vogliamo proporre un’occasione alle varie forze politche di incontrarsi con la popolazione e confrontarsi faccia a faccia rispetto alle proprie idee e posizioni sul progetto.
Le cucine saranno aperte dalle 19.30, con apertura a pranzo domenica a partire dalle 12.

Stasera si terrà l’esibizione della scuola di ballo Giuly Dance, mentre sabato e domenica si balla con Black Jeans e Luna Folk. In caso di pioggia la festa si terrà nello spazio coperto del tendone.

Infine domenica 8 settembre alle 18, in memoria del ’70° anniversario dell’inizio della Resistenza, si terrà il dibattito “L-otto di Settembre, attualità di Resistenza e Costituzione per un rilancio della Sinistra”. Un momento molto importante per dicutere di antifascismo e difesa della Costituzione, temi quanto mai attuali, in Italia come nella provincia della Spezia, visti i recenti fatti di cronaca.

Rifondazione Comunista
circoli di Castelnuovo Magra e di Ortonovo

Sfregio neonazista alla sede di Rifondazione: la solidarietà dal mondo politico e sindacale

7 agosto 2013, by  
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Tanti gli attestati di solidarietà dal mondo politico e del lavoro in seguito allo sfregio neonazista alla sede di Rifondazione di via Lunigiana alla Spezia.

Una vile aggressione quella che è avvenuta la scorsa notte nei confronti della sede di Rifondazione Comunista. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al gruppo dirigente, agli iscritti e simpatizzanti, che siamo certi non si faranno intimidire”. Così in una nota la Camera del Lavoro della Spezia commenta l’episodio delle scritte naziste apparse sui muri della sede di Via Lunigiana. Un fatto grave e inquietante -continua il comunicato- “avvenuto contro una forza politica democratica, nella città di Exodus, in un territorio nel quale la Resistenza ha scritto pagine gloriose. Come Sindacato continueremo a mantenere alti i valori della Resistenza, dell’antifascismo e della Costituzione Repubblicana”.

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle della Spezia esprime solidarietà nei confronti del Partito della Rifondazione Comunista, del suo gruppo consiliare e degli iscritti e simpatizzanti che sono stati offesi da un gesto vigliacco e intimidatorio che offende tutta la città. “Nel constatare che la madre degli imbecilli è sempre incinta” -affermano Mirenda, Iannello, Colombini e Bertagna– “ci sentiamo vicini al gruppo consiliare di Rifondazione Comunista anche perché, a questo punto forse non a caso, siamo stati ultimamente oggetto di ‘presenze fasciste’ nei nostri social network estranee alla nostra cultura e che cercano di minare il rapporto tra gli attivisti”.

Appena appresa la notizia del vile atto ai danni della sede provinciale di Rifondazione Comunista della Spezia, il Responsabile Provinciale dell’Idv Antonio Parrillo ha inviato al Segretario Provinciale Massimo Lombardi un messaggio di solidarietà e di ferma condanna per le scritte offensive apparse sui muri della sede Provinciale di Rc : “Le svastiche con le quali sono stati imbrattati i muri della sede Provinciale ricordano a ciascuno di noi periodi terribili della storia del nostro Paese e che nulla hanno a che fare con la civiltà moderna e “democratica” basata sul rispetto del prossimo e delle sue idee. Idv sarà sempre attenta al rispetto dei valori costituzionali e repubblicani su cui si basa la nostra società ed impedirà che la memoria storica di questo paese venga dimenticata”.

Solidarietà anche da parte di Sel con il segretario provinciale Giulio Cavatorti: “Sinistra Ecologia Libertà esprime sostegno e solidarietà al Segretario e agli iscritti della Federazione spezzina di Rifondazione Comunista. Le scritte fasciste che hanno imbrattato i muri della loro sede cittadina richiamano alla memoria un periodo oscuro per l’Italia e per il mondo intero; oltre ad essere l’ennesimo, brutto episodio, di una lunga serie di atti vandalici, segnalano un clima di generale assopimento e perdita della memoria, di ignoranza degli ideali che sono alla base della nostra Costituzione, repubblicana e antifascista. Il futuro nasce dalla storia e dalla sua conoscenza, e non dalla rimozione del passato; è fondamentale l’impegno continuo a mantenere vivi i valori costituzionali, soprattutto fra le giovani generazioni”.

