“Omosessualità comportamento a rischio covid? Asl5 vergogna!”

12 febbraio 2021, by  
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Quanto scritto nei moduli per accedere alla vaccinazione anti Covid dell’Asl5 è a dir poco vergognoso.
 
Già dal 2001, come ha ricordato Liguria Pride, le politiche sanitarie in Italia  distinguono tra comportamenti a rischio e soggetti a rischio. È impensabile che una Asl faccia ancora confusione tra i due concetti e perpetui lo stigma contro le persone omosessuali. Questo è pericoloso non per questioni formali. Per caso l’omosessualità è un comportamento, qualcosa che si possa quindi modificare?
 
Questo “comportamento” ha tratti patologici o di rischio per la salute pubblica? Le persone omosessuali hanno attraversato un’altra pandemia, quella dell’HIV/AIDS, pagando non solo un prezzo altissimo in termini di vite umane, ma anche in termini di pregiudizio: erano i tempi bui in cui si additavano gli untori della cosiddetta “peste dei gay” e l’Asl5 sembra ferma a quell’epoca, pur essendo l’ente deputato a  curare la salute di tutti e tutte e a informare correttamente.
Non si tratta, quindi, di comunicazione discriminatoria, ma di uno svelamento di grave e concreta incompetenza, per la quale non basteranno le dimissioni di qualche capro espiatorio.
Verushka Fedi
Segretaria provinciale di Rifondazione Comunista
Silvia Conca
Responsabile nazionale per le politiche LGBTQI di Rifondazione Comunista

Rifondazione Comunista al fianco dei dipendenti pubblici in sciopero

19 dicembre 2020, by  
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Rifondazione Comunista sostiene con forza lo sciopero dei dipendenti pubblici indetto da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl per mercoledì 9 dicembre contro gli attacchi dei soliti soloni che dall’alto di “cattedre” ben remunerate contrappongono, falsando i dati sugli aumenti proposti dal governo, i dipendenti pubblici ai privati, gli stabili ai precari.

E’ la solfa riproposta da anni il cui risultato  reale non è togliere a chi sta un po’ meglio per dare a chi sta peggio, ma peggiorare le condizioni  e ridurre i diritti di tutte/i.

I problemi veri del lavoro autonomo lasciato solo e dei precari con retribuzioni e diritti indegni di un paese civile non si risolvono colpendo ancora lavoratrici e lavoratori con stipendi quasi fermi da 13 anni. Togliere qualcosa ad un dipendente pubblico che guadagna poco più di mille euro non aiuta il precario che ne guadagna un po’ meno. 

Il problema è assumere i precari, garantire salari dignitosi a tutti, pubblici e privati, far ripartire l’economia e contrastare l’emergenza sanitaria con più sicurezza. La lotta dei dipendenti pubblici è sacrosanta perché sono i meno pagati d’Europa, lavorano con organici ridotti, con mezzi e strutture inadeguate e, nel mezzo dell’epidemia mancano ancora delle condizioni di sicurezza per svolgere funzioni fondamentali per la tutela dei cittadini.

La loro lotta parla di un’emergenza che riguarda tutto il paese reso fragile da anni di  tagli di tutto il sistema pubblico, dalla sanità alla scuola, dai vigili del fuoco ai Comuni, dalle amministrazioni centrali a quelle periferiche.

E’ ora di abbandonare le ubriacature mercatiste e il primato dei profitti insensibili alla vita delle persone e investire la maggior parte delle risorse disponibili per ricostruire un pubblico all’altezza dei bisogni del paese. E per disporre del massimo di risorse necessarie e invertire la tendenza all’aumento delle disuguaglianze si tassino finalmente le grandi ricchezze a partire da un milione di euro in su. Restituire valore e dignità ai pubblici dipendenti e incoraggiare in loro un forte senso del ruolo pubblico è fondamentale per il miglioramento della  qualità dei servizi e dei diritti dei cittadini. Per questi motivi saremo presenti in tutte le iniziative promosse nella giornata di sciopero con le nostre proposte:

– consistenti aumenti salariali per tutti i dipendenti pubblici,
– assunzioni di almeno 500 mila lavoratrici e lavoratori;
– stabilizzazione di tutti i precari con contratti a tempo pieno e indeterminato;
– reinternalizzazione di tutti i servizi affidati a privati.

