Guadagni (Prc/Fds): “Sabato a Ortonovo presidio contro il governo Monti, il governo del massacro sociale”
26 gennaio 2012, by admin
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano
Rifondazione Comunista/Fds organizza per sabato 28 gennaio dalle 10 alle 12 un presidio-volantinaggio davanti al municipio di Ortonovo in piazza 29 settembre contro gli assurdi provvedimenti del governo Monti, sostenuto dalla grande allenanza Pd-Pdl-Udc che si appresta a votare l’ennesima fiducia sul decreto legge milleproroghe in ttesa di altre inquietanti “riforme”.
Hanno già fatto la più pesante controriforma delle pensioni della storia di questo Paese. Una riforma che ha aumentato l’età in cui si è costretti al lavoro anche di 6 anni, portandola molto al di sopra della media europea. Una riforma che non ha nessuna giustificazione rispetto alla necessità del cosiddetto equlibrio del sistema previdenziale, ma che ha come unica motivazione la scelta di fare cassa e di usare i contributi previdenziali per uno scopo diverso da quello per cui sono versati. A regime un prelievo forzoso di altri 20 miliardi dalla previdenza al bilancio dello stato.
Nel secondo tempo hanno agitato lo specchietto delle allodole dei notai e delle posizioni di privilegio. Ma alla fine le posizioni di privilegio sono state tutte salvaguardate.
Ora arriva il terzo tempo. Il governo propone di eliminare la cassa integrazione straordinaria e in deroga e di ridurre la durata della cassa integrazione ordinaria a un anno. Nella crisi in corso si tratta di un intervento folle.
Per questo c’è bisogno di far crescere l’opposizione. Dallo sciopero del 27 gennaio dei sindacati di base alla manifestazione della Fiom dell’11 febbraio. Prima che questo governo distrugga ogni diritto del mondo del lavoro.
E c’è bisogno davvero di un percorso unitario della sinistra che non si rassegna, prima che sia troppo tardi. Per questo Rifondazione Comunista/Fds organizzarà presidi e volantinaggi su tutto il territorio nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo, con un attacco ai diritti e alla democrazia senza precedenti.
Opposizione al governo Monti e al suo massacro sociale!
Massimo Guadagni, Rifondazione Comunista/Fds Ortonovo
Le nostre proposte per Fincantieri: sabato 21 gennaio ore 10 alla sala Avis del Favaro la parola agli esperti Gaddi e Trincas
17 gennaio 2012, by admin
Archiviato in Dalla Provincia, Lavoro, Partito, Primo piano
Sabato 21 gennaio alle 10 presso al sala Avis del Favaro della Spezia, in collaborazione con il gruppo consiliare spezzino del Prc, si terrà l’iniziativa pubblica dal titolo “Fincantieri: le nostre proposte per un piano industriale e rilancio del gruppo” alla presenza di esperti di politica industriale e rappresentanti del mondo del lavoro per ascoltare le proposte della Fds per la soluzione alla prospettiva di crisi per l’intero gruppo Fincantieri.
Sarà la prima uscita ufficiale per il neo segretario provinciale Prc/Fds Massimo Lombardi che concluderà il dibattito nel quale parteciperanno Matteo Gaddi, responsabile Nord Rifondazione Comunista, Giorgio Trincas docente di progettazione navale dell’Università di Trieste, Alessandro Pagano della Fiom nazionale e Marco Lattanzio della RSU Fincantieri Muggiano.
Il confronto vedrà anche la partecipazione di Pierluigi Sommovigo, segretario provinciale Pdci/Fds La Spezia nonchè presidente del consiglio provinciale spezzino e dell’assessore provinciale al lavoro Salvatore Romeo di Rifondazione Comunista.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Federazione della Sinistra La Spezia
“Noi la crisi la barattiamo!” Domenica alla Spezia prima Festa del baratto e libero scambio organizzata da Rifondazione Comunista
5 gennaio 2012, by admin
Archiviato in Primo piano
Domenica 8 gennaio 2012 dalle ore 15 presso la sede della Federazione di Rifondazione Comunista della Spezia avrà luogo la Prima festa del baratto e libero scambio. Si tratta di un’iniziativa che ha come scopo appunto quello di poter barattare o semplicemente cedere liberamente oggetti di vario genere, nuovi o usati purché in buono stato. 
