Agenda elettorale Massimo Lombardi (Rete a Sinistra): domani tour in provincia con Luca Pastorino

21 maggio 2015, by  
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Giornata importante quella di domani, venerdì 22 maggio: il candidato al consiglio regionale della Liguria Massimo Lombardi seguirà la visita del candidato presidente Luca Pastorino nella provincia spezzina assieme agli altri candidati di Rete a Sinistra.

Alle 11 Lombardi e Pastorino saranno a Ortonovo accompagnati dall’assessore all’ambiente Massimo Marcesini per una visita alle zone alluvionate, dimenticate dalla Regione Liguria.

Successivamente i candidati visiteranno i comuni di Lerici e Arcola, con l’appuntamento alle 15 presso il bar centrale di Romito Magra per l’incontro con la cittadinanza arcolana.

Alle 18 Lombardi sarà di nuovo a Lerici in piazza Mottino alla presentazione del libro di Dario Vergassola “La ballata delle acciughe” con il candidato a sindaco della lista “Cambiare in comune” Andrea Ornati e Angelo “Ciccio” Del Santo.

Arresti a Monterosso, Lombardi e Ricciardi: “Ancora una volta emerge il malaffare Cinque Terre, durante l’alluvione del 2011 c’era chi spalava fango e chi faceva affari”

14 gennaio 2015, by  
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Ancora una volta il malaffare emerge dalla gestione amministrativa e politica delle Cinque Terre. Dovremmo dire che apprendiamo con sconcerto ciò che viene trasmesso dagli organi di stampa in relazione ai quattro arresti per tangenti per i lavori relativi ai lavori di ripristino dell’alluvione del 2011 eseguiti nel Comune di Monterosso. Ma non è così.

Da anni alcuni militanti, una o due associazioni ambientaliste e qualche cittadino che non si sono arresi al neofeudalesimo di chi amministra certi territori hanno portato a galla denunce su quanto accadeva. Oggi prendiamo atto che quei pochi che hanno lottato in questi anni non erano deivisionari.

Ma da questa vicenda emergono alcuni dati politici di enorme rilievo. Il primo è che mesi or sono noi denunciammo e grazie all’intervento del consigliere regionale Giacomo Conti impedimmo l’ennesima zampata cementificatoria su quel territorio attraverso una variante al Prg che prevedeva la costruzione di una quarantina di villette “sospette”, e per questo venimmo attaccati dall’allora sindaco Betta. La seconda è che nei giorni successivi alla tragica alluvione del 2011 c’era chi, come noi, spalava fango con una fascia rossa al braccio, al fianco della gente, portando un messaggio chiaro: basta speculazione del suolo, difendiamo e salvaguardiamo il territorio. Intanto continuavano a fare affari quelli che vorrebbero mercificarlo, come conferma questo intervento della Guardia di Finanza.

Pertanto auspichiamo che la vicenda contribuisca a fare luce su tutti gli aspetti oscuri della gestione del nostro territorio, (intanto rilanciamo un appello accorato affinché i comuni spezzini deliberino da subito lo stop al consumo di territorio e mettano in atto misure concrete per la sua salvaguardia).

 

Massimo Lombardi,

segretario provinciale Prc La Spezia

 

Jacopo Ricciardi,

segreteria regionale Prc Liguria

Spezia, tutti in piazza per il clima: appuntamento alle 15 in Piazza del Bastione

22 settembre 2014, by  
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Oggi, domenica 21 settembre, alle 15 in Piazza del Bastione (in caso di pioggia, in Piazza del Mercato) si svolgerà la giornata di mobilitazione globale per il clima.

Ci incontriamo per rafforzare l’azione globale – spiegano gli organizzatori – e sensibilizzare la politica locale, perché i cambiamenti climatici sono l’esito di specifici contributi locali all’inquinamento del pianeta. Fino a oggi la politica mondiale, asservita a immensi interessi economici, non ha saputo né voluto trovare soluzioni credibili“. “Non possiamo semplicemente dire che c’è un problema del clima, e lasciarlo ai politici – ha dichiarato James Hansen, scienziato della Nasa – sono così chiaramente sotto l’influenza dell’industria dei combustibili fossili che stanno arrivando con soluzioni “carbonifere”, che non sono soluzioni. Questo è la linea di fondo”.

