Acam-Iren, Fedi: “Peracchini e Federici facce della stessa medaglia, aggregazione è un favore alle banche e non ai cittadini”

20 dicembre 2017, by  
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“Il mio primo atto sarà non riconoscere l’atto d’interesse Acam-Iren mentre farò rispettare il risultato referendario del 2011 sul mantenimento dell’acqua pubblica”.
 
Così esordiva in campagna elettorale l’attuale sindaco spezzino Peracchini. Sono passati otto mesi e oggi lo vediamo strenue sostenitore dell’aggregazione Acam-Iren, una scelta che già pone non pochi imbarazzi nella lista Guerri, che si apparentò con lui al ballottaggio con la scusa dei programmi e che ora dovrà chiarire se starà fuori dalla maggioranza.
 
Nelle grandi multiutility, come Iren, chi comanda sono banche, assicurazioni, fondi d’investimento che non hanno certo a cuore l’interesse dei cittadini, ma solo l’obiettivo di far cassa su un bene essenziale e primario come l’acqua. 
 
Inoltre la gestione di questo colosso comporta la de-territorializzazione: i comuni non contano più nulla, i cittadini ancor di meno. La questione dell’acqua è sempre più un fatto di democrazia e chi pensa di trarne profitto esclude irresponsabilmente il tema dello spreco di una risorsa fondamentale per la vita umana sulla quale non è tollerabile alcuna speculazione. 
 
Infine dove c’è stata privatizzazione non si è visto alcun aumento di efficienza nel servizio, né vi è stato incremento occupazionale, tanto che in molte città europee si è fatto marcia indietro. Infatti meno personale e meno investimenti significa più utili ai soci: sbandierare ancora una volta che questa operazione porterebbe beneficio ai lavoratori è un’enorme farsa, già messa in scena e diretta dai predecessori di Peracchini, ossia il Pd di Federici.
 
Il piano di ristrutturazione del debito depositato da Acam in tribunale non prevedeva l’aggregazione con Iren o altro soggetto: ciò sta a significare che l’unico interesse che spinge oggi i sindaci attiene unicamente alla esigenza delle banche creditrici di Acam. Velocizzare il pagamento del debito, escludendo ogni ipotesi di gestione di un bene comune, è una prerogativa inaccettabile che subordina una risorsa fondamentale agli interessi della finanza
 
Ciò porta all’ovvia conclusione politica, che da anni denunciamo fuori e dentro i banchi dei consigli comunali: l‘operazione, studiata e voluta dal Pd, viene ora conclusa dal centrodestra totian-leghista, a conferma che si tratta di due facce della stessa medaglia, quella degli affari e degli interessi della finanza e non della collettività, per i quali un sindaco, di qualsiasi colore sia, dovrebbe esclusivamente lavorare. 
 
Veruschka Fedi, 
segretaria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

No all’aggregazione Acam-Iren: “Acqua deve rimanere pubblica, subito una manifestazione di protesta in città”

16 febbraio 2017, by  
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Rifondazione Comunista esprime forte contrarietà per la decisione dell’amministrazione comunale spezzina di “aggregare” la partecipata Acam con il colosso multiutility Iren.

Riteniamo tale decisione contraria ai principi sanciti dal referendum del 2011 che obbliga la gestione pubblica del bene primario dell’acqua, senza alcuna possibilità di profitto. Difficile immaginare che ciò non avvenga, trattandosi di una società quotata in borsa, con parte dei capitali forniti da una banca come Intesa San Paolo, che quindi punterà esclusivamente ai propri interessi di cassa e non certo all’amministrazione del servizio nell’interesse dei cittadini.

Senza contare le ripercussioni sui lavoratori, che già hanno compiuto enormi sacrifici con i contratti di solidarietà e con i vari demansionamenti e che ora, nella speranza di non dover perdere il posto, sono costretti ad accettare tale situazione.

Il ricatto occupazionale dovuto alla giusta preoccupazione da parte dei sindacati deve far riflettere ancora una volta sulla vergognosa gestione degli ultimi dieci anni di Acam per la quale nessuno ha mai pagato se non i cittadini (in termini di disservizi e nelle bollette) e i lavoratori.

Chiediamo all’amministratore delegato Garavini (ben pagato con i soldi pubblici) a cosa sono servite le recenti cessioni dei rami di azienda più remunerativi (come il Gas) per arrivare lo stesso alla solita conclusione, ossia la privatizzazione dell’acqua.

