Ripresa dei lavori alla Cava Fornace di Biassa: immediata interpellanza della consigliera di Rifondazione Simona Cossu

23 marzo 2013, by  
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Nei giorni scorsi sono nuovamente riprese attività lavorative all’interno della Cava Fornace, lungo la strada che da Pegazzano raggiunge il borgo di Biassa. Attività autorizzate con il Decreto Regionale n 665 del 31/03/2009, nonostante il parere contrario, a suo tempo, della I Circoscrizione e del Comune della Spezia. La Concessione prevede e escavazioni per 700.000 mc, fino ad una quota di 236 metri.

Le lavorazioni, iniziate nei primi mesi del 2011, avvengono con l’utilizzo di un mezzo escavatore munito di martello pneumatico, il quale provoca un rumore insostenibile e una grande quantità di polvere, creando condizioni estremamente disagevoli per le abitazioni presenti, alcune delle quali si trovano a pochi metri dal sito estrattivo, nonché un notevole impatto ambientale.

La vivace protesta degli abitanti della zona, le segnalazioni della I Circoscrizione, le interpellanze dei consiglieri di Rifondazione Comunista avevano portato a diversi interventi dei Vigili Urbani, di Arpal, dei funzionari della Regione Liguria, propedeutici ad uno stop dei lavori.

Da luglio 2012 le attività lavorative erano ferme e sembrava che la questione dovesse essere chiusa, anche perchè giungevano echi di novità positive: in particolare la più volte menzionata, anche a mezzo stampa, ipotesi di una trattativa in essere tra il Comune e la società titolare della concessione, e proprietaria del sito, Nuova Nec, volto al raggiungimento di un accordo complessivo che dovrebbe portare, tra l’altro, alla cessione dell’area della “Fornace” all’Amministrazione Comunale, previa messa in sicurezza del sito, dove sarebbe prevista la realizzazione di un’area camper, nonché lo spostamento dell’impianto di frantumazione sito nella prospiciente ex Cava Cubiola Bianca.

Dalla Regione Liguria giungevano notizie circa la prossima dismissione della Cava Fornace, la quale non rientrerebbe nel nuovo Piano Territoriale Regionale delle Attività di Cava (PTRAC) , anche per la pressioni a livello regionale del Partito della Rifondazione Comunista, il quale ha più volte segnalato agli uffici competenti come le valutazioni del Servizio di Tutela del Paessaggio (prot. n. 3361 del 24/08/2007), parte integrante del Decreto Regionale, sono evidentemente ed indiscutibilmente sbagliate, e pertanto la stessa autorizzazione si basa su assiomi non corretti. In tale procedimento si parlava di “impatto percettivo irrilevante”, e di “qualsiasi altro punto di vista occluso”, anche percorrendo in auto la Via Filzi.

Questo nuovo riavvio delle lavorazioni giunge pertanto inaspettato.

Rifondazione Comunista intende segnalare, per l’ennesima volta, le problematiche, oggettive, che il sito estrattivo denominato “Fornace” comporta, chiedendo di valutare la compatibilità delle attività di escavazione con la prossimità di nuclei abitativi.

La consigliera del Partito della Rifondazione Comunista, Simona Cossu ha immediatamente presentato un’interpellanza nel quale chiede, all’Amministrazione Comunale:

1) Se le lavorazioni sono conseguenti alla messa in sicurezza dell’area in vista della cessione al Comune, oppure se rientrano nelle estrazioni previste dalla concessione regionale.

2) Se esiste un progetto di messa in sicurezza e quali siano le relative tempistiche e specifiche.
cosa intende porre in atto l’Amministrazione riguardo i disagi in materia di impatto ambientale e di viabilità

3) Se sono ancora valide le ipotesi circa uno spostamento dell’impianto di triturazione presso la zona Cubiola Bianca e la cessione dell’area Cava Fornace al Comune

4) Se sono ancora validi i progetti circa la realizzazione di infrastrutture per il turismo (area camper)

Rifondazione Comunista La Spezia

Ravera: “Vicinanza e cordoglio alla famiglia Marchetti, non è più rinviabile la messa in sicurezza della zona dell’Acquasanta”

8 agosto 2011, by  
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Sabato 30 luglio un’altra giovane vita si è spenta lungo la strada Napoleonica. Alla famiglia la vicinanza e il cordoglio, personale e di tutto il Consiglio di Circoscrizione che rappresento. Alcune riflessioni sono necessarie e non più derogabili.
La Strada Provinciale 530 è un’arteria non in grado di sostenere il traffico veicolare a cui è sottoposta, stretta com’è tra il muraglione dell’Arsenale e la collina nel tratto iniziale, e tra le abitazioni lungo il percorso che si snoda, sostanzialmente, tra l’Acquasanta e il Fezzano. Circa cinque chilometri di strada funestati da troppi incidenti e da una pericolosità potenziale elevatissima.
Non ci sono vie di fuga, pochi i marciapiedi, gli attraversamenti pedonali sono pericolosi, gli innesti per e dalle frazioni con visibilità ridotta in quanto a ridosso di curve, decine di portoni e cancelli di private abitazioni che si affacciano, senza protezioni di sorta, direttamente sulla carreggiata stradale. La Prima Circoscrizione da anni si batte, spesso inascoltata, per ottenere miglioramenti alla viabilità che vadano nella direzione di una maggior sicurezza e nella dissuasione di comportamenti pericolosi. Recentemente ha avviato un percorso per chiedere la realizzazione di una rotonda all’innesto di Cadimare, dove nelle scorse ore si è verificato l’ennesimo incidente, per fortuna senza gravi conseguenze.