Il governo cambi rotta e ascolti le lavoratrici e i lavoratori!

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Antonello Patta, Responsabile nazionale lavoro
Veruschka Fedi, Segretaria Provinciale
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

“Premi di risultato alla dirigenza Asl 5? Uno schiaffo alla città”

15 agosto 2020, by  
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I premi di risultato alla dirigenza di Asl 5 sono uno schiaffo alla città e a chi ha lavorato e continua duramente a lavorare all’interno dell’Ospedale nella disorganizzazione totale rischiando in prima persona. Non ci siamo dimenticati quello che è appena trascorso e di come ancora oggi non si sia ristabilito un servizio sufficiente. Abbiamo assistito a una gestione disastrosa della sanità sia in epoca pre covid sia durante l’emergenza sia nel post Covid.
C’è una assoluta mancanza di prevenzione, non c’è il diritto di ricevere cure per le altre malattie, reparti come oncologia a rischio chiusura.
Servono assunzioni, posti letto e potenziamento dei servizi territoriali e l’internalizzazione dei 158 Operatori Socio Sanitari ed invece si premia chi ha gestito in modo pessimo l’Asl 5 senza rischiare nulla.
Il Covid ha messo in luce, dopo anni di oblio, l’assoluta importanza della sanità pubblica e la necessità che la stessa sia omogenea su tutto il territorio nazionale. Chi andrebbe premiato sono le lavoratrici ed i lavoratori.

Rifondazione Comunista La Spezia

Adesione Prc al presidio per la sanità: “Per non dimenticare la gestione Covid “

20 giugno 2020, by  
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Oggi ne paghiamo ancora le conseguenze con la chiusura del Cup, con decine e decine di malati che ancora non possono accedere alle cure e con la prevenzione che è totalmente saltata non potendo prenotare esami. Una situazione che deve essere denunciata ogni giorno e che non possiamo continuare a subire. Mancano posti letto, manca personale medico sanitario, i medici di famiglia costretti a passare ore al telefono per prenotare visite mediche urgenti a un centralino di genova. L’annuncio dei privati nella gestione di quello che sarà il nuovo ospedale Felettino deve farci capire che nulla vuole cambiare la classe politica che ha gestito questa emergenza.
Per questo aderiamo con convinzione e determinazione alla manifestazione di domani, venerdì 19 giugno, indetta dal Manifesto della Sanità, in via Fazio alle 10 sotto la sede Asl. 
Invitiamo tutte e tutti i cittadini a farsi sentire, a non dimenticare quello che e’ stato e quello che sara’ la gestione del servizio sanitario. E’ ora di alzare la voce tutt* insieme.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Emergenza Covid 19, Prc Liguria: “Commissariare la sanità regionale”

