Scalinata Cernaia: Bucchioni (Prc La Spezia) chiede la convocazione urgente della seconda commissione

24 marzo 2017, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

Oggetto: Scalinata Cernaia

Si richiede la convocazione della seconda commissione per affrontare le problematiche inerenti la salvaguardia degli alberi e il decoro artistico di Scalinata Cernaia.

Visto l’impegno preso di fronte al consiglio comunale e suggellato da votazione si chiede che l’assessore competente in materia venga a relazionare in Commissione per verificare gli impegni presi e al momento disattesi, inoltre si programmi un’audizione del Comitato Salviamo la Cernaia.

Edmondo Bucchioni, 

consigliere comunale Prc La Spezia

Legalizzazione delle droghe leggere: Bucchioni (Prc La Spezia) presenta una mozione in consiglio comunale

4 marzo 2017, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

Una mozione per chiedere la legalizzazione droghe leggere è stata presentata dal capogruppo Prc in comune della Spezia Edmondo Bucchioni e verrà discussa nelle prossime sedute del consiglio comunale. Di seguito il testo della mozione:

Premesso che:

a) la grave tragedia che ha colpito un territorio a noi vicino come Lavagna, dove un ragazzo di 15 anni si è suicidato perché trovato in possesso di un piccolo quantitativo di droga leggera, richiama la necessità di ripensare i sistemi per combattere la diffusione della droga tra i più giovani, non limitandosi solo alla parte repressiva, ma intensificando quella di prevenzione;

b) vi è bisogno di una netta svolta e dire basta con il regime proibizionista legalizzando la cannabis, da trattare al pari di alcool e tabacco e da togliere alla criminalità;

c) la legge Fini-Giovanardi del 2006, dichiarata illegittima nel 2014 dalla Corte Costituzionale, ha sulla coscienza molti suicidi di giovani sbattuti in carcere perché trovati in possesso di uno spinello che superava le dosi imposte da questa legge paternalistica e repressiva, dove ragazzini ignari delle conseguenze di ciò che fanno sono marchiati a vita, se non finiscono in galera;

d) regolamentare l’uso delle droghe leggere è dunque un atto di civiltà oltre che di libertà;

e) la proposta di legge di iniziativa parlamentare è pendente da fine luglio 2015 presso le Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali parcheggiata su un binario morto (la legge fissa dei paletti chiari: i maggiorenni potranno detenere una modica quantità di marijuana per uso ricreativo, 15 grammi a casa, 5 grammi fuori casa; divieto  per i  minorenni e la nascita dei cannabis social club che agli over 18 consentirà la coltivazione in forma associata);

Il Consiglio Comunale della Spezia

impegna il Sindaco e la Giunta perché si attivino verso il Parlamento ed i Capigruppo parlamentari affinché cominci un serio confronto sul passaggio di un impianto di tipo proibizionistico ad un impianto di tipo legale della produzione e distribuzione delle cosiddette leggere per fare in modo che simili tragedie non abbiano a ripetersi.

Si chiede che la mozione, se approvata, venga inoltrata a tutti i gruppi parlamentari, in Regione e a tutti i comuni capoluogo della Liguria e ai comuni della nostra Provincia.

 

F.to

il consigliere comunale Prc

Edmondo Bucchioni

“Giorno del ricordo”, Prc La Spezia: “Anche noi abbiamo abbandonato l’aula. Scandaloso l’utilizzo elettoralistico dei revisionisti neofascisti”

11 febbraio 2017, by  
Archiviato in Partito, Primo piano, Società

Rifondazione Comunista spezzina esprime un plauso al sindaco Massimo Federici per aver abbandonato l’aula in occasione del consiglio comunale straordinario dedicato ieri al “Giorno del ricordo”. 
 
Anche il capogruppo di Rifondazione Edmondo Bucchioni ha lasciato immediatamente la seduta, ritenendo inqualificabile e spregevole il comportamento di un personaggio che ha elogiato pubblicamente una forza politica espressamente neofascista, facendo inoltre campagna elettorale per sé stesso, dato che risulta pure candidato alle imminenti comunali spezzine.
 
E’ la conferma evidente di quanto il “Giorno del ricordo ” istituito nel 2004 dal governo fascioleghista di Berlusconi come sorta di contro altare della “Giornata della Memoria”, sia nato come strumento di quella cultura revisionista che ha cercato negli ultimi anni di ribaltare importanti concetti sviluppatisi all’indomani del 1945. Temi come antifascismo, giustizia sociale, uguaglianza, internazionalismo in qualche modo danno ancora molto fastidio all’attuale mondo devastato dal liberismo più sfrenato.
 
