Olivieri: “Governo e Confindustria preparano i licenziamenti di massa. Lotta dura contro il Governo Monti-Fornero-Marcegaglia”

24 gennaio 2012, by  
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Il Governo Monti, con il plauso di Confindustria, ha presentato ai sindacati le sue proposte per la riforma degli ammortizzatori sociali.

Monti e la Ministra Fornero (quella dal pianto facile ma dal cuore di ghiaccio quando si tratta di colpire pensionati e lavoratori) vogliono cancellare di fatto l’istituto della Cassa Integrazione che verrebbe applicata solo in rari casi e per brevi periodi. In tutti gli altri casi i lavoratori non andranno più in Cassa Integrazione ma saranno licenziati: il Governo li “ripagherà” con una sorta di indennità di licenziamento che verrà erogata però per un breve periodo trascorso il quale il lavoratore licenziato diverrà un disoccupato a tutti gli effetti. Se passassero le proposte di Monti-Fornero-Marcegaglia si aprirebbe la strada ad una stagione di licenziamenti di massa.

Se a tutto questo aggiungiamo l’attacco in corso all’articolo 18 per far saltare le tutele per i lavoratori contro i licenziamenti illegittimi e l’allungamento dell’età pensionabile, la prospettiva per decine di migliaia di operai é quella della disoccupazione. E’ ora che i sindacati reagiscano, bisogna bloccare il Paese con una lotta incisiva, ci vuole lo Sciopero Generale contro Monti ed il suo governo, espressione del mondo della finanza, delle banche e dei poteri forti. Cioè di quelli che hanno provocato la crisi e adesso la stanno facendo pagare alla povera gente.

Sergio Olivieri
Segretario regionale Rifondazione Comunista – Federazione della sinistra Liguria

Come sempre vogliono colpire pensionati e lavoratori: costruiamo l’opposizione politica e sociale contro il Governo della banche e della finanza

2 dicembre 2011, by  
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L’illusione che il Governo Monti cambiasse registro é durata poco. Le avvisaglie della nuova stangata che verrà decisa nei prossimi giorni sono chiare: si parla di nuovi innalzamenti dell’età pensionabile, di abolizione della già insufficiente copertura dagli effetti dell’inflazione del potere d’acquisto delle pensioni, della reitroduzione dell’Ici sulla prima casa.

Nessuna misura seria che colpisca i santuari della ricchezza, gli speculatori, quelli che la crisi l’hanno provocata: ancora una volta a pagare saranno lavoratori e pensionati. E sarà solo l’inizio perché questo Governo, prono agli ordini del Fondo monetario internzionale e della Banca Centrale Europea, intende procedere come uno schiacciasassi nella demolizione di ciò che resta dello Stato sociale e delle tutele per i più deboli.

Vuole farlo in sintonia con Confindustria e con i poteri forti, contando sull’acquiescenza dei partiti presenti in Parlamento, compresi Pd e Idv che fanno parte della maggioranza che sostiene il Governo. Occorre dunque costruire nel Paese quell’opposizone che non c’é in Parlamento. Per questa ragione rivolgiamo un forte appello ai lavoratori, ai giovani, ai pensionati, ai sindacati, alle forze coerentemente di sinistra oggi purtroppo divise: alle scelte antipopolari si risponda con le lotte sociali, gli scioperi, la mobilitazione popolare. Il Governo delle banche e dalla finanza può essere fermato.

Sergio Olivieri
Segretario regionale ligure di Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra

Ferrero: “Contrari al governo Monti, il governo dei poteri forti”

16 novembre 2011, by  
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Questo governo non ci piace: è espressione dei poteri forti, delle lobby, di quel mondo che ci ha portato nella crisi attuale. Questo governo, legato alle banche, alle imprese, al Vaticano, alle università private, ai “soliti noti” è il contrario di quello che serve al Paese.

L’Italia dovrebbe mettere in discussione le politiche europee che sono all’origine della speculazione mentre questo governo è espressione diretta dei potentati e dell’ideologia neoliberista che hanno forgiato quelle politiche errate.

Si amplia quindi la nostra contrarietà al governo che lungi dall’essere tecnico è il governo delle lobby e dei poteri forti: la parola spettava al popolo, la scelta di non andare alle elezioni anticipate è un grave errore che purtroppo pagheranno gli italiani.

