Canese: “Operai con Ingroia, senza se e senza ma”

24 gennaio 2013, by  
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Gli ultimi vent’anni di welfare sono stati devastanti per i lavoratori di questo paese. La precarizzazione del lavoro, le infinite possibilità di contratto regalate ai pirati del padronato, uniti ad una delocalizzazione selvaggia (relativa alla globalizzazione dei popoli in schiavitù), hanno di fatto minato il sistema industriale e artigianale italiano.

La legge Biagi, le regoline di Sacconi (e dell’amico Ichino), i giochetti di Brunetta, ed infine le riforme della Fornero al mercato del lavoro con incluso la modifica all’articolo 18, hanno reso il lavoratore italiano un pezzo di pongo nelle mani delle parti datoriali.

Un altro esempio da emulare per la categoria è stato quello fornito dall’A.D di FIAT sig. Marchionne che appena ha potuto è uscito da Confindustria e si è messo a dettare nuove regole che sostituiscono il contratto nazionale, facendole votare, sotto ricatto occupazionale, ai dipendenti.

Il liberismo sfrenato divulgato nel paese dal Berlusconismo ha amalgamato tutte queste cose e ha reso possibile l’annientamento e il silenziamento finale della classe operaia.

La mancanza di lavoro dovuta alla crisi (che sembra sempre più creata ad arte per farci ingoiare di tutto) ed il sistema instaurato, hanno reso un privilegiato, agli occhi degli altri, chi possiede un’occupazione a tempo indeterminato.

Ma questo privilegio è solo un castello di carta.

Chi possiede un lavoro stabile o pseudo-stabile è,grazie a tutte le leggi ed alle modifiche approvate negli ultimi anni, un burattino ricattabile dal primo all’ultimo giorno di lavoro.

Non ha più tutele ne garanzie e, per mantenere il posto di lavoro, deve sopportare  ogni capriccio del padrone, per non essere  ricacciato nel girone infernale della disoccupazione e del precariato.

Per queste ragioni, i lavoratori dovrebbero sposare il progetto di Rivoluzione Civile. Forse l’ultimo baluardo eretto per le classi deboli, così pesantemente vessate negli ultimi vent’anni.

Il bisogno di giustizia, diritti ed uguaglianza che ha iniettato sulla scena politica Antonio Ingroia, devono essere visti come possibilità concreta di cambiamento. Un voto non solo utile, ma indispensabile per far pendere l’ago della bilancia verso i meno abbienti e i lavoratori.

Un problema non secondario è, però, quello delle alleanze dopo le elezioni.

Il PD, che tanta “opposizione” ha fatto al “nemico” Berlusconi sui temi del lavoro, ha poi votato tutte le porcherie in materia, proposte dal governo Monti, rendendosi complice di questo scempio.

Non si possono dimenticare il voto sull’art.18, l’accordo sulla produttività, e lo schieramento di quasi tutto il partito (Fassino e Chiamparino in testa) a favore delle scelte intraprese da Marchionne (salvo i ripensamenti per ragioni elettorali dell’ultimo periodo). Altro tema caldo che ci divide dal PD riguarda la fiscalità.

E’ ancora fresca la notizia che Bersani è contro la patrimoniale. Bisognerebbe spiegargli che la patrimoniale è in vigore in quasi tutte le democrazie che tali si possono definire.

Chi ha di più deve pagare di più. In Italia questo sistema è rovesciato. Vediamo di raddrizzarlo.

Se saremmo convincenti su questi temi,avremmo sicuramente la possibilità di essere rappresentati in parlamento e, finalmente, dopo anni di deriva liberista, ci sarà qualcuno che rappresenterà di nuovo la classe operaia e le classi sociali più deboli di questo sconquassato paese.

Bisognerà valutare ogni provvedimento che riguarderà queste categorie e se la deriva liberista e padronale, dovesse proseguire, contrastarla in ogni ambito possibile.