“La politica non ha saputo o voluto ascoltare neppure gli scienziati, che anche in occasione dell’ultima conferenza sul clima di Varsavia hanno scritto: “La vera possibilità per evitare pericolosi cambiamenti climatici è lasciare la maggior parte delle riserve fossili sotto terra. Questo è particolarmente vero per le centrali di produzione di energia elettrica”.

Tutti in piazza per il clima, appuntamento alle 15

 

L’evidenza scientifica del riscaldamento in atto, e della responsabilità del ruolo antropico, impone la necessità di un’azione urgente davanti agli impatti e alle conseguenze che tali cambiamenti climatici inducono a livello planetario. Anche in Italia sono ormai evidenti le conseguenze dell’aumento delle temperature, tra cui il verificarsi sempre più frequente di fenomeni meteorologici estremi, con precipitazioni e stagioni anomale, che hanno impatti sociali, economici e ambientali sempre più importanti e drammatici per un territorio già profondamente sfruttato. La Liguria è stata e continua a essere interessata da tali fenomeni, che si sono proposti con veemenza alla nostra attenzione con l’alluvione che nel 2011 ha interessato le Cinque Terre e Genova, e il dissesto idrogeologico in corso e che si ripropone puntuale con l’arrivo delle piogge autunnali.

I comitati e le associazioni che hanno organizzato l’evento di domenica auspicano la partecipazione numerosa dei cittadini. Ai momenti d’intrattenimento – due spettacoli di burattini, proiezione di video e un concerto in chiusura – si alterneranno interventi di cittadini, comitati e associazioni che in Piazza del Bastione testimonieranno del contributo del Golfo della Spezia all’inquinamento, all’effetto serra e al cambiamento climatico: la centrale Enel a carbone, la discarica di Pitelli, il porto commerciale, le navi da crociera, l’arsenale militare, la pessima gestione dei rifiuti e del traffico urbano sono piccoli tasselli locali di un problema globale di stretta attualità.

Il programma

alle 15.30 e alle 16.30: spettacolo di burattini con la Compagnia Burattin Burattinando;
alle 17.00: introduzione al tema dei cambiamenti climatici;
dalle 17.30 alle 20: musica con Cashficators, Malenky Slovos, Ondalibera, ViSiBì;
Durante il concerto: proiezione dei filmati “The Age of Stupids” e “Disruption”

Sono stati invitati: Vittorio Alessandro (Presidente Parco 5 Terre) – Donatella Bianchi (Presidente WWF Italia) e Dario Vergassola.

Hanno collaborato all’organizzazione:
Italia Nostra, SpeziaViaDalCarbone, Movimento 5 Stelle, ISDE-Medici per l’Ambiente, Federcasalinghe, Comitato Piazza Verdi, Comitato Spiagge Libere Olivo, Wwf La Spezia, Lipu, Legambiente, Verdi La Spezia, Cittadinanza Attiva – Comitato Acqua Bene Comune, Rifondazione Comunista, Per la Nostra Città e alcuni cittadini

www.cittadellaspezia.it

Diminuzione del 30% dell’edificazione ad Ortonovo, Lombardi: “Primo importante passo verso il consumo zero del territorio”

31 gennaio 2014, by  
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La diminuzione superiore al 30% delle costruzioni, circa 7mila mq in meno di previsione edificatoria dal Puc, rappresenta un primo passo fondamentale verso una visione nuova della gestione del territorio“.
Così Massimo Lombardi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, commenta la decisione del consiglio comunale ortonovese di approvare la proposta dell’assessore all’urbanistica Massimo Marcesini e del consigliere comunale Roberto Bedini.

