Rifondazione attacca il Pd: “Serve più trasparenza su Porto, Acam e Parco delle CinqueTerre”
7 novembre 2010, by admin
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Riproponiamo l’intervista di Paolo Magliani (Secolo XIX) a Simona Cossu (Capogruppo Prc in Consiglio Comunale alla Spezia):
Una mozione-trasparenza dove si chiede la pubblicazione delle retribuzioni di chi riveste incarichi di indirizzo politico. La presenterà Simona Cossu, capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio comunale spezzino, visti i recenti casi che hanno coinvolto il territorio, da Acam alle Cinque Terre.
Perché il comune della Spezia e gli altri enti dovrebbero approvarla?
«C’è una grave carenza di trasparenza nella gestione della cosa pubblica per cui è necessario trovare gli strumenti per cercare di sanare il malcostume emerso dai recenti scandali. In generale c’è una tendenza del Partito Democratico ad accentrare tutte le decisioni e a emarginarci per impedirci di partecipare alle scelte, valga per tutti l’esempio di quello che è successo in provincia».
Si riferisce alle Cinque Terre?
«Naturalmente sì, ma non solo. Tutti sapevano della gestione del Parco di Bonanini ma hanno taciuto, centrodestra compreso, anche se la responsabilità politica è tutta del Pd. Non basta dichiarare alla stampa di fare autocritica se poi non si realizza nei fatti, esattamente come è avvenuto per Acam».
E’ ancora è poco chiara a voi consiglieri la situazione-Acam?
«Su Acam la mancanza di trasparenza è ancora evidente: c’è stata una mancanza completa di controllo da parte delle istituzioni che ne detengono la proprietà, cioè i comuni. Questo ha portato al disastro che conosciamo e, come nelle Cinque Terre, rischiano di pagare solo i lavoratori».
Che soluzioni proponete per Acam?
«Lancio due proposte: sulla trasparenza interna la pubblicazione su internet dei lavori affidati ad Acam dai vari comuni e i rispettivi costi. Tale operazione ci permetterebbe forse di capire come mai il settore ambiente di Acam, che percepisce un introito dai cittadini che copre il costo di smaltimento dei rifiuti, sia in costante perdita. Ma non basta: occorre un piano industriale serio che prevede uno sviluppo dell’azienda e nuovi settori che possono produrre utili».
In che modo?
«Con lo sviluppo delle energie alternative. Il comune potrebbe mettere sul piatto con Enel la produzione di energie pulite e lo potrebbe fare con Acam. Infine i lavoratori potrebbero essere destinati ai comuni della provincia per il monitoraggio del territorio e la sua messa in sicurezza in una situazione attuale di forte dissesto idrogeologico. E a proposito di Enel: che fine ha fatto il tavolo del rinnovo della convenzione? Nebbia fitta…».
Rifondazione ha espresso forti critiche anche sul porto e sul Waterfront…
«La gestione Forcieri fino a questo momento è l’opposto della trasparenza e della partecipazione. Ritengo infatti gravissimo il suo comportamento adottato sulla vicenda del tavolo permanente di controllo sulle prescrizioni di via del piano regolatore portuale».
Cosa chiedete al presidente dell’Autorità Portuale?
«Bisogna rispettare la legge e il Prp è legge. Forcieri lo applichi a partire dalle opere di mitigazione ambientale e in particolare la fascia di rispetto, invece di discutere col presidente della Provincia, per beghe interne al suo partito, se un palazzo di 75 metri è o non è un grattacielo. Inoltre ricordo che presentare un progetto non significa accettare il pacchetto in blocco così com’è. Forcieri si ricordi di essere di centrosinistra e rispetti un po’ di più i cittadini e le istituzioni, invece di criminalizzarne il dissenso».
Paolo Magliani.
Dal Secolo XIX di Sabato 6 Novembre 2010.
L’assalto a Forcieri: “Sicurezza al Porto”
2 settembre 2010, by admin
Archiviato in Lavoro, Primo piano
Questa mattina si è svolto davanti all’Autorità Portuale spezzina il presidio di protesta organizzato dalla Federazione della Sinistra a seguito della morte in porto del camionista di Parma Roberto Mattioli avvenuta due giorni fa al terminal Ravano.
Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani chiedono a gran voce a tutte le istituzioni attenzione totale per la sicurezza e le condizioni lavorative dei portuali, già da tempo denunciate dagli esponenti del PRC e PDCI in consiglio comunale spezzino senza però incontrare l’adesione di minoranza e maggioranza.
La delegazione ha poi incontrato il presidente AP Forcieri al quale ha chiesto un maggiore impegno nella verifica di quanto esposto, ci attendiamo immediati risultati.
Durante l’incontro la FDS ha posto la necessità che le istituzioni mettano all’ordine del giorno il tema della sicurezza.
Paradossalmente il giorno dopo l’incidente si magnificavano i numeri dello sviluppo del traffico merci nel porto, senza menzionare il dramammatico quadro che emerge dai dati della stessa AP, in cui si evidenzia un aumento degli infortuni gravi, da 18 del 2008 a 23 a maggio 2010.
La FDS terrà sempre alta l’attenzione sulla difesa di ogni lavoratore, a partire, ma non solo, dal grave problema della sicurezza.
Ma la Federazione ha posto anche il problema riguradante le condizioni di lavoro di tutti i portuali: turnazioni massacranti, condizioni precarie anche dal punto di vista igienico, mancanza di diritti. Un quadro drammatico che fa fatica ad emergere in virtù del clima di ricatto e di intimidazione costruito per impedire la rivendicazione dei diritti dei lavoratori.
Ecco il
- servizio di Primo Canale
- report di Controlacrisi.org
Ma la centrale ENEL non doveva essere dismessa?
4 febbraio 2010, by admin
Archiviato in Ambiente, Primo piano
L’accordo di “ambientalizzazione” del porto, stipulato dall’autorità portuale e dall’ENEL, la dice lunga sulle modalità decisionali che si stanno intraprendendo alla Spezia. Rifondazione Comunista è fortemente allarmata rispetto alla deliberazione di scelte strategiche per la città da parte di organi come l’autorità portuale, che non rispondono ai cittadini.
La nostra riflessione parte dall’accordo programmatico che ha portato all’elezione del sindaco Federici, che aveva specificatamente in essere la dismissione della centrale ENEL della Spezia. Ciò pare superato da tempo in virtù degli investimenti fatti dall’azienda ma rimane un punto politico importante: è insostenibile affrontare mutamenti radicali della gestione del nostro territorio esautorando i percorsi democratici ed istituzionali, coinvolgendo la maggioranza politica in una discussione che segni un percorso condiviso e costruttivo.
Le nostre perplessità non sono solitarie viste le dichiarazioni caute dell’assessore Ruocco, ciononostante Rifondazione Comunista ritiene da tempo che la presenza dell’ENEL sia fortemente ingombrante: lo dice un referendum popolare, lo dice un accordo programmatico, lo segnala la spada di damocle che potrebbe diventare se qualcuno volesse bruciare al suo interno anche i rifiuti.
Riteniamo quindi che il risarcimento che l’ex-azienda elettrica di Stato deve ai cittadini sia ben più sostanzioso delle straordinarie opportunità paventate dall’accordo che Forcieri ha concordato.
Lo sanno i cittadini del levante spezzino.























