Napoli, Pisa e Spezia a confronto: domani alle 17 la sinistra discute su “Un’altra città possibile” all’Urban Center

17 marzo 2017, by  
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Domani pomeriggio alle 17 presso l’Urban Center del Teatro Civico della Spezia si terrà l’iniziativa pubblica “Un’altra città è possibile” organizzata dal gruppo consiliare comunale di Rifondazione Comunista.
Una tavola rotonda per analizzare e commentare due ottime esperienze politiche della sinistra in città importanti come Napoli e Pisa. Il capoluogo campano è la prima grande città interamente amministrata da una giunta “rossa” a guida Luigi De Magistris, mentre la realtà pisana vede il gruppo “Una città in comune” all’opposizione contro il Partito Democratico.
Due esperienze nate dal basso e con il sostegno di un’autentica partecipazione popolare, che mettono al centro del proprio operato la difesa dei beni comuni come acqua e servizi pubblici, coniugata con la difesa del lavoro e dell’ambiente fino ad arrivare ai diritti civili e sociali come la casa.
Esperienze preziose che dimostrano come la sinistra possa non solo essere una voce di opposizione, ma anche di governo, che un’altra via per governare è possibile, fuori dalle logiche capitalistiche delle privatizzazioni e della corruzione a cui la politica di oggi è schiava.
ci auguriamo che anche Spezia si rifaccia a quel modello di amministrazione, con una sinistra che sia finalemente protagonista di importanti cambiamenti sociali e politici.
Ne parleremo con la consigliera comunale di Napoli Elena Coccia, della lista “Napoli bene comune” e con il consigliere di “Una città in comune” di Pisa Ciccio Auletta.
Coordina William Domenichini, della redazione di Informazione Sostenibile. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Aggregazione Iren-Acam, Canzio (Prc Levanto): “Voto contrario alla privatizzazione, tradisce il referendum e i lavoratori”

18 febbraio 2017, by  
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Lo scorso giovedì sera in consiglio comunale di Levanto Rifondazione Comunista, a differenza della maggioranza, ha votato contro il nuovo piano industriale di Acam che prevede l’aggregazione con il colosso Iren. A partire dal necessario distinguo che sento di rivendicare appartenendo ad una coalizione composta da differenti partiti e sensibilità, ritengo fondamentale allinearmi al mandato amministrativo per il quale siamo stati eletti, ma al contempo esprimere libertà di voto per pratiche riguardanti tematiche più generali.

Nel caso Acam Spa ritengo quanto segue:

1) il nuovo piano tradisce l’esito referendario del 2011, per il quale mi ero particolarmente spesa, che bocciava la privatizzazione dei servizi pubblici a rilevanza economica;

2) già nel 2013 era stato approvato un pesante piano di riassetto che prevedeva la cessione di due rami sani (gas e ambiente), la riduzione del costo lavoro(flessibilità e demansionamenti) prevedendo però il mantenimento pubblico al 100%;

3) ora ci raccontano che tutto è stato vano e bisogna aggregarsi con un soggetto più forte.

Ad oggi esiste una manifestazione di interessi da parte di Iren, colosso quotato in borsa e partecipato dalle banche. Dico NO perché accettare l’aggregazione significherebbe mettere i lavoratori alla mercè del mercato del lavoro (oggi dicono che verranno mantenuti, domani chi ci garantisce che non verranno trasferiti? I lavoratori non devono diventare pedine) e non avere più la governance da parte dei comuni. Dico NO perché non accetto che la politica abdichi al suo ruolo, delegando al mercato i suoi compiti.