20 aprile 2020, by  
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Il Covid 19 sta mettendo in luce, dopo anni di oblio, l’assoluta importanza della sanità pubblica e la necessità che la stessa sia omogenea su tutto il territorio nazionale.
La diffusione del virus, a fianco dello straordinario sforzo di medici, infermieri e paramedici, sta mettendo anche in luce pesanti responsabilità politiche. Il caso della Lombardia è forse quello più emblematico, ma anche in Liguria l’impatto del Covid 19 ha mostrato clamorose inefficienze. Giovanni Toti e la sua vice Sonia Viale, dopo aver indebolito la sanità pubblica – basti pensare al “processo di privatizzazione” in corso per ben tre ospedali liguri di Albenga, Cairo Montenotte e Bordighera – stanno affrontando la pandemia come una grossa campagna elettorale. Dalla distribuzione delle mascherine alle comunicazioni via social, tutto è atto non al contenimento del virus, ma ad un’esplosione di consensi per l’attuale giunta regionale: non a caso Toti propone di voler votare a luglio per provata a capitalizzare la sua continua propaganda.
Nel frattempo Alisa si è dimostrata una struttura dannosa e inefficace: scarseggiano i tamponi, aumentano i contagi, i posti letto sono insufficienti, le mascherine sono state distribuite a spot, le lavoratrici e i lavoratori della sanità sono abbandonati a loro stessi così come i medici di base, i pazienti e le RSA, che vedono aumentare ogni giorno di più contagi e decessi.
Per tutto questo invitiamo le forze politiche e sociali, nonché singoli cittadini, ad avviare insieme una campagna a sostegno della sanità pubblica e per il commissariamento della sanità ligure che, sotto la guida di Toti e Viale, è ogni giorno di più allo sbando.  
Segreteria regionale Rifondazione Comunista Liguria

Ponte di Albiano, Prc La Spezia: “No a nuova bretella, sì al casello autostradale di Ceparana”

11 aprile 2020, by  
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“E’ crollato il ponte di Albiano, quindi facciamo la bretella Santo Stefano-Ceparana”. Non era ancora caduta tutta la polvere delle macerie del viadotto distrutto che già piovevano dichiarazioni di alcuni esponenti politici pronti a sponsorizzare un progetto vecchio di quasi cinquant’anni. 
La buona politica e la buona amministrazione, quelle che per intendersi dovrebbero pianificare il territorio in base al bene comune e agli interessi collettivi, sembrano non voler proprio emergere, neanche di fronte alle nuove tragedie. I recenti disastri che ci hanno colpito con frane, allagamenti e crolli di infrastrutture, uniti all’attuale pandemia (che oltre ad esser emergenza sanitaria è anche sociale ed economica) non hanno fatto riflettere neanche per un secondo certi esponenti, certamente responsabili del degrado ambientale a cui assistiamo oggi.
 
Ci chiediamo come mai non venga colta l’occasione per pianificare su un territorio di area vasta come quello che va dal retroporto di Santo Stefano a Ceparana – Albiano e Val di Vara, tenendo insieme l’aspetto produttivo con le comunità che vi abitano. Occorre piuttosto valutare seriamente la possibilità di un casello autostradale a Ceparana, opera ben più semplice e meno impattante rispetto ad altre cattedrali nel deserto.
 
E’ possibile che dopo mezzo secolo il piano viario e infrastrutturale sia ancora valido? Ad oggi manca totalmente uno studio sui flussi viari aggiornato: su quali basi questa opera può essere considerata funzionale? Mancano progetti definitivi e risorse per il lotto 2, ossia tutte le opere di collegamento. L’unica certezza è l’ennesimo impatto ambientale sul fiume Magra, tanto che ne è stato modificato il piano.
 
A sentire gli annunci, valanghe di denaro verranno elargite a questo proposito. Non per niente si sono fatte sentire tutte le categorie d’impresa, con le loro coperture politiche. Come sempre “l’importante è prendere”, non importa se il progetto sia valido o meno. Chi se ne importa se si risolverà un problema da una parte e se ne creeranno dieci dall’altra: tra altri cinquant’anni anni ci penseranno i posteri. E intanto da Confindustria arrivano richiami all’attuazione di “piani straordinari’ per garantire una rapida ricostruzione di collegamento viario per Albiano, senza tener conto che l’applicazione di tali strategie comprometterà anche la possibilità di controlli, fondamentali per la sicurezza delle infrastrutture che oggi tutti invocano stracciandosi le vesti. Peccato che ora ci siano tonnellate di macerie da eliminare nell’alveo di un fiume.
Siamo stanchi della miopia e della continua genuflessione agli interessi economici degli “imprenditori” e dei loro sponsor politici: è ora di dire basta. In quest’area ci sono problemi ed interferenze di ogni tipo. Si lavori ad un piano viario interregionale che ridisegni tutta la vasta area senza essere succubi degli interessi economici dei soliti noti, mettendo al centro una migliore ed innovativa soluzione per la viabilità dei cittadini nella tutela dell’ambiente. 
Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Crollo ponte di Albiano, Prc La Spezia: “Soldi sprecati e non investiti per il bene pubblico, come per la sanità”