Ma vi sono anche difficoltà oggettive
nell’intervenire in una strada che, stando così le cose, offre poche soluzioni. Il progetto di una rettifica di Viale Fieschi all’incrocio con Via Mori è stato abbandonato causa il rifiuto della Marina Militare a concedere una porzione di terreno necessaria alla realizzazione dell’opera; la normativa proibisce di installare

autovelox nei centri abitati; i dissuasori sono invocati e poi osteggiati, e spesso divelti. La stessa pluralità di Enti ed Istituzioni competenti nei vari tratti di percorso osteggia un fluido percorso decisionale e realizzativo.

Un ragionamento complessivo sulla viabilità lungo la costa di Ponente non è più rinviabile, e la Prima Circoscrizione metterà in moto tutte le risorse di sua competenza per obbligare gli Enti competenti a dare risposte alle esigenze di sicurezza che emergono da questi territori.

Resta un dato di fatto, inconfutabile. Per l’ennesima volta tutta la costa di Ponente è rimasta bloccata per ore. Non è la prima volta che accade, non sarà l’ultima. Incidenti, allagamenti, mezzi in panne, le normali problematiche di qualsiasi arteria stradale provocano il sostanziale isolamento di migliaia di residenti e turisti. Impossibilitati a raggiungere le abitazioni, i luoghi di lavoro, per non parlare dei problemi e dei rallentamenti a cui sono soggetti automediche e altri mezzi di pronto intervento.

Senza dimenticare la presenza del rigassificatore di Panigaglia, cui dovrebbe essere garantita la possibilità di un veloce ed efficace raggiungimento, per ovvie questioni di sicurezza. Eppure, al di là del muro, all’interno dell’Arsenale Militare, c’è una viabilità alternativa pronta e già utilizzabile. Le richieste dei cittadini e delle associazioni volte ad
una razionalizzazione della Base navale che porti a liberare gli spazi, oramai inutilizzati, della costa di Ponente non sono capricci e nemmeno impuntature ideologiche. Sono una necessità improrogabile che i fatti, purtroppo talvolta tragici, continuano a dimostrarci.

Diego Ravera
Presidente Prima Circoscrizione La Spezia

Diego Ravera su “Acqua in brocca” nelle mense scolastiche: ottima iniziativa all’insegna del referendum del 12 e 13 giugno

24 maggio 2011, by  
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Gli italiani sono i primi consumatori al mondo di acque minerali. Ogni anno ne beviamo in media quasi 190 litri a testa. E nei locali pubblici, ordiniamo nella maggioranza dei casi acqua in bottiglia. Potere della pubblicità soprattutto: le aziende che commercializzano l’acqua in bottiglie spendono infatti circa 379 milioni di euro in spot televisivi e spazi su giornali e radio.

Ridurre i consumi di acqua in bottiglia  significa risparmiare ma soprattutto incidere  sui  costi ambientali. La plastica è un derivato dal petrolio, non è biodegradabile e riciclarla costa; per non parlare poi dell’inquinamento da trasporto, degli imballaggi, dei processi industriali necessari, con relativi consumi energetici, emissioni nocive…

E’ necessario quindi far conoscere l’importanza delluso dellacqua che arriva nelle nostre case per superare i pregiudizi spesso determinati dalla scarsa conoscenza dei dati e dalla pubblicità. Lacqua del rubinetto è comoda, economica, di qualità. Una qualità confermata dagli oltre 40.000 controlli annui effettuati nella nostra provincia. I quali certificano come l’acqua del nostro Comune non abbia nulla da invidiare, anzi in molti casi sia superiore, a gran parte di quella venduta in bottiglia.

Diventa perciò importante educare i cittadini ad un utilizzo eco-compatibile dellacqua potabile per ridurre i consumi errati e gli sprechi con notevoli vantaggi per lambiente.

Con soddisfazione sottolineo il progetto “LAcqua è vita” cui partecipano la Scuola primaria dei Vicci e le secondarie di primo grado Alfieri (Via Napoli) ed Incerti (Fabiano), con il supporto  del LABTER dellAssessorato allAmbiente del Comune e tecnici di ASL ed ACAM Acque, finalizzato a conoscere la qualità delle nostre acque, il loro corretto utilizzo e la necessità di valorizzazione.

Proprio in questa settimana, allinterno di queste scuole, le brocche prenderanno finalmente il posto delle bottiglie di plastica nelle mense scolastiche. Lacqua come bene comune è uno dei temi del prossimo referendum del 12-13 giugno.

Solo se lacqua rimane un bene comune i cittadini potranno decidere come usarla al meglio e con più sicurezza per la salute. Lacqua privata significa bollette più care, lavoro precarizzato, investimenti sulla rete ridotti e acqua meno sicura, meno controllata. Un bene comune è, per definizione, di tutti. Nessuno può appropriarsene nè farci profitti.

Lacqua in brocca come il si ai referendum del 12-13 giugno: una battaglia di civiltà.