Se ci sarà possibile bisognerà spingere per il ripristino di tutto quello che ci è stato tolto: un sistema che agganci i salari al costo reale della vita (una volta si chiamava scala mobile), contratti di lavoro che prevedano un piccolo apprendistato e poi l’assunzione a tempo indeterminato, l’abolizione delle agenzie interinali che altro non sono che lucratori di mano d’opera sottopagata, la possibilità della rappresentatività di tutti i sindacati all’interno delle aziende, il ripristino totale dell’articolo 18 e la sua estensione a tutte le realtà lavorative anche sotto i 15 dipendenti, una legge che impedisca alle aziende di creare sistemi paralleli e divergenti dai contratti nazionali, una legge che imponga dazi alla concorrenza sleale dei paesi, in cui, lo sfruttamento della manodopera sottopagata,  sottrae lavoro alle aziende del nostro paese, rendendo concorrenziali i prezzi delle nostre produzioni.

Vent’anni di politiche e di messaggi subliminali sbagliati, divulgati da giornalisti a libro paga sulla carta stampata o nelle televisioni politicizzate dai governi che si sono alternati alla “guida” del paese, hanno reso difficile far comprendere persino ai colleghi di lavoro, la gravità di tutto quello che ci è passato sopra le teste.

Le belinate a cui assistiamo da tempo sulle televisioni ci hanno reso dei perfetti burattini incapaci di ogni reazione degna di nota e totalmente asserviti al sistema.

E’ ora di darsi una scossa e chiedere che i nostri diritti  vengano ripristinati e rispettati.

Diamo forza a RIVOLUZIONE CIVILE, SENZA SE E SENZA MA !!!

Marco Canese

Operaio

Rifondazione sta con Ingroia, Lombardi: “Lista plurale, morale e etica”

Rifondazione Comunista fa parte del cosiddetto “quarto polo” a sostegno della lista Rivoluzione Civile del candidato premier Antonio Ingroia. Questa mattina in conferenza stampa Massimo Lombardi e Simona Cossu di Rifondazione Comunista della Spezia hanno illustrato le motivazioni per cui a livello nazionale il partito ha deciso di aderire a Rivoluzione Civile.
Abbiamo deciso di appoggiare la lista di Ingroia e i suoi candidati –ha spiegato Lombardi– perché le tematiche proposte sono inclini a quelli che per noi sono obiettivi fondamentali come la difesa dello statuto dei lavoratori, il ripristino dell’articolo 18.” Solidarietà, laicità e salvaguardia dei diritti civili, difesa della scuola pubblica e al centro della propria agenda politica ambiente, lavoro e questione morale sono insieme al tema del lavoro i punti di partenza che Rifondazione Comunista, come ha sottolineato Lombardi, condivide perché basata sul coinvolgimento dei cittadini: una lista insomma “plurale, morale e etica”. Per i candidati al Parlamento Lombardi ha evidenziato come le nomine di Rivoluzione Civile rispecchiano queste caratteristiche. 
Tra i candidati da sottolineare la figura di Gabriella Stramaccioni dell’Associazione Libera – ha proseguito Lombardi – ed averla in lista è una grande opportunità, a cui si aggiunge Alberto Lucarelli che ha formulato i quesiti referendari sull’acqua pubblica.” Se le tematiche portanti di Rivoluzione Civile sono perfettamente in linea con quelle di Rifondazione, non si nasconde una punta di amarezza per chi non è riuscito ad entrare nella lista dei candidati, tra cui quella del comandante partigiano Luigi Fiori, nome di battaglia ‘Fra Diavolo’. “C’è una velata amarezza –conclude Lombardi– per Fiori come per Marco Grondacci, di ‘Cambiare si Può’ e Davide Bernabò. La candidatura di Fiori è un gesto simbolico in quanto rappresenta oggi come allora i valori della Costituzione. Con gli altri candidati esclusi dalle liste, comunque lavoreremo per altre tematiche importanti come la cancellazione di Pitelli dai Siti di bonifica di interesse nazionale.”