 Paolo Ferrero, segretario nazionale Rifondazione Comunista

Solidarietà al presidente Fiasella denunciato da Papi per la vicenda inceneritore del Pollino

11 novembre 2011, by  
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Esprimiamo solidarietà al presdiente della Provincia Marino Fiasella, chiamato in giudizio dal Enso Papi, ex Presidente di Confindustria spezzina, per la vicenda dell’inceneritore del Pollino in Versilia.

Rifondazione Comunista, già nell’ottobre 2008, aveva espresso sgomento e sconcerto perché dalle inchieste in corso era emerso che  la popolazione della Versilia era esposta alle emissioni inquinanti dell’inceneritore del Pollino. In quell’occasione avevamo anche espresso l’auspicio che la Magistratura facesse chiarezza sui fatti e sulle responsabilità in merito al presunto utilizzo di «software realizzato per falsificare i dati» per il rilevamento delle emissioni nocive dell’inceneritore versiliese (diossine e monossidi di carbonio tra le maggiori sostanze altamente tossiche, cancerogene e mutagene).

Indipendentemente dalle posizioni che decideremo di assumere nel caso di elezioni primarie per la scelta del candidato del centrosinistra e della sinistra alla carica di Presidente della Provincia, riconosciamo a Fiasella l’onestà intellettuale e politica di aver sempre condiviso la nostra battaglia contro gi inceneritori. Una coerenza a causa della quale é oggi tratto in giudizio da chi quegli impianti li ha costruiti e li ha gestiti.

Federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista

Bramanti: “Interesse per la candidatura di Cimino, purché si sottragga ai giochi di potere interni al Pd”

7 ottobre 2011, by  
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Rifondazione Comunista guarda con interesse alla candidatura di Lorenzo Cimino che appare particolarmente significativa proprio perché il mondo del lavoro é colpito dalla crisi e sotto attacco da parte di Governo e Confindustria.

Questo nostro interesse é coerente con la battaglia che ci ha visti uscire dalla maggioranza quando Fiasella aveva assegnato l’assessorato al lavoro ad un esponente di Confindustria e rientrarvi solo quando quell’incarico é stato restituito ad un comunista.

Opereremo nei prossimi giorni per aprire con Lorenzo Cimino un confronto programmatico.

Esprimiamo altresì l’auspicio che Lorenzo Cimino sappia sottrarsi alle dinamiche di scontro di potere interno all’apparato del Pd locale e ai tentativi strumentali di Sel di appropriarsi di una candidatura non sua alla ricerca di un tornaconto elettorale. Ovviamente il nostro interesse alla candidatura di Cimino é vincolato a tutto questo ed alla sua capacità di essere il candidato della centralità del lavoro, del rinnovamento, della partecipazione, dei valori della sinistra.

Chiara Bramanti

segretaria provinciale Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra La Spezia


La Cgil risponda a Confindustria con lo sciopero generale

21 gennaio 2011, by  
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Verso il 28 gennaio

Se qualcuno ancora aveva dei dubbi, la Federmeccanica ha posto termine alla inutile discussione sulla portata dell’attacco della Fiat al contratto nazionale e ai diritti dei lavoratori.

La proposta presentata ieri dal direttore generale dell’organizzazione degli industriali metalmeccanici, che è bene ricordarlo rappresenta anche l’azienda della presidente della Confindustria, ha definitivamente liquidato il contratto nazionale. Non ci saranno più due livelli di contrattazione, quello nazionale e quello aziendale in deroga, ma ne resterà uno solo. Le aziende potranno scegliere se applicare un contratto nazionale che, a quel punto non varrà più niente, oppure farsi il proprio contratto ad hoc, come ha scelto Marchionne. Così tutto il reale diventa razionale, tutte le deroghe, tutte le violazioni dei contratti vengono legalizzate, si può fare tutto perché tutto è concesso.

Questo sistema stravolge anche l’ipocrisia dell’accordo separato del 22 gennaio 2009, dove la Confindustria, il governo, la Cisl e la Uil fecero finta di mantenere i due livelli contrattuali, seppure con le deroghe. Per questo è evidente l’imbarazzo di Bonanni e Angeletti, costretti ancora una volta a inseguire le svolte e le contro svolte dei padroni a cui sono appiccicati.
Come avevamo detto l’attacco della Fiat al contratto nazionale e ai diritti non sarebbe stato e non poteva essere un’eccezione, ma sarebbe diventato la nuova regola. Non ci sarà più bisogno allora, per la Fiat, di uscire formalmente dalla Confindustria, perché la firma della Confindustria a un contratto non varrà più di niente, sarà semplicemente una liberatoria a fare quello che si vuole.

