Agenda elettorale Massimo Lombardi (Rete a Sinistra): domani incontro con i cittadini a Pian di Follo

16 maggio 2015, by  
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Prosegue il tour elettorale di Massimo Lombardi nella provincia spezzina. Domani, domenica 17 maggio il candidato al consiglio regionale della Liguria Massimo Lombardi per Rete a Sinistra sarà in mattinata a Pian di Follo per un incontro con la cittadinanza.
 
Lunedì 18 maggio Lombardi sarà a Spezia ai volantinaggi presso ospedale Sant’Andrea e call center.

 

Diritti negati in un call center, Lombardi: “Solo punta dell’iceberg, ricostruiamo la sinistra”

30 marzo 2015, by  
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Massimo Lombardi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, interviene su quanto riferito a seguito degli accertamenti condotti dalla Direzione territoriale del lavoro della Spezia su ciò che accadeva in un call center del territorio.
Secondo le indagini – dice Lombardi – sarebbero stati violati i diritti contrattuali di quasi duecento giovani, sottopagati rispetto alle mansioni svolte. Ed oltre a questo risulterebbe che le intimidazioni e le lesioni alla dignità dei lavoratori sarebbero state all’ordine del giorno”.
“Quanto emerso – sottolinea Lombardi – è la punta dell’iceberg di una realtà che, anche nella nostra città. vede i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici messi sotto attacco se non addirittura cancellati, come in quel call center”.
Rifletta la politica – conclude Lombardi – questi sono i frutti avvelenati di anni di scelte sbagliate, di compiacenza e di subalternità nei confronti dei poteri forti dell’economia e del mondo imprenditoriale. Anche per questo c’è bisogno di una sinistra degna di questo nome”.

 

Massimo Lombardi,

segretario provinciale Rifondazione Comunsita La Spezia

Teatro “Trianon”, interpellanza di Bucchioni: “Si preservi la funzione culturale, no a centri commerciali o call center al suo posto”

23 luglio 2014, by  
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All’incirca un secolo fa si inaugurava alla Spezia un Teatro di nome “Trianon”, adiacente via Manzoni,

lo stabile presentava notevoli pregi artistici in stile liberty e, proprio grazie alle sue decorazioni, si meritò un premio speciale all’Esposizione Universale di Parigi di quegli anni.

Dopo alcuni anni di attività il teatro andò in decadenza e venne lasciato in abbandono.

Nel 2007 il “Trianon” tornò al centro dell’attenzione e si riaprì il sipario anche se mancavano tendaggi e drappeggi: l’amministrazione comunale dovrebbe tuttora decidere la sorte a cu il teatro va incontro. 

Visto il notevole valore artistico del Teatro Trianon,

Visto che altri teatri spezzini di valore storico sono stati abbatutti (vedi “Politeama”) o trasformati in supermercati (vedi “Astra”) o in parcheggi (vedi “Monteverdi”),

Si chiede all’amministrazione ed al sindaco che sia preservato il valore storico del “Trianon” e che non venga messo a disposizione di centri commerciali o call center, ma che sia valorizzato nella sua originaria funzione come centro culturale e teatrale.

 

Edmondo Bucchioni

Gruppo consiliare Rifondazione Comunista La Spezia

Teatro Trianon, Lombardi: “Un’altra occasione perduta per la nostra città”

17 luglio 2014, by  
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Il teatro “Trianon” è  un autentico gioiello Liberty nel cuore della città.

Il suo recupero poteva essere davvero un’occasione per far valorizzare e far conoscere quella “Spezia bella” che scompare ogni giorno sotto i nostri occhi, sotto forma di slogan e di logo da marketing, evidentemente vuoto di contenuti e di sostanza reale.

Invece sarà solo un’altra occasione persa. Persa tanto dal Comune come dai soggetti che nella nostra provincia dicono di aiutare la cultura, come la Fondazione Carispe, concentrata soltanto su iniziative di cassetta o sull’housing (più o meno) sociale, che non hanno voluto ridare vita a questo piccolo miracolo Art Noveau scampato miracolosamente alla guerra (e anche dal dopoguerra, nonostante al suo interno abbia ospitato persino un garage), teatro che ha compiuto cent’anni l’anno scorso, il cui progetto, opera dell’architetto Vincenzo Bacigalupi, meritò anche un premio all’Esposizione Universale di Parigi.

Poteva essere la nostra occasione per far rinascere un piccolo teatro in città con la sua sala, dotata di platea, gallerie e barcacce che offriva uno spazio elegante, in stile liberty con un arredo di poltrone in velluto che richiamavano la verde tonalità predominante.
Con la decorazione statuaria e gli stucchi realizzati da un allora emergente Augusto Magli, gli affreschi di Vittorio Giorgii ferri battuti di Cremonini. In alternativa a questi utopismi, che in tutta Europa vengono praticati valorizzando realtà molto meno pregiate della nostra con risvolti economici e culturali straordinari, avremmo potuto trasformarlo in una struttura ricettiva o in un centro culturale che in molti ci avrebbero invidiato.

