Potere al Popolo arriva a Spezia: giovedì 28 dicembre alle 18 prima assemblea ala Skaletta Rock Club

23 dicembre 2017, by  
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COSTRUIAMO UNA LISTA POPOLARE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE!
 
 
Sabato 18 novembre a Roma è successo qualcosa di incredibile. 800 persone hanno riempito il Teatro Italia, per un’assemblea nazionale convocata nemmeno tre giorni prima. Tanti giovani, tante donne, tanti lavoratori, di diverse nazionalità, tanti movimenti di lotta per i diritti sociali, per la tutela dei territori, contro le discriminazioni di ogni genere!
 
La giornata di sabato ha dato entusiasmo e si è fatta carico di un messaggio forte che sta attraversando come una scarica tutta l’Italia: solo noi possiamo riprenderci il posto che ci spetta nell’agenda politica di questo paese!

Chi siamo noi? Siamo quelli che non vengono mai interpellati: i lavoratori che devono far quadrare i conti a fine mese; i migranti che vengono cacciati e ridotti in schiavitù; i disoccupati e i poveri che vengono abbandonati al loro destino; le donne vittime di soprusi e discriminazioni; gli studenti consegnati a un futuro di sfruttamento e a un’istruzione di bassa qualità. Siamo le persone normali, quelli colpiti dalle politiche dei governi, quelli che non hanno voce… ma che non si sono arresi. A partire dai bisogni urgenti e inascoltati del popolo, dall’assemblea del Teatro Italia stiamo ripartendo per convocare momenti territoriali in tutte le province e regioni d’Italia!
Ancora una volta possiamo dimostrare che in tutto il paese, nonostante malgoverno, mafie, speculatori, abbandono istituzionale, si sta ricostruendo un fronte d’alternativa, di solidarietà, di protagonismo delle forze vive del territorio!
 
Vediamoci, discutiamo il programma – che poi significa discutiamo di ciò di cui abbiamo bisogno realmente! – organizziamo le prossime mosse, sentiamoci parte di qualcosa che sta nascendo e che finalmente può rompere il teatrino della vecchia politica, scalzarlo con un’alternativa concreta!
Istruzione, sanità, lavoro, tutela ambientale, lotta alla corruzione e alle mafie, controllo popolare: un programma che metta al centro le nostre esigenze, i nostri desideri, i nostri sogni. Per farlo, abbiamo bisogno del vostro aiuto!
Insieme non potranno più ignorarci!
Bisogna sognare….
https://poterealpopolo.org/

L’Otto marzo al Favaro: domenica sera tavola rotonda e cena sociale con Nicoletta Dosio e Haidi Giuliani

4 marzo 2015, by  
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L’otto marzo è la giornata delle donne, della lotta e del lavoro. A Spezia la festeggeremo domenica sera con una doppia iniziativa presso il circolo Arci del Favaro alla presenza di tre grandi ospiti.

Una giornata interamente dedicata ai racconti di conflitti, valori ed emozioni delle donne alla quale seguirà una cena sociale all’insegna della mimosa e della convivialità.

Si comincia alle 18 con una tavola rotonda tutta al femminile alla quale parteciperanno Haidi Giuliani (mamma di Carlo ed ex senatrice Prc), Roberta Danovaro (della segreteria regionale ligure di Rifondazione) e Nicoletta Dosio (attivista e volto storico del movimento No Tav piemontese). Coordina la presentatrice di Teleliguria Sud Selene Ricco.

Seguirà cena sociale alle 20
con prezzi super-popolari.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Per la cena occorre prenotarsi entro e non oltre venerdi 6 marzo scrivendo una mail a rifondazionecomunistalaspezia@gmail.com oppure telefonando ai numeri 349.0060217 o 328.8480095

Buon 8 marzo a tutte/i!