Rivoluzione Civile La Spezia

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Lombardi: “Rifondazione non partecipa alle primarie. Pronti alla costruzione del polo di Sinistra di Alternativa del 1° dicembre”

20 novembre 2012, by  
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Desideriamo chiarire pubblicamente che Rifondazione Comunista, alla Spezia come in tutta Italia, non parteciperà alle primarie nazionali del centrosinistra del prossimo 25 novembre e invita i propri militanti a non andare a votare. Infatti tali primarie si svolgeranno all’interno del recinto dell’accettazione dei trattati europei e quindi delle politiche neoliberiste. Le forze che vi hanno aderito sono perfettamente consapevoli che dovranno ripercorrere in toto l’unica via tracciata dal governo Monti, ossia le politiche ultraliberiste e fomentatrici di una gravissima ingiustizia attuate da questo esecutivo di “tecnici”. Chiunque vincerà le primarie sarà schiavo dei binari del montismo e dovrà comunque e in ogni caso rendere conto al pensiero unico di un’economia finanziaria dominatrice incontrastata sugli stati, sulla democrazia e sulla vita dei cittadini.
La nostra battaglia referendaria sulla difesa dei diritti dei lavoratori e dello stato sociale che stiamo attuando in questi mesi per cancellare le scandalose “riforme” su articolo 18 e pensioni realizzate dal ministro Fornero, sarebbero in assoluta contraddizione se partecipassimo al banchetto di chi queste “riforme” non solo le ha votate, ma le ha anche appoggiate in pieno ossia il partito Democratico. Per questo Rifondazione ha avanzato ufficialmente la proposta della costruzione di una lista unitaria della sinistra contro il neoliberismo, per un progetto di alternativa e per la riforma radicale della politica. La nostra proposta politica si rivolge ad Alba, all’IdV, a Sel, ai Verdi, alle forze che hanno organizzato la manifestazione del no Monti day del 27 ottobre, al complesso delle forze associazionistiche, sociali, culturali e di movimento disponibili, ed è finalizzata a costruire un ampio polo di alternativa che si ponga l’obiettivo di governare il paese su un programma antitetico a quello imposto da Monti e dalle politiche europee.

In questo quadro riteniamo positivo l’appello “Cambiare si può”, promosso da una serie di autorevoli personalità della sinistra, rispetto al quale registriamo una consonanza di proposta. A partire da questa consonanza parteciperemo all’assemblea convocata per il 1° dicembre al fine di concretizzare un percorso di costruzione della lista unitaria di sinistra.

Parimenti le posizioni del sindaco di Napoli De Magistris, la dialettica aperta all’interno dell’Italia dei Valori, come anche posizioni presenti territorialmente e nazionalmente all’interno di Sinistra Ecologia e Libertà, ci confermano nella possibilità di allargare le forze che possono essere coinvolte nella costruzione di un polo della sinistra di alternativa. Un polo che vogliamo costruire non come pura sommatoria elettorale ma come progetto politico di ricostruzione aperta e partecipata di una soggettività della sinistra, basata sul principio “una testa un voto”, in grado di intrecciare senza gerarchie e connettere in una dimensione progettuale che travalichi la scadenza elettorale chi si oppone al montismo di oggi e a quello di lungo periodo, determinato dall’accettazione dei vincoli europei e del Fiscal Compact.

Per questo parteciperemo all’assemblea prevista per il 15 dicembre in continuità con la manifestazione del No Monti day.

Il tentativo – che abbiamo perseguito fino in fondo – di assumere questo obiettivo unitariamente come Federazione della Sinistra – ha dovuto prendere atto dei diversi orientamenti esistenti.

Nella consapevolezza che la costruzione di un processo inclusivo e partecipato, che allarghi il terreno della partecipazione politica unitaria a sinistra, la realizzazione in Italia del progetto della Sinistra Europea, la costruzione in Italia del corrispettivo di Syriza, del Front de Gauche, di Izquierda Unida, della Linke, è l’obiettivo fondante il nostro progetto politico, a cui subordinare ogni percorso politico e su cui lavorare nei prossimi mesi.
Massimo Lombardi
Segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Referendum articolo 18: prosegue alla Spezia la raccolta firme di Rifondazione Comunista. In settimana pronti i moduli per il referendum sulle pensioni.