Capita a tutti infatti di accumulare oggetti che non utilizziamo ma non vogliamo buttare, o oggetti che ci vengono regalati ma abbiamo già (specie dopo le festività natalizie) e che di conseguenza finirebbero nell’immondizia nonostante il loro perfetto funzionamento. O ancora vestiti che non ci piacciono più, libri, cd e tanto altro ancora. Tutte cose che a noi non servono ma che potrebbero invece servire ad altre persone.
Da questo principio è nato questo “esperimento” di aggregazione sociale e rieducazione collettiva, con una risposta alla crisi molto semplice e a costo zero che porta anche a ritrovare il senso di condivisione dei beni, di lotta allo spreco e una sensibilizzazione verso la problematica dell’eccessiva produzione di rifiuti spesso causata anche dallo smaltimento di oggetti che potrebbero comunque funzionare ma che vengono buttati.
Nella nostra città ci sono già state esperienze simili a questa, come per esempio lo Swap Party organizzato al Portrait con grande successo. La festa del baratto punta ad espandere il raggio d’azione dell’iniziativa aprendo le porte allo scambio di beni di vario genere e la fruizione da parte di un pubblico più ampio e variegato.
Sperando in una forte partecipazione da parte della cittadinanza, spezzina e non, vorremmo ripetere l’incontro con una cadenza bimestrale sempre nelle sede di Rifondazione per far sì che tutto questo diventi un’utile e piacevole abitudine.
Ribadiamo quindi l’invito per domenica 8 gennaio 2012 dalle ore 15 presso la nostra sede di via Lunigiana 545.
Serena Lombardi, Rifondazione Comunista La Spezia
Olivieri dopo lo sciopero: “Patrimoniale e opposizione politica al di fuori di quel centrosinistra che sta con Monti”
12 dicembre 2011, by admin
Archiviato in Lavoro, Primo piano
Anche alla Spezia é riuscito alla grande lo sciopero generale contro la manovra economica del Governo Monti.
L’adesione dei lavoratori indica la strada da percorrere: quella della costruzione di una vasta ed unitaria opposizione sociale ad un Governo che in maniera feroce sta perseguendo l’obiettivo di far pagare per intero i costi della crisi alla povera gente.
Nella politica di Monti non c’é nulla di giusto e di equo: non c’é l’imposta sui grandi patrimoni, non c’é la riduzione delle enormi spese militari, non c’é la cancellazione di quelle grandi opere come la Tav in Val di Susa ed il Ponte sullo Stretto che oltre ad essere inutili e dannose sono pure costosissime.
Questo Governo, peraltro, sta già preparando nuovi intollerabili attacchi contro il mondo del lavoro a partire dalla cancellazione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.
Occorre quindi che la lotta contro il Governo Monti si intensifichi nelle prossime settimane. La giornata di oggi pone però con forza anche la necessità di costruire un riferimento politico per il movimento dei lavoratori. Non può esserlo il Pd, che si appresta a votare a favore della manovra antipopolare di Monti.
Per questa ragione dallo sciopero di oggi trae nuova forza la proposta che rivolgiamo a tutta la sinistra di opposizione: superiamo steccati ed inutili divisioni per costruire un punto di riferimento per il mondo del lavoro; al di fuori di quel centrosinistra che si ritrova oggi a sostenere una manovra che va contro lavoratori e pensionati.