Rifondazione Comunista La Spezia

Rete a Sinistra La Spezia: mercoledì 3 dicembre assemblea pubblica presso la sede di Rifondazione in via Lunigiana

3 dicembre 2014, by  
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Oggi 3 dicembre alle 17.30 presso la sede di Rifondazione Comunista (via Lunigiana 545) assemblea pubblica della Rete a Sinistra. Dopo il primo incontro, l’iniziativa pubblica svoltasi all’urban center su ambiente, mare e territorio la Rete a Sinistra torna a incontrasi alla Spezia. Un appuntamento di discussione aperto a tutti quelli che vogliono partecipare per decidere insieme le prossime attività e iniziative.

Nell’incontro precedente abbiamo portato tante buone pratiche di un diverso modello di sviluppo, dall’agricoltura come strumento di tutela del paesaggio alla blue economy, l’economia del mare. Abbiamo parlato di ricerca e innovazione come strategia per uscire dalla crisi puntando sulle migliori tecnologie. Tanti temi su cui vogliamo costruire campagne mirate. Per questa ragione domani ci incontreremo per discuterne insieme.

COSA E’ LA RETE: Rete a sinistra vuole costruire un percorso che metta insieme cittadini, movimenti, associazioni e partiti della sinistra (Lista Doria, Pd area Civati, Pdci, Rifondazione Comunista, Sel, Altra Liguria) per costruire un altro modello di società. Dopo il primo incontro genovese, di settembre, al teatrino degli Zingari è emerso il bisogno di ricominciare a discutere e confrontarsi in modo aperto e orizzontale al di là delle proprie appartenenze partitiche o associative. Il metodo è incentrato sui contenuti e non sui contenitori per riportare al centro del dibattito politico in Liguria quei temi e valori da sempre patrimonio della sinistra e oggi ignorati.

Rete a Sinistra La Spezia

Roma, 8 settembre 2013: nel nome della Costituzione e della Sinistra, un’assemblea che ha aperto una speranza

9 settembre 2013, by  
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L’assemblea che si è tenuta domenica 8 settembre a Roma, convocata da Lorenza Carlassare, don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky rappresenta un grande fatto politico.

Innanzitutto perché è perfettamente riuscita e questo ci dice della volontà di ripartenza che vi è in quel popolo della sinistra che vuole cambiare le cose. In Italia vi sono le energie morali e politiche per riaprire un percorso di alternativa, di chi non si rassegna allo stato di cose presente.

In secondo luogo perché la convocazione della manifestazione del 12 di ottobre per la Costituzione e per il lavoro e il percorso di preparazione della stessa saranno un grande fatto democratico e di mobilitazione popolare. Il vero disastro dell’Italia non sta solo nella protervia berlusconiana o nella sciagurata azione dei governi di unità nazionale. Il vero disastro sta nella rabbia e nella insoddisfazione popolare che però non trovano punti di sbocco collettivo. Il disagio del paese oggi si esprime più in rabbie individuali, in solitudini impotenti che in una risposta collettiva. La manifestazione del 12, il percorso di mobilitazione precedente e quello che inevitabilmente si aprirà dopo il 12 costituiscono invece la possibilità di costruire un grande movimento democratico di risposta collettiva all’attacco alla democrazia e ai diritti sociali. La possibilità di passare dall’Io al Noi è inscritta nelle proposte dell’assemblea di ieri e costituisce un enorme fatto politico che ci riavvicina alle mobilitazione degli altri popoli europei.

In terzo luogo l’aver legato la questione della difesa e dell’applicazione della Costituzione con le questioni del lavoro è decisivo. Oggi l’applicazione delle politiche neoliberiste stanno mettendo in discussione tutti i livelli di civiltà conquistati nel dopoguerra in Europa: il welfare, il sindacato e i diritti dei lavoratori, la democrazia. Le politiche di austerità lungi dal farci uscire dalla crisi la stanno aggravando e ne scaricano i costi sulle masse popolari. Questo attacco viene condotto congiuntamente da centrodestra e centrosinistra e i governi Monti e Letta ne sono la plastica dimostrazione. Non si tratta solo di un fatto italiano. Tutte le peggiori decisioni assunte a livello europeo, dal trattato di Maastricht al Fiscal Compact sono state assunte insieme da popolari e socialisti. Se poi facciamo mente locale sul fatto che i leader che principalmente vogliono sferrare un attacco alla Siria sono il Democratico Obama e il socialista Hollande, il quadro è completo. Occorre evidentemente costruire una alternativa culturale e politica al centrodestra quanto al centrosinistra e solo tenendo insieme questione sociale e questione democratica è possibile rovesciare queste politiche e difendere i diritti sociali come la democrazia. Il rischio che abbiamo è infatti che sotto l’attacco devastante ai diritti sociali e del lavoro la questione della democrazia venga vista come una cosa secondaria da vasti strati sociali. Una specie di lusso di cui non val la pena occuparsi. Addirittura vi è il rischio che ipotesi presidenzialiste e populiste possano incontrare a livello di massa il diffusissimo sentimento di repulsa per la politica. Mettere in discussione le politiche neoliberiste sia sul piano dei loro effetti sociali, sia sul piano della difesa della democrazia e della partecipazione è quindi la strada giusta: La via maestra.