Per questi motivi tutti i nostri consiglieri comunali voteranno contro questa soluzione e invitiamo tutte le forze attive e democratiche della provincia a una grande manifestazione di protesta in difesa dei beni comuni pubblici da lanciare nei prossimi giorni in città.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Moni Ovadia alla Spezia: “Tsipras è il buonsenso, gli altri dicono cose da pazzi”

 

Non siederà sulle poltrone di Bruxelles, come ha annunciato da tempo insieme a Barbara Spinelli e Adriano Prosperi, altri due nomi di spicco del panorama intellettuale italiano. Ma Moni Ovadia, attore, drammaturgo e tanto altro, non si risparmia certo nel sostenere la lista “L’altra Europa con Tsipras”‘. L’identità di pensiero con la sinistra è nota, la capacità oratoria è un marchio di fabbrica, sorprende la semplicità con la quale si destreggia in argomenti complessi come le politiche economiche degli Stati e dell’Unione europea. “Sono laureato in politica economica”, svela nel corso dell’incontro con la stampa che si è svolto questa mattina negli spazi del Distrò, locale di Via Marsala. Il primo pensiero dell’incontro, espresso da Jacopo Ricciardi, va alla famiglia di Federico Aldrovandi, verso la quale viene espressa solidarietà per gli applausi tributati ai poliziotti condannati per la morte del ragazzo.

Quindi la parola passa a Ovadia che spiega le ragioni della sua decisione di candidarsi in appoggio alla lista Tsipras: “Siamo di fronte a un orizzonte aperto per l’Europa. Purtroppo i nostri media l’hanno fatto diventare una burletta, con Berlusconi che ripete sempre lo stesso meccanismo: offende i giudici, rilascia dichiarazioni vergognose e si lascia andare a buffonate prevedibili. E intanto le televisioni e i giornali ne parlano, ne parlano, ne parlano. Ma i temi veri dell’Europa sono gravi, importanti. Se possiamo fare qualcosa di buono oggi, è in Europa, l’Italia è troppo compromessa. Per questo aderisco alla lista, non voglio fare carriera politica, sono un attivista e non ho mai avuto una tessera di partito”.

Perché proprio ora Moni Ovadia abbia deciso di scendere in campo appoggiando l’elezioni di Alexis Tsipras e dei candidati italiani è presto detto. “In questo momento è comparsa una novità enorme: un gruppo di sinistra è divenuto il partito di maggioranza relativa in Grecia e probabilmente vincerà le prossime elezioni. E’ un fatto che non si verificava dai tempi di Berlinguer. I greci, devastati dalle porcherie ideologiche della Troika, si fidano di un progetto di sinistra”. Secondo l’attore, infatti, la sinistra può governare. “Non quella che si avvita sul suo ombelico, quella dei nostalgici. Così non si va da nessuna parte. Abbiamo un passato, ma dobbiamo guardare al futuro”. A questo punto sorge spontanea la domanda sulla sinistra italiana e sull’eventualità che l’appoggio unitario delle forze politiche di area alla candidatura di Tsipras non possa essere prodromo di un’unificazione tra Sel, Rifondazione comunista e Comunisti italiani.

“Mi sono candidato per l’Europa, ma se in Italia qualcuno vorrà fare qualcosa, io sarò disponibile. Ma sarà necessario che queste formazioni politiche – risponde Ovadia – facciano non uno, ma cinquanta passi indietro per fare un’unica formazione. Che si presentino parlando del presente e del futuro, trovando un nuovo linguaggio. Non è più possibile pensare ad alleanze con il centrosinistra. In Europa ci sono possibilità di collaborazione in alcuni Paesi, ma le alleanze sono possibili solo se i socialdemocratici riconoscono alcuni punti, se vengono dalla nostra parte”. Nel tracciare un quadro del panorama politico nazionale e continentale, Ovadia parte da una considerazione rivolta agli organi di stampa e di comunicazione.

