Ingresso in borsa di Fincantieri, Conti: “Così si svende industria”

14 maggio 2014, by  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

 

“Fincantieri ha avviato l’iter per arrivare alla quotazione in Borsa della società. Nonostante la ferma contrarietà  dei lavoratori e della Fiom, il Governo, che si è sempre negato ad un serio confronto con i sindacati, ha deciso di andare avanti nel progetto di privatizzazione annunciato dal governo Letta e confermato da Renzi”.

Lo afferma il capogruppo Prc in Regione Liguria Giacomo Conti, manifestando contrarietà all’operazione, che definisce “un’avventura” anche per il futuro occupazionale dei tre stabilimenti liguri a Sestri Ponente, Muggiano e Riva Trigoso. “La quotazione in Borsa di Fincantieri è una scelta sbagliata, perché non risponde ad alcuna logica di politica industriale e pare finalizzata esclusivamente a fare cassa”.

Il capogruppo di Rifondazione Comunista teme che l’ingresso in Borsa del Gruppo possa avere pesanti contraccolpi anche sul futuro occupazionale degli addetti in un quadro per la Liguria già compromesso: “A fare le spese di questa avventura rischia di essere uno dei pochi grandi gruppi industriali rimasti in Italia nonché le migliaia di lavoratori che vi operano. Il tessuto industriale della Liguria è sotto attacco come dimostrano anche le vicende Piaggio Aero, Ansaldo e Agnesi. Sembra quasi che ci sia una precisa volontà di favorire la svendita e il ridimensionamento di ciò che resta dei settori più pregiati della nostra industria”.

 

Giacomo Conti,

Capogruppo di Rifondazione Comunista

Consiglio Regionale Liguria

 

Finmeccanica, Ingroia: “Nuovo caso Mps”

13 febbraio 2013, by  
Archiviato in Campagna elettorale, Dall'Italia, Partito, Primo piano

 

Finmeccanica, la più grande azienda industriale italiana pubblica, rischia di diventare un nuovo caso MPS. La vicenda– dichiara Ingroiaè semplice: l’Amministratore delegato Giuseppe Orsi è sotto inchiesta per vicende gravissime nell’esercizio delle sue funzioni. La società è indebitata e vuole disfarsi delle attività civili (treni, energia, segnalamento e sistemi di trasporto). L’Amministratore delegato ha più volte comunicato al mercato la volontà di incassare 1 miliardo di euro per ridurre le perdite, vendendo i gioielli di famiglia. In questi giorni sta accelerando la vendita di Ansaldo Energia privando così l’Italia di un patrimonio tecnologico e produttivo. Ci chiediamo perché l’Ad di Finmeccanica voglia vendere a tutti i costi prima delle elezioni? Perché insiste nel vendere al maggiore concorrente tedesco con drammatiche conseguenze su Genova e sull’Italia?

Perché non esiste un bando internazionale di gara con criteri trasparenti sul piano industriale, occupazionale, di ricerca, innovazione produttiva e potenziamento sui mercati del marchio Ansaldo? Ci chiediamo ancora quali rapporti vi siano tra l’Amministratore delegato e la Siemens. Speriamo che la magistratura e la Corte dei Conti, già informata, intervenga in tempo e non quando i buoi sono fuori dalla stalla. Qui c’è in gioco il futuro industriale e l’autonomia italiana. Per questo chiediamo a Monti di fare almeno una cosa buona e cioè fermare la svendita di un’impresa che ha generato e sta generando enormi profitti, creata in cinquant’anni dal saper fare degli ingegneri, dei lavoratori e dei ricercatori italiani“.
Antonio Ingroia, candidato premier di Rivoluzione Civile

Vendita Ansaldo, Olivieri (Prc/Fds): “Le ambiguità della politica nascono dal sostegno a Monti”

11 luglio 2012, by  
Archiviato in Dall'Italia, Lavoro, Partito, Primo piano

 

Leggo con disagio e sconcerto le affermazioni dei parlamentari liguri sulla vicenda Ansaldo, mi riferisco in particolare a quelli che sostengono il Governo Monti. Chi, come il senatore Boscetto del Pdl, candidamente dichiara di non saperne nulla mette a disagio: ma li legge almeno i giornali? Sconcertano invece tutti gli altri che si dimenticano di dire chi ha deciso che Finmeccanica deve “vendere i gioielli di famiglia”.

La decisione l’ha presa il Consiglio di Amministrazione che, come tutti i Consigli di Amministrazione, risponde agli azionisti, anzi, in questo caso, all’azionista. Che è il Governo Monti, cioè quello stesso Governo che i parlamentari liguri tengono in piedi col loro voto. Dal che se ne deduce che ne condividano le politiche. Si dà il caso che uno degli aspetti più importanti della politica di Monti siano proprio le privatizzazioni delle aziende. Del resto solo una decina di giorno fa Enrico Letta, vicesegretario del Pd, aveva proposto consistenti privatizzazioni per i grandi gruppi industriali pubblici, e cioè Eni, Enel e, guarda a caso, Finmeccanica.

Ci si chiede come mai sul caso Ansaldo la politica non si mobiliti come aveva fatto per Fincantieri. Semplice: l’attacco a Fincantieri era portato avanti dal Governo Berlusconi quello a Finmeccanica dal Governo Monti.

Ma vuoi che chi in Parlamento ha prima concesso a Monti di aumentare l’età pensionabile, mettere l’Imu sulla prima casa, aumentare l’Iva, smantellare di fatto l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e adesso si appresta a votare gli odiosi tagli della “spending review”, si metta sul serio di traverso alla vendita di Ansaldo alla Siemens? La privatizzazione di Ansaldo può essere fermata solo dalla lotta dei lavoratori sostenuta dalla comunità locale. Ed è anche l’unico modo per costringere la politica a uscire dall’ambiguità.
Sergio Olivieri
Segretario regionale di Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra Liguria