Jorfida (Rifondazione Comunista): “Legge Madia sul Corpo Forestale è incostituzionale e un disastro per l’ambiente”

24 agosto 2017, by  
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La critica che facemmo all’idea stessa di sciogliere un corpo di polizia a ordinamento civile come il Corpo Forestale dello Stato ed il passaggio coatto della grande maggioranza degli addetti – uomini e donne – ad una forza militare quale è l’Arma dei Carabinieri nasceva dalla nostra consapevolezza che avrebbero perso quei diritti sindacali e democratici conquistati insieme alla Polizia di Stato e alla Penitenziaria alla fine del secolo scorso.
Erano gli anni ’70 e la riforma-questa si democratica e intelligente- venne conquistata grazie all’unità che si creò, anche con manifestazioni di piazza e iniziative di sciopero,fra i lavoratori delle manifatturiere e la gran parte degli addetti alle forze di polizia che avevano ben compreso il salto di qualità in avanti che avrebbe comportato la smilitarizzazione di questi corpi non solo per i loro diritti ma per l’insieme della nostra società.

Ora il Tar dell’Abruzzo ha rimesso alla Corte Costituzionale per manifesta incostituzionalità della Legge Madia la decisione finale. C’è ora da vigilare perché qualche esponente delle Istituzioni non faccia indebite pressioni su singoli componenti della Corte. I danni prodotti ai diritti degli addetti al Corpo Forestale dello Stato, all’ambiente e alle casse pubbliche da questa improvvida Legge sono già stati enormi in questo 2017. Evitiamo che si percuotano permanentemente nel futuro. Ce lo chiedono i e le forestali, l’ambiente, il paesaggio nonché le popolazioni già colpite dagli incendi.

 
Enzo Jorfida, 
responsabile nazionale Prc per forze armate e di polizia

Referendum, Ferrero: “Subito alle elezioni con la Sinistra unita contro il Pd”

6 dicembre 2016, by  
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La Costituzione nata dalla Resistenza è stata nuovamente scelta dal popolo italiano come la propria Costituzione, bocciando la Costituzione neoliberista di Renzi, Verdini e Merkel. 

A questa scelta occorre dare seguito andando subito alle elezioni: basta con governi di nominati, il popolo deve votare i propri rappresentanti. Si vada a votare in primavera con l’Italicum – così come verrà modificato dalla Corte Costituzionale – e con l’attuale legge elettorale per il Senato. 

Nei mesi che ci separano dalle elezioni si rifaccia la legge di stabilità affrontando l’emergenza povertà, istituendo immediatamente un reddito minimo per tutti e tutte coloro che non trovano lavoro. Rifondazione Comunista propone a tutti gli uomini e le donne di sinistra, ai comitati per il NO, alle associazioni, ai sindacati, alle liste unitarie presenti sul territorio e ai partiti di sinistra, di dar vita – in alternativa al Pd e agli altri poli politici presenti nel paese – ad un soggetto unitario della sinistra antiliberista, che si candidi al governo del paese con l’obiettivo dichiarato di applicare la Costituzione, quella Costituzione che è sempre stata disattesa e verso la quale il popolo italiano ha rinnovato la sua fiducia. 

 

Paolo Ferrero, 

segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Massimo Lombardi (Rete a Sinistra): “Sentenza va applicata: restituire il maltolto e adeguare completamente e subito le pensioni. Cancellare la legge Fornero”.

21 maggio 2015, by  
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Se si tagliano le pensioni d’oro ci sono i soldi per adeguare quelle dei lavoratori e per finanziare il reddito di cittadinanza per i giovani.

Un governo rispettoso delle regole democratiche dovrebbe solo applicare la sentenza della Corte Costituzionale, restituire quanto è stato rubato alle pensioni ed adeguarle da subito al costo della vita. 

Ma Renzi non rispetta alcuna regola democratica e pensa di cavarsela con l’una tantum-beffa di 500 euro continuando a tenere bloccate le pensioni, che dovrebbero aumentare di almeno 1.200 euro l’anno e che invece, nel migliore dei casi, “aumenteranno” solo di 180 euro lordi dal 2016.