“Siamo soli, nessuno parla di noi. A me personalmente hanno cancellato tre spettacoli per rispettare la par condicio, mentre Renzi e Berlusconi sono costantemente in televisione. A Marescotti hanno tagliato la parte nello sceneggiato… Non sono mai stato invitati a partecipare a nessun talk, tranne a ‘Che tempo che fa…’. Ma lo hanno fatto nei giorni precedenti la Giornata della memoria, quando è facilmente immaginabile che la mia agenda è stracolma di impegni. Ma almeno potranno dire di avermi invitato. L’immagine che si vuole dare di noi è distorta. La sinistra le ha sbagliate tutte, d’accordo, ma ora dobbiamo lavorare per portare la vera democrazia in Europa. Sono tornati in auge gruppi neofascisti in Ungheria e in Francia. Ovunque ottengono consenso le forze populiste, in cui è impropriamente inserito il Movimento 5 stelle: è movimento complesso, da guardare con attenzione e rispetto. E al centro c’è il grande partito unico con l’ala di destra e sinistra: nei fatti Popolari e Socialdemocratici sono la stessa cosa. E più questo ‘partitone’ andrà avanti con le scelte scellerate della Troika, più si darà forza alle destre e ai populisti”.
I socialdemocratici – prosegue – hanno perso l’anima. Don Gallo, che mi manca immensamente, diceva: ‘Ci sono cattolici così cattolici che si sono dimenticato si essere cristiani’. Schulz è così progressista che si è dimenticato di essere socialdemocratico. Vorrei sapere qual è l’identità del nostro Partito democratico. Tra il programma di Cuperlo e quello di Renzi c’è l’oceano di mezzo. Mentre Civati continua a dire che è un partito che non ha senso di esistere. Ma rimane lì. Il Pd non è mai nato come partito, è un raggruppamento di forze che stanno insieme per gestire la politica. Noi siamo il buonsenso, quelli che hanno la testa sulle spalle. Gli altri dicono cose da pazzi. Mi vergogno quasi di essere così ragionevole, sono sempre stato dalla parte dei ribelli. Renzi in realtà non è pazzo, ma un bugiardo patentato. Signori, aprite gli occhi! Ma vi rendete conto di che cosa parlano i nostri politici? Per incrementare il lavoro hanno detto che occorreva più flessibilità e il risultato è stato la disoccupazione. Conosco imprenditori che assumono da sempre a tempo indeterminato, che hanno attenzione al sociale. Tra questi, in Italia, c’è Ferrero. Chi disloca all’estero lo fa perché vuole guadagnare di più, non perché non guadagna. Non si interessano delle condizioni dei lavoratori. Questo è un covo in cui la gente non ha ossigeno. Con a lista Tsipras vogliamo evitare tutto questo”.

Insieme a Ovadia, al Distrò erano presenti Luigi Fiori, il comandante partigiano ‘Fra Diavolo’, Eva Di Palma del coordinamento provinciale “La Spezia per Tsipras” e il candidato spezzino Stefano Sarti.
“Occorre un cambiamento radicale della politica europea. Oltre al lavoro, tema che ha giustamente affrontato Moni, l’ambiente è la questione fondamentale. Anche per l’occupazione: ci sono professioni ambientali che potranno essere messe in campo. Supereremo il 4 per cento, senza dubbio, e proporremo linee di sviluppo delle rinnovabili energie (che producono molti più posti di lavoro), la riduzione dei combustibili fossili e del nucleare e un piano per la tutela del territorio. Se dovrò affrontare le questioni ambientali con Franco Bonanini? Su alcune tematiche ci può essere convergenza con chiunque. Ma devo aggiungere che nella sua posizione non mi sarei candidato con Forza Italia”.

da www.cittadellaspezia.it

Noi 10 euro, loro 4 miliardi: Prc La Spezia: “Solidarietà ai lavoratori in protesta all’INPS. Monti-Fornero vergogna!”

30 gennaio 2013, by  
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Questa mattina i lavoratori in mobilità spezzini hanno protestato davanti agli uffici dell’INPS di via Mazzini a causa della somma di 10 (!) euro di paga del mese incredibilmente accreditata sul proprio conto a causa dell’assurda decisione del Ministero del Lavoro diretto da Elsa Fornero. I lavoratori, uniti in un comitato, la ritengono una ridicola elemosina di uno stato che continua a colpire le fasce più deboli della popolazione.


Rifondazione Comunista della Spezia ha manifestato al loro fianco
condividendo completamente le ragioni della protesta. E’ l’ennesimo scandalo del governo Monti che da un lato offre 4 miliardi (!) di euro alla Monte dei Paschi per salvare una banca privata da un fallimento certo, causato da corruzione e incapacità, e dall’altro letteralmente affama e umilia i propri cittadini che, privati del proprio lavoro, devono pure vedersi beffati e oltraggiati da simili decisioni.

Stiamo con questi lavoratori, stiamo con tutti i cittadini spremuti da Monti e dalle banche, siamo per un’Italia che metta al centro la vita delle persone comuni e non delle fondazioni bancarie.

