Lombardi: “Sel faccia un passo indietro per farne due avanti insieme”

17 gennaio 2012, by  
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Da Cittadellaspezia.com del 16/01/2012

Mentre è attesa nel corso della settimana la decisione in merito allo svolgimento delle primarie del centrosinistra, con l’eventuale data di svolgimento, Massimo Lombardi, neo segretario di Rifondazione Comunista, interviene per correggere il tiro in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi sulla candidatura di Lorenzo Azzolini e sulle mosse di “Sveglia Spezia”, e per precisare quale sarà il ruolo del suo partito all’interno della galassia del centrosinistra spezzino.

Non ho niente contro Azzolini, Sel o Sveglia Spezia – afferma Lombardi a CDS -. Le mie parole volevano essere un messaggio di non condivisione dei metodi scelti: non c’è stato alcun dialogo interno alla sinistra spezzina, pertanto non possiamo condividere una decisione che abbiamo appreso dai giornali. Ritengo che avremmo dovuto incontrarci, partiti di sinistra e associazionismo, e individuare un candidato, possibilmente della società civile. La candidatura non può essere autoreferenziale all’appartenenza ad un partito, ma una scelta di tutto il movimento. Così facendo le primarie non sono un arricchimento. Inoltre la mossa di Azzolini lascia a Rifondazione, Comunisti italiani e Psi due sole possibilità, che reputo entrambe non azzeccate: possiamo arroccarci su Federici, oppure polverizzare lo scenario con un’altra candidatura, con equilibri da individuare“.

Le possibilità, in effetti, si riducono a questo. Quindi che cosa pensate di fare?
Chiediamo a Sel e ad Azzolini di fare un passo indietro per farne due avanti insieme, incontrandoci e discutendo il da farsi. Se le primarie non ci saranno avremo lavorato su contenuti condivisi, se invece si deciderà di farle potremo fare una sorta di cartello delle forze di sinistra, sociale e politica, e proporre un candidato che sia più forte e possa dare più significato al confronto con Federici“.

Voi, come partito, rimanete all’interno della coalizione che è al governo al momento, ma non nascondete un occhio critico nei confronti dell’operato del sindaco.
Dobbiamo essere la sentinella rossa sul territorio. Portare all’attenzione del sindaco e della giunta istanze anche scomode, per spostare a sinistra la coalizione, non solo sull’ambiente, sulla questione Enel, ma anche sul waterfront, sul lavoro e sulla partecipazione, che troppe volte è rimasta sulla carta e non è stata applicata nel concreto“.

Tre anni di battaglie per lavoro, ambiente, beni comuni e solidarietà sociale. Ruolo trainante di Rifondazione nelle istituzioni e nelle piazze

28 novembre 2011, by  
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Si è concluso lo scorso sabato pomeriggio alla sala “Caran” della Spezia l’ottavo congresso provinciale di Rifondazione Comunista in vista dell’assise nazionale di Napoli del prossimo fine settimana.

Un congresso molto partecipato e che ha visto un ampio dibattito con la presenza di numerosi giovani e giovanissimi a testimonianza della bontà dell’azione politica di Rifondazione nel territorio spezzino degli ultimi tre anni.

Nella sua relazione introduttiva la segretaria uscente Chiara Bramanti ha puntato l’attenzione sul radicamento dell’azione sociale del partito, consolidatasi in occasione della tragedia alluvionale che ha colpito la nostra provincia e che ha trovato il Prc protagonista nell’aiuto alla popolazione spezzina ospitando oltre quattrocento ragazze e ragazzi dalle fasce rosse giunti da tutta Italia in soccorso dei cittadini di Fiumaretta, Borghetto, Pignone e Brugnato.

Proprio i rappresentanti delle Brigate di Solidarietà Attiva, ancora presenti nel nel comune di Brugnato, hanno aperto il i lavori congressuali rimarcando l’ospitalità di Rifondazione spezzina e il suo decisivo apporto logistico e umano all’azione di soccorso in questi drammatici momenti.