“Chi controlla il passato controlla il futuro”, scriveva Orwell nel sul mitico “1984”. Per questo ogni anno ci ritroviamo a ripetere, solo noi e pochi altri, lo stesso utilizzo della storia per fini biecamente politici e, soprattutto, ideologici.
 
Nessuno nega la tragedia delle foibe, una delle tantissime orribili pagine di quella immensa sciagura che fu la Seconda Guerra mondiale. Quella voluta da Hitler e da Mussolini, tanto per ricordare.
 
Che ha prodotto 65 milioni di morti, Olocausto compreso. Quella che voleva abbattere il comunismo e sradicare i popoli dalle loro radici e dalla loro lingua per assoggettarli a un unico impero fondato sulla razza ariana.
 
Proprio come fecero gli italiani in Slovenia e Croazia, che hanno punito con la morte chi non si “italianizzava”, usando per primi quelle depressioni carsiche, dette foibe, per disperdere le migliaia di cadaveri di antifascisti o di semplici oppositori all’invasione.
 
Le reazioni violente e vendicative dei partigiani titini che hanno liberato la propria terra dal nazifascismo (con tutto quello che purtroppo è accaduto in seguito, con le tante sofferenze vissute dagli istriani tornati in italia dopo il 1947) rientrano nelle conseguenze di tale conflitto. Quei diecimila morti sono certamente sulla coscienza di tutti.
 
Niente si giustifica, ma tutto va compreso e contestualizzato. Il metodo è lo stesso con cui si è voluto denigrare la Resistenza italiana, sporcandola con libri ignobili in onore del “sangue dei vinti”.
 
E’ giusto ricordare, come è giusto non fare apologia su chi ha causato tutto ciò, ossia il fascismo. Che può cambiare nome e sigla, ma non la sua natura violenta, oppressiva e feroce che va sempre, in ogni campo, combattuta fino alla fine.
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Porto, respinta mozione urgente di Bucchioni: “Il Pd fa lo struzzo in Consiglio comunale”

11 novembre 2016, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

Nel corso della riunione del consiglio comunale della Spezia che si è svolta nella serata di lunedì 7 novembre ho presentato un’apposita mozione, così come previsto dai regolamenti vigenti, con la richiesta che il Sindaco Federici e l’Amministrazione comunale riferissero urgentemente sulla situazione venutasi a creare a seguito dell’inchiesta in corso che vede coinvolti anche funzionari dell’Autorità portuale nonché lo stesso Presidente.

La richiesta è stata respinta a causa del voto contrario dei consiglieri del Pd e della maggioranza che sostiene Federici che, evidentemente, non hanno ritenuto necessario che il consiglio comunale fosse informato dall’amministrazione su una vicenda che è al centro dell’interesse della città.

Il diniego del Pd è stato motivato col fatto che c’è un’inchiesta in corso e che occorre attenderne gli esiti.

La motivazione è ridicola e pretestuosa: quelle portuali sono attività di primaria importanza per l’economia cittadina ed il Sindaco fa parte del Comitato portuale, che è un organo che svolge importanti funzioni di governo nella realtà portuale.

Sarebbe stato dunque doveroso da parte sua informare il consiglio comunale sulla situazione che si sta determinando in Porto.

E non è accettabile che si dica che non se ne parla finché c’è l’inchiesta in corso perché nei giorni scorsi sulla vicenda lo stesso Federici ha rilasciato interviste nelle quali parla di “distorsioni nei metodi di governo” e di “quadro grave ed inquietante”.

Non si capisce perché, allora, di queste “distorsioni” e di questo “quadro grave ed inquietante” se ne possa parlare sulla stampa ma non se ne voglia informarne il consiglio comunale.

Insomma un sindaco ed una maggioranza, quella del Pd, che di fronte a fatti così gravi preferisce fare come lo struzzo, mettere la testa sotto la sabbia e (far finta di) non vedere.