E’ ora di riprenderci in mano il nostro presente, è ora che INPS e governo agiscano in favore dei lavoratori e dei cassaintegrati perché è in ballo la sopravvivenza e la vita delle persone.

 

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Grande successo dell’iniziativa di martedì su Acam. Con i lavoratori e i cittadini verso un nuovo modello di società”

10 dicembre 2012, by  
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Il successo dell’iniziativa di martedì scorso al centro “Allende” della Spezia, organizzata da Rifondazione Comunista riguardo al caso Acam, deve aver dato fastidio a molti in città. La presenza massiccia dei lavoratori, giunti ad ascoltare le nostre proposte e le nostre azioni concrete, la dice lunga sul grado di attenzione e insoddisfazione dei principali protagonisti dell’azienda, gli stessi lavoratori e i cittadini. Un confronto a cui sono risultati assenti tutti i rappresentanti delle istituzioni locali, ma anche degli altre forze politiche spezzine.

Rifondazione intende ribadire le giuste fondamenta del proprio percorso politico che l’ha contraddistinta in questo quadrienno, dove la crisi Acam è esplosa fino a raggiungere in questi mesi il suo picco massimo di gravità. Lo ha ricordato il resp. Ambiente del partito, William Domenichinino all’incenerimento dei rifiuti, il si a rifiuti zero, il no alla privatizzazione dell’acqua, si al modello di Napoli acqua bene comune, il no perentorio alla cessione di Acam Gas si al polo dell’energie rinnovabili. Tutti elementi fondamentali per la difesa della territorialità dell’azienda e per la difesa assoluta dei lavoratori, letteralmente ricattati da un referendum “in stile Marchionne”, e realmente sostenuti in questi anni quasi esclusivamente dal nostro partito, che in questi anni infatti, soli contro tutti, ha chiesto un nuovo modello di società e di azienda, rigorosamente pubblica e trasparente.

Quello che la consigliera comunale Simona Cossu ha chiesto, ossia la ricapitalizzazione da parte dei comuni che hanno usato Acam con contratti in perdita, ancora da quantificare ma pare piuttosto ingente, e la trasparenza istituzionale che è mancata e che manca tuttora, con un gravissimo vulnus di Democrazia, lo chiederemo in tutte le sedi e in tutti i comuni della provincia.

Un altro punto sostanziale che vogliamo rimarcare è l’azione, che è insieme legale e politica, dell’esposto alla magistratura dell’avvocato Massimo Lombardi, segretario provinciale Prc, per i derivati sottoscritti da Acam con la banca Bnp Paribas, che hanno contribuito notevolmente al dissesto finanziario dell’azienda. Chi definisce questo atto poco utile mente sapendo di mentire. Ci sono importanti elementi e precedenti giudiziari che ci fanno guardare con ottimismo alla giustizia che, se dovesse compiersi, porterebbe certamente un rimborso economico all’azienda. Nessuno ha invece sottolineato il coraggio di esporsi contro una banca, questi enti intoccabili a cui non si chiede conto delle proprie responsabilità, scaricandole sulla collettività. E’ l’ora di dire basta agli abusi, basta speculazioni sulla pelle dei cittadini. Si può e si deve cambaire: c’è bisogno di giustizia, sociale e giuridica, alla Spezia come nel resto del Paese.

 

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Martedì 4 dicembre al centro “Allende” assemblea pubblica su Acam. Pronto un esposto contro le banche dei derivati”

29 novembre 2012, by  
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Rifondazione Comunista non ci sta. Non è d’accordo su come è stato gestito l’accordo sulla vicenda Acam. Per questo aveva convocato un’assemblea coi dipendenti Acam per domani sera al Centro Allende, rimandata a martedì 4 dicembre alle ore 18 per le le avverse condizioni meteo di questi giorni.

Simona Cossu, consigliera comunale di Rifondazione Comunista e William Domenichini, responsabile ambiente del partito, non approvano il documento siglato dai sindaci con i sindacati e rivendicano la loro posizione che non è semplicemente quella del “no” facendo delle proposte. “Innanzitutto non siamo d’accordo su come si è arrivati al protocollo – afferma Cossu – sia per quanto riguarda le modalità che i contenuti. Ricordiamo che la sigla è stata apposta una domenica mattina all’insaputa delle stesse forze di maggioranza. Una decisione poco trasparente. Sempre sul fronte della trasparenza abbiamo chiesto i dati per sapere quanto sono costati ad Acam i contratti di servizio: ma non ci sono stati forniti. Non vorremmo ricorrere al Prefetto per averli”. Rifondazione è critica sui contenuti dell’accordo. “Sta scritto – prosegue Cossu – che bisogna “riadeguare i contratti di servizio ambientali secondo criteri di sostenibilità economica e finanziaria”. Vuol dire allora che prima non era così. Come si possono trovare privati che investano il 49% in un’azienda in perdita?”.