Olivia Canzio,
consigliera comunale Rifondazione Comunista Levanto

“A Pisa in difesa dei beni comuni e dell’ex Colorificio”

18 novembre 2013, by  
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Sabato 16 novembre sarà una giornata di lotta molto intensa che attraverserà l’Italia come un fiume in piena. In Val di Susa si scenderà in piazza contro la TAV, per un altro modello di sviluppo e di democrazia, a Gradisca, per chiudere subito tutti i CIE, per un altra politica delle migrazioni e dei diritti di cittadinanza, a Napoli contro il biocidio e le ecomafie, per la giustizia sociale e ambientale.
Una delegazione spezzina di Rifondazione sarà presente a Pisa, dove questo fiume in piena attraverserà la città toscana per difendere i beni comuni, per la riappropriazione degli spazi sociali, in solidarietà all’ex colorificio liberato, sgomberato nel silenzio della giunta Pd – Sel, pochi giorni fa. 
Con la delegazione spezzina del Prc manifesterà la consigliera comunale Simona Cossu, già presentatrice di una mozione consiliare in difesa dell’esperienza pisana. “L’ex Colorificio, dichiara Simona Cossu, va oltre la città di Pisa, rappresenta realmente un’esperienza straordinaria di riappropriazione della proprietà collettiva e pubblica, la difesa di un bene comune, mentre la proprietà privata delocalizzava ed ha lasciato a casa lavoratori e lavoratrici. Un’esperienza che ha ridato uno spazio sociale ad una comunità, come hanno dimostrato le tante iniziative straordinarie che lo hanno animato. Difendiamo questa esperienza nella speranza è ci contamini, perchè anche alla Spezia chi è portatore di un pensiero critico non ha spazi di costruzione sociale“.
Rifondazione Comunista La Spezia

“Vicini all’ex-Colorificio di Pisa, una vergogna il suo sequestro”

28 ottobre 2013, by  
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La federazione provinciale di Rifondazione Comunista della Spezia esprime la totale solidarietà con le compagne/i dell’ex-Colorificio liberato di Pisa, un’esperienza straordinaria di partecipazione e di bene comune che in questo momento è sotto sgombero da parte delle forze di polizia, nel silenzio più assoluto dell’amministrazione pisana.
Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alla loro lotta perchè crediamo che quell’esperienza sia un’anima straordinaria di quella società che in Italia non vuole cedere alla mercificazione di tutto e di tutti, costruendo concretamente e quotidianamente un altro mondo possibile.
Lascia sgomenti il silenzio assordante delle istituzioni pisane su questo vicenda che vorrebbe segnare la fine di un’esperienza straordinaria. L’assedio dell’ex-Colorificio ed il sindaco pisano del Pd si rifiuta di fare da intermediario con le forze dell’ordine, dimenticandosi volontariamente dell’impegno preso dal consiglio comunale, votato e sollecitato da tantissimi sindaci di tutta Italia (compreso quello spezzino, Federici, grazie alla mozione di Simona Cossu).
Ancora una volta chi parla di legalità tradisce la democrazia.
Ora e sempre Resistenza all’ex-Colorificio. A tutti coloro i quali oggi lottano per difenderlo va il nostro pensiero e la nostra solidarietà.
Rifondazione Comunista La Spezia

Cossu: “Giù le mani dall’ex-Colorificio pisano, un’esperienza di tutti”

