Giù le mani dall’articolo 18: la Sinistra spezzina unita contro l’attacco allo Statuto dei Lavoratori

25 maggio 2012, by  
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Si è tenuto questo pomeriggio sotto la prefettura della Spezia il presidio unitario organizzato dalla Federazione della Sinistra spezzina contro la “riforma” del lavoro targata Monti-Fornero che smantellerà lo Statuto dei Lavoratori cancellando uno dei suoi principali articoli, il numero 18, quello che protegge i lavoratori delle aziende superiori ai 15 dipendenti dai licenziamenti senza giusta causa.

I Giovani Comunisti spezzini hanno calato di fronte a piazza Europa un enorme striscione di 25 metri con la scritta a caratteli cubitali “Giù le mani dall’articolo 18” per protestare contro una legge vergognosa in procinto di essere approvata in maniera bipartizan dal parlamento, dieci anni dopo il fallito tentativo di Berlusconi che solo la grande mobilitazione di piazza della Cgil di Cofferati riuscì a fermare nel 2002.

Oggi resta solo l’opposizione durissima di forze come la Fiom e la Federazione della Sinistra, che da mesi danno battaglia contro il governo Monti e contro le sue poltiche reazionarie e senza rispetto per ogni categoria di lavoratore. Addirittura il ministro Fornero, non paga di quanto già fatto nel suo disegno di legge, si è affrettata a comunicare “l’auspicio” a estendere la libertà di licenziamento anche per i dipendenti pubblici: nemmeno il tanto vituperato ministro Pdl Brunetta si era mai spinto a tanto. In risposta a tale sfrontatezza la Fds ha organizzato in tutta Italia una mobilitazione generale per sensibilizzare la cittadinanza su quanto sta accadendo a Roma.

Alla Spezia la novità è stata la risposta di tutte le forze di sinistra che si ritengono estranee alle politiche di Monti lanciando un chiaro messaggio di unità sul modello del francese “Front de gauche”. Per questo al presidio hanno partecipato rappresentanti di Idv, Sinistra Critica, Psi, Sel, Lotta Comunista, Fiom e Cgil che vogliamo. 

Per gridare no al governo Monti, e si alla difesa del lavoro e dei diritti conquistati dai lavoratori in anni e anni di lotte e sacrifici.

Federazione della Sinistra La Spezia

Il peggio dell’Italia è Brunetta

15 giugno 2011, by  
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Un ministro della Repubblica che insulta lavoratori precari…

Il Governo contro i lavoratori pubblici! Ora basta, paghi chi non ha mai pagato

5 giugno 2010, by  
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I provvedimenti decisi dal Governo sono una vera mannaia che colpisce i lavoratori pubblici e quel poco che é rimasto in piedi dello Stato Sociale.
Dopo aver preparato il terreno con due anni di vergognosa campagna del Ministro Brunetta contro i lavoratori pubblici, il Governo manda a dire al Paese che la colpa della crisi non é delle Banche, della speculazione, dei super-manager strapagati ed incapaci, della corruzione dilagante ma dei lavoratori e della spesa sociale.
L’attacco é pesantissimo:

  • Il blocco dei contratti fino al 2013 provocherà una forte riduzione del potere d’acquisto degli stipendi di fronte all’inflazione e all’aumento dei prezzi.
  • I lavoratori che hanno maturato il diritto alla pensione dovranno aspettare più di sei mesi a causa dello spostamento delle “finestre” e subiranno lo slittamento nel pagamento delle loro liquidazioni.
  • Il taglio del 50% delle risorse utilizzate nel 2009 per il pagamento dei salari dei precari provocherà un’ondata di licenziamenti. Una scelta scellerata che, oltre a mettere in mezzo alla strada migliaia di lavoratori, produrrà un drastico peggioramento della qualità e dell’efficienza della Pubblica Amministrazione.
  • E’ questa, d’altra parte, la scelta del Governo: il forte taglio delle risorse disponibili e dei trasferimenti agli Enti locali provocherà la riduzione dei servizi erogati ai cittadini – a partire da Scuola e Sanità – l’aumento delle tariffe, nuove privatizzazioni e svendite del patrimonio pubblico.

Nessuna misura é invece prevista per contrastare l’evasione fiscale, che é fortemente aumentata nell’ultimo anno, ed anzi gli evasori verranno premiati con un nuovo condono edilizio.
Questa manovra é inaccettabile e non é un caso che abbia ricevuto il plauso di Confindustria, cioè del nemico n. 1 dei lavoratori italiani.
A chi, anche nei partiti di un’opposizione parlamentare assai morbida e nel movimento sindacale, invita a fare sacrifici, occorre rispondere che i lavoratori hanno già dato.
E che le risorse necessarie ad uscire dalla crisi possono essere trovate con misure appropriate nei confronti dei grandi patrimoni, della speculazione finanziaria, dell’evasione fiscale e contributiva e magari riducendo le inutili e dannose spese militari, delle quali nessuno parla, ma che aumentano di anno in anno.
Lavoratori respingiamo con la lotta la manovra antipopolare del Governo.

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