Iniziamo con il passare dalle parole ai fatti – prosegue Lombardi – in tema di gestione del territorio nella Val di Magra, con una risposta concreta alla vertenza del dissesto idrogeologico, impedendo una consistente opera di impermeabilizzazione e di consumo del suolo. Un primo passo che è corroborato dalla decisione di aumentare le superfici destinate alle aree verdi pubbliche e che rappresenta un esempio che l’area della Val di Magra dovrebbe seguire, intrapreso proprio un anno dopo l’intero territorio di Ortonovo, con gli eventi alluvionali dell’11 e del 28 novembre 2012, veniva duramente colpito, dimostrando la vulnerabilità ambientale e l’inadeguatezza infrastrutturale degli impianti a rete“.

Dopo il comune della Spezia che ha dichiarato, seppur tardivamente, lo stop alla cementificazione collinare – continua Lombardi – oggi anche Ortonovo intraprende questo percorso. Un segnale importante per invertire la tendenza speculativa e distruttiva dei poteri economici che sfruttano il territorio, ma anche dare anche agli enti locali gli strumenti per difendersi, un passo importante per bandire la parola “Emergenza” dal nostro territorio e sostituirla con prevenzione, certi che al ricatto occupazionale dettato dalla speculazione edilizia, ormai logoro e desueto, si possa rilanciare un piano di riassesto e salvaguardia idrogeologica che tuteli l’ambiente ed i cittadini, occasione di lavoro e quindi strumento di risposta alla crisi economica.

Rifondazione da ancora una volta prova di capacità propositive e di elaborazione politica – conclude Lombardi – in questo primo passo verso un grande traguardo. Ci auguriamo che le istituzioni locali, come la Regione, ed il governo del paese, colgano questi segnali dando prova di responsabilità nel facilitarne l’implementazione e lo sviluppo fino ad un pieno compimento in termini di arresto del consumo del suolo, di presidio agricolo e di valorizzazione. Ministri ed assessori, prendete esempio.

Massimo Lombardi,

segretario prov.le Prc la Spezia

Domenichini: “Per l’alluvione solo lacrime da coccodrillo”

27 gennaio 2014, by  
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Passati i disastri, digerita la retorica, smaltita la paura, prepariamoci all’ennesimo dissanguamento di soldi pubblici e ci risentiremo al prossimo allerta meteo. Dati alla mano il quadro ligure (ed italiano) è impressionante: una delle regioni italiane più antropizzate, nonostante l’80% del territorio sia a rischio idrogeologico, con oltre 3 milioni di mq suolo consumato per nuove residenze, oltre 2 milioni per altre destinazioni, arrivando al 6,3% del territorio cementificato, al netto dei condoni. Nonostante questi numeri da incubo l’edilizia è in una crisi senza precedenti.

Da una parte i soliti ricatti sociali. Il lavoro, nonostante l’avanzata del cemento, non muove di una virgola il dato drammatico della disoccupazione giovanile nazionale, ben oltre il 40%. Poi c’è l’esigenza abitativa, usata come mannaia senza nessun dato concreto: solo nel capoluogo ligure sono censiti circa 1.500 sfratti e quasi 100mila case sfitte. Dall’altra parte i disastri, puntuali ad ogni allerta meteo, le cui responsabilità politiche sono chiarissime.

Nella provincia spezzina non si contano i comuni in cui non si ha nemmeno uno strumento urbanistico vigente, e chi ce l’ha lo usa per cementificazioni impressionanti, lasciando terreno all’abbandono. Comuni con piani di 30 anni fa che chiedono varianti per ulteriori costruzioni, da Monterosso a Sarzana. oppure progetti che, come spade di Damocle, stanno sulle nostre teste pronti a far danni. Senza scomodare Marinella, Botta, outlet, ci sono miriadi di distretti di trasformazioni che faranno fiorire altro cemento in tutta la provincia. Basta.

Alla responsabilità politica segue il danno culturale. I nostri partigiani dicevano “ogni 100 anni e 100 mesi i fiumi tornan a so paesi”, e con costruzioni ovunque i danni sono garantiti. Analisi faidate per giustificare disastri, creando i fantasmi che intralcerebbero il governismo che non governa, scaricando responsabilità ed incapacità su chi chiede, da anni, pianificazione e salvaguardia. Che interessi tutelano amministratori che chiedono indice fondiario ai boschi? Che monetizzano il suolo con oneri d’urbanizzazione? Che continuano nel processo d’abbandono e cementificazione?

