Brevi-ario latino americano

2 settembre 2010, by  
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Proponiamo l’interessantissima rubrica tratta da http://www.gennarocarotenuto.it

Numero 2

RIFORMA AGRARIA IN BRASILE – La giustizia brasiliana ha espropriato un’area di 92.000 ettari nello stato di Sao Paulo al termine di un processo durato ben 50 anni. Questi terreni, molto fertili, potranno adesso essere redistribuiti tra i contadini senza terra.

LUNGA VITA A CUBA – Nonostante i vantaggi dell’essere un paese povero e dittatoriale, Cuba sembra avere molti dei problemi delle società ricche e democratiche, in particolare una bassissima mortalità in tutte le classi d’età. Secondo le Nazioni Unite nel 2025 Cuba avrà superato l’Uruguay come paese più vecchio del Continente.

CRESCONO I SALARI IN URUGUAY – Erano sballate le previsioni sulla crescita economica dell’Uruguay di Pepe Mujica nel 2010. Si prevedeva il 4.5 e invece la crescita sarà del 6.5%. Negli ultimi dodici mesi il salario reale è cresciuto del 3.2%.

INFERNO CARCERI IN VENEZUELA – Apparentemente la Rivoluzione bolivariana si ferma sulle porte delle prigioni. Solo nel primo semestre del 2010 sono morti in carcere 221 detenuti, il 57% dei quali uccisi da colpi di arma da fuoco, il 15% da arma bianca. Il resto è suddiviso tra suicidi, infarti, AIDS e altre malattie. In Venezuela sono in carcere circa 46.000 persone delle quali solo un quarto ha una condanna definitiva. A ben guardare (a parte i morti ammazzati) non peggio che in Italia.

RIMESSE IN MESSICO – Nel mese di luglio le rimesse di emigranti messicani sono arrivate a 1.87 miliardi di dollari. Le rimesse competono con il petrolio e il narco come prime fonti d’ingresso del paese superando largamente il turismo. Neoliberismo reale per un paese in via di sottosviluppo.

PANAMA, REPRESSIONE E MORTE – Una commissione internazionale ha accertato che il governo di Ricardo Martinelli (secondo solo a Muammar Gheddafi e Vladimir Putin per amicizia con Silvio Berlusconi) si è macchiato della morte di almeno cinque manifestanti che protestavano contro la Legge 30, che limita fortemente il diritto di sciopero nel paese del Canale.

RESISTENZA IN HONDURAS – Il Fronte Nazionale di Resistenza Popolare in Honduras ha dichiarato di aver raggiunto un milione di firme per chiedere un’Assemblea costituente. L’impedire tale assemblea fu all’origine del golpe del 29 giugno 2009 condotto dal dittatore di Bergamo Alta, Roberto Micheletti, che depose il legittimo Manuel Zelaya.

FOSSE COMUNI IN COLOMBIA – Iván Cepeda del Polo Democratico Alternativo ha presentato al parlamento di Bogotà un rapporto su tre fosse comuni trovate nei dipartimenti di Meta e Guaviare dove sono stati censiti 1.632 corpi di persone assassinate dall’esercito e spacciati per guerriglieri.

L’ECUADOR PACIFISTA – Il Ministero della difesa dell’Ecuador ha comunicato di aver distrutto 268.000 mine antiuomo. Nel 1995 circa 5000 mine erano state collocate alla frontiera col Perù per essere sminate solo nel dicembre 2009. Con la distruzione delle riserve l’Ecuador di fatto non possiede più questo tipo di armamento.

CILE, I MINATORI FANNO CONSENSO – Il presidente Sebastián Piñera (foto) non si allontana un attimo dal pozzo dove sono sepolti i 33 minatori vicino Copiapó. Ha scoperto che è molto meglio che restare alla Moneda. Nel giro di pochi giorni, spesi stando lì senza governare, il suo consenso è passato dal 46 al 56%. Ancor meglio va al ministro delle miniere Laurence Golborne che a luglio solo il 16% dei cileni sapeva nominare e oggi, solo per presidiare la zona, ha la stima del 91% della popolazione.

CIUDAD JUAREZ, Siamo arrivati a 2000 morti ammazzati in strada nel 2010 a Juárez, una città grande come Torino. Peggio di Baghdad, Kabul, Mogadiscio. Un viaggio al termine del neoliberismo.

Numero 1

CANTARELL A SECCO – Non trascurate questa notizia. Cantarell era il terzo giacimento petrolifero più grande al mondo. Nella sua epoca d’oro, il 2004, dava al Messico un picco di 2 milioni di barili di petrolio al giorno. Da lì il precoce declino. Tra luglio e agosto si è oramai stabilizzato sotto il mezzo milione di barili. Al momento PEMEX produce poco più di 2.5 milioni di barili al giorno, 1.4 dei quali viene esportato, quasi tutto verso gli Stati Uniti.

FIDEL E I GAY – Nella bella e lunga intervista concessa al direttore di La Jornada, Carmen Lira, Fidel Castro si fa carico della persecuzione dell’omosessualità nella Cuba degli anni ‘60. A Cuba da quasi 20 anni esistono tra le leggi più avanzate al mondo contro l’omofobia.

MAPUCHE IN SCIOPERO DELLA FAME – Almeno tre dei 32 indigeni mapuche in sciopero della fame da 51 giorni nel sud del Cile sono in condizioni critiche. I mapuche chiedono che contro i loro militanti incarcerati non venga applicata la legge antiterrorismo voluta da Augusto Pinochet e che, oltre a prevedere condanne durissime, impedisce di fatto la difesa nei processi.

CLANDESTINI IN MESSICO – Secondo un rapporto della Camera dei deputati di Città del Messico tra il 1998 e il 2008 60.000 clandestini che transitavano in Messico dal centroamerica verso gli Stati Uniti sono scomparsi nel nulla. Il quadro completo qui.

SANTOS IN BRASILE – Il neo-presidente colombiano Juan Manuel Santos continua a guardare sorprendentemente a Sud. Dopo aver fatto la pace con Chávez ha intrapreso il suo primo viaggio all’estero in Brasile. La natura commerciale del viaggio non nasconde la necessità di superare la lunga distanza tra i due paesi che prima il Plan Colombia voleva coinvolgere nella regionalizzazione del conflitto e poi si sono ulteriormente distanziati per il duro dissenso brasiliano alla presenza di basi militari statunitensi in Colombia.

TERRORISTA ANTICUBANO MUORE IMPUNITO – E’ morto a Miami Pablo Gustavo Castillo Díaz, alias El Cojo. Era tra i terroristi che, agli ordini di Orlando Bosch e Luís Posada Carriles, ovvero della CIA, l’11 ottobre 1976 mise la bomba a bordo di un aereo civile cubano caduto alle Barbados causando la morte di 73 persone. “Erano solo dei negretti” affermerà successivamente Orlando Bosch nel rivendicare il bel gesto per il quale ha beneficiato della doppia morale antiterrorista statunitense.

POLIZIA ARGENTINA – Nell’ultimo decennio sono caduti in servizio a Buenos Aires 446 poliziotti tra federali e bonaerensi. Tuttavia scorporando i dati si passa da circa 50 morti nel primo lustro a circa 20 negli ultimi cinque anni.