Aggregazione Acam-Iren, Prc La Spezia: “Acqua deve rimanere pubblica, subito una manifestazione di protesta in città”

25 febbraio 2017, by  
Archiviato in Ambiente, Partito, Primo piano

 

Rifondazione Comunista esprime forte contrarietà per la decisione dell’amministrazione comunale spezzina di “aggregare” la partecipata Acam con il colosso multiutility Iren. 

Riteniamo tale decisione contraria ai principi sanciti dal referendum del 2011 che obbliga la gestione pubblica del bene primario dell’acqua, senza alcuna possibilità di profitto. Difficile immaginare che ciò non avvenga, trattandosi di una società quotata in borsa, con parte dei capitali forniti da una banca come Intesa San Paolo, che quindi punterà esclusivamente ai propri interessi di cassa e non certo all’amministrazione del servizio nell’interesse dei cittadini.

Senza contare le ripercussioni sui lavoratori, che già hanno compiuto enormi sacrifici con i contratti di solidarietà e con i vari demansionamenti e che ora, nella speranza di non dover perdere il posto, sono costretti ad accettare tale situazione.

Il ricatto occupazionale dovuto alla giusta preoccupazione da parte dei sindacati deve far riflettere ancora una volta sulla vergognosa gestione degli ultimi dieci anni di Acam per la quale nessuno ha mai pagato se non i cittadini (in termini di disservizi e nelle bollette) e i lavoratori.

Chiediamo all’amministratore delegato Garavini (ben pagato con i soldi pubblici) a cosa sono servite le recenti cessioni dei rami di azienda più remunerativi (come il Gas) per arrivare lo stesso alla solita conclusione, ossia la privatizzazione dell’acqua.

Per questi motivi tutti i nostri consiglieri comunali voteranno contro questa soluzione e invitiamo tutte le forze attive e democratiche della provincia a una grande manifestazione di protesta in difesa dei beni comuni pubblici da lanciare nei prossimi giorni in città.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Aggregazione Iren-Acam, Canzio (Prc Levanto): “Voto contrario alla privatizzazione, tradisce il referendum e i lavoratori”

18 febbraio 2017, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

Lo scorso giovedì sera in consiglio comunale di Levanto Rifondazione Comunista, a differenza della maggioranza, ha votato contro il nuovo piano industriale di Acam che prevede l’aggregazione con il colosso Iren. A partire dal necessario distinguo che sento di rivendicare appartenendo ad una coalizione composta da differenti partiti e sensibilità, ritengo fondamentale allinearmi al mandato amministrativo per il quale siamo stati eletti, ma al contempo esprimere libertà di voto per pratiche riguardanti tematiche più generali.

Nel caso Acam Spa ritengo quanto segue:

1) il nuovo piano tradisce l’esito referendario del 2011, per il quale mi ero particolarmente spesa, che bocciava la privatizzazione dei servizi pubblici a rilevanza economica;

2) già nel 2013 era stato approvato un pesante piano di riassetto che prevedeva la cessione di due rami sani (gas e ambiente), la riduzione del costo lavoro(flessibilità e demansionamenti) prevedendo però il mantenimento pubblico al 100%;

3) ora ci raccontano che tutto è stato vano e bisogna aggregarsi con un soggetto più forte.

Ad oggi esiste una manifestazione di interessi da parte di Iren, colosso quotato in borsa e partecipato dalle banche. Dico NO perché accettare l’aggregazione significherebbe mettere i lavoratori alla mercè del mercato del lavoro (oggi dicono che verranno mantenuti, domani chi ci garantisce che non verranno trasferiti? I lavoratori non devono diventare pedine) e non avere più la governance da parte dei comuni. Dico NO perché non accetto che la politica abdichi al suo ruolo, delegando al mercato i suoi compiti.

Olivia Canzio,
consigliera comunale Rifondazione Comunista Levanto

Piombatura e distacco contatori delle acque: Bucchioni (Prc La Spezia) convoca la commissione comunale

13 luglio 2015, by  
Archiviato in Partito, Primo piano, Società

 

Il capogruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio Comunale, Edmondo Bucchioni, ha presentato al collega Marcello Delfino, Presidente della V Commissione, la richiesta di riunire urgentemente suddetta Commissione, audendo anche i vertici di Acam Acque. La richiesta nasce dalle segnalazioni, giunte a Bucchioni, di piombature e distacco di alcuni contatori con conseguente interruzione del servizio idrico, un servizio che andrebbe garantito a tutti, dal momento che l’acqua è un bene primario.