Avevamo ragione quando avevamo detto che con la Fiat partiva il più grave attacco ai diritti dei lavoratori, dal 1945 ad oggi. E abbiamo avuto ragione quando abbiamo chiesto con insistenza alla Cgil di rispondere alla Confindustria con lo sciopero generale. Finora questo non è avvenuto, perché la maggioranza della Cgil si è autoincastrata nella ricerca di un accordo con Cisl, Uil e Confindustria. Il confuso documento sulla rappresentanza approvato dal Direttivo della Cgil ha invece ricevuto subito uno sgarbato e sbrigativo no della Cisl. Sul resto ha risposto la Federmeccanica.

Continuare per questa strada è semplicemente decidere che la Cgil si mette da sola nell’angolo. Dopo lo sciopero dei metalmeccanici del 28 gennaio dovremo alzare la voce, come mai abbiamo fatto, dentro la Cgil per andare allo sciopero generale e finirla con il balletto degli inutili dialoghi con la Confindustria e con tutti coloro che vogliono distruggere il contratto nazionale.

di Giorgio Cremaschi (tratto da Micromega)

Giovedì 2 settembre alle 10.30 presidio di protesta davanti all’Autorità Portuale

1 settembre 2010, by  
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Le affermazioni dell’assessore provinciale spezzino al lavoro Ettore Antonelli, riguardo alla morte in porto del camionista parmense Roberto Mattioli, rivelano nettamente le posizioni padronali che lo stesso assessore rappresenta e svelano le carte sulla natura stessa di Confindustria, inopinatamente al governo di centrosinistra della provincia per scelta monocratica del presidente Fiasella. Inutile dire che avevamo ragione a porre le più grosse pregiudiziali politiche sulla figura dell’assessore Antonelli, impossibilitato per il suo ruolo di imprenditore a stare dalla parte dei lavoratori. Questa terribile dichiarazione ne è la conferma.

E’ vergonoso accusare l’autotrasportatore deceduto di “troppa confidenza con i mezzi” che porta poi inevitabilmente all’incidente mortale.

Le responsabilità di una morte sul lavoro sono sempre, e ribadiamo sempre, dovute alle condizioni di lavoro a cui i portuali sono sottoposti: i turni massacranti, gli orari di lavoro impossibili, i contratti loro imposti che permettono maggior guadagno a solo maggior volume di lavoro svolto, tutti fattori che stressano e sfiniscono il lavoratore portandolo alla stanchezza, all’ansia, alla minor concentrazione, all’errore.

Va rivisto e cambiato tutto. Bisogna tornare a mettere al centro ogni lavoratore, non i profitti sfrenati delle compagnie portuali: a maggior produzione e maggior movimento di merci in porto, come pomposamente dichiarato dall’Autorità Portuale, corrisponde un’arretratezza totale dal punto di vista dei diritti del lavoratore, a partire da quello della sua sicurezza personale. Occorre ribadire che il porto non è una zona franca ma uno spazio pubblico, dove vigono le leggi dello stato e il codice della strada il quale non solo dai mezzi di trasporto motorizzati, ma anche dagli altri mezzi come le ralle (ancora più pericolose per la salute del lavoratore) deve essere rispettato.

La Federazione della Sinistra spezzina chiede alle autorità cittadine, in particolare al sindaco e al prefetto della Spezia che attivino le forze dell’ordine per severi controlli sulle ore di guida degli autotrasportatori da effettuare non solo nell’area portuale ma anche nelle vicine strade di accesso al porto. Al sindaco e al prefetto chiediamo un incontro specifico sul tema per far si che ogni mese venga fatto il punto della situazione sicurezza nel porto.

La FDS chiede all’Ispettorato del Lavoro i controlli sugli orari e sui contratti di lavoro e alle ASL verifiche più assidue sulla sicurezza generale di tutti lavoratori portuali e sui mezzi degli operatori, specialmente le gru. Ci chiediamo inoltre che fine abbia fatto il coordinamento provinciale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro voluto dalle istituzioni e sottolineiamo che deve ancora essere applicato nella sua totalità, a causa delle forti pressioni delle imprese terminaliste, il protocollo d’intesa per la salute e la sicurezza nel porto spezzino firmato in prefettura da tutte le parti sociali.