Hanno portato il loro gradito saluto anche i segretari provinciali e regionali del Pdci Pierluigi Sommovigo e Enrico Vesco, il portavoce provinciale di Sinistra Critica Augusto Caffaz, i segretari provinciali di Pd, Idv e Psi Moreno Veschi, Patrizia Saccone e Giacomo Gianello, il presidente provinciale Anpi Antonio Franciosi, il presidente regionale Fand Arturo Vivaldi, il sindaco e il presidente della provincia della Spezia Massimo Federici e Marino Fiasella e il segretario provinciale della Cgil Lorenzo Cimino.

Sull’azione poltica nelle istituzioni è stato rimarcato il valore fondamentale delle istanze di Rifondazione portate nei consigli comunali e nelle piazze, a partire dalle mozioni per il no alla cementificazione del territorio fino alla battaglia contro il cdr in Enel e alla ripubblicizzazione dell’acqua, dopo aver recitato un ruolo trainante, con i ragazzi della “Banda del Quorum”, nella battaglia referendaria vinta nel giugno scorso dal popolo dei beni comuni.

In vista delle prossime  elezioni amministrative la strategia politica locale rimane quella dell’alleanza con il centrosinistra ma con l’importante distinguo del no all’ala finiana del Terzo Polo, approvato all’unanimità dall’assemblea congressuale con un apposito ordine del giorno.

Infine il partito ha puntato sul ricambio generazionale di molti dei suoi organismi dirigenti, a partire dai nuovi segretari di circolo fino ai componenti del nuovo comitato politico federale: studenti di scuole e università, giovani lavoratori e precari porteranno un contributo decisivo sia nella scelta della futura nuova segreteria che nelle linee strategiche di azione nella lotta per il lavoro, i diritti e giustizia sociale nel territorio spezzino.

Rifondazione Comunista
federazione provinciale La Spezia

Rifiuti Zero, Rifondazione spezzina al meeting internazionale di Capannori

7 ottobre 2011, by  
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Sabato 8 ottobre una delegazione della federazione spezzina di Rifondazione Comunista è stata invitata alla giornata di lavori del meeting internazionale “Esperienze comuni verso Rifiuti Zero” di Capannori.

Saranno presenti più di 50 tra sindaci ed assessori dei comuni italiani, aderenti alla strategia coniata da Paul Connett, con soggetti politici ed associativi che da anni lavorano per coinvolgere amministrazioni locali in questo straordinario processo di cambiamento. Ci troveremo a Capannori per la nascita del Coordinamento nazionale dei Comuni Rifiuti Zero, una sorta di Stati Generali per chi ha deliberato l’adozione della Strategia Rifiuti Zero con i quali, insieme ad esperti, promotori e realtà internazionali come la municipalità di San Francisco (USA), della Catalogna e dei Paesi Baschi, condivideremo le esperienze per poter migliorarle e diffonderle ulteriormente.

Tra i tanti comuni è stato esteso l’invito al comune della Spezia: per Rifondazione è un motivo di grande soddisfazione, il riconoscimento di un lavoro politico in cui abbiamo profondamente creduto, nato dalla necessità di dare una risposta concreta alla scellerata ipotesi di incenerire il Cdr nella centrale Enel e che abbiamo osteggiato fino ad oggi con successo: nell’ottobre 2008 organizzammo l’incontro con il prof. Connett al CAMEC, dopo pochi mesi presentammo a Melara, all’ombra della ciminiera dell’Enel, il nostro progetto Spezia verso Rifiuti Zero e nell’ottobre 2010, grazie al lavoro straordinario dell’allora capogruppo in consiglio comunale alla Spezia, Simona Cossu, siamo arrivati l’approvazione della mozione Rifiuti Zero nel comune capoluogo, il più grande comune d’Italia ad aderirvi.

La nostra partecipazione al meeting è la naturale prosecuzione di una sinergia politica con una rete nazionale di realtà straordinarie, nei risultati e nella qualità delle proposte politiche che ci sentiamo di condividere profondamente, come con Alessio Ciacci (assessore all’ambiente di Capannori) che in numerose occasione abbiamo invitato alla Spezia per raccontarci l’escursus progettuale che ha portato Capannori ad avere tassi di raccolta differenziata da capogiro, decoro urbano ed un tessuto produttivo che valorizza il territorio senza avvelenarlo e non sfrutta lavoratori ma valorizza le professioni ed i mestieri.