Da ultimo l’assemblea e il percorso proposto apre anche la strada e la speranza per la costruzione di uno spazio pubblico di sinistra. Dentro il regno del bipolarismo e delle politiche neoliberiste, Rodotà ha giustamente denunciato il vuoto della politica. Questo vuoto va riempito e noi proponiamo di farlo evitando di ripercorrere gli errori del passato. Non ha funzionato la Federazione della Sinistra così come non ha funzionato Rivoluzione Civile: Non funzionano le ambiguità nel rapporto con il centro sinistra e i patti di vertice a cui siamo stati costretti. Non si tratta quindi di fare un nuovo partito o di mettere insieme gli attuali gruppi dirigenti: si tratta di dar vita ad un spazio pubblico della sinistra basato sul principio della democrazia e della partecipazione, in cui, a partire da un comune progetto politico e da regole condivise, si possa ricostruire una comunità di dibattito e di azione civile, culturale e politica. Si tratta di coinvolgere le centinaia di migliaia di uomini e donne di sinistra che oggi in Italia sono alla ricerca di un punto di riferimento politico. Una ricostruzione dal basso che può essere il valore aggiunto prodotto dal percorso di mobilitazione deciso ieri e che vede nella serietà e nell’autorevolezza delle persone che hanno convocato l’assemblea un fattore non secondario di speranza.

Paolo Ferrero

ilfattoquotidiano.it

Prc Lerici: “Quale futuro sulla scuola?”

12 febbraio 2013, by  
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La grande partecipazione all’assemblea pubblica della scorsa settimana ha dimostrato la centralità della scuola, del suo futuro e l’interesse della cittadinanza al tema, dimostrando che la nostra esigenza di riportare al centro della discussione l’educazione e la formazione scolastica come bene comune sia stata una lettura delle necessità dei nostri concittadini. L’esperienza di partecipazione e di promozione dei cittadini di Lerici non deve essere sprecata, pertanto ci attiveremo affinché venga dato avvio al percorso partecipato preannunciato ad ottobre dall’amministrazione comunale.

Sarà proprio in quel contesto che dovranno essere socializzate le esperienze didattiche del tempo pieno, ragionando ed elaborando il suo sviluppo futuro, senza preclusioni e con l’impegno concreto della giunta lericina a non assumere, per i prossimi due anni e per la durata del percorso, alcuna decisione su eventuali trasferimenti dei plessi scolastici.

Il numero di bambini in età scolare è confortante almeno per i prossimi tre anni e non mancheranno iscrizioni per formare le classi prime in tutto il comprensorio lericino, comprese le frazioni, anche se le iscrizioni on-line rendono più difficile una eventuale ridistribuzione solidale dei bimbi sui vari plessi. Rifondazione Comunista è convinta che il percorso partecipato sia l’unica strada percorribile per giungere ad una condivisione sul futuro della scuola.

Questo è uno dei modi per evitare che la Scuola, che oggi sia dal Governo che dalla Regione vuole esser “riorganizzata”, ossia destrutturalizzata e depotenziata per tagliare i costi senza tener in considerazione la funzione socio-educativa della formazione, sia difesa, a partire da piccole azioni concrete sul territorio.

