Fedi, (Prc La Spezia): “Da Ciano alla discriminazione dei bimbi agli asili”

23 novembre 2017, by  
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Sei mesi e gli indirizzi di come questa città verrà governata nei prossimi anni risultano sempre più evidenti. La boutade del riposizionamento della statua di Ciano in centro città per valorizzarne il suo esempio di vita, è l’apice del pensiero culturale che ci aspetta; la riabilitazione di un gerarca fascista che riassume in sé un modello di società domata col manganello, resa fedele da piccole elargizioni al limite del caritatevole, in nome della difesa della propria identità…fatto salvo come nel caso di Ciano, utilizzare queste argomentazioni per farsi beffa del caro popolo e arricchirsi sulle sue spalle in nome di patria onore e cristianità.
La cultura securitaria che si vuole spacciare come risolutiva nei confronti del disagio sociale sempre più diffuso e presente, ovviamente non elimina e non affronta la causa del disagio stesso,  ma lo allontana lo ghettizza sempre più, rendendolo sempre più drammatico. Questo atteggiamento culturale “di protezione” dell’italiano è stato portato all’estremo dall’ultimo provvedimento riguardante gli aiuti alle famiglie per l’accesso agli asili nidi.
Per avere la certezza di poter garantire le bambine e i bambini italiani senza tener conto del reddito, si è ecceduto nella garanzia della “spezzinità”, col risultato che non solo sono penalizzate le famiglie extracomunitarie, ma pure quelle famiglie che magari vivono in città in via transitoria o si sono trasferite dai comuni limitrofi negli ultimi anni.
Il risultato sarà che chi è già in difficoltà economica lo sarà sempre più, perché dovrà accudire i propri figli senza la speranza di poter lavorare, il disagio aumenterà ancora e questa volta oltre il danno la loro beffa, perché il provvedimento colpirà anche gli italianissimi….così il tentativo di accentuare lo scontro tra nativi e non questa volta non è riuscito anche se cercheranno di porvi rimedio. Non si fermeranno, cavalcheranno quest’onda di intolleranza sino all’estremo per coprire l’incapacità di gestire un fenomeno epocale di crisi economica e giustificarla nell’individuazione di un nemico, in questo caso il migrante domani chissà.
Migrante sulla cui pelle fanno affari tutti, specialmente quelli che a gran voce dicono “a casa loro”…basta vedere la manodopera del Veneto autonomista, i grandi proprietari immobiliari, spezzini compresi, che affittano appartamenti fatiscenti a prezzi incredibili. Ora in tutto questo la Statua di per sè potrebbe esser il minor dei mali, anche perché esponendola in piazza pubblica si sottopone al giudizio del popolo che potrà reagire come meglio crede, ma è il significato simbolico in cui si ritrova l’agire coerente di questa Amministrazione ad essere per noi inaccettabile.

Parafrasando Leonardo Sciascia di cui ricorre in questi giorni il 29° anno della sua scomparsa, noi come Rifondazione mettiamo in conto la sconfitta, e anzi la prevediamo: ma non possiamo che batterci, finché avremo un margine, sia pur piccolo, sia pur insicuro.

Veruschka Fedi,

Segretaria provinciale di Rifondazione Comunista La Spezia

Gc La Spezia: “Rimettere la statua di Ciano vicino al comune è un affronto alle vittime del fascismo”

23 novembre 2017, by  
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Apprendiamo dalle testate giornalistiche locali che il comune sta valutando la richiesta di riposizionare la statua di Costanzo Ciano proprio accanto al palazzo comunale dove era stata inaugurata nel 1939. Le parole dell’assessore Paolo Asti non fanno altro che rimarcare come la banalizzazione storica e il revisionismo stiano caratterizzando il discorso politico su vecchi e nuovi fascismi.