 

Edmondo Bucchioni,

consigliere comunale di Rifondazione Comunista La Spezia

Referendum costituzionale, Bucchioni (Prc La Spezia) presenta una mozione contro il disegno di legge Renzi-Boschi

19 maggio 2016, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Istituzioni, Partito, Primo piano

Sarà discussa il prossimo lunedì 23 maggio dal consiglio comunale della Spezia la mozione in difesa della Costituzione e contro il disegno di legge costituzionale ad opera del duo Renzi-Boschi. Presentata dal capogruppo Prc Edmondo Bucchioni, la mozione rappresenta un’azione politica che Rifondazione Comunista attuerà in tutti i comuni dove è presente con i propri consiglieri, ed è volta a sensibilizzare i cittadini su quanto accadrà all’assetto istituzionale dello stato se tale “deforma” non verrà fermata dal referendum del prossimo ottobre.
Come dieci anni fa, quando milioni di NO bloccarono l’attacco costituzionale di Berlusconi e Bossi, l’auspicio è che la popolazione tutta impedisca una svolta autoritaria decisiva, che tradirà una volta per tutti i principi di uguaglianza e democrazia sanciti dall’Assemblea Costituente all’indomani della guerra di Liberazione. 
 
 
Di seguito il testo della mozione:
 

Mozione: Disegno di legge Costituzionale di riforma della parte II della Costituzione. 

 
Premesso che spetta unicamente al Parlamento, e non al Governo, qualsiasi iniziativa di riforma Costituzionale, così come recita l’articolo 138 della nostra Carta Costituzionale che fissa tempi e procedure per modificarla; 
 
premesso che l’attuale Parlamento, eletto con un sistema elettorale (Porcellum) dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale (sentenza n°1/2014), Ha approvato una legge elettorale l’Italicum che non rispetta le indicazioni della stessa sentenza e, fatto ancor più grave, si accinge ad approvare una riforma Costituzionale (Senato) destinata a travolgere l’assetto democratico del nostro Paese; 
 
considerato che nel referendum 2006 il popolo italiano si era già espresso, bocciando analogo tentativo di riforma Costituzionale presentata dal governo Berlusconi, per sostenere e confermare il modello di Stato e l’intero ordinamento democratico voluto e condiviso dai nostri Padri costituenti in rappresentanza di tutti i partiti che avevano lottato contro il fascismo; 
 
ritenuto che la legge elettorale e la riforma del Senato di imminente approvazione andranno a ledere profondamente i diritti Costituzionali dei Cittadini in quanto: 
 
il Senato della Repubblica non sarà più eletto direttamente dai Cittadini (art.58 Cost.) ma sarà ridotto a un’assemblea di cento Senatori di cui 5 nominati dal Presidente della Repubblica e 95 (74 Consiglieri Regionali e 21 Sindaci) scelti dai consigli Regionali con un doppio incarico e dunque in potenziale conflitto di interesse con il loro ruolo i amministratori Regionali o comunali,
 
la legge elettorale ltalicum ricalca, peggiorandolo, l’anticostituzionale Porcellum e disattende la sentenza della Consulta perché continua a negare il voto diretto dei Cittadini ed il loro diritto ad esprimere senza vincoli le proprie preferenze (artt. 3, 48, 56, 58 Cost.) Tale legge, dunque, ripristina un Parlamento nominato dai partiti e ripropone un sistema fortemente maggioritario con un altissimo premio di maggioranza;
 
ritenuto che il combinato disposto da queste riforme, quella della legge elettorale e quella del Senato:
 
consegnerà un potere praticamente assoluto al partito o alla lista che, con solo il 40% dei voti, conquisterà il 55% dei seggi alla Camera dei Deputati (340) seggi ed avrà una maggioranza tale da poter condizionare l’elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte Costituzionale e dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, organi di garanzia e di controllo fondamentali per la vita della democrazia Costituzionale;
 
consegnerà nel caso assai probabile in cui nessun partito o coalizione di partiti dovesse raggiungere il 40% dei voti , nel successivo turno di ballottaggio,la maggioranza assoluta dei seggi ad un solo partito, indipendentemente dai voti ottenuti al primo turno (che potrebbero anche rappresentare solo un 20% degli elettori) e dal numero dei votanti
 
comprimerà ulteriormente la “sovranità popolare” modificando e mortificando gli istituti Costituzionali di democrazia diretta, referendum(articolo 75) e leggi di iniziativa popolare (art.7 alzando le soglie per il loro esercizio (da 500.000 a 800.000 per i referendum abrogativi e da 50.000 a 150.000 per le leggi di iniziativa popolare);
 
tutto ciò premesso,
 
 
il Consiglio Comunale della Spezia
 
esprime fortissimo allarme per la deriva autoritaria in atto contro la quale si sono costituiti in tutta ltalia, ed anche alla Spezia, Comitati referendari per il NO al Referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione,
 
esprime la più ferma condanna nei confronti delle modifiche Costituzionali poste in essere da questa Maggioranza. 
 