E lancia delle proposte. “Sapere prima di tutto quanto costano ad Acam i contratti di servizio – precisa Cossu – Gli strumenti ci sono per recuperare i debiti dai Comuni: Acam potrebbe fare fatture ai Comuni che dovrebbero redigere un piano di rientro. Non è invocabile la scusa che avrebbero un debito fuori bilancio: il Comune della Spezia aveva un debito milionario fuori bilancio con la ditta Agnese e l’ha saldato”.

Il partito non è favorevole neppure alla ricollocazione dei dipendenti in esubero nelle società partecipate. “Questa è la modalità che ha creato il bubbone Acam, un contenitore in cui “buttare” la crisi sociale”, conclude Simona Cossu che precisa di non dare le dimissioni da consigliere “perché sto mantenendo le promesse del programma da noi sottoscritto”.

Altre lotte sono collegate indirettamente alla questione Acam come la vittoria sul referendum dell’acqua pubblica (a La Spezia 100.000 firme) e la strategia a rifiuti zero. “Siamo tra le prime province italiane ad aver varato questa strategia – ha affermato Willliam Domenichini – e alla vittoria del referendum sull’acqua hanno partecipato, oltre a noi, Pd, Sel, Idv. Proponiamo quindi l’adesione totale alla strategia rifiuti zero, la necessità della realizzazione di un polo energetico sulle energie alternative, l’attuazione del piano provinciale dei rifiuti in scadenza”. Di tutto ciò Rifondazione parlerà nella prossima assemblea coi dipendenti Acam dove verrà illustrato un esposto redatto dal segretario Massimo Lombardi contro la BNP – Paribas che ha venduto i derivati ad Acam. (da www. cronaca4.it)

Acam, Rifondazione: “E la chiamano assunzione di responsabilità?

 

Cossu e Domenichini snocciolano i punti critici dell’accordo firmato da sindaci e sindacati. La consigliera spezzina: “Federici non rispetta il programma elettorale“. Martedì assemblea pubblica all’Allende.

La Spezia – La rottura maturata su Acam tra Rifondazione Comunista e la maggioranza che appoggia Federici appare insanabile. Almeno sino a quando Pd & company non decideranno di affrontare la questione con un cambio di rotta.
Serve più serietà nel condurre questa vicenda“, afferma Simona Cossu, consigliere comunale di Rifondazione che una settimana fa ha votato contro il documento proposto dalla maggioranza. “Credo fermamente di essere nel solco del programma con il quale il centrosinistra si è presentato alle elezioni. Per questo non esco dalla maggioranza. Semmai è Federici ad essere fuori rispetto a quello che è stato promesso agli elettori. E’ assurdo che siamo solamente noi – aggiunge Cossu – a fare da guardiani al programma. In ogni caso, non voterò mai nessuna delle proposte che ricalchino il percorso intrapreso dalla giunta sulla questione Acam“.
Rifondazione, infatti, ritiene un atto grave la firma dell’accordo tra i sindaci e i sindacati di domenica 4 novembre: “Un’operazione fatta in fretta e furia, senza che nessuno ne sapesse nulla. Quando Federici dice che su Acam è trasparente non dice la verità“. Ma oltre a ribadire la sua contrarietà al modus operandi degli ultimi mesi, Cossu entra nel merito dell’accordo firmato, di cui contesta i contenuti. “I sindaci devo riadeguare i costi dei servizi ambientali secondo criteri di sostenibilità economica? Dal 2008 ad oggi a che cosa pensavano? E guarda caso promettono di farlo ora che una parte di Acam Ambiente sarà ceduta a privati. Certo, quale azienda accetterebbe di lavorare con contratti sottocosto? E la spacciano per una conquista?“.
Alcuni dei sindaci-soci, anche negli ultimi anni, quando la crisi dell’azienda era ben nota, hanno continuato a pagare meno del dovuto, ragionando come (cattivi) clienti dell’azienda di Via Picco, e, di fatto, affossandola ancora di più. Aberrazioni della partecipazione pubblica che avrebbero dovuto essere finite da tempo. E invece si attendeva caso per caso che i contratti terminassero, prima di adeguare le somme.
Ora che finalmente i sindaci-soci mettono per iscritto di voler tornare alla normalità, Rifondazione chiede che sia presentato il conto.
“Che danno ha provocato questo comportamento ad Acam? Nel corso di una seduta di commissione l’ad Gaudenzio Garavini e l’assessore Davide Natale ci hanno risposto che questo dato non ce lo possono fornire. Spero di non dovermi rivolgere al prefetto… Ad ogni modo – annuncia Cossu – avanziamo una proposta: chiediamo ai sindaci di rientrare dei loro debiti, che si presume siano molto elevati. Acam potrebbe fatturare quanto dovuto e i Comuni potrebbero avviare piani di rientro. Così facendo l’azienda avrebbe risorse da mettere sul tavolo nella trattativa con le banche e potrebbe evitare la vendita del settore Gas”. Ma così facendo i Comuni non rischiano di non poter chiudere i bilanci e di dover dichiarare il dissesto finanziario? “Sarebbero debiti fuori bilancio, che possono essere inseriti. E comunque si tratta di un fatto politico: i sindaci che hanno approfittato di servizi sottocosto, soprattutto tra quelli espressione del Partito democratico, attuino qualche taglio ad eventi elettoralistici. Altrimenti – sostiene William Domenichini, responsabile Ambiente di Rifondazione – si siedano attorno ad un tavolo e dicano perché mancano le risorse. Hanno detto di volersi assumere le loro responsabilità, ma tappando i buchi con vendite degli asset e esuberi, la presa in carico delle responsabilità dove sta?”.