L’opera ritrovata del gerarca fascista non merita alcuna esposizione sulla pubblica piazza, proprio per ciò che rappresenta. In questa sede infatti non si intende discutere il capolavoro e la maestria dell’artista (Messina), quanto più il proprio significato simbolico: un oltraggio alla memoria storica. Tenendo presente il valore artistico dell’opera riteniamo che abbia già la giusta considerazione. Infatti il luogo più consono a raccogliere tale testimonianza del ventennio rimane il Museo Navale, dove è attualmente collocata.

Non si intende qui minare il patrimonio artistico nazionale, ma riconoscere che non vi è spazio per l’arte fascista sulla pubblica piazza di una città riconosciuta con la medaglia al valore della resistenza.
L’arte di regime non ha e non deve avere senso di esistere.

Noi rimarchiamo come suddetta esposizione artistica, auspicata dagli intellettuali firmatari della richiesta recapitata in Comune e sostenuta dall’assessore Paolo Asti, sia un affronto alle vittime di violenza fascista che la nostra provincia ha dovuto subire. In una fase storica dove il riaffiorare di vecchi e nuovi fascismi si fa sempre più prominente, non solo sul territorio locale ma su gran parte del panorama nazionale, ribadiamo che sia compito dell’amministrazione, sindaco e giunta tutta, riconoscere, ribadire e valorizzare quelli che sono i principi fondanti della nostra Costituzione, nata dalla resistenza partigiana.

Coordinamento provinciale Giovani Comunisti/e La Spezia

“Legge sulla scuola vergognoso strappo democratico, pronti al referendum abrogativo”

13 luglio 2015, by  
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Riteniamo l’approvazione della “riforma” della scuola, approvata tre giorni fa dalla Camera dei Deputati, uno strappo democratico enorme e vergognoso, voluto da un governo di destra che è riuscito a fare peggio della tanto – giustamente – criticata Gelmini.

Proponiamo e vogliamo costruire unitariamente un referendum contro questa legge ignobile e a dir poco deleteria per studenti, lavoratori Ata e insegnanti. L’amarezza di questi giorni è accresciuta dalle grida di giubilo elevati dai renziani, che pure si permettono di denigrare chi in questi mesi ha fatto strenua opposizione dentro e fuori il parlamento.

Infatti, invece che vergognarsi per aver distrutto di uno degli ultimi baluardi democratici della nostra società, qualcuno si è profuso in grandi e mirabolanti elogi rivolti in special modo al “principe” Renzi e che la dicono lunga sullo stato del Partito Democratico e dell’intero Paese da esso governato.

C’è sempre chi è più renzista del Renzi. Naturalmente, secondo tali esponenti, è chi protesta con tutte le sue forze ad essere “ideologico e bugiardo”: il solito refrain che da oltre trent’anni la destra italiana ha adoperato per demolire tutte le conquiste democratiche dal 1946 ad oggi, Costituzione e mondo del lavoro in primis. Ora con la scuola si chiude il cerchio.

Ma il Pd “stia sereno”: il movimento per la difesa della scuola pubblica non demorde, l’approvazione alla Camera non significa che la lotta si fermerà. Saremo al fianco delle mobilitazioni degli studenti e degli insegnanti che continueranno anche in estate e riprenderanno a settembre anche nella provincia spezzina.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Pastorino: “Vogliamo fermare il Pd, il Partito Della Regione”

2 maggio 2015, by  
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Il candidato di “Rete a Sinistra” attacca gli ex compagni e parla del malessere della base

Luca Pastorino, è il sindaco di Bogliasco, deputato, ex Pd, il partito da cui si è dimesso per dissensi sulla linea politica,  per candidarsi alle elezioni regionali in Liguria con “Rete a Sinistra” e una sua lista civica. 

Accusato, prima del segretario  del Pd di Genova, Alessandro Terrile, poi da quello ligure, Giovanni Lunardon,  di far perdere voti a Raffaella Paita  a favore di Giovanni Toti e del centrodestra, non ci sta e ribatte. Punto su punto.