ll Consiglio Comunale si impegna a sensibilizzare l’opinione pubblica alla salvaguardia della nostra Costituzione,
 
ribadisce che l’obiettivo della “stabilità del Governo del Paese e dell’efficienza dei processi decisionali nell’ambito Parlamentare” non può “produrre un’alterazione profonda del principio di rappresentanza democratica, sul quale si fonda l’intera architettura dell’ordinamento Costituzionale vigente” come ha scritto la Consulta nella sentenza n° l/20L4,
 
impegna il Presidente del Consiglio Comunale ad inoltrare il presente atto Consiliare al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente del Senato, al capigruppo Parlamentari di Camera e Senato, all’Anci nazionale ed agli Comuni di questa Provincia.
 

Edmondo Bucchioni, 

capogruppo Prc in consiglio comunale La Spezia

Dimissioni di Delfino, Lombardi e Ricciardi: “Persona onesta, rigorosa e coerente”

22 aprile 2016, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

Le dimissioni dal consiglio comunale del piddino Marcello Delfino non hanno lasciato indifferenti i vertici di Rifondazione Comunista.

La serietà, la capacità di analisi politica, l’onestà, la genuinità, la caratura morale e poi quell’ironia sferzante contro i poteri, come solo uno spezzino vero sa fare. Io Marcello Delfino lo vedo così e leggo la sua scelta di dimettersi dal ruolo di consigliere comunale come gesto vero di coerenza. Su fronti diversi combatteremo insieme battaglie comuni. Senza baciare mai i piedi a nessuno. E senza farseli calpestare da chicchessia“, queste le parole del segretario provinciale, Massimo Lombardi.
Le dimissioni di Marcello Delfino sono un fatto politico. Conosco e stimo molto Marcello, persona onesta e rigorosa. Immagino – è il commento di Jacopo Ricciardi, membro della segreteria regionale del partito – quanto ci abbia pensato e ripensato. Il sindaco, come giustamente ha detto ieri sera durante il consiglio comunale Edmondo Bucchioni, consigliere comunale di Rifondazione, è sempre più autoritario e sempre meno autorevole, e continua a perdere pezzi“.
www.cittadelaspezia.com

Caso Atc: Ortonovo approva all’unanimità la mozione Prc in solidarietà al lavoratore Cobas Luca Simoni

16 novembre 2015, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

Ortonovo è il primo comune della provincia spezzina ad aver approvato la mozione di Rifondazione Comunista a sostegno degli utenti e dei lavoratori Atc. La mozione, in particolare, chiede il sostegno degli enti comunali (comproprietari di Atc assieme alla provincia) al sindacalista Cobas (e autista Atc) Luca Simoni, che ha sollevato recentemente il problema dei gravi deficit di sicurezza dei mezzi e degli ambienti di lavoro dell’azienda di trasporto pubblico provinciale, ricevendo per questo minacce di licenziamento da parte del presidente della società Renato Goretta. Il testo, presentato lo scorso venerdì sera dal consigliere Prc ortonovese Roberto Bedini, ha ricevuto l’approvazione all’unanimità da parte del consiglio comunale di Ortonovo. Nell’accogliere con grande soddisfazione la notizia, la federazione provinciale del Prc La Spezia auspica che ciò avvenga anche negli altri comuni spezzini dove sarà presentata nei prossimi giorni.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Prc La Spezia: “Mozione unica in tutti i consigli comunali in difesa dei lavoratori e degli utenti Atc”

13 novembre 2015, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

Una mozione in difesa dei lavoratori Atc e degli utenti del servizio di trasporto pubblico locale spezzino sarà presentata nei prossimi giorni dai consiglieri comunali di Rifondazione Comunista presenti nei comuni della provincia. 
Oltre a sostenere i lavoratori di Atc, il documento ci auguriamo apra la seriamente la discussione sullo stato del servizio di trasporto pubblico nella nostra provincia. 
 
L’atto politico nasce dai recenti sviluppi sul caso Atc, emersi dall’audizione del delegato Cobas Luca Simoni nella commissione consiliare competente del comune capoluogo. Nel corso di tale audizione il sindacalista ha portato all’attenzione dei consiglieri comunali spezzini le condizioni fatiscenti degli uffici con presenza amianto e le pessime condizioni dei mezzi impiegati nel servizio pubblico, relazionando di conseguenza sui pericoli inerenti tanto ai lavoratori e lavoratrici quanto all’utenza dei cittadini. 
 