Ma per Rifondazione i punti critici dell’accordo firmato da sindacati e soci di Acam non sono finiti. “Abbiamo chiesto sin dall’inizio della crisi di dare ad Acam incarichi ulteriori, ad esempio sfruttando la conoscenza del territorio di Integra, per limitare il dissesto idrogeologico. L’allora assessore Paita – ricorda Cossu – ci disse che era impossibile, che gli incarichi non si possono affidare così, e oggi, dopo anni, è uno dei punti chiave del salvataggio“.
Mirino puntato anche su un altro aspetto, quello dell’assorbimento di parte degli esuberi con il trasferimento dei dipendenti in altre controllate dei Comuni della provincia. “Ma allora – sbotta il consigliere comunale – questi non imparano mai? Una delle cause del bubbone Acam è stato proprio l’averla utilizzata come contenitore per tamponare le crisi sociali. Cosa facciamo, trasferiamo il problema da un’altra parte? Come pensano di mettere in pratica una cosa del genere?“.
Ci hanno sempre tacciati come ‘il partito del no’, ma ogni volta che si siamo espressi contro certe pratiche abbiamo sempre proposto delle alternative. Ora che la situazione è drammatica avanziamo un’altra proposta, quella di fatturare il dovuto all’azienda da parte dei Comuni debitori, per evitare la svendita di Clienti, Gas e di metà delle quote di Ambiente. Quest’ultima operazione – prosegue Domenichini – è un salto nel buio, con un piano dei rifiuti mai attuato. L’elemento critico è l’incognita discarica. Sino a fine anno sarà possibile utilizzare quella di Vallescura (nonostante che i sindaci di Follo, Beverino e La Spezia in un primo momento si fossero detti contrari). Poi dove andranno i rifiuti? Si parla di non meglio precisati ‘impianti esterni’… Sulla differenziata un’altro fatto grave, con l’impegno di raggiungere il 65 per cento nel 2017. La legge impone che ci si arrivi nel 2012. Cosa facciamo? Glissiamo la legge senza battere ciglio? E ancora: il referendum di un anno e mezzo fa ha stabilito che l’acqua è un bene comune, un valore pubblico sul quale non si può lucrare. Ebbene, nell’accordo, nonostante i voti di 100mila spezzini, questo aspetto non viene nemmeno menzionato“.Tanti, tantissimi i punti sui quali Rifondazione Comunista è in disaccordo con l’amministrazione spezzina e con i sindacati. Così come sono tanti i problemi che per anni sono stati sollevati su Acam, senza che nessuno prendesse provvedimenti efficaci. Per questo martedì prossimo alle 18 si svolgerà un’assemblea pubblica su Acam organizzata proprio da Rinfondazione comunista al Centro Allende.
Domani i lavoratori dell’azienda saranno chiamati ad esprimersi sul piano firmato dai sindacati e dai sindaci-soci e stando a quello che dice Simona Cossu, dentro l’azienda la vigilia è molto tesa: “Abbiamo avuto notizia di minacce indegne. Del tipo: se passa il no, non avrete la tredicesima“. Comunque vada, le prossime settimane saranno di fuoco, e il panettone sarà indigesto per molti, per 500 milioni di motivi. (da www.cittadellaspezia.it)