Tutte dimostrazioni concrete che lavorare e credere concretamente ad un modello alternativo di società, basata sulla sostenibilità sociale, economica ed ambientale, dettata dalle scelte politiche che investono la quotidianità della gente, oggi è più che mai necessario, per combattere radicalmente la crisi profonda del sistema di mercato che sfrutta ineludibilmente tanto risorse quanto esseri umani, precarizzando la nostra vita nei rapporti di lavoro ed avvelenando i nostri ambienti di vita, in altri termini impedendoci di avere un nostro futuro degno di esser tale.

Un manifesto politico di una Sinistra tanto radicale quanto concreta, oggi è anche generazionale: non è un caso che queste innovazioni sono portate avanti da giovani che decidono di affrontare le enormi difficoltà di un paese che offre sempre meno prospettive. Il meeting di Capannori sarà un’altra occasione di accrescimento, un altro strumento che ci consentirà di migliorare la nostra progettualità politica sul nostro territorio.

William Domenichini (Responsabile Ambiente e Beni comuni – Prc La Spezia)

AIA Enel: Prima di tutto tutela della salute. Il centrosinistra è disposto a riaprire la discussione?

8 settembre 2011, by  
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Il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per la centrale Enel della Spezia è un elemento politico sul quale Rifondazione comunista pone grande attenzione.

Ad oggi gli studi sanitari presentati dall’Istituto superiore di Sanità e le indagini condotte dai Medici per l’Ambiente evidenziano come la salute dei cittadini sia messa a rischio da vari impianti industriali che producono inquinamento, Enel è sicuramente una tra le  fonti di maggiore pericolo per la salute, riteniamo che le conseguenze della lavorazione del carbone meriti approfondimenti maggiori attraverso indagini epidemiologiche ed eziologiche.

Non possiamo dimenticare che il programma redatto dal Sindaco Federici prevedeva la dismissione della Centrale a carbone. Se oggi le condizioni sono cambiate occorre una discussione profonda e democratica, sia in termini di coinvolgimento delle forze politiche che sostengono il sindaco della Spezia, sia in termini di partecipazione dei cittadini.

Rifondazione già da tempo ha posto un inderogabile vincolo affinché non si incenerisca il Cdr in Enel, richiesta surrogata da progetti di sostenibilità come Rifiuti Zero. Oggi riteniamo che se Enel avesse ancora intenzione di operare sul nostro territorio occorra un investimento serio in termini di compatibilità e di ambientalizzazione, per esempio con l’uso del gas. In altri termini riteniamo che siano insostenibili ulteriori autorizzazioni per l’uso del carbone.

Si continua a porre questioni fondamentali con il solito metodo delle urgenze o spendendo tempo nel confrontarsi su temi poco interessanti che pongono priorità ad eventuali primarie piuttosto che ad interessi concreti della gente. Altro che primarie su sindaci o presidenti, occorre chiarire se, come per Rifondazione Comunista, per il centrosinistra tutelare la salute dei cittadini è la priorità per i prossimi programmi elettorali.

Rifondazione Comunista La Spezia

Sel faccia chiarezza sui rifiuti, Rifondazione propone una battaglia unitaria contro l’inceneritore e per la raccolta differenziata

12 luglio 2011, by  
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Alcune notizie dei giorni scorsi hanno riportato la questione del ciclo dei rifiuti all’attenzione dell’opinione pubblica.

Nel corso di un incontro promosso dalle associazioni ambientaliste è stato reso noto che, fin dal 2007, Enel aveva avviato alcune procedure che avrebbero permesso di utilizzare la Centrale spezzina per bruciare il CDR, riproponendo quello scempio che anni or sono fu battuto da volontà politica e militanza sociale: un forno inceneritore in piena città.

La seconda notizia è il risultato della raccolta differenziata porta-a-porta che, nei quartieri della città nei quali è stata sperimentata (si tratta di un bacino di quasi 15.000 abitanti) è arrivata in pochissimo tempo ad uno straordinario 75%.