Di seguito il testo della richiesta:

Al Presidente della Commissione bilancio Marcello Delfino
 
Oggetto: piombatura e distacco contatori ad alcuni utenti da parte di ACAM ACQUE.
 
Si richiede la convocazione della 5 Commissione, oltre che i vertici di ACAM ACQUE per chiarire le modalità di interruzione del servizio idrico visto che è un bene primario che andrebbe garantito a TUTTI.
 
La Spezia 09/07/2015
 
 
Edmondo Bucchioni 
Consigliere Comunale Rifondazione Comunista

 

Elezioni provinciali, Lombardi: “No incondizionato a Federici. Si a una lista aperta per proteggere ambiente, acqua pubblica e lavoro”

13 settembre 2014, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

Smentisco categoricamente le indiscrezioni apparse sulla stampa di oggi che danno per certa la nostra alleanza nel centrosinistra alle elezioni provinciali, addirittura indicando possibili nostri candidati in appoggio a Massimo Federici.

Un’ipotesi poco probabile, per svariati motivi:

1) E’ difficile che Rifondazione faccia parte di una coalizione a senso unico, con un Pd che, grazie all’inconcepibile legge elettorale voluta da Renzi, sarà matematicamente, prima ancora di giocare, il padrone in della partita.

2) da oltre un mese lo stesso Pd spezzino parla esclusivamente di nomi e poltrone ma mai di contenuti politici e programmatici, quelli che riguardano la futura gestione del territorio provinciale e che dovrebbero stare al centro del dibattito.

3) Rifondazione non potrà in alcun modo sostenere la candidatura di Massimo Federici, che abbiamo pubblicamente sfiduciato più di due anni fa e contro il quale stiamo facendo opposizione senza sconti in consiglio comunale. Lo stesso Federici che ha negato da sempre il confronto su tutti i temi, che ha isolato ogni voce sgradita, come potrebbe ora pretendere il nostro appoggio??

Inoltre riteniamo profondamente ingiusta la strumentalizzazione di Veruschka Fedi, la nostra consigliera di Lerici, che un anno esatto fa è stata incredibilmente estromessa dalla giunta del sindaco Caluri, senza alcuna spiegazione plausibile.

Verusckha è una combattente, una delle nostre migliori compagne, e non accettiamo che il suo nome venga dato in pasto senza alcun motivo, se non per il gusto di bruciarla.

Noi lanciamo un appello oltre ogni steccato di partito a tutte quelle forze e a quei singoli consiglieri interessati a discutere dei tre temi fondamentali per il nostro territorio: difesa del lavoro, difesa dell’acqua pubblica, difesa del suolo e dell’ambiente, contro la cementificazione selvaggia, la privatizzazione dell’acqua e la perdita dei dirittti dei lavoratori. Su tali tematiche siamo pronti ad ascoltare in un confronto aperto, a partire dalla Val di Vara fino alle altre zone della provincia spezzina.
A mio avviso il segno di speranza e riscossa ottenuto dalla Sinistra alle elezioni europee lo scorso 25 maggio con la lista Tsipras deve essere un’indicazione importante per il futuro. C’è una consistente parte di cittadini, quella che contro tutti i pronostici ha permesso di superare lo sbarramento del 4% eleggendo tre parlamentari europei dopo anni di sconfitte elettorali, che non può essere immediatamente delusa. La gente non capirebbe, e ne avrebbe piena ragione. Per questo stiamo lavorando, come già pubblicamente annunciato, ad una lista alternativa. La strada è dura, “grazie” alla legge Del Rio, ma noi ci proveremo fino all’ultimo.

Massimo Lombardi,
segretario provinciale Prc La Spezia

“Grande successo dell’iniziativa di martedì su Acam. Con i lavoratori e i cittadini verso un nuovo modello di società”

10 dicembre 2012, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Lavoro, Partito, Primo piano

 

Il successo dell’iniziativa di martedì scorso al centro “Allende” della Spezia, organizzata da Rifondazione Comunista riguardo al caso Acam, deve aver dato fastidio a molti in città. La presenza massiccia dei lavoratori, giunti ad ascoltare le nostre proposte e le nostre azioni concrete, la dice lunga sul grado di attenzione e insoddisfazione dei principali protagonisti dell’azienda, gli stessi lavoratori e i cittadini. Un confronto a cui sono risultati assenti tutti i rappresentanti delle istituzioni locali, ma anche degli altre forze politiche spezzine.