La segretaria del circolo di Rifondazione di Lerici

Stefania Novelli

“Grande successo dell’iniziativa di martedì su Acam. Con i lavoratori e i cittadini verso un nuovo modello di società”

10 dicembre 2012, by  
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Il successo dell’iniziativa di martedì scorso al centro “Allende” della Spezia, organizzata da Rifondazione Comunista riguardo al caso Acam, deve aver dato fastidio a molti in città. La presenza massiccia dei lavoratori, giunti ad ascoltare le nostre proposte e le nostre azioni concrete, la dice lunga sul grado di attenzione e insoddisfazione dei principali protagonisti dell’azienda, gli stessi lavoratori e i cittadini. Un confronto a cui sono risultati assenti tutti i rappresentanti delle istituzioni locali, ma anche degli altre forze politiche spezzine.

Rifondazione intende ribadire le giuste fondamenta del proprio percorso politico che l’ha contraddistinta in questo quadrienno, dove la crisi Acam è esplosa fino a raggiungere in questi mesi il suo picco massimo di gravità. Lo ha ricordato il resp. Ambiente del partito, William Domenichinino all’incenerimento dei rifiuti, il si a rifiuti zero, il no alla privatizzazione dell’acqua, si al modello di Napoli acqua bene comune, il no perentorio alla cessione di Acam Gas si al polo dell’energie rinnovabili. Tutti elementi fondamentali per la difesa della territorialità dell’azienda e per la difesa assoluta dei lavoratori, letteralmente ricattati da un referendum “in stile Marchionne”, e realmente sostenuti in questi anni quasi esclusivamente dal nostro partito, che in questi anni infatti, soli contro tutti, ha chiesto un nuovo modello di società e di azienda, rigorosamente pubblica e trasparente.

Quello che la consigliera comunale Simona Cossu ha chiesto, ossia la ricapitalizzazione da parte dei comuni che hanno usato Acam con contratti in perdita, ancora da quantificare ma pare piuttosto ingente, e la trasparenza istituzionale che è mancata e che manca tuttora, con un gravissimo vulnus di Democrazia, lo chiederemo in tutte le sedi e in tutti i comuni della provincia.

Un altro punto sostanziale che vogliamo rimarcare è l’azione, che è insieme legale e politica, dell’esposto alla magistratura dell’avvocato Massimo Lombardi, segretario provinciale Prc, per i derivati sottoscritti da Acam con la banca Bnp Paribas, che hanno contribuito notevolmente al dissesto finanziario dell’azienda. Chi definisce questo atto poco utile mente sapendo di mentire. Ci sono importanti elementi e precedenti giudiziari che ci fanno guardare con ottimismo alla giustizia che, se dovesse compiersi, porterebbe certamente un rimborso economico all’azienda. Nessuno ha invece sottolineato il coraggio di esporsi contro una banca, questi enti intoccabili a cui non si chiede conto delle proprie responsabilità, scaricandole sulla collettività. E’ l’ora di dire basta agli abusi, basta speculazioni sulla pelle dei cittadini. Si può e si deve cambaire: c’è bisogno di giustizia, sociale e giuridica, alla Spezia come nel resto del Paese.

 

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Martedì 4 dicembre al centro “Allende” assemblea pubblica su Acam. Pronto un esposto contro le banche dei derivati”

29 novembre 2012, by  
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Rifondazione Comunista non ci sta. Non è d’accordo su come è stato gestito l’accordo sulla vicenda Acam. Per questo aveva convocato un’assemblea coi dipendenti Acam per domani sera al Centro Allende, rimandata a martedì 4 dicembre alle ore 18 per le le avverse condizioni meteo di questi giorni.