Spiega che aveva avvisato, lui come molti altri e prima delle primarie, che c’era molto malessere nella base del partito, senza essere ascoltato. Adesso, in compenso, commenta, “mi attaccano tutti. Vuol dire che la nostra è una proposta chiara e trasparente“. Far vincere il centrodestra? Buffo se chi accusa con il centrodestra  ha provato addirittura a allearsi. E sono gli stessi che sognano il “Pd”, Partito della Regione.
 
Onorevole Luca Pastorino, perché vuol far vincere il centrodestra?
Non è vero. Ma partiamo da una premessa, mi stanno attaccando un po’ tutti, si vede che la nostra è una proposta  chiara e trasparente che preoccupa molti. Per il resto si fa del vittimismo e si travisa la realtà e la storia dell’ultimo anno del Pd“.


 Che cosa dice questa storia?
 “Noi avevamo segnalato anche prima delle primarie, il disagio che si sentiva in giro. Niente. Il Pd, parafrasando quello che sta forse avvenendo a Roma, in Liguria ha cambiato rotta, in nome di un Partito della Regione. Senza contare le capriole con il centrodestra, saltate nella forma non nella sostanza“.

E lei che cosa spera? Di arrivare secondo?
Noi vogliamo vincere con l’unica proposta di centrosinistra che è in campo. Il malessere, il disamore è enorme, si vede nei circoli, da una campagna iscrizioni del Pd tendente al nulla, dal fatto che scopiazzano il nostro programma“.

Un 
esempio?

Il reddito di autonomia, o la riduzione dei compensi, nel nostro programma è tutto scritto  da tempo, e l’abolizione dei vitalizi interesserà anche i consiglieri di questa legislatura“.

 E poi?
Guardassero le loro liste,  piene di segretari di ogni tipo, è un come avere un congresso politico all’interno delle elezioni regionali“.

genova.repubblica.it

Lombardi: “Dobbiamo riportare alle urne gli elettori di sinistra”

Parla il segretario provinciale di Rifondazione, candidato per Rete a sinistra a sostegno di Pastorino. Con lui anche il leader nazionale Paolo Ferrero