27 settembre 2013, by  
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Ancora una volta il diritto di proprietà prevale sul diritto della cittadinanza di riappropriarsi di luoghi in totale abbandono per restituirli alla loro funzione sociale.
Il tribunale di Pisa ha disposto il sequestro immediato dell’ex Colorificio che era stato liberato 11 mesi fa dai cittadini, ridando vita sociale ad un luogo abbandonato dalla delocalizzazione di padroni che hanno pensato bene di chiudere sulla pelle dei lavoratori un fabbrica.
L’ex Colorificio va oltre la città di Pisa e rappresenta realmente un bene comune, ben lontano dalla retorica di certe propagande elettorali che rasentano il ridicolo, tanto nel locale, quanto nel nazionale. Lo dimostrano quotidianamente, lo hanno dimostrato le tante iniziative straordinarie che lo animano.
Un’esperienza riconosciuta anche dal Consiglio d’Europa, che ha scelto gli attivisti dell’ex Colorificio come moderatori a una conferenza sulle politiche di gestione condivisa delle risorse. Si chiamerà “Responding Together. Citizens engagement in reducing poverty and inequalities” e si svolgerà dal 4 al 6 novembre a Strasburgo.
Ritengo che con la liberazione l’ex-Colorificio di Pisa, creando il Municipio dei Beni comuni, abbiano solo applicato la Costituzione italiana, poiché l’attività economica non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale (art 41) e poichè la proprietà privata ed il suo godimento hanno dei limiti nella funzione sociale (art. 42), togliendo al degrado e ridando alla città di Pisa un’ampia area della città, abbandonata da 8 anni, impedendo l’ennesimo progetto speculativo, come dimostra la richiesta di variante urbanistica presentata dalla proprietà.
In coerenza con l’impegno assunto dal Sindaco della Spezia in sede di consiglio comunale, chiedo che intervenga direttamente affinchè il collega pisano, Marco Filippeschi, dia la possibilità di continuare questa esperienza sociale straordinaria, che indica la possibilità concreta di porre un argine alla mercificazione degli spazi urbani.
Giù le mani dall’ex-Colorificio liberato a Pisa!
Simona Cossu
Capogruppo Rifondazione Comunista
Consiglio comunale La Spezia

“Gravissime le dichiarazioni di Fresco sull’inceneritore”

12 settembre 2013, by  
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Le dichiarazioni dell’ex sindaco lericino Fresco, che auspicherebbe un inceneritore alla Spezia, sono gravissime, tanto più perchè pronunciate da un esponente politico che conosce bene il piano provinciale dei rifiuti, strumento che nega, fortunatamente, questa scelleratezza.

Le parole di Fresco non arrivano evidentemente per caso, visto che la regione sta discutendo di un bacino regionale dei rifiuti che giustificherebbe, visto le cifre da paese incivile sulla differenziata, un inceneritore regionale.

Una scelta folle da un punto di vista sanitario e fallimentare da quello economico, a meno che non vi siano i soliti sostanziosi finanziamenti pubblici per opere private, come nel caso della truffa dei CIP6.

In questa provincia si è voluto negare in ogni istanza un piano industriale dei beni comuni che punti a costruire una filiera del rifiuto, dal recupero delle materie seconde al compostaggio, dal riuso alla riparazione, perchè evidentemente non è ben vista dagli interessi locali.
Ma quei si tratta degli interessi di una collettività. Abbiamo dei dati sanitari assurdi per quanto riguarda l’incidenza tumorale con impianti e siti altamente inquinanti e che nessuno accenna a convertire con tecnologie, quelle si, meno impattanti. Oggi Fresco promuove l’inceneritore: la solita solfa vecchia, noiosa e superata, come le larghe intese.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

“Le dichiarazioni di Federici su Rodotà: un insulto ai 100.000 spezzini che hanno votato per i beni comuni”

23 aprile 2013, by  
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Giorgio Napolitano è un gigante. Rodotà non esiste, neppure è degno del confronto“. Con queste parole sprezzanti il sindaco spezzino Massimo Federici commenta sui social network la vicenda Quirinale, dimostrando ancora una volta arroganza e alterigia nei confronti delle opinioni diverse dalla sua, con un giudizio lesivo di una personalità di grandissimo spicco come Stefano Rodotà. Poteva esprimere la propria, legittima quanto non condivisibile, gioia per la rielezione per l’88enne presidente, che ha sdogananto il governo delle banche di Monti, con sobrietà, invece ha deciso di farlo con una partigianeria di partito che poco si confà al suo ruolo di primo cittadino.
Tutto ciò senza contare la miopia politica che a questo giro rasenta il ridicolo. Evidentemente Federici ignora, o fa finta di ignorare, che Rodotà rappresenta quei 27 milioni di italiani che l’11/12 giugno 2011 hanno scelto di mantenere l’acqua pubblica in difesa dei beni comuni, o semplicemente è un’allergia: quella di Federici alla Democrazia.
 