Invece no. Nonostante non si siano ancora spenti gli echi della polemica per la perdita del Monteverdi, raso al suolo e trasformato in park privato, nessun ente pubblico o semi-pubblico ha fatto offerte e il teatro è stato venduto a un’immobiliare romana. Ancora buio totale su che tipo di attività ospiterà: c’è chi dice un call-center (che evidentemente assieme ai supermercati è l’unica forma di attività che la nostra città sembra in grado di attirare), chi un angolo gastronomico di qualche catena, con tutto quel che ne consegue; mobilità e precariato e un gran senso di vuoto…

Un’altra grande occasione perduta, anche per quella Spezia che vuole farsi portavoce di una cultura alternativa. Che questa vicenda sia da monito, occorre unire gli sforzi per dare risposte alternative a ciò che non ci piace, occorre rilanciare modelli nuovi superando le visioni da orticello che molti alla Spezia praticano. L’ottimismo della volontà ci deve sostenere nella consapevolezza che quella del Trianon sia l’ultima occasione persa, e che una battaglia per il suo rilancio sia il caposaldo di una nuova frontiera per La Spezia: solidale, compatibile, giusta ed equa.

 

Massimo Lombardi,

segretario provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Cossu: “Su Acam solo slogan e speculazione politica, dov’è la responsabilità?”

19 giugno 2013, by  
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Occorre fare chiarezza sulla posizione tenuta dal Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista durante l’ultimo Consiglio Comunale su Acam, in particolare sull’ordine del giorno in cui abbiamo chiesto al Sindaco il ritiro della lista di mobilità interna presentata dall’azienda.
Troppe infatti le distorsioni e le speculazioni che vengono fatte, spesso ad arte, per distogliere l’attenzione dalle responsabilità e dai fallimenti. Rifondazione ha deciso di votare contro il Piano di Riassetto, una decisione assunta per difendere gli attuali livelli occupazionali di tutto il gruppo. Questo piano, è bene ribadirlo, stabilisce licenziamenti e non fornisce alcuna garanzia per i lavoratori che passeranno sotto il privato non saranno sottoposti, nel medio periodo.
Per i lavoratori che rimarranno “pubblici” (Acam Acque, Integra, Acam Spa e per il momento una quota parte di Acam Ambiente), i dubbi sulla tenuta occupazionale sono gli stessi. Abbiamo denunciato in Consiglio Comunale come manchi completamente un disegno industriale capace di garantire a queste società, di reggere un pesantissimo indebitamento riversato nell’azienda pubblica, e nel contempo di riuscire a garantire i servizi ai cittadini.
Oltre a questo riteniamo che il pericolo di smantellamento dei servizi di manutenzione della rete idrica, i servizi di sportello e del call center (che qualcuno forse pensa di esternalizzare anche questi…) sia un ulteriore pesante indebolimento industriale di tutto il gruppo.
Ad oggi è gravissimo che l’azienda abbia deciso, in totale contrasto anche con il piano di riassetto, di procedere ad ulteriori importanti esternalizzazioni, da lunedì 17 giugno la raccolta della carta e della plastica nel comune della Spezia non sarà più fatta dai dipendenti dell’azienda. Su questo nessun appello alla responsabilità dai soliti noti?
La nostra  è stata una scelta esclusivamente politica, consapevoli del fatto che i destini della Spa, dell’Acqua e di Integra sono legati: se una di queste società crolla si porta dietro anche le altre. Rifondazione non ha mai inteso entrare nel merito della lista che è il frutto di una trattativa tra l’azienda e le organizzazioni sindacali.
Noi possiamo solo auspicare che detta lista sia utile a rafforzare l’azienda e tenga conto della pari dignità di ogni singolo lavoratore, a tale proposito riteniamo vergognoso il trattamento sulla quattordicesima che verrà assicurata nei tempi previsti solo ad una parte dei lavoratori, l’ennesima dimostrazione dell’incapacità gestionale e del ruolo di sciacalli assunto in questa vicenda dagli istituti di credito.
Simona Cossu
Capogruppo Prc in consiglio comunale comunale La Spezia

Disagi quartiere Pianazze, ecco l’interpellanza in comune alla Spezia

17 novembre 2010, by  
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Premesso che

Recentemente la società  Call & Call ha trasferito la sua attività di Call Center in via delle Pianazze,  il tarsferimanto di suddetta attività  ha comportato lo spostamento di centinaia di lavoratori che si recano al lavoro con la propria automobile,questo stà creando notevoli problemi nella zona a causa della mancanza di parcheggi.

Considerato che

La situazione sta creando notevoli disagi ai residenti della zona che a causa del parcheggio selvaggio si trovano spesso a non poter uscire o rientrare nelle proprie abitazioni,

crea disagio al vicino asilo dove spesso i genitori non sanno dove lasciare l’auto per accompagnare i bambini nella struttura,

crea disagio al vicino impianto sportivo, unica scuola calcio per bambini completamente gratuita,

crea una situazione di grave rischio per la viabilità.

Si interpella la Giunta per sapere

1 Quali iniziative  intenda intraprendere affinchè la società Call & Call risolva il problema del parcheggio per i propri dipendenti;

2 se sono previste modifiche alla viabilità della zona;

3 come intende intervenire per razionalizzare un’area industriale priva di parcheggi ma anche con molte aree e capannoni in completo stato di abbandono da anni,

4 se intende nella fase transitoria proporre alla società Call & Call l’utilizzo di mezzi di trasporto collettivi al fine di evitare l’utilizzo delle automobili,

5 quali sono state le motivazioni per cui sono state date le autorizzazioni ad impiantare un attività con un così alto numero di lavoratori senza che fosse preso in considerazione il problema del parcheggio e della viabilità.

Gruppo Rifondazione Comunista
Simona Cossu
Edmondo Bucchioni