Anche Giacomo Conti, Presidente del gruppo regionale Federazione della Sinistra, è intervenuto sull’argomento: “Esprimo tutto il mio sostegno e la mia solidarietà al segretario e ai militanti della federazione spezzina di Rifondazione Comunista, dopo che la loro sede é stata imbrattata da scritte neonaziste. Si tratta di un preoccupante campanello d’allarme che non deve essere ignorato dalle forze democratiche e da tutti coloro si richiamano ai valori dell’antifascismo e della Resistenza. Oltre al Partito della Rifondazione Comunista, gli autori del raid vandalico hanno voluto colpire proprio quei valori. Quanto accaduto alla Spezia, purtroppo, non é un atto isolato ma si inserisce in un clima di regressione politica e culturale e di rigurgiti razzisti e reazionari che arrivano al punto di tentare di mettere in discussione la nostra Costituzione. Per questa ragione occorre rilanciare l’impegno in difesa della Costituzione repubblicana, come sottolineato anche nell’appello lanciato proprio ieri dal costituzionalista Stefano Rodotà e dal Segretario della Fiom Maurizio Landini“.

“Le scritte fasciste sul simbolo di Rifondazione e sui muri della Federazione del PRC della Spezia sono inaccettabili”. Lo scrive in una nota il responsabile organizzativo di Prc-Se Liguria Gian Luca Lombardi dopo quanto avvenuto ieri presso la sede spezzina dove ignoti hanno disegnato tre svastiche. “Vergognoso -prosegue Lombardi- “è imbrattare il simbolo della lotta operaia e di tutti i lavoratori uniti. Il segnale è quello di un degrado sociale ingigantito da una crisi morale e culturale che sta portando alla rovina un paese come l’Italia. Alle Compagne e ai Compagni della Federazione del PRC della Spezia va tutta la nostra solidarietà, ma soprattutto l’auspicio che da oggi il lavoro importante che il Segretario e tutta la Federazione Spezzina stanno portando avanti acceleri. C’è bisogno di unità, della Sinistra e dei Comunisti. Oggi antifascisti più di ieri”.

Firma per Stefano Rodotà presidente della Repubblica!

17 aprile 2013, by  
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Firma qui l’appello per Rodotà presidente:

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Il Partito Democratico è di fronte ad uno snodo cruciale. Della sua politica e, con ogni probabilità, della sua storia. Non serve ricorrere alla pungente (quanto efficace) ironia di Crozza per capire che le scelte di campo per l’elezione del presidente della Repubblica (e per il futuro governo) sono fra loro sideralmente lontane. L’una prefigura un compromesso bastardo del Pd con la destra, l’ennesima riesumazione “mesmeriana” di Berlusconi, la rotta verso un governo di centro-centrodestra che implicherà la prosecuzione di politiche antisociali di impronta liberista. L’altra comporta l’apertura di una fase certo inedita, ma appunto per questo aperta a sviluppi positivi, con la destra fuori dal terreno di gioco e con una potenziale modificazione di tutte le alleanze politiche.

Nei prossimi giorni, forse ore, si giocherà la partita decisiva.
Il M5S, una volta accertata la saggia rinuncia di Milena Gabanelli, si appresta a candidare Stefano Rodotà. Una proposta seria, autorevole, netta, anzi nettissima, nel solco dei valori fondanti della Costituzione. Se il Pd farà propria quella proposta e vi farà convergere i propri voti, tutta la politica, anche quella delle stagnanti atmosfere istituzionali, si metterà in moto. E sarà a quel punto più difficile per i 5Stelle sottrarsi ad un qualche coinvolgimento nella formazione del nuovo governo. Se invece la scelta cadrà su Giuliano Amato (o dintorni) l’implosione politica sarà assicurata e il basamento politico del governo, il suo “scopo”, come si dice oggi, non potrà che reiterare le politiche di austerity e la sudditanza dell’Italia al direttorio europeo e ai patti iugulatori che ne sono la quintessenza.

Dice un adagio popolare che, alla fine, “si cade sempre dalla parte dove si pende”, e la ragione non induce ad essere ottimisti circa l’orientamento che assumerà un Pd a forte trazione moderata. Nell’uno come nell’altro caso, la scelta non sarà indolore e costringerà il carrozzone democratico ad uscire dal guado.

Forse mai come ora sarebbe necessaria l’aggregazione di una sinistra anticapitalista, capace di riunire attorno ad un progetto di radicale alternativa sociale e di governo l’arcipelago di soggettività che sino ad ora non hanno trovato la forza, la volontà, l’intelligenza di rinunciare ad autoreferenziali primazie che si risolvono puntualmente in sterili baruffe identitarie, tutte nel perimetro di un bicchiere d’acqua. Per rivolgersi ad un popolo in larghissima parte colpito, ma spaesato, disilluso e privo di rappresentanza.

I comunisti, se capaci – una buona volta – di superare incrostazioni burocratiche, settarismi correntizi, vizi da piccolo ceto politico, possono dare a questo processo unitario un contributo essenziale.

Dino Greco

www.liberazione.it

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