Sfregio neonazista alla sede di Rifondazione: la solidarietà dal mondo politico e sindacale

7 agosto 2013, by  
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Tanti gli attestati di solidarietà dal mondo politico e del lavoro in seguito allo sfregio neonazista alla sede di Rifondazione di via Lunigiana alla Spezia.

Una vile aggressione quella che è avvenuta la scorsa notte nei confronti della sede di Rifondazione Comunista. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al gruppo dirigente, agli iscritti e simpatizzanti, che siamo certi non si faranno intimidire”. Così in una nota la Camera del Lavoro della Spezia commenta l’episodio delle scritte naziste apparse sui muri della sede di Via Lunigiana. Un fatto grave e inquietante -continua il comunicato- “avvenuto contro una forza politica democratica, nella città di Exodus, in un territorio nel quale la Resistenza ha scritto pagine gloriose. Come Sindacato continueremo a mantenere alti i valori della Resistenza, dell’antifascismo e della Costituzione Repubblicana”.

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle della Spezia esprime solidarietà nei confronti del Partito della Rifondazione Comunista, del suo gruppo consiliare e degli iscritti e simpatizzanti che sono stati offesi da un gesto vigliacco e intimidatorio che offende tutta la città. “Nel constatare che la madre degli imbecilli è sempre incinta” -affermano Mirenda, Iannello, Colombini e Bertagna– “ci sentiamo vicini al gruppo consiliare di Rifondazione Comunista anche perché, a questo punto forse non a caso, siamo stati ultimamente oggetto di ‘presenze fasciste’ nei nostri social network estranee alla nostra cultura e che cercano di minare il rapporto tra gli attivisti”.

Appena appresa la notizia del vile atto ai danni della sede provinciale di Rifondazione Comunista della Spezia, il Responsabile Provinciale dell’Idv Antonio Parrillo ha inviato al Segretario Provinciale Massimo Lombardi un messaggio di solidarietà e di ferma condanna per le scritte offensive apparse sui muri della sede Provinciale di Rc : “Le svastiche con le quali sono stati imbrattati i muri della sede Provinciale ricordano a ciascuno di noi periodi terribili della storia del nostro Paese e che nulla hanno a che fare con la civiltà moderna e “democratica” basata sul rispetto del prossimo e delle sue idee. Idv sarà sempre attenta al rispetto dei valori costituzionali e repubblicani su cui si basa la nostra società ed impedirà che la memoria storica di questo paese venga dimenticata”.

Solidarietà anche da parte di Sel con il segretario provinciale Giulio Cavatorti: “Sinistra Ecologia Libertà esprime sostegno e solidarietà al Segretario e agli iscritti della Federazione spezzina di Rifondazione Comunista. Le scritte fasciste che hanno imbrattato i muri della loro sede cittadina richiamano alla memoria un periodo oscuro per l’Italia e per il mondo intero; oltre ad essere l’ennesimo, brutto episodio, di una lunga serie di atti vandalici, segnalano un clima di generale assopimento e perdita della memoria, di ignoranza degli ideali che sono alla base della nostra Costituzione, repubblicana e antifascista. Il futuro nasce dalla storia e dalla sua conoscenza, e non dalla rimozione del passato; è fondamentale l’impegno continuo a mantenere vivi i valori costituzionali, soprattutto fra le giovani generazioni”.

Anche Giacomo Conti, Presidente del gruppo regionale Federazione della Sinistra, è intervenuto sull’argomento: “Esprimo tutto il mio sostegno e la mia solidarietà al segretario e ai militanti della federazione spezzina di Rifondazione Comunista, dopo che la loro sede é stata imbrattata da scritte neonaziste. Si tratta di un preoccupante campanello d’allarme che non deve essere ignorato dalle forze democratiche e da tutti coloro si richiamano ai valori dell’antifascismo e della Resistenza. Oltre al Partito della Rifondazione Comunista, gli autori del raid vandalico hanno voluto colpire proprio quei valori. Quanto accaduto alla Spezia, purtroppo, non é un atto isolato ma si inserisce in un clima di regressione politica e culturale e di rigurgiti razzisti e reazionari che arrivano al punto di tentare di mettere in discussione la nostra Costituzione. Per questa ragione occorre rilanciare l’impegno in difesa della Costituzione repubblicana, come sottolineato anche nell’appello lanciato proprio ieri dal costituzionalista Stefano Rodotà e dal Segretario della Fiom Maurizio Landini“.

“Le scritte fasciste sul simbolo di Rifondazione e sui muri della Federazione del PRC della Spezia sono inaccettabili”. Lo scrive in una nota il responsabile organizzativo di Prc-Se Liguria Gian Luca Lombardi dopo quanto avvenuto ieri presso la sede spezzina dove ignoti hanno disegnato tre svastiche. “Vergognoso -prosegue Lombardi- “è imbrattare il simbolo della lotta operaia e di tutti i lavoratori uniti. Il segnale è quello di un degrado sociale ingigantito da una crisi morale e culturale che sta portando alla rovina un paese come l’Italia. Alle Compagne e ai Compagni della Federazione del PRC della Spezia va tutta la nostra solidarietà, ma soprattutto l’auspicio che da oggi il lavoro importante che il Segretario e tutta la Federazione Spezzina stanno portando avanti acceleri. C’è bisogno di unità, della Sinistra e dei Comunisti. Oggi antifascisti più di ieri”.

Firma per Stefano Rodotà presidente della Repubblica!