Sergio Olivieri
Segretario regionale ligure
Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra
Anche alla Spezia la FdS consegna alla Banca d’Italia la lettera in risposta a Trichet e Draghi
14 ottobre 2011, by admin
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano
Questa mattina una delegazione della Federazione della Sinistra della Spezia ha consegnato nelle mani della direttrice responsabile della filiale spezzina della Banca d’Italia, dottoressa Giovanna Pedote, una busta gigante contenente la risposta all’analoga lettera inviata in estate al governo italiano dal governatore uscente della BCE Trichet e dal suo successore Draghi che hanno ordinato all’Italia la vergognosa manovra vessatoria ferragostana, scaricata poi dal trio Berlusconi-Tremonti-Bossi interamente sulle spalle del lavoratori e pensionati italiani.
Una “riconsegna al mittente” simbolica ma significativa, per far capire a tutti che la crisi finanziaria internazionale, creata da banche e speculatori, non deve essere pagata da lavoratori e pensionati, oltrettutto su ordine antidemocratico di un istituto non eletto come la BCE.
L’iniziativa, diffusa su tutto il territorio nazionale dalla Federazione della Sinistra, si inserisce nel quadro complessivo di azioni contro la crisi che la la FdS spezzina ha organizzato in vista della grande manifestazione di Roma di domani 15 ottobre, che vedrà la presenza di un folto gruppo di militanti e simpatizzanti spezzini.
La FdS da appuntamento per questo pomeriggio alle 17.30 in Corso Cavour, angolo via Rattazzi per l’inziativa sulla scuola pubblica a cura del dipartimento Scuola e Cultura del Prc della Spezia.
Federazione della Sinistra La Spezia
Di seguito il testo della lettera consegnata oggi alla Banca d’Italia e firmata dal portavoce nazionale della Fds Massimo Rossi:
All’attenzione del dottor Mario Draghi e del dottor Jean Claude Trichet
Chi vi scrive lo fa a nome della Federazione della Sinistra ma è certo di raccogliere il sentire e il ragionare di gran parte dell’opinione pubblica italiana. Abbiamo letto con molta attenzione anche se con increscioso ritardo la lettera che avete inviato all’attuale presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. È una lettera rivolta di fatto al Paese intero che, con la presente, rispediamo al mittente in quanto irricevibile sia per ragioni di metodo che di merito.
Di metodo, perché lungi dal limitarvi, eventualmente, ad una generica sollecitazione al risanamento del bilancio dello Stato italiano, le disposizioni che voi indicate al nostro Paese – e ci sorprende data la vostra competenza – afferiscono a questioni e problematiche di pertinenza della sovranità popolare. Si tratta di scelte rilevanti che competono innanzitutto al Parlamento, in quanto ne è depositario, ma soprattutto agli uomini e alle donne che in Italia vivono e lavorano. 
Tentare di imporre, con una sorta di commissariamento dei poteri democratici, tagli alle spese sociali e ai salari, riforme che cancellano i diritti di chi lavora, ridefinizione degli assetti amministrativi, dell’erogazione dei trattamenti pensionistici, della pubblica amministrazione, predeterminare addirittura quali dovranno essere per l’oggi e per il futuro le modalità con cui si organizza lo Stato; spingere per la privatizzazione “su larga scala” di tutti i servizi pubblici ignorando peraltro un recentissimo pronunciamento referendario di segno contrario… Tutto ciò costituisce un grave atto eversivo, quello che senza enfasi dovremmo chiamare un attentato alla sovranità nazionale.
Ma respingiamo la vostra lettera soprattutto per ragioni di merito, perché le ricette che intendete imporci, oltre ad essere palesemente ingiuste ed incivili produrrebbero, come già sperimentato per la Grecia, effetti opposti a quelli enunciati; non un risanamento del bilancio e non certo una fuoriuscita dalla crisi verso una radiosa era dello sviluppo infinito, ma l’apertura di una fase altamente recessiva che porterebbe l’intero continente, e non solo, alla catastrofe economica, politica e sociale. Le misure che vorreste imporre costituiscono il cappio per eseguire la condannare a morte di un corpo sociale già devastato da anni di politiche liberiste.