8 aprile 2020, by  
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Il crollo del ponte di Albiano rappresenta l’ennesima sciagura di un Paese che da tempo ha abdicato l’interesse al bene comune a favore del profitto, dell’incuria e della sciatteria generalizzata. 
Come per la tragedia del Morandi va fatta subito luce sulle responsabilità di un disastro che solo per “merito” dell’altra tragedia, quella del Covid, non ha causato una strage. 
Non è importante se la catastrofe fosse o no annunciata. Riteniamo piuttosto che vadano evitati i soliti sciacallaggi politici e i soliti “l’avevo detto”, che puntualmente saltano fuori da più parti, per ribadire la necessità di investimenti cospicui a favore delle opere di pubblica utilità e di salvaguardia del territorio. Abbiamo visto negli ultimi anni vere e proprie mattanze di denaro pubblico in monumenti all’inutilità, che hanno solo ingrassato i giganti del cemento e dell’asfalto, lasciando un territorio ancora più a rischio dal punto di vista della sicurezza idrogeologica. 
Esempi di autentiche cattedrali nel deserto sono reperibili in ogni comune italiano, non solo nella provincia spezzina. E mentre si realizzano tali mostri, vengono a crollare le opere di infrastrutture viarie fondamentali come ponti e viadotti.
 
Il medesimo concetto va rivolto all’intero comparto sanità, disastrato in anni di abbandono a se stesso. Occorre personale qualificato, controlli ed efficienza, occorrono denari che non vadano a finire nelle tasche di pochi a danno dei molti, cioè della collettività. Proprio le due emergenze, avvenute nella contemporaneità di questo disastrato inizio 2020, devono obbligare la politica di ogni colore (tutta più o meno responsabile, a qualsiasi livello, della situazione attuale) a voltare completamente pagina. La salute pubblica non è in vendita né in gioco. Non vogliamo “ritornare alla normalità”, come stiamo ascoltando da più parti in questi giorni. La normalità, questa normalità, è il vero problema da risolvere.
Rifondazione Comunista, federazione provinciale la Spezia

“Stop al lavoro di Fincantieri e Leonardo fino alla conclusione dell’emergenza”

24 marzo 2020, by  
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Alla luce della drammatica situazione sanitaria che si sta creando nella provincia spezzina causa epidemia di Covid-19, la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista ribadisce la sua ferma richiesta alla direzione di Fincantieri, e alle autorità cittadine, di proseguire oltre il 30 di marzo la chiusura della sede del Muggiano. 
Fino al termine dell’emergenza non si può continuare a giocare sulla vita delle persone. Dopo la morte di pochi giorni fa del lavoratore di Fincantieri risulta, infatti, in aumento il numero dei contagiati. Il richiamo di tutti gli operai dell’indotto, la categoria più debole sul piano della tutela dei diritti e della sicurezza, rischierebbe di mettere a repentaglio irrimediabilmente la salute pubblica generale. Contrariamente a quanto sostenuto dal governo ripetiamo che il comparto difesa non ci sembra minimamente essenziale in questo momento di straordinaria emergenza nazionale. Chiediamo dunque al prefetto Garufi, come ha già fatto in giornata il consigliere comunale di Spezia Bene Comune/Prc Massimo Lombardi, di fermare senza indugio le attività produttive di Fincantieri e Leonardo fino a nuovo ordine. Siamo pronti a sostenere i lavoratori in ogni forma di protesta e di astensione al lavoro che attueranno se le autorità non prenderanno un’immediata e positiva decisione in merito.
Rifondazione Comunista, segreteria provinciale La Spezia