5 Terre: “Responsabili politici si assumano tutte le responsabilità del disastro”

2 novembre 2010, by  
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A poco più di un mese dal terremoto che ha investito le Cinque Terre è più che mai necessaria una seria riflessione sullo stato attuale delle cose.

Rifondazione Comunista decise in tempi non sospetti di abbandonare il presidente Fiasella e, viste le sue dichiarazioni recenti, fu scelta saggia. Nonostante sia emerso di tutto e di più il presidente della provincia è passato dalla definizione di “nuovo caso Tortora” all’ennesima difesa azzeccarbugliesca di Bonanini: forse è il caso che si aggioni, ma l’ultima berlusconata dell’ex presidente del Parco è stata l’auto-ammissione del reato di calunnia per poter richiedere lo spostamento del processo!

Per Fiasella nel Parco “si deroga un po’ alle regole democratiche. Un’affermazione gravissima che denota la mancanza di cultura istituzionale da parte di una delle maggiori rappresentanze locali. Dopo questa ennesima dimostrazione di inadeguatezza, Fiasella deve dimettersi. Crediamo profondamente che la risposta politica che occorre dare alla gente vada ben oltre la diatribetta tra PD e PdL, un teatrino inammissibile.

Ognuno si assuma integralmente le proprie responsabilità, perché entrambi i partiti, trasversalmente, hanno serie responsabilità e coinvolgimenti nella vicenda. Le responsabilità politiche rispetto alla gestione autoritaristica sono nelle 900 pagine di ordinanza ed il ruolo di Bonanini, le sue “capacità”, furono addirittura premiate con la candidatura al Parlamento Europeo!

Se la sua elezione fosse avvenuta, oggi sarebbe uno dei tanti inquisiti coperti da immunità parlamentare, segno evidente che il berlusconismo ha contaminato settori del centrosinistra. Con lui erano presenti nel consiglio direttivo del Parco anche svariati politici di centrodestra che evidentemente durante i voti dei bilanci o dormivano o erano distratti dalle capacità di Bonanini.

E dov’erano i membri ambientalisti del direttivo? Paradossalmente le associazioni ed i comitati che fin’ora si sono travestiti da “grillo parlante” della politica locale, o dormivano, o sapevano. In entrambi i casi dovrebbero avere il buon gusto di astenersi dal far lezioni morali. Così come dimostra la comunità del Parco in cui risultano presenti tutti i sindaci rivieraschi e, si guardi un po’ il caso, il presidente Fiasella.

Se il PD scopre oggi che le regole non debbono essere considerate come un impaccio ne siamo lieti, ma la profonda lacerazione tra politica autoreferenziale e clientelare che sta venendo a galla, con il caso 5 Terre, non può esser risolta cospargendosi il capo di cenere. Occorre una svolta radicale, responsabile e concreta, a partire da una banalità: rispettare le regole democratiche.

Da domani Rifondazione Comunista proporrà di istituire, in tutti i comuni in cui siamo presenti, l’anagrafe degli amministratori per tutti gli enti locali e per ogni organismo partecipato, parimenti alla pubblicazione di tutti i documenti (delibere, regolamenti, bilanci, incarichi, ecc.) sui siti web istituzionali, la tranciabilità della documentazione, e soprattutto regole chiare e utili affinché ogni cittadino possa conoscere cosa accade nella gestione della cosa pubblica.

Occorre anche una vera e propria assunzione di responsabilità da parte dei Partiti a non candidare persone coinvolte in azioni giudiziarie che riguardano reati contro la cosa pubblica, ad ottenere le loro immediate dimissioni qualora coinvolti, ad impedire che si ricoprano più cariche elettive o nomine (anche se possibile per legge) come deputato/consigliere/amministratore delegato, ecc., senza sovrapposizioni tra ruoli istituzionali ed associativi, Fondazioni ed altre realtà che possono costituire aspetti lobbistici, così come regole per evitare che enti pubblici siano gestiti da nuclei familiari.

Non possiamo ignorare che il lavoro iniziato dal commissario Cosentino sia piuttosto preoccupante: i servizi del Parco devono rimanere pubblici e le 5 Terre non sono territorio di conquista per arpie private che possono far cassa con un patrimonio collettivo simile.
Per prima cosa occorre sapere realmente lo stato dell’arte, poi priorità al rilancio del Parco attraverso un modello compatibile, non di sfruttamento, ma di ulteriore valorizzazione attraverso pratiche virtuose. Domani il Parco delle 5 Terre deve essere il laboratorio politico di un modello innovativo, che tenga conto delle battaglie vere ambientaliste vinte fin’ora, che non deroghi impegni sociali ed occupazionali a scorribande predatorie.

In tal senso esprimiamo viva preoccupazione per la posizione espressa da Fabio Renzi, segretario generale Symbola, che come se nulla fosse si preoccupa di rilanciare l’immagine di una terra che non ha nessun bisogno di essere magnificata perchè basta la sua bellezza. E’ tuttavia un segnale non positivo il fatto che in Symbola è presente l’ex presidente Bonanini e l’attuale commissario Cosentino, elementi che non fanno ben sperare rispetto al tanto agognato rinnovamento culturale e politico.