Per sensibilizzare le autorità e la cittadinanza su questi fondamentali la Federazione della Sinistra della Spezia organizza per domani mattina, giovedì 2 settembre alle ore 10.30, un presidio di protesta davanti alla sede dell’Autorità Portuale spezzina.

Fu giusto contestare il seminario inceneritorista di Fiasella. Ancora scandalo inceneritori!

13 luglio 2010, by  
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Forse la nostra contestazione al seminario inceneritorista organizzato a Villa Marigola da Fiasella è già andata in soffitta, ma Rifondazione comunista ricorda bene che in quell’occasione il presidente della provincia della Spezia invitò a parlare di gestione di rifiuti Veolia, Enel e Pirelli Ambiente, ovvero produttori di cdr, costruttori di inceneritori e produttori di energia elettrica con l’incenerimento di rifiuti. Allora occupammo Villa Marigola per ricordare a Fiasella cosa fosse l’incenerimento: danni alla salute e speculazione.

A distanza di tempo, e a fronte della scelta politica di Fiasella di andare a braccetto con Confindustria sostenuto dal Pd, dall’Idv e, udite udite anche dalla Lista Schiffini, c’è un drammatico fatto di cronaca che nessuna forza politica spezzina ha sentito il dovere di commentare: la mattina dell’8 luglio 2010 la polizia giudiziaria ha sequestrato per la seconda volta in due anni l’inceneritore di Falascaia, a Pietrasanta, 25 km in linea d’aria da Sarzana. La procura di Lucca, dopo aver ipotizzato la manomissione dei sistemi di controllo di emissione dei fumi, oggi l’accusa la «contaminazione da diossina» delle acque del torrente adiacente l’inceneritore costruito da Termomeccanica e gestito da Veolia. A seguito del provvedimento della procura lucchese sono scattati i sigilli per l’impianto e avvisi di garanzia al management TEV, l’azienda gestore dell’impianto e facente parte del gruppo Veolia.

E’ certamente un’altra sconfitta al “Partito dell’incenerimento, ancora una volta sulla pelle degli inermi cittadini versiliesi, ai quali la federazione spezzina di Rifondazione comunista invia la più sentita solidarietà, nella speranza che la loro drammatica esperienza serva da lezione per far comprendere ai “soloni” spezzini bipartisan che incenerire non risolve nulla, aumenta i costi e mette in serio pericolo la salute e l’ambiente di vita dei cittadini.

La recente scelta di Fiasella di confermare la presenza di Confindustria nella giunta provinciale non può che preoccuparci ed alzare il livello di attenzione su ciò che la provincia farà in tema di rifiuti.Il ruolo di Rifondazione comunista ha garantito fino ad ora l’impossibilità di bruciare il Cdr in Enel ma oggi, senza la nostra presenza in giunta provinciale, diventa ancora di più una questione su cui porre attenzione e mobilitare la cittadinanza.

William Domenichini
Resp.Ambiente PRC La Spezia

Fiasella, al suo primo ed ultimo mandato, chiude con la Sinistra e porta a destra il Governo provinciale

7 luglio 2010, by  
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Così si è concluso l’ulteriore incontro odierno tra PRC, Pdci,  PSI e il Presidente della Provincia Fiasella che già ha ignorato la volontà degli elettori estromettendo dalla  sua  giunta tre Assessori eletti  con la nomina di un esponente di Confindustria e ora pensa anche di poter calpestare ed umiliare la cultura politica, l’identità e i referenti sociali di forze quali la Federazione della Sinistra.

Inoltre non è accettabile il mancato rispetto del voto degli elettori, mancato rispetto che si evidenzia particolarmente nell’estromissione del PSI dalla Giunta Provinciale e con la consequenziale mancanza di rappresentanza ad una forza che invece le urne avevano fortemente premiato. Tutto ciò accade  nel bel mezzo di una  crisi occupazionale che ha provocato in provincia la  chiusura  di 150 aziende, l’aumento della cassa integrazione  del 400%, l’espulsione dal ciclo produttivo di oltre  2000 lavoratori a causa del mancato  rinnovo dei contratti a termine.

In  questo territorio,  che paga al lavoro e all’assenza di  condizioni di sicurezza pesanti contributi di vite umane, la scelta  di campo fatta dal Presidente  è inaccettabile.

Il tentativo di comprarci con eventuali compensazioni e inaccettabile. Si tratta di contrastare quella che a noi appare una svolta confindustriale nella politica della Provincia. Una svolta che avviene peraltro proprio mentre Confindustria detta al Governo inique misure per far pagare la crisi ai lavoratori, ai giovani e ai pensionati ed agisce per cancellare diritti, garanzie,  sicurezze ed eliminare i contratti nazionali. Per tutte queste ragioni non intendiamo essere né complici né alleati di Confindustria.