19 novembre 2012, by  
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Prosegue instancabile l’attività referendaria di Rifondazione contro il pensiero unico montiano.

La federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista assieme al circolo cittadino “Tina Modotti” continua la sua campagna di raccolta raccolta firme per abrogare via referendum le scandalose leggi in materia di lavoro ordite nel 2011 dai governi Berlusconi e Monti. Il ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è infatti un punto di battaglia fondamentale per una Sinistra degna di questo nome.

I banchetti saranno allestiti in città a partire da domenica 18 novembre fino a venerdì 23 novembre.

Di seguito il calendario degli appuntamenti alla Spezia:

Domenica 18 ore 10 piazza Brin

Mercoledì 21 ore 10 Piazza del mercato

Venerdì 23 ore 15 Piazza Garibaldi.

Centinaia di firme sono state raccolte in questi giorni da tutti i circoli della provincia, da Arcola a Ortonovo. La raccolta proseguirà nelle prossime settimane, stavolta per abrogare un’altra legge-vergogna targata Monti-Fornero: quella sulle pensioni.

Sono infatti finalmente disponibili i moduli per la raccolta firme del referendum abrogativo dell’articolo 24 della legge 22 dicembre 2011, n.214 “disposizioni in materia di tratamenti pensionistici, un argomento molto sentito dalla popolazione spezzina.

I banchetti saranno riproposti su tutto il territorio provinciale a partire dalla prossima settimana. Il calendario per le pensioni verrà comunciato nei prossimi giorni.

 

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Circolo Prc “Tina Modotti” La Spezia

14 novembre 2012: contro l’euroausterità e il governo Monti, con l’Europa che resiste!

12 novembre 2012, by  
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Prc e Gc La Spezia aderiscono allo sciopero Cgil e al corteo degli studenti spezzini

Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti della Spezia aderiscono allo sciopero CGIL proclamato per mercoledì 14 novembre in occasione della giornata di mobilitazione contro le vergognose politiche di austerità del governo Monti che strozzano sempre più i cittadini italiani nel nome della troika formata da Germania-Francia-BCE-FMI.

Mentre la Cgil terrà un presidio in Piazzetta del Bastione, i Giovani Comunisti e Rifondazione parteciperanno al corteo di protesta organizzato dagli studenti spezzini che percorreranno le vie cittadine a partirte dalle ore 9 con ritrovo in Piazza Europa. Nell’occasione i partecipanti potranno firmare per abrogare con i referendum le scandalose leggi dei governi Berlusconi-Monti in tema di lavoro, per il ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che impediva la libertà di licenziamento prima della “riforma” Fornero.

Di seguito l’appello di Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti:

Siamo con le lavoratrici e i lavoratori che oggi in tutta Europa scioperano.

A chi dice che non ci sono alternative alle politiche di austerity volute dalla Merkel e dalla Troika, rispondiamo che dalla crisi non si esce tagliando i diritti e il futuro.

Le politiche di austerity peggiorano la crisi economica e creano una crisi di civiltà, una barbarie in cui si distruggono tutti i diritti sociali e del lavoro e si distrugge assieme la democrazia. Mentre si salvaguardano la finanza e gli speculatori.

Siamo contro il governo Monti che, sostenuto da centrodestra e centrosinistra, ha approvato la controriforma delle pensioni, la cancellazione dell’articolo 18, i continui tagli a scuola, sanità, servizi sociali, il pareggio di bilancio in Costituzione e il Fiscal Compact. Il Fiscal Compact, che chiede al nostro paese tagli di 47 miliardi l’anno per i prossimi 20 anni, è un trattato contro i popoli d’Europa, contro le conquiste sociali che fanno parte della storia europea.

