Ravera e Ricciardi (Prc Liguria): “Sabato a Milano per la libertà di Ocalan e la pace e la giustizia in Kurdistan”

10 febbraio 2017, by  
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Sabato una delegazione di Rifondazione Comunista Liguria parteciperà al corteo nazionale promosso ed organizzato da UIKI – Ufficio Informazioni del Kurdistan in Italia, Comunità Curda in Italia e dalla Rete Kurdistan Italia con concentramento alle ore 14 , Corso di Porta Venezia, angolo via Palestro.

Saremo a Milano” – dichiarano Marco Ravera segretario regionale Prc Liguria e Jacopo Ricciardi della segreteria regionale del PRC Ligure – “per chiedere la libertà per tutti i prigionieri politici e le prigioniere politiche in Turchia, per un una soluzione politica e democratica della questione curda, per chiedere la liberazione di Abdullah Öcalan a 18 anni dal suo sequestro“.

Per garantire la sua presidenza, Erdogan si è alleato con i fascisti e i nazionalisti turchi, così da affrontare la questione curda con la violenza e la repressione: tutto ciò che è collegato con i curdi e la loro identità è un obiettivo. Vengono commissariate le municipalità, i co-sindaci sono arrestati e sostituiti con amministratori fiduciari di nomina governativa. La brutalità della guerra in Kurdistan che ha visto la distruzione di intere città, è già costata la vita a migliaia di civili, arresti di massa di politici, intellettuali, accademici, giornalisti, attivisti, avvocati e magistrati, fino ad arrivare al piano per l’eliminazione fisica di Öcalan.

Rifondazione Comunista Liguria

 

 

Atc, in consiglio si cita Erdogan, poi scatta il time out. Bucchioni: “Chi non vota la mozione si mette sullo stesso piano del presidente turco”

21 luglio 2016, by  
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Colombini: “Pd contro i lavoratori”. Ma Tartarini strappa una pausa

Ci aggiorniamo a settembre. E’ quanto è stato deciso ieri sera in consiglio comunale relativamente alla mozione sulla querelle tra Atc e Luca Simoni, dipendente e sindacalista Cobas che ha ricevuto un provvedimento disciplinare (quindi decurtazione della paga) per le dichiarazioni rilasciate negli scorsi mesi – anche in sede di commissione consiliare – su alcuni aspetti problematici della vita aziendale. Dalla presunta insalubrità degli ambienti, alla vetustà dei mezzi, passando per i dubbi sui collaudi.
La mozione, presentata dal capogruppo di Rifondazione comunista Edmondo Bucchioni, sottoscritta da Guerri (Per la nostra città) e, in tempo reale, dal Movimento cinque stelle, chiedeva all’assemblea di confluire su un’espressione di solidarietà nei confronti di Simoni, impegnando il sindaco Federici e l’assessore alle partecipate, Jacopo Tartarini, aintervenire in Atc, per richiamare la dirigenza ad un comportamento corretto, garantendo il diritto di critica proprio del ruolo del sindacalista“.

Non mi sarei mai aspettato di ritrovarmi in consiglio per difendere il diritto all’attività sindacale all’interno di una società partecipata – ha esordito Bucchioni -. Simoni ha fatto denunce importanti e si è anche aperta un’indagine, attualmente in corso, che ha rilevato la presenza di amianto nella ex sede di Atc, un fatto in un primo tempo negato da Renato Goretta, amministratore unico dell’azienda“. Il punto, per Bucchioni, è che “i panni sporchi non si lavano in famiglia, soprattutto se parliamo di un’azienda partecipata. Con il provvedimento contro Simoni, si va a intimorire chi viaggia a testa alta. Con la mozione non si chiedono le dimissioni di Goretta, protagonista di una gestione aziendale vergognosa, in modo che tutti possiamo condividerla. Chi non lo fa, si mette sullo stesso piano di Erdogan, perché non tutela i più deboli“.