Anche nel merito della persona continuano a permanere  tutte le valutazioni  di inopportunità.

L’arroganza di  Fiasella  nei confronti delle sensibilità del  nostro territorio non si ferma neppure  di fronte a conflitti di interesse rispetto ad un imprenditore del settore idrico, creditore di Acam, in un  momento in cui è in itinere la nuova legge regionale che prevede di assegnare tutte le  competenze prima in capo  all’ATO alla Provincia, compresa la definizione delle tariffe.  Questo elemento politico pone in evidenza l’ambiguità del Partito Democratico su un tema centrale come l’acqua, ammiccando alla società civile quando si tratta di difenderne la pubblicità ma poi portando avanti disegni privatistici.

Alla luce dell’odierno deludente incontro, rispetto al quale la Federazione della Sinistra ed il PSI  hanno avanzato responsabilmente ulteriori  proposte in grado di salvare la coalizione, proposte che sono  attualmente  al  vaglio  del PD,  se il  quadro rimanesse immutato (entro il Consiglio di  domani)  è ovvio che  non ci potrebbe essere altra soluzione che abbandonare la  collaborazione di governo ed uscire dalla maggioranza.

Naturalmente Fiasella  è responsabile di questo cambio di maggioranza che inevitabilmente avrà ripercussioni anche  nelle altre Amministrazioni a partire  dalle necessarie  e urgenti VERIFICHE politiche  da tenere in tutti i Comuni.

I segretari provinciali
per il PRC -  Chiara Bramanti
per il PdCI – Pier luigi Sommovigo
per il – PSI  Giacomo Giannello

Il centrodestra spezzino, asservito ai padroni, strumentalizza le nostre idee

21 giugno 2010, by  
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27 Giugno 2009  - Il consigliere provinciale del Pdl spezzino Corbani con l'ex governatore Fazio...

27 Giugno 2009 - Il consigliere provinciale del Pdl spezzino Corbani con l'ex governatore Fazio...

Leggiamo che il consigliere provinciale Pdellino Corbani, per rispondere all’on.Orlando, cita e riporta le idee ed i comunicati stampa di Rifondazione Comunista. Se da un lato siamo lieti di poter fornire spunti di riflessione a chi non ne ha, siamo altrettanto sgomenti quando si vuole sminuire le opinioni altrui.

Corbani, assente al convegno ANCE sul quale ci siamo espressi, preferisce strumentalizzare nostre opinioni politiche piuttosto che confrontarsi nel merito. Ma ciò che sconvolge è l’incompetenza di un consigliere provinciale che non riesce a vedere al di la del proprio naso pur di battibeccare con i propri avversari politici.

Corbani non dovrebbe annoverarsi tra gli esegeti del mercato? Se fosse così e fosse stato presente al convegno ANCE, dovrebbe indignarsi di come la classe imprenditoriale locale abbia chiesto “aiuto” alle istituzioni, perché il mercato dovrebbe essere il loro faro. La verità è che quel loro faro si sta spegnendo, perché è fallito il modello capitalista.

La nostra proposta è quella di operare una scelta politica nel settore urbanistico/edilizio senza aumentare la cubatura edificatoria, senza erigere nuove costruzione, ma pianificando un recupero edilizio capillare, sostenuto dall’esigenza di puntare al miglioramento energetico delle prestazioni delle nostre case. Non ci meraviglia che un esponente del centrodestra, dimostri da un lato l’asservimento di certa politica ai padroni, dall’altro la benché minima idea di cosa fare per migliorare il mondo in cui viviamo, l’importare è ammiccare ad una classe imprenditoriale che vorrebbe avere mano libera su tutto e su tutti.

Rifondazione Comunista continuerà ad “ispirare” Corbani per le sue esternazioni, proseguendo a fornire elaborazioni politiche che possano coniugare salvaguardia e tutela dei diritti dei lavoratori, dalla loro sicurezza alla buona occupazione, e la tutela degli ambienti di vita, ben sapendo che l’unico antidoto per invertire il cattivo funzionamento della Democrazia è costruire una società critica che non si limiti ad accettare le cose per quello che sembrano ma non sonoponendosi domande e dicendo di no ogni volta che è giusto dire no“.

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