Vogliamo costruire un’alternativa con l’unità delle forze di sinistra e antiliberiste. Colpendo gli speculatori e la deregulation finanziaria, facendo pagare i ricchi con la patrimoniale, costruendo nuova occupazione con un piano per il lavoro e l’ambiente, tagliando le spese militari, ripristinando i diritti sociali e del lavoro.

Ti chiediamo di firmare per i referendum:

-per il ripristino dell’articolo 18;

-per la cancellazione dell’articolo 8 e la difesa del contratto nazionale;

-per l’abrogazione della controriforma Fornero delle pensioni;

-per eliminare i privilegi dei parlamentari;

 

Riprendiamoci il presente e il futuro.

Diritti, lavoro, democrazia.

CAMBIARE SI PUO’!

Raccolta firme per il referendum dell’articolo 18: tornano da domani i banchetti di Rifondazione Comunista

 

Reduce dal grande successo del No Monti Day di Roma dello scorso sabato, la federazione provinciale di Rifondazione Comunista si rituffa a capofitto sulla raccolta firme per abrogare via referendum le vergognose riforme sul lavoro del duo Monti-Fornero.

Le firme sono già state raccolte nei giorni scorsi ad Arcola, Vezzano, Lerici, Santo Stefano, Castelnuovo e Ortonovo in collaborazione con Sel e Idv: i banchetti saranno riproposti su tutto il territorio provinciale a partire da domani, venerdì 2 novembre, con il circolo arcolano Prc “Maggiani-Rolla” che sarà presente a Romito Magra dalle 9 alle 12. Di seguito il calendario completo dei banchetti nei prossimi 15 giorni:

Venerdì 2 Novembre, Ore 9.00-12.00
Via Militare, Loc. Romito Magra ARCOLA

Sabato 3 Novembre, Ore 9.00-12.00
Piazza Garibaldi LERICI

Sabato 3 Novembre, Ore 9.00-12.00
Piazza Baracchini, Loc. Pegazzano LA SPEZIA

Sabato 3 Novembre, Ore 15.30-18.00
Piazza Matteotti SARZANA

Martedì 6 Novembre, Ore 15.30-18.00
Via dei Pini, Loc. Melara LA SPEZIA

Mercoledì 7 Novembre, Ore 9.00-12.00
Centro Commerciale La Miniera CASTELNUOVO MAGRA

Mercoledì 7 Novembre, Ore 9.00-12.00
Piazza del Mercato LA SPEZIA

Venerdì 9 Novembre, Ore 15.30-18.00
Corso Cavour LA SPEZIA

Sabato 10 Novembre, Ore 10.00-12.00
Via Aurelia, Loc. Dogana ORTONOVO

Sabato 17 Novembre, Ore 9.00-12.00
Piazza Matteotti, Loc. Pian di Follo FOLLO

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Landini a Spezia, Oliveri: “Fds unica forza politica presente. Cancellare subito le controriforme Fornero-Monti”

31 ottobre 2012, by  
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Nel suo intervento di oggi all’assemblea dei lavoratori di Fincantieri Muggiano della Spezia il segretario generale della Fiom Maurizio Landini ha chiesto ai partiti di dire con chiarezza, e prima delle elezioni, se intendono mantenere oppure no la controriforma delle pensioni varata dalla Fornero e se intendono ripristinare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori manomesso dal Governo Monti.
Rispondo a nome di Rifondazione Comunista: “Siamo per cancellare la controriforma Fornero sulle pensioni, per ripristinare l’articolo 18 e per abrogare le norme che danno alle imprese la possibilità di derogare ai contratti di lavoro. Tant’é che su questi argomenti siamo tra i promotori della raccolta di firme per i referendum. Sono contento di essere stato presente all’assemblea con Landini: ho sentito parlare di salari, pensioni, politica industriale, diritti. Di cose concrete insomma, e non la solita tiritera su primarie o astratte narrazioni. Prendo atto che gli unici esponenti della politica locale presenti ad ascoltare il segretario della Fiom erano i dirigenti della Federazione della Sinistra. Se al posto di Landini ci fosse stato il Presidente di Confindustria sarebbero stati tutti in prima fila a spellarsi le mani.


