Aborto: alle 17.30 tutti in piazza Mentana per difendere la legge 194

26 maggio 2018, by  
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Oggi pomeriggio alle 17.30 in Piazza Mentana a spezia si terrà un presidio e un volantinaggio informativo a  quarant’anni dall’approvazione della legge 194. In Italia l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza è sempre più un percorso ad ostacoli: il numero dei medici obiettori ha raggiunto numeri impressionati, la media è del 70% ma si arriva a picchi del 90% in alcune regioni.
 
La pillola abortiva RU486 è somministrata da pochi ospedali e in modo limitato e contemporaneamente sia assiste a un progressivo ridimensionamento dei consultori, luoghi indispensabili per il sostegno e la corretta informazione.
Anche nel nostro territorio ultimamente si moltiplicano le iniziative tese a mettere in discussione la legge 194, rispolverando il solito armamentario bigotto, ideologico e oscurantista capace solo di colpevolizzare le donne e relegarle a una condizione di subalternità.
Alla logica antiabortista che cancella la vita delle donne contrapponiamo la libertà di scegliere e di lottare collettivamente.
 
Saremo in piazza oggi, sabato 26 maggio, per rivendicare una sessualità libera, per la contraccezione gratuita, per la libertà di scelta e per chiedere non solo che la 194 venga difesa ma che venga attuata.
 
Sinistra Italiana
Rifondazione Comunista
Possibile
Partito Comunista Italiano
Articolo 1 – Mdp
Partito Democratico
CGIL
UDI
“Se non ora quando”
RAOT

Elezioni provinciali, L’Altra Spezia: “Alternativi al centrodestra e centrosinistra”

Prc, Sel e cittadini indipendenti concorreranno insieme alle provinciali di domenica.

Lombardi: “Porta aperta anche al M5S ma l’alleanza dovrà basarsi sui temi e l’assetto idrogeologico sarà il primo punto“.

L´Altra Spezia: `Alternativa al centrodestra e centrosinistra`

Edmondo Bucchioni, Pierangelo Rosi, Salvatore Romeo, Sara Pellegrotti, Paolo Zanetti. Cinque moschettieri per una lista che domenica si presenterà alle elezioni con il doppio desiderio di portare il maggior numero di consiglieri nel nuovo governo provinciali e al tempo stesso di testare la nuova squadra in ottica Regionali 2015. “L’Altra Spezia” il nome della lista che mette insieme Prc, Sel, e tanti cittadini di sinistra che non si riconoscono nelle altre forze in campo.
Una prova generale per capire se quello che oggi è un cartello elettorale può diventare un movimento coeso o magari, un giorno, un nuovo partito che rappresenti la sinistra in Italia. “Siamo alternativi ai due blocchi, sia a quello di centrosinistra che a quello di centrodestra” – spiega Chiara Bramanti, responsabile Enti Locali del Prc – “vogliamo riportare alle urne quella parte di sinistra che non va più a votare”. Una lista alternativa insomma, che non ha raccolto solo le proprie firme ma anche quelle della cosiddetta “area Civati” e che auspica di eleggere il maggior numero di consiglieri provinciali. Ma al tempo stesso cerca conferme per il futuro prossimo: “Certo che ce lo auspichiamo – aggiunge Gabriella Malpezzi e ovviamente come Sel apriamo un confronto con comitati, movimenti, civatiani”. Salvatore Romeo, consigliere comunale arcolano, ed Edmondo Bucchioni, consigliere comunale alla Spezia, saranno candidati Prc e la loro riflessione non può che partire dall’attualità: “Intanto esprimiamo solidarietà alla popolazione genovese. La Provincia è utile per finanziare la manutenzione del territorio. Ecco perché il tema del dissesto idrogeologico è il primo punto del nostro programma”. Pierangelo Rosi, consigliere comunale a Burgnato e anch’egli candidato, spiega la sua partecipazione: “Non ho tessere di Prc o Sel ma appoggio incondizionatamente questo lista politica perché credo che la Spezia abbia bisogna di una forza di sinistra che difenda i diritti dei lavoratori e l’ambiente”.
Presente anche il segretario di Rifondazione Comunista Massimo Lombardi che apre al Movimento Cinque Stelle: “Noi dobbiamo dovevamo avere il congresso regionale ma in quella zona è out e ci rivedremo il 19. E’ un passaggio importante costruire una lista come “L’Altra Spezia” che unisce liste civiche, Rifondazione, Sel, i civatiani del Pd e una porta aperta la lasciamo al Movimento Cinque Stelle. In prospettiva pensiamo ad un fronte ampio a sinistra, che non esclude anche loro: un’alleanza che si deve basare sui temi. Al centro ci deve essere l’assetto idrogeologico, brutto dirlo ora che sembra di cavalcare ciò che è successo a Genova. Nessuna strategia, non sottovaluterei le tante persone che ci sono a sinistra, impegnate nelle liste civiche, in micro-movimenti che danno contributi di idee”.
www.cittadellaspezia.com
Di seguito il programma della Lista L’Altra Spezia:

Premessa

per prima cosa esprimiamo un giudizio fortemente critico nei confronti del decreto Del Rio (legge 56 del 24 arile 2014) – che ha portato in maniera confusa e demagogica al finto scioglimento delle province – sbandierato strumentalmente come contenimento dei costi della politica ma che in realtà è volto esclusivamente  a colpire gli spazi di democrazia elettiva nel nostro paese e a favorire la concentrazione del potere  nelle mani di un unico partito.

I cittadini non sono più chiamati ad eleggere i propri rappresentanti e a dare indirizzi  sulle linee di sviluppo del proprio territorio (non a caso in  questa fase preelettorale nessuno ha parlato di programmi ma solo di posti, di  composizione delle liste).

Nelle elezioni di secondo grado che ci saranno domenica prossima, saranno solo i politici a votare! La politica consolida se stessa!

Critichiamo anche il metodo con cui questa legge viene portata avanti, in maniera ondivaga ed ambigua, senza decreti attuativi, con fasi transitorie enormi, senza garanzie per i lavoratori dell’ente e soprattutto senza una precisa definizione delle competenze, lasciando così importanti servizi ai cittadini nell’immobilismo totale e nella più assoluta carenza di risorse.

Cogliamo quindi l’occasione delle elezioni provinciali per DENUNCIARE che il ridimensionamento delle Provincie voluto dal governo, rappresenta in se, e per le modalità con le  quali è stato deciso ed attuato, un vulnus alla democrazia, ed è parte di un più ampio disegno antidemocratico ed autoritario volto a ridefinire l’architettura istituzionale del Paese e a modificare surrettiziamente la  Costituzione. Non a caso le attuali ipotesi in campo  di legge elettorale e di modifiche del Senato sono parti integranti e congruenti  di tale disegno.

Noi crediamo invece nel ruolo delle autonomie locali come strumento per fornire servizi ai cittadini – soprattutto ai più deboli – e tutelare territorio ed ambiente capaci di garantire diritti costituzionali universali e di promuovere lo sviluppo di un’economia solidale.

Programma

Oggi le province sono diventate enti territoriali di area vasta, di secondo grado. La loro è una presenza transitoria, in attesa di una riforma Costituzionale che ne proporrà l’abolizione.

In questo quadro di incertezza comunque le competenze che restano in capo alle province come funzioni proprie o delegate dalla Regione sono:

  • pianificazione territoriale di coordinamento
  • tutela e valorizzazione dell’ambiente
  • pianificazione dei servizi di trasporto
  • formazione professionale
  • costruzione e gestione delle strade provinciali
  • programmazione della rete scolastica delle scuole superiori
  • gestione dell’edilizia scolastica delle scuole superiori

Settori di interventi strategici per chi, come i componenti della lista “L’ALTRA SPEZIA” pone la questione di un nuovo modello di sviluppo basato sulla protezione dell’ambiente, lo stop al consumo di territorio, le energie pulite, la ricerca e l’innovazione in campo tecnologico, il turismo attivo, la cultura creativa.

 

Pianificazione  territoriale tutela e valorizzazione dell’ambiente : La cecità di un modello insostenibile

Negli ultimi  anni il territorio della provincia della Spezia ha risposto alla pioggia con un bollettino di guerra, tra frane ed alluvioni. Il 25 ottobre 2011 si consuma la tragedia: il 43% delle strade interrotte, decine di paese isolati da giorni, borghi fantasma, ponti crollati, 10 morti, 3 dispersi.

Il clima è cambiato, ma si continua a rubare spazio agli alvei, nessuno gestisce i corsi che convogliano a valle migliaia di metri cubi d’acqua in brevi tempi. L’abbandono della coltivazioni collinari indebolisce i terreni, i frequenti incendi estivi distruggono una vegetazione senza monitoraggio ne cura, diminuendo la tenuta dei pendii, ostacolando il deflusso idrico. La cementificazione, condonata o no, impermeabilizza il suolo.

I sindaci monetizzano il territorio concessionando aree a rischio per centri commerciali pieni di lavoratori precari, capannoni senza merci, residenze destinate ad essere sfitte

Noi pensiamo ed agiremo in provincia nella consapevolezza che la solidarietà a questa gente, a questa terra, debba passare per un cambiamento radicale, che si opponga alla cementificazione del suolo ed al suo abbandono, assumendo un modello economico riproduttivo: i piccoli comuni, presidi democratici del territorio. non devono sparire, devono anzi avere i mezzi per curare la natura che li circonda, rifondando le loro economie in una conversione compatibile.