Raccogliamo eredità pesanti di decenni ben oltre ragionevoli mediazioni, ed ora il conto è salato. Il dissesto, dal dopoguerra ad oggi, c’è costato oltre 200 miliardi di euro, soldi dei cittadini. Se si facesse prevenzione avremmo buona occupazione meno spese, invece il malgoverno alimenta una selva di somme urgenze e prassi amministrative sempre meno trasparenti, sempre più nocive.

In Liguria, la classe politica è maestra della dichiarazione post disastro e chi oggi porta questa responsabilità presume di essere il risolutore. Diceva quel tale che sottile è il “Signore, ma non malizioso”. Meno dichiarazioni e più fatti? Al senato passa di tutto, dalla vendita delle spiagge ai condoni mascherati, il ministero annuncia stop al consumo di territorio, ma al 2050, la regione rilancia un piano casa devastante. Piove e ci tocca leggere le lacrime di coccodrillo di senatori, ministri e assessori regionali. Serve un Piano di manutenzione e di salvaguardia del territorio (non straordinari), abolire la parola emergenza, bloccare nuove costruzioni, ritirare la proroga al piano casa. Priorità alla prevenzione. Subito. Il resto sono solo chiacchiere.

William Domenichini

Resp. Ambiente e benicomuni Prc La Spezia

“Le istituzioni diano risposte ai 149 lavoratori disoccupati dei Cantieri-scuola lavoro. I fondi ci sono, occorre volontà politica”

29 ottobre 2013, by  
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Appresi dagli organi di stampa i recenti scandali in consiglio regionale della Liguria, dove pare che cifre astronomiche siano state “distratte” dalle casse pubbliche per usi non proprio idonei, Rifondazione Comunista spezzina chiede, ancora una volta, ascolto per quei 149 lavoratori dei Cantieri-scuola lavoro della Spezia rimasti disoccupati dai primi di settembre, dopo un anno e mezzo di servizio nei comuni della provincia, ufficialmente per “mancanza di fondi”.

A noi sembra che detti “fondi” siano eccome a disposizione della Regione, ma forse per queste queste frasi verremo accusati, ovviamente, di populismo. Serve la volontà politica di risolvere il problema, ma il silenzio regna sovrano. Pochissimi gli enti comunali che hanno detto qualcosa a riguardo, completamente muta la provincia della Spezia, con il suo commissario straordinario Fiasella.
Già da mesi abbiamo proposto alla Regione di trovare le risorse economiche almeno per far chiudere loro l’anno solare, magari decurtando qualcosina dalla giunta regionale, o riducendo le esagerate dipsonibilità dei gruppi consigliari.
Inoltre, come bene ha affermato Legambiente, tanto più assurda appare la rinuncia ai lavoratori (assunti per la prevenzione delle calamità naturali), quanto più tali persone vengono a mancare proprio nei giorni di maggiore allarme per il territorio, ossia l’autunno, periodo che oramai tiene tutta la Liguria in allerta, specie il Levante.
Ma evidentemente le istituzioni (a ogni livello, compreso quello del nostro concittadino ministro dell’Ambiente) gradiscono molto più le passerelle e i tagli dei nastri, piuttosto che dare risposte a 149 famiglie in difficoltà.
Rifondazione Comunista la Spezia

Monterosso, Rifondazione blocca nuove case e parcheggi nell’anniversario dell’alluvione. Lombardi: “Grande vittoria politica che rivendichiamo con orgoglio”

 

Trenta case, con relativi parcheggi sotterranei, da costruire a due passi dal lungomare di Monterosso, la perla delle Cinque Terre sfregiata dalla tragica alluvione che il 25 ottobre 2011 colpì anche la Val di Vara (13 morti). Il progetto edilizio, si scopre nel giorno delle celebrazioni della tragedia, è stato bloccato dopo la segnalazione di un consigliere regionale, Giacomo Conti (Rifondazione Comunista).

