Lombardi: “Solidarietà a “La Francesca” di Bonassola, esempio di umanità contro l’odio razzista. Restiamo umani”

1 luglio 2015, by  
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In questi giorni nella nostra provincia si è verificato un grandissimo esempio di civiltà e di umanità, immediatamente contrastato da chi, per professione, incita all’odio e al razzismo quotidiano.
La titolare del resort “La Francesca” di Bonassola ha infatti dichiarato di voler ospitare alcuni dei migranti del Mediterraneo, rifugiati da noi dopo la loro terribile fuga per la sopravvivenza.
E’ un dramma umanitario di proporzioni storiche: sono i popoli del sud del mondo, quello della fame, della guerra e delle devastazioni, che cercano di approdare nella grassa Europa del benessere globalizzato, che spreca miliardi di tonnellate di cibo, che scoppia di salute e di spreco.
Asia e Africa sono state schiavizzate e colonizzate per secoli dalla “civiltà” europea: nel nostro piccolo abbiamo il dovere anche storico e morale di proteggere e di ospitare chi fugge dalla morte e dal disperazione causata da altri.
Si sentono continuamente tante voci terribili che incitano all’odio razziale, un sentimento mai del tutto spento e ora purtroppo divampato “grazie” alla crisi economica generata dal capitalismo internazionale, che strozza i popoli come la Grecia e che poi soffia sui peggiori istinti segregazionisti, in Italia cavalcati da forze come la Lega Nord (e non solo).
A questo gioco al massacro noi non ci stiamo. Noi comunisti, noi uomini e donne di sinistra resisteremo nel nome dei principi sacrosanti della solidarietà, dell’umanità, dell’uguaglianza.
Per questo siamo al fianco di chi la solidarietà la fa materialmente, con coraggio e con la sensibilità dell’accoglienza, come i titolari de “La Francesca”, per questo attaccati beceramente proprio dai leghisti e dalla peggiore feccia fascistoide della nostra regione.
Il nostro motto è e sarà quello del grande Vittorio Arrigoni, un uomo di pace trucidato da altri seminatori di odio: Restiamo Umani.
Massimo Lombardi, 
segretario provinciale Prc La Spezia

Unione dei comuni delle Cinque Terre, De Angelis: “Resasco ignora il parere di duecento cittadini di Vernazza”

3 marzo 2015, by  
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Duecento firme raccolte, ma rimaste inascoltate. E’ la denuncia del consigliere comunale di Vernazza Alfonso De Angelis, della lista “Voci dal territorio”, che si scaglia contro il sindaco Enzo Resasco che nell’ultimo consiglio comunale ha voluto tirare dritto nella costituzione dell’Unione dei Comuni che vede Vernazza insieme a Bonassola, Framura e Deiva Marina, invece di fermare l’operazione, come richiesto da molte parti.

Prima dell’inizio del Consiglio – afferma De Angelis – ho protocollato presso la segreteria del Comune la raccolta firme di cittadini residenti iscritti nelle liste elettorali del Comune di Vernazza che chiedevano la costituzione di una sola Unione delle Cinque Terre composta da Riomaggiore, Vernazza e Monterosso. Il documento è stato sottoscritto da 200 cittadini con firme raccolte in soli due giorni. Cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune di Vernazza che vogliono dire una sola cosa “le Cinque Terre sono solo le Cinque Terre” e che chiedono atti amministrativi conseguenti per modificare l’Unione con altri Comuni. Firme che chiedono cose semplici, l’Unione dei Comuni delle Cinque Terre composta da Riomaggiore, Vernazza e Monterosso da realizzarsi nel rispetto dei tempi che le leggi ci impongono“.

Nel corso della seduta del consiglio comunale sono stati eletti i consiglieri che rappresenteranno il Vernazza nel consiglio dell‘Unione con Bonassola, Framura e Deiva Marina: il sindaco Resasco (membro di diritto), Franco Ivani e Rita Colombo.
Tra gli eletti – lamenta De Angelis – non vi è un solo consigliere che rappresenti questi cittadini e neppure la minoranza che svolge opposizione, la minoranza vera quella che partecipa, che interviene in modo critico, che contesta gli atti motivando il dissenso, in un solo termine, la minoranza scomoda. Ivani è stato eletto come rappresentante della maggioranza, il consigliere Colombo è stata eletta come rappresentante della minoranza. Poco importa ricordare che dal giorno successivo la sua elezione, Colombo è organica alla maggioranza che sostiene votando senza esprimere motivazioni. Un sostegno esterno privo per altro di motivazioni politiche, un sostegno esterno che oggi si presta alle peggiori congetture. Ma cosa più grave, il sindaco ha dimostrato ipocrisia e cinismo non comuni. Ha eliminato ogni opposizione vera semplicemente imponendo alla sua maggioranza di votare il solo Ivani. Giocando poi sull’assenza del consigliere di Rifondazione Comunista e sapendo che a parità di voti sarebbe risultato eletto il genere meno rappresentato in Consiglio, quindi Colombo in quanto donna, ha di fatto buttato nel cestino centinaia di firme“.

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