Gioia e commozione, ieri, nel corso della visita che il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero e il segretario provinciale Massimo Lombardi hanno portato al comandante partigiano Luigi Fiori ricoverato nella Rsa Mazzini. Pochi minuti nei quali l’anziano combattente ha mostrato grande sorpresa e soddisfazione per la presenza di Ferrero, giunto alla Spezia per sostenere la candidatura di Lombardi nella lista di Rete a Sinistra.
Nel replicare alle accuse che Raffaella Paita ha lanciato nei giorni scorsi affermando che in Liguria sia in atto un disegno per dare una spallata al governo Renzi, attraverso la candidatura del fuoriuscito Luca Pastorino, Ferrero ha dichiarato a Cds: “Non è un problema di spallate, ma di costruire un governo alternativo a questo Pd che tra la questione democratica, quelle del lavoro (dove sta attuando le politiche di Berlusconi e di Confindustria) e la questione morale, della quale in Liguria siete ben informati, è una cosa inguardabile. Dobbiamo proporre qualcosa di che vada oltre le politiche neoliberiste e dell’austerity che stanno distruggendo l’occupazione: in Liguria ci vuole un piano per crearne attraverso la lotta al dissesto idrogeologico e rilanciare la cantieristica“.
Per unire la sinistra ci volevano personaggi come Matteo Renzi o Raffella Paita?
Nel momento in cui il Pd sceglie con tragica nettezza un profilo moderato, se non di destra, tutti i distinguo vengono a cadere. Ci eravamo divisi sulla possibilità di fare o meno accordi con il Pd, ma oggi questi problemi sono venuti meno: la strada di Renzi è chiara, contro il sindacato e i lavoratori. C’è molto convincimento sul fato che dobbiamo lavorare uniti per recuperare il nostro spazio, non si può lasciare il panorama politico nelle mani di Renzi e Salvini“.
Nel panorama, nazionale e regionale c’è anche il Movimento cinque stelle…
Grillo ha avuto una enorme possibilità dopo aver preso il 25 per cento dei voti. La stessa percentuale l’aveva raggiunta il Pci di Togliatti, ma lui cambiò l’Italia, i grillini non hanno fatto niente. Noi siamo per una sinistra che proponga alternative alle scelte sbagliate del governo, non si può solo protestare a botte di vaffa, bisogna fare le cose“.La parola è quindi passata a Massimo Lombardi, con il quale Ferrero ha fatto anche visita al vicino monumento in ricordo di Peppino Impastato.
Abbiamo la possibilità di intercettare una parte importante dell’elettorato di sinistra –ha detto sicuro il segretario spezzino – e ricreare i presupposti di un movimento unito. Più che ad erodere voti al M5S o al Pd dovremo badare a riportare alle urne tutti coloro che in questi anni sono rimasti a casa, delusi. Come Rete a sinistra non abbiamo presupposti meramente elettorali, ma vogliamo influenzare la politica ligure in modo positivo“.
Però puntate ad un buon risultato per il 31 maggio. E’ possibile quantificarlo?
Sarebbe importante avere un gruppo di consiglieri che possa influenzare le politiche nei settori più importanti della politica regionale. Sarebbe importante non avere solamente un ruolo testimoniale“.
A quali temi pensate?
Abbiamo un enorme problema occupazionale e crediamo che si possa mitigare affrontando in maniera intelligente anche un altra grave piaga della nostra regione, quella del dissesto. Non bisogna solamente attuare politiche che riducano la cementificazione, ma anche investire direttamente nella lotta al dissesto idrogeologico, senza ridursi sempre ad agire in emergenza“.Come valuta la scelta dell’Altra Liguria, di correre con una lista e un candidato differenti?
Su tantissimi temi abbiamo una visione comune. Sino all’ultimo abbiamo cercato di ricomporre tutta la sinistra in un corpo solo, plurale, ma unito. Abbiamo attraversato un percorso tortuoso e ora le strade sono divise, ma dovremo recuperare la sintonia e le sinergie su molti temi”.
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Pastorino: “Contro di noi intimidazioni in stile mafioso”

29 aprile 2015, by  
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Luca Pastorino ha presentato le liste che lo appoggeranno alle elezioni per la presidenza di regione: “Nessuna alleanza con Paita”

Liguria – In tarda mattinata si è svolta, presso la sede in via Luccoli, la presentazione delle liste che concorreranno nelle prossime elezioni regionali a sostegno della candidatura di Luca Pastorino. L’ex Pd ha spiegato come le liste che lo sostengono siano composte in gran parte “da persone che non vivono di politica, anche se in diversi hanno già avuto brevi esperienze come amministratori”; si tratta, dichiara, di “persone che vivono nel mondo reale e sanno, per esempio, quanto costano pane e latte”. Il candidato di Rete a Sinistra fa notare che si tratta dal suo punto di vista di un approccio opposto a quello della maggioranza delle liste rivali, concepite su alleanze fra sigle politiche ed episodi di “trasformismo politico che la gente non capisce più e non accetta”.Il nostro profilo fondamentale– dichiara- è quello della trasparenza, siamo persone normali che si mettono a disposizione in un momento difficile, e sia per le liste che per il listino abbiamo sempre rispettato il principio della libertà di genere”.
Intimidazioni – Pastorino racconta poi alla stampa come lui, i suoi amici, i suoi familiari ed i candidati che lo sostengono abbiano a più riprese subito pressioni per desistere dal percorso politico che hanno intrapreso: “La nostra proposta politica dà fastidio. Abbiamo avuto pressioni pesanti, vicine allo stile mafioso, non ho paura a dirlo perché è la verità”. Alle domande dei giornalisti presenti, che volevano approfondire la questione chiedendo a Pastorino da dove provenissero queste intimidazioni, il candidato si è limitato a dire che gli autori dei fatti in questione sono opera di “personaggi non noti”.
La campagna elettorale – “Siamo presenti in tutte e quattro le province dove andremo mano a mano.- prosegue Pastorino- Faremo una campagna elettorale con pochi soldi, perché pensiamo che il rispetto del denaro pubblico debba essere per noi un tema di centrale importanza. La riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali e il taglio dei rimborsi era la nostra prima proposta, fa sorridere che altri si accorgano solo oggi della centralità del tema”.
Alleanze – In chiusura della conferenza stampa i giornalisti hanno poi chiesto a Pastorio un chiarimento rispetto alla possibilità di future alleanze o intese stabili con altre forze politiche, ed in particolare con Raffaella Paita ed il Partito Democratico: “Come abbiamo già dichiarato– risponde il candidato- non faremo alleanze; ci confronteremo di volta in volta sui temi, se vinceremo cercheremo i voti in aula. Il soccorso alla Paita non esiste, mi sembra che gli effetti dei governi di larghe intese non siano stati positivi, se perderemo siederemo fra i banchi dell’opposizione”. Pastorino ha infine dichiarato che le illazioni su possibili alleanze con la Paita sono voci costruite ad arte, per danneggiare una “proposta che dà fastidio”.
 