Simona Cossu, consigliera comunale di Rifondazione Comunista e William Domenichini, responsabile ambiente del partito, non approvano il documento siglato dai sindaci con i sindacati e rivendicano la loro posizione che non è semplicemente quella del “no” facendo delle proposte. “Innanzitutto non siamo d’accordo su come si è arrivati al protocollo – afferma Cossu – sia per quanto riguarda le modalità che i contenuti. Ricordiamo che la sigla è stata apposta una domenica mattina all’insaputa delle stesse forze di maggioranza. Una decisione poco trasparente. Sempre sul fronte della trasparenza abbiamo chiesto i dati per sapere quanto sono costati ad Acam i contratti di servizio: ma non ci sono stati forniti. Non vorremmo ricorrere al Prefetto per averli”. Rifondazione è critica sui contenuti dell’accordo. “Sta scritto – prosegue Cossu – che bisogna “riadeguare i contratti di servizio ambientali secondo criteri di sostenibilità economica e finanziaria”. Vuol dire allora che prima non era così. Come si possono trovare privati che investano il 49% in un’azienda in perdita?”.

E lancia delle proposte. “Sapere prima di tutto quanto costano ad Acam i contratti di servizio – precisa Cossu – Gli strumenti ci sono per recuperare i debiti dai Comuni: Acam potrebbe fare fatture ai Comuni che dovrebbero redigere un piano di rientro. Non è invocabile la scusa che avrebbero un debito fuori bilancio: il Comune della Spezia aveva un debito milionario fuori bilancio con la ditta Agnese e l’ha saldato”.

Il partito non è favorevole neppure alla ricollocazione dei dipendenti in esubero nelle società partecipate. “Questa è la modalità che ha creato il bubbone Acam, un contenitore in cui “buttare” la crisi sociale”, conclude Simona Cossu che precisa di non dare le dimissioni da consigliere “perché sto mantenendo le promesse del programma da noi sottoscritto”.

Altre lotte sono collegate indirettamente alla questione Acam come la vittoria sul referendum dell’acqua pubblica (a La Spezia 100.000 firme) e la strategia a rifiuti zero. “Siamo tra le prime province italiane ad aver varato questa strategia – ha affermato Willliam Domenichini – e alla vittoria del referendum sull’acqua hanno partecipato, oltre a noi, Pd, Sel, Idv. Proponiamo quindi l’adesione totale alla strategia rifiuti zero, la necessità della realizzazione di un polo energetico sulle energie alternative, l’attuazione del piano provinciale dei rifiuti in scadenza”. Di tutto ciò Rifondazione parlerà nella prossima assemblea coi dipendenti Acam dove verrà illustrato un esposto redatto dal segretario Massimo Lombardi contro la BNP – Paribas che ha venduto i derivati ad Acam. (da www. cronaca4.it)

Acam, Rifondazione: “E la chiamano assunzione di responsabilità?

 

Cossu e Domenichini snocciolano i punti critici dell’accordo firmato da sindaci e sindacati. La consigliera spezzina: “Federici non rispetta il programma elettorale“. Martedì assemblea pubblica all’Allende.