Tutto ciò conferma che le denunce fatte a suo tempo da Rifondazione Comunista sull’intenzione di Enel di bruciare CDR nella centrale spezzina fossero giuste e doverose e danno ragione al nostro impegno per una seria raccolta differenziata, che non è utopia ma semplicemente organizzazione e volontà politica.
Di fronte a queste notizie le forze politiche locali hanno taciuto o hanno assunto posizioni poco chiare. Con più dichiarazioni, per esempio, esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà hanno sottolineato la necessità di “chiudere il ciclo dei rifiuti“, senza specificare cosi s’intenda tale chiusura, o sostenendo l’utilizzo di presunte “moderne tecnologie”, senza però dire quali.

Poiché non crediamo che la chiusura del ciclo dei rifiuti alla quale allude Sel sia l’incenerimento in loco del CDR, né crediamo che le nuove tecnologie evocate siano i forni inceneritori, chiediamo ai compagni di Sel di specificare con maggior precisione e chiarezza la loro posizione.

Per quanto ci riguarda confermiamo la nostra netta opposizione a qualsiasi ipotesi di incenerimento del Cdr nella centrale Enel e ribadiamo che per noi le moderne tecnologie sono: raccolta differenziata, riciclo, riuso, riparazione per andare verso l’opzione Rifiuti Zero.

Su questo terreno chiediamo a Sel e alle forze politiche che hanno contribuito a far si che La Spezia fosse il più grande comune in Italia per numero di abitanti, ad aderire alla strategia Rifiuti Zero, condividendo con noi questa battaglia di civiltà.

ISDE La Spezia: “Né inceneritori, né residui tossici”

5 aprile 2011, by  
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L’ Associazione Isde Italia-Medici per l’Ambiente della Spezia intende ribadire in questo delicato momento in cui si decide e si discute sui siti di discarica già individuati dal Piano Provinciale, la propria posizione sull’intera chiusura del ciclo degli RSU ed in particolare sul destino delle frazioni residue al trattamento meccano- biologico.

Innanzitutto ripetiamo quanto già espresso in precedenti interventi e comunicati circa la assoluta necessità di estendere la raccolta differenziata porta a porta in tutto il territorio comunale e provinciale. Questa scelta è fondamentale per raggiungere da un lato i parametri di legge fissati al 31.12.2012 (65%) ma va intesa in senso ancor più allargato, come si fa nei migliori comuni e province del paese, nell’ottica di arrivare al riciclo totale.

Questo risultato si è dimostrato possibile in diverse realtà che ci hanno fatto oltretutto capire come la raccolta spinta “porta a porta” risulta remunerativa sul piano degli investimenti a medio e lungo termine e l’unica in grado di escludere dalla frazione residua quelle componenti organiche che necessitano di biostabilizzazione e che portano appunto a quella FOS (frazione organica stabilizzata) al centro delle polemiche sulla possibile nocività qualora portata a discarica. Riteniamo che tale materiale, se previsto solo in una fase transitoria di attuazione e se prodotto a norma di qualità possa essere rifiuto accettabile per la copertura di discariche ( ovviamente a termine delle procedure di caratterizzazione e bonifica delle stesse e dei siti connessi secondo il piano di ripristino ambientale).

E’ evidente però che impegnandosi al recupero di tutto il materiale organico attraverso la produzione di compost di qualità anche questo problema verrebbe risolto. Se il dimensionamento dell’impianto di Boscalino non è in grado di assolvere a tale compito si auspica allora una progressiva riconversione di quello di Saliceti. Questa riconversione può coinvolgere anche la produzione del CDR ( residuo delle frazioni secche non indirizzate a riciclo) che va assolutamente scoraggiata, sia in vista di un suo possibile co-incenerimento nella centrale ENEL (improponibile visto il conseguente aumento dell’immissione di diossine legato a tale soluzione) sia per evitare che lo stesso inquini e danneggi i territori e le popolazioni limitrofe agli inceneritori di altre regioni a cui attualmente viene destinato.

L’altra scelta da scongiurare assolutamente è quella di un impianto di “termovalorizzazione” (inceneritore) che, a prescindere dalle incognite sulla sua collocazione e sugli elevatissimi costi, sarebbe una fonte assolutamente certa di ancor più grave ricaduta sulla salute per tutta l’area nel raggio di decine di chilometri e che produrrebbe, oltretutto, una maggior quantità di rifiuto speciale da smaltire in discarica. .  Ricordiamo a tal proposito che anche i  filtri in dotazione ai più moderni inceneritori non riescono ad eliminare i nano ed i microinquinanti, che sono i più nocivi per la salute umana.

E’ chiaro che per garantire questo programma, che ripetiamo è l’unico a impatto zero sulla nostra salute, occorrono fondamentalmente 2 condizioni: innanzitutto, sul piano attuativo, è necessario avere garanzie sugli aspetti qualitativi e quantitativi della filiera della raccolta differenziata, dobbiamo sapere insomma quanto effettivamente viene fatto dagli utenti e quanto va effettivamente a trattamento e a riciclo. Questo è quel che può garantire, anche nella fase transitoria, la relativa innocuità della FOS . Ribadiamo che ciò è possibile solo con quella tracciabilità del rifiuto e del prodotto che abbiamo chiaramente indicato alle amministrazioni ma di cui ancora non vi è traccia.

L’altro fattore decisivo riguarda l’aspetto economico e degli investimenti: è evidente su questo piano il peso delle scelte di acquisizione, di gestione o di partnernariato relative ad ACAM: non possiamo certo aspettarci contributi utili in questa direzione da chi ha interessi a costruire inceneritori o a bruciare CDR, insomma a chi la raccolta differenziata spinta non conviene.

Non possiamo allo stesso modo tollerare proposte, controproposte e strumentalizzazioni da parte del mondo politico che non affrontino tecnicamente e scientificamente tutti gli aspetti dei vari temi in questione e non solamente quello della riapertura delle discariche. Ben comprendiamo il problema aperto dal nostro intervento sul piano dell’impiantistica e conseguentemente su quello della sostenibilità economica di tali scelte. Relativamente a piani d’ambito necessariamente ampi riteniamo che questo non possa che riproporre le specifiche responsabilità che le singole amministrazioni (comuni, provincia, regione) devono assumersi. Intendiamo organizzare a breve un convegno che puntualizzi tali questioni aperto al pubblico, alle aziende e alle amministrazioni ed enti preposti.

Fu giusto contestare il seminario inceneritorista di Fiasella. Ancora scandalo inceneritori!

13 luglio 2010, by  
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Forse la nostra contestazione al seminario inceneritorista organizzato a Villa Marigola da Fiasella è già andata in soffitta, ma Rifondazione comunista ricorda bene che in quell’occasione il presidente della provincia della Spezia invitò a parlare di gestione di rifiuti Veolia, Enel e Pirelli Ambiente, ovvero produttori di cdr, costruttori di inceneritori e produttori di energia elettrica con l’incenerimento di rifiuti. Allora occupammo Villa Marigola per ricordare a Fiasella cosa fosse l’incenerimento: danni alla salute e speculazione.

A distanza di tempo, e a fronte della scelta politica di Fiasella di andare a braccetto con Confindustria sostenuto dal Pd, dall’Idv e, udite udite anche dalla Lista Schiffini, c’è un drammatico fatto di cronaca che nessuna forza politica spezzina ha sentito il dovere di commentare: la mattina dell’8 luglio 2010 la polizia giudiziaria ha sequestrato per la seconda volta in due anni l’inceneritore di Falascaia, a Pietrasanta, 25 km in linea d’aria da Sarzana. La procura di Lucca, dopo aver ipotizzato la manomissione dei sistemi di controllo di emissione dei fumi, oggi l’accusa la «contaminazione da diossina» delle acque del torrente adiacente l’inceneritore costruito da Termomeccanica e gestito da Veolia. A seguito del provvedimento della procura lucchese sono scattati i sigilli per l’impianto e avvisi di garanzia al management TEV, l’azienda gestore dell’impianto e facente parte del gruppo Veolia.

