Cossu: “Trasparenza su Acam, patrimonio degli spezzini: il memorandum sia reso pubblico”

25 novembre 2010, by  
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Intervista di Cronaca4 a Simona Cossu, capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio comunale della Spezia. Con lei una conversazione quasi “monografica”: argomento la recente firma del memorandum Acam-Hera.

Diverse polemiche nell’ultimo Consiglio Comunale, scatenate dal vostro gruppo e dai Comunisti Italiani. Qual è l’oggetto del contendere?

Il motivo principale è una questione di trasparenza. Eravamo presenti alla Commissione Comunale partecipate il giovedì della firma dell’accordo: lì ci hanno raccontato dei conti in Acam mentre in contemporanea sui giornali usciva la notizia dell’accordo. Così lo abbiamo appreso dalla stampa, è stata una mancanza di rispetto del Consiglio comunale. Sul merito politico il problema è che noi non sappiamo ancora cosa c’è scritto nel memorandum. Ciò che sappiamo lo abbiamo letto sulla stampa, è un problema di trasparenza gigantesco: è fondamentale che i cittadini della provincia sappiano quali sono i termini esatti dell’accordo.

Avete chiesto un consiglio straordinario sull’argomento…

Ci auguriamo che il memorandum possa essere reso pubblico quanto prima. Acam è una patrimonio di tutti, non si può fare come è stato fatto e poi cavarsela con la frase ‘Tutto il resto non si può sapere…’. Chiediamo un dibattito pubblico in un consiglio comunale aperto ai cittadini.

Dalla conferenza stampa è emerso che l’accordo offre garanzie occupazionali ai lavoratori

Sappiamo che alla firma era presente il segretario della Cgil, non capiamo l’assenza di Cisl e Uil. Vogliamo la garanzia che per i livelli occupazionali sia rispettato l’accordo sindacale fatto a suo tempo, non solo per due anni, ma anche nel lungo periodo, perché Acam è un’azienda giovane che va fatta crescere.

La vostra opinione sui contratti di solidarietà?

Non sono totalmente contraria all’utilizzo, nella crisi italiana tante aziende hanno usato questo strumento che ha salvato dei posti di lavoro. Però vorremmo che fosse uno strumento usato in maniera equa e trasparente. Al momento è stato presentato ad un numero esiguo di dipendenti: perché non allargarlo a tutta l’azienda, aumentando così il risparmio di ACAM e togliendo quei pochi lavoratori da sotto la lente di ingrandimento?

Uno dei vostri cavali di battaglia è l’acqua pubblica

L’acqua è un bene primario per tutti gli esseri umani, deve essere accessibile a tutti e quindi sottratta alla logica del mercato. Hera, per quanto possa avere capitale pubblico, è coinvolta in logiche di mercato spinte, essendo anche quotata in borsa. Ci sarà il referendum, migliaia di cittadini di Spezia hanno fatto la fila par firmare, aspettiamo l’esito. Che ci sia almeno una moratoria.

Questi sono i concetti sicuramente di alto profilo, ma generali. C’è anche una questione di tariffe?

Dove è arrivato il privato sono aumentate le tariffe, questo è una dato di fatto: lo conferma la Corte dei Conti con uno studio approfondito. Quindi anche se tariffe vengono decise attraverso la legge, rimane il problema di costi.

Favorevoli alla creazione della Società delle reti?

Siamo stati sempre a favore di questa operazione, l’abbiamo votata in tutti i Consigli Comunali, è stato un bene far tornare ai Comuni le reti che devono essere assolutamente nella gestione pubblica. Questa è stata quasi una forma di ricapitalizzazione indiretta e noi l’abbiamo sempre chiesta e sostenuta. Ci sono Comuni con debiti consistenti? Sarà bene che li paghino, si facciano carico anche questi della salvezza di un patrimonio pubblico.

Cosa rispondete a chi afferma che l’alternativa all’aggregazione con Hera era il fallimento?

Per affermarlo bisogna essere a conoscenza dei termini della questione. Per fare proposte nuove servono i dati e noi a questo momento non li abbiamo ancora avuti. Quando ACAM si trasformò in SpA eravamo contrari, ed anche allora c’era lo spauracchio del fallimento. Ci interessa ragionare con strumenti ed elementi certi, non sui ricatti, e sul metodo delle questioni, chiediamo di poter capire e valutare se ci sono alternative. Ad oggi non abbiamo prove che l’unica strada per evitare il fallimento era questa.

Una domanda che esula dall’argomento generale: il motivo della sua fascia al braccio

E’ una cosa storica: la fascetta che portava il servizio d’ordine durante le manifestazioni del movimento femminista negli anni 70. Fra poco ci sarà la giornata contro la violenza sulle donne, ritengo sia giusto sensibilizzare la gente rispetto a questa questione, anche se si tratta di una sola giornata. Il problema della violenza sulle donne purtroppo oggi è ancora dirompente nella nostra società. Inoltre mi sembra evidente che in Italia c’è un sistema di comunicazione pubblicitaria, ma anche politica, secondo il quale la donna è presentabile quando ha un corpo presentabile secondo i canoni della bellezza maschile di oggi. Questo è mortificante. Ci deve essere uno scatto d’orgoglio delle donne di questo Paese.