La Spezia – La rottura maturata su Acam tra Rifondazione Comunista e la maggioranza che appoggia Federici appare insanabile. Almeno sino a quando Pd & company non decideranno di affrontare la questione con un cambio di rotta.
Serve più serietà nel condurre questa vicenda“, afferma Simona Cossu, consigliere comunale di Rifondazione che una settimana fa ha votato contro il documento proposto dalla maggioranza. “Credo fermamente di essere nel solco del programma con il quale il centrosinistra si è presentato alle elezioni. Per questo non esco dalla maggioranza. Semmai è Federici ad essere fuori rispetto a quello che è stato promesso agli elettori. E’ assurdo che siamo solamente noi – aggiunge Cossu – a fare da guardiani al programma. In ogni caso, non voterò mai nessuna delle proposte che ricalchino il percorso intrapreso dalla giunta sulla questione Acam“.
Rifondazione, infatti, ritiene un atto grave la firma dell’accordo tra i sindaci e i sindacati di domenica 4 novembre: “Un’operazione fatta in fretta e furia, senza che nessuno ne sapesse nulla. Quando Federici dice che su Acam è trasparente non dice la verità“. Ma oltre a ribadire la sua contrarietà al modus operandi degli ultimi mesi, Cossu entra nel merito dell’accordo firmato, di cui contesta i contenuti. “I sindaci devo riadeguare i costi dei servizi ambientali secondo criteri di sostenibilità economica? Dal 2008 ad oggi a che cosa pensavano? E guarda caso promettono di farlo ora che una parte di Acam Ambiente sarà ceduta a privati. Certo, quale azienda accetterebbe di lavorare con contratti sottocosto? E la spacciano per una conquista?“.
Alcuni dei sindaci-soci, anche negli ultimi anni, quando la crisi dell’azienda era ben nota, hanno continuato a pagare meno del dovuto, ragionando come (cattivi) clienti dell’azienda di Via Picco, e, di fatto, affossandola ancora di più. Aberrazioni della partecipazione pubblica che avrebbero dovuto essere finite da tempo. E invece si attendeva caso per caso che i contratti terminassero, prima di adeguare le somme.
Ora che finalmente i sindaci-soci mettono per iscritto di voler tornare alla normalità, Rifondazione chiede che sia presentato il conto.
“Che danno ha provocato questo comportamento ad Acam? Nel corso di una seduta di commissione l’ad Gaudenzio Garavini e l’assessore Davide Natale ci hanno risposto che questo dato non ce lo possono fornire. Spero di non dovermi rivolgere al prefetto… Ad ogni modo – annuncia Cossu – avanziamo una proposta: chiediamo ai sindaci di rientrare dei loro debiti, che si presume siano molto elevati. Acam potrebbe fatturare quanto dovuto e i Comuni potrebbero avviare piani di rientro. Così facendo l’azienda avrebbe risorse da mettere sul tavolo nella trattativa con le banche e potrebbe evitare la vendita del settore Gas”. Ma così facendo i Comuni non rischiano di non poter chiudere i bilanci e di dover dichiarare il dissesto finanziario? “Sarebbero debiti fuori bilancio, che possono essere inseriti. E comunque si tratta di un fatto politico: i sindaci che hanno approfittato di servizi sottocosto, soprattutto tra quelli espressione del Partito democratico, attuino qualche taglio ad eventi elettoralistici. Altrimenti – sostiene William Domenichini, responsabile Ambiente di Rifondazione – si siedano attorno ad un tavolo e dicano perché mancano le risorse. Hanno detto di volersi assumere le loro responsabilità, ma tappando i buchi con vendite degli asset e esuberi, la presa in carico delle responsabilità dove sta?”.

Ma per Rifondazione i punti critici dell’accordo firmato da sindacati e soci di Acam non sono finiti. “Abbiamo chiesto sin dall’inizio della crisi di dare ad Acam incarichi ulteriori, ad esempio sfruttando la conoscenza del territorio di Integra, per limitare il dissesto idrogeologico. L’allora assessore Paita – ricorda Cossu – ci disse che era impossibile, che gli incarichi non si possono affidare così, e oggi, dopo anni, è uno dei punti chiave del salvataggio“.
Mirino puntato anche su un altro aspetto, quello dell’assorbimento di parte degli esuberi con il trasferimento dei dipendenti in altre controllate dei Comuni della provincia. “Ma allora – sbotta il consigliere comunale – questi non imparano mai? Una delle cause del bubbone Acam è stato proprio l’averla utilizzata come contenitore per tamponare le crisi sociali. Cosa facciamo, trasferiamo il problema da un’altra parte? Come pensano di mettere in pratica una cosa del genere?“.
Ci hanno sempre tacciati come ‘il partito del no’, ma ogni volta che si siamo espressi contro certe pratiche abbiamo sempre proposto delle alternative. Ora che la situazione è drammatica avanziamo un’altra proposta, quella di fatturare il dovuto all’azienda da parte dei Comuni debitori, per evitare la svendita di Clienti, Gas e di metà delle quote di Ambiente. Quest’ultima operazione – prosegue Domenichini – è un salto nel buio, con un piano dei rifiuti mai attuato. L’elemento critico è l’incognita discarica. Sino a fine anno sarà possibile utilizzare quella di Vallescura (nonostante che i sindaci di Follo, Beverino e La Spezia in un primo momento si fossero detti contrari). Poi dove andranno i rifiuti? Si parla di non meglio precisati ‘impianti esterni’… Sulla differenziata un’altro fatto grave, con l’impegno di raggiungere il 65 per cento nel 2017. La legge impone che ci si arrivi nel 2012. Cosa facciamo? Glissiamo la legge senza battere ciglio? E ancora: il referendum di un anno e mezzo fa ha stabilito che l’acqua è un bene comune, un valore pubblico sul quale non si può lucrare. Ebbene, nell’accordo, nonostante i voti di 100mila spezzini, questo aspetto non viene nemmeno menzionato“.Tanti, tantissimi i punti sui quali Rifondazione Comunista è in disaccordo con l’amministrazione spezzina e con i sindacati. Così come sono tanti i problemi che per anni sono stati sollevati su Acam, senza che nessuno prendesse provvedimenti efficaci. Per questo martedì prossimo alle 18 si svolgerà un’assemblea pubblica su Acam organizzata proprio da Rinfondazione comunista al Centro Allende.
Domani i lavoratori dell’azienda saranno chiamati ad esprimersi sul piano firmato dai sindacati e dai sindaci-soci e stando a quello che dice Simona Cossu, dentro l’azienda la vigilia è molto tesa: “Abbiamo avuto notizia di minacce indegne. Del tipo: se passa il no, non avrete la tredicesima“. Comunque vada, le prossime settimane saranno di fuoco, e il panettone sarà indigesto per molti, per 500 milioni di motivi. (da www.cittadellaspezia.it)