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Pastorino: “Renzi nuovo ligure come Toti? Non sapevo fosse candidato, lo sfido volentieri”

15 aprile 2015, by  
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Mi sembra chiaro ormai che il candidato delle larghe intese alla presidenza della regione Liguria sia il premier Renzi. Il tour genovese di ieri e l’annuncio che tornerà più volte in Liguria per visitare le restanti province non lascia dubbio alcuno“. Lo dichiara Luca Pastorino, candidato alla presidenza della regione Liguria per Rete a Sinistra. 

Idee – “Come prima cosa vorrei dire a Renzi che accetto la sfida e rassicurarlo sul fatto che abbiamo voglia e idee per governare questa regione, ma vogliamo farlo a modo nostro, senza clientelismi e trasformismi, ma soprattutto senza il centrodestra al nostro fianco. Abbiamo tante idee da proporre e la prima riguarda proprio il governo della regione, perché oggi non è più sostenibile un consiglio regionale che costa più del doppio di una regione come le Marche che ha i nostri stessi abitanti. Allo stesso modo non è giustificabile che il compenso annuo di un consigliere regionale sia di 150 mila euro, quando l’indennità del sindaco di Genova è quasi la metà. Trasparenza e sobrietà è quello di cui ha bisogno la regione“. 

Vitalizi – “Proponiamo quindi l’abolizione di rimborsi e vitalizi e la riduzione di tutte le indennità. Un’anagrafe dei titolari di cariche pubbliche, invece, segnalerà currilcula, redditi, fedina penale, finanziamenti e spese particolareggiate per l’attività politica e potenziale conflitti d’interesse. E ancora, aprire la regione ai cittadini, dove gruppi riconosciuti possano interpellare le istituzioni su qualsiasi argomento“.

Primarie – “Offrendogli l’ospitalità che merita un presidente del consiglio, chiedo a Renzi un incontro pubblico, magari proprio a Bogliasco, il mio comune, per confrontarci e per raccontargli come sono andate le cose in Liguria, a partire dall’esito delle primarie, alle promesse non mantenute e alla strana idea di spostare il Pd a destra, lasciando sguarnita tutta la sinistra. A decidere chi ha ragione, fortunatamente, saranno le cittadine e i cittadini della Liguria. I residenti, diciamo” – conclude Pastorino.

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Legge sanità, Ravera: “Regalo elettorale del Pd e della destra ai primari. A pagare saranno i cittadini liguri”

20 febbraio 2015, by  
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Non sempre sono stato d’accordo con Claudio Montaldo. Ad esempio quando l’assessore regionale alla sanità, nonché vicepresidente della Regione Liguria, invitò la sinistra a superare l’impostazione ideologica e ad aprire ai privati nella sanità citando a modello il “caso Albenga” dove il reparto di ortopedia-protesica dell’ospedale pubblico è gestito appunto dai privati. Oppure quando pensò ai tagli che la sanità ligure ha subito, certo non solo per responsabilità sua, in questi anni. Ma in quest’occasione Claudio Montaldo ha assolutamente ragione.

La legge sui “primari” votata da Partito Democratico e dalla destra, infatti, non ridurrà le fughe dei pazienti fuori dalla Liguria, ma porterà all’aumento delle tariffe per le prestazioni dei primari visto che gli stessi non saranno più vincolati da tariffe fisse per visite ed esami. Questa legge rappresenta un “regalo elettorale” ai primari, un regalo che va nella direzione di una costante privatizzazione della sanità fortemente voluta da Matteo Renzi, un regalo che pagheranno i cittadini liguri, un regalo che rappresenta uno schiaffo ai lavoratori della sanità pubblica che hanno il contratto bloccato da anni.

Questa vicenda mette in luce una volta di più la deriva a destra del Pd.

Anche per questo insieme ad altri stiamo costruendo in Liguria e in Italia una Sinistra degna di questo nome.

Marco Ravera,
segretario regionale Rifondazione Comunista Liguria

Rabbia e entusiasmo, Ravera: “La sinistra ligure ha di fronte un’occasione unica”

25 gennaio 2015, by  
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Nel corso della settimana che si sta chiudendo la sinistra ligure si è più volte incontrata, ha discusso, si è confrontata. In particolare due assemblee pubbliche hanno dato il via a quella che potrebbe diventare una lista alternativa al centrodestra e al Pd, mi riferisco all’incontro di “Rete a sinistra” e alla riunione diAltra Liguria”.

Rifondazione Comunista era, ovviamente, presente e lavora per unire l’entusiasmo e la “rabbia emerse nei due incontri.

Ragioni politiche, sistema di valori, ma anche tempistiche ristrette, quello che caratterizza questo momento politico.
L’occasione che abbiamo davanti è unica. Con la crisi di un Partito Democratico sempre più spostato a destra, la sinistra non può permettersi divisioni.

A chiedercelo non sono le centinaia di persone che hanno partecipato alle due assemblee, ma i cittadini liguri.

Marco Ravera,

segretario regionale Prc Liguria

Lombardi: “Nessun accordo, pronti a creare la Sinistra Ligure Unita”

12 gennaio 2015, by  
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Il segretario punta all’unione di tutte le componenti per una sinistra plurale e alternativa, radicale e anticapitalista: “L’appoggio a Federici fa parte di un passato remoto morto e sepolto. Seguiamo i modelli di Front de Gauche e dell’Izquierda

Vuoi vedere che alla fine il voto che incorona Raffaella Paita non diventa il più clamoroso degli assist alla sempre più moribonda e sfilacciata sinistra d’opposizione? Sarebbe stato molto diverso se ieri fosse stato Sergio Cofferati a primeggiare, soprattutto per quella parte di elettorato di estrema sinistra che, pur non andando a votare, aveva visto nell’ex segretario della Cgil una soluzione più rispondente ai valori tradizionali della ‘gauche’ italica. Vuoi vedere che il malcontento di ieri si trasforma in un’alternativa alla Paita stessa alle prossime elezioni di maggio, attraverso una coalizione di sinistra che migliori e superi l’esperienza Tsipras, in un soggetto politico capace di essere punto di riferimento dell’altra sinistra, smarcatasi dalla Paita? Massimo Lombardi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, inizia da subito a tessere una tela intricata ma densa di possibilità, soprattutto se quella parte di Pd che ieri è uscita malconcia dalle Primarie, vorrà “affilare i coltelli” per dare battagli ‘dentro’ ma soprattutto ‘fuori’.

Segretario Lombardi, sorpreso di com’è andata?
L’esito delle primarie mi ha parzialmente sorpreso, pensavo infatti che Cofferati riuscisse ad avere la meglio, anche e soprattutto per il livello di notorietà che aveva come leader sindacale e la straordinaria capacità di mobilitazione connessa“.

Cosa pensa di quelli che, dichiaratamente di sinistra ma esterni al Pd, ieri sono andato a votare Cofferati?
Chi è esterno al Pd ma è andato a votare Cofferati intendeva favorire il rafforzamento del centro sinistra ed arginare la deriva a destra, operata con lo sdoganamento di ex fascisti ed il sostegno del partito trasversale degli affari che nulla centra con le idee ed i valori della sinistra“.

Pentiti di non aver appoggiato la candidatura di Cofferati oppure l’esito delle elezioni apre una pagina nuova, quella che speravate?
Ritengo corretta la posizione adottata da Rifondazione Comunista a livello regionale, non eravamo interessati a personalismi ed a competizioni interne ad un altro partito. Come già dichiarato abbiamo certamente notato la differenza di posizioni politiche, non apprezzando minimamente aperture di credito a culture destrorse e pratiche di sistematica cementificazione e merceficazione del territorio”.

Un Pd spostato a destra, dice il suo segretario regionale, rende più o meno forte Rifondazione e tutti gli altri attori che vorranno unirsi in una ipotetica costellazione di sinistra?
E’ l’ora di rompere gli indugi e creare finalmente la Sinistra Ligure Unita, che si definisca tale ed agisca da sinistra. Basta con i tatticismi, le posizioni di equilibrismo, la moderazione per piacere a questo o a quello. Una sinistra che deve essere costruita dal basso e contemporaneamente dall’alto, che sappia riunire quelle compagne e quei compagni, da tempo divisi, non tramite un ennesimo effimero scatolone ma sulla condivisione di temi: la salvaguardia del territorio, la valorizzazione dei beni comuni, la difesa dei diritti dei lavoratori contro ogni sfruttamento, il diritto alla casa, la lotta alle mille fonti di nocività ed inquinamento. Progetti concreti da declinare insieme, nulla di precostituito nelle segreterie di partiti o associazioni, ma piattaforme progettuali condivise attraverso percorsi di democrazia partecipativa. Non vuole essere una sommatoria di sigle di partiti, associazioni, comitati ma un soggetto che parta dall’idea collettiva dell’agire politico, lontano dalla personalizzazione“.

La Ministra Pinotti ha ricordato che che “Ncd è alleato di governo”. Le fa paura che anche su scala regionale sia possibile una riproposizione dell’asse Renzi-Alfano?
La riproposizione dell’asse Renzi-Alfano ha trionfato in queste primarie, noi la contrasteremo con ogni mezzo lecito possibile. Scuotere le coscienze e risvegliare la passione del popolo della sinistra sarà la nostra sfida“.

Tanti vostri ex elettori vi contestano l’appoggio alla candidatura di Federici e temono un’alleanza in extremis a favore del candidato Pd alle regionali.
L’appoggio a Federici fa parte di un passato remoto morto e sepolto. Voglio rassicurare chi teme questo. Non faremo nessun tipo di accordo con il Pd. Anzi siamo già mobilitati per costruire una sinistra plurale e alternativa, radicale e anticapitalista, che sappia unire la salvaguardia del lavoro con la tutela dell’ambiente e della salute, inclusiva e aperta al contributo di tutte/i quelli che hanno il loro dna nei valori della Resistenza, dell’anifascismo, della Costituzione. Una Sinistra vera non sommatoria ma fronte popolare, seguendo il modello francese del Front de Gauche e dell’Izquierda spagnola. Ora più che mai c’è bisogno di Sinistra in Liguria“.

da www.cittadellaspezia.com

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