Quanto sta avvenendo ripetutamente in tutta Italia e luttuosamente oltre che nella nostra regione e nel nostro territorio segna una demarcazione profonda, un punto di non ritorno  rispetto al quale non c’è più il tempo per indugi per mediazioni politiche.

Riteniamo assolutamente necessario ed urgente che la Provincia si  faccia promotrice e interprete di un’azione politica per la revisione dei PUC che abbia come obiettivo la vulnerabilità del territorio e la sua tutela, da accompagnarsi con norme di salvaguardia: blocco e moratoria edilizia fino alla definizione di piani urbanistici rispettosi del territorio.

La difesa del suolo necessita anche di interventi mirati e specifici quali  un Piano straordinario regionale e provinciale, che integri risorse europee, statali e regionali per un grande progetto che potenzi il sistema di prevenzione della protezione civile, combatta il dissesto idrogeologico, metta in sicurezza il territorio e generi occupazione.  Un Piano straordinario regionale e provinciale per il recupero delle terre incolte, il rilancio dell’agricoltura, il ripopolamento dell’entroterra attraverso un’economia integrata, basata su agricoltura, enogastronomia, turismo sostenibile, cultura, artigianato, energie pulite.

 

Formazione professionale

Nel campo della formazione professionale, altra funzione delegata dalla Regione alle Province, crediamo sia necessario porre la questione di un ripensamento radicale del modo in cui viene attuata, in particolare verso la possibilità di formare i giovani nelle competenze necessarie al territorio e anche di riqualificare i lavoratori che hanno perso il lavoro dopo i quarant’anni, che hanno ancora maggiore difficoltà a trovare un’occupazione.

Riteniamo inoltre indispensabile operare un costante e attento monitoraggio dei risultati che produce.

 

SCUOLA, programmazione della rete scolastica delle scuole superiori, gestione dell’edilizia scolastica delle scuole superiori

La scuola è il principale servizio pubblico  che per sua  natura è in grado di garantire pari dignità e cittadinanza, oltre che svolgere azioni perequative nei confronti delle  disuguaglianze ancora e sempre più  presenti nella società.

La scuola è stata ripetutamente interessata, dalle forze conservatrici e reazionarie che stanno governando in questi ultimi  decenni, da processi normativi  volti a stravolgerne il portato  costituzionale  inserendo striscianti  forzature verso la  privatizzazione di questo servizio.

Si veda come la tentata controriforma Moratti, basata  su un modello clericale aziendalistico e su un percorso a doppio canale (da una parte i giovani con difficoltà sociali ed economiche indirizzati verso il riproposto avviamento al lavoro e dall’altra scuole selezionate anche  grazie a finanziamenti privati che forniscono strumenti alti  di conoscenza, richiesti dalla società per mantenere la sua leadership economica, ai giovani di famiglie di censo medio alto) sia sempre dietro l’angolo e venga per molti suoi aspetti riproposta anche dal governo Renzi.

Al contrario oggi a fronte della crisi, del tentativo di rendere  il lavoro sempre più precario e i lavoratori  empre  più soli e senza  diritti, la difesa della  scuola pubblica per  tutti, capace  di formare cittadini consapevoli e critici e per tutto l’arco  della vita, diventa un obiettivo primario a cui “l’altra provincia” deve  dedicare il massimo impegno e risorse. Considerato che  le competenze che permangono alla provincia sono edilizia scolastica e programmazione dell’offerta formativa

L’obiettivo quindi sarà quello di prefigurare un sistema scolastico basato su indirizzi di studio diversificati e flessibili, conformi alle  prospettive del tessuto economico, supportato da servizi qualificati adeguatamente distribuiti nel territorio, atti a permettere scelte  consapevoli per le nuove generazioni al fine di contrastare fenomeni di insuccesso e abbandono precoce.

Per  questo critichiamo e crediamo sia necessario un ripensamento della regione Liguria che ha avocato a se la programmazione della rete scolastica,  competenza  che non può essere distaccata dalla profonda conoscenza  della realtà locale, sia in termini di valenza sociale del presidio scolastico, sia in termini di effettiva conoscenza dello stato delle strutture scolastiche.

Crediamo sia indispensabile mantenere e sviluppare sempre più un legame stretto tra scuola e territorio, con l’obiettivo  di fare della scuola una reale risorsa della comunità, un soggetto riconosciuto che può e deve  contribuire  al suo sviluppo e alla sua emancipazione.

Obiettivi del dimensionamento la rete scolastica: evitare fenomeni di eccessivo pendolarismo nella fruizione dei servizi scolastici globalmente intesi e garantire pari opportunità di accesso e successo a tutti i membri della comunità specie  all’utenza più debole e periferica

Intervento sul patrimonio  edilizio scolastico:  garantire  agli studenti un ambiente scolastico sicuro e funzionale, articolato con spazi per la didattica (aule), per le  esercitazioni e la ricerca (laboratori) la socializzazione (impianti sportivi, auditorium).