Al danno si aggiunge anche la presa in giro perché Renzi ha annunciato l’una tantum con il sorrisetto di chi quasi quasi fa un regalo ai pensionati; magari spera di ingannare qualcuno in vista delle elezioni regionali.

Sulle pensioni poi bisognerebbe intervenire in maniera diametralmente opposta a quanto intende fare il Governo. Intanto andrebbe cancellata la Legge Fornero che è stata votata da quasi tutti, Pd e Forza Italia in testa.

E poi andrebbe messo un tetto alle pensioni che non dovrebbero superare i 5.000 euro al mese. In questo modo si troverebbero i soldi per adeguare le pensioni più basse e per finanziare il reddito di cittadinanza per i giovani disoccupati.

Massimo Lombardi,

candidato al consiglio regionale della Liguria

Rete a Sinistra – Pastorino Presidente

Prc-Rivoluzione Civile La Spezia: “Bollette illegittime dal 2011. E i cittadini spezzini?”

12 febbraio 2013, by  
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Il Consiglio di Stato ha sentenziato che gli italiani pagano una bolletta illegittima da luglio 2011, non essendo stata rispettata la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone. L’Autorità per l’Energia Elettrice ed il Gas, incaricata di formulare la nuova tariffa all’indomani del Referendum, aveva infatti chiesto un parere al Consiglio di Stato circa la remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette (remunerazione del capitale investito) ed ora il Consiglio di Stato ha confermato quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: occorre ricalibrare le bollette.

Naturalmente tutto ciò significa Acam e ci chiediamo dove sia finita tutta la fretta di chiudere contrattazioni capestro per i lavoratori con soluzioni miopi per l’azienda e dannose per i cittadini. Cosa dovranno aspettare i cittadini spezzini affinché venga applicato il risultato referendario? Che cosa dovranno attendere i lavoratori di Acam per avere un progetto di lunga scadenza per l’azienda che non sia la svendita? Forse la fine della campagna elettorale, nella quale questi temi pare non siano all’ordine del giorno, ma è bene ricordarlo, a tutte le forze politiche che hanno sostenuto i referendum (Pd in primis), non si possono fare profitti sull’acqua. Si scrive acqua, si legge democrazia.
Fortunatamente Rivoluzione Civile candida in Liguria persone qualificate anche su queste tematiche, come il prof. Alberto Lucarelli, protagonista con la giunta De Magistris, del percorso di ripubblicizzazione della società idrica del comune di Napoli, divenuta ABC Napoli (Acqua Bene Comune), chiaro esempio di volontà politica che alla Spezia latita.
Rifondazione Comunista-Rivoluzione Civile La Spezia

Se la Liguria verrà multata per la caccia chi pagherà?

1 ottobre 2011, by  
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Dopo due studi, una sentenza di condanna della Corte di Giustizia europea e della Corte Costituzionale contro la Regione Liguria e la sua caccia allo storno,  svariate sentenze del TAR e in ultimo il parere contrario dell’ISPRA, il consiglio regionale ligure ha preferito seguire i pruriti di clientele elettorali e ha votato la deroga sulla caccia.

Al netto di ogni considerazione ambientalista, ci sentiamo di sottolineare che oggi, in un momento di crisi economica così devastante che si riverbera drammaticamente dalle istituzioni fino alle tasche dei cittadini, una scelta simile sia del tutto folle. Continuare a legiferare in totale sfregio delle norme comunitarie porterà a una condanna da parte della UE e le conseguenti pesanti sanzioni che graveranno sui cittadini.

Una decisione irresponsabile, dettata da una politica clientelare che non ha niente a che fare con una programmazione seria e legale dell’attività venatoria, ancor di meno pensa alle tasche dei cittadini, già pesantemente colpite dalle due manovre in un anno del governo Berlusconi.

Rifondazione Comunista/FdS La Spezia

Il nucleare ennesimo fallimento di un governo inesistente, Berlusconi si dimetta subito!