Il parco mezzi degli autobus di linea è a dir poco vetusto, lo sanno bene gli utenti che virtuosamente ogni giorno si servono dei mezzi pubblici: seggiolini mancanti, traballanti o surriscaldati, rotture meccaniche improvvise dei mezzi con soccorsi che mettono a rischio sia la sicurezza degli utenti sia quella dei lavoratori che devono lavorare in mezzo alla strada a volte in situazioni di seria criticità. Basterebbe salire su un mezzo Atc per rendersi conto della situazione: la stampa ha evidenziato come le dichiarazioni del rappresentate sindacale fossero fondate e veritiere.
 
 
Ci saremmo aspettati un’azione di controllo e immediati provvedimenti per risolvere le questioni poste, ma dopo tali denunce il presidente dell’azienda Renato Goretta ha pensato bene di esternare tramite i giornali la minaccia di querela nei confronti del rappresentante sindacale Luca Simoni. 
 
Riteniamo tale atteggiamento ai limiti dell’irresponsabile, tanto nei confronti della sicurezza dei lavoratori quanto in quella degli utenti, oltre che lesivo nei confronti dell’esercizio della libertà e attività sindacale. 
 
La mozione esprimerà “solidarietà al rappresentante sindacale Luca Simoni, vittima di un attacco teso a minimizzare delegittimare il proprio ruolo di rappresentante dei lavoratori e delle lavoratrici” oltre ad  ammonire “l’atteggiamento tenuto pubblicamente dal dirigente dell’azienda pubblica ATC Esercizio S.p.A., Renato Goretta, richiamando ad un comportamento congruo al proprio ruolo“.
 
Lavoreremo con i consiglieri comunali delle varie forze politiche, certi di trovare condivisione su un tema così delicato: la nostra battaglia non è solamente in difesa dei lavoratori di un bene pubblico come Atc, ma anche delle migliaia di utenti spezzini che ogni giorno viaggiano sul nostro territorio con mezzi vecchi e usurati che non garantiscono loro la piena sicurezza, a fronte, oltretutto, dei cospicui e continui rincari dei prezzi dei biglietti.
 
 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia
 
Mozione urgente
Premesso che
  • l’art. 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ratificata dall’Italia con la legge n. 848 del 4 agosto 1955, prevede tra l’altro che “ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione” e che “tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”;
  • l’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana sancisce che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione“;
  • l’art 54 della Costituzione della Repubblica italiana stabilisce che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”;
  • l’art. 28 della legge n.300 del 20 maggio 1970 configura il comportamento antisindacale, “qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l’esercizio della libertà e della attività sindacale”

Preso atto che

  • l’azienda di trasporto pubblico locale ATC Esercizio S.p.A. è società pubblica, i cui soci azionisti sono i comuni della provincia della Spezia e la provincia medesima;
  • il rappresentante dei sindacati COBAS, Luca Simoni, è stato audito, in data 26 ottobre 2015, dalla Commissione consiliare V del comune della Spezia, in relazione alle condizioni dei mezzi, degli uffici e quindi dei lavoratori e delle lavoratrici di ATC Esercizio S.p.A. e dei cittadini, fruitori del servizio pubblico erogato dall’azienda;
  • in tale audizione il rappresentante sindacale ha evidenziato le condizioni fatiscenti degli uffici e le condizioni pessime dei mezzi impiegati nel servizio pubblico, relazionando sui pericoli inerenti tanto ai lavoratori e delle lavoratrici quanto all’utenza dei cittadini
Considerato che
  • in seguito a tale audizioni, il presidente di ATC Esercizio S.p.A., Renato Goretta, ha esternato a mezzo stampa la minaccia di querela nei confronti del rappresentante sindacale dei COBAS, Luca Simoni, in relazione alle dichiarazioni tenute di cui sopra;
  • che un reportage del Secolo XIX, in data 1° novembre 2015, ha evidenziato come le dichiarazioni del rappresentate sindacale fossero fondate e veritiere 

Il consiglio comunale

  • ribadisce che la libertà di espressione è un pilastro fondante della Repubblica italiana e che la sua difesa è prerogativa di ogni cittadino che ricopre incarichi pubblici;
  • sottolinea come tale libertà sia cardine del reale esercizio dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, e di ogni loro rappresentante;
  • censura e ammonisce l’atteggiamento tenuto pubblicamente dal dirigente dell’azienda pubblica ATC Esercizio S.p.A., Renato Goretta, richiamando ad un comportamento congruo al proprio ruolo;
  • esprime solidarietà al rappresentante sindacale Luca Simoni, vittima di un attacco teso a minimizzare delegittimare il proprio ruolo di rappresentante dei lavoratori e delle lavoratrici;
  • impegna il comune a comunicare tale dispositivo ai diretti interessati.