Acam, Rifondazione presenterà un esposto contro Bnp Paribas per la vendita dei derivati

La Spezia – A contribuire alla voragine presente nei conti di Acam c’è anche la nota vicenda dei derivati tossici, acquistati dall’azienda di Via Picco quando al timone, nei panni di amministratore delegato, c’era quel Pierluigi Tortora bersaglio di tre azioni di responsabilità avviare nel 2010 da parte dei sindaci soci.

Recentemente la procura di Aqui Terme ha rinviato a giudizio i vertici di Unicredit per aver venduto ad una azienda derivati tossici. Pertanto – annunciano Simona Cossi e William Domenichini – il nostro segretario provinciale Massimo Lombardi, nei prossimi giorni presenterà un esposto contro Bnp Paribas, l’istituto di credito dal quale l’ex amministratore delegato Tortora ha acquistato i derivati che sono costati un buco di 11 milioni di euro ad Acam”. Nell’annunciare l’esposto Cossu e Domenichini hanno sottolineato come tra i colpevoli del disastro Acam ci siano sindaci e sindacati, ma anche le stesse banche che hanno concesso all’azienda di arrivare ad avere un’esposizione incredibile. (da www.cittadellaspezia.it)

Assemblea pubblica delle Fasce Rosse: sabato 10 Marzo al CAMeC della Spezia

Un’assemblea pubblica e una mostra fotografica per celebrare la straordinaria esperienza dei volontari delle Fasce Rosse nel territorio spezzino dopo l’alluvione del 25 ottobre scorso. L’iniziativa si terrà sabato 10 marzo dalle ore 10 presso il museo Camec di piazza Battisti 1 alla Spezia.

Le tragiche vicende accadute il 25 Ottobre 2011 nella Provincia della Spezia, da Ameglia alle Cinque Terre e nella vallata del Vara (Borghetto Vara, Brugnato, Pignone, Cassana) hanno messo in discussione tematiche che parzialmente si conoscevanocome il consumo del territorio, e che tutt’ora sono all’ordine dell’agenda politica delle amministrazioni comunali e dei partiti di governo e di opposizione.

Il nostro compito è quindi cercare di intervenire su queste tematiche creando un percorso partecipativo coinvolgendo i territori alluvionati e non solo. La nostra presenza sui territori alluvionati sin dall’inizio dell’alluvione e grazie al contributo vero delle Brigate di Solidarietà Attiva, ci ha permesso per la prima volta di entrare in contatto con una realtà a noi conosciuta ma distante dalla nostra pratica politica.

Lo sforzo organizzativo che si è fatto ha trovato riscontro sia sul territorio locale che su quello Nazionale. In tutto sono stati coinvolti più di 1500 volontari che con passione e competenza hanno portato un vento d’aria nuovo sul modo di stare insieme ma anche sul modo di fare politica.