Rifondazione intende ribadire le giuste fondamenta del proprio percorso politico che l’ha contraddistinta in questo quadrienno, dove la crisi Acam è esplosa fino a raggiungere in questi mesi il suo picco massimo di gravità. Lo ha ricordato il resp. Ambiente del partito, William Domenichinino all’incenerimento dei rifiuti, il si a rifiuti zero, il no alla privatizzazione dell’acqua, si al modello di Napoli acqua bene comune, il no perentorio alla cessione di Acam Gas si al polo dell’energie rinnovabili. Tutti elementi fondamentali per la difesa della territorialità dell’azienda e per la difesa assoluta dei lavoratori, letteralmente ricattati da un referendum “in stile Marchionne”, e realmente sostenuti in questi anni quasi esclusivamente dal nostro partito, che in questi anni infatti, soli contro tutti, ha chiesto un nuovo modello di società e di azienda, rigorosamente pubblica e trasparente.

Quello che la consigliera comunale Simona Cossu ha chiesto, ossia la ricapitalizzazione da parte dei comuni che hanno usato Acam con contratti in perdita, ancora da quantificare ma pare piuttosto ingente, e la trasparenza istituzionale che è mancata e che manca tuttora, con un gravissimo vulnus di Democrazia, lo chiederemo in tutte le sedi e in tutti i comuni della provincia.

Un altro punto sostanziale che vogliamo rimarcare è l’azione, che è insieme legale e politica, dell’esposto alla magistratura dell’avvocato Massimo Lombardi, segretario provinciale Prc, per i derivati sottoscritti da Acam con la banca Bnp Paribas, che hanno contribuito notevolmente al dissesto finanziario dell’azienda. Chi definisce questo atto poco utile mente sapendo di mentire. Ci sono importanti elementi e precedenti giudiziari che ci fanno guardare con ottimismo alla giustizia che, se dovesse compiersi, porterebbe certamente un rimborso economico all’azienda. Nessuno ha invece sottolineato il coraggio di esporsi contro una banca, questi enti intoccabili a cui non si chiede conto delle proprie responsabilità, scaricandole sulla collettività. E’ l’ora di dire basta agli abusi, basta speculazioni sulla pelle dei cittadini. Si può e si deve cambaire: c’è bisogno di giustizia, sociale e giuridica, alla Spezia come nel resto del Paese.

 

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Solidarietà ai lavoratori Acam in sciopero: servono progetti, non svendite!

31 luglio 2012, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Lavoro, Partito, Primo piano

Rifondazione Comunista La Spezia esprime solidarietà ai lavoratori del Gruppo ACAM in sciopero oggi in difesa dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori.

Rifondazione non condivide lo smembramento del Gruppo ACAM e in particolare manifesta la propria contrarietà alla vendita totale di ACAMGas ed all’ingresso di un socio privato in ACAM Ambiente. Vendere totalmente il settore del gas significa, per i comuni spezzini, rinunciare a un gioiello societario che ogni anno è in grado di distribuire sul territorio oltre 8 milioni di euro in termini di risorse ai comuni e di investimenti.

Ricordiamo che, grazie ad ACAM Gas, ogni anno vengono realizzati importanti investimenti sul territorio che consentono di dare lavoro a ditte del territorio stesso.

Si tenga presente, inoltre, che in ACAM Gas lavorano molti dipendenti rispetto ai quali non vi è alcuna certezza nel futuro in caso di vendita: né per quanto concerne la tenuta dei livelli occupazionali, né per quanto concerne i loro diritti (contratto, organizzazione del lavoro ecc.).

La vendita del gas non è certo quanti milioni porterà, sicuramente molti meno rispetto a quelli che vengono sbandierati: sicuramente l’incasso non sarà sufficiente a ripagare il debito e altrettanto sicuramente questa società, una volta venduta, perderà ogni legame sociale col territorio spezzino.

Gli stessi ragionamenti valgono per ACAM Ambiente.