Lavoratori delle autostrade a rischio: Bucchioni (Prc La Spezia) presenta una mozione urgente in consiglio comunale

20 settembre 2015, by  
Archiviato in Lavoro, Partito, Primo piano

 

 

Una mozione urgente sulla situazione critica dei lavoratori autostradali di Abc spa è stata presentata dal capogruppo Prc in comune della Spezia Edmondo Bucchioni per il consiglio comunale di domani, lunedì 21 settembre

Di seguito il testo della mozione:

 

Mozione urgente – Oggetto: garanzia di continuità per i lavoratori attualmente operanti nella ABC spa e nelle altre aziende legate a tale settore

Al Senato della Repubblica è in discussione un disegno di legge sul codice degli appalti che recepisce le direttive Europee del Parlamento e del Consiglio Europeo. Una legge che contiene vari fattori positivi perché prevede l’obbligo per i soggetti “pubblici e privati titolari di concessioni di lavori o di servizi pubblici già esistenti o di nuova aggiudicazione” di affidare tutti i contratti superiori a 150.000 euro mediante procedura ad evidenza pubblica”, inoltre modifica la normativa sul massimo ribasso, intensifica le procedure anticorruzione, riduce le stazioni appaltanti.

Il rischio è la soppressione di migliaia di posti di lavoro nelle aziende che finora hanno avuto gli affidamenti diretti e sono il gruppo Gavio o di Atlantia.

Nella nostra zona opera ABC Costruzioni SPA sulle tratte autostradali (A12) Sestri Levante-Livorno con diramazioni a Lucca (A11) e La Spezia (A15) gestite dalla concessionaria Autostrade Salt spa-Società Autocamionale della Cisa spa; Savona-Ventimiglia (A10) gestite dalla Concessionaria Autostrada dei Fiori spa che ha chiesto la cassa integrazione per 43 lavoratori; Unità di Santo Stefano Magra (12 lavoratori), di Albenga (18 lavoratori) e di Parma.

Vista la situazione di grave precarietà , in cui si vengono a trovare questi 73 lavoratori con la minaccia del licenziamento collettivo entro il 15 aprile 2016

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA

Il sindaco, l’assessore competente, l’amministrazione, la commissione lavoro a trattare tale problematica coinvolgendo le organizzazioni sindacali ed elaborando un documento da inviare al parlamento che possa costringere le imprese subentranti negli appalti a garantire i posti di lavoro inserendo all’interno del disegno di legge tale clausola.

 

Edmondo Bucchioni

Capogruppo Prc La Spezia in consiglio comunale

“Un milione di euro in più per piazza Verdi?” Bucchioni (Prc La Spezia) chiede convocazione della commissione bilancio

19 settembre 2015, by  
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano

 

 

Il capogruppo Prc spezzino Edmondo Bucchioni ha richiesto la convocazione della commissione bilancio riguardo al cospicuo aumento della spesa sui lavori di Piazza Verdi appaltati alla ditta Nec. 

Di seguito il testo della richiesta:

 

All’attenzione del Presidente della quinta commissione bilancio del Comune della Spezia

 

Io sottoscritto consigliere comunale Edmondo Bucchioni, chiedo la convocazione della commissione bilancio per valutare l’enorme aumento di spesa, all’incirca di un milione di euro, inerente Piazza Verdi.

Inoltre si sottolinea che, parte di questi finanziamenti, vanno alla ditta Nec (notoriamente vincitrice dell’appalto per i lavori di Piazza Verdi) coinvolta in vicende giudiziarie inerenti lavori svolti nel comune di Monterosso.

Per chiarezza è bene che l’amministrazione comunale riferisca in commissione, visti anche gli articoli recentemente apparsi sui giornali, in particolare sui finanziamenti stanziati per il fermo cantiere.

 

Edmondo Bucchioni

capogruppo Prc comune La Spezia

Pagina successiva »