Con questa perla di arroganza ed ipocrisia, visto che le stesse parole non le ha manifestate di persona durante la manifestazione “Parole di Giustizia” alla quale Rodotà partecipò (assieme a Romano Prodi) con una lectio magistralis straordinaria, Federici conferma la sua inattitudine a rappresentare una comunità, dimostrata già ampiamente in questi ultimi anni nella gestione delle vicende cittadine, e mai smentita dal suo partito.
Da un passaggio istituzionale ecco l’ennesimo scivolone di un sindaco che non ha molta dimestichezza con il confronto democratico e civile, l’ennesimo silenzio assordante di un partito, il Pd, incapace di costruire una sinistra di popolo in questo paese e dal quale Rifondazione prende sempre più le distanze.
Segreteria provinciale Prc La Spezia

Rivoluzione Civile: domani Alberto Lucarelli a Sarzana, Arcola e La Spezia

Ultima settimana di campagna elettorale per Rivoluzione Civile La Spezia prima del decisivo voto delle politiche del 24 e 25 febbraio. La chiusura sarà col “botto” con l’arrivo di domani, 21 febbraio, del prof. Alberto Lucarelli, illustre giurista, estensore dei vittoriosi quesiti referendari sull’acqua del 2011, assessore a Napoli nella giunta De Magistris e candidatura di prestigio per la regione Liguria, il numero 2 della lista alla Camera per Rivoluzione Civile.Lucarelli saràdomani pomeriggio dalle 15 alle 16 a Sarzana per un incontro con la cittadinanza, mentre alle 17.30 interverrà ad Arcola nel convegno contro il femminicidio che si terrà presso la sala polivalente comunale alla presenza della candidata al senato Frida Alberti.

Alle 21 il professor Lucarelli si sposterà alla Spezia per l’attesa assemblea “Una Rivoluzione Civile per la difesa dei Beni Comuni” che si terrà al centro “Allende” di via Mazzini. Un’occasione per tuta la società civile spezzina di confrontarsi con uno dei massimi esperti della difesa dei Beni comuni e Ambiente, valori che Lucarelli rappresenterà al meglio nel prossimo parlamento italiano.

Nel convegno pomeridiano di Arcola sul femminicidio, coordinato dal referente comitato provinciale Idv Paolo Carbonaro e introdotto da Antonio Parrillo, dell’Idv di Arcola, interverranno anche Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia, oltre ai candidati per Rivoluzione Civile Elio Cambi, Sara Vatteroni (candidata alla Camera per la Toscana) e l’arcolana Frida Alberti, che farà gli onori di casa.


La nostra cultura condona e legittima la violenza di genere e il femminicidio a seguito del mancato riconoscimento della discriminazione di genere come vera e propria ‘discriminante’ e le cause sono da attribuire alla matrice patriarcale che permea tutta la nostra società” afferma la Alberti. “Le politiche fin qui adottate non hanno mai investito nel welfare come gli altri paesi europei, considerando la donna come un ammortizzatore sociale e spesso come uno psicofarmaco sociale. Dal taglio dei finanziamenti agli asili nido, all’odiosa pratica dei licenziamenti in bianco, alla difficoltà di reperire un ginecologo non obiettore, allo stereotipo della donna sempre vittima e bisognosa di tutela, a livello sociale e legislativo la matrice discriminante del sessismo non è stata ancora assimilata ne riconosciuta“.

Occorre rafforzare la prevenzione sul modello della legge spagnola, educare a nuove forme di relazione basate sul rispetto, aiutare uomini che agiscono comportamenti maltrattanti, cercare una alleanza con gli uomini, nostri compagni e mariti, che lottano al nostro fianco contro ogni forma di violenza e prevaricazione basata su modelli anacronistici di stampo autoritario. Vogliamo uno stato che garantisca la libertà di autodeterminazione e non i braccialetti antistupro. Vogliamo libertà di scelta,  autonomia, reddito, formazione e lavoro, e non ‘ tutela’ fine a se stessa che altro non fa che perpetuare dipendenza e bisogni, insieme a foraggiare carriere politiche che campano sullo stereotipo della donna sempre e comunque vittima“.
Frida Alberti interverrà anche questo pomeriggio a Ortonovo alla manifestazione di chiusura per il comitato Rivoluzione Civile di Ortonovo e Castelnuovo. L’incontro avrà inizio alle 18.30 presso il circolo Prc di Serravalletta alla presenza del segretario provinciale Prc Massimo Lombardi.