Acam, Rifondazione presenterà un esposto contro Bnp Paribas per la vendita dei derivati

La Spezia – A contribuire alla voragine presente nei conti di Acam c’è anche la nota vicenda dei derivati tossici, acquistati dall’azienda di Via Picco quando al timone, nei panni di amministratore delegato, c’era quel Pierluigi Tortora bersaglio di tre azioni di responsabilità avviare nel 2010 da parte dei sindaci soci.

Recentemente la procura di Aqui Terme ha rinviato a giudizio i vertici di Unicredit per aver venduto ad una azienda derivati tossici. Pertanto – annunciano Simona Cossi e William Domenichini – il nostro segretario provinciale Massimo Lombardi, nei prossimi giorni presenterà un esposto contro Bnp Paribas, l’istituto di credito dal quale l’ex amministratore delegato Tortora ha acquistato i derivati che sono costati un buco di 11 milioni di euro ad Acam”. Nell’annunciare l’esposto Cossu e Domenichini hanno sottolineato come tra i colpevoli del disastro Acam ci siano sindaci e sindacati, ma anche le stesse banche che hanno concesso all’azienda di arrivare ad avere un’esposizione incredibile. (da www.cittadellaspezia.it)

Lombardi e Olivieri: “Bene la manifestazione di oggi degli studenti e operai spezzini. Cacciamo il governo Monti e creiamo una vera Sinistra”

14 novembre 2012, by  
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Come in tutta Europa anche alla Spezia questa mattina in più di mille studenti sono scesi in piazza per lo sciopero generale europeo contro il governo Monti e l’austerità.

Man mano che il corteo si ingrossava, numerosa era la partecipazione di operai e lavoratori. Presente nel corteo anche uno spezzone di Rifondazione e dei Giovani Comunisti spezzini guidati dal segretario provinciale Massimo Lombardi e da quello regionale Sergio Olivieri: “Siamo in piazza oggi a sostegno degli studenti e dei lavoratori contro le politiche del Governo Monti, Governo delle banche e della speculazione finanziaria. La manifestazione di oggi ha espresso dei contenuti molto precisi: la crisi deve essere pagata da chi l’ha creata e non da lavoratori, giovani e pensionati.
Il governo Monti se ne deve andare. E’ su questi obiettivi che si ricostruisce in Italia una sinistra degna di questo nome e non certo su primarie nelle quali i candidati rinnegano le loro radici per accreditarsi il voto dei moderati“.

Massimo Lombardi
segretario provinciale
Rifondazione Comunista La Spezia

Sergio Olivieri
segretario regionale
Rifondazione Comunista Liguria

Fds La Spezia: “No a cessione di Acam Gas e Acam Clienti: solidarietà ai lavoratori dell’azienda”

27 giugno 2012, by  
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La Federazione della Sinistra della Spezia è solidale con i lavoratori di Acam che ieri hanno protestato di fronte alla possibilità di cessione di Acam Gas e Acam Clienti col solo fine di accontentare le banche creditrici.

Una decisione inconcepibile, che metterebbe a rischio decine e decine di lavoratori, nell’indirizzo “montiano” di privatizzare gli enti pubblici nonchè gioielli di famiglia solo per fare cassa e coprire (parzialmente) un disavanzo che resterà comunque enorme.

La soluzione per Acam non va ricercata nello spacchettamento delle sue migliori società (o peggio ancora la sua cessione a un soggetto privato) ma il rilancio con forza della politica dei Rifiuti Zero e porta-a-porta su base provinciale, l’avvio di attività di recupero del materiale di rifiuto e il suo riutilizzo, l’attivazione della discarica di servizio con piano di dismissione programmato e il riutilizzo dei lavoratori Acam secondo un modello di sostenibilità al servizio di un progetto di monitoraggio e salvaguardia del territorio spezzino, come già auspicato dalla Rsu della Cgil.