Il nostro compito oggi è quello di cercare di dare continuità a quel percorso facendo tesoro dell’esperienza.

Per queste ragioni vogliamo richiamare tutti i volontari non solo delle Fasce Rosse e delle BSA, ma anche coloro che sono intervenuti autonomamente autoorganizzandosi, all’assemblea del 10 marzo dove verrà inaugurata una mostra fotografica dei lavori svolti sul campo.

Programma in aggiornamento

  • 10.00 Inaugurazione mostra fotografica
  • 10,30 Introduzione di Massimo Carosi
  • 11.00 Interventi e saluti
  • 13.00 Pausa con rinfresco rosso offerto dai compagni Rifondazione Comunista
  • 14.30 Ripresa interventi
  • 17.00 Intervento di Francesco Piobbichi
  • 18.00 Conclusioni

***Alle ore 20:30 cena e pernottamento da Ruggero a Brugnato***

Prc La Spezia: “Sabato 10 marzo al Camec assemblea con i volontari delle Fasce Rosse. Per lottare contro la speculazione del nostro territorio”

25 febbraio 2012, by  
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Un’assemblea nazionale si terrà sabato 10 marzo al Camec della Spezia per ricordare la straordinaria esperienza delle “Fasce Rosse” durante l’alluvione spezzina del 25 ottobre scorso. Nell’occasione sarà inaugurata anche una mostra fotografica con gli scatti più significativi di quelle incredibili giornate tra Borghetto, Fiumaretta, Brugnato, Aulla, Vernazza.Dopodichè tutti a Brugnato a porre una significativa “ultima pietra” sul cantiere del famigerato outlet, ancora difeso dalle amminsitrazioni locali nonostante quanto accaduto quattro mesi fa.

Una tragedia che ha creato una ferita profonda nella nostra comunità, a partire dalle persone che hanno perso la vita”  -ricorda Massimo Lombardi, segretario provinciale spezzino di Rifondazione Comunista- “ma ciò ha fatto emergere anche il grande spirito di solidarietà. La nostra presenza sui territori alluvionati ci ha fatto toccare con mano il dolore della nostra gente, l’umanità dei tanti volontari che abbiamo coordinato.

Le “Fasce Rosse”, per ricordare quegli operai che alla fine dell’800 lavoravano con un pezzo di stoffa rossa al braccio al cantiere della Pontremolese, – prosegue Massimo Carosi, responsabile PRC del Partito Sociale- sono i quasi 400 volontari che con passione e competenza sono arrivati alla Spezia e hanno portato un vento d’aria nuovo sul modo di stare insieme ma anche sul modo di fare politica. Il nostro compito oggi è quello di cercare di dare continuità a quel percorso facendo tesoro dell’esperienza acquisita, ricostruendo così un protagonismo sociale che intreccia la questione di classe col rafforzamento dei legami tra le persone e la costruzione di comunità solidali che contrastino ’lindividualismo e la solitudine come fatto culturale e concreto del modello capitalistico. Di questo discuteremo sabato 10 Marzo al CAMEC.

Questa tragedia ha dimostrato” – conclude William Domenichini, responsabile Ambiente e Territorio del PRC – che è impensabile continuare a operare scelte nella logica dell’urbanistica contratta, senza coniugare con saggezza le necessità economiche di una comunità con gli equilibri ambientali del territorio. Le politiche cementificatorie hanno fallito consentendo la distruzione del territorio: smettiamola con gli accanimenti terapeutici, occorre pianificare un modello economico compatibile. Per queste ragioni le Fasce rosse si incontreranno per discutere come proseguire gli interventi e per posare una simbolica pietra tombale a Brugnato, insieme ad ogni partito o associazione che contrasterà l’outlet. Perciò sosteniamo pienamente la richiesta di Legambiente alla Regione Liguria di riaprire la procedure di Valutazione di Impatto Ambientale relativa all’outlet, in virtù delle prescrizioni poste dall’Autorità di bacino.

Rifondazione Comunista/Fds La Spezia