Ambienti confortevoli e stimolanti sono strumenti necessari per il miglioramento della didattica, oltre che opportunità per combattere la dispersione scolastica.

Politiche per il  diritto allo studio: politiche volte a garantire pari opportunità di accesso all’istruzione e di successo scolastico per tutte le categorie svantaggiate (studenti pendolari, stranieri  portatori  di handicap), equa distribuzione dei servizi scolastici per limitare fenomeni di eccessivo pendolarismo (ampliamento dell’offerta formativa  – nuovi indirizzi  di studio – agevolazione e ampliamento delle possibilità di studio all’estero), politiche di  sostegno e di integrazione per  tutti gli svantaggi.

Costituito a Spezia il Comitato per la difesa dello Statuto dei Lavoratori

14 giugno 2012, by  
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Il Comitato ha indetto in piazza Beverini-Corso Cavour un presidio dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per sensibilizzare la popolazione sulla cancellazione dell’articolo 18 prevista nel ddl Fornero

Il duro attacco governativo alle basi stesse dello Statuto dei Lavoratori, che passa soprattutto per la parziale cancellazione dell’articolo 18, ma che mette in discussione l’intera filosofia della storica legge 300/70, conquistata dalle lotte degli anni 60 e 70, appare come un chiaro tentativo di cancellare ogni resistenza allo smantellamento dei più importanti diritti dei lavoratori.

Viene dopo la precarizzazione di una larga parte dei giovani, dopo una serie di accordi nazionali che, a partire dal 1992, hanno drasticamente ridimensionato la contrattazione nazionale ed aziendale, impoverendo le buste paga, riducendo sempre di più il peso del sindacato, e cancellando così molti dei diritti conquistati dai lavoratori negli anni precedenti .

Gli accordi Fiat, e i moltissimi che ne sono seguiti ad imitazione, soprattutto nei servizi, stanno riscrivendo l’organizzazione del lavoro in funzione del massimo potere dell’azienda e del massimo sfruttamento, e senza nessun rispetto persino dei diritti basilari dei lavoratori, quali quello alla salute, a carichi di lavoro sopportabili, a tempi di riposo e di vita accettabili.

Ora l’attacco allo Statuto dei lavoratori ed all’articolo 18, punta ad aumentare ancora il potere delle aziende mettendo nelle loro mani il più potente degli strumenti di ricatto, la minaccia di un licenziamento discriminatorio verso chi difende i propri diritti.

Il ministro Fornero ha poi mostrato un autentico accanimento verso i lavoratori pubblici, chiedendo che anch’essi vengano sottoposti alle nuove regole sui licenziamenti, nonostante che da sempre sia possibile licenziare il lavoratore pubblico che non fa il proprio dovere, già ora con meno garanzie del privato, considerato che per il pubblico impiego in molti casi non vale lo Statuto dei lavoratori.

Il lavoratore così smette di essere un cittadino libero, e diventa un puro strumento nelle mani dei suoi superiori.

In questa situazione, di pericolo per le basi stesse della democrazia, perché sposta sempre più il potere reali nelle mani delle imprese, molti esponenti di diverse aree sindacali e politiche spezzine , hanno deciso di dare continuità e radicamento sul territorio alla difesa dello Statuto dei Lavoratori, costituendo un apposito comitato provinciale permanente, che intende coordinare e sollecitare la costituzione di analoghi comitati in tutte le aziende spezzine, promovendo momenti di mobilitazione, sia aziendali che provinciali, nonché organizzare la partecipazione ad iniziative nazionali e regionali in difesa dell’articolo 18 e dello Statuto.

In difesa dei lavoratori Il Comitato per la difesa dello Statuto dei Lavoratori ha indetto per domani, giovedì 14 giugno un presidio per sensibilizzare la popolazione sul gravissimo attacco portato allo Statuto dei lavoratori, e soprattutto all’articolo 18, che impedisce il licenziamento senza giusta causa.

Il presidio si terrà dalle 10 alle 12 e dalle 17 e 19 in Corso Cavour, all’altezza di piazza Beverini.

Hanno intanto aderito al Comitato molti esponenti di forze politiche e sindacali, nonchè semplici lavoratori e cittadini qualsiasi, preoccupati per il venir meno di uno dei presidi più importante della libertà sui luoghi di lavoro. Infatti se il lavoratore può essere licenziato solo perchè così decide il datore di lavoro, egli diventa un suddito e non un dipendente, e viene meno ogni possbilità di difendere i propri diritti.

Comitato per la difesa dello Statuto dei Lavoratori La Spezia