Al nuovo amministratore delegato Garavini chiediamo chiarezza nella piena tutela dei lavoratori e nel rispetto degli indirizzi politici intrapresi per Acam negli ultimi anni.

Federazione della Sinistra La Spezia

Vergassola (Prc La Spezia): “Lunedì tutti in piazza contro la scandalosa manovra Monti”

10 dicembre 2011, by  
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Quando si arriva a toccare il fondo, l’unica cosa positiva è che si può solo iniziare a risalire”.

Questa frase è il primo pensiero che viene in mente dopo l’approvazione di una manovra economica in perfetta continuità con l’operato dell’ultimo governo Berlusconi, ma che si permette anche di prendere il giro il Paese parlando di manovra ”salva italia”.

In realtà a essere salvati saranno i possessori dei grandi patrimoni in quanto la patrimoniale non è stata nemmeno presa in considerazione (nemmeno nella blanda versione di Confindustria). In più saranno salvate le imprese e le banche i cui debiti saranno coperti con i soldi pubblici.

Insomma saranno protetti sempre i soliti, mentre a pagare ci penserà la parte più debole del Paese, in quanto sono le pensioni (ma non quelle alte) l’agnello sacrificale di questa vergognosa manovra.

Per completare l’opera ecco l’aumento dell’Iva (di due punti!) e la tassa sugli immobili, oltre all’aumento della benzina.  Peggio di così non si poteva fare.

Mentre il Partito Democratico parla di una manovra ‘‘da aggiustare un pochino”, dimostrando con questa affermazione il motivo per il quale il Parlamento è senza opposizione da tre anni, NOI ESPRIMIAMO IL PIU’ FERMO E DECISO NO.

OPPOSIZIONE AL GOVERNO MONTI!

LUNEDI’ IN PIAZZA PER LO SCIOPERO GENERALE!

Filippo Vergassola

Coordinatore Dipartimento Scuola e Università

Rifondazione Comunista La Spezia

 

 

 

Lombardi e Ricciardi: “Giovedì alle 21 a Melara assemblea pubblica Contro la Crisi. Banchieri e speculatori devono pagare i loro disastri”

12 ottobre 2011, by  
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Si svolgerà domani dalle ore 20 presso l’area verde di Melara l’assemblea pubblica contro la crisi, verso la manifestazione europea del 15 ottobre a Roma, lanciata dagli indignados spagnoli.

All’iniziativa, che sarà accompagnata da un buffet proletario per finanziare il pullman alla manifestazione di Roma, parteciperanno Massimo Lombardi della segreteria provinciale del Prc della Spezia e Francesco Piobbichi del Prc e redattore di controlacrisi.org e sarà coordinata da Jacopo Ricciardi della segreteria provinciale del Prc.

Incominciamo tassare i patrimoni, tagliare le spese militari, le grandi opere inutili, i redditi dei manager e delle caste – affermano Lombardi e Ricciardi del Prc spezzino – a recuperare i finanziamenti pubblici dalle aziende che delocalizzano, per investire sulla giustizia sociale, sulla conoscenza, la riconversione ecologica dell’economia, la cultura, i territori, la partecipazione, invece che far pagare la crisi sempre ai soliti”.

PROGRAMMA

ORE 20 BUFFET PROLETARIO CONTRO LA CRISI
ORE 21 ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO LA CRISI
INTERVERRANNO
         
         MASSIMO LOMBARDI: Segreteria Provinciale Prc La Spezia
FRANCESCO PIOBBICHI: e redattore controlacrisi.org
Coordina:
      JACOPO RICCIARDI: Segreteria Provinciale Prc La Spezia

Occorre ribellarsi prima che sia troppo tardi. Occorre una politica alternativa:


Per difendere i diritti dei lavoratori e lo stato sociale, redistribuire la ricchezza, creare nuova occupazione, proponiamo una politica economica rovesciata, a partire da:
• Tassa sui grandi patrimoni al di sopra del milione di euro;
• Lotta all’evasione fiscale anche con una sovratassa sui capitali che hanno usato lo scudo fiscale;
• Dimezzare gli stipendi delle caste e mettere un tetto agli stipendi dei manager;
• Dimezzare le spese militari e smettere subito la guerra in Afghanistan e Libia;
• Le aziende che delocalizzano devono restituire i finanziamenti pubblici;
• Blocco delle grandi opere inutili come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto e uso di quelle risorse per un grande piano di risparmio energetico, sviluppo delle fonti rinnovabili, riassetto del territorio.
Rifondazione Comunista/FdS La Spezia

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