Tentate di imporci queste soluzioni invece di assumere ogni doverosa iniziativa volta ad arginare le speculazioni in atto, come l’acquisto diretto dei titoli di Stato. Invece di creare, ad esempio, un fondo europeo per finanziare investimenti volti a risanare e riconvertire ecologicamente l’economia reale, per contribuire a creare posti di lavoro stabili e in condizioni dignitose. Occorrerebbe questo in un Paese in cui il 30% dell’economia è basata sul lavoro nero e in cui pochi giorni fa 4 donne sono morte lavorando come bestie in uno scantinato di Barletta in nome della concorrenza nel mercato globale senza regole esaltata dalle vostre dottrine economiche.
Un governo, qualsiasi governo, che si ponga nell’ottica di obbedire ai vostri diktat non solo provocherebbe una vera e propria macelleria sociale ed un ulteriore impoverimento di massa, di cui sarete ovviamente corresponsabili davanti alla Storia, ma produrrebbe una vera e propria devastazione delle relazioni sociali, generazionali, umane costruite in secoli di storia del nostro continente che ne rappresentano il patrimonio di civiltà.
Siamo convinti che sarà la Storia a sconfiggere voi e le vostre asserzioni. Sappiamo che l’Europa che deve ancora nascere è un continente fondato sui diritti, sulla dignità, sulla democrazia reale e partecipata; non certo, come oggi, sul potere del più forte. Sappiamo di avere ragione ed è per questo, per amore verso gli uomini e le donne come noi, perché continuiamo a credere in un futuro diverso, oggi più di ieri possibile e necessario, che saremo il 15 Ottobre nelle piazze di tutta Europa e del mondo. Saremo in tanti a manifestare la nostra indignazione e la nostra rabbia riguardo le vostre sciagurate imposizioni e pretese.
E’ per questo che oggi respingiamo la vostra lettera con le condizioni che intendete imporci e che non rispetteremo.
Per la Federazione della Sinistra
Il Portavoce nazionale
Massimo Rossi
Lombardi e Ricciardi: “Giovedì alle 21 a Melara assemblea pubblica Contro la Crisi. Banchieri e speculatori devono pagare i loro disastri”
12 ottobre 2011, by admin
Archiviato in Appuntamenti, Partito, Primo piano
Si svolgerà domani dalle ore 20 presso l’area verde di Melara l’assemblea pubblica contro la crisi, verso la manifestazione europea del 15 ottobre a Roma, lanciata dagli indignados spagnoli.
All’iniziativa, che sarà accompagnata da un buffet proletario per finanziare il pullman alla manifestazione di Roma, parteciperanno Massimo Lombardi della segreteria provinciale del Prc della Spezia e Francesco Piobbichi del Prc e redattore di controlacrisi.org e sarà coordinata da Jacopo Ricciardi della segreteria provinciale del Prc. 
“Incominciamo tassare i patrimoni, tagliare le spese militari, le grandi opere inutili, i redditi dei manager e delle caste – affermano Lombardi e Ricciardi del Prc spezzino – a recuperare i finanziamenti pubblici dalle aziende che delocalizzano, per investire sulla giustizia sociale, sulla conoscenza, la riconversione ecologica dell’economia, la cultura, i territori, la partecipazione, invece che far pagare la crisi sempre ai soliti”.
PROGRAMMA
Occorre ribellarsi prima che sia troppo tardi. Occorre una politica alternativa:
“Pignoriamo Equitalia”: protesta di Rifondazione Comunista davanti agli uffici dell’agenzia della Spezia
10 ottobre 2011, by admin
Archiviato in Partito, Primo piano, Società

Rifondazione Comunista/FdS La Spezia
Bramanti: “Interesse per la candidatura di Cimino, purché si sottragga ai giochi di potere interni al Pd”
7 ottobre 2011, by admin
Archiviato in Dalla Provincia, Partito, Primo piano
Rifondazione Comunista guarda con interesse alla candidatura di Lorenzo Cimino che appare particolarmente significativa proprio perché il mondo del lavoro é colpito dalla crisi e sotto attacco da parte di Governo e Confindustria.