E’ toccato al Pd Luca Liguori rispondere all’esponente della minoranza. “Simoni non si è limitato alle legittime funzioni di critica, ma ha adombrato comportamenti caratterizzati da forte illegalità da parte non solo dei vertici aziendali, ma anche di enti come Asl e Motorizzazione. Il provvedimento disciplinare non va a ledere il diritto all’attività sindacale, ma sanziona i giudizi gravi, offensivi e lesivi espressi da un lavoratore. Credo che l’ingresso della politica in questa vicenda sia forzato. Tantissimi lavoratori pubblici sono oggetto di provvedimenti disciplinari, la politica non va a esprimere vicinanza a ognuno di loro. Vorrei inoltre sottolineare come la magistratura abbia detto che non c’è stato comportamento anti sindacale. E non ci sia stato ricorso. Tra l’altro, da pochi giorni sono scaduti i termini per farlo. Io, personalmente, se credessi di avere ragione in una vertenza, farei ricorso“. Una battuta su Goretta: “Non è vero che aveva negato la presenza di amianto, anzi, si era detto possibilista“.

Furente l’intervento di Carlo Colombini del Movimento cinque stelle. “Vogliamo lasciare che Goretta punisca Simoni per aver fatto il suo dovere? Così facendo, mi chiedo chi, in futuro, avrà coraggio di denunciare qualcosa. Forse il Pd vuole cogliere un’altra occasione per dimostrare che non sta più con i lavoratori. L’unica cosa che lega il Partito democratico al Partito comunista ormai sono le frasi dei dittatori”. Non è mancato un riferimento al governo che “ammazza la gente dando 98 miliardi per il business delle slot machine“.

L’assessore Tartarini, con una pacatezza che ha fatto breccia, ha invitato l’opposizione a considerare bene il peso delle parole. “Quello sentito stasera è un linguaggio forse nemmeno tollerabile in strada“, ha osservato. E sulla vicenda in sé ha sottolineato come la stessa sia oggetto di un’indagine della magistratura, attualmente in corso, volta a far luce su quanto detto da Simoni, indipendentemente dalla parabola disciplinare del Cobas. L’ex assessore al Palio ha messo sul tavolo il bisogno di “normalizzare e svelenire la situazione“, nella quale fin qui, lui che è fresco di delega, ha preferito non calarsi “ritenendo il contenzioso fuori controllo”. La proposta di Tartarini? Una pausa di riflessone, utile magari ad allentare la presa della politica sulla questione, aspettando gli sviluppi del lavoro della magistratura, con la promessa di riparlarne a settembre. Al placido Tartarini, Bucchioni ha risposto sì, ritirando la mozione. Dalla furia alla pacificazione, un attimo.

www.cittadellaspezia.com

Fallito golpe in Turchia, Ferrero: “Aumentiamo il sostegno al popolo curdo”

18 luglio 2016, by  
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Il golpe in Turchia è fallito. E’ bene fare alcune riflessioni prima che la storia venga completamente riscritta.
In primo luogo tutti i partiti dell’opposizione in Turchia si sono schierati contro il golpe, a partire dall’Hdp che ha detto chiaramente che la loro è una battaglia per la democrazia e che questa strada non ha alternative.
In secondo luogo i leader occidentali sono stati a vedere e solo dopo varie ore, quando è stata chiara la divisione dentro le forze armate e l’entità della reazione popolare, Obama ha preso posizione contro il Golpe. Evidentemente tutti questi sinceri democratici, in buona compagnia con Salvini, hanno sperato che il golpe gli togliesse di mezzo il governo turco. Il fatto che gli addetti militari turchi nelle cancellerie occidentali fossero stati allertati sul golpe ci parla probabilmente di qualche superficie di contatto tra la Nato e i golpisti.
Il fascista Erdogan adesso utilizzerà questo golpe fallito per accentuare la repressione nel paese e accentuare gli aspetti dittatoriali del suo governo.
Compito nostro aumentare ed alimentare la controinformazione sulla repressione in Turchia, aumentare ed alimentare il nostro lavoro di solidarietà con il popolo Kurdo, con i compagni e le compagne del Pkk e dell’Hdp.

