Rifondazione al presidio dei cantieri “Scuola-lavoro”: “Vicini ai 149 lavoratori a rischio, Burlando dimezzi la giunta regionale per salvare i posti”

2 agosto 2013, by  
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Una delegazione di Rifondazione Comunista, con il segretario provinciale Massimo Lombardi e l’ex assessore provinciale al lavoro Salvatore Romeo, era presente ieri mattina al presidio sotto la prefettura indetto dai sindacati e dai 149 lavoratori dei cantieri “Scuola-lavoro” per chiedere alla regione Liguria, finanziatrice del progetto, un’ulteriore proroga dei contratti in scadenza tra un mese per “mancanza di fondi”.

Rifondazione è vicina ai lavoratori che da quasi un anno e mezzo prestano servizio part time nei comuni spezzini colpiti dalle alluvioni del 2010 e 2011.

Un lavoro prezioso che gli enti comunali, già in forte carenza di organico, hanno apprezzato moltissimo ma che si vedranno svanire a breve, se non ci sarà un intervento immediato da parte delle istituzioni.

Diversi sono i motivi per cui è essenziale almeno una proroga dei contratti fino alla fine del 2013: la salvaguardia del territorio, reso sempre più fragile dai recenti cataclismi che si sono abbattuti sulla nostra provincia, l’integrazione effettiva del personale dei comuni e ultimo, ma non per importanza, il lavoro per 149 persone, autentica boccata d’ossigneo in questo periodo così difficile.

Inoltre, quasi tutti questi lavoratori si sono trovati disoccupati o in cassa integrazione a causa della grave crisi economica nazionale e difficilmente potranno essere ricollocati nel mondo del lavoro, trovandosi in un’età media non più verde.

Per questo la federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista chiede alla regione Liguria e al presidente Burlando un impegno e immediato concreto affinchè si trovi una soluzione efficace per la salvaguadia di così tanti posti di lavoro, evitando csì una pesantissima crisi sociale nello spezzino.

Una soluzione già ci sarebbe: ridurre le spese degli emolumenti della giunta regionale dimezzando il numero degli assessori regionali (attualmente ben 12, dal costo annuo di circa 200000 euro cadauno) come richiede la legge a partire dalla prossima legislatura del 2015.

Basterebbe un po’ di coraggio e di volontà politica e si salverebbero centinaia di stipendi di persone in difficoltà. Ci auguriamo che il presidente ci rifletta con molta attenzione.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia