“Allarme per mancanza di insegnanti di sostegno nelle scuole”

28 settembre 2017, by  
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La denuncia fatta in questi giorni dall’associazione ‘Insieme per i diritti dei nostri figli’, rispetto alla evidente carenza di organico di insegnanti per bambini con disabilità, riteniamo non debba assolutamente cadere nel vuoto. La legge 517 del 1977 ha sancito – ed  è stata una conquista  grandiosa – il diritto alla studio e alla socialità di tutti quei bambini e quei ragazzi che presentano difficoltà di vario tipo, tutti quei bambini e quei ragazzi che prima della legge erano chiusi in casa e in classi differenziate, speciali.
Oggi ci troviamo in una situazione in cui vengono a mancare le ore sul sostegno e anche le risorse. Ogni portatore di disabilità, in base alla sua problematica ha per diritto un tot di ore di assistenza che vanno coperte con l’insegnante di sostegno ed eventualmente anche un educatore/assistente. Chi decide quante ore di sostegno  uno studente con difficoltà deve avere? A monte c’è una diagnosi, redatta dall’ASL del territorio, che definisce la problematica e anche il percorso da prendere e per quanto tempo scolastico sarà necessario il sostegno.
Chi assegna gli insegnanti di sostegno? Il MIUR, attingendo dalle graduatorie degli insegnanti specializzati e spesso anche quella dei non specializzati : questo perché non sempre il numero degli insegnanti specializzati coincide con gli alunni in difficoltà. La scuola poi assegna ad ogni studente uno o più insegnanti, rispetto anche agli ordini di scuola e al monte ore scolastico.
Oggi c’è carenza perché molti degli insegnanti specializzati hanno scelto di insegnare la loro disciplina (per 5 anni hanno il blocco sul sostegno), non sempre ci sono i corsi di specializzazione e questi costano e sono a carico dell’insegnante: inoltre non ci sono soldi per pagare insegnanti in più.
Gli insegnanti di sostegno della scuola, per garantire a tutti una copertura, vengono ‘spezzettati’ su più casi. Il problema è complesso ma sarebbe anche semplice: ripartire dalla 517 e dalla Costituzione che garantiscono entrambe la rimozione degli ostacoli che impediscono l’apprendimento e la socializzazione, ma le manovre economiche nazionali, il cambiamento culturale che è in atto da tempo, la rincorsa alle eccellenze, il pasticcio creato tra graduatorie, organici di fatto e non, concorsoni, deroghe e l’ansia delle iscrizioni scolastiche invalidano spesso tutto questo.
Ricordiamoci inoltre che l’insegnante di sostegno, spesso considerato di serie B ma che di fatto possiede un’altra specializzazione oltre alla sua laurea, è insegnante della classe, è una figura professionale in più che la scuola possiede, che si trova a gestire prioritariamente una situazione di difficoltà (psicofisica, motoria, sociale, psichiatrica…) INSIEME però a tutto il gruppo degli altri insegnanti di classe. Quindi una risorsa davvero fondamentale, soprattutto per il rapporto che ha con le famiglie. Il rischio è tornare indietro ed una società civile non può permettere questo, deve avere come primo punto la difesa e la tutela di chi parola non ha, di chi si trova temporaneamente e anche permanentemente in difficoltà e sostenere le famiglie che differentemente si troverebbero sole.
Segreteria provinciale Rifondazione Comunista La Spezia

Graziano: “Caso di Michele, stiamo lavorando a nuove soluzioni”

23 maggio 2011, by  
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Il caso di Michele è noto al Comune che da tempo sta lavorando con riservatezza. In passato sono stati attivati interventi volti a cercare di risolvere il problema, adeguando e riqualificando innanzitutto la scalinata anche al fine di poter consentire il transito di un mezzo idoneo alla mobilità di Michele.

Un intervento che, purtroppo, non ha sortito gli effetti desiderati. Il problema vero consiste nella particolare localizzazione dell’abitazione. Per questo a suo tempo l’amministrazione ha proposto alla famiglia la possibilità di una permuta di abitazione che consentisse il trasferimento in una zona della città più adeguata, comprendendo certo il disagio che ciò avrebbe comportato, ma con la convinzione che prioritarie fossero le giuste esigenze di socializzazione di Michele.

Un’ipotesi che la famiglia allora non accolse. Per l’amministrazione tale ipotesi rimane in campo. E, comunque, se permanesse la volontà di non accettare questa soluzione, l’amministrazione sta valutando ulteriori soluzioni in collaborazione con alcuni privati. Una cosa è bene rimarcare, ancora una volta. L’ipotesi di intervenire sulla scalinata per farla diventare carrozzabile è di difficilissima percorribilità.

Si tratterebbe di un intervento tecnicamente molto complesso tenuto conto della conformazione della scalinata, oltrechè dei vincoli storici e urbanistici e della sovrintendenza. Va evidenziato inoltre che ipotesi di viabilità alternativa prese in considerazione in passato si sono dimostrate impraticabili e con costi insostenibili.

L’amministrazione sta lavorando alla ricerca di soluzioni concrete e praticabili che consentano a Michele di migliorare la propria qualità di vita.

Maurizio Graziano
Vicesindaco della Spezia