Anche in questo caso la privatizzazione finirebbe per snaturare le finalità di ACAM Ambiente ed i primi a risentirne sarebbero sicuramente i lavoratori con il rischio di riduzioni occupazionali, peggioramento dei trattamenti contrattuali ecc.

Il problema di ACAM Ambiente e del suo disavanzo non è risolvibile con la privatizzazione, ma con la chiusura del ciclo rifiuti sul territorio spezzino per il quale basterebbe rispettare il piano provinciale dei rifiuti attualmente in vigore e traguardare le migliori strategie di gestione che valorizzino le materie seconde e nuovi settori di investimento (riuso, riparazione, ecc.).

Questo riporterebbe i conti in ordine senza obbligo di svendite ai privati.

Per l’intero Gruppo ACAM

serve un Piano Industriale serio

cosa che noi chiediamo da anni, che assegni ad ogni settore obiettivi di prospettiva industriale per l’azienda e che difenda fino in fondo i livelli occupazionali. Per questo i Comuni non devono più “usare” la loro azienda, ma devono valorizzarla anche attraverso adeguate risorse economiche.

ACAM è BENE COMUNE

In questi anni ne abbiamo sentite di tutti i colori: da colossi privati con soci con sedi legali alle Isole Cayman, a partenariati con presunti imprenditori locali, passando per piani industriali fantasma.

Sosteniamo con forza lo sciopero dei lavoratorie delle lavoratrici di ACAM e rilanciamo poche cose, ma chiare, ragionevoli ed imprescindibili per la salvezza della più importante azienda del territorio.

CONTROogni speculazionepolitica, l’ipotesi spacchettamento del gruppo, la svendita di ACAM Gas e Clienti e il ricatto degli istituti di credito.

PERla tutela di tutti i lavoratori e un piano industriale che costituisca una municipalizzata che rispetti il risultato referendario del 12 e13 giugno 2011, che rispetti ed attui il Piano provinciale dei Rifiuti e che adotti la strategia Rifiuti Zero.

PERun investimento serio e lungimirante sul settore energetico con lo sviluppo di fonti rinnovabili, che utilizzi le competenze del gruppo per affrontare la questione del dissesto idrogeologico.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Prc/Fds La Spezia: “Non c’è alternativa all’acqua pubblica, noi ne siamo la garanzia”

5 aprile 2012, by  
Archiviato in Ambiente, Primo piano

Le linee guida del nuovo piano industriale di ACAM esposte dalla dirigenza aziendale in sede di commissione consiliare alla Spezia lasciano non pochi dubbi e perplessità in funzione del programma elettorale sottoscritto dal centrosinistra e che grazie al nostro contributo vede tra i punti cardine l’attuazione del risultato referendario sull’acqua.

La perplessità nasse dal fatto che fondere in un unico soggetto i lavoratori e i debiti della Holding, di Integra e di Acque pone le basi di insostenibilità dell’azienda, mettendo in serio pericolo la pubblicità del servizio idrico e la tutela dei lavoratori stessi. Rifondazione Comunista/FdS continuerà a sostenere la necessità di costituire una società municipalizzata ad hoc per la gestione dell’acqua spezzina, che si faccia carico dei debiti degli investimenti infrastrutturali e dei lavoratori che ad oggi forniscono i servizi ad essa connessi.

Fino ad oggi abbiamo orgogliosamente rivendicato il ruolo di Rifondazione Comunista/FdS nell’impedire la privatizzazione dell’acqua spezzina all’interno di un percorso tutt’altro che semplice, forti dello straordinario risultato del referendum del 12/13 giugno 2011, riuscendo a far coincidere i diritti dei lavoratori dell’azienda e quelli dei cittadini. Vanno apprezzati gli sforzi dell’azienda nella razionalizzazione e nel taglio degli sprechi, tuttavia la decisione sul destino del servizio idrico spezzino è tutta politica.

Attendiamo di visionare i documenti che ad oggi sono stati esposti solo nella modalità di linee guida, ma ora più che mai è evidente che l’unica garanzia di una visione politica chiara e coerente è la nostra: giù le mani dall’acqua pubblica e nessun lavoratore pagherà le scelte folli del passato. Questo è il nostro impegno da sempre e per il futuro. Il resto è solo demagogia.

