Vergassola (Prc/Fds) e Ghiglione (Flc Cgil): “Test Invalsi prove inique da boicottare”

18 maggio 2012, by  
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Mercoledì 16 maggio gli studenti della Fds con la partecipazione della Flc Cgil hanno organizzato un’iniziativa in piazza Mentana per “boicottare” le prove Invalsi, che proprio in quel momento si stavano tenendo  nelle classi seconde di tutti gli istituti superiori della città. I giovani della Fds hanno infatti invitato gli studenti delle scuole superiori della provincia spezzina a NON ENTRARE A SCUOLA, così da NON COMPILARE I TEST.

L’INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) è nato per fornire al decisore politico tutti gli elementi utili per il miglioramento del sistema formativo e dovrebbe lavorare a sostegno e in collaborazione con le scuole. Purtroppo negli ultimi anni si è intrapresa una direzione totalmente inversa. Si rischia di trasformare le prove Invalsi nell’unica forma di valutazione, totalmente scollata dalla prassi quotidiana, invece di utilizzarle come uno degli indicatori del sistema nazionale. Occorre una riflessione sulla stessa efficacia dei test, come del resto si sta facendo in altri Paesi, affinché esse non si limitino a misurare le competenze in matematica e italiano ma anche le capacità creative e relazionali degli allievi che sono altrettanto decisive per una scuola dove si impara ad imparare. Riteniamo inutile e dannoso piegare la didattica all’addestramento ai test.

Chiediamo chiarezza affinché non si determini un uso improprio di queste prove, che non possono essere legate ne al finanziamento degli istituti scolastici (un risultato positivo equivale ad un finanziamento più generoso) ne alla valutazione e quindi al riconoscimento economico degli insegnanti.  La prassi sempre più frequente, da parte delle istituzioni scolastiche, di pubblicare gli esiti della rilevazione, contribuisce a determinare informali quanto infondate e perniciose classifiche tra scuole, come ampiamente dimostrato dalla letteratura internazionale al riguardo.

E’ poi fonte di vera inquietudine quanto previsto dall’Invalsi nella “Nota sullo svolgimento delle prove per gli allievi con bisogni educativi speciali“. Si prevede infatti che la decisione di far partecipare o meno alle prove (e se sì con quali modalità) gli alunni diversamente abili sia rimessa al giudizio della singola scuola per il tramite del suo dirigente. Secondo l’Invalsi, infatti, la valutazione del singolo caso può essere effettuata in modo soddisfacente SOLO dal dirigente scolastico che può decidere se far partecipare o meno l’alunno diversamente abile. Se ritenuto opportuno dal dirigente scolastico è consentito che gli allievi con DSA svolgano le prove in un locale differente da quello utilizzato per gli altri allievi della classe. In questo modo ragazzi che tutti i giorni lavorano e imparano insieme, all’improvviso ricevono il messaggio che questo non va, che bisogna marcare le diversità. L’Invalsi spieghi perché l’inclusività e l’eterogeneità delle classi non può essere uno standard di riferimento. O, quantomeno, un elemento di contesto a partire dal quale costruire le prove e le modalità della loro somministrazione.

Inoltre i sostenitori dell’Invalsi tentano di far credere che i test siano anonimi, quando in realtà ogni prova ha un codice specifico che la collega ad un unico studente. E per come vengono gestite queste prove c’è un reale rischio che si tratti più di una schedatura che di un vero strumento di valutazione. Gli studenti vanno valutati, non schedati e soprattutto rispettati.

Filippo Vergassola, Responsabile Prov.le Scuola e Università Fds La Spezia

Lara Ghiglione, Segretario Prov.le Flc Cgil La Spezia