Marco Ursano
con la collaborazione di Marcello Bianchi


Domenichini: “Con i lavoratori, nelle periferie, nelle lotte per l’ambiente, per la trasparenza nella cosa pubblica”

29 ottobre 2010, by  
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Riportiamo l’intervista su Cronaca4 a William Domenichini, resp.Ambiente PRC La Spezia.

In questi giorni assistiamo ad uno scontro istituzionale sul Waterfront, Rifondazione che dice?
Crediamo che, aldilà dello scontro istituzionale, vada messo l’accento sul tema del rapporto città-porto, la vita dei cittadini nei confronti di infrastrutture di un certo tipo. Per noi ci sono priorità come la mitigazione dell’impatto ambientale, si deve partire da questo. Sul Waterfront poi è necessario rilanciare un processo di partecipazione e di discussione che noi pensiamo sia stato carente. Waterfront occasione di sviluppo? A breve termine, si possono raggiungere traguardi di sviluppo attraverso altre modalità, per esempio la messa in sicurezza del nostro territorio. Con il Waterfront non si guarda all’oggi, ma alle grandi opere, magari attratti dal fascino di questi progetti. Per questo da parte nostra c’è una sana diffidenza.

Veniamo ad Acam
Parlare di Acam è come parlare di un grande calderone pieno di virtù e vizi del nostro territorio. Sulla questione rifiuti abbiamo ricevuto un riconoscimento nazionale dalla rete Ambiente e Futuro, con l’approvazione della nostra mozione in consiglio comunale alla Spezia: Rifiuti Zero. Crediamo che in questo processo Acam deve essere vettore e le potenzialità sono enormi. La criticità è il pregresso: ci deve essere una volontà prima di tutto politica, occorre un’assunzione di responsabilità più concreta da parte della classe dirigente sull’aspetto clientelare e poco pulito di una gestione protratta negli anni.

E l’aggregazione con Hera?
E’ un nervo scoperto. Hera è un soggetto con oltre 40% del privato e l’aggregazione, specialmente del settore acqua porta con sè una criticità forte. Per noi resta valido lo scorporo del ciclo idrico, che deve assolutamente rimanere in mano pubblica.

Altro argomento è la questione delle 5 Terre. Come può ripartire l’esperienza del parco?
Il problema è tutto politico. Siamo sbigottiti che ci sia stato questo ‘teatrino’ Pd-Pdl per il rimbalzo di responsabilità, ma basta vedere il consiglio di amministrazione del parco per capire di chi sono le colpe, ci sono nomi e cognomi.
La chiave di lettura corretta è proprio quella che ci offerto Renzo Raffaelli su Cronaca4, che ha accostato 5 Terre ad Acam. Nessuno ha visto? Nessuno ha controllato? Chi faceva opposizione, alle 5 Terre faceva vita gramissima.
Per il futuro: bisogna mantenere la gestione all’interno dell’ente parco, evitare le mire privatistiche perché il territorio deve avere la capacità decisionale di portare avanti progetti. E poi basta con la gestione clientelare della cosa pubblica. Come Rifondazione faremo una campagna forte sulla trasparenza della cosa pubblica.

C’è un problema di troppa ingerenza politica nella gestione della cosa pubblica?
Non troppa politica, ma cattiva politica. La politica si è appropriata di cose non proprie. Bisogna assumere impegni etici e morali, ci deve essere chiarezza dei ruoli e bisogna assolutamente evitare le sovrapposizioni di cariche.

Passiamo al piano nazionale. Se si andrà al voto, ci sarà l’accordo con Vendola?

Riporto la linea nazionale, c’è un accordo elettorale con le forze del centro-sinistra per battere Berlusconi. L’esperienza di governo con Prodi sia stata negativa, Rifondazione ha dovuto rincorrere, non ha portato a casa risultati. Un problema grosso e sentito, che ha avuto riscontro in un elettorato deluso. Noi vogliamo mandare a casa questo governo Berlusconi, su un nostro eventuale coinvolgimento in un governo di centrosinistra andiamoci cauti.

La cosa che sta più a cuore a Rifondazione in questo momento?

Non c’è un tema, ce ne sono tanti: l’ambiente, il sociale, il lavoro. Siamo a fianco dei lavoratori portuali, della gente delle periferie dove andiamo a fare la distribuzione del pane ad un euro al chilo, siamo impegnati nelle vertenze ambientali del territorio. Siamo ovunque si possa rifondare un modello di società alternativo al pensiero unico.

di Marco Ursano