Questo nostro interesse é coerente con la battaglia che ci ha visti uscire dalla maggioranza quando Fiasella aveva assegnato l’assessorato al lavoro ad un esponente di Confindustria e rientrarvi solo quando quell’incarico é stato restituito ad un comunista.
Opereremo nei prossimi giorni per aprire con Lorenzo Cimino un confronto programmatico.
Esprimiamo altresì l’auspicio che Lorenzo Cimino sappia sottrarsi alle dinamiche di scontro di potere interno all’apparato del Pd locale e ai tentativi strumentali di Sel di appropriarsi di una candidatura non sua alla ricerca di un tornaconto elettorale. Ovviamente il nostro interesse alla candidatura di Cimino é vincolato a tutto questo ed alla sua capacità di essere il candidato della centralità del lavoro, del rinnovamento, della partecipazione, dei valori della sinistra.
Chiara Bramanti
segretaria provinciale Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra La Spezia
Lettera aperta a Giorgio Napolitano sulle privatizzazioni: “Presidente, non firmi”
19 settembre 2011, by admin
Archiviato in Dall'Italia, Primo piano, Società
di Alberto Lucarelli, Ugo Mattei, Luca Nivarra
Eccellentissimo Presidente Napolitano,
le scriviamo come giuristi che, dopo anni di impegno civile a favore di buone regole giuridiche a protezione dei beni comuni e per il buon governo del patrimonio pubblico, abbiamo redatto i quesiti referendari n. 1 (servizi pubblici locali) e 2 (tariffa per il servizio idrico integrato) cui, nella scorsa tornata referendaria di giugno, ha risposto sì la maggioranza assoluta degli elettori italiani.
Il nostro intendimento era quello di arrestare, attraverso un pronunciamento diretto del popolo, nelle forme e nei limiti di cui all’art. 75 della Costituzione, il protrarsi di una logica di privatizzazione ideologica e dannosa per l’ interesse comune anche all’ indomani della drammatica crisi finanziaria iniziata nel 2008.
Tramite il nostro pacchetto referendario volevamo aprire un grande dibattito politico nel nostro paese, teso a ricordare che la crisi non è stata causata dal pubblico ma dagli eccessi di libertà privata. Volevamo denunciare l’irrazionalità di una posizione politica che, lungi dal riequilibrare i rapporti fra pubblico e privato dopo vent’anni di pensiero unico, ulteriormente indeboliva il settore pubblico spingendolo a dismettere risorse che, se ben gestite, avrebbero potuto restituirgli la forza, l’autorevolezza ed il prestigio necessario per governare una crisi drammatica.
Negli scorsi mesi abbiamo lottato, con i mezzi del diritto e della politica democratica, insieme a moltissime persone, per scongiurare i diversi tentativi di impedire al popolo di pronunciarsi. All’indomani del 13 giugno siamo stati soddisfatti per aver contribuito a compiere una buona azione civile per il nostro paese. Quasi due mesi dopo, a fronte di dati sul debito pubblico italiano che non sono sostanzialmente variati nell’ultimo decennio (nonostante l’avvenuta dismissione di quote ingentissime del patrimonio pubblico) nel paese è stato creato un clima da emergenza finale. L’andamento della borsa e della finanza (ancora una volta settore privato) e manovre speculative volte ad attaccare un settore pubblico ulteriormente indebolito dallo sforzo ingentissimo di salvare il settore finanziario dalla crisi, hanno provocato un clima di panico che ancor oggi si protrae.
Al di là delle diverse valutazioni sulla fondatezza di tali allarmi, è certo che ingenti porzioni del Decreto, redatto in fretta e furia a Ferragosto, in particolare l’art. 4 denominato «adeguamento dei servizi pubblici locali al referendum popolare e alla normativa dell’Unione Europea», presentano prima facie tratti di incostituzionalità, confessati in modo privo di precedenti nel nostro sistema delle fonti, dall’annunciata modifica dell’art. 41 della Costituzione contenuta nello stesso decreto.