Sergio Olivieri
segretario regionale Rifondazione Comunista/Fds Liguria

Lotto per il 18: costituito alla Spezia il comitato per il referendum sul lavoro

12 ottobre 2012, by  
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Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Comunisti Italiani, Verdi, Sinistra Ecologia e Libertà, Lavoro e società Cgil (da www.cronaca4.it)

Si è costituito il Comitato spezzino per i referendum sul lavoro, composto dalle organizzazioni spezzine delle forze politiche e sociali promotrici dei referendum per l’abrogazione dell’art. 8 dell’ultima manovra Berlusconi, che abroga il contratto nazionale di lavoro, e per il ripristino dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori”.

Lo rendono noto le forze promotrici spezzine: Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Comunisti Italiani, Verdi, Sinistra Ecologia e Libertà, Lavoro e società Cgil: “Il comitato è aperto all’adesione delle realtà politiche, sindacali e della società civile spezzina, organizzerà la raccolta delle firme per la promozione dei referendum nella Provincia della Spezia e promuoverà la costituzione di analoghi comitati sui luoghi di lavoro. La nostra è una battaglia di civiltà in difesa dei diritti fondamentali di tutti i lavoratori, a cominciare da quelli più deboli. La precarietà si combatte con più e non con meno diritti” concludono.

Lombardi: “Il territorio spezzino è vittima di troppi interessi”

11 ottobre 2012, by  
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Da Il Secolo XIX del 10/10/2012

No all’outlet di Brugnato, al casello di Beverino, alla cessione di Acam Gas, all’incenerimento dei rifiuti. Si a un’economia incentrata sul verde e sulla salvaguardia dell’ambiente. Lo ribadisce il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Massimo Lombardi rispondendo al segretario Uil Walter Andreetti che nei giorni scorsi aveva espresso dure critiche nei confronti del Prc, contrario alla realizzazione dell’outlet, come ribadito dal voto nell’ultimo consiglio comunale spezzino.

«C’è un filo che sembrerebbe legare le ultime dichiarazioni di Andreetti, Enzo Papi e Raffaella Paita» afferma Lombardi «dobbiamo spezzare la catena di interessi che va solo a danno dei cittadini e delle giovani generazioni».

Dunque per Rifondazione l’outlet non è sinonimo di lavoro…

«Un mostro di cemento nella valle del biologico è una pazzia per gli speculatori. Con la precarietà totale  il lavoro è solo uno specchietto per le allodole. Andreetti pensi al suo mestiere, non sarà di certo la Uil a dettarci la linea».

Secondo voi che politiche si dovrebbero intraprendere?

«Il nostro territorio è fragile, lo dimostra la frana della Via dell’Amore. La vera sinistra è per il lavoro, ma stabile: Monti, dopo Berlusconi, lo sta smantellando definitivamente. Si pensi piuttosto a creare occupazione nella salvaguardia e manutenzione ambientale, lo ha detto anche il presidente Alessandro, al quale va la nostra piena solidarietà e stima».

Siete contrari anche al casello autostradale di Beverino? 

«Contrarissimi. Altra opera inutile e folle, a pochi chilometri tra i due caselli già esistenti. Un caso che se ne parli ora con il cantiere del 3° lotto dell’Aurelia aperto? Non vorremmo trovarci un secondo retroporto con i container anche in Val di Vara».


A proposito, il comitato portuale ha avviato la procedura per la concessione-Contship, che ne pensate?

«Che il porto sarà in mano a un monopolista per 53 anni, molti spezzini non vedranno la scadenza. Ci chiediamo se tale infrastruttura debba essere gestita nell’interesse di pochi per sperare nei benefici a caduta. Occorre un porto che si sviluppi nel rispetto della città, non in antitesi».