E’ certamente un’altra sconfitta al “Partito dell’incenerimento, ancora una volta sulla pelle degli inermi cittadini versiliesi, ai quali la federazione spezzina di Rifondazione comunista invia la più sentita solidarietà, nella speranza che la loro drammatica esperienza serva da lezione per far comprendere ai “soloni” spezzini bipartisan che incenerire non risolve nulla, aumenta i costi e mette in serio pericolo la salute e l’ambiente di vita dei cittadini.

La recente scelta di Fiasella di confermare la presenza di Confindustria nella giunta provinciale non può che preoccuparci ed alzare il livello di attenzione su ciò che la provincia farà in tema di rifiuti.Il ruolo di Rifondazione comunista ha garantito fino ad ora l’impossibilità di bruciare il Cdr in Enel ma oggi, senza la nostra presenza in giunta provinciale, diventa ancora di più una questione su cui porre attenzione e mobilitare la cittadinanza.

William Domenichini
Resp.Ambiente PRC La Spezia

Massimo Lombardi: “Il mio point elettorale? La città intera”

21 febbraio 2010, by  
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Venerdì 19 febbraio mattina alla presenza di Chiara Bramanti (Segretaria Provinciale di Rifondazione Comunista) e Sergio Olivieri (Segretario Regionale di Rifondazione Comunista) è stata presentata la mia candidatura alla città della Spezia.

Ho accettato con entusiasmo questa candidatura perché nutro una passione viscerale per la politica, passione che mi è stata trasmessa da mio padre Aldo, già Segretario Provinciale di Rifondazione Comunista, che mi ha insegnato, non con le parole,ma con il suo esempio di vita, a lottare per gli altri, senza compromessi e senza mai anteporre i propri interessi a quelli della collettività.

La presentazione della mia candidatura si è svolta in un luogo simbolo della “spezzinità“, all’aria aperta, nella “nostra” passeggiata Morin, di fronte al nostro mare, orgoglio dell’intera comunità Spezzina.

In quest’epoca di crisi economica ci è sembrato assurdo sprecare soldi e sfarzo in pomposi e inutili point elettorali, come fanno gli altri candidati, rinchiudendo tra quattro mura pensieri ed idee, preferiamo riappropriarci degli spazi pubblici (all’aperto e al chiuso) della nostra città per confrontarci con tutti gli spezzini.

Ed è per questo che il nostro motto per l’intera campagna elettorale sarà “il nostro point……. la città intera“, coinvolgendo in una campagna porta a porta, oltre ai compagnee compagni di Rifondazione e della Federazione della Sinistra, decine e decine di persone svincolate dalle logiche di partito ed appartenenti alla società civile,del volontariato e dell’associazionismo.

Partirò da un quartiere a me molto caro che è Melara, dove gli abitanti e amici mi hanno sollecitato ad una posizione netta contro ogni fonte di inquinamento che da anni ferisce il quartiere, in particolare la battaglia contro l’incenerimento dei rifiuti nella centrale ENEL, che io e il mio partito insieme ai cittadini e ai comitati con pari dignità e senza egemonia alcuna da sempre portiamo avanti.

Massimo Lombardi
Candidato alle Elezioni Regionali per la Federazione della Sinistra

CDR, rifiuti e inceneritori: mettiamo i puntini sulle i

14 febbraio 2010, by  
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Se oggi l’incenerimento alla Spezia è un’ipotesi sul viale del tramonto è grazie all’impegno, alla costanza, alla caparbietà dei compagni di Rifondazione Comunista. Se oggi si sta progettando un futuro sostenibile sul tema dei rifiuti è grazie alle capacità, al lavoro e all’approfondimento di Rifondazione Comunista. Se oggi la classe dirigente che si presenta alle elezioni regionali non parla più di incenerimento è merito di Rifondazione Comunista.

E’ giusto sottolinearlo adesso che molti politici locali, inutile elencarli tutti, hanno fortunatamente cambiato idea, smettendo di sostenere stupidaggini come l’incenerimento del CDR in ENEL, smettendo di utilizzare speculativamente una scelta dannosa per la salute di decine di migliaia di cittadini, come contestato anche dall’ordine provinciale dei medici”.

Massimo Lombardi, candidato della Federazione della Sinistra alle elezioni regionali liguri interviene sul tema dello smaltimento rifiuti nella provincia spezzina.