W la lotta del popolo Curdo! W il Pkk e Ocalan!

 

Paolo Ferrero,

segretario nazionale Rifondazione Comunista

Sabato 17 ottobre in piazza Beverini contro le stragi di stato, contro Erdogan e in solidarietà al popolo curdo

15 ottobre 2015, by  
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Sabato scorso ad Ankara delle bombe di stato hanno fatto strage di cittadini e militanti, che chiedevano “Pace, democrazia e lavoro”.

Una strage orrenda, che chiama alla mobilitazione ogni democratico al fianco dell’HDP, della comunità curda e di quanti si battono in Turchia contro il regime di Erdogan, per la pace contro le stragi di stato.

Rifondazione Comunista, nell’esprimere la propria vicinanza e solidarietà alla comunità curda, aderisce ed invitate tutte e tutti a partecipare al presidio indetto nella nostra città sabato 17 ottobre alle ore 17:00 in Piazza Beverini.

Le bombe non fermano chi lotta per la democrazia.

Rifondazione Comunista, federazione provinciale La Spezia

Turchia, appello dell’opposizione al capo dello Stato. Bonino minimizza la situazione: critiche del Prc

13 giugno 2013, by  
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Dopo l’ennesima notte di violenze e repressione da parte della polizia turca, il leader dell’opposizione turca Kemal Kilicdaroglu ha lanciato un appello al capo dello stato Abdullah Gul perche’ prenda una iniziativa per fermare le violenze. Dopo una riunione di crisi della direzione del suo partito Chp questa notte, mentre erano in corso duri scontri a Istanbul e Ankara, Kilicdaroglu ha chiesto a Gul di convocare un vertice dei leader dei principali partiti turchi per fare abbassare la tensione nel paese. Intanto, tra le varie azioni di repressione viene segnalata una multa alle televisioni turche che hanno trasmesso le immagini degli scontri di questi giorni.
Sulla situazione in Turchia è intervenuto sia l’Onu che, in maniera blanda, gli Usa. Posizione minimizzatrice anche da parte dell’Italia. Il ministro Emma Bonino ha prodotto una informativa per il Parlamento in cui parla di “apprensione per gli eventi e di stato d’allerta per “tutelare l’incolumità degli italiani”. Le manifestazioni di protesta in Turchia, secondo Bonino, sono nate in maniera “spontanea“, e il partito dell’opposizione si è unito ai manifestanti ma non li ha guidati. Bonino, che ha parlato di “uso sproporzionato della forza” da parte della polizia con il “fermo di decine di avvocati” ha confermato il bilancio di “quattro vittime e centinaia di feriti“.
Critiche a Bonino, che tra l’altro ha paragonato i turchi ai protegonisti della primavera araba, sono arrivate subito dal segretario del Prc Paolo Ferrero. Il ministro Bonino ha minimizzato le violenze, paragonando piazza Taksim a Occupy Wall Street – scrive Ferrero in una nota – e denunciando solo in maniera blanda e superficiale la pesante repressione ordinata da Erdogan”. “E’ vergognoso che l’Italia assuma una posizione cosi’ menefreghista sui diritti umani e democratici – continua Ferrero – spostata evidentemente molto di piu’ sugli interessi commerciali dei rapporti con la Turchia”. “Alla faccia dei bei discorsi sui diritti civili e sulla laicita’ – rincara Ferrero – Emma Bonino in questa occasione dimostra invece una totale sudditanza agli interessi economici“.Quello che stanno subendo i manifestanti a Istanbul -conclude Ferrero- non e’ da Paese civile, ne’ da democrazia: e uno Stato di questo tipo non puo’ entrare in Europa, al contrario di quanto ha detto il ministro degli Esteri, con un tempismo davvero sospetto. ‘Difendere’ il governo turco e l’ingresso di Ankara nell’Ue in un momento del genere e’ un insulto ai cittadini turchi che stanno difendendo la democrazia e respingendo al mittente i tentativi di clericalizzare un Paese”.