 

Rivoluzione Civile La Spezia

rivoluzionecivilespezia.wordpress.com

“Difesa dei beni comuni: da anni questa è la nostra proposta”. Rifondazione spezzina risponde all’assessore Paita

21 giugno 2012, by  
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E’ stupefacente come un esponente autorevole del panorama politico regionale distorga la realtà degli ultimi anni su Acam. E’ ancora più assurdo che l’assessore regionale Paita, fino a poco tempo fa attrice protagonista nel comune spezzino dei tentati salvataggi dell’azienda (ad oggi solo buchi nell’acqua) additi altri come responsabili dei propri fallimenti.

Eppure quante riunioni, incontri, scontri, divergenze sul tema Acam con il Pd? Possibile che oggi ci si sia dimenticato tutto? Quando si sbandierarono le linee guida di Strozzi come salvifiche dicemmo che la strada era sbagliata, che si doveva continuare a praticare la via contro l’incenerimento (Cdr in Enel), difendendo la gestione pubblica dell’acqua ed investendo sulle nuove forme di energia.

Quando fu decretato “il giorno più bello della propria vita” (definizione della stessa Paita), il tentato matrimonio con Hera, dicemmo che era follia pensare di affidare ad un’azienda privata, con soci azionisti con sedi nelle isole Cayman, il destino di 950 lavoratori e chiedemmo l’impegno alla giunta (di cui lei faceva parte) di valutare anche scenari alternativi. Poi venne il 13 giugno 2011 ed il voto popolare degli italiani.

Centomila spezzini chiesero di difendere i beni comuni, cosa che Rifondazione Comunista ha sempre fatto in tutti gli atti proposti ed emendati. Come mai questi vuoti di memoria? Gli atti sono pubblici quindi pubblicamente si mente. Viene il dubbio se la  menzogna sia frutto della reazione per i tanti falliti tentativi di salvataggio di Acam.

Si vogliono proposte? Le ripetiamo per l’ennesima volta:

1) Rifiuti Zero e porta-a-porta su base provinciale come già avviato in tanti comuni (La Spezia in primis),
2) piattaforma di selezione del non differenziato ed avvio di attività artigianali di recupero, riparazione e riutilizzo,
3)
discarica di servizio con piano di dismissione programmato: Il modello è Capannori.

Acqua pubblica, azienda speciale, partecipazione attiva della gente: Il modello è Napoli.

Un’opportunità, quella della società pubblica dell’acqua, che è sempre stata osteggiata, soprattutto da chi sostiene la necessità degli ambiti territoriali a scala regionale, ma che oggi tutti dichiarano economicamente sostenibile.

Piano di gestione di impianti energetici rinnovabili diffusi: il modello è Varese Ligure. Solo così si salveranno i lavoratori Acam che verranno e dovranno essere riorganizzati secondo un modello di sostenibilità ed i servizi essenziali per il territorio.

Infine è curioso che chi accusa Rifondazione di essersi seduta nella “stanza dei bottoni” si dimentichi di chi siano stati i tanti sindaci che hanno utilizzato Acam come cassa depositi e prestiti o come ufficio di collocamento, forse perchè è più facile accusare un partito come il nostro di aver avuto un ruolo piccolo, ma che ha valso risultati importantissimi come la regolarizzazione dei lavoratori della Maris, salvo dimenticarsi che Rifondazioni da anni non ha più un ruolo dentro l’azienda.

Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra La Spezia

La Spezia bene comune: presentati oggi in piazza del mercato i candidati della Federazione della Sinistra a sostegno di Massimo Federici sindaco

 

La Federazione della Sinistra della Spezia ha presentato oggi i 32 candidati della lista a sostegno di Massimo Federici sindaco per le elezioni comunali del 6 e 7 maggio prossimi.

Operai, pensionati, studenti, lavoratori precari, disoccupati e gli amministratori uscenti della Comune e della Provincia della Spezia: uno spaccato della società civile presentato oggi in mezzo alla gente di Spezia, nel luogo simbolo di “Piazza del mercato”, alla presenza dei segretari provinciali Prc e Pdci Massimo Lombardi e Pierluigi “Gipo” Sommovigo.

Con lo slogan “La Spezia bene comune” si è aperta la campagna elettorale all’insegna della lotta intrapresa nelle istitituzioni per la difesa dei beni comuni del lavoro, dell’ambiente, dell’acqua pubblica, dei diritti sociali, dell’antifascismo. Una lotta che proseguirà per tenere alti i valori della vera Sinistra in consiglio comunale.

Di seguito i nomi dei candidati della Fds:

n. ordine

Cognome e Nome Luogo, anno di nascita e mestiere

1

BALDASSARRE ALBERTO La Spezia 1952 Pensionato

2

BEGAJ ZHANETA Elbasan, Albania 1984 Studentessa scienze infermieristiche

3

BERNABO’ DAVIDE La Spezia 1967 Operaio – Rsu Fiom

4

BUCCHIONI EDMONDO La Spezia 1962 Vigile del fuoco, Consigliere comunale La Spezia

5

BUSCAGLIONE MARCO La Spezia 1948 Pensionato

6

CAMBI ELIO La Spezia 1957 Operaio Acam

7

CARLI GIANNI La Spezia 1968 Operaio tubista navale

8

CERLIANI SILVIO La Spezia 1953 Insegnante scuola superiore

9

CORSI MAURIZIO La Spezia 1953 Pensionato

10

COSSU SIMONA Modena (MO) 1976 Impiegata, Assessore comunale La Spezia

11

COSTA MICHELA La Spezia 1965 Parrucchiera

12

CURRARINI MARINA La Spezia 1961 Casalinga

13

DELL’AGNELLO FABIO La Spezia 1990 Barista

14

DISPENZA MAURO Taranto (TA) 1948 Indipendente, Attivista diritti umani

15

IACOPINI ORETTA La Spezia 1947 Indipendente, Pensionata

16

LEMUTH FIORENZO La Spezia 1953 Pensionato

17

LESTINGI PIETRO Bisceglie (BA) 1957 Operaio edile

18

LOMBARDI SERENA La Spezia 1983 Studentessa-lavoratrice

19

LOMBARDI ENRICO La Spezia 1951 Pensionato, Musicista

20

LOMBARDO ALBERTO La Spezia 1955 Pensionato

21

MAGLIANI PAOLO La Spezia 1982 Giornalista

22

MASSA MARIO La Spezia 1969 Lavoratore precario

23

MENCARELLI MAURO Sarzana (SP) 1966 Operaio Acam

24

NARDI BERNARDO Lerici (SP) 1973 Operaio Fincantieri

25

OLIVA ANNA Messina (ME) 1957 Impiegata dogane

26

POCCI ALESSIA La Spezia 1970 Cassiera di supermercato

27

RATTI LIVIANA Arcola (SP) 1954 Operatrice sociosanitaria

28

RAVERA DIEGO La Spezia 1973 Impiegato, Presidente Circoscrizione 1 La Spezia

29

RUGGIA CRISTIANO La Spezia 1972 Architetto, Assessore comunale La Spezia

30

SOMMOVIGO PIER-LUIGI La Spezia 1956 Operaio, Presidente Consiglio provinciale La Spezia

31

STELITANO SERENA Sarzana (SP) 1974 Disoccupata

32

ZURLO TERESA La Spezia 1971 Disoccupata

 

Federazione della Sinistra La Spezia

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