Acerbo (Prc-UP): “Solidarietà a Massimo Lombardi, dirsi comunista non è reato”

5 aprile 2023, by  
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Con sprezzo del ridicolo il gruppo di Fratelli d’Italia al Comune della Spezia chiede le dimissioni del nostro valoroso consigliere Massimo Lombardi, reo di aver rivendicato il suo essere comunista.
Non prendiamo lezioni di democrazia dai nostalgici del fascismo. Facciamo presente ai nipotini di Mussolini e Almirante che in Italia dichiararsi comunista non è ancora reato.
Lo è stato per un ventennio che si concluse con centinaia di migliaia di morti e il paese in macerie.
Nel nostro paese per la Costituzione e le leggi vigenti continuano a essere reati l’apologia del fascismo e la ricostituzione del partito fascista.
Il compagno Massimo Lombardi, figlio di Aldo che fu tra i fondatori del nostro partito, rappresenta al meglio nel consiglio comunale della Spezia i valori dell’antifascismo e della sinistra. Sono sicuro che Massimo non si farà intimidire da queste provocazioni.
A Massimo la solidarietà di tutto il partito.
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista
Coordinamento di Unione Popolare

Nepal, eletta prima donna presidente, comunista e femminista

29 ottobre 2015, by  
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Il Nepal ha la sua prima donna presidente. E’ la leader del partito comunista, Bidya Devi Bhandari, una battagliera femminista di 54 anni che si è battuta per garantire i diritti delle donne nel nuovo ordinamento statale. E’ stata eletta dal Parlamento di Kathmandu dopo il processo di transizione che un mese fa ha tramutato l’ex regno himalayano in Repubblica federale in seguito al rovesciamento della monarchia di quasi dieci anni fa. A suo favore 327 voti su un totale di 549.  

Bhandari ha sconfitto il rivale del partito conservatore del Congresso nepalese Kul Bahadur Gurung. Il suo nome era stato proposto dall’ex capo dei maoisti Pushpa Kamal Dahal (detto Prachanda) e da un largo fronte della sinistra. Hanno boicottato il voto i partiti regionali dei ‘madhesi’, l’etnia che vive nella fascia meridionale confinante con l’India e che si è opposta con violente proteste alla nuova Costituzione varata a settembre. Anche se la carica di presidente è largamente cerimoniale, la sua nomina è un segnale forte per un cambiamento positivo della società nepalese ancora molto tradizionalista e patriarcale. La Bhandari appartiene al Partito comunista del Nepal (Marxista leninista unificato o CPN-UML), la seconda forza politica del Paese (dopo il conservatore Congress) a cui appartiene anche l’attuale premier KP Sharma Oli eletto circa due settimane fa. Dal 2008 occupa il posto di vice presidente del partito e per questo è considerata molto vicino al primo ministro.

Arriva da una lunga militanza che ha condiviso anche con il marito, Madan Kumar Bhandari, un noto leader comunista morto in un incidente nel 1993. Come vicepresidente del CPN-UML, la neo presidente ha avuto un ruolo importante nella stesura della Carta costituzionale, in particolare per la norma che stabilisce “quote rosa” in Parlamento. E’ anche previsto che il presidente o il vicepresidente debba essere una donna. Frutto del lavoro di sette anni e di due Assemblee costituenti, il nuovo testo costituzionale entrato in vigore il 20 settembre è composto da un Preambolo, 308 articoli e nove allegati. Una prima Assemblea costituente operò senza successo per quattro anni dal 2008 al 2012 e fu sostituita all’inizio del 2014 dall’attuale che ha portato a termine il lavoro, sia pure in ritardo rispetto ai 12 mesi fissati in un primo tempo. La Bhandari è il secondo capo dello Stato dopo l’abolizione della monarchia alla fine del 2007 in seguito alla rivolta maoista.

 

da www.blitzquotidiano.it