Conti, che sostiene la maggioranza di centrosinistra, ha convinto la giunta regionale a revocare “una variante del piano regolatore di Monterosso con relativa modifica del piano paesistico regionale” approvata lo scorso agosto perchè “avrebbe dato il via alla speculazione”.

Conti se ne è accorto quando la pratica è stata esaminata in sede di maggioranza: “Lo scorso 11 ottobre la giunta ha ritirato il provvedimento e per il momento quelle case non si possono costruire – ha spiegato il consigliere – Quel territorio è delicato come ha dimostrato purtroppo l’alluvione. Inoltre, Monterosso é uno dei pochi comuni che non si é ancora dotato di un Puc e va avanti a suon di varianti, anomalia evidenziata dal Comitato Tecnico Regionale. Logica avrebbe voluto che, dopo l’alluvione di due anni fa, la variante venisse modificata alla luce della necessità di prevenire disastri di carattere idrogeologico. Invece é rimasta uguale”.

Un forte plauso all’azione del consigliere Conti viene dalla federazione spezzina di Rifondazione Comunista: “E’ una grande vittoria politica che rivendichiamo con orgoglio” afferma il segretario provinciale Prc Massimo LombardiSe da un lato si piangono i morti e le disgrazie di due anni fa, dall’altro si continua a sfruttare un territorio, quello spezzino, che ha già dimostrato di non poter sopportare più speculazioni e scempi che mettono a repentaglio la vita dei cittadini e dell’ambiente solo per i soliti interessi economici di pochi. Finalmente, a Monterosso, si è riusciti a spezzare questa catena. Auspichiamo che accada anche in altre realtà della nostra provincia”.

 

Giacomo Conti,

consigliere regionale Rifondazione Comunista Liguria

Massimo Lombardi,

segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

 

Fasce Rosse e Rifondazione Comunista La Spezia: “Il 25 ottobre 2011 è una data impressa nelle nostre menti e nei nostri cuori”

24 ottobre 2013, by  
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Il 25 Ottobre 2011 è una data che nelle nostre menti e nei nostri cuori sarà indimenticabile.

L’alluvione che ha colpito la Provincia della Spezia da Ameglia a Borghetto a Brugnato a Cassana a Rocchetta a Vernazza a Monterosso ed in altri Comuni della Val di Vara, è stato un evento che ha messo in luce la fragilità di quel territorio tant’è che ogni volta, ed anche in questi giorni, che vi è un’ allerta i cittadini della Val di Vara e non solo stanno affacciati alla finestra tutta la notte sperando che quell’alluvione non si ripeta.

Noi di Rifondazione Comunista, con le Fasce Rosse, e insieme a tutti i volontari che sono intervenuti in quei mesi, vorremmo essere vicini a quella comunità ferita profondamente con la perdita di vite umane.

Ma abbiamo anche il piacere di ricordare il grande spirito di solidarietà e di umanità dei tanti volontari che abbiamo coordinato.

Il nostro compito oggi è quello di cercare di dare continuità a quel percorso facendo tesoro dell’esperienza acquisita, ricostruendo così un protagonismo sociale che intreccia la questione di classe col rafforzamento dei legami tra le persone e la costruzione di comunità solidali che contrastino ’l’individualismo e la solitudine come fatto culturale e concreto del modello capitalistico.

Quella tragedia ha dimostratoche è impensabile continuare a operare scelte nella logica dell’urbanistica contratta, senza coniugare con saggezza le necessità economiche di una comunità con gli equilibri ambientali del territorio.

Le politiche cementificatorie hanno fallito consentendo la distruzione del territorio: smettiamola con gli accanimenti terapeutici, occorre pianificare un modello economico compatibile.

Purtroppo l’outlet di Brugnato sta andando avanti con il ricatto dei posti di lavoro, anche questo è un film già visto.

Posti di lavoro precari a contratto che metteranno in luce tutte le responsabilità di chi ha voluto quella cementificazione.