Ci sono tre date da ricordare nel percorso di vera partecipazione e di civiltà intrapreso con gli spezzini” - prosegue Lombardi - Ottobre 2008: Chi portò all’attenzione dell’opinione pubblica spezzina la vicenda dell’inceneritore del Pollino, costruito da Termomeccanica, ceduto a Veolia e sequestrato dalla procura lucchese, in cui si sarebbe utilizzato «software realizzato per falsificare i dati» di rilevamento delle emissioni nocive dell’impianto? Dicembre 2008: Chi chiamò Paul Connett, il massimo esperto mondiale della strategia Rifiuti Zero alla Spezia? Luglio 2009: Chi era presente a Villa Marigola (Lerici) a contestare il convegno organizzato da Fiasella con ENEL, Veolia e Pirelli, per discutere sulla opportunità di incenerire il CDR? Semplicemente Rifondazione Comunista.

Ma c’è un luogo e una data ed che vanno ricordati in particolare: Melara, giovedì 29 gennaio 2009. Rifondazione Comunista organizzò un’assemblea pubblica presentando la nostra proposta riguardo alla gestione ciclo dei rifiuti, per scongiurare qualsiasi ipotesi di incenerimento nella nostra provincia e ribadendo con forza, convinzione e motivazioni che nessuno è riuscito a smontare il nostro “NO al Cdr in ENEL, si alla strategia Rifiuti Zero”. Quella sera parlammo ai cittadini che da tempo convivono con la centrale termoelettrica ENEL di Vallegrande, ripetendo la nostra contrarietà all’ipotesi di incenerire i rifiuti nelle sue caldaie e proponendo un’alternativa concreta con l’adozione delle innovative teorie del prof. Connett alla realtà spezzina“.

“Questo è il nostro patrimonio politico, la nostra battaglia, il nostro impegno per la città e la provincia, mantenuto fino ad oggi con difficoltà e convinzione, senza timore di creare conflittualità nelle maggioranze che amministrano il territorio ma con coerenza e lealtà nei confronti della gente. Nonostante ciò” – conclude Lombardi – “la nostra attenzione sul tema dei rifiuti continuerà con la stessa determinazione fino a quando non scongiureremo definitivamente ogni possibilità di incenerimento alla Spezia. Per ottenere questo scopo Rifondazione Comunista ha affermato a gran voce queste posizioni anche con il rischio di causare ripercussioni politiche nelle amministrazioni. Ecco perchè Rifondazione resta l’unica garanzia che ciò non accada, ed il pericolo non è ancora cessato“.

Ma la centrale ENEL non doveva essere dismessa?

4 febbraio 2010, by  
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L’accordo di “ambientalizzazione” del porto, stipulato dall’autorità portuale e dall’ENEL, la dice lunga sulle modalità decisionali che si stanno intraprendendo alla Spezia. Rifondazione Comunista è fortemente allarmata rispetto alla deliberazione di scelte strategiche per la città da parte di organi come l’autorità portuale, che non rispondono ai cittadini.

La nostra riflessione parte dall’accordo programmatico che ha portato all’elezione del sindaco Federici, che aveva specificatamente in essere la dismissione della centrale ENEL della Spezia. Ciò pare superato da tempo in virtù degli investimenti fatti dall’azienda ma rimane un punto politico importante: è insostenibile affrontare mutamenti radicali della gestione del nostro territorio esautorando i percorsi democratici ed istituzionali, coinvolgendo la maggioranza politica in una discussione che segni un percorso condiviso e costruttivo.

Le nostre perplessità non sono solitarie viste le dichiarazioni caute dell’assessore Ruocco, ciononostante Rifondazione Comunista ritiene da tempo che la presenza dell’ENEL sia fortemente ingombrante: lo dice un referendum popolare, lo dice un accordo programmatico, lo segnala la spada di damocle che potrebbe diventare se qualcuno volesse bruciare al suo interno anche i rifiuti.

Riteniamo quindi che il risarcimento che l’ex-azienda elettrica di Stato deve ai cittadini sia ben più sostanzioso delle straordinarie opportunità paventate dall’accordo che Forcieri ha concordato.

Lo sanno i cittadini del levante spezzino.