Segreteria prov.le Rifondazione Comunista/FdS La Spezia

Rifondazione Comunista: “La nuova Spezia è nel manifesto di Napoli, per i Beni comuni”

23 febbraio 2012, by  
Archiviato in Ambiente, Dall'Italia, Primo piano

 

La spina dorsale del centrosinistra che vogliamo governi per i prossimi 5 anni la città della Spezia è già in cantiere, un cantiere senza cemento ma di idee, quelle che sono state costruite a Napoli, durante il Forum dei comuni per i Beni Comuni“. Così esordisce la nota di Rifondazione Comunista, in merito al prossimo impegno elettorale spezzino.

Il comune della Spezia – dichiara William Domenichini, responsabile Beni comuni e Ambiente del Prc spezzino – grazie al lavoro dell’assessora alla Partecipazione Simona Cossu, ha deliberato l’adesione al Forum svoltosi a Napoli il 28 gennaio, sulla base del riconoscimento dei valori sui quali l’iniziativa della giunta De Magistris si proponeva di lavorare. A Napoli oltre 1500 cittadini (amministratori, militanti politici, di movimenti, associazioni, partiti, ecc.) hanno partecipato attivamente ai lavori di 4 tavoli tematici (Ambiente, Lavoro, Democrazia, Enti locali), senza discutere cibi precotti ma contribuendo a costruire una piattaforma politica e culturale che sono diventati i 17 punti del Manifesto di Napoli“.

Attuazione dei referendum del 12/13 giugno – continua Domenichini – denuncia dell’insostenibile del Patto di Stabilità, promozione della Carta Europea dei Beni Comuni, riconoscimento del lavoro come bene comune e sostegno alle iniziative della FIOM, impedire la richiesta e/o l’autorizzazione dell’utilizzo della forza pubblica al fine di risolvere vertenze sui beni comuni, boicottare il federalismo demaniale, costruire percorsi di democrazia partecipativa, favorire processi di riconversione ecologica dei sistemi economici locali, istituire la “cittadinanza municipale” e digitale riconoscendo pieni diritti civili ai migranti, fino alla modifica degli Statuti comunali inserendovi la nozione giuridica di beni comuni.

Si tratta – conclude il segretario provinciale, Massimo Lombardidella naturale prosecuzione del nostro sforzo nella giunta Federici che, grazie a Rifondazione, ha già partecipato a costruire questo manifesto, un orizzonte di lavoro ampio e condiviso. La piattaforma di Napoli è un bene comune della Sinistra che ci aiuterà a costruire grandi orizzonti, che alla Spezia significano in primis una società idrica municipalizzata, alla quale auspichiamo si arrivi al più presto. Oggi più che mai ogni attore della vertenza Acam è chiamato a dare il proprio contributo, quello di Rifondazione è nei fatti dimostrato dalla fattibilità economica e finanziaria della pubblicizzazione del servizio idrico.

Rifondazione Comunista/Fds La Spezia

Domenichini: “Ai Senatori della Repubblica diciamo: giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!”

17 febbraio 2012, by  
Archiviato in Ambiente, Dall'Italia, Primo piano

 

Negli emendamenti al decreto privatizzazioni, ora al vaglio della commissione Industria del Senato, si nasconde il tentativo di riproporre, ancora una volta, la svendita dell’acqua, ora con l’articolo 25 del decreto Monti, che ha dato seguito agli ultimi provvedimenti sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali del governo Berlusconi.

Monti, sulle liberalizzazioni, ha messo in piedi una vera matrioska che, per quanto riguarda i servizi pubblici locali, rimanda sostanzialmente alle norme al decreto sviluppo del governo Berlusconi, che a sua volta richiama il pacchetto anticrisi varato il 13 agosto. Il tutto all’ombra dell’incostituzionalità, visto e considerato che sul tema della gestione dei servizi, 27 milioni di italiani hanno chiesto che vengano mantenuti pubblici.

Se Monti aveva in prima istanza escluso l’acqua dalle privatizzazioni, alcuni senatori con selve di emendamenti puntano ad eliminare questa esclusione, obbligando a cedere la gestione dei servizi idrici ai privati. Curioso che chi si rifà all’idea liberista poi utilizzi lo strumento dell’obbligatorietà, strutturando così un sistema ricattatorio che bypassa la tanto cara concorrenza, costringendo gli enti locali alla svendita.