Ormai tutti abbiamo toccato con mano che l’unico patrimonio che ci resta è il territorio e la sua difesa, questo si che creerebbe posti di lavoro e invertirebbe il senso di marcia creando uno spirito di responsabilità civile lontano dalle  speculazioni del cemento.

Ecco, è così che vogliamo ricordare quel 25 Ottobre del 2011.

Partito della Rifondazione Comunista 

Fasce Rosse La Spezia

Romeo: “Chiusura dei cantieri scuola-lavoro è miopia politica”

29 agosto 2013, by  
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Leggo sulla stampa della netta chiusura da parte della Regione al rifinanziamento dei cantieri scuola e lavoro che termineranno la loro attività nei primi giorni di settembre.

La motivazione reclamata sarebbe l’esaurimento delle risorse economiche a fronte del generale riconoscimento delle attività svolte sul territorio dei 149 lavoratori coinvolti da parte dei sindaci, sindacati e cittadinanza.
Parlo di miopia politica e scarsa lungimiranza poiché è opinione generale che l’opera di prevenzione sul territorio (leggi manutenzione ordinaria) è di gran lunga più economica che gli interventi di somma urgenza e di ricostruzione a seguito di eventi che purtroppo abbiamo vissuto negli ultimi tre anni, oltre alla questione morale per la perdita di vite umane.
E allora perché non utilizzare una parte delle risorse destinate alla Protezione civile o quelle derivanti dalle accise sulla benzina che la Regione si era affrettata ad istituire dopo l’alluvione o ancora dai proventi degli sms che i cittadini avevano inviato in occasione dei tragici eventi del 2011, per continuare l’esperienza dei cantieri? E perché non una riduzione degli assessori regionali? (cinque o sei costano quanto 149 lavoratori).
Certo sarebbe opera di trasparenza sapere quanto è stato incassato dalla Regione e come è stato utilizzato. Sarebbe interessante sapere perché non si trovano le risorse per questa lodevole iniziativa che oltre a dare lavoro a 149 lavoratori si è rivelata importantissima per la gestione del territorio: domande che, credo, meriterebbero una risposta e non il silenzio come troppo spesso accade.

Salvatore Romeo,

ex assessore provinciale al lavoro e politiche sociali

“Quinta alluvione in tre anni, anche il Progetto Marinella è morto e sepolto”

19 novembre 2012, by  
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Allagamenti, evacuazioni, disastri. Le lezioni nella nostra provincia non servono e gli amministratori del territorio continuano ad eludere o rimpallarsi responsabilità. I cittadini devono essere consapevoli che le responsabilità sono chiare ed albergano in quegli amministratori che devono fare e non fanno nulla per ridare dignità a questo territorio. Nessuna pianificazione di salvaguardia, nessuna programmazione di presidio dei territori, nessun incentivo alla riconversione agricola, ma continui permessi di costruire e piani urbanistici dello scorso secolo!

Un anno fa le inondazioni mettevano la pietra tombale sull’outlet di Brugnato, ciò nonostante amministrazioni di tutti i livelli ignorano la gravità di un progetto simile in un’area esondata, oggi l’alluvione ha colpito Marinella, colpendo ancora famiglie. La nostra vicinanza a a loro la vogliamo esprimere decretando la morte della cementificazione della piana di Marinella, con quel progetto che era mera speculazione, tra darsene e porticcioli, tra alberghi e residenze, è ancora una volta il simbolo del fallimento della politica asservita agli affari.
Il partito del cemento è stato ancora una volta messo a nudo, e le conseguenze le pagano i cittadini, ancora una volta alle prese con allagamenti e perdite ingenti. Fortunatamente a questo giro nessuna vita umana ne ha fatto le spese, ma i 13 morti dell’anno scorso sembrano essere caduti nel dimenticatoio. Anche quest’anno una dura consapevolezza: o si cambia modello di gestione del territorio, oppure questa realtà sarà costante. La gente deve avere la consapevolezza che se tutto ciò continuerà è perché le amministrazioni locali prediligono i rapporti con banche, imprese e realtà che sfruttano il nostro territorio, invece di salvaguardare i beni comuni di una comunità.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

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