4 febbraio 2011, by  
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La Corte Costituzionale ha bocciato una parte del decreto legislativo per il ritorno all’energia nucleare, stabilendo che è necessario il parere della Regione interessata dall’ubicazione di un impianto. Un secondo segnale dopo aver accolto l’istanza presentata da alcune Regioni, aveva bocciato la parte della legge relativa all’urgenza del nucleare. Un’altra sconfitta sulle regole per il governo Berlusconi e per l’operazione anacronistica, di sudditanza e scellerata del nucleare.

Questo governo non da risposte concrete ai lavoratori, avallando le peggiori operazioni di sciacallaggio come a Pomigliano e a Mirafiori, dove la dignità dei lavoratori non si è piegata ed ha dimostrato che la vita non è in vendita. Questo governo è succube dei poteri forti e multinazionali avallando la svendita dei servizi pubblici attraverso l’obbligo di privatizzazione dell’acqua sonoramente bocciata da una raccolta di 1.400.000 firme referendarie, una partecipazione mai vista nella storia repubblicana che dovrà essere onorata con la partecipazione al voto referendario. Questo governo svende il territorio tra federalismi demaniali e una totale assenza di una politica energetica di prospettiva. Mentre mezzo mondo dismette impianti pericolosi, costosi, impattanti e vetusti, Berlusconi li acquisce.

Le tante firme raccolte per la proposta di legge sulle energie rinnovabili è l’ennesima prova che il popolo italiano ha più lungimiranza di un governo il cui presidente pensa solo ai suoi bassi istinti o alla sua salvezza giudiziaria. Ora anche la Corte costituzionale dimostra che questa sciatteria non è solo politica ma anche formale. E’ la conferma del fallimento del governo Berlusconi che ha ridotto il nostro paese ad un postribolo. Si dimetta!

Acqua pubblica, manifestiamola!

8 febbraio 2010, by  
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L’indignazione popolare non è stata sufficiente a bloccare, per ora, il processo di privatizzazione dell’acqua. Rifondazione comunista, che da sempre si batte in favore dell’acqua come bene comune, per una gestione pubblica e contro ogni tentativo di privatizzazione, non si fermerà di fronte alle decisioni prese da Berlusconi, impartite dalle multinazionali dell’acqua e da qualche spregiudicato speculatore.
La mobilitazione dal basso, che abbiamo visto crescere negli ultimi mesi insieme alla consapevolezza della posta in palio, deve proseguire e l’acqua deve essere sottratta alle logiche mercantili fatte a scapito della collettività.

La giunta regionale ligure, su proposta del nostro dell’Assessore all’Ambiente Franco Zunino, ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto legge 135 che prevede, all’art. 15, ulteriori e decisive spinte privatizzazione dei servizi pubblici locali tra cui anche il servizio idrico. Una scelta importante, fortemente voluta dal nostro partito, che ha una grande rilevanza politica: la Regione Liguria con questo atto dice un chiaro no alla privatizzazione di un bene comune essenziale come l’acqua, che per la Regione deve essere sottratto alla logica del profitto.
Una vittoria importante per chi, dentro e fuori le istituzioni, lotta per affermare che l’acqua non è una merce, una battaglia di civiltà andata a buon fine grazie alla presenza di Rifondazione Comunista. Ma questa battaglia sta continuando anche nei consigli comunali della provincia spezzina in cui siamo presenti, con la presentazione di mozioni consiliari in cui chiediamo che il servizio idrico integrato venga dichiarato pubblico e privo di rilevanza economica.

Ecco perchè aderiamo con convinzione all’appello lanciato dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, costruendo e partecipando alla grande manifestazione che si terrà il 20 marzo a Roma. Dopo il 5 dicembre 2009, con la splendida partecipazione al No BDay, Rifondazione comunista rilancia un appello a tutte le realtà associative, a tutti i movimenti, a tutti i cittadini mettendo a disposizione le proprie strutture per il prosieguo di questa importante battaglia, per l’organizzazione della manifestazione del 20 marzo, in prima linea per bloccare ogni ipotesi di privatizzazione, insieme a tutte le forze politiche e sociali che condividono il percorso referendario, che partirà dal  mese di aprile.

in prima linea per bloccare ogni ipotesi di privatizzazione, insieme alle altre forze politiche e sociali che condividono il percorso referendario