Tale incostituzionalità risulta in particolare dall’espressa e diretta contrarietà del decreto di Ferragosto (ora convertito con la fiducia) rispetto alla volontà popolare espressa appena due mesi fa con il voto referendario che, come dichiarato dalla Corte Costituzionale nella sentenza 23 del 2011, non era affatto limitato all’acqua ma coinvolgeva l’intero settore dei servizi pubblici di interesse generale.
Nei giorni immediatamente successivi all’emanazione del Decreto abbiamo dato vita, con i nostri limitatissimi mezzi, ad una raccolta di firme su un appello on line dei giuristi estensori dei quesiti referendari intitolato «La manovra di ferragosto è incostituzionale», cui hanno aderito esponenti illustri della società civile e politica e migliaia di cittadini indignati per l’ennesimo tentativo di scippo del voto referendario.
Con questa lettera ci permettiamo di farle pervenire l’elenco di tali firmatari. Le rivolgiamo inoltre un appello, come Supremo Garante della Costituzione, a considerare il fatto che da anni i conti pubblici italiani non sono in buone condizioni (le alleghiamo due pubblicazioni del lavoro da noi svolto in passato) e che la fretta di privatizzare e liberalizzare ulteriormente l’economia al di fuori da una struttura di principii giuridici solidi e condivisi, lungi da fare l’interesse del popolo italiano soccorre quello degli speculatori internazionali che hanno generato la crisi.
Illustrissimo Presidente, anche in considerazione del fatto che il voto di fiducia ha impedito la necessaria discussione parlamentare, la invitiamo a non promulgare l’art 4 del decreto di Ferragosto. La Sua autorevolezza contribuirebbe così, stralciando provvedimenti che certo non possono esser presi in emergenza e senza largo accordo politico, ad aprire finalmente un dibattito sulla vera priorità istituzionale e riforma strutturale necessaria in questo paese: la ricostruzione di un settore pubblico forte, autorevole, decentrato e democratico.
Da “Il Manifesto” del 15/09/2011
Rifondazione da domani in piazza in tutta la provincia: volantinaggio e raccolta firme per chiedere la tassa patrimoniale
16 settembre 2011, by admin
Archiviato in Appuntamenti, Partito, Primo piano
I militanti spezzini di Rifondazione Comunista a partire da domani, sabato 17 settembre, saranno nelle piazze della provincia per la raccolta firme per introdurre la tassa patrimoniale che il governo Berlusconi-Bossi-Tremonti si è ben guardato da proporre.
L’enesima vergognosa manovra del governo favorisce infatti banche, speculatori finanziari e grandi evasori, cioè i responsabili della crisi che viene scaricata sui lavoratori, pensionati e cittadini.
Di seguito il calendario dei primi appuntamenti organizzati su tutto il territorio provinciale:
Domani, sabato 17 settembre, a Ortonovo, il Coordinamento FdS della Val di Magra organizza dalle 10 alle 12 un banchetto per la raccolta firme per la patrimoniale davanti al palazzo municipale. Nel pomeriggio si terrà un volantinaggio con raccolta firme in piazza Luni a Sarzana, dalle 17 alle 19.
Domenica 18 settembre a Lerici sarà la volta del Patrimoniale day, organizzato da Rifondazione in tutta Italia. Il circolo Prc lericino allestirà per l’occasione un banchetto e volantinaggio presso la rotonda Vassallo dalle 10.30 alle 12.
Alla Spezia, dal 18 settembre al 20 ottobre, sarà organizzato un presidio permanente per la patrimoniale in corso Cavour, angolo via Rattazzi. Si effettuerà la mattina dalle 10 alle 12.30 e al pomeriggio dalle 16 alle 19.
Infine mercoledì 21 settembre a Castelnuovo Magra sarà allestito un banchetto di raccolta firme presso il centro commerciale La Miniera dalle 9 alle 12.
Rifondazione Comunista
Federazione della Sinistra La Spezia
