Altro tasto dolente, la questione Acam…
«Abbiamo assistito a mille teatrini a danno dei lavoratori, ora nessuno li strumentalizzi, specie chi ha fallito in continuazione i propri piani. Da tempo chiediamo un vero piano industriale basato su acqua pubblica, rifiuti zero, energie rinnovabili. Basta ai matrimoni finti e ai proclami indegni, mentre i dipendenti Acam si giocano il proprio futuro. Per noi sono una priorità: no a spezzatini, nessuna cessione di Acam Gas. Sarebbe un disastro».

E il ciclo dei rifiuti? Da Termomeccanica è tornata la proposta di bruciarli…

«Basta speculare sulla salute delle persone. C’è un piano dei rifiuti, Papi prenda atto che sono le istituzioni democratiche a pianificare le scelte collettive, non gli industriali. Rifondazione da anni porta avanti una proposta chiara, con il modello Capannori e il riciclo virtuoso dei rifiuti. E’ l’unica soluzione possibile».

Secondo voi cosa manca a questo territorio?

«Innanzitutto il lavoro. Poi gli spazi pubblici per i giovani, l’accesso al mare per gli spezzini, penso al muro di Marola. Manca una politica per la casa, per la salute, per i diritti civili. Tutte questioni da noi sollevate in passato ma poco ascoltate, salvo poi riutilizzate per scopi propagandistici. Mi viene in mente il tanto sbandierato registro delle unioni civili: a Spezia è stato già deliberato nel 2006, a Sarzana nel 2007, sempre su nostra istanza. Ma evidentemente in troppi hanno la memoria corta».

Le vostre proposte di oggi?

«Chiamiamo a raccolta tutte le forze in opposizione alle massacranti politiche di Monti. Lo abbiamo già fatto invitando la sinistra a lottare unita, partendo dalla raccolta firme contro l’abolizione dell’articolo 18 che cominceremo nei prossimi giorni in tutta la provincia».

“Sostegno allo sciopero generale dei lavoratori del pubblico impiego. Fermiamo il governo Monti”

28 settembre 2012, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Lavoro, Partito, Primo piano

Esprimiamo il nostro totale appoggio e la nostra assoluta condivisione allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil per oggi, venerdì 28 settembre per protestare contro i tagli operati dalla cosiddetta ”spending review” (termine inglese usato per mascherare il vero significato: taglio dello stato sociale).
Infatti le scelte fatte dal governo Monti in materia di lavoro, ricerca e università sono scellerate e aggraveranno ulteriormente la crisi.
Sosteniamo da tempo le ragioni del nostro no a tutte le scelte che questo esecutivo ha fatto in ogni settore e parimenti riteniamo indispensabile che lo stesso vada a casa il prima possibile.

Siamo quindi a fianco dei lavoratori in sciopero in questa battaglia giusta, legittima e sacrosanta, interrogandoci per l’ennesima volta su come sia possibile che certe forze che si autodefiniscono di centro-sinistra sostengano questo gruppo di disastrosi governanti che, non paghi di quanto hanno fatto già nel sdettore proivato, minacciano senza alcuna vergogna di estendere la’brogazione dell’articolo 18 anche ai alvoratori pubblici. Parole del “ministro dei licenziamenti” (come è giusto che si debba nominare) Elsa Fornero.

L’ennesimo smacco operato dal governo Monti ai lavoratori viene dal settore scuola. Riteniamo infatti vergognoso che nel nuovo maxi concorso indetto dallo stato dopo anni di blocco, vengano di fatto tagliati fuori coloro che hanno sofferto anni di precarità mandando avanti il mondo della scuola unicamente grazie alla loro passione per questo mestiere, non certo per la gratifica professionale.

Un’ulteriore offesa ai lavoratori vecchi e nuovi i quali si ritroveranno, assolutamente innocenti, all’ennesima guerra tra poveri.

Ribadiamo la nostra ferma e decisa contrarietà a queste politiche insensate e devastanti per il presente e il futuro dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani e diamo appuntamento al prossimo 12 ottobre per la mobilitazione nazionale studentesca contro le decisioni nefaste del governo Monti anche nel mondo scolastico.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

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