Lanciamo pertanto una proposta al popolo dei referendum, molto semplice ma che dia il segnale a questa casta che il nostro voto non si è limitato ad imbucare una scheda in un urna, ma è il frutto di una coscienza profonda, della consapevolezza che ciò che è bene comune non possa diventare una categoria merceologica per gli appetiti di chi ci ha condotto in questa crisi economica devastante.

Scriviamo tutti insieme una mail ai componenti della commissione Industria (http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Commissioni/0-00010.htm) per dire chiaramente “giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!”

William Domenichini
Responsabile Beni comuni ed Ambiente Prc/Fds La Spezia

Domenichini: “Contro liberalizzazioni antidemocratiche, un “piano industriale” per i beni comuni”

19 gennaio 2012, by  
Archiviato in Ambiente, Primo piano

Non sono bastate le stangate fiscali, i giri di vite sulle pensioni, i continui tagli agli enti locali, il logorante ed incessante attacco ai diritti dei lavoratori, la totale assenza di prospettive per le giovani generazioni sempre più precarie. Il governo Monti, in perfetta continuità con ciò che ha fatto in questi anni il governo Berlusconi, sta riproponendo il processo di privatizzazione alludendo anche al servizio idrico. Alcuni suoi ministri dichiarano spudoratamente che il referendum è stato “un mezzo imbroglio” e annunciano interventi “che non vadano contro il voto referendario” sulla gestione dell’acqua.

Va detto chiaramente che è democraticamente inammissibile qualunque provvedimento che vanifichi, umili e calpesti l’espressione elettorale di oltre 27 milioni di italiani: il 12 e 13 giugno 2011 i cittadini di questa Repubblica hanno scelto in massa la gestione pubblica dei servizi, non solo dell’acqua, e l’eliminazione di una rendita garantita nel servizio idrico come il 7% di remunerazione del capitale.

Sin dal primo giorno dell’insediamento del governo “tecnico”, dichiarammo che nulla sarebbe cambiato rispetto al biennio berlusconiano, e così è nei fatti: siamo passati da un esecutivo sotto ricatto della finanza internazionale ad un governo che ne è espressione immediata e diretta. Entrambi i governi sono stati e sono sostenitori di una feroce volontà privatizzatrice e dall’assenza di rispetto per la Democrazia. Oggi si dice di voler salvare l’Italia, ma nei fatti la si vuol svendere a colpi di decreto.

In questi ultimi tre anni Rifondazione Comunista è stata protagonista alla Spezia, dalle piazze con la banda del Quorum alle istituzioni dove siamo presenti, di una battaglia unica nel nostro panorama politico: grazie alla nostra tenacia e convinzione oggi l’ipotesi di salvataggio di Acam non contempla la svendita dell’acqua a società quotate con soci azionari con sedi legali in paradisi fiscali, ma intravede la necessità di una società pubblica, unica vera soluzione che riesca a sostenere la garanzia del servizio e la tutela dei lavoratori.

Chi ci stigmatizzò definendoci demagogici oggi ha dimostrato con il suo silenzio, o le proprie dimissioni, che le nostre “utopie” sono l’unica soluzione possibile. A questo risultato occorre dare attuazione andando ad applicare ciò che i referendum hanno stabilito, puntando sulla costituzione di una società speciale soggetta a diritto pubblico, come è stato fatto a Napoli, e strutturando un vero “piano industriale” dei beni comuni, in cui i servizi non vengano concepiti come oneri ma come possibilità di sviluppo, di lavoro, di buona occupazione. Su questo elemento riapriamo il confronto, consapevoli che non c’è tempo da perdere.

Un appuntamento importante sarà il 28 gennaio a Napoli, per la “Rete dei Comuni per i beni comuni”, proposta dal sindaco di Napoli De Magistris. Un altro elemento di grande attenzione alla tematica della Democrazia, della Partecipazione e della Sostenibilità, un elemento sostanziale oggi, in un Paese governato da chi ritiene che tutto sia mercificabile.

Oggi salvare il nostro Paese vuol dire recidere gli interessi di grandi capitali sui beni di tutti, non certo acuminare gli artigli di chi vuole depredarli. La nostra battaglia continua: l’acqua e tutti i beni comuni, elementi essenziali all’esistenza ed alla dignità della vita, non devono essere oggetto di profitto.

William Domenichini
Resp. Beni comuni e Ambiente (Prc La Spezia)

Pagina successiva »