17 aprile 2013, by  
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Firma qui l’appello per Rodotà presidente:

nobavaglio.it/rodotapresidente/

 

Il Partito Democratico è di fronte ad uno snodo cruciale. Della sua politica e, con ogni probabilità, della sua storia. Non serve ricorrere alla pungente (quanto efficace) ironia di Crozza per capire che le scelte di campo per l’elezione del presidente della Repubblica (e per il futuro governo) sono fra loro sideralmente lontane. L’una prefigura un compromesso bastardo del Pd con la destra, l’ennesima riesumazione “mesmeriana” di Berlusconi, la rotta verso un governo di centro-centrodestra che implicherà la prosecuzione di politiche antisociali di impronta liberista. L’altra comporta l’apertura di una fase certo inedita, ma appunto per questo aperta a sviluppi positivi, con la destra fuori dal terreno di gioco e con una potenziale modificazione di tutte le alleanze politiche.

Nei prossimi giorni, forse ore, si giocherà la partita decisiva.
Il M5S, una volta accertata la saggia rinuncia di Milena Gabanelli, si appresta a candidare Stefano Rodotà. Una proposta seria, autorevole, netta, anzi nettissima, nel solco dei valori fondanti della Costituzione. Se il Pd farà propria quella proposta e vi farà convergere i propri voti, tutta la politica, anche quella delle stagnanti atmosfere istituzionali, si metterà in moto. E sarà a quel punto più difficile per i 5Stelle sottrarsi ad un qualche coinvolgimento nella formazione del nuovo governo. Se invece la scelta cadrà su Giuliano Amato (o dintorni) l’implosione politica sarà assicurata e il basamento politico del governo, il suo “scopo”, come si dice oggi, non potrà che reiterare le politiche di austerity e la sudditanza dell’Italia al direttorio europeo e ai patti iugulatori che ne sono la quintessenza.

Dice un adagio popolare che, alla fine, “si cade sempre dalla parte dove si pende”, e la ragione non induce ad essere ottimisti circa l’orientamento che assumerà un Pd a forte trazione moderata. Nell’uno come nell’altro caso, la scelta non sarà indolore e costringerà il carrozzone democratico ad uscire dal guado.

Forse mai come ora sarebbe necessaria l’aggregazione di una sinistra anticapitalista, capace di riunire attorno ad un progetto di radicale alternativa sociale e di governo l’arcipelago di soggettività che sino ad ora non hanno trovato la forza, la volontà, l’intelligenza di rinunciare ad autoreferenziali primazie che si risolvono puntualmente in sterili baruffe identitarie, tutte nel perimetro di un bicchiere d’acqua. Per rivolgersi ad un popolo in larghissima parte colpito, ma spaesato, disilluso e privo di rappresentanza.

I comunisti, se capaci – una buona volta – di superare incrostazioni burocratiche, settarismi correntizi, vizi da piccolo ceto politico, possono dare a questo processo unitario un contributo essenziale.

Dino Greco

www.liberazione.it

Grande risultato politico sull’acqua pubblica dei consiglieri Fds Cossu e Sommovigo. Ma dov’è il resto della sinistra spezzina?

20 giugno 2012, by  
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L’avvocato Tortorelli fa polemiche ora. Come mai taceva quando era assessore?

Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra della Spezia plaudono al successo dell’ordine del giorno proposto dalla capogruppo Fds Simona Cossu riguardo il tema dell’acqua pubblica, rafforzato dal voto dei consiglieri del Movimento 5 Stelle e di Guerri.

Registriamo però, con grande delusione, i comportamenti di alcune forze sulla carta di sinistra (Sel e Idv), che alla prova dei fatti si sono sciolte come neve al sole alla prima votazione importante (dove peraltro si chiedeva semplicemente al sindaco Federici di venire a esporre in consiglio comunale le nuove idee esternate sulla stampa dell’assessore regionale Paita riguardo al possibile acquisto di Acam da parte dell’azienda privata Termomeccanica).

Siamo inoltre veramente colpiti dalle dichiarazioni dell’avvocato Tortorelli del comitato “Acqua bene comune”, circa l’esito dello stesso consiglio comunale.

Ci saremmo aspettati che venisse riconosciuto chi in quella istanza ha dimostrato la coerenza, al di là dell’appartenenza o meno a una maggioranza, del proprio percorso politico chiaro e ineludibile, dove la difesa dei beni comuni è stato faro di anni di battaglie politiche. 

Ci saremmo aspettati che l’atto politico dei consiglieri Cossu e Sommovigo, quindi di tutto il gruppo della Fds, fosse riconosciuto dall’intera sinistra spezzina per rilanciare con forza la battaglia sui beni comuni.

Ci saremmo quindi aspettati che si puntasse il dito sul chi in questa campagna elettorale ha brandito la difesa dell’acqua come un randello salvo poi ritirare ogni velleità al primo accenno di battaglia come i rappresentanti di Idv (Corsini) e Sel (Masia).

Ci saremmo aspettati che ci si accorgesse che tirare in ballo Termomeccanica in tema di Acam significa riaprire la partita sull’incenerimento dei rifiuti, con la provincia attualmente commissariata e senza alcun controllo politico.

Tutto ciò non è avvenuto, ma non ci meraviglia affatto. Tortorelli ha dimostrato in questi anni di condurre il comitato con le stesse modalità con cui ha fatto per due mandati l’assessore  a Vezzano (non eletto ma nominato dall’allora sindaco Ds Giannarelli). All’epoca il suo silenzio su cosa accadeva in Acam è stato a dir poco assordante, ma nonostante ciò l’avvocato Tortorelli tenta ancora di dare lezioni su Acam.

Il suo passato da amministratore silente squalifica tutto il movimento in difesa dell’acqua. Quando avrebbe potuto fare non ha fatto, quando avrebbe potuto dire non ha detto.

Ora almeno abbia il buon gusto di dire ciò che accade realmente senza entrare in polemichette pretestuose e letteralmente ridicole, visto il grado di ipocrisia e speciosità